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Archive for May, 2012

Il ruolo delle banche ieri e oggi

Wednesday, May 9th, 2012

Quale ruolo giocano le banche all'interno della crisi?

A livello economico, stiamo attraversando il periodo più buio che si sia mai conosciuto dopo gli anni ‘30. << Ci troviamo di fronte ad una situazione alquanto inusuale >>, ha recentemente dichiarato Sir Mervyn King, direttore della Banca d’Inghilterra. E pertanto, il 2012 dovrebbe essere l’anno più favorevole per il settore bancario, secondo la società di gestione Axiom Al. Sono perciò le banche ad essere al centro delle preoccupazioni economiche e della crisi che stiamo attraversando. LingOro.net cercherà di risponderà alle seguenti domande: qual è il ruolo delle banche nella crisi? Abbiamo ragione o torto a condannarle? Possiamo uscire da questo sistema? Infine, quale ruolo gioca l’oro presso le banche?

1. Le banche hanno perso il loro mestiere d’origine

Non è un caso se la parola greca << Τρἀττεζα >>, che designa una banca, significava << tavola >> nell’antichità. A quell’epoca e fino all’Alto Medioevo, la << trapeza >> era la tavola sulla quale s’installavano i trapezisti (banchieri greci). Il loro ruolo era quello di convertire la valuta locale con quelle di altri Stati, e disponevano quindi d’ingenti somme di denaro. Essi, infatti, potevano anche giocare il ruolo d’intermediari e fare occasionalmente credito. I creditori esistevano, dunque, già nell’antichità. I Romani più fortunati utilizzavano dei prestanome. Arricchendosi in questo modo, divenirono dei perfetti finanzieri in grado di fare dei crediti.

E’ attraverso la proliferazione monetaria che l’attività dei cambiavalute si è trasformata in banca. L’istituzionalizzazione delle lettere di credito ha permesso ai mercanti di circolare senza il rischio di farsi rubare le consistenti somme di denaro che erano obbligati a trasportare.

E’ quindi nel Medioevo che i banchieri, che erano allora dei gioiellieri e custodivano l’oro dei propri clienti che pagavano con le lettere di cambio, decisero un giorno di rivendere quest’oro a più persone alla volta: nacquero così la moderna banca e i prestiti con interessi… nacquero di conseguenza anche le prime crisi monetarie. A furia di prestare i soldi dei propri clienti, si è arrivati ad una forma d’indebitamento poiché il volume dei prestiti supera di gran lunga quello della moneta in circolazione.

2. Le banche e la legge Pompidou

L’esempio più eclatante di questa speculazione praticata attraverso i prestiti di denaro è quello della legge Pompidou in Francia, nel 1973. Perché lo Stato nel 1973 ha abbandonato la possibilità di finanziare il suo deficit a profitto di stabilimenti privati sottomessi al cartello bancario? Il problema di fondo sta nel fatto che gli Stati non possono più stampare moneta. Pretesto evocato: il rischio d’inflazione.

Prima, lo Stato stampava moneta quando doveva pagare i suoi debiti, e metteva in circolazione i liquidi di cui aveva bisogno. Nel 1973, il presidente Pompidou (allora ex direttore generale della banca Rothschild) decise (certamente non da solo) che da quel momento in poi sarebbero state le banche a prestare soldi allo Stato, con dei tassi d’interesse responsabili dell’attuale debito sovrano. In quel periodo, la crescita economica permetteva il rimborso di questi prestiti a tassi elevati. Oggi, con una crescita nulla, anzi negativa, è impossibile rimborsare un debito che non fa che aumentare.

Questo video spiega in maniera semplicissima il ruolo delle banche, che è quello di creare moneta attraverso il credito: i soldi prestati dalle banche non escono dalle casseforti. Si tratta di scritture contabili che vengono distrutte man mano che i debiti vengono rimborsati.

Ma nonostante la legge del 1973 abbia permesso alle banche d’ingrandirsi incamerando somme di denaro sempre più grandi, essa non è la sola responsabile del debito sovrano dei Paesi della zona euro, i quali mancano piuttosto di una buona gestione economica. Le banche non sono responsabili di tutto. La speculazione che è aumentata negli anni ‘80 e la mancanza totale di regolamentazione dei mercati hanno fatto la loro parte. Ma chi trae vantaggio da quest’ assenza di gestione, regolamentazione e appetito vorace di capitali?

