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Correzione dell’oro. I nostri esperti braccano il colpevole.

Venerdì 23 settembre l’oncia d’oro quotata ha perso 5,80% in un solo giorno. La bolla esplode. E’ la fine dell’oro, dopo tutti questi eccessi era arrivato il momento! In realtà le cose sono ancora una volta molto più semplici.

Il COMEX ha deciso per la seconda volta in meno di 2 mesi di aumentare il “Margin Call”, vale a dire la chiamata di margine. Grosso modo, ogni volta che qualcuno negozia dell’oro tramite dei contratti a termine o dei contratti futures, deve versare un minimo per garantire la solvibilità della propria posizione. Quando le regole cambiano gli speculatori devono mettere, in tempi molto brevi, (meno di 24h) la somma mancante. Coloro che non possono o non vogliono farlo (problemi di procedura, dell’ammontare degli investimenti o di fondi propri) sono obbligati a tagliare la loro posizione con urgenza. Questo fenomeno ha per conseguenza meccanica la caduta dei corsi azionari poiché gli ordini di vendita affluiscono.

L’ultima volta che questo fenomeno si era prodotto, qualche settimana fa, il prezzo dell’oro quotato in Dollari non e praticamente diminuito in euro perché è stato concomitante con una caduta importante dell’euro in ragione del debito europeo. Il ribasso dell’oro, compensato dall’abbassamento spettacolare dell’euro ha permesso al prezzo dell’oro in euro di restare più o meno stabile.

L’euro ha raggiunto un corso d’equilibrio “relativo” questi ultimi giorni, e gli aumenti della chiamata di margine hanno fatto subire all’oro in euro il calo del 23 settembre.

Tuttavia, conviene ricordare che questa correzione, molto più che tecnica in quanto corrisponde ad un cambiamento delle regole del gioco durante la partita, è paradossalmente un’eccellente notizia per coloro che sono posizionati a lungo termine su quest’attivo.

E’ essenziale notare che l’oro malgrado un aumento fulmineo quest’estate, periodo tradizionalmente di debolezza, ha corretto perché costretto e forzato a causa di due cambiamenti delle regole del gioco. L’oro non cala più da solo. Bisogna aiutarlo tramite delle costrizioni regolamentari. Questo prova la forza della sua tendenza rialzista.

Inoltre, alcun debito di stato non è rimborsabile, le inquietudini restano e, anzi, si rafforzano ogni giorno. Il ritorno alla crescita è illusorio, così come l’efficacia dei piani di rigore che hanno per effetto quello di creare delle nuove recessioni che comportano un tale ribasso delle entrate fiscali che il rimedio è peggiore del male che è necessario combattere.

La domanda di oro fisico è sempre alta e sicuramente assisteremo ad un importante crescita dello spread poiché l’appetito degli investitori avveduti non sembra affievolirsi. Molti attendevano questa piega per rientrare sull’oro. Il grande pubblico non s’interessa sempre al suo investimento e resta piuttosto venditore del poco oro detenuto, incoraggiato dalle molte pubblicità che gli propongono di trasformare il loro oro… in argento!

Dopo la caduta massiva degli indici europei di queste ultime settimane (gli Stati Uniti hanno perduto poco) e gli errori di trading delle banche ormai tradizionali durante ogni crach (UBS : 2 miliardi di euro) alcune tra di loro hanno bisogno di cash. Il mercato interbancario è danneggiato ed è la BCE che assicura nuovamente il suo ruolo di prestatore in ultima istanza.

Le banche statunitensi e asiatiche non fanno più prestito alle banche europee da poco più di 15 giorni, tagliando di netto le loro risorse di rifinanziamento in dollari. Qualche banca ha avuto come unica scelta quella di vendere le loro riserve d’oro (di cui forse il vostro al passaggio se il vostro oro è smaterializzato in un conto titoli) accentuando il ribasso “tecnico” in corso.

Non bisogna dimenticare che la crisi dei debiti sovrani è deflazionistica. E’ questo ciò che viviamo. Quando qualcosa si abbassa tutto si abbassa. Le perdite sulle azioni sono in parte compensate dai guadagni su altri mercati come quello delle materie prime. Queste richieste massicce di materie prime portano a loro volta questi mercati al ribasso.

