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Frode confermata : più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Tuesday, July 16th, 2013

Frode confermata: più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Gli acquirenti di lingotti a Londra devono ora aspettare più di 100 giorni per poter prendere possesso dei lingotti (che hanno già pagato). I lingotti che i traders o clienti pensano di acquistare sono, nei fatti, minerale non ancora estratto dal suolo. Al London Metal Exchange (LME), si annuncia una scadenza non priva di conseguenze dovuta alle code nei depositi. Questo è veramente ridicolo : non c’è bisogno di così tanto tempo per caricare dei furgoni blindati. La verità è che ci vogliono più di tre mesi per raffinare l’oro a partire dal momento in cui l’acquisto ha avuto luogo, e per essere poi trasportato fino ai depositi.

In altre parole, le persone pensano d’acquistare un lingotto finito, mentre invece è solo un minerale che non è stato ancora estratto dal suolo. Si tratta di prevendita di metallo prezioso. Gli acquirenti che desiderano prendere possesso dei loro lingotti prima della data indicata nel contratto, sono costretti a ‘rinegoziare’ un nuovo contratto, posticipando, illegalmente, la scadenza dei tre mesi supplementari senza nemmeno essere rimborsati dei danni. Verità nascosta, i soldi girano durante questo periodo e giova solo ai ‘banksters’.

Viene proposta un’altra alternativa: un pagamento in contanti… Il London Metal Exchange non è in grado di fornire il metallo dovuto, e allora propone agli acquirenti un riscatto con un ‘premio’ per mascherare la mancata consegna. Questo premio è un po’ come una bustarella. In tempi di stabilità, queste bustarelle pagate ai traders possono arrivare anche al 25%, come è successo nel 2009. Ovviamente, queste bustarelle sono vincolate dall’obbligo di fedeltà, che impedisce formalmente agli acquirenti di comunicare i numeri di serie dei lingotti implicati.

Con un ritardo simile, possiamo trarre solo una conclusione: i depositi del’LME sono vuoti!

Ciò significa che i pagamenti in contanti non possono più essere considerati come dei semplici tentativi volti a « preservare gli stock ». Qui si parla di frode: vendere dei futures per l’acquisto di lingotti con scadenze ben precise sapendo tuttavia che quei lingotti non esistono. Il pagamento in contanti diventa il mezzo di compensazione più comune. Tuttavia, in questo contesto, resta pur sempre una frode.

Gli acquirenti credono di acquistare dei lingotti mentre quello che i banksters del’LME offrono sono dei veri e propri interessi su un pezzo di carta. Ovviamente, un interesse particolarmente generoso ma abbastanza disonesto nel contesto. Il London Metal Exchange adotta una politica che alla base è una frode.

Dopo la manipolazione dei prezzi, eccoci ora di fronte a dei pagamenti fraudolenti in contanti… Questo è ciò che sta succedendo al’LME di Londra. E possibile che ciò avvenga anche a New York.

Tanta pubblicità su questi futures e l’oro cartaceo: perfetto riflesso di un mercato truccato e non fedele alla realtà.

Le persone cercano la fiducia, l’assicurazione nel metallo fisico.

Ora, ci rendiamo conto che l’LME non è in grado di onorare fisicamente i contratti venduti in tutta legalità. In passato, la US Mint sospese temporaneamente la produzione (e le vendite) delle sue monete d’oro, nonostante avesse abbastanza stock per soddisfare la domanda.

Un mercato in cui le scorte sono finite e dove la realtà è mascherata: un mercato ribassista abbastanza spregevole. Questo non è altro che una menzogna perversa avente un unico scopo: cercare di legittimare la caduta fraudolenta dei mercati dei metalli preziosi.

Perché i prezzi calano così velocemente?

Un mercato aperto alla manipolazione dei banksters dove il calo dei prezzi fa rima con frenesia della domanda. Si hanno in questo modo degli errori di inventario per quanto riguarda gli stock in tutto il mondo. E’ impossibile per un ente regolatore non vedere (e capire) uno squilibrio così esagerato su questi mercati.

La Russia : grande acquirente e produttrice d’oro

Thursday, June 6th, 2013

La Russia è diventata la maggiore acquirente d’oro al mondo.

