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Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi

Thursday, April 25th, 2013

Ho letto con molto interesse il nuovo libro di Simone Wapler, Direttrice delle Pubblicazioni Agora, specialista in analisi e consulenza finanziaria. Il libro, intitolato “Comment l’Etat va faire main basse sur votre argent” (trad. Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi), è un’opera molto pragmatica e interessante.

Al contrario di molte pubblicazioni che criticano l’ingerenza dello Stato, la rapacità delle banche, la finanza deregolamentata, Simone Wapler non si ferma solo alla denuncia di un sistema malato ma offre dei consigli pratici molto semplici, abbordabili, per chiunque voglia mettersi al riparo dalla crisi.

Nella prima parte, l’autrice spiega come lo Stato, a forza di spese pubbliche, ha scavato la sua fossa del deficit. Ormai, lo Stato ha un unico imperativo: avere rapidamente accesso ai soldi liquidi.

I vostri risparmi sono in pericolo

Ovvio che non si parla di debancarizzazione totale. In ogni caso, spiega Simone Wapler, questo sarebbe quasi impossibile per chi prende un salario mensile o una pensione.

L’autrice propone innanzitutto di « imparare a vivere di nuovo con i soldi in carta » : lasciando meno denaro possibile sul proprio conto, pagando quanto più si può in contanti, frazionando i propri depositi, diversificando le reti bancarie…

I mezzi di pagamento al di fuori del circuito bancario : PayPal e la VeraCarta

Ci si può stupire del fatto che la Wapler non menzioni il Bitcoin (battuta ironica!) ma preferisce piuttosto i mezzi di pagamento come PayPal che permette di stoccare la quantità di liquidi che si desidera senza dover passare per una banca.

Ma il limite di Paypal è che, pur essendo un buon mezzo di debancarizzazione, i soldi depositati sul conto sono in divisa corrente (euro, dollari…) e non mette quindi al riparo da un fallimento monetario.

Questo non è, invece, il caso della VeraCarta (presto attiva anche in Italia), il mezzo di pagamento creato dalla società AuCOFFRE.com, che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Con la VeraCarta, è possibile stoccare oro ed effettuare i pagamenti con il metallo giallo. Vantaggio : siete i soli proprietari dell’oro che alimenta il vostro conto e che è conservato in zona franca a Ginevra. La rivoluzione finanziaria individuale passa dalle fondamenta ! E’ un modo flessibile e poco vincolante di ritornare al gold standard (o sistema aureo).

Siamo nell’era della repressione finanziaria

I tempi sono cambiati, l’evoluzione del debito sovrano da parte delle banche nazionali ne è la prova. Il ruolo dello Stato è cambiato da quello di provvidenza a quello di parassita. Stessa cosa per le banche.

In uno scenario a 5 livelli di libertà, Simone Wapler ci situa al livello 2 della repressione finanziaria. Per ora è solo per i grandi azionisti, ma ci stiamo avviando verso livelli di repressione più alti : controllo dei cambi, limiti di convertibilità della moneta, poi convertibilità della moneta impossibile e infine, impossibilità di uscire dal territorio.

Tra le altre misure di repressione finanziaria del tutto plausibili e possibili, Simone Wapler cita il congelamento delle assicurazioni sulla vita, il divieto di vendere l’oro e la sua confisca.

Il quadro si completa con le pensioni che i disoccupati di oggi e di domani non potranno pagare…

Una soluzione per la pensione ? Delocalizzatevi !

Crediti di imposta, costo della vita, clima, possibilità di creare un piccolo business per quanto modesto possa essere… le prospettive e le possibilità di evadere non mancano, quando si è in pensione…

L’unica moneta democratica : l’oro

Di fronte all’iperinflazione, l’oro è l’unica moneta (da sempre) ad essere in grado di conservare il valore a lungo termine.