3. Goldman Sachs: come il mostro ha perso la testa

Qualche mese fa, su Canal Plus venne trasmesso un interessante reportage, << Goldman Sachs – I nuovi capi del mondo >>, che metteva in luce l’aspetto tentacolare del gruppo bancario più potente al mondo: la Goldman Sachs, che possiede il pieno potere, al punto d’aver trasformato l’economia mondiale.

  • E la tartaruga diventò vampiro.

Nel reportage, Susan Weber, un’ex collaboratrice del gruppo Goldman Sachs, ha spiegato come << il mostro è sfuggito al controllo del suo creatore >> a partire dagli anni ‘80, con un’irrefrenabile speculazione e un’assenza totale di controllo sulle transazioni realizzate dal gigante finanziario. << Fino agli anni ‘80, le banche appartenevano a tutti i soci. Nel 1999, Goldman Sachs si vende per azioni in borsa e perde una certa moralità, la tartaruga diventò vampiro >>.

  • Collusione col potere e ramificazioni

I banchieri usciti dalla Goldman Sachs sono malefici: << Essi provengono dalle migliori scuole del Paese e sanno bene come aggirare le regolamentazioni >>. La collusione tra la banca e il potere politico è in ogni caso tale da sfuggire ad ogni controllo, causando essenzialmente dei danni alle classi medie e a quelle più povere.

  • Il mostro è sfuggito al controllo del suo creatore

Jhon Cassidy, giornalista economico che segue l’attualità di Wall Street Journal, spiega bene la trasformazione del sistema bancario: << Le banche non sono più delle banche, sono delle macchine di speculazione che creano debito, le banche hanno inziato a giocare, a fare delle scomesse tra loro, esse sono divenute delle banche d’investimento >>. Il cinismo di un tale sistema è sotto gli occhi di tutti, e i banchieri non se ne vergognano.

4. Perché le banche non amano l’oro?

E' finita l'era dell'egemonia per i bigliettoni verdi?

Le relazioni che le banche intrattengono con l’oro sono ambigue. Non amano fornire oro agli individui (perché l’oro è un attivo morto che non riporta nessun dividendo), ma tuttavia vogliono averne nelle loro casseforti, soprattutto in periodi di crisi, poiché è il solo attivo tangibile sul quale possono contare in caso di fallimento monetario.

Ricordatevi, per poter finanziare le loro guerre, gli Stati Uniti restano a corto di oro. Per farla breve, essi tentano d’imporre l’egemonia del dollaro eliminando il gold standard. Nel complesso, siamo nella più totale incertezza economica da quando le valute si basano su un sistema di cambio fluttuante e si << equilibrano >> tra loro.

E allora cosa bisognerebbe fare? Ritornare al sistema del Gold Exchange Standard? L’oro prenderebbe un valore sconcertante e ciò rovescerebbe completamente la distribuzione geopolitica per via delle disuguaglianze delle riserve d’oro delle nazioni.

No, non è questa la soluzione! Quello che ci vuole è un po’ di coraggio, meno corruzione a livello statale, e rimettere un po’ di moralità nei mercati nazionalizzando le banche ad esempio, e mettendole sotto tutela. Nonostante queste siano lo strumento di un modello di crescita globale in declino, sta alla politica recuperare tale strumento per il bene comune e non per gli interessi personali.

Le migliori monete d’oro da investimento

Monday, May 7th, 2012

Moneta 20 Lire Vittorio Emanuele II

La crisi della zona euro non rassicura né i mercati né i privati attenti ai loro risparmi. Le banche, le vipere traditrici che stanno all’origine della crisi del debito sovrano attuale, non ispirano più fiducia e i loro prodotti bancari ancora meno. Quando vogliamo investire parte del nostro patrimonio, o del nostro salario, dobbiamo sempre valutare i rischi che ciò comporta. Nell’oro fisico, i rischi sono nulli! Ora, il compito di LingOro.net è quello di guidarvi verso le migliori soluzioni e di dirvi tutto quello che c’è da sapere sull’investimento nelle monete d’oro.

1. Perché investire sull’oro?

Ci sono diverse cose da sapere quando cominciamo ad interessarci all’oro come prodotto di risparmio. Se ci addentriamo in questo mondo alla cieca, con tutta la nostra buona volontà e saggezza, possiamo cadere nelle trappole che ci portano a prendere lucciole per lanterne. E’ bene seguire i consigli degli esperti, delle persone del mestiere.

