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La Banca Centrale del Vietnam vieta alle banche di speculare sull’oro

Tuesday, September 10th, 2013

La banca centrale del Vietnam vieta alle banche di speculare sull'oro

La Banca Centrale del Vietnam ha vietato alle banche di speculare sulle riserve d’oro. Secondo l’Autorità monetaria vietnamita, il mercato dell’oro sprofonda nel caos da un decennio a questa parte. A questo proposito, la Banca Centrale ha vietato alle banche di effettuare prestiti e trasferimenti di riserve d’oro.

I principali acquirenti d’oro sono le banche commerciali e il principale rivenditore è la Banca Centrale, che vende l’oro all’asta in un dato momento.

Tuttavia, l’instabilità dell’offerta costringe le banche ad effettuare dei movimenti rapidi e speculativi con il proprio oro. In questo modo, i prezzi dell’oro ‘nazionali’ sono molto più elevati rispetto a quelli internazionali. Il premio dell’oro fisico, nel momento in cui si acquista in Vietnam, aumenta in maniera sistematica. Per questo motivo, il mercato dell’oro è controllato da un gruppo di banche, le quali agiscono a loro piacimento.

La posizione della Banca Centrale sul mercato dell’oro beneficia di un privilegio unico. In seguito all’entrata in vigore della legge sulle tariffe doganali e il commercio esterno del 2012, la banca centrale è diventata unica produttrice, venditrice e importatrice d’oro. Ciò significa ch’essa ha da una parte il monopolio dell’offerta interna dell’oro e, dall’altra, il monopsonio delle importazioni nazionali.

Durante questi ultimi anni, la Banca Centrale, avendo il monopolio sul mercato, ha proceduto alla chiusura di migliaia di negozi di compro oro, autorizzando solamenete 16 banche (inizialmente 22) ad acquistare e vendere oro tra privati e imprese. In un tale contesto, non sorprende il fatto che il mercato si trovi in uno stato di caos permanente e che le banche cerchino di speculare sulle loro riserve d’oro.

Fonte: Vietnam.net e OroyFinanzas.com

Cosa ne ha fatto la Banca d’Inghilterra delle 1300 tonnellate d’oro?

Monday, August 26th, 2013

Oro Banca d'Inghilterra

Secondo Goldmoney, la Banca d’Inghilterra è diventata recentemente una fornitrice importante d’oro, poiché ha affittato 1300 tonnellate di metallo giallo in soli 4 mesi. Che fine hanno fatto i 100.000 lingotti?

Mentre la Banca d’Inghilterra ci propone di fare un tour virtuale delle casseforti dov’è conservato l’oro del Regno sul proprio sito, www.bankofengland.co.uk/virtualtourapp, nel mese di giugno venne annunciato che la banca deteneva 400.000 lingotti d’oro. Tuttavia, nel bilancio di fine esercizio di Febbraio della banca venne registrata una cifra completamente differente: 505.000 lingotti in riserva.

In altre parole, 100.000 lingotti sembrano essersi dissolti nel nulla tra il 28 febbraio (data del bilancio) e il mese di giugno. Cos’è successo a quest’oro?

Possiamo supporre che la Banca d’Inghilterra ha inondato il mercato dell’oro praticando dei prezzi insostenibili.

La Banca d’Inghilterra cerca di mantenere i prezzi bassi in un momento in cui la domanda di oro fisico è elevata – conseguenza della crisi finanziaria di Cipro e della frenesia per il metallo giallo in Cina e in India.

Un afflusso di 1300 tonnellate è sufficiente per far abbassare i prezzi.

Fonte: Mineweb.

La penuria d’oro fisico diventa un fenomeno mondiale

Tuesday, July 23rd, 2013

Il metallo fisico è ormai diventato una priorità nello spirito degli investitori. Essi hanno perso completamente la fiducia nell’oro cartaceo e altissimi premi vengono applicati sulle vendite dei lingotti d’oro. La domanda di oro è adesso molto forte in Asia e in India.

