Notizie RSS
    RSS
  • Tutti gli articoli
  • Tutti i commenti
Articoli popolari
Categorie

Posts Tagged ‘Investimenti’

Il salvataggio delle banche sul modello cipriota dovrebbe iniziare nel 2016

Friday, December 27th, 2013

Piano di salvataggio delle banche - Copyright Economy.it

Secondo le decisioni prese dall’UE questi giorni, il salvataggio delle banche in fallimento potrebbe essere effettivo dal 2016, ricorrendo al capitale dei clienti: privati, imprese, azionisti.

Quest’accordo, non ancora approvato in via definitiva dai Governi e dal Parlamento Europeo, contiene i punti seguenti, imposti soprattutto dalla Germania, che non vuole pagare nemmeno un euro in più per le entità degli altri Paesi:

• Creazione di un’autorità unica di liquidazione

Gli azionisti e i creditori delle banche assorbiranno le perdite al posto dei contribuenti

• Gli Stati membri dovranno predisporre di fondi di garanzia, finanziati dalle banche stesse, e dovranno raggiungere la soglia dell’1% dei depositi assicurati entro 10 anni.

• Di fronte ad ogni situazione di salvataggio di un’entità, si dovrà applicare obbligatoriamente una riduzione pari all’8% sul totale del passivo della banca in base all’ordine seguente:

Capitale: attivi finanziari e azioni;
Debito junior: debito subordinato;
Debito Senior e depositi non garantiti delle grandi società;
Depositi di oltre 100 000 euro che non appartengono alle PMI o ai privati;
Depositi di oltre 100 000 euro che appartengono alle PMI o ai privati;
Le obbligazioni ipotecarie;
I depositi inferiori a 100 000 euro (assicurati), non verranno toccati.

Fonte: Tucapital.es

Gli Stati interverranno solo in casi eccezionali, per utilizzare i fondi pubblici nazionali e quelli del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ad esempio prima che i creditori perdano tutti i loro investimenti o quando non sarà più possibile applicare delle riduzioni, e se la banca continuerà ad aver bisogno d’aiuto.

Questa direttiva metterà fine agli aiuti pubblici concessi alle banche, e alla poco fiducia verso quest’ultime. Tali misure, tuttavia, non faranno altro che aumentare l’incertezza e la sfiducia, poiché noi tutti sappiamo che il posto meno sicuro dove custodire i propri soldi sono le banche. E come se non bastasse, non solo dobbiamo pagare per far custodire i nostri soldi, ma dobbiamo anche esporci al rischio di perdere una parte del nostro capitale per degli scopi di “salvataggio”.

Fiscalità applicata all’oro da investimento in Italia

Friday, December 13th, 2013

In quest’articolo parleremo della fiscalità applicata in Italia sull’oro. Parliamo in particolare dell’oro da investimento, che beneficia di alcuni vantaggi dei quali non godono, ad esempio, i gioielli, o le medaglie commemorative in oro.

MA COSA S’INTENDE PER ORO DA INVESTIMENTO?

La definizione di oro da investimento la troviamo all’articolo 1 della Legge 17 Gennaio 2000, N. 7:

  • l’oro da investimento, intendendo per tale, l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
  • le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonchè le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco;
  • il materiale d’oro diverso da quello di cui alla lettera a), ad uso prevalentemente industriale, sia in forma di semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, sia in qualunque altra forma e purezza.

LE MONETE D’ORO DA INVESTIMENTO

La Vera Valor, la 1° Oncia d'oro puro proveniente dalla Clean Extraction

Sono considerate come monete da investimento tutte le “monete bullion”, o monete lingotto, come il Krugerrand, la Panda cinese, l’Eagle americana, la Maple Leaf canadese, la Nugget australiana, la Filarmonica di Vienna o, ancora, la Vera Valor e la Mezza Vera valor… Inoltre, si aggiungono alla lista monete meno recenti, più “tradizionali” come la Lira, la Sterlina inglese, la Marianne Coq o la Pesos messicana.

NB: il premio di una moneta d’oro non ha niente a che vedere con le tasse.

LORO DA INVESTIMENTO ESENTE DA IVA

Le operazioni di compravendita di oro da investimento sono esenti da IVA (art.10 del DPR 633/1972 – “Operazioni esenti dall’imposta”).

Grazie alla Legge 7/2000, n. 7, il monopolio del mercato dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi è stato abolito, e i residenti italiani possono acquistare e vendere oro da investimento senza IVA, a livello europeo.

TASSAZIONE SULL’ORO DA INVESTIMENTO PER I SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA NON IN REGIME D’IMPRESA (INVESTITORI PRIVATI)

La compravendita di metalli preziosi preziosi, lingotti e monete d’oro, può generare plusvalenze di natura finanziaria che la legislazione italiana sottopone a tassazione con l’applicazione di un’imposta sostitutiva.

La base imponibile soggetta a tassazione è determinata dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il suo valore di acquisto (art. 68 del TUIR). E molto importante conservare la documentazione dell’atto di acquisto del metallo, poiché in mancanza di tale documentazione, le plusvalenze vengono determinate in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione, e su questa base si paga il 20 per cento. Non si tratta di una facoltà ma di un obbligo. Pertanto non è possibile scegliere l’opzione più conveniente qualora si sia effettivamente in possesso della documentazione d’acquisto.

NB: Ai fini della determinazione della plusvalenza si considerano ceduti per primi i metalli preziosi acquistati in data più recente, a meno che non riusciate a fornire con prove tangibili che avete rivenduto il metallo più vecchio (comma 1-bis, articolo 67 del TUIR).

SE ACQUISTO E VENDO ALL’ESTERO, DOVE DEVO PAGARE LA PLUSVALENZA?

Per i residenti fiscali in Italia, le plusvalenze si considerano prodotte in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dell’intermediario e della società che ha emesso le azioni. Pertanto, i residenti fiscali in Italia sono tenuti a pagare le plusvalenze secondo le modalità previste dalla legge italiana (D.P.R. n. 917/86 del TUIR).

E SE REALIZZO UNA MINUSVALENZA ALLA RIVENDITA?

La minusvalenza (cosidetta “capital loss”) è una perdita risultante dalla vendita di un prodotto ad un prezzo inferiore a quello d’acquisto.
Se vendo il mio oro, e realizzo una minusvalenza nel periodo d’imposta, posso compensarla con le eventuali plusvalenze, entro e non oltre i quattro anni successivi. Se entro tale termine non si realizzano plusvalenze sufficienti a compensare le minusvalenze, il residuo va perduto. (art. 68, comma 5 del TUIR).