La Russia ha aggiunto 570 tonnellate d’oro alle sue riserve durante gli ultimi dieci anni.

Da quando il prezzo dell’oro è iniziato a salire, dagli anni 2000, acquistare oro rappresenta la migliore astuzia anti-crisi.

Secondo Evgeny Fedorov, legislatore che lavora nel partito del Presidente russo, Putin, è necessario che una nazione possieda oro e rafforzi le proprie riserve. Il Paese, in questo modo, avrà maggiore sovranità in caso di caduta del dollaro, dell’euro, della sterlina o di qualsiasi altra moneta di riserva.

La Russia non è l’unica nazione che acquista oro costantemente. La Cina ultimamente tallona la Russia e il Brasile è una brava “allieva” in materia, ha addirittura raggiunto dei record negli ultimi dodici anni.

Anche le banche centrali hanno diversificato sempre di più le loro riserve durante gli ultimi anni.

Il Presidente Putin mette l’accento sull’oro.

Oltre ad essere una grande acquirente, la Russia è anche una grande produttrice d’oro.

Trovandosi al 4° posto nella classifica mondiale dei maggiori produttori d’oro, la Russia supera l’Africa del Sud.

Il governo russo continua a pensare che gli Stati Uniti abbiano abusato della loro posizione dominante nel commercio internazionale e l’accusano di aver considerato solo il dollaro come valuta di riserva internazionale. Quest’ultima è tuttavia toccata da molteplici riforme di ammorbidimento quantitativo. Bisogna arrendersi all’evidenza.. il dollaro ha perso molto valore, come altre valute d’altronde.

Da qui ai prossimi dieci anni, la Cina supererà gli Stati Uniti come più grande economia mondiale. Secondo The Economist, ciò potrà prodursi addirittura entro i prossimi cinque anni, poiché si prevede che il tasso di crescita in Cina sarà pari al 7,75% contro il 2,5% negli Stati Uniti, visto che lo yuan predomina sul dollaro e l’inflazione è superiore a quella della Cina. In un tale contesto, lo yuan non ha nessuna difficoltà ad imporsi come moneta di riserva.

La Russia ha incrementato le sue esportazioni, in particolare quelle di gas e petrolio. Il Presidente Putin è cosciente dell’importanza dell’oro sia come carta vincente monetaria essenziale sia come strumento di gestione economica delle risorse. Grazie alla disponibilità di altre risorse già sfruttate o meno, il Paese vanta prospettive di crescita all’orizzonte.
Sembra che ci siano delle differenze nella politica perseguita in materia d’oro in Paesi come gli Stati Uniti e l’’Europa da una parte e quella portata avanti da Paesi come la Russia, la Cina e dalle economie dell’Est o del Medio Oriente dall’altra.

Nel primo caso, si tratta di minimizzare l’importanza dell’oro anche se è indispensabile per le grandi potenze economiche occidentali come gli Stati Uniti e la Germania mantenere delle riserve d’oro massicce. Questi Paesi vedono il vantaggio di possedere dei metalli preziosi per preservare il loro statuto economico a livello mondiale mentre altri Paesi che hanno venduto l’oro hanno cambiato la loro posizione e tentano di salvaguardare quel poco che gli resta.

La caduta dell’Euro provocherà un aumento del prezzo dell’oro in Europa

Monday, April 15th, 2013

Prezzo dell’oro in Euro (sugli ultimi cinque anni) – Bloomberg

Il metallo giallo è partito al rialzo fin dall’annuncio delle riduzioni della spesa pubblica negli Stati Uniti, cosa che potrebbe indebolire la ripresa economica del Paese.

I tagli alla spesa pubblica raggiungono gli 85 miliardi di dollari in tutto il Paese nel corso di quest’anno.

Ciò dovrà far arrivare il prezzo dell’oro intorno ai 1 600 dollari – punto d’inizio interessante per gli investitori, stando a quanto dicono alcuni analisti.

Le importazioni di monete d’oro in Germania restano alte mentre l’Euro s’indebolisce rispetto all’oro.

Le ultime elezioni italiane sono state una vera catastrofe per l’Euro e l’Unione Europea secondo il ministro degli affari esteri, Jean Asselborn.