Tutti coloro che hanno partecipato ai recenti ribassi del prezzo dell’oro hanno innescato una bomba di una tale potenza che qualsiasi sforzo per lottare contro la manipolazione del mercato rimarrebbe vana.

La pubblicazione dei risultati trimestrali, che riflettono perfettamente la situazione mondiale odierna, mostra che la domanda di metallo fisico eccede di gran lunga l’offerta. In particolare in Asia, dove la domanda è ponderata. I dati mostrano infatti che l’Asia spedisce alla Borsa di Shangai un totale di 1000 tonnellate all’anno. Questo dato supererebbe la stima di produzione di qualsiasi nuova miniera nella stesso arco di tempo.

Ovviamente, anche le vendite degli ETF hanno contribuito enormemente allo sviluppo di questo problema. A causa della forte domanda d’oro fisico in India, vengono applicati degli alti premi sui lingotti a dei tassi senza precedenti nel Medio-Oriente.

In termini di pura domanda d’oro fisico, come afferma Ross Norman su www.sharpspixley.com, vi sono diverse notizie che fanno il punto sulla ‘penuria d’oro fisico a Dubai, delle vendite di monete e lingotti d’oro senza sosta nei piccoli negozi al dettaglio in India e in Cina, nonché di lunghe code davanti ai più grossi rivenditori come Degussa in Germania. La conseguenza è stata un ritiro massiccio di metallo fisico che ha sorpreso tutte le raffinerie di oro e la maggior parte dei fornitori.

A tutto questo, bisogna aggiungere che il popolare Krugerrand del Sudafrica e la Maple Leaf canadese hanno delle difficoltà a soddisfare la domanda attuale. Niente di più scontato quindi assistere ad un aumento dei premi sull’oro fisico!

E difficile stimare una data per il rialzo dell’oro. In questo periodo, molti fattori giocano a sfavore del rialzo del prezzo dell’oro. Certo è che ci sono state delle grosse manipolazioni sul mercato. Il contesto politico-economico ci appare ancora più complicato se pensiamo al piano di salvataggio che l’FMI, UE e BCE hanno messo in atto nel caso di Cipro. Ciò ha causato molta incertezza fra gli investitori degli stati membri europei, le quali economie sono già state messe a dura prova dalla crisi finanziaria. In effetti, delle grandi banche potrebbero essere obbligate a non partecipare ai piani di salvataggio economici.

Secondo Jeff Nichols, le zecche troveranno non poche difficoltà a soddisfare la domanda. Nichols pensa che, in questo momento, l’acquisto di oro fisico s’orienta piuttosto verso i lingotti e che questi non ritorneranno presto nel mercato. Stando sempre a quanto afferma Jeff Nichols (www.nicholsongold.com), la domanda costante crea una penuria d’oro fisico. E ciò ch’egli chiama il ‘free float’, conseguenza di quello che potrebbero essere i futuri aumenti del prezzo, nettamente superiori a quelli previsti, una volta che il mercato ripartirà al rialzo. In parole più semplici, l’attuale disponibilità di oro sarà insufficiente per soddisfare la domanda eccetto a dei prezzi nettamente superiori’.

Frode confermata : più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Tuesday, July 16th, 2013

Frode confermata: più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Gli acquirenti di lingotti a Londra devono ora aspettare più di 100 giorni per poter prendere possesso dei lingotti (che hanno già pagato). I lingotti che i traders o clienti pensano di acquistare sono, nei fatti, minerale non ancora estratto dal suolo. Al London Metal Exchange (LME), si annuncia una scadenza non priva di conseguenze dovuta alle code nei depositi. Questo è veramente ridicolo : non c’è bisogno di così tanto tempo per caricare dei furgoni blindati. La verità è che ci vogliono più di tre mesi per raffinare l’oro a partire dal momento in cui l’acquisto ha avuto luogo, e per essere poi trasportato fino ai depositi.