Nel regime della dichiarazione, il calcolo dev’essere fatto dall’investitore stesso (a differenza del regime amministrato e dal regime gestito), il quale dovrà ricostruire i movimenti del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out, ossia l’ultimo ad entrare sarà il primo ad uscire).

DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ORO

Comunicazione presso l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12 500 €

Per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12.500 € relative a transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, vige l’obbligo di dichiarazione.

L’obbligo di comunicazione scatta con atti dispositivi o di trasferimento di oro :

– le cessioni dall’estero e verso l’estero;
– le cessioni nel territorio nazionale;
– le altre operazioni in oro anche a titolo gratuito (trust, donazioni, successioni);
– le cessioni di oro “estero su estero”.

In caso di mancata dichiarazione, può scattare la sanzione dal 10 al 40% del valore negoziato (art. 4 della legge 17.01.2000, n. 7).

La dichiarazione dev’essere trasmessa all’UIF, entro la fine del mese successivo a quello nel quale l’operazione è stata compiuta; nei casi di operazioni di trasferimento al seguito verso l’estero la dichiarazione va, invece, effettuata e trasmessa prima del trasferimento stesso. Copia della dichiarazione e del documento che ne attesta l’avvenuta trasmissione alla UIF devono accompagnare l’oro.

In casi di acquisto di oro all’estero l’obbligo di dichiarazione grava sull’acquirente italiano.

SEGNALAZIONE DEI TRASFERIMENTI E CAPITALI ALL’ESTERO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RW

Questo quadro dev’essere compilato se l’importo complessivo degli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria, detenuti al 31 dicembre dell’anno precedente, nonché i trasferimenti effettuati, nel corso dell’anno precedente, risultano essere pari o superiori ai 10 000 euro.
NB: Queste due comunicazioni hanno puro scopo dichiarativo e non hanno valore ai fini della tassazione.

COMUNICAZIONE DELLE PLUSVALENZE REALIZZATE SULLA COMPRAVENDITA DI ORO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RT, ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Questo quadro è formato da 4 sezioni a seconda della tipologia dei redditi da dichiarare. Le sezioni che interessano gli investitori in oro che realizzano delle plusvalenze sono la II-A (questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.) e la II-B (questa Sezione deve essere compilata dagli enti non commerciali residenti in Italia e dai soggetti non residenti per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento).

IVAFE, L’IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO

L’Ivafe è l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero che grava sulle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie (azioni,obbligazioni, titoli, valute estere, metalli preziosi) presso intermediari esteri.

L’IVAFE si applica proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione:

  • per il 2012, nella misura dell’1 per mille annuo del valore delle attività finanziarie
  • per il 2013 nella misura dell’1,5 per mille annuo.

Non è prevista alcuna soglia di esenzione. L’imposta non è dovuta solo se il suo importo non supera i 12 euro.

Per calcolare la base imponibile va preso in considerazione il valore di mercato, rilevato al 31.12 di ciascun anno nel luogo in cui le stesse sono detenute. Se alla data del 31.12 le attività non sono più possedute, si deve far riferimento al valore di mercato delle stesse attività rilevato al termine del periodo di possesso.

L’IVAFE SARA PIU LEGGERA A PARTIRE DAL 2014

Dal 2014, l’ambito di applicazione del prelievo sui capitali all’estero sarà ridotto. A pagare non saranno più tutte le «attività finanziarie» detenute oltre confine, ma solo i «prodotti finanziari», oltre che conti correnti e libretti di risparmio. Questo è quanto prevede il ddl Europea 2013-bis, approvato nel settembre scorso dal consiglio dei ministri.

L’applicazione dell’IVAFE per i metalli preziosi verrà sostituita, dal 2014, da un imposta di bollo fissa, pari a 34,20 euro.

Leggi e riferimenti :

Legge 17 Gennaio 2000, n.7

Operazioni esenti da imposta

TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi

L’intervista a Marion Mueller, fondatrice e direttrice del sito Oroyfinanzas.com, che ci parla della crisi e le previsioni sull’andamento dell’oro.

Wednesday, November 20th, 2013

Lizette Paternina, direttrice del sito spagnolo LingORO.com

Lizette Paternina, direttrice della piattaforma online ispanica, LingORO.com, ha avuto il piacere di parlare con Marion Mueller, fondatrice e direttrice di Oroyfinanzas.com e Vicepresidente dell’Associazione Spagnola dei Metalli Preziosi.

Vi presentiamo, in esclusiva, l’intervista di Lizette Paternina a Marion Mueller.

Cosa ne pensa della situazione economica mondiale attuale? Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

« Forse la causa maggiore che minaccia l’economia attuale è la creazione del “tapering”. Dopo diversi anni di doping economico e di deprezzamento delle valute, il ritiro del QE (il piano di allegerimento quantitativo) avrebbe un impatto negativo sulle finanze pubbliche e i conti in banca.

Gli Stati dipendono completamente dalla disponibiltà di stampare denaro. Senza la continua stampa di denaro (caso improbabile ma contemplabile), la crisi del debito non cesserebbe comunque, poiché, in ogni caso, non esistono altre soluzioni per finanziare un costo crescente con dei redditi che diminuiscono sempre di più ».

Cosa ne pensa della tendenza ribassista che l’oro sta conoscendo?

« Dopo un decennio sul mercato rialzista, come tutti gli attivi su un mercato, l’oro dovrebbe conoscere una correzione per eliminare lo scarto tra il prezzo e i suoi fondamentali. Tuttavia, in questo momento, il mercato resta in fase di stallo, senza alcuna ragione apparente.

In diverse occasioni, ci siamo chiesti se il mercato dell’oro fosse manipolato. Davanti ad una tale situazione, è lecito porsi questa domanda. I grandi operatori sul mercato sono sicuramente intervenuti per far affondare il prezzo dell’oro e speculare, scommettendo anche sui propri clienti e dando loro consigli contrari al loro comportamento ».

Marion Mueller, direttrice del sito Oroyfinanzas.com

Pensa che i fondamentali dell’oro rimangano intatti? Consiglia di continuare ad investire nell’oro?

« I fondamentali dell’oro sono, ora, più forti di prima, nonostante ne abbiano risentito per via dell’aggravarsi della situazione politica negli Stati Uniti e del rallentamento della crescita delle nazioni emergenti.

Per questi motivi, e per diverse altre ragioni, si consiglia d’investire nell’oro fisico. Milioni di risparmiatori asiatici investono nell’oro per evitare la perdita del loro potere d’acquisto. L’investimento dev’essere quindi effettuato nell’oro fisico, poiché l’oro cartaceo viene manipolato, come già evocato altre volte ».

Quali sono le previsioni sul prezzo dell’oro per il resto del 2013 e per l’anno 2014?