Negli ultimi 4 anni, ogni volta che si è osservata una diminuzione drastica dell’euro rispetto al dollaro, gli investitori tedeschi si sono voltati verso l’oro, cosa che gli è stata molto vantaggiosa.

Nel corso della storia, si osserva che ogni volta che l’euro ha iniziato a cadere tra l’8% e il 20%, in particolare dal 2008, l’oro è aumentato dal 14 al 41% su un anno.

Oggi, la domanda di oro in Europa è giustificata principalmente dal grande numero d’investitori e risparmiatori tedeschi più conservatori, che hanno una certa conoscenza ed esperienza dell’inflazione e dell’iperinflazione.

La crisi del debito non smette di aumentare nella nostra zona euro, la domanda di oro aumenterà ancora.

L’Italia come Cipro?

Friday, March 29th, 2013

Ciò che sta succedendo a Cipro questi giorni potrebbe benissimo ripetersi in altre nazioni, e la prossima potrebbe essere l’Italia.

L’idea che i vostri soldi possano essere confiscati dal governo può essere esagerata o incredibile, eppure succede! Quando il denaro del vicino viene prelevato dal suo conto bancario senza preavviso, ciò è parte di un piano di salvataggio. Ma, quando la vostra banca chiude le porte, blocca i conti e prende i vostri soldi, questo si chiama confisca e furto.

Ingegnoso no? Basta chiudere le porte un venerdì e il sabato successivo annunciare a tutti i clienti che il governo ha bisogno di prendere dal 6 al 10% dei vostri soldi perché lo Stato sta andando in rovina. E poi il miracolo: in qualche click e qualche cifra qui e là, il gioco è fatto!

Non bisogna dimenticarsi di ciò che è successo dopo l’annuncio di bancarotta della Lehamn Brothers. Dall’oggi al domani, 7 miliardi di dollari in valori di borsa e immobiliari sono finiti nelle mani delle banche. Il 6 – 10% dei vostri soldi non basterebbero per salvare Cipro e non basterebbero nemmeno per salvarci tutti da questa situazione catastrofica.

Il nostro debito è così alto che anche se pagassimo il 100% delle nostre entrate a titolo d’imposte nei prossimi 5 anni, non sarà sufficiente a ripagarlo. Bisogna dire ai ciprioti che è la fine della confisca? Che ciò non potrà mai succedere? Il nostro debito oggi è di gran lunga maggiore rispetto a quello del 2008. Questo non si risolverà domani di certo!

Scommettiamo che coloro che hanno dei soldi in una banca cipriota faranno di tutto per recuperare i loro soldi? Inizierà a quel punto la fila nelle banche. Durante questi momenti, i media nasconderanno un po’ la realtà ma la cosa sarà lontana dall’essere finita. Tutti i cittadini europei che risiedono in quei Paesi che fanno parte di un piano di salvataggio vorranno sicuramente recuperare i loro soldi dalle banche. Per il governo, è troppo facile servirsi dei soldi dei cittadini.

Ma dove metteranno tutti questi soldi? Allora, ci sono i soldi metalli, la cartamoneta e i soldi elettronici. Questi ultimi vengono confiscati con un solo click. La cartamoneta viene confiscata durante la svalutazione delle valute e durante l’inflazione. Ma i soldi-metallo, come l’oro e l’argento, non possono essere confiscati – e ancora meno senza il vostro permesso. E’ una semplice evidenza. Se avete dei soldi in un conto in banca, vi prenderanno dal 6 al 10% del valore. Se possedete oro e argento fisici, ancor più custoditi in una cassaforte fuori dal sistema bancario, potrete tenerli per voi.

Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal

Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria

Thursday, March 7th, 2013

FESF

Il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ( FESF); in tedesco, Europäische Finanzstabilisierungsfazilität (EFSF); in inglese, European Financial Stability Facility (EFSF), semplificato nel gergo giornalistico in Fondo salva-stati, è un fondo comune di credito approvato dai 27 Stati membri dell’Unione Europea, il 9 maggio 2010, che mira a preservare la stabilità finanziaria in Europa fornendo un’assistenza finanziaria agli Stati della zona euro in difficoltà economica.