In altre parole, le persone pensano d’acquistare un lingotto finito, mentre invece è solo un minerale che non è stato ancora estratto dal suolo. Si tratta di prevendita di metallo prezioso. Gli acquirenti che desiderano prendere possesso dei loro lingotti prima della data indicata nel contratto, sono costretti a ‘rinegoziare’ un nuovo contratto, posticipando, illegalmente, la scadenza dei tre mesi supplementari senza nemmeno essere rimborsati dei danni. Verità nascosta, i soldi girano durante questo periodo e giova solo ai ‘banksters’.

Viene proposta un’altra alternativa: un pagamento in contanti… Il London Metal Exchange non è in grado di fornire il metallo dovuto, e allora propone agli acquirenti un riscatto con un ‘premio’ per mascherare la mancata consegna. Questo premio è un po’ come una bustarella. In tempi di stabilità, queste bustarelle pagate ai traders possono arrivare anche al 25%, come è successo nel 2009. Ovviamente, queste bustarelle sono vincolate dall’obbligo di fedeltà, che impedisce formalmente agli acquirenti di comunicare i numeri di serie dei lingotti implicati.

Con un ritardo simile, possiamo trarre solo una conclusione: i depositi del’LME sono vuoti!

Ciò significa che i pagamenti in contanti non possono più essere considerati come dei semplici tentativi volti a « preservare gli stock ». Qui si parla di frode: vendere dei futures per l’acquisto di lingotti con scadenze ben precise sapendo tuttavia che quei lingotti non esistono. Il pagamento in contanti diventa il mezzo di compensazione più comune. Tuttavia, in questo contesto, resta pur sempre una frode.

Gli acquirenti credono di acquistare dei lingotti mentre quello che i banksters del’LME offrono sono dei veri e propri interessi su un pezzo di carta. Ovviamente, un interesse particolarmente generoso ma abbastanza disonesto nel contesto. Il London Metal Exchange adotta una politica che alla base è una frode.

Dopo la manipolazione dei prezzi, eccoci ora di fronte a dei pagamenti fraudolenti in contanti… Questo è ciò che sta succedendo al’LME di Londra. E possibile che ciò avvenga anche a New York.

Tanta pubblicità su questi futures e l’oro cartaceo: perfetto riflesso di un mercato truccato e non fedele alla realtà.

Le persone cercano la fiducia, l’assicurazione nel metallo fisico.

Ora, ci rendiamo conto che l’LME non è in grado di onorare fisicamente i contratti venduti in tutta legalità. In passato, la US Mint sospese temporaneamente la produzione (e le vendite) delle sue monete d’oro, nonostante avesse abbastanza stock per soddisfare la domanda.

Un mercato in cui le scorte sono finite e dove la realtà è mascherata: un mercato ribassista abbastanza spregevole. Questo non è altro che una menzogna perversa avente un unico scopo: cercare di legittimare la caduta fraudolenta dei mercati dei metalli preziosi.

Perché i prezzi calano così velocemente?

Un mercato aperto alla manipolazione dei banksters dove il calo dei prezzi fa rima con frenesia della domanda. Si hanno in questo modo degli errori di inventario per quanto riguarda gli stock in tutto il mondo. E’ impossibile per un ente regolatore non vedere (e capire) uno squilibrio così esagerato su questi mercati.

La Russia : grande acquirente e produttrice d’oro

Thursday, June 6th, 2013

La Russia è diventata la maggiore acquirente d’oro al mondo.

La Russia ha aggiunto 570 tonnellate d’oro alle sue riserve durante gli ultimi dieci anni.

Da quando il prezzo dell’oro è iniziato a salire, dagli anni 2000, acquistare oro rappresenta la migliore astuzia anti-crisi.

Secondo Evgeny Fedorov, legislatore che lavora nel partito del Presidente russo, Putin, è necessario che una nazione possieda oro e rafforzi le proprie riserve. Il Paese, in questo modo, avrà maggiore sovranità in caso di caduta del dollaro, dell’euro, della sterlina o di qualsiasi altra moneta di riserva.

