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Argento contro Oro: l’oro guadagna, come sempre

La settimana scorsa un vento di panico ha soffiato sui mercati: si parla della fine dei cicli della super salita delle materie prime. E mentre alcuni immaginavano già una bolla sull’oro, è sull’argento che la bolla ha gonfiato in maniera più esplosiva: il giornale francese “Le Monde” parla del brutale ribasso del metallo grigio, con una caduta del 12% dell’andamento nel giro di pochi minuti. Il prezzo dell’argento, che aveva raddoppiato nello spazio di sei mesi, ha perduto più del 30% sull’insieme della settimana, finendo non lontano dai 33 dollari l’oncia venerdì 6 maggio, sei giorni dopo aver raggiunto una vetta storica, a 50 dollari.”

 

L’argento non ha mai fatto concorrenza all’oro

Da parecchi millenni, i due metalli preziosi sono legati da un rapporto da 10 a 15,5. Già presso i faraoni si parlava di un rapporto tra l’oro e l’argento di 13,3. Nel 440 a.c. questo rapporto era di 13, e in Gallia o a Roma sono stati ritrovati degli scritti che parlavano di un rapporto di 12 e, poi, di 14, 40.

Nel 1876, Henri Cernushi scriveva su “La moneta bimetallica” che “le monete d’oro e d’argento sono due monete naturali ed eterne. Nessuno può produrle artificialmente e nemmeno per decreto, ed è su questo che si riflette la loro migliore garanzia.” In quest’epoca, la gran parte dei sistemi finanziari fissavano la parità dei due metalli a 15,5.

 

Quando le cifre parlano!

Simone Wapler, su “La Chronique Agora” dichiara che “quando l’oro sale l’argento sale, ma meno. Quando l’oro cala l’argento cala, ma di più”. Inoltre, l’oro guadagna il doppio rispetto all’argento quando c’è un rincaro. L’argento perde il doppio dell’oro quando c’è un ribasso. Questa regola si era già verificata prima della bolla sull’argento. Ciò significa che qualcosa è successa.

Se non siete ancora abbastanza convinti eccovi una breve ricostruzione dell’evoluzione dell’andamento dell’oro e dell’argento in questi ultimi giorni e negli ultimi 5 anni :

 

Brevemente, quando l’oro registra un lieve calo, l’argento sprofonda nei meandri, e quando l’argento comincia un po’ a salire, l’oro tocca la sommità.

 

L’oro resta un valore-rifugio

Sempre su “Le Monde” si legge che malgrado il recesso degli andamenti “l’oro dovrebbe restare protetto grazie al suo statuto di valore rifugio di fronte alle minacce inflazioniste e un declino prolungato degli andamenti del petrolio sembrerebbe poco probabile. La domanda mondiale è solida e l’offerta resta sotto le minacce delle tensioni del mondo arabo”.

 

Gli argomenti a favore dell’oro

E’ vero che l’oro ha registrato un piccolo calo (molto presto dimenticato) la settimana scorsa, ma se avete bisogno di elementi supplementari per essere convinti del suo ruolo tangibile, non è questo che manca:

–          l’oro risale: non è certo il caso dell’argento;

–          l’argento ha perduto il suo ruolo di valore rifugio contrariamente all’oro;

–          l’argento è un metallo industriale raro, molto volatile come lo sono le altre materie prime. Prendiamo come esempio il palladio: il mercato del palladio resta volatile e i prezzi altrettanto volatili. La produzione di palladio si concentra in Russia e nell’Africa del sud. Questa concentrazione della produzione conferisce al mercato une certa instabilità in fatto di prezzi e affidabilità dell’offerta. E delle inquietudini per quanto riguarda il suo approvvigionamento hanno fatto risalire l’andamento del palladio nell’ottobre 2010, raggiungendo il suo più alto livello da giugno a 605, 13 dollari l’oncia. Domanda in crescita regolare, gestione miniera a cielo aperto limitata;

–          L’argento non è un prodotto di protezione anticrisi. Esso è ,piuttosto, comparabile al platino ch’era precipitato nel 2008 poiché l’industria dell’automobile era a terra (il platino è utilizzato nelle marmitte catalitiche);

–          L’argento è sempre più raro, difficilmente rivalorizzabile. L’argento è una risorsa non rinnovabile e gli esperti concordano nel dire che da qui al 2021, l’esaurimento dell’argento sarà definitivo (fonte  http://minerals.usgs.gov).  Delle altre risorse parlano nel 2013, 2028 e 2037. Comunque sia, l’argento è un metallo che non può essere sintetizzato e per il quale non esiste alcun sostitutivo. E anche se la data dell’esaurimento totale del metallo resta ancora da definire, nel 2010, con una produzione del 19 300 tonnellate, e una domanda a 25200 tonnellate, le riserve stanno chiaramente finendo;

–          L’argento prende spazio nello stoccaggio e i risparmiatori preferiscono l’oro che in valore e in volume è sicuramente migliore;

–          Vista la sua rarità, le industrie cercano di rimpiazzare quanto più possibile l’argento.

Alessia Pinna

 

 

 

 

 

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