Il FESF ha sede a Lussemburgo. La Banca Europea degli investimenti fornisce dei servizi di gestione di tesoreria e la gestione amministrativa nel quadro di un contratto di servizio.

Creato il 9 maggio 2010, il FESF poteva intervenire solo dopo essere stato ratificato dal 90% degli Stati membri, soglia raggiunta il 4 agosto 2010. L’accordo è stato ratificato dagli ultimi 3 Stati membri (Belgio, Solvenia e Slovacchia) nel dicembre 2010.

In seguito al vertice dell’Eurogruppo l’11 marzo 2011, al quale hanno partecipato i dirigenti dei Paesi della zona euro, è stato trovato un accordo per aumentare la capacità effettiva d’intervento del FESF a 440 miliardi di euro, grazie a un aumento delle garanzie degli Stati alla zona euro. Inoltre, dopo questo vertice, il FESF ha il pieno diritto di acquistare il debito primario, vale a dire riemesso dagli Stati.

Giovedì 21 luglio 2011, gli europei hanno deciso di allargare il ruolo del FESF : da allora può riacquistare le obbligazioni di Stato sul mercato secondario, partecipare al salvataggio delle banche in difficoltà, fare prestito agli Stati che si trovano in situazioni critiche.

La sua azione è condizionata dal parere unanimo dei Paesi partecipanti e della Banca centrale europea.

Queste disposizioni entrano in vigore solo dopo la ratificazione dei parlamenti nazionali.

Le prime obbligazioni del Fondo europeo di stabilità finanziaria sono stati emesse il 25 gennaio 2011.

Il FESF ha collocato le sue prime obbligazioni su 5 anni per 5 miliardi di euro come aiuto finanziario comune UE / FMI destinato all’Irlanda.

Se il FESF non fosse stato attivato, sarebbe stato chiuso dopo 3 anni, vale a dire il 30 giugno del 2013. Il Fondo esisterà fino a quando l’ultima obbligazione non verrà interamente rimborsato.

Questi due fondi verranno sostuiti nel 2013 dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).

E se l’euro esplodesse?

Wednesday, June 13th, 2012

Tic tac, tic tac, boom!

Se l’euro esplodesse cosa succederebbe? Niente di così grave per alcuni. Per altri, sarebbe il caos più totale. La verità si situerebbe senza dubbio tra queste due estremità, senza per altro conoscerne precisamente l’orientamento.

Visto che la fine della moneta unica diventa una scenario sempre più credibile, è legittimo porsi questa domanda, anzi direi che è una domanda che dobbiamo porci imperativamente.

Quali conseguenze avrebbe un’esplosione della moneta unica per un’impresa, uno Stato e, ovviamente, per i privati?

Iniziamo dalle persone comuni, voi, io e gli altri. Piccoli o grandi risparmiatori, giovani o vecchi, saremo pressoché tutti allo stesso livello in caso di crollo dell’euro… ma più per il peggio che per il meglio.

Allora, concretamente, come potrebbe accadere? Innanzitutto, i periodi più favorevoli (cerchiamo di essere ottimisti) in cui la situazione è meno difficile da gestire sono quelli di riposo. Quindi, o durante il week-end, o durante le vacanze estive. Possiamo, perciò, dire che il periodo ideale è durante il week-end delle vacanze estive. Questo è il momento giusto per grandi annunci.

Prima di tutto, il cittadino medio non ascolta per forza assiduamente le informazioni in spiaggia. Secondariamente, sappiamo bene che il sole e il mare ci rendono meno suscettibili, e i riflessi sono meno rapidi, e poi tutti sono lontani dalla propria abitazione, senza i propri documenti bancari, codici di conto corrente, RIB e altri codici confidenziali, identificativi, password segretissime che vi permetterebbero di recuperare i vostri soldi. Per farla breve, ci ritroveremo incastrati, e nel panico più totale. Infine, l’ora migliore è appena prima della messa in onda dei telegiornali delle ore 20. E’ l’istante in cui tutti sono nelle loro case. La cena sta per cominciare o per finire, i bambini in pigiama o quasi, non tarderanno comunque ad andare a letto… in questo caso, è difficile che inizi una rivoluzione. Le attività commerciali sono tutte chiuse. Altre persone staranno cenando in qualche ristorante o a casa di amici… e la notte porta consiglio!