La Russia non è l’unica nazione che acquista oro costantemente. La Cina ultimamente tallona la Russia e il Brasile è una brava “allieva” in materia, ha addirittura raggiunto dei record negli ultimi dodici anni.

Anche le banche centrali hanno diversificato sempre di più le loro riserve durante gli ultimi anni.

Il Presidente Putin mette l’accento sull’oro.

Oltre ad essere una grande acquirente, la Russia è anche una grande produttrice d’oro.

Trovandosi al 4° posto nella classifica mondiale dei maggiori produttori d’oro, la Russia supera l’Africa del Sud.

Il governo russo continua a pensare che gli Stati Uniti abbiano abusato della loro posizione dominante nel commercio internazionale e l’accusano di aver considerato solo il dollaro come valuta di riserva internazionale. Quest’ultima è tuttavia toccata da molteplici riforme di ammorbidimento quantitativo. Bisogna arrendersi all’evidenza.. il dollaro ha perso molto valore, come altre valute d’altronde.

Da qui ai prossimi dieci anni, la Cina supererà gli Stati Uniti come più grande economia mondiale. Secondo The Economist, ciò potrà prodursi addirittura entro i prossimi cinque anni, poiché si prevede che il tasso di crescita in Cina sarà pari al 7,75% contro il 2,5% negli Stati Uniti, visto che lo yuan predomina sul dollaro e l’inflazione è superiore a quella della Cina. In un tale contesto, lo yuan non ha nessuna difficoltà ad imporsi come moneta di riserva.

La Russia ha incrementato le sue esportazioni, in particolare quelle di gas e petrolio. Il Presidente Putin è cosciente dell’importanza dell’oro sia come carta vincente monetaria essenziale sia come strumento di gestione economica delle risorse. Grazie alla disponibilità di altre risorse già sfruttate o meno, il Paese vanta prospettive di crescita all’orizzonte.
Sembra che ci siano delle differenze nella politica perseguita in materia d’oro in Paesi come gli Stati Uniti e l’’Europa da una parte e quella portata avanti da Paesi come la Russia, la Cina e dalle economie dell’Est o del Medio Oriente dall’altra.

Nel primo caso, si tratta di minimizzare l’importanza dell’oro anche se è indispensabile per le grandi potenze economiche occidentali come gli Stati Uniti e la Germania mantenere delle riserve d’oro massicce. Questi Paesi vedono il vantaggio di possedere dei metalli preziosi per preservare il loro statuto economico a livello mondiale mentre altri Paesi che hanno venduto l’oro hanno cambiato la loro posizione e tentano di salvaguardare quel poco che gli resta.

Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi

Thursday, April 25th, 2013

Ho letto con molto interesse il nuovo libro di Simone Wapler, Direttrice delle Pubblicazioni Agora, specialista in analisi e consulenza finanziaria. Il libro, intitolato “Comment l’Etat va faire main basse sur votre argent” (trad. Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi), è un’opera molto pragmatica e interessante.

Al contrario di molte pubblicazioni che criticano l’ingerenza dello Stato, la rapacità delle banche, la finanza deregolamentata, Simone Wapler non si ferma solo alla denuncia di un sistema malato ma offre dei consigli pratici molto semplici, abbordabili, per chiunque voglia mettersi al riparo dalla crisi.

Nella prima parte, l’autrice spiega come lo Stato, a forza di spese pubbliche, ha scavato la sua fossa del deficit. Ormai, lo Stato ha un unico imperativo: avere rapidamente accesso ai soldi liquidi.

I vostri risparmi sono in pericolo

Ovvio che non si parla di debancarizzazione totale. In ogni caso, spiega Simone Wapler, questo sarebbe quasi impossibile per chi prende un salario mensile o una pensione.