Per prima cosa, contrariamente a ciò che vi dirà il vostro banchiere, tra tutti i prodotti di risparmio proposti attualmente, l’oro è quello che più resiste all’inflazione e alla deflazione. L’oro è anche il solo attivo che, secondo l’economista Antal Fekete (nel suo libro << Il ritorno al sistema aureo >>) “protegge l’individuo contro le misure arbitrarie del governo offrendo una protezione contro le tassazioni confiscatorie, il deprezzamento monetario e la svalutazione”.

2. Dimenticatevi di ogni altro prodotto di risparmio

Per quanto riguarda gli altri prodotti di risparmio, potete subito escludere gli attivi dinamici. La loro volatilità li rende troppo rischiosi da provare. Inoltre, non avete nessuna garanzia di ritrovare l’integrità del capitale che investite e le possibilità di guadagnarci sono in questo momento tanto nulle quanto quelle di vincere al Lotto!

Visti i tassi d’interesse eccessivamente bassi dei libretti e i rischi << d’instabilità >> di questi, e considerando l’alto rischio che il vostro capitale non vi renda profitti o a venga vergognosamente tassato dallo Stato, non pensate che sia meglio indirizzare i vostri risparmi verso l’oro fisico?

Quanto ai contratti pronto termine (PCT), essi sono bloccati per un periodo determinato, dunque sono poco interessanti in termini di liquidità. Infine, dimenticatevi dei certificati di deposito, dei fondi a capitale protetto, dei fondi in euro, delle assicurazioni sulla vita e di qualsiasi altro tipo di titolo di Stato poiché questi contengono solo delle pericolose promesse di arricchimento. Infatti, non sono garantiti e i rischi di fallimento dell’emittente sono da considerarsi abbastanza reali, soprattutto in questo momento.

3. Oro si, ma sotto quale forma?

In contanti: acquistare oro sotto forma di azioni? Oro cartaceo? Come tutti i titoli virtuali finirà bruciato al rogo della vanità o divorato dalle tarme. No, noi vi parliamo di oro fisico, di contanti suonati e traboccanti. L’oro cartaceo è troppo esposto alla volatilità dei mercati, alla manipolazione, e fortemente dipendente dalle circostanze geopolitiche.

Leonard Sartoni, specialista dell’oro, spiega perché le monete restano il miglior investimento per il risparmiatore. << Per il piccolo risparmiatore desideroso d’investire nell’oro fisico, le monete rappresentano il miglior investimento possibile poiché possono frazionare più facilmente il capitale rispetto ad una barra da 10 kg, o anche ad un lingotto da 1 kg. Poi, in un potete mercato rialzista a lungo termine sull’oro, le monete possono diventare sempre più difficili da reperire (più acquirenti che venditori) dunque si vendono molto più care rispetto al valore d’oro ch’esse contengono effettivamente >>. Nel 1980, lo spread sulle Marengo era del 100%, il che significa che le Marengo valevano due volte più care del loro peso in oro.

Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo… : la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico! << Gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico! Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una fabbrica di lingotti >> – ci confida il presidente di AuCOFFRE.com – << l’andamento dell’oro cartaceo è dunque basato su qualcosa che non esiste e ciò parassita il corso reale dell’oro, degli scambi in via amichevole. L’oro è sottovalutato, spinto al ribasso dall’oro cartaceo, assalito anch’esso dall’appetito degli investitori in oro >>.

Lo spread… : non possiamo parlare di monete d’oro senza evocare lo spread. Chi vuole piazzare una parte dei propri soldi sull’oro fisico deve per forza sapere di cosa si tratta. Lo spread viene espresso in percentuale, ed è il differenziale tra il valore dell’oro contenuto in una moneta e il prezzo negoziato sul mercato. Se il suo prezzo varia molto poco con l’usura, il prezzo al quale viene negoziata la moneta dipende da alcuni parametri come l’offerta e la domanda, e lo stato di conservazione della moneta.

Il parere di un numismatico

Interrogato a questo proposito, un nostro amico numismatico (del quale non faremo il nome per rispetto della privacy) non nasconde il suo scetticismo in merito al modo in cui viene calcolato questo famoso spread delle monete. Anche se ne riconosce l’esistenza, egli mette in dubbio il sistema monopolistico della quotazione dell’oro e il modo piuttosto arbitrario con cui viene fissato il tasso dello spread. << Quello che amo dell’oro è il fatto che è qualcosa di fisico, è qualcosa di reale, è un prodotto semplice. Ma come sempre, si è voluta complicare la cosa con questa storia dello spread. Lo spread non mi piace >>. << Il mercato dello spread è stato creato dal nulla, lo si è introdotto nel mercato poco prima del 2009, da quando c’è stata una forte domanda, mentre negli anni ‘80, questo era diminuito quasi fino a divenire nullo >>.