Sappiate che il giorno favorito è il 15 agosto. Un bel giorno. Spagna, Francia e Italia saranno a riposo, in vacanza. I tedeschi… sulle spiaggie italiane, francesi o spagnole. Gli inglesi saranno sparsi in tutta l’Europa continentale.

In breve, la data ideale per il nostro scenario è il 15 agosto alle ore 20.

Adesso, immaginiamo insieme cosa potrebbe succedere…

 

La Grecia si prepara ufficialmente ad uscire dalla zona euro

Thursday, May 24th, 2012

La Grecia si prepara ufficialmente ad uscire dalla zona euro

Per la prima volta s’intraprendono ufficialmente dei preparativi tecnici per l’uscita della Grecia dalla zona euro. Il comitato di preparazione dell’Eurogruppo ha chiesto ai governi della zona euro di preparare un piano d’emergenza nell’eventualità di un abbandono della moneta unica in Grecia.

Quest’iniziativa è stata approvata lunedì scorso nel corso di una teleconferenza del gruppo di lavoro incaricato di preparare le riunioni mensili dei ministri delle finanze della zona euro. I membri del gruppo di lavoro fanno parte anche del Consiglio d’amministrazione del FESF, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria.

La notizia si è appresa mercoledì scorso tramite due funzionari europei e grazie anche a Reuters che ha potuto consultare una nota di lavoro redatta da uno Stato membro che spiega nel dettaglio i costi, per ogni Paese, di una possibile uscita della Grecia dal blocco.

Questo documento sostiene che uno scenario simile doveva prodursi prima o poi, e che si dovrebbe auspicare un << divorzio amichevole >>. Inoltre, grazie all’aiuto dell’Unione Europea e del Fondo Monetario (FMI), Atene potrebbe uscire senza gravi danni dalla moneta unica.

<< Finora, non c’è nulla di pronto riguardo alla zona euro perché si teme che ciò possa creare panico e timore >> ha precisato uno dei funzionari.

Un altro funzionario ha confermato, invece, l’esistenza dell’accordo che si è concluso lunedì.

Le borse europee sono in netto declino, poiché un’uscita della Grecia dall’eurozona non è più considerata come un tabù e gli investitori temono che non emerga nessun’altra possibile soluzione concreta per stimolare la crescita economica nel vertice europeo previsto per questa sera.

LINGORO.COM: nasce in Spagna il sito di compravendita di monete d’oro da investimento.

Monday, April 2nd, 2012

E’ nata da poco in Spagna la piattaforma LINGORO.COM. Il sito fa già record di vendite e acquisti.

Noi di LingOro.net non potevamo non interessarci a questa nuova piattaforma che sta sbaragliando la concorrenza in Spagna. E’ con piacere che la presentiamo in esclusiva ai nostri lettori.

web: www.lingoro.com

LINGORO.COM è una piattaforma di vendita e acquisto di monete d’oro da investimento, nata per il mercato spagnolo dopo il successo dei siti web AuCOFFRE.com in Francia, e di LinGold.com indirizzata al mercato inglese, che vantano diversi anni di esperienza riscuotendo grandi risultati.

Molti dei lettori del blog spagnolo LingOro.info, e di quello francese Loretlargent.info, ma anche del nostro blog LingOro.net (il più giovane di tutti), ci chiedevano dove poter acquistare e vendere monete d’oro su una piattaforma internet semplice e sicura? In realtà, inizialmente, le risposte erano incerte poiché dopo aver provato tutti i metodi disponibili per l’acquisto, e soprattutto la vendita di monete d’oro, siamo giunti alla conclusione che nemmeno uno era in grado di soddisfare le nostre esigenze e quelle dei nostri lettori in termini di comodità, sicurezza e semplicità.

Trovavamo davvero noioso e poco sicuro spostarci fisicamente fino ad un punto vendita con le monete d’oro (sappiamo quanto l’oro è appettibile agli occhi dei ladri…) per trovare qualcuno disposto a comprarle e a valutarle per il giusto prezzo, quando possiamo farlo tanto facilmente dalle nostre case con un solo clic.