L’autrice propone innanzitutto di « imparare a vivere di nuovo con i soldi in carta » : lasciando meno denaro possibile sul proprio conto, pagando quanto più si può in contanti, frazionando i propri depositi, diversificando le reti bancarie…

I mezzi di pagamento al di fuori del circuito bancario : PayPal e la VeraCarta

Ci si può stupire del fatto che la Wapler non menzioni il Bitcoin (battuta ironica!) ma preferisce piuttosto i mezzi di pagamento come PayPal che permette di stoccare la quantità di liquidi che si desidera senza dover passare per una banca.

Ma il limite di Paypal è che, pur essendo un buon mezzo di debancarizzazione, i soldi depositati sul conto sono in divisa corrente (euro, dollari…) e non mette quindi al riparo da un fallimento monetario.

Questo non è, invece, il caso della VeraCarta (presto attiva anche in Italia), il mezzo di pagamento creato dalla società AuCOFFRE.com, che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Con la VeraCarta, è possibile stoccare oro ed effettuare i pagamenti con il metallo giallo. Vantaggio : siete i soli proprietari dell’oro che alimenta il vostro conto e che è conservato in zona franca a Ginevra. La rivoluzione finanziaria individuale passa dalle fondamenta ! E’ un modo flessibile e poco vincolante di ritornare al gold standard (o sistema aureo).

Siamo nell’era della repressione finanziaria

I tempi sono cambiati, l’evoluzione del debito sovrano da parte delle banche nazionali ne è la prova. Il ruolo dello Stato è cambiato da quello di provvidenza a quello di parassita. Stessa cosa per le banche.

In uno scenario a 5 livelli di libertà, Simone Wapler ci situa al livello 2 della repressione finanziaria. Per ora è solo per i grandi azionisti, ma ci stiamo avviando verso livelli di repressione più alti : controllo dei cambi, limiti di convertibilità della moneta, poi convertibilità della moneta impossibile e infine, impossibilità di uscire dal territorio.

Tra le altre misure di repressione finanziaria del tutto plausibili e possibili, Simone Wapler cita il congelamento delle assicurazioni sulla vita, il divieto di vendere l’oro e la sua confisca.

Il quadro si completa con le pensioni che i disoccupati di oggi e di domani non potranno pagare…

Una soluzione per la pensione ? Delocalizzatevi !

Crediti di imposta, costo della vita, clima, possibilità di creare un piccolo business per quanto modesto possa essere… le prospettive e le possibilità di evadere non mancano, quando si è in pensione…

L’unica moneta democratica : l’oro

Di fronte all’iperinflazione, l’oro è l’unica moneta (da sempre) ad essere in grado di conservare il valore a lungo termine.

Custodite il vostro oro, sbarazzatevi delle azioni, ma non credete a ciò che i grandi organi di stampa vantano, non abbiate paura degli spaventapasseri che si agitanoo al vento…

Ricordate.. la rivoluzione è nelle vostre mani e alla portata di tutti !

L’Italia come Cipro?

Friday, March 29th, 2013

Ciò che sta succedendo a Cipro questi giorni potrebbe benissimo ripetersi in altre nazioni, e la prossima potrebbe essere l’Italia.

L’idea che i vostri soldi possano essere confiscati dal governo può essere esagerata o incredibile, eppure succede! Quando il denaro del vicino viene prelevato dal suo conto bancario senza preavviso, ciò è parte di un piano di salvataggio. Ma, quando la vostra banca chiude le porte, blocca i conti e prende i vostri soldi, questo si chiama confisca e furto.

Ingegnoso no? Basta chiudere le porte un venerdì e il sabato successivo annunciare a tutti i clienti che il governo ha bisogno di prendere dal 6 al 10% dei vostri soldi perché lo Stato sta andando in rovina. E poi il miracolo: in qualche click e qualche cifra qui e là, il gioco è fatto!

Non bisogna dimenticarsi di ciò che è successo dopo l’annuncio di bancarotta della Lehamn Brothers. Dall’oggi al domani, 7 miliardi di dollari in valori di borsa e immobiliari sono finiti nelle mani delle banche. Il 6 – 10% dei vostri soldi non basterebbero per salvare Cipro e non basterebbero nemmeno per salvarci tutti da questa situazione catastrofica.