Custodite il vostro oro, sbarazzatevi delle azioni, ma non credete a ciò che i grandi organi di stampa vantano, non abbiate paura degli spaventapasseri che si agitanoo al vento…

Ricordate.. la rivoluzione è nelle vostre mani e alla portata di tutti !

Il ruolo delle banche ieri e oggi

Wednesday, May 9th, 2012

Quale ruolo giocano le banche all'interno della crisi?

A livello economico, stiamo attraversando il periodo più buio che si sia mai conosciuto dopo gli anni ‘30. << Ci troviamo di fronte ad una situazione alquanto inusuale >>, ha recentemente dichiarato Sir Mervyn King, direttore della Banca d’Inghilterra. E pertanto, il 2012 dovrebbe essere l’anno più favorevole per il settore bancario, secondo la società di gestione Axiom Al. Sono perciò le banche ad essere al centro delle preoccupazioni economiche e della crisi che stiamo attraversando. LingOro.net cercherà di risponderà alle seguenti domande: qual è il ruolo delle banche nella crisi? Abbiamo ragione o torto a condannarle? Possiamo uscire da questo sistema? Infine, quale ruolo gioca l’oro presso le banche?

1. Le banche hanno perso il loro mestiere d’origine

Non è un caso se la parola greca << Τρἀττεζα >>, che designa una banca, significava << tavola >> nell’antichità. A quell’epoca e fino all’Alto Medioevo, la << trapeza >> era la tavola sulla quale s’installavano i trapezisti (banchieri greci). Il loro ruolo era quello di convertire la valuta locale con quelle di altri Stati, e disponevano quindi d’ingenti somme di denaro. Essi, infatti, potevano anche giocare il ruolo d’intermediari e fare occasionalmente credito. I creditori esistevano, dunque, già nell’antichità. I Romani più fortunati utilizzavano dei prestanome. Arricchendosi in questo modo, divenirono dei perfetti finanzieri in grado di fare dei crediti.

E’ attraverso la proliferazione monetaria che l’attività dei cambiavalute si è trasformata in banca. L’istituzionalizzazione delle lettere di credito ha permesso ai mercanti di circolare senza il rischio di farsi rubare le consistenti somme di denaro che erano obbligati a trasportare.

E’ quindi nel Medioevo che i banchieri, che erano allora dei gioiellieri e custodivano l’oro dei propri clienti che pagavano con le lettere di cambio, decisero un giorno di rivendere quest’oro a più persone alla volta: nacquero così la moderna banca e i prestiti con interessi… nacquero di conseguenza anche le prime crisi monetarie. A furia di prestare i soldi dei propri clienti, si è arrivati ad una forma d’indebitamento poiché il volume dei prestiti supera di gran lunga quello della moneta in circolazione.

2. Le banche e la legge Pompidou

L’esempio più eclatante di questa speculazione praticata attraverso i prestiti di denaro è quello della legge Pompidou in Francia, nel 1973. Perché lo Stato nel 1973 ha abbandonato la possibilità di finanziare il suo deficit a profitto di stabilimenti privati sottomessi al cartello bancario? Il problema di fondo sta nel fatto che gli Stati non possono più stampare moneta. Pretesto evocato: il rischio d’inflazione.

Prima, lo Stato stampava moneta quando doveva pagare i suoi debiti, e metteva in circolazione i liquidi di cui aveva bisogno. Nel 1973, il presidente Pompidou (allora ex direttore generale della banca Rothschild) decise (certamente non da solo) che da quel momento in poi sarebbero state le banche a prestare soldi allo Stato, con dei tassi d’interesse responsabili dell’attuale debito sovrano. In quel periodo, la crescita economica permetteva il rimborso di questi prestiti a tassi elevati. Oggi, con una crescita nulla, anzi negativa, è impossibile rimborsare un debito che non fa che aumentare.

Questo video spiega in maniera semplicissima il ruolo delle banche, che è quello di creare moneta attraverso il credito: i soldi prestati dalle banche non escono dalle casseforti. Si tratta di scritture contabili che vengono distrutte man mano che i debiti vengono rimborsati.

Ma nonostante la legge del 1973 abbia permesso alle banche d’ingrandirsi incamerando somme di denaro sempre più grandi, essa non è la sola responsabile del debito sovrano dei Paesi della zona euro, i quali mancano piuttosto di una buona gestione economica. Le banche non sono responsabili di tutto. La speculazione che è aumentata negli anni ‘80 e la mancanza totale di regolamentazione dei mercati hanno fatto la loro parte. Ma chi trae vantaggio da quest’ assenza di gestione, regolamentazione e appetito vorace di capitali?

3. Goldman Sachs: come il mostro ha perso la testa

Qualche mese fa, su Canal Plus venne trasmesso un interessante reportage, << Goldman Sachs – I nuovi capi del mondo >>, che metteva in luce l’aspetto tentacolare del gruppo bancario più potente al mondo: la Goldman Sachs, che possiede il pieno potere, al punto d’aver trasformato l’economia mondiale.

  • E la tartaruga diventò vampiro.

Nel reportage, Susan Weber, un’ex collaboratrice del gruppo Goldman Sachs, ha spiegato come << il mostro è sfuggito al controllo del suo creatore >> a partire dagli anni ‘80, con un’irrefrenabile speculazione e un’assenza totale di controllo sulle transazioni realizzate dal gigante finanziario. << Fino agli anni ‘80, le banche appartenevano a tutti i soci. Nel 1999, Goldman Sachs si vende per azioni in borsa e perde una certa moralità, la tartaruga diventò vampiro >>.

  • Collusione col potere e ramificazioni

I banchieri usciti dalla Goldman Sachs sono malefici: << Essi provengono dalle migliori scuole del Paese e sanno bene come aggirare le regolamentazioni >>. La collusione tra la banca e il potere politico è in ogni caso tale da sfuggire ad ogni controllo, causando essenzialmente dei danni alle classi medie e a quelle più povere.

  • Il mostro è sfuggito al controllo del suo creatore

Jhon Cassidy, giornalista economico che segue l’attualità di Wall Street Journal, spiega bene la trasformazione del sistema bancario: << Le banche non sono più delle banche, sono delle macchine di speculazione che creano debito, le banche hanno inziato a giocare, a fare delle scomesse tra loro, esse sono divenute delle banche d’investimento >>. Il cinismo di un tale sistema è sotto gli occhi di tutti, e i banchieri non se ne vergognano.

4. Perché le banche non amano l’oro?

E' finita l'era dell'egemonia per i bigliettoni verdi?

Le relazioni che le banche intrattengono con l’oro sono ambigue. Non amano fornire oro agli individui (perché l’oro è un attivo morto che non riporta nessun dividendo), ma tuttavia vogliono averne nelle loro casseforti, soprattutto in periodi di crisi, poiché è il solo attivo tangibile sul quale possono contare in caso di fallimento monetario.

Ricordatevi, per poter finanziare le loro guerre, gli Stati Uniti restano a corto di oro. Per farla breve, essi tentano d’imporre l’egemonia del dollaro eliminando il gold standard. Nel complesso, siamo nella più totale incertezza economica da quando le valute si basano su un sistema di cambio fluttuante e si << equilibrano >> tra loro.

E allora cosa bisognerebbe fare? Ritornare al sistema del Gold Exchange Standard? L’oro prenderebbe un valore sconcertante e ciò rovescerebbe completamente la distribuzione geopolitica per via delle disuguaglianze delle riserve d’oro delle nazioni.

No, non è questa la soluzione! Quello che ci vuole è un po’ di coraggio, meno corruzione a livello statale, e rimettere un po’ di moralità nei mercati nazionalizzando le banche ad esempio, e mettendole sotto tutela. Nonostante queste siano lo strumento di un modello di crescita globale in declino, sta alla politica recuperare tale strumento per il bene comune e non per gli interessi personali.