<< E’ per questo che è nata la piattaforma spagnola LINGORO.com – afferma Elizabette Paternina, direttore del sito – che utilizziamo per le nostre stesse transazioni e dal quale potranno trarre beneficio i nostri lettori. Così è nato AuCOFFRE.com in Francia, e ora LINGORO.com per la Spagna e l’America Latina. Le piattaforme permettono di acquistare e vendere in tempo reale in alternativa ai metodi tradizionali >>.

Qual è il principio di funzionamento della piattaforma LINGORO.com?

<< Acquistiamo solo monete di alta qualità nel mercato professionale al fine di ottenere la massima percentuale di spread. Questa è la garanzia della qualità delle monete vendute sulla piattaforma – ci spiega il direttore. Le monete vengono custodite nelle casseforti bancarie in Francia e in Svizzera. Questa è la garanzia contro i furti e i rischi legati alla crisi. Questo è anche ciò che consente le transazioni in tempo reale tra compratori e venditori >>.

<< Il cliente che desidera acquistare deve accreditare il suo conto su LINGORO.com. Una volta che abbiamo convalidato questi fondi (secondo le scadenze relative alla modalità di pagamento scelta) il cliente può iniziare ad effettuare delle transazioni di acquisto. Con questo metodo, il venditore ha la garanzia della solvibilità del compratore perché siamo noi che paghiamo i venditori (una volta che il cliente ha depositato dei fondi sul suo conto) >>.

<< Il nostro sito mostra le monete che sono in vendita. I membri che vogliono acquistare possono effettuare gli ordini attraverso la nostra piattaforma virtuale in tutta sicurezza. Niente di più semplice! Infatti, utilizzando il nome utente e la password, il membro sarà l’unico che potrà realizzare ordini 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La sicurezza è totale, e si riceverà via e-mail una copia di ogni movimento e ordine effettuato >>.

Cosa succede dopo aver effettuato l’acquisto?

Ogni moneta ha il suo codice individuale.

<< Le monete rimangono nella loro cassaforte d’origine e vengono aggiunte al proprio conto LINGORO.com. Il proprietario può vedere le foto delle sue monete (ognuna con il suo codice e un numero specifico d’identificazione) su internet, con tutti i dettagli associati. Non possedendole fisicamente, il membro può, se lo desidera, metterle in vendita in tempo reale per trarne un guadagno. In ogni caso, si evitano i rischi legati a smarrimento e furto >>.

<< L’anonimato tra i membri è totale. Gli altri membri non conoscono i dati personali degli altri quando si effettuano le transazioni perché noi agiamo da intermediari >>.

<< In qualsiasi momento, i membri possono trasferire il loro saldo conto LINGORO.com sul conto bancario indicatoci in precedenza. Se si desidera si può scaricare il titolo di proprietà delle monete acquistate dal proprio conto cliente, o può essere inviato da noi tramite mail. Se necessario è possibile anche ricevere le proprie monete per posta. Secondo la nostra esperienza, diciamo che è più efficace lasciare le proprie monete all’interno delle casseforti d’origine (per approfondire l’importanza dello stato di conservazione delle monete), ma è logico che offriamo anche il servizio che vi permette di possedere fisicamente le monete. Infine – conclude Elizabette Paternina – iscriversi al sito come membro è semplice e completamente gratuito >>.

Avrete capito, cari lettori, che LINGORO.com è un sito affidabile, sicuro e semplice anche per chi è alle prime armi e desidera iniziare a muovere i primi passi nel settore dell’oro fisico.

A questo punto, noi di LingOro.net abbiamo il piacere di annunciarvi che a breve sarà online la versione italiana di LINGORO.com. Tanti nostri lettori ci chiedono consigli su dove e come poter acquistare e vendere le proprie monete su internet, ma purtroppo non riusciamo a dare delle risposte soddisfacenti perché ancora non esiste un sito in grado di appagare le esigenze dei consumatori. Noi vogliamo offrirvi il servizio all’altezza delle vostre aspettative. Nel frattempo v’invitiamo a continuare a seguire il nostro blog per tenervi aggiornati sull’andamento dell’oro, le monete d’oro e quali conviene acquistare e perché, e su tutte le ultime notizie che provengono da questo particolare settore.