Il nostro debito è così alto che anche se pagassimo il 100% delle nostre entrate a titolo d’imposte nei prossimi 5 anni, non sarà sufficiente a ripagarlo. Bisogna dire ai ciprioti che è la fine della confisca? Che ciò non potrà mai succedere? Il nostro debito oggi è di gran lunga maggiore rispetto a quello del 2008. Questo non si risolverà domani di certo!

Scommettiamo che coloro che hanno dei soldi in una banca cipriota faranno di tutto per recuperare i loro soldi? Inizierà a quel punto la fila nelle banche. Durante questi momenti, i media nasconderanno un po’ la realtà ma la cosa sarà lontana dall’essere finita. Tutti i cittadini europei che risiedono in quei Paesi che fanno parte di un piano di salvataggio vorranno sicuramente recuperare i loro soldi dalle banche. Per il governo, è troppo facile servirsi dei soldi dei cittadini.

Ma dove metteranno tutti questi soldi? Allora, ci sono i soldi metalli, la cartamoneta e i soldi elettronici. Questi ultimi vengono confiscati con un solo click. La cartamoneta viene confiscata durante la svalutazione delle valute e durante l’inflazione. Ma i soldi-metallo, come l’oro e l’argento, non possono essere confiscati – e ancora meno senza il vostro permesso. E’ una semplice evidenza. Se avete dei soldi in un conto in banca, vi prenderanno dal 6 al 10% del valore. Se possedete oro e argento fisici, ancor più custoditi in una cassaforte fuori dal sistema bancario, potrete tenerli per voi.

Il buon senso di acquistare oro oggi

Tuesday, March 26th, 2013

Il prezzo dell’oro parte nuovamente al rialzo. Siete ancora in tempo per acquistarne prima che il prezzo risalga a quasi 2000 dollari l’oncia come annunciano molti esperti. Il recente ribasso del prezzo dell’oro è il 9° dal 2003 e s’inscrive in quei momenti in cui si deve acquistare.

Il prezzo dell’oro è aumentato drasticamente durante questi ultimi anni sulla base degli acquisti effettuati dalle persone, dalle istituzioni, dalle banche centrali di tutto il mondo così come tutti gli ETF e altri speculatori a breve termine.

Dopo ogni consolidamento del pezzo dell’oro durante questi ultimi anni, la maggior parte degli esperti prevedeva che il corso dell’oro aveva raggiunto il vertice. Si sbagliavano!

L’anno 2013 è l’anno delle belle opportunità per gli investitori in oro a lungo termine.

In particolare, non fidatevi dei commenti che parlano di un’eventuale nuova “bolla dell’oro”. Il grafico seguente mostra le 9 correzioni del prezzo dell’oro più importanti del mercato dal 2003 :

2003 – Il prezzo dell’oro cade da $382 a $319 (-16%)
2004 – Il prezzo dell’oro cade da $425 a $375 (-13%)
2005 – Il prezzo dell’oro cade da $536 a $489 (-9%)
2006 – Il prezzo dell’oro cade da $725 a $560 (-22%)
2007 – Il prezzo dell’oro cade da $841 a $778 (-8%)
2008 – L’oro tocca i $1002 il 17 marzo e poi cade a $746 l’11/09/2008 (-25%)
2009-10 – L’oro raggiunge i $1215 il 7 dicembre poi cade a $1,060 il 4/02/2010 (-14,6%)
2010-11 – L’oro raggiunge i $1,425 nel dicembre 2010, poi cade a $1,315 il 27/01/2011 (-8%)
2011 – L’oro tocca i $1900 nell’agosto 2011, poi cade a $1,545 il 15/05/2012 (-19%)

Al termine di ciascuna delle 8 fasi di correzione, si osserva che il prezzo dell’oro è aumentato in media del 36%. La prossima tappa per il corso dell’oro potrebbe essere i 2100 dollari l’oncia.

