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Come investire in oro

Thursday, January 16th, 2014

Investire in oro

Da secoli, gli investitori vedono nell’oro un mezzo di protezione del loro patrimonio, in particolare in periodi di turbolenza finanziaria.

La funzione del metallo giallo, in termini d’investimento a lungo termine, si è confermata nel corso di questi ultimi anni, dove si sta vivendo uno dei più grandi periodi di crisi della storia. Gli investitori dovrebbero considerare l’oro come una parte vitale del proprio portafoglio, vista la persistente incertezza macroeconomica.

Di conseguenza, gli investitori si rendono conto che la situazione attuale è molto propizia alla diversificazione degli attivi.

Come dovrebbero avvicinarsi all’oro gli investitori?

Molteplici scelte si presentano agli investitori, tutto dipende dalle esigenze di ciascuno: monete, ETF, prodotti finanziari addossati all’oro (miniere…).

Tuttavia, l’investitore privato dovrebbe, prima di tutto, concentrarsi sugli investimenti in oro fisico. Questi ultimi, infatti, comportano meno rischi, poiché detenere oro fisico rappresenta una sicurezza in ogni momento e, soprattutto, quando se ne ha più bisogno: in tempo di crisi.

In Inghilterra, ad esempio, gli investitori che acquistano delle monete d’oro britanniche, come le Sterline e le Britannia, sono esenti da qualsiasi imposta sul plusvalore.

Ricordiamo che per oro da investimento s’intende:

• l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
• le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, e sono esenti da IVA a livello europeo (secondo la direttiva europea 98/90/EC).

I differenti tipi di oro fisico

L’oro in forma di lingotti è il metodo d’investimento più popolare. I lingotti devono essere certificati, ed è importante disporre del certificato di proprietà.

Il prezzo di un lingotto (da 1 kg) viene fissato leggermente al di sopra del prezzo spot.

Esistono anche lingotti con un peso minore, ma ovviamente hanno un premio iniziale più elevato (che può arrivare anche al 50% al di sopra del prezzo spot). E importante valutare bene l’acquisto di questi lingottini prima d’investire, poiché non è un investimento frazionabile, e dunque con un basso potenziale di liquidità.

Le monete d’oro, a differenza dei lingotti, hanno un premio, che varia in base al tipo delle monete, allo stato di conservazione, e alla domanda (per maggiori informazioni sulla nozione di premio delle monete d’oro, clicca qui).

Per trarre il maggior profitto dall’investimento in monete d’oro, bisogna assicurarsi che queste siano state trattate con cura nel corso degli anni, per evitare una svalutazione alla rivendita (leggi l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro).

Comunità online di acquirenti e venditori di tutto il mondo

Come acquistare, vendere e conservare l’oro?

Acquistare e vendere l’oro non è mai stato così semplice come oggi, grazie alle diverse piattaforme online che offrono questo servizio (accesso sicuro agli account).

In generale, le vendite dell’oro si effettuano sia fisicamente, in negozio, sia per posta. Tuttavia, quando si rivende l’oro, i negozianti riacquisteranno il vostro oro solo se tornate nel negozio in cui avete effettuato l’acquisto iniziale. I lingotti vengono riacquistati ad un prezzo minore del prezzo spot, a differenza delle monete, le quali godono di un premio che i lingotti non hanno.

Custodire il proprio oro a casa non è la soluzione migliore: innanzitutto, bisogna tener conto delle spese supplementari che riguardano la spedizione, deposito e assicurazione. Tali fattori avranno un impatto negativo sull’investimento.

Ma esiste un’alternativa, che consiste nel custodire il vostro oro in casseforti esterne per assicurare il vostro investimento e permettervi di rivenderlo senza bisogno di scomodarvi – solo il titolo di proprietà avrà bisogno di essere modificato, ma anche questo non sarà un problema per voi, poiché ci sono società in grado di fornirlo ai propri clienti.

Sono infatti state create un gran numero di piattaforme, con una loro comunità online di acquirenti e venditori, che offrono la possibilità agli investitori di migliorare il potenziale delle loro rivendite e, cosa più importante, di permettergli di fissare il proprio prezzo di vendita come avviene, ad esempio, sul sito LinGOLD.com, grazie al comodissimo servizio di custodia in casseforti indipendenti, al di fuori del sistema bancario.