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Bilancio della domanda di oro nel mondo nel 2011

Saturday, March 10th, 2012

Ogni trimestre, il World Gold Council pubblica i rapporti sulla domanda mondiale di oro per settori e tipo di prodotti in oro. Ad inizio febbraio, WGC ha pubblicato il rapporto annuale 2011 che riflette la crisi economica attuale ed evidenzia gli aspetti geopolitici dell’oro.

Il World Gold Council – letteralmente, Consiglio Mondiale dell’Oro – è l’autorità mondiale delle principali aziende minerarie aurifere. Dal 1987, l’associazione raggruppa i principali produttori di oro. Il suo scopo è quello di stimolare la domanda di oro in tutte le sue forme con delle campagne di marketing sui principali mercati internazionali .

1. Una domanda storica

Il WGC è una vera e propria miniera (d’oro) anglofona sull’offerta e la domanda di oro, nonostante l’approccio commerciale risulti avvolte orientato. Le tendenze 2011 della domanda di oro definite dal WGC fanno emergere delle grandi incertezze economiche in tutto il mondo. Il mercato dell’oro non andava così bene da almeno trent’anni e non è un buon segno per l’economia mondiale.

L’instabilità monetaria ha rinforzato la domanda di oro nel 2011, soprattutto in Asia. L’anno scorso, quasi 4,067.1 tonnellate d’oro sono state vendute per un totale di 205 miliardi di dollari (quasi l’equivalente delle spese totali dell’e-commerce negli USA nel 2011), un record mai più raggiunto dal 1997.

L’anno è stato caratterizzato da un picco del prezzo dell’oro a 1920$ a settembre e un rialzo medio del 28% su tutto l’anno. Questa tendenza si riconfermerà e si accentuerà nel 2012.

Gli investitori sanno bene che con un dollaro debole, uno yuan che non riesce ancora ad affermarsi sul mercato, un Europa sull’orlo del baratro, elezioni presidenziali in diverse nazioni che cristallizzeranno ancora di più il malcontento piuttosto che le aspettative, la frattura sarà inevitabile.

Nessuna bacchetta magica per risolvere la crisi. A questo punto sorge spontanea una domanda: “Verso cosa ci rivolgerà per far fronte alla crisi di questo periodo?”. La risposta è logicamente: “verso l’oro!” Ovviamente, più che un valore rifugio, l’oro è il solo attivo tangibile dotato di un valore intrinseco.

Non c’è dunque da stupirsi se nel 2011, la domanda d’investimenti record nell’oro ha potenziato la domanda d’oro globale.

2. Le nazioni più ghiotte di oro

Senza esserne sorpresi, al primo posto c’è l’India, che per ragioni economiche e culturali è la più grande consumatrice di oro nel 2011 con 933 tonnellate acquistate. Solo il settore gioielleria rappresenta più della metà della domanda di oro in India, con oltre 500 tonnellate! La debolezza della rupia verso il dollaro ha incrementato ulteriormente questa forte domanda. L’India rappresenta il 25% della domanda di monete e lingotti d’oro.

Il Paese è tuttavia in lieve calo, mentre la domanda di oro in Cina è in costante aumento con 769 tonnellate d’oro acquistate nel 2011. Questa domanda in aumento del 20% riflette la potenza economica della Cina e un potere d’acquisto sempre più elevato. Come per i vicini indiani, la domanda di oro in Cina proviene dai settori dell’investimento e della gioielleria.

Il mercato asiatico non è il solo ad aver aumentato la domanda di oro. Anche la zona euro, nonostante si trovi in un periodo di difficoltà, cerca di salvare il proprio patrimonio e mettersi al sicuro dalla crisi, spinta da Germania e Svizzeria. La domanda in oro in Europa aumenta così per il 7° anno consecutivo.

Quanto alle banche centrali, esse continuano ad essere acquirenti di oro sugli slanci del 2010. Questa tendenza riflette un bisogno di diversificazione degli attivi, di ridurre la loro dipendenza dalle valute monetarie straniere, di riequilibrare le loro riserve per proteggere le ricchezze nazionali.