E’ questo il momento migliore per acquistare! Se il mercato dell’oro riproduce lo stesso scenario degli ultimi dieci anni, il 2013 potrebbe essere una delle ultime opportunità per acquistare l’oro al di sotto dei 2000 dollari l’oncia. No, non è la fine dell’oro. Le banche centrali di Bangkok, a Boston, continuano a stampare monete fiat. Il peggio dovrà arrivare per il dollaro e il meglio dovrà arrivare per l’oro.

Approfittatene ora per fare i vostri acquisti di oro fisico… questo varrà molto di più col passare del tempo

Le banche centrali e i soldi

Friday, March 22nd, 2013

Ad ispirare il magnifico discorso fatto da Jens Weidmann, presidente del Bundesbank, durante una conferenza svoltasi recentemente a Francoforte, intitolata “cartamoneta, il finanziamento dello stato e l’inflazione”, dev’essere sicuramente stato il grande Johann Wolfgang von Goethe.

Weidmann ha messo l’accento sul pericolo dell’attuale politica monetaria, la quale si basa sulla cartamoneta, e sul potenziale pericolo della creazione di moneta, del finanziamento dello Stato e dell’inflazione.

Weidmann ha ricordato che le banche centrali che gestiscono un bene pubblico dovrebbero giustificare pubblicamente la stabilità dei soldi. « La miglior protezione contro le tentazioni nella politica monetaria è una società guidata verso la stabilità » specifica il presidente della banca centrale tedesca, il quale ha come nemico il ministro delle finanze del suo Paese, Wolfgang Schaeuble.

Weidmann è molto temuto dalle altre banche centrali perché questo giovane economista che dirige la Bundesbank non è per nulla favorevole alla creazione di denaro in abbondanza né tantomeno al programma d’acquisto della BCE.

Nel suo discorso, Weidmann ha fatto una comparazione tra l’acquisto di buoni e la firma di un patto col diavolo. A questo proposito, fa riferimento a dei passaggi dell’opera letteraria universale di Goethe, deceduto 180 anni fa. « Quasi due secoli fa, Goethe aveva già capito quel era il nocciolo del problema dell’attuale politica monetaria basata sulla cartamoneta » ha dichiarato il presidente della banca centrale tedesca. Goethe riuscì a diventare ministro delle finanze nel 1782.

Weidmann ha ricordato, inoltre, i possibili parallelismi tra l’alchimia e l’economia moderna basate sulla creazione di moneta ex nihilo che descrisse Goethe. « Con l’alchimia, si voleva trasmutare il piombo in oro e con l’economia moderna si vuole trasmutare la carta in soldi ».

La creazione della cartamoneta e il patto col diavolo

Weidmann ha fatto riferimento al “Patto di Faust” che è descritto nell’atto I della seconda parte di Faust. Nell’opera principale di Goethe, il diavolo – alias Mephistophelès – convince l’Imperatore a stampare grandi quantità di carta moneta, senza garanzia in oro. A breve termine, stampare moneta risolve i problemi economici dell’Imperatore, ma presto il mostro chiamato inflazione fa la sua apparizione.

Weidmann non menziona direttamente Draghi, né tantomeno la stampa di moneta nel suo discorso. Ha detto solo che se una banca centrale può potenzialmente creare delle quantità illimitate di soldi partendo dal nulla, come si può garantire che i soldi siano sufficientemente rari per convertire il loro valore?

Se la crezione di moneta a partire dal nulla fosse la soluzione a tutti i mali, allora perché durante il corso dei secoli nessuno è riuscito nell’intento? La storia insegnò a Goethe che stampare moneta non è mai stata la soluzione più idonea. Goethe ha cercato di spiegarci mediante Faust che la creazione di moneta ex nihilo non porta da nessuna parte a lungo termine. La cosa più pericolosa è che oggi le banche centrali sembra abbiano dimenticato le conseguenze della creazione di soldi senza il sostegno di un valore tangibile.

Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal