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L’oro in euro scomparirà in autunno. Ecco i motivi.

L’oro è salito ieri fino a 1 500 $ l’oncia.

Il valore dell’oncia in euro, mentre la crisi del debito sovrano europeo fa rabbia, resta lontano dal suo record del 7 dicembre 2010 a 1 078 euro, dal momento che rimane stabile sui 1 040 euro.

Prima di darvi le nostre anticipazioni a breve termine, parliamo dello scenario a lungo termine.

Tutte le monete fiduciarie hanno sempre fallito.

Le monete fiduciarie sono colpite fin dalla loro nascita da una malattia incurabile: l’inflazione.

Il dollaro fiduciario (liberato dalla sua convertibilità in oro dalla fine degli accordi di Bretton Woods) ha quasi un mezzo secolo d’esistenza. Un record di longevità.

L’euro super fiduciario (aggregato di monete fiduciarie nazionali) è molto più giovane, ma non ha più valore.

L’inflazione scalza i creditori e affumica il popolo.

L’inflazione è un fenomeno esclusivamente monetario che penalizza il prestatore e favorisce chi prende in prestito. Gli Stati hanno dunque interesse all’inflazione poiché gli permette di rimborsare in moneta erosa un debito anteriormente contratto.

Per affumicare il buon popolo, il rialzo dei salari segue in generale il rialzo dei prezzi, ma con un lieve ritardo.

Cicala, formica o cicala-formica?

La cittadina cicala (colei che chiede in prestito) si trova sulla stessa barca del suo Stato e non se ne dispiace.

La cittadina formica (colei che economizza) è lesa. Ma la formica è un’avara sulla sorte della quale nessuno ha mai versato una lacrima.

Per completare il quadro, notate che esistono degli ibridi, le ”cicale-formiche”, specie mutanti che s’indebitano, non per consumare, ma per comprare un bene suscettibile di conservare i propri risparmi. Avrete riconosciuto l’immobiliare.

Chi è che ora ha fiducia nella moneta fiduciaria?

Il tasso d’interesse in vigore in questa moneta.

Se il prestatore pensa che il tasso d’interesse sia superiore all’inflazione, tutto va bene. In caso contrario, il prestatore diffida: la moneta fiduciaria non stocca correttamente il valore nel tempo, ci sono delle fughe…

Eccovi ora armati per fare una conferenza di fronte ai banchieri centrali del cartello dei tassi bassi (Stati Uniti, Europa, Giappone) !

Piccola domanda sussidiaria per vedere se state seguendo:

Cosa succede quando la fiducia viene a mancare, quando si sospetta che il risparmiatore venga punito perché i tassi d’interesse sono o saranno inferiori all’inflazione ?

L’oro sale!

Bingo!

E’ quello che succede dal 2000.

A questo punto direte, “ma allora è molto semplice, basta risollevare i tassi?”

No, non così in fretta!

Immaginate solamente se i tassi d’interesse ritornassero alla loro media storica del secondo dopo guerra, cioè al 6,9% …

Tutto il mondo occidentale andrebbe in fallimento.

Il servizio del debito – vale a dire il solo pagamento degli interessi – assorbe già più del 40% dei redditi fiscali degli Stati. Immaginate di consacrare il 40% del vostro reddito per rimborsare l’interesse di un prestito.

E pertanto… Le cose si mettono male.

Le banche europee e gli Stati avrebbero bisogno di 1 500 miliardi di euro all’anno nei prossimi 4 anni, secondo un documento preparato in vista di una riunione dei ministri delle finanze della zona euro di cui Reuters si è fatto portavoce.

Nel numero del del 7 aprile, il quotidiano svizzero, AGEFI,  riprende una citazione “la calma relativa sui mercati obbligazionisti europei (…) arriva alla sua fine”.

Chiaramente, si va a fare la fila al portello per emettere del debito.

Capite dove voglio arrivare?

I tassi rischiano di salire “naturalmente”: troppa domanda (da parte dei mutuatari) in confronto all’offerta (da parte dei creditori) !

L’interesse dei nostri debiti graverà sempre di più sui nostri bilanci già difficili da far quadrare.

Ma ritorniamo alle nostre monete e al nostro oro…

Perché una tale differenza tra l’oro in euro e l’oro in dollari?

Il dollaro è una star. E’ la moneta di scambio delle materie prime. La Fed pratica apertamente la politica della tavola a biglietti e tutti lo sanno. Le persone coprono i loro dollari con l’oro. Ci sono più dollari in circolazione che euro.

Vicino al dollaro, le altre monete fiduciarie hanno un ruolo secondario. Ci sono dunque molte più persone che cercano di coprire dei dollari piuttosto che degli euro. Queste persone sono i creditori stranieri delle rispettive monete.

Un attrezzo chiave da non trascurare.

Ma c’è secondo noi un dato molto importante che i mercati non prendono attualmente in considerazione: il rapporto debito pubblico su ricetta fiscale.

Nei giornali si stendono i rapporti debito sul PIL. Ma uno stato non può considerare tutto il PIL come una “ricetta”. Le sue ricette possono aumentare solo se c’è crescita (su questa fonte, il conto non c’è stato) o aumento della pressione fiscale.

Ma molti Stati europei hanno già una forte pressione fiscale. Il margine di manovra è quasi inesistente.

L’oro in euro scomparirà in autunno !

La BCE ha fatto ufficialmente camminare la tavola dei biglietti (monetazione del debito sovrano dei differenti Stati in difficoltà) per 76 miliardi di euro, una somma ridicola confrontata ai 2 150 miliardi di dollari degli Stati Uniti.

Noi pensiamo che la BCE stia per intensificare i suoi riscatti fin dall’autunno di fronte all’aumento dei tassi ch’essa non può dominare.

I debitori della zona euro vorranno allora coprire quest’emissione di falsa moneta con l’oro.

E l’oro salirà ancora di più.

 

 

Adattato da Alessia Pinna

 

 

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