« Non si può prevedere il futuro, ovviamente. Tuttavia, per quanto riguarda il resto dell’anno, il prezzo dell’oro potrebbe stabilizzarsi intorno ai 1300 dollari l’oncia. Mentre, nel 2014, potrebbe conoscere un importante rialzo ».

Fonte: lingoro.info

Investire nell’oro, l’intervista a Nicolas Perrin

Wednesday, October 30th, 2013

Libro di Nicolas Perrin

Nicolas Perrin è un giovane economista francese che ha recentemente pubblicato un libro sul mercato dell’oro, intitolato: “Investir sur le marché de l’or” (tr. Investire sul mercato dell’oro). Tutto quello che avreste sempre voluto sull’oro e non avete mai osato chiedere è contenuto in questo libro. Quest’opera tocca tutti gli aspetti dell’oro, dalla natura del metallo prezioso fino al suo ingresso nel mercato, i rischi di bolla, la fiscalità… LingOro.net ne ha approfittato per fare qualche domanda sull’oro a Nicolas Perrin.

LingOro.net – Nicolas, raccontaci in breve qual è stato il tuo percorso e da dove nasce la passione per il mercato dell’oro ?

Nicolas Perrin: « Ho 29 anni e sono originario di un piccolo paese dell’est della Francia. Interessato a diverse cose alla volta, ma senza tuttavia avere una predilezione particolare, ho effettuato prima un corso di medicina generale al Liceo di Lione, e poi ho frequentato l’IEP di Strasburgo, e il collegio d’Europa di Varsavia. Come tante altre persone, ho iniziato ad interessarmi all’economia e agli investimenti dopo il fallimento della Lehman Brothers. Le notizie che davano i media tradizionali non mi soddisfava, e ho cercato quindi di raccogliere più informazioni possibili (che trovate in allegato nel mio libro) per farmi un’idea tutta personale sulla realtà dei fatti. Queste letture mi hanno portato a fare i miei primi acquisti di metalli preziosi nel 2009 e a terminare i miei studi, specializzandomi nell’asset management ».

LingOro.net – E controcorrente pubblicare un libro sull’investimento nel mercato dell’oro in un momento in cui l’oro sta subendo un forte ribasso dal mese di aprile. Cosa ti ha portato a pubblicare questo libro adesso ?

Nicolas Perrin: « Quando ho effettuato i miei primi acquisti di metalli preziosi, le risposte sulle quali mi sono imbattuto non erano molto limpide. Per fare qualche esempio concreto : “L’oro è sempre una moneta, come sostengono i professori della scuola austriaca di economia, oppure è diventato un attivo finanziario come gli altri, il cui prezzo fluttua in base alla domanda e all’offerta ? Perché la letteratura scientifica non riesce a creare un modello dei fattori fondamentali del prezzo dell’oro ? Come reagire di fronte ai pericoli di confisca ?”… Queste domande – fondamentali per gli investitori – non possono avere risposte molto diverse a seconda dei locutori.

Io ho dunque voluto mettere le cose nero su bianco per vederci più chiaro. Questo lavoro di scrittura, che ha occupato il mio tempo da ottobre 2012 fino a marzo 2013, ha dato vita ad un libro di 240 pagine. Durante la stesura dei nove capitoli che compongono questo libro, ho cercato di affrontare tutti gli argomenti che ruotano intorno al mondo dell’oro. Mi sono anche preso il lusso di esprimere il mio parere su alcune questioni particolari, ma lo scopo primario dell’opera è quello di offrire ai lettori tutto ciò che conosco in materia di oro per permettere loro di farsi una propria opinione.

Il mio libro è stato effettivamente pubblicato in un momento di depressione dei metalli preziosi. Sono anche convinto che gli eventi che ci aspettano porteranno gli investitori a dubitare della sicurezza dei loro risparmi. Spero che questo libro possa consentire a chi lo legge d’identificare le virtù dell’oro fisico e fornire una guida per acquistare i migliori prodotti dai migliori commercianti ».

LingOro.net – Pensi che l’oro risalirà nel 2014 ? Quali sono i fattori che entrano in gioco ?

Nicolas Perrin: « Non ho una palla di cristallo e non posso pretendere di prevedere il futuro dell’evoluzione dei mercati. Quello che posso dire osservando l’attuale ribasso, è che tale cambiamento si è verificato quando i fondamentali macroeconomici sui quali si era posizionato il rialzo dell’oro si sono esacerbati. Per darvi qualche indicazione in cifre concrete, l’indebitamento dei Paesi dell’OCSE è passato dal 75% al 105% del loro PIL, e il deficit di questi stessi Paesi è aumentato dal 3,5% al 5,5% del loro PIL, l’effetto leva delle banche « too big to fail » è drasticamente aumentato, i bilanci della FED e della BCE si sono ulteriormente deteriorati in seguito al riacquisto di una grandissima quantità di attivi « marci », il tasso di crescita dei Paesi dell’OCSE è crollato dallo 0,5% allo 0,1%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dallo 5,9% all’8%. Per non farci mancare nulla, guerra dei cambi e guerra delle valute persistono anche dopo la morte del sistema monetario internazionale organizzato, approvato nei primi anni ‘70. Last but not least, Ben Bernanke ha annunciato durante la riunione del FOMC, il 18 settembre scorso, che la FED continuerà ad iniettare denaro per un totale di 85 miliardi di dollari al mese sui mercati (l’equivalente del New Deal al mese, come spiega Nicolas Doze), confortando, con la loro tesi, coloro che pensano che le politiche monetarie espansionistiche siano ormai irreversibili ».

LingOro.net – L’analisi tecnica sull’evoluzione del prezzo dell’oro porta a delle conclusioni pessimistiche. Dobbiamo pensare che è arrivato il momento di rivendere l’oro fisico ?

Nicolas Perrin: « Se siete posizionati sull’oro da investimento per speculare sul corto/medio termine, seguite il consiglio di Pierre Leconte, che dice: « smettete di trattare l’oro e l’argento sulla base dei loro “fondamentali” piuttosto rialzisti, e iniziate a concepirli in funzione dei loro parametri tecnici attuali, ribassisiti, fino a quando arrivano ai loro costi di produzione, e che a partire da quel momento risalgono sistematicamente sotto l’effetto di una domanda diventata molto più alta dell’offerta.

Tuttavia, se si detengono dei metalli preziosi per proteggersi dai rischi maggiori a lungo termine, non è certo questo il momento di vendere. Quello che è successo a Cipro nella prima metà dell’anno per salvare il sistema bancario, e più recentemente in Polonia per perpetuare il debito pubblico, sono solo un’anteprima di ciò che ci aspetta.

Inoltre, non è quando vediamo che il livello dell’acqua sale sulla nave che bisogna lanciare il salvagente ! Tuttavia, bisogna essere consapevoli del fatto che una posizione a lungo termine nei metalli preziosi gestiti passivamente non sarà redditizia fin quando i mercati non avranno integrato il rischio d’insolvenza, che può verificarsi nel 2013 oppure nel 2014, o 2015.

La trappola in cui ci troviamo oggi può durare, questo è il motivo per cui l’oro fisico dovrebbe essere considerato come il bene rifugio in grado di assicurare il proprio patrimonio ».

LingOro.net – Lo shutdown negli Stati Uniti è un assaggio di quello che dobbiamo aspettarci anche in Europa ?

Nicolas Perrin: « Bisogna ben distinguere due cose: lo shutdown, il mancato accordo sul budget, e il problema del debito federale.

Gli Stati Uniti sono diventati molto difficili da governare per via della frattura venutasi a creare tra la cultura politica democratica e quella reppublicana circa il ruolo dello Stato, da qui il motivo per il quale non si arriva ad un accordo sul budget.

Su scala maggiore, vi è la questione della supervisione di Bruxelles sui budget nazionali, che riguarda tutti gli Stati membri della zona euro. Due elementi dobbiamo prendere in considerazione per rispondere alla vostra domanda. Innanzitutto, bisogna chiedersi se gli Stati membri della zona euro accetterebbero di andare oltre il governo del bilancio europeo ? Il « two pack » (due regolamenti entrati in vigore il 30 maggio 2013, « terzo provvedimento di rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e monetarie dopo il « six pack » (cinque regolamenti e una direttiva) completa il Patto di Stabilità, entrato in vigore nel dicembre 2011, e il Trattato sulla Stabilità, sul coordinamento e sulla governance (TSCG), che viene applicata dal gennaio 2013 » – fonte), che impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del PIL) e, in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, scatta un processo di “correzione” da parte della Commissione.

Fin’ora, in materia di bilancio, la Commissione Europea ha favorito la prevenzione e il ritardo sulle sanzioni finanziarie ma, dotata di un potere di veto, sarebbe ugualmente così clemente ?

E dopo, viene la questione sul debito sovrano. Negli Stati Uniti, c’è un limite massimo per il debito federale. In assenza di un accordo durante il Congresso prima del 17 ottobre per alzare questo limite, gli Stati Uniti non avrebbero più denaro a sufficienza per soddisfare le scadenze dei rimborsi di credito alla fine del mese. Sarebbe quindi default del debito federale. Nonostante gli Stati Uniti abbiano già conosciuto altri shutdown in passato, la situazione oggi è differente poché si ritrova in uno stato d’iper indebitamento e il governo deve ormai contare sul Tea Party.

Plafond del debito Stati Uniti

 

Questo contesto, che ha vocazione a ripetersi, non costituisce un problema per gli Stati Uniti poiché ciò che devono all’estero “lo pagano, per intero o parzialmente, con dei dollari ch’essi possono stampare a piacere”, come spiegava il Presidente de Gaulle durante la sua conferenza stampa al Palazzo dell’Eliseo, il 4 febbraio 1965.

Tutto questo ha l’aria di terminarsi in malo modo, ma è chiaro che i mercati sono immersi in un’assoluta fiducia. Ovviamente, la maggioranza delle parti coinvolte sono coscienti del fatto che i prezzi non sono legati a dei fondamentali solidi, ma si gioca il rialzo navigando a vista ».

LingOro.net – Spiegaci, in poche parole, perché secondo te l’oro resta l’investimento del futuro ?

Nicolas Perrin: « Dal momento che non si anticipa un ritorno ad una crescita economica sana (senza crediti) e sostenuta, l’oro costituisce oggi, dal mio punto di vista, un’assicurazione patrimoniale indispensabile. Per quel che mi riguarda, rivenderei i miei metalli preziosi il giorno in cui i problemi del debito verranno risolti, così come i problemi monetari, e quando i tassi d’interesse reali ritorneranno ad un livello abbastanza elevato da essere in grado di remunerare il mio risparmio.

Fonte: loretlargent.info

Il viaggio dell’oro : da Ovest verso Est attraverso la Svizzera

Monday, October 21st, 2013

Lingotti d'oro

Uno dei temi ricorrenti sul mercato dell’oro, quest’anno, è stato l’imponente spostamento di oro dall’ovest verso l’est, mentre l’oro cola dai fondi d’investimento dell’America del Nord e dell’Europa per finire nelle mani degli acquirenti d’oro fisico in Asia.

L’analista di UBS, Joni Teves, ha citato un fatto importante di questo lungo viaggio che comincia da Londra a Hong Kong e finisce in Cina : « Le numerose liquidazioni degli investitori occidentali sembrano colmare semplicemente le lacune della domanda d’oro fisico : il posizionamento sull’oro da parte degli investitori si è ridotto e le scorte che vengono rilasciate sono arrivate fino alle raffinerie svizzere per essere fuse e raffinate in prodotti che rispondono ai bisogni degli acquirenti asiatici ».

Joni Teves difende questa tesi in seguito ad una forte correlazione tra i flussi d’oro provenienti dal Regno Unito verso la Svizzera e i picchi della domanda d’oro fisico. Una possibile interpretazione potrebbe essere quella secondo la quale l’oro transita attraverso la Svizzera per soddisfare la domanda d’oro fisico in tutto il mondo, o almeno, questo è quello che sarebbe successo quest’anno.

« I picchi di volume si sono verificati nel 2008, 2011 e 2013, corrispondenti ai casi in cui il prezzo dell’oro ha registrato dei cali netti e gli investitori sono andati a cercare dei metalli meno cari ».

Il vecchio oro riciclato, in calo del 21% nel secondo trimestre, avrebbe potuto contribuire a questo flusso d’oro verso l’est mentre gli acquirenti asiatici avevano bisogno di tutta un’altra fonte diversa dall’oro riciclato.

In effetti, il flusso di oro proveniente da Londra verso la Svizzera (per informazione, 798 tonnellate nel primo semestre 2013) è il record più alto dal 1988 e, inoltre, risulta essere superiore del 44% rispetto al flusso del 2011.

Ci sono stati anche dei legami importanti tra le importazioni d’oro svizzere di Hong Kong e le importazioni d’oro della Cina provenienti da Hong Kong.

La Svizzera è il centro mondiale della raffineria d’oro, con oltre due terzi di tutto l’oro che transita nel Paese.

Edmund Moy, chief strategist alla Morgan Gold, ha dichiarato durante un’intervista alla IBTimes, che le raffinerie svizzere hanno la miglior reputazione al mondo in termini di purezza dell’affinazione, dovuto essenzialmente al fatto che una legge, esistente unicamente in questa nazione, esige che in tutte le raffinerie debbano essere presenti degli ispettori del governo per controllare la purezza.

« Le raffinerie svizzere producono ora dei prodotti personalizzati, e dunque per esempio un lingotto da 400 oncie può essere raffinato e trasformato in uno o più lingotti che mostrano il segno dello Sanghai Gold Exchange ». Sembra che si sia venuto a creare un legame molto forte tra la London Bullion Market Association e le raffinerie svizzere.

Quest’anno, i produttori d’oro hanno battuto dei record in termini di acquisizioni, aumentando di conseguenza le loro produzioni mentre i maggiori produttori mondiali hanno ridotti i loro costi d’estrazione.

In Cina, la media d’acquisizione d’oro per abitante è di 5 grammi mentre nei Paesi sviluppati questa media è di 20 grammi. La Cina offre un ampio  mercato d’opportunità.

Fonte : ibtimes.com

LA VERA 1/2 ONCIA, la moneta d’oro da investimento accessibile

Tuesday, October 1st, 2013

Mezza Vera valor - Dritto

Tutti conoscerete il mezzo marengo, la mezza sterlina o ancora i 10$ US? LingOro.net vi presenta un nuovo prodotto da investimento : la Vera 1/2 oncia. Una moneta d’oro da investimento Clean Extraction, adatta a tutti i portafogli.

Oro « Clean Extraction »

L’oro contenuto nella Vera 1/2 oncia risponde ai criteri della carta Clean Extraction, poiché si tratta d’oro puro (999‰) ottenuto dal riciclaggio delle parti in eccesso dell’industria svizzera.

Al contrario dell’argento, il cui riciclaggio è molto complicato e costoso, l’oro è riciclabile all’infinito. Il riciclaggio dell’oro che costituisce la Vera 1/2 oncia s’inserisce all’interno del progetto Clean Extraction in quanto partecipa concretamente alla riduzione delle emissioni nocive per il pianeta. L’oro riciclato permette anche di preservare l’ambiente e di lottare contro il lavoro d’estrazione, spesso effettuato in condizioni davvero difficili.

Non viene usato nessun addittivo pesante e dannoso, nessuna mano d’opera per la sua estrazione, utilizzo di prodotti nocivi ridotto al minimo… L’oro riciclato ha un impatto sull’ambiente molto più debole rispetto a quello che viene estratto nelle miniere.
Il riciclaggio è una sorta di deposito a cielo aperto che rappresenta al giorno d’oggi la metà dell’oro utilizzato nell’industria per produrre gioielli e oro da investimento.

Per informazione, per estrarre dal suolo un’oncia d’oro puro (31,10 g.) ci vogliono più di 75000 litri d’acqua, vengono emessi più di 600 kg di CO2, 25 kg di anidride solforica, vengono consumati più di 200 litri di benzina e generate più di 30 tonnellate di rifiuti di miniera.

Il riciclaggio dell’oro permette, inoltre, di rispondere ad un’altra problematica che è quella della rarefazione delle risorse aurifere. La produzione mineraria stagna mentre la domanda di oro fisico non cessa di aumentare.

Il riciclaggio d’oro è l’unica soluzione per preservare dei prezzi dell’oro ragionevoli, evitando in questo modo di motivare lo sfruttamento minerario sempre più invasivo, difficile e distruttivo per l’ambiente.

L’oro è il metallo prezioso pulito del futuro poiché si ricicla all’infinito !

Partner qualitativo, riconoscimento LBMA

Dei partner reputati partecipano al concepimento della Vera 1/2 oncia : Allgemeine (del gruppo tedesco Umicore), il cui punzone è riconosciuto dal LBMA, produce gli « stampi » (la forma delle monete che costituirà le future Vera 1/2 oncie).
Huguenin è l’atelier svizzera incaricata di coniare le monete.

Più che una semplice variazione

Attenzione, la Vera ½ oncia, prodotta sempre da LinGOLD.com ( la cui società madre è AuCOFFRE.com), essendo più piccola è dunque molto difficile da fabbricare. La complessità del suo concepimento per via della piccola taglia è in linea con le seguenti monete illustri che l’hanno preceduta : Mezzo Marengo, Mezza Sterlina, Mezzo Vreneli, 10£ US… il cui premio è maggiore rispetto ai loro omologhi di formato più grande. Queste, essendo più piccole e dunque meno care, sono in effetti delle monete molto richieste in periodi di crisi e il loro premio aumenta, e sono dunque dei buoissimi prodotti da investimento con un effetto leva ineguagliabile.

Fiscalità

Per via delle sue caratteristiche, la mezza Vera Valor rientra nell’ambito dell’oro da investimento che è esente da IVA a livello europeo.

Descrizione

Vera 1/2 oncia - Rovescio

La Vera 1/2 oncia possiede delle caratteristiche molto seducenti per diversi motivi. Infatti, è una moneta con un titolo molto puro.
– Peso : ½ oncia, vale a dire 15,55175 g.
– Diametro : 26 mm
– Spessore : 1,6 mm
– Titolo : 999,9‰ d’oro puro
– Punzone : Allgemeine
– Asse di conio : 6h, asse di conio delle monete
– Bordo : Striato
– Qualità della coniatura : High Proof
– Tipo fiscale : Oro da investimento

Le sue carte vincenti

E un buon prodotto che è destinato allo stesso successo della Vera Valor (che è il prodotto da un’oncia d’oro puro più venduto in Francia nel 2012).
– Il codice QR presente al rovescio e il numero di serie unico inciso al dritto ne fanno una moneta infalsificabile.
– Una fiscalità vantaggiosa
– Un formato che vanta un valore più accessibile per tutti i portafogli… La sua accessibilità le permetterebbe addirittura l’uso quotidiano…!

Il sito VERAVALOR.COM

I porti franchi : rifugi ultra sicuri per beni di valore

Monday, September 23rd, 2013
Sapete dove si trova la più grande concentrazione d’opere d’arte al mondo ? Non nei musei… ma nei porti franchi, dei luoghi dove si possono stoccare dei beni di valore… ma anche dei luoghi oggetto di fantasia, in ragione della discrezione che li circonda e del valore degli oggetti che vi si trovano. Questi capannoni di diverse migliaia di metri quadrati, altamente sicurizzati, beneficiano di condizioni doganali allettanti.

Dei depositi in tutto il mondo

In Europa e nel resto del mondo, vi sono numerosi Paesi che vantano sul loro suolo delle zone franche : se ne contano una dozzina in Germania, una mezza dozzina in Spagna e una decina nel Regno Unito. In Italia, le zone franche sono otto. Alcuni porti franchi sono dei semplici luoghi di custodia nel mondo. Spesso sono dei luoghi di passaggio, che permettono di custodire dei beni prima di un nuovo trasporto. Ma per altri, i porti franchi rappresentano un luogo dove poter conservare dei beni a condizioni finanziarie molto vantaggiose. Questi aspetti fanno dei porti franchi delle vere e proprie casseforti per qualsiasi tipo di bene e di valore.

No dazi doganali, no IVA

Per tutta la durata della custodia di questi beni nelle zone franche non si pagano né dazi doganali né IVA. E solo nel momento in cui questi beni vengono fatti uscire dal luogo di stoccaggio che vengono tassati nel loro Paese di destinazione.

Il vantaggio è ancora maggiore per chi possiede beni di grande valore… che possono essere stoccati. E visto che il segreto, caratteristico delle banche svizzere, si applica anche alla dozzina dei porti franchi svizzeri, c’è spazio per la fantasia… ancor più perché la realtà non è poi così lontana dall’immaginario collettivo. La Svizzera gioca infatti un ruolo ben preciso : i suoi porti franchi sono famosi per essere dei veri e propri centri del mercato dell’arte. Il solo porto franco di Ginevra << concentrerebbe il più grande stock di opere d’arte al mondo, dal valore inestimabile >>, sostiene Swissinfo.ch

Diversi fondi simili si sono costituti anche in Cina. Ma la Svizzera conserva il primato su un mercato basato sulla fiducia e la discrezione… delle carte vincenti che gli svizzeri hanno sotto controllo !

Custodia sicura nella più totale discrezione

Custodire il proprio oro in Svizzera: è una delle soluzioni più sicure, anche e sopratutto in periodi di crisi

A Ginevra, in particolare, sono presenti centinaia di migliaia di metri quadrati per la custodia di beni di valore. Per le opere d’arte, ciò si traduce, ad esempio, col fatto che vi sono le condizioni ideali per la loro conservazione. Ma un insieme di servizi completa la custodia di alta qualità, fino ad arrivare ad un livello di sicurezza molto alto. A nessuno è permesso entrare negli spazi ultra-sicurizzati senza permesso e controlli adeguati.

Le opere d’arte non sono l’unico tesoro di queste caverne di Ali Babà dei tempi moderni. Nel giugno 2012, un articolo pubblicato su “Les Echos”, evocava infatti le centinaia di migliaia di bottiglie di vino custodite nei porti franchi di Ginevra, in un magazzino affittato dalla società di Lussemburgo, Elite Advisers. In attesa di essere vendute o esportate, queste bottiglie tra le più ambite al mondo, vengono lasciate in custodia e conservate per lungo tempo. I grandi vini, i gioielli preziosi, le monete antiche o ancora i diamanti sono tutti beni che i proprietari possono scegliere di custodire in un porto franco. E anche l’oro !

I vantaggi di una cassaforte sicurizzata Extra UE

La custodia del proprio oro in Svizzera è una soluzione proposta da LinGOLD.com. I vantaggi sono molteplici : una cassaforte al di fuori del sistema bancario con una sicurezza rinforzata (un servizio che le banche propongo sempre meno) e al di fuori dell’UE. In caso di grave crisi, è molto più semplice recuperare il proprio oro in un Paese come la Svizzera, piuttosto che dover contare su un oro stoccato a Singapore o in un qualsiasi altro Paese del mondo !

Al sicuro, ma nella legalità

Possibilità simili attirano ovviamente gli individui poco scruplosi. E proprio per questa ragione che la Svizzera impone, dal 2009, delle misure dichiarative molto rigide : la destinazione e la provenienza di ogni oggetto, compreso il loro valore, devono essere esplicitamente indicate e dichiarate. E fuori questione prendere il minimo rischio quando si parla della reputazione della Svizzera.

E LinGOLD.com mostra la stessa identica serietà. Oltre ad una garanzia bancaria, un estratto K bis o ancora un’attestazione d’assicurazione, LinGOLD.com ha fornito al Porto Franco di Ginevra anche una lista di persone abilitate all’accesso.

GRAN BRETAGNA : GOLD SAVE THE QUEEN !

Monday, July 29th, 2013

La Gran Bretagna conosce ormai da qualche giorno, 21 luglio, il suo nuovo « Royal baby ». Kate Middleton, Duchessa di Cambridge e moglie del principe William, ha dato alla luce il suo bambino, il terzo in ordine di successione al trono d’Inghilterra. E per il Paese, è il momento di celebrare l’evento : la Zecca del Regno Unito ha fatto stampare delle monete in argento del valore di 43 $. Queste monete non sono destinate a tutti, ma solo ai bambini nati lo stesso giorno. Sono 2 013 i campioni coniati, e l’anno inciso è ovviamente il 2013, insieme al distintivo delle Forze armate britanniche. L’anno scorso furono le Olimpiadi e il Giubileo di diamante della Regina ad essere celebrati con qualche medaglia d’oro. Bisogna dire che gli inglesi ci sono particolarmente affezionati !

L’oro della Gran Bretagna in cifre

Nonostante il Regno Unito (Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord) non sia conosciuta per l’importanza delle sue riserve d’oro (310,3 tonnellate a gennaio 2012) e il posto al 17° posto su scala mondiale dei detentori d’oro, il Paese ha una grande influenza sul commercio del metallo giallo. Londra è, infatti, per il 90%, il centro mondiale attorno al quale convergono le operazioni del metallo giallo. Il prezzo dell’oro viene stabilito durante i due fixing quotidiani di Londra.

La storia dell’Inghilterra attraverso le sue monete

La Sterlina Elisabetta II

L’oro monetario inizia a conoscere il suo massimo prestigio soprattutto a partire dal 14° secolo, periodo in cui l’Inghilterra è in piena espansione economica. Le prime monete « regolari » sono anglo-francesi e presentano l’effigie di Edoardo III, alle quali seguiranno poi le altre.
Ma è l’arrivo della sovrana (sovereign in inglese, conosciuta in Italia come Sterlina inglese), all’inizio del 16° secolo, a segnare l’egemonia del regno commerciale anglosassone. La sterlina si evoluta a partire dal Rinascimento fino a diventare un lasciapassare universale nella seconda guerra mondiale. Queste monete facevano parte del kit di soccorso dei soldati durante la 2° guerra mondiale, ed erano le garanzie per la loro libertà.
Oggi, la sterlina è una moneta da investimento riconosciuta su tutti i mercati che ispira fiducia sia agli investitori che ai collezionisti.

La Britannia, l’altra moneta inglese

Questa moneta d’oro da investimento è una moneta recente, coniata a partire dal 1987 ma, da subito, molto ricercata. Immessa sul mercato per fare concorrenza al Krugerrand e all’American Eagle, la Britannia è l’unica moneta d’oro, insieme alla Sterlina, esente da tasse alla rivendita, grazie al suo valore nominale espresso in £.