Questo aspetto è deflazionistico su un termine molto breve. A medio termine un ribasso di tutti gli attivi a causa della deflazione conduce al fallimento totale, cosa buona per l’oro. Per lottare contro la deflazione e il rischio sistemico, la sola risposta credibile e rapida resta la monetizzazione dei debiti e anche questo è buono per l’oro. Ciò non impedisce che i momenti di correzione sono sempre faticosi per chi è rientrato in un punto alto su un valore.

La Direzione degli Studi Economici di Aucoffre.com mantiene quindi il suo obbiettivo di 1800 punti sul CAC40 e di un’oncia d’oro a 2500$ come prima tappa. Nessuno dei fattori sottostanti al rialzo dell’oro è sparito. Questa correzione puramente tecnica in un mercato a lungo termine dovrà essere dare spunto per trarne profitto, per rientrare sull’oro e proteggere il proprio patrimonio esposto ai debiti sovrani (come i fondi euro dei contratti di assicurazione sulla vita). Per coloro che sono già detentori di oro, questa pausa è un eccellente momento per rinforzare queste posizioni e continuare ad allocare il proprio patrimonio.

 

Di Charles Sannat

Direttore degli Studi Economici di Aucoffre.com

 

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Senza guardare i corsi finanziari posso sapere, alla lettura dei messaggi che ricevo, se il prezzo dell’oro sale o scende. Quando sale la domanda che mi viene fatta regolarmente è: << E’ ancora il momento di acquistare ? >>. Al contrario quando scende la domanda diventa : << E’ il momento di vendere ? >>.

Oggi risponderò alla seconda domanda. La risposta è semplice, e s’indirizza a coloro che hanno un orizzonte d’investimenti e non a coloro che giocano con le andate-ritorno in tempi molto brevi. La risposta è la seguente, del resto è una domanda: << Secondo voi, le condizioni macroeconomiche e monetarie che sono all’origine – tutti lo riconoscono – del rialzo dei metalli preziosi e dell’oro in particolare, sono evolute in maniera favorevole? O, in altri termini, le cose si aggiustano? >>. Se a questa domanda rispondete SI, allora precipitatevi per vendere il vostro investimento d’oro.

Allora se niente è cambiato perché questo ribasso? Era prevedibile?

Tutti i mercati finanziari senza eccezione sono il riflesso delle decisioni dei compratori e dei venditori dei quali la psicologia varia in base al loro modo di sentire, “faccia a faccia” con i guadagni o con le perdite latenti che loro hanno realizzato, e in base alla loro percezione della congiuntura. Gli avvenimenti che si succedono non sono che degli scatti che intervengono su un terreno già pronto. Tali attori dei mercati hanno degli obbiettivi differenti gli uni dagli altri in base ai differenti orizzonti sui quali si posizionano. Questa situazione crea dei cicli diversi sui prezzi. Pensiamo a questo processo come ad un processo di respirazione. Quando gli investitori, avendo lo stesso orizzonte, sentono il bisogno di concretizzare un profitto o di tagliare una perdita creano insieme una situazione psicologica favorevole a questa respirazione dei prezzi che si tradurrà, per esempio, in un consolidamento dei prezzi dopo un lungo rialzo molto proficuo. L’onnipresenza e l’eccesso d’informazione nella quale ci troviamo fanno spesso dimenticare l’importanza, in particolare per i movimenti di breve termine, del fattore psicologico nel comportamento dei mercati finanziari.

Le settimane precedenti sono state segnate da importanti movimenti ribassisti sui mercati delle azioni , in particolare in Europa. L’utilizzo di prodotti derivati e delle posizioni con leva amplifica considerevolmente questi movimenti fino a far fondere totalmente i portafogli di alcuni investitori (o piuttosto giocatori) imprudenti. Le chiamate di margine spingono dal quel momento a vendere le linee capaci di trarre un grosso profitto per coprire le perdite delle altre linee, e addirittura conducono alla liquidazione totale dei portafogli tramite i mediatori. Queste liquidazioni, comprese le linee vantaggiose, comportano dei ribassi del prezzo, e come una bolla di neve che s’ingrandisce man mano che scende giù per la collina, queste nuove liquidazioni pesano un po’ di più sui prezzi.

 

Di Yannick Colleu

Adattato da Alessia Pinna

 

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