Se avete intenzione d’investire nell’oro fisico, dovete tener conto di diverse opzioni, in particolare di alcuni fattori critici come il metodo di acquisto, la qualità dei prodotti, facilità d’accesso al servizio, sicurezza del vostro investimento, implicazioni a livello fiscale, metodo e prezzo di rivendita.

Ricordiamo che la purezza dell’oro viene espressa in parti per mille. Ad esempio, 995, ossia nove nove cinque, indica una purezza di 995/1000, vale a dire 99,5%. 995 è il più alto grado di purezza al quale l’oro poteva essere fabbricato ma, grazie alle applicazioni di altissima tecnologia, è diventato ormai possibile produrre dei metalli puri a 99.9999%. I lingotti devono sempre avere i marchi seguenti per provare l’autenticità: Good Delivery Pure Gold, 999.9, un marchio di fabbrica di un raffinatore riconosciuto sul mercato (Valcambi, Umicore), e un numero di serie.

Fiscalità applicata all’oro da investimento in Italia

Friday, December 13th, 2013

In quest’articolo parleremo della fiscalità applicata in Italia sull’oro. Parliamo in particolare dell’oro da investimento, che beneficia di alcuni vantaggi dei quali non godono, ad esempio, i gioielli, o le medaglie commemorative in oro.

MA COSA S’INTENDE PER ORO DA INVESTIMENTO?

La definizione di oro da investimento la troviamo all’articolo 1 della Legge 17 Gennaio 2000, N. 7:

  • l’oro da investimento, intendendo per tale, l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
  • le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonchè le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco;
  • il materiale d’oro diverso da quello di cui alla lettera a), ad uso prevalentemente industriale, sia in forma di semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, sia in qualunque altra forma e purezza.

LE MONETE D’ORO DA INVESTIMENTO

La Vera Valor, la 1° Oncia d'oro puro proveniente dalla Clean Extraction

Sono considerate come monete da investimento tutte le “monete bullion”, o monete lingotto, come il Krugerrand, la Panda cinese, l’Eagle americana, la Maple Leaf canadese, la Nugget australiana, la Filarmonica di Vienna o, ancora, la Vera Valor e la Mezza Vera valor… Inoltre, si aggiungono alla lista monete meno recenti, più “tradizionali” come la Lira, la Sterlina inglese, la Marianne Coq o la Pesos messicana.

NB: il premio di una moneta d’oro non ha niente a che vedere con le tasse.

LORO DA INVESTIMENTO ESENTE DA IVA

Le operazioni di compravendita di oro da investimento sono esenti da IVA (art.10 del DPR 633/1972 – “Operazioni esenti dall’imposta”).

Grazie alla Legge 7/2000, n. 7, il monopolio del mercato dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi è stato abolito, e i residenti italiani possono acquistare e vendere oro da investimento senza IVA, a livello europeo.

TASSAZIONE SULL’ORO DA INVESTIMENTO PER I SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA NON IN REGIME D’IMPRESA (INVESTITORI PRIVATI)

La compravendita di metalli preziosi preziosi, lingotti e monete d’oro, può generare plusvalenze di natura finanziaria che la legislazione italiana sottopone a tassazione con l’applicazione di un’imposta sostitutiva.

La base imponibile soggetta a tassazione è determinata dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il suo valore di acquisto (art. 68 del TUIR). E molto importante conservare la documentazione dell’atto di acquisto del metallo, poiché in mancanza di tale documentazione, le plusvalenze vengono determinate in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione, e su questa base si paga il 20 per cento. Non si tratta di una facoltà ma di un obbligo. Pertanto non è possibile scegliere l’opzione più conveniente qualora si sia effettivamente in possesso della documentazione d’acquisto.

NB: Ai fini della determinazione della plusvalenza si considerano ceduti per primi i metalli preziosi acquistati in data più recente, a meno che non riusciate a fornire con prove tangibili che avete rivenduto il metallo più vecchio (comma 1-bis, articolo 67 del TUIR).

SE ACQUISTO E VENDO ALL’ESTERO, DOVE DEVO PAGARE LA PLUSVALENZA?

Per i residenti fiscali in Italia, le plusvalenze si considerano prodotte in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dell’intermediario e della società che ha emesso le azioni. Pertanto, i residenti fiscali in Italia sono tenuti a pagare le plusvalenze secondo le modalità previste dalla legge italiana (D.P.R. n. 917/86 del TUIR).

E SE REALIZZO UNA MINUSVALENZA ALLA RIVENDITA?

La minusvalenza (cosidetta “capital loss”) è una perdita risultante dalla vendita di un prodotto ad un prezzo inferiore a quello d’acquisto.
Se vendo il mio oro, e realizzo una minusvalenza nel periodo d’imposta, posso compensarla con le eventuali plusvalenze, entro e non oltre i quattro anni successivi. Se entro tale termine non si realizzano plusvalenze sufficienti a compensare le minusvalenze, il residuo va perduto. (art. 68, comma 5 del TUIR).

Nel regime della dichiarazione, il calcolo dev’essere fatto dall’investitore stesso (a differenza del regime amministrato e dal regime gestito), il quale dovrà ricostruire i movimenti del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out, ossia l’ultimo ad entrare sarà il primo ad uscire).

DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ORO

Comunicazione presso l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12 500 €

Per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12.500 € relative a transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, vige l’obbligo di dichiarazione.

L’obbligo di comunicazione scatta con atti dispositivi o di trasferimento di oro :

– le cessioni dall’estero e verso l’estero;
– le cessioni nel territorio nazionale;
– le altre operazioni in oro anche a titolo gratuito (trust, donazioni, successioni);
– le cessioni di oro “estero su estero”.

In caso di mancata dichiarazione, può scattare la sanzione dal 10 al 40% del valore negoziato (art. 4 della legge 17.01.2000, n. 7).

La dichiarazione dev’essere trasmessa all’UIF, entro la fine del mese successivo a quello nel quale l’operazione è stata compiuta; nei casi di operazioni di trasferimento al seguito verso l’estero la dichiarazione va, invece, effettuata e trasmessa prima del trasferimento stesso. Copia della dichiarazione e del documento che ne attesta l’avvenuta trasmissione alla UIF devono accompagnare l’oro.

In casi di acquisto di oro all’estero l’obbligo di dichiarazione grava sull’acquirente italiano.

SEGNALAZIONE DEI TRASFERIMENTI E CAPITALI ALL’ESTERO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RW

Questo quadro dev’essere compilato se l’importo complessivo degli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria, detenuti al 31 dicembre dell’anno precedente, nonché i trasferimenti effettuati, nel corso dell’anno precedente, risultano essere pari o superiori ai 10 000 euro.
NB: Queste due comunicazioni hanno puro scopo dichiarativo e non hanno valore ai fini della tassazione.

COMUNICAZIONE DELLE PLUSVALENZE REALIZZATE SULLA COMPRAVENDITA DI ORO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RT, ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Questo quadro è formato da 4 sezioni a seconda della tipologia dei redditi da dichiarare. Le sezioni che interessano gli investitori in oro che realizzano delle plusvalenze sono la II-A (questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.) e la II-B (questa Sezione deve essere compilata dagli enti non commerciali residenti in Italia e dai soggetti non residenti per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento).

IVAFE, L’IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO

L’Ivafe è l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero che grava sulle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie (azioni,obbligazioni, titoli, valute estere, metalli preziosi) presso intermediari esteri.

L’IVAFE si applica proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione:

  • per il 2012, nella misura dell’1 per mille annuo del valore delle attività finanziarie
  • per il 2013 nella misura dell’1,5 per mille annuo.

Non è prevista alcuna soglia di esenzione. L’imposta non è dovuta solo se il suo importo non supera i 12 euro.

Per calcolare la base imponibile va preso in considerazione il valore di mercato, rilevato al 31.12 di ciascun anno nel luogo in cui le stesse sono detenute. Se alla data del 31.12 le attività non sono più possedute, si deve far riferimento al valore di mercato delle stesse attività rilevato al termine del periodo di possesso.

L’IVAFE SARA PIU LEGGERA A PARTIRE DAL 2014

Dal 2014, l’ambito di applicazione del prelievo sui capitali all’estero sarà ridotto. A pagare non saranno più tutte le «attività finanziarie» detenute oltre confine, ma solo i «prodotti finanziari», oltre che conti correnti e libretti di risparmio. Questo è quanto prevede il ddl Europea 2013-bis, approvato nel settembre scorso dal consiglio dei ministri.

L’applicazione dell’IVAFE per i metalli preziosi verrà sostituita, dal 2014, da un imposta di bollo fissa, pari a 34,20 euro.

Leggi e riferimenti :

Legge 17 Gennaio 2000, n.7

Operazioni esenti da imposta

TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi

Le monete di Vittorio Emanuele III, un buonissimo investimento !

Tuesday, December 20th, 2011
Le monete di Vittorio Emanuele III sono << le monete >> nello spirito degli italiani. Queste monete furono coniate dal 1901 al 1946, e sono molto appetibili agli occhi dei numismatici, così come a quelli degli investitori, grazie alla loro bellezza e particolarità artistica. Durante il Regno di Vittorio Emanuele III, detto anche il “Re numismatico“, vennero coniate una miriade di monete, tutte con differenti caratteristiche che, in un certo senso, rompevano con i vecchi schemi delle precedenti monetazioni. Proprio grazie al fatto che il Re Vittorio Emanuele III era un appassionato di numismatica, la produzione di monete nei primi anni del Novecento fu molto vasta.

Le monete di Vittorio Emanuele III sono poco conosciute al di là dei confini nazionali e sono perciò una bella collezione. Alcune di esse sono estremamente rare e, quindi, piuttosto interessanti per i collezionisti e i numismatici, e meno per gli investitori che dovranno puntare più su monete con un elevato potenziale di crescita sul loro spread come le Marengo (20 Lire) o Mezzo Marengo (10 Lire) Vittorio Emanuele III e II.

Un po’ di storia…

Vittorio Emanuele III Re di Savoia (Napoli, 11 novembre 1869 – Alessandria d’Egitto, 28 dicembre 1947), nacque da Umberto I di Savoia e da Margherita di Savoia. Il suo nome completo era Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro.

Vittorio Emanuele III fu re d’Italia dal 1900 al 1946, Imperatore d’Etiopia dal 1936 al 1943 e Re d’Albania dal 1939 al 1943.

Egli era un grande collezionista di monete e appassionato di numismatica, scrisse anche un’opera in 20 volumi, il Corpus Nummorum Italicorum, dove sono classificate e descritte le monete e le zecche italiane. Tuttavia, l’opera rimase incompleta. Per via di questa passione, è ricordato da tutti come il Re Numismatico.

Il periodo storico in cui egli si trovò a governare l’Italia è stato lungo e travagliato (prima guerra mondiale e Fascismo) e segnò un’ampia produzione di monete.

 

Elenco delle monete d’oro Vittorio Emanuele III


10 Lire Aratrice : Al dritto, semibusto del Re in uniforme rivolto verso sinistra, contornato dalla scritta VITTORIO EMANUELE III. In basso a sinistra, lungo il bordo, nodo savoia in incuso all’interno di un rettangolo.

Al verso figura allegorica della nazione raffigurata come un’aratrice che tiene con la mano sinistra un fascio di spighe e con la mano destra impugna il manico di un aratro.  Nella parte alta, lungo il bordo, la legenda REGNO D’ITALIA. Il valore è indicato ai due lati, con a sinistra la parola LIRE e a destra la cifra 10. In esergo il millesimo con segno di zecca (R) a sinistra e stella a cinque punte a destra. Sotto la linea dell’esergo sono indicati gli autori, E● BONINSEGNA M ● a sinistra, e L ● GIORGI ● INC ● a destra.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 19,5 millimetri

Peso : 3,22 grammi

Contorno : rigato


20 Lire Aquila Sabauda : Al dritto, testa nuda del Re rivolto a sinistra, contornata dalla scritta VITTORIO EMANUELE III. Sotto il collo, il nome dell’incisore (SPERANZA).

Al verso, aquila araldica spiegata e coronata con lo scudo sabaudo nel petto. Lungo il bordo, nella parte superiore, la scritta REGNO D’ITALIA, mentre nella parte inferiore, separata da due nodi savoia, l’indicazione del valore della moneta (L ● 20), il segno di zecca (R) tra due stelle a 5 punte e il millesimo.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 21 millimetri

Peso : 6,45 grammi

Contorno : leggermente rigato


20 Lire Aratrice : Al dritto, semibusto del re rivolto a sinistra e contornato dalla scritta VITTORIO EMANUELE III. Lungo il bordo, nodo di Savoia in incuso all’interno di un rettangolo.

Al verso, figura allegorica della nazione raffigurata come un’aratrice che tiene con la mano sinistra un fascio di spighe e con la mano destra impugna il manico di un aratro.  Nella parte alta, lungo il bordo, la legenda REGNO D’ITALIA. Il valore è indicato ai due lati, con a sinistra la parola LIRE e a destra la cifra 10. In esergo il millesimo con segno di zecca (R) a sinistra, e stella a cinque punte a destra. Sotto la linea dell’esergo sono indicati gli autori, E ● BONINSEGNA ● M ● a sinistra, e L ● GIORGI ● INC ● a destra.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 21 millimetri

Peso : 6,45 grammi

Contorno : rigato


20 Lire Fascetto : Al dritto, testa nuda del Re verso sinistra, col nome dell’autore, A ● MOTTI sotto il taglio del collo. Attorno la legenda VITTORIO EMANUELE III RE D’ITALIA.

Al verso, fascio littorio con scure a destra. A sinistra, su due righe, il valore della moneta LIRE 20, con sotto, nella parte bassa, il segno della zecca. Alla destra del fascio, su due righe OTTOBRE 1922, e nel basso 1923. Questa moneta è da considerarsi una coniazione commemorativa della Marcia su Roma.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 21 millimetri

Peso : 6,45 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla francese


50 Lire Aratrice : Al dritto, semibusto del re volto a sinistra, e intorno VITTORIO EMANUELE III. A sinistra, lungo il bordo, nodo Savoia in incuso all’interno di un rettangolo.

Al verso, figura allegorica della nazione ritratta come un’aratrice che tiene con la mano sinistra un fascio di spighe e con la mano destra impugna il manico di un aratro. Nella parte alta, lungo il bordo, la legenda REGNO D’ITALIA. Il valore è indicato ai due lati, con a sinistra la parola LIRE e a destra la cifra 50. In esergo, il millesimo con segno di zecca (R) a sinistra, e stella a cinque punte a destra. Sotto la linea dell’esergo sono indicati gli autori, E ● BONINSEGNA M ● a sinistra, e L ● GIORGI ● INC ● a destra.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 28 millimetri

Peso : 16,13 grammi

Contorno : rigato


50 Lire 50° Unità d’Italia : Al dritto, testa nuda del re volta a sinistra, con il nome dell’autore, D ●  TRENTACOSTE sotto il taglio del collo, e quello dell’incisore, L ● GIORGI INC ●, appena sotto. Intorno, la scritta VITTORIO EMANUELE III RE D’ITALIA.

Al verso, due figure allegoriche che rappresentano l’una l’Italia (la figura femminile) e l’altra la città di Roma (la figura maschile posta su un piedistallo). In secondo piano, una nave da guerra la cui prora è ornata con festoni e scudo sabaudo. A sinistra, un aratro con una ghirlanda da fiori dove sono sovrapposte le date 1861-1911. A destra, indicazione del valore (L ●  50) e sotto il segno di zecca (R). Tale moneta è da considerarsi una coniazione celebrativa del cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 28 millimetri

Peso : 16,13 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla tedesca


50 Lire Littore : Al dritto, testa nuda del Re volto a sinistra. Lungo il bordo, la legenda VITT ● EM ● III ● RE ●. Sotto il collo del Re, sempre lungo il bordo, i nomi dell’autore (C ● ROMAGNOLI) e dell’incisore (A ● MOTTI INC ●).

Al verso, Littore che porta un fascio littorio sulla spalla sinistra e procede verso destra. In basso a destra, l’indicazione del valore (L ● 50) sotto la quale si trovano il millesimo e l’anno del
fascismo, in corrispondenza a sinistra si trova il segno di zecca a sinistra (R).

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 20,5 millimetri

Peso : 4,40 grammi

Contorno : leggermente rigato

Assi : alla francese


50 Lire Impero : Al dritto, testa nuda del Re volta a sinistra. Lungo il bordo, la legenda VITT ● EM ● III ● RE ● E ● IMP ●. In basso, sempre lungo il bordo, il nome dell’autore G ●  ROMAGNOLI.

Al verso, l’insegna imperiale romana con aquila spiegata in alto, scudo sabaudo al centro e un fascetto in basso, tra la data e il valore. Lungo il bordo : ITALIA e in basso, a sinistra, il segno di zecca ( R ), e l’anno dell’Era Fascista a destra (XIV).

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 20,5 millimetri

Peso : 4,40 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla francese


100 Lire Aquila Sabauda : Al dritto, testa del Re rivolta a sinistra contornata dalla scritta VITTORIO EMANUELE III. Sotto il collo del Re, il nome dell’incisore (SPERANZA).

Al verso, aquila araldica con stemma di casa Savoia. Lungo la parte superiore del bordo, la scritta REGNO D’ITALIA, separata da due nodi Savoia, e nella parte inferiore l’indicazione del valore (L ● 100), il segno di zecca ( R ), posto tra due stelle a 5 punte e il millesimo.

Queste monete sono state coniate sia in oro rosso che in oro giallo.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 35 millimetri

Peso : 32,25 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla francese


100 Lire Aratrice : Al dritto, semibusto del re volto a sinistra, intorno la scritta VITTORIO EMANUELE III. A sinistra, lungo il bordo, nodo Savoia in incuso all’interno di un rettangolo.

Al verso, figura allegorica della nazione ritratta come un’aratrice che tiene con la mano sinistra un fascio di spighe e con la mano destra impugna il manico di un aratro.  Nella parte alta, lungo il bordo, la legenda REGNO D’ITALIA. Il valore è indicato ai due lati, con a sinistra la parola LIRE e a destra la cifra 100. In esergo il millesimo con segno di zecca (R) a sinistra, e stella a cinque punte a destra. Sotto la linea dell’esergo sono indicati gli autori, E ● BONINSEGNA M ● a sinistra  e L. GIORGI. INC. a destra.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 35 millimetri

Peso : 32,25 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla francese


100 Lire Fascio : Al dritto, testa nuda del Re verso sinistra, col nome dell’autore, A ● MOTTI, sotto il taglio del collo. Attorno la legenda VITTORIO EMANUELE III RE D’ITALIA.

Al verso, fascio littorio con scure a destra, sovrastata da testa di montone. A sinistra, su due righe, il valore della moneta LIRE 100, con sotto il segno della zecca. Alla destra del fascio, su due righe, OTTOBRE 1922, e nel basso 1923. Questa moneta è da considerarsi una coniazione commemorativa della Marcia su Roma.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 35 millimetri

Peso : 32,25 grammi

Contorno : rigato

Assi : ruotato di 0-15°


100 Lire Vetta d’Italia : Al dritto, testa del Re volta a sinistra contornata dalla scritta VITT ● EM ● III RE D’ITALIA. Sotto la testa, ramo di quercia che attraversa la Corona Ferrea. Ai due lati della base del ramo le date 1900 e 1925.

Al verso, figura maschile che tiene la bandiera del Regno inginocchiata su una roccia, con in incuso sia la scritta VETTA D’ITALIA su due righe sia un fascio littorio con la scure rivolta verso destra. Ai lati della figura maschile, in orizzontale, indicazione del valore (Lire 100), al lati della roccia, lungo il bordo, le date 1915 e 1918. A destra, verso il basso, il segno di zecca ( R ). Lungo il bordo, indicazione dell’autore (MISTRUZZI).

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 35 millimetri

Peso : 32,25 grammi

Contorno : rigato

Assi : ruotato di 15°


100 Lire Prora : Al dritto, semibusto del Re con il Collare dell’Annunziata volto verso sinistra, contornato dalla scritta VITTORIO ● EMANUELE ● III ● RE. Sotto il busto, un nodo Savoia, al di sotto del quale sono riportati i nomi degli autori (G ● ROMAGNOLI e A ● MOTTI INC ●).

Al verso, figura femminile allegorica dell’Italia posta sulla prua di una nave mentre regge con la sinistra una fiaccola e con la destra un ramoscello di ulivo. Lungo il bordo, la scritta ITALIA. Sulla prua della nave, in incuso, un fascio con la scure rivolta a destra. A sinistra, verso il basso, indicazione del valore (L ● 100), e il millesimo con l’anno dell’Era Fascista, con le lettere – E ● F su due righe.

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 23,5 millimetri

Peso : 8,80 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla francese


100 Lire Littore : Al dritto, testa nuda del Re rivolta verso destra. Lungo il bordo, la legenda VITTORIO ● EMANUELE ● III ● RE ● E ● IMP. Sotto il collo del Re, sempre lungo il bordo, il nome dell’autore (C ● ROMAGNOLI).

Al verso, Littore che porta un fascio littorio sulla spalla destra e procede verso destra, e nella mano sinistra tiene una vittoriola. In basso a destra, l’indicazione del millesimo, in corrispondenza a sinistra anno dell’Era Fascista. In esergo, scudo sabaudo attorno al quale vi è l’indicazione del valore (LIRE 100). Lungo il bordo, segno di zecca ( R ).

Materiale : Oro 900/1000

Diametro : 23,5 millimetri

Peso : 8,8 grammi

Contorno : rigato

Assi : alla francese