Gli inglesi e le medaglie d’oro …

Gli inglesi hanno il gusto della commemorazione, ma non credono necessariamente alle virtù dell’oro come moneta. Ci viene spontaneo chiederci se questo è a causa del duro colpo che venne inflitto alla Gran Bretagna nella seconda metà del 19° secolo ? Il Regno Unito era obbligato a garantire una quantità d’oro equivalente alla massa monetaria che veniva creata. Per permettere di svalutare la lira sterlina, diventata troppo forte, il Regno Unito mise fine alla convertibilità della sterlina in oro nel 1931, per farla deprezzare almeno del 30%.
Da allora, l’oro è stato un po’ demonizzato come moneta. Gli inglesi sono ancora molto attaccati all’oro, ma piuttosto come mezzo di commemorazione. Essi sono infatti ghiotti di medaglie, come attesta ad esempio questa « moneta » in oro coniata dalla Royal Mint per il giubileo di diamante della Regina Elisabetta II, od ancora, quella recente in argento del « Royal Baby », coniata per celebrare la nascita del figlio di Kate Middleton e del Principe William.
Al contrario di noi italiani o dei francesi, gli Inglesi sono molto più rassicurati dai lingotti piuttosto che dalle monete. Il lingotto è ancorato nella loro tradizione, pertanto l’investimento in oro non è alla portata di tutti.

Una fiscalità vantaggiosa

Gli inglesi non assomigliano dunque ai loro vicini belgi, francesi, tedeschi, e ai più lontani italiani… sull’oro da investimento, essi non hanno questo « riflesso », nonostante le loro banche usino le loro sterline per i propri interessi. Ed è un vero peccato, poiché la fiscalità delle monete d’oro è alquanto vantaggiosa Oltremanica. Infatti, non viene applicata alcuna tassa all’acquisto dell’oro da investimento. Alla rivendita dell’oro, vengono applicate due tasse, una viene chiamata Capital Gain Tax (CGT, tassa sul plusvalore) e la VAT (IVA). Per i lingotti d’oro, viene applicata solo la CGT, stessa cosa per le monete che non hanno corso legale nel Paese.

Per gli italiani, le sterline e le Britannia sono due monete di diversificazione molto interessanti per l’investimento in oro, dopo i classici Marengo (italiani, francesi, svizzeri ecc) e il Krugerrand Sudafricano.

La penuria d’oro fisico diventa un fenomeno mondiale

Tuesday, July 23rd, 2013

Il metallo fisico è ormai diventato una priorità nello spirito degli investitori. Essi hanno perso completamente la fiducia nell’oro cartaceo e altissimi premi vengono applicati sulle vendite dei lingotti d’oro. La domanda di oro è adesso molto forte in Asia e in India.

Tutti coloro che hanno partecipato ai recenti ribassi del prezzo dell’oro hanno innescato una bomba di una tale potenza che qualsiasi sforzo per lottare contro la manipolazione del mercato rimarrebbe vana.

La pubblicazione dei risultati trimestrali, che riflettono perfettamente la situazione mondiale odierna, mostra che la domanda di metallo fisico eccede di gran lunga l’offerta. In particolare in Asia, dove la domanda è ponderata. I dati mostrano infatti che l’Asia spedisce alla Borsa di Shangai un totale di 1000 tonnellate all’anno. Questo dato supererebbe la stima di produzione di qualsiasi nuova miniera nella stesso arco di tempo.

Ovviamente, anche le vendite degli ETF hanno contribuito enormemente allo sviluppo di questo problema. A causa della forte domanda d’oro fisico in India, vengono applicati degli alti premi sui lingotti a dei tassi senza precedenti nel Medio-Oriente.

In termini di pura domanda d’oro fisico, come afferma Ross Norman su www.sharpspixley.com, vi sono diverse notizie che fanno il punto sulla ‘penuria d’oro fisico a Dubai, delle vendite di monete e lingotti d’oro senza sosta nei piccoli negozi al dettaglio in India e in Cina, nonché di lunghe code davanti ai più grossi rivenditori come Degussa in Germania. La conseguenza è stata un ritiro massiccio di metallo fisico che ha sorpreso tutte le raffinerie di oro e la maggior parte dei fornitori.

A tutto questo, bisogna aggiungere che il popolare Krugerrand del Sudafrica e la Maple Leaf canadese hanno delle difficoltà a soddisfare la domanda attuale. Niente di più scontato quindi assistere ad un aumento dei premi sull’oro fisico!

E difficile stimare una data per il rialzo dell’oro. In questo periodo, molti fattori giocano a sfavore del rialzo del prezzo dell’oro. Certo è che ci sono state delle grosse manipolazioni sul mercato. Il contesto politico-economico ci appare ancora più complicato se pensiamo al piano di salvataggio che l’FMI, UE e BCE hanno messo in atto nel caso di Cipro. Ciò ha causato molta incertezza fra gli investitori degli stati membri europei, le quali economie sono già state messe a dura prova dalla crisi finanziaria. In effetti, delle grandi banche potrebbero essere obbligate a non partecipare ai piani di salvataggio economici.

Secondo Jeff Nichols, le zecche troveranno non poche difficoltà a soddisfare la domanda. Nichols pensa che, in questo momento, l’acquisto di oro fisico s’orienta piuttosto verso i lingotti e che questi non ritorneranno presto nel mercato. Stando sempre a quanto afferma Jeff Nichols (www.nicholsongold.com), la domanda costante crea una penuria d’oro fisico. E ciò ch’egli chiama il ‘free float’, conseguenza di quello che potrebbero essere i futuri aumenti del prezzo, nettamente superiori a quelli previsti, una volta che il mercato ripartirà al rialzo. In parole più semplici, l’attuale disponibilità di oro sarà insufficiente per soddisfare la domanda eccetto a dei prezzi nettamente superiori’.

Oro fisico: il mare si ritira prima dello Tsunami

Monday, July 1st, 2013

Gennaro Porcelli ha scritto un interessantissimo e-book scaricabile gratuitamente dal suo sito previa registrazione, io l’ho scaricato e letto tutto di un fiato. Il tema ovviamente è quello dell’oro e della moneta senza valore reale. Da non perdere!
****************************************************

Poco prima che la prima onda di tsunami arrivi sulla costa l’acqua del mare si ritira velocemente per diversi chilometri rivelando un fondo roccioso dall’aspetto irreale. Alcune persone rimangono affascinate dal fenomeno e si soffermano incantate ad ammirarlo senza comprendere che se in quel momento si affrettassero a correre verso l’interno forse riuscirebbero ad allontanarsi sufficientemente o a raggiungere un terreno abbastanza alto da sopravvivere.
Sono quei pochi minuti vitali prima dell’arrivo della prima onda.
Una cosa che le persone sono solite ignorare e’ che la prima onda raramente e’ la piu’ grande e a volte capita – come nel caso dello tsunami delle Hawai del 1° Aprile del 1946 – che la gente scenda in spiaggia a vedere cos’e’ successo durante la mezz’ora che passa fra la prima e la seconda onda, aumentando orribilmente la perdita di vite umane quando la seconda onda (questa si’ che e’ solita essere la piu’ grande) carica tutta la sua violenza sui poveri malcapitati.
Antonio Turiel – The oil crash

Proprio come con l’avvento di uno tsunami, oggi l’Oro fisico si ritira.
La gran parte degli investitori scappa con la coda fra le gambe. La paura adesso e’ davvero troppa.
Nel mercato dell’Oro fisico fra qualche settimana resteranno solo 2 tipologie di investitori:
1) chi e’ altamente preparato e competente e comprende (dati alla mano) cosa sta realmente accadendo
2) gli stolti
Tutti gli altri investitori sono stati gia’ spazzati via dai ribassi di questi mesi. Le ultime resistenze verranno spazzate via a breve.
Investitori che si leccano le ferite e contano le perdite. Dai 1900 dollari l’oncia che l’Oro ha toccato nel Settembre del 2011 oggi siamo arrivati a circa un -37% piu’ in giu’ con i prezzi.
Difficile prevedere frustate cosi’ pesanti, ma ancor piu’ difficile riuscire a mantenere la lucidita’ necessaria per non subire oltre al danno anche la beffa.
E la beffa e’ proprio cio’ che subiranno tutti coloro che stanno scappando dal mercato dell’Oro fisico.
Resteranno nel mercato solo due tipologie di investitori.
Questo e’ un mercato che sa essere molto cattivo. O sei preparato, o soccombi.
Oltre alle persone preparate resteranno nel mercato solo gli stolti.
Lo stolto non sa cosa sta facendo, non capisce bene cosa ha fatto in passato, e tantomeno e’ capace di avvertire paura per il futuro. Lo stolto e’ come anestetizzato. Non avverte la paura. Tuttavia questo lo aiutera’ a restare all’interno del mercato senza farsi bruciare da quel sentimento di paura capace di non farti dormire per notti intere.
Quel pensiero di star bruciando i risparmi di una vita che a volte sa essere ben peggiore di una martellata su un piede o di un forte dolore fisico.
In ogni caso neanche lo stolto se la cavera’ nel lungo termine. Il suo problema sara’ quando rivendere in futuro dinanzi a prezzi che partiranno per la tangente. Lo stolto e’ capace di mantenere l’Oro fisico mentre si apprezza per diverse centinaia di punti percentuali per poi continuare a tenerlo anche quando l’Oro avra’ terminato la sua corsa e tornera’ a scendere fortemente di prezzo.
Alla fine, se vuoi davvero fare tanti soldi con i tuoi investimenti, se davvero vuoi proteggere ed incrementare i tuoi risparmi come pochi riescono a fare, allora non hai altra scelta. Devi battere la strada della competenza. La strada della preparazione.
Questo e’ un mercato che sa essere molto cattivo. O sei preparato, o soccombi.
Dopo un -37% dai suoi massimi oggi e’ facile pensare che il Ciclo Naturale sull’Oro abbia terminato la sua corsa rialzista.
Eppure dando un rapido sguardo al passato possiamo ottenere una indicazione ben chiara.
La domanda e’: puo’ l’Oro essere ancora nel suo Ciclo Naturale rialzista anche dinanzi ad un ribasso cosi’ forte come il -37% dai suoi massimi?
Vediamo insieme cosa ci dicono i numeri e la storia:

Il precedente Ciclo Naturale rialzista dell’Oro fisico e’ durato circa 15 anni.
Partito nella meta’ degli anni 60 e terminato nel Gennaio del 1980.
I primi 10 anni fecero registrare forti rialzi.
Dal 1965 al 1970 i rialzi non si registrarono in termini nominali (il prezzo dell’Oro era fissato dallo Stato per decreto, ed era fermo a 35 dollari l’oncia). Tuttavia nello stesso momento tanti altri asset diminuirono di prezzo.
Se l’Oro resta su un prezzo fisso mentre tutto diminuisce di prezzo, di conseguenza con quella stessa quantita’ d’Oro potro’ comprare piu’ beni rispetto a prima. Questo significa ugualmente fare un guadagno (non in termini nominali ma in termini reali. Si guadagna potere d’acquisto).
Dal 1971 lo Stato Americano decise che anche il prezzo dell’Oro doveva essere libero di fluttuare sui mercati finanziari. Da quel momento il prezzo abbandono’ i 35 dollari l’oncia.
Tuttavia il 30 Dicembre del 1974 il prezzo tocco’ un massimo molto importante. Da 35 dollari l’oncia era salito fino a 195,25 dollari oncia (+457%).
Da quel livello di prezzo inizio’ l’inferno per chi aveva comprato oro solo pochi mesi prima. Nel giro di un anno e mezzo il prezzo crollo’ fino ad un livello di 103,50 dollari (25 Agosto del 1976).
Il ribasso era stato del -47% in un anno e 7 mesi!
Quanti investitori scapparono dal mercato dell’Oro fisico?
Quanti non riuscirono a sopportare la pressione di quei forti ribassi?
Sai quali tipologie di investitori continuarono a restare nel mercato?
Gli stolti e chi era preparato.
Vuoi sapere cosa e’ accaduto dopo quell’anno e mezzo di inferno?
Allora guarda questo grafico:

Proprio cosi’. Chi resto’ nel mercato dell’Oro fisico vide aumentare di oltre 7 volte il prezzo dell’Oro nel giro di 3 anni.
Dagli studi di cui dispongo oggi, studi condivisi con tutti i clienti della DeshMember, oggi si stanno presentando le stesse identiche condizioni del 1976.
Oggi tutti scappano a gambe levate dal mondo dell’Oro fisico.
Tuttavia chi e’ preparato e’ proprio oggi che continua a comprare Oro fisico.
Con la differenza che questa volta le potenzialita’ sono ben superiori di moltiplicare per sole 7 volte l’investimento effettuato.
Il mare si sta ritirando. Anziche’ proteggersi con Oro fisico molti investitori corrono sulla spiaggia per vedere cosa sta accadendo. Alza lo sguardo. Lo tsunami e’ in arrivo.
Gennaro Porcelli
CEO
www.deshgold.com