Le due grandi tendenze che si delineano a livello della domanda sono da una parte la potenza economica imperiosa della Cina e dall’altra il bisogno di proteggersi dall’incertezza dei mercati e dell’economia occidentale.

3. I più grandi produttori di oro

Anche per quanto riguarda l’offerta, la produzione delle miniere d’oro ha raggiunto un nuovo record, con 2,809.5 tonnellate, 4% in più rispetto al 2010.

E’ la Cina la prima in classificata, con 400 tonnellate d’oro estratte nel 2011. Al secondo posto l’Australia con 255 tonnellate prodotte (un po’ più della metà della produzione cinese). Se gli altri grandi filoni non sono aneddotici, essi sono lontani dai primi due Paesi che producono più oro: gli Stati-Uniti, l’Africa del Sud, la Russia, ma anche il Perù o ancora l’Indonesia e il Canada.

4. I settori più ghiotti di oro

  • La gioielleria

Malgrado l’elevato costo dell’oro, la bigiotteria ha mantenuto una forte domanda di oro. La domanda totale di oro nella bigiotteria è pari a 99 miliardi di dollari nel 2011. La cultura, i costumi e le tradizioni dei più grandi Paesi consumatori di oro, l’India e la Cina, sono il motivo per cui la domanda di oro nel settore della gioielleria rimane molto alta, malgrado i prezzi elevati del metallo prezioso, le difficili condizioni economiche, e la volatilità delle valute.

  • L’industria

L’industria elettronica ha utilizzato 330,4 tonnellate d’oro nel 2011, cioè una domanda in aumento del 1,1%, cosa piuttosto inaspettata visto il prezzo dell’oro. La domanda di oro dell’industria elettronica equivale a 16,7 miliardi di dollari.

Nonostante la sua origine sia antidiluviana, l’oro è il materiale del XXI secolo. Che sia nel dominio dell’elettronica, della sanità, della decorazione ecc, l’oro possiede delle proprietà uniche che i ricercatori riscoprono su scala nanometrica.

I sottosettori dell’industria che hanno spinto la domanda di oro verso l’alto sono l’industria automobilistica, l’industria elettronica in generale e gli attrezzi senza fili.

  • L’investimento

E’ il settore dell’investimento che vanta la più alta domanda di oro, cosa che riflette le attuali incertezze nel settore economico.

  • Monete e lingotti

La domanda di lingotti e monete d’oro continua a crescere nel 2011, e ha giocato un ruolo importante nell’aumento della domanda nell’investimento che è aumentata del 24% nel 2011. Possiamo vedere la domanda sempre più elevata dei privati che diversificano il loro patrimonio in oro.

5. Per concludere, chi detiene più oro?

Senza alcuna sorpresa, sono gli Stati-Uniti che detengono il più alto quantitativo di oro nelle riserve della FED. Il Paese, che conserva una politica inflazionistica mantenendo la propria valuta a basso tasso per facilitare l’esportazione, riempie tuttavia le sue casseforti di oro.

Ecco un elenco aggiornato al gennaio 2012 delle più importanti riserve d’oro nel mondo. Vi presentiamo i 7 Paesi e istituzioni che ne possiedono più di 1000 tonnellate.

Stati Uniti: 8 133,5 tonnellate

Germania: 3 396,3 tonnellate

FMI: 2 841,1 tonnellate

Italia: 2 451,8 tonnellate

Francia: 2 435, 4 tonnellate

Cina: 1 054,1 tonnellate

Svizzera: 1 040, 1 tonnellate

Potete notare che l’Italia si trova al 4° posto tra i maggiori detentori di oro al mondo.

Per la classifica dei 100 Paesi, consultate questo PDF.

Infine, è molto difficile fare una stima della quantità di oro posseduta dai privati come patrimonio personale. Questo lo sappiamo perché abbiamo iniziato ad effettuare delle ricerche sul tema, dalla parte delle banche c’è l’omertà, e i detentori di oro sono molto discreti e preferiscono non parlarne.

Alessia Pinna