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La Germania ha rimpatriato 37 tonnellate d’oro nel 2013

Tuesday, January 7th, 2014
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La Germania rimpatria le sue riserve d'oro

Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank, ha dichiarato che la Germania ha rimpatriato 37 tonnellate d’oro delle sue riserve a New York e Parigi, quest’anno. Lo scopo finale è quello di far rientrare la metà delle proprie riserve all’interno dei depositi nazionali del metallo giallo, si parla dunque di circa 3 400 tonnellate di oro, entro il 2020.

In un’intervista rilasciata al Bild newspaper (in Germania), il direttore ha affermato che la banca ha recuperato approssimativamente 1.5 miliardi di dollari in oro, con l’obbiettivo d’incrementare le riserve di Francoforte. Entro il 2020, la Germania vuole recuperare le sue 700 tonnellate d’oro che ora si trovano negli Stati Uniti e in Francia.

Weidmann precisa che non mette in dubbio il livello di sicurezza delle casseforti americane o francesi dove l’oro è custodito.

Durante la guerra fredda, la Germania dell’est decise di portare il proprio oro il più lontano possibile dal mondo occidentale, per paura di un’invasione da parte dei sovietici.

Le riserve tedesche nel 1968 ammontavano a circa 4 000 tonnellate, sette anni prima della fine del celebre sistema di Bretton Woods, basato su dei tassi di cambio internazionali fissi sostenuti dalle riserve d’oro.

Il salvataggio delle banche sul modello cipriota dovrebbe iniziare nel 2016

Friday, December 27th, 2013

Piano di salvataggio delle banche - Copyright Economy.it

Secondo le decisioni prese dall’UE questi giorni, il salvataggio delle banche in fallimento potrebbe essere effettivo dal 2016, ricorrendo al capitale dei clienti: privati, imprese, azionisti.

Quest’accordo, non ancora approvato in via definitiva dai Governi e dal Parlamento Europeo, contiene i punti seguenti, imposti soprattutto dalla Germania, che non vuole pagare nemmeno un euro in più per le entità degli altri Paesi:

• Creazione di un’autorità unica di liquidazione

Gli azionisti e i creditori delle banche assorbiranno le perdite al posto dei contribuenti

• Gli Stati membri dovranno predisporre di fondi di garanzia, finanziati dalle banche stesse, e dovranno raggiungere la soglia dell’1% dei depositi assicurati entro 10 anni.

• Di fronte ad ogni situazione di salvataggio di un’entità, si dovrà applicare obbligatoriamente una riduzione pari all’8% sul totale del passivo della banca in base all’ordine seguente:

Capitale: attivi finanziari e azioni;
Debito junior: debito subordinato;
Debito Senior e depositi non garantiti delle grandi società;
Depositi di oltre 100 000 euro che non appartengono alle PMI o ai privati;
Depositi di oltre 100 000 euro che appartengono alle PMI o ai privati;
Le obbligazioni ipotecarie;
I depositi inferiori a 100 000 euro (assicurati), non verranno toccati.

Fonte: Tucapital.es

Gli Stati interverranno solo in casi eccezionali, per utilizzare i fondi pubblici nazionali e quelli del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ad esempio prima che i creditori perdano tutti i loro investimenti o quando non sarà più possibile applicare delle riduzioni, e se la banca continuerà ad aver bisogno d’aiuto.

Questa direttiva metterà fine agli aiuti pubblici concessi alle banche, e alla poco fiducia verso quest’ultime. Tali misure, tuttavia, non faranno altro che aumentare l’incertezza e la sfiducia, poiché noi tutti sappiamo che il posto meno sicuro dove custodire i propri soldi sono le banche. E come se non bastasse, non solo dobbiamo pagare per far custodire i nostri soldi, ma dobbiamo anche esporci al rischio di perdere una parte del nostro capitale per degli scopi di “salvataggio”.

La Germania e la sua riserva d’oro virtuale…

Tuesday, July 24th, 2012

In un contesto di crisi economica come quello attuale, le riserve d’oro detenute dalle banche centrali dei Paese assumono un ruolo particolare. Sono, infatti, queste riserve che garantiranno e legitimeranno la ricchezza e la potenza economica di una nazione per << assicurarla >> contro il fallimento del sistema.

Ma la sicurezza di queste riserve d’oro ha costituito da sempre un dilemma: è meglio conservare l’oro nel proprio Paese o in un altra nazione?

La domanda è molto interessante perché traduce delle scelte << strategiche >> differenti che hanno i loro vantaggi e i loro… rischi!

Se una nazione conserva il proprio oro nelle sue riserve è totalmente indipendente ed è garante dell’autenticità e della sicurezza della propria riserva. E’ ovviamente la questione della sicurezza che può rappresentare un rischio a seconda del contesto. Così, sistemare le proprie riserve d’oro in un altro Paese potrebbe essere una soluzione per mettere l’oro al riparo in caso di guerra.

Ed è proprio ciò che ha fatto la Germania durante la guerra fredda, inviando il proprio oro in altri Paesi per paura che i Russi se ne impossessassero.

Un’iniziativa preventiva all’epoca, ma qual è la situazione 60 anni dopo..?

E’ la domanda che si pone attualmente il giornale tedesco Bild. Il quotidiano s’interroga sulla stato delle riserve d’oro del Paese: ufficialmente, dovrebbero essere 3400 tonnellate d’oro. Ma sorge un problema: non sono in Germania, e sarebbero (da notare il condizionale) quindi sempre << al riparo >> nella Banca di Francia, la Banca d’Inghilterra e la Riserva federale di New York (secondo la Bundesbank, la banca federale tedesca).

La Germania vorrebbe esaminare le sue riserve d’oro per sapere quanto valgono, e perché no, farle rimpatriare come ha fatto di recente il Venezuela. Ma l’operazione può rivelarsi più difficile del previsto…

Gli altri Paesi possiedono sempre l’oro tedesco? Hanno la possibilità di renderglielo? E a quanto ammontano i costi di un simile << spostamento >> di oro? Senza parlare dei rischi di sicurezza che questo implica…

Per farla breve, 60 anni più tardi la Germania sembra essere all’impasse e possiede per ora una riserva d’oro virtuale. Questa situazione incerta sarà dannosa in futuro se la Germania desidera addossare la sua economia all’oro? Il tempo ci darà risposte molto presto…

Alessia Pinna