<< Ancora peggio è applicarlo sulle monete nuove per le quali ci s’inventano dei piccoli difetti. Personalmente, vendo delle monete a peso d’oro, le vendo con lo spread quando ce n’è, quando è giustificato, ma quando non ce n’è, non vendo la moneta d’oro con lo spread. Visto che non c’è un’autorità che regola il mercato dell’oro, l’andamento dell’oro come quello dello spread manca di oggettività >>.

Il punto è che questo spread esiste e che l’investitore ha a che fare con questo. Se lo spread non sembra giustificato su alcune monete, lo è per altre. Più una moneta è richiesta, più il suo spread e il suo prezzo aumentano (questi non vanno generalmente di pari passo con l’andamento dell’oro che concerne invece l’oro di borsa, cioè l’oro cartaceo). Lo spread può balzare verso l’alto perché la moneta è molto richiesta. D’altronde, lo spread è un effetto leva interessante se si desidera acquistare oro a fini speculativi. Lo spread delle Marengo (Vittorio Emanuele, Umberto I, Napoleone ecc..), le monete più richieste al momento, esploderà senza dubbio da qui alla fine dell’anno.

Monete da investimento o monete numismatiche?

Dritto moneta Krugerrand

L’andamento non è esattamente lo stesso: l’acquisto di monete a fini speculativi non è la stessa cosa dell’acquisto di monete ai fini collezionistici. Se si acquistano delle monete al fine di realizzare delle plusvalenze, si può sfruttare l’effetto leva dello spread e rivendere per esempio le vostre Krugerrand in un momento in cui sono molto domandate. Tuttavia, scambiare oro con moneta cartacea è un’eresia vera e propria. A meno che non abbiate bisogno di liquidi nell’istantaneo, lo scopo dell’oro non è quello di finire scambiato con semplici confetti. Per quanto ci riguarda, l’acquisto di monete d’oro è prima di tutto un’azione che ci permette di assicurarci contro ogni sorta di crisi finanziaria.

Jean- François Faure, presidente della società AuCOFFRE.com, ci parla della differenza tra monete d’oro da investimento e monete d’oro numismatiche. << Con tutta l’informazione che c’è oggi sull’oro, c’è un’evoluzione del mercato. Le persone si rendono conto che c’è qualcosa di molto interessante nel’investimento in oro. Per esempio, una Marianne Coq 1899, malgrado tutte le sue buone qualità, non era molto richiesta fino a qualche anno fa perché ritenuta non da investimento. Ma le mentalità cambiano, le idee si evolvono, le persone che stanno all’interno del mercato sono più informate. Le monete da 100 franchi Napoleone testa laureata sono quasi per sola collezione poiché n’esistono solo 19 000 esemplari in circolazione, e sono una vera e propria copertura contro le fluttuazioni dell’oro. Le monete d’oro numismatiche sono delle monete di piazzamento dei propri risparmi, non di borsa >>.

4. Le buone e le cattive monete

Tra le monete in oro non ci sono delle monete “sgradevoli”, ma ci sono dei valori sicuri sui quali possiamo contare indipendentemente da quale sia l’epoca. Le grandi classiche monete d’oro per noi sono ovviamente quelle italiane: le Marengo del Regno d’Italia come le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.

Dritto Vera Valor - 1 OZ

Gli altri grandi classici che non passano mai di moda sono le Sterline, Pesos e Krugerrand. Tra le ultime nate di AuCOFFRE.com, la Vera Valor è nata per essere da investimento con una quotazione, delle fluttuazioni e delle caratteristiche proprie.

Le Eagle, le Panda, Nuggets e altre monete come le Mapple Leaf sono anch’esse da investimento.

Infine, ci sono delle monete nelle quali è meglio evitare di mettere i propri soldi:<< le medaglie con valore nominale >> come le monete regionali e tutte le serie limitate, l’edizioni speciali ecc… in genere, queste monete sono ipervendute alla base con un premio sostanziale, più care quindi del loro valore corrente. Se non fosse che queste monete hanno la spiacevole tendenza a diventare obsolete molto facilmente e sono semplicissime da copiare. Tra qualche anno, queste monete potranno perdere il loro valore nominale, non sono quindi delle buone monete da investimento a medio e lungo termine. Non è con questo tipo di monete che mettete al sicuro il vostro patrimonio, e nemmeno con dei gioielli in oro!

La Buffalo americana: una tra le monete più belle coniate negli Stati Uniti.

Sunday, May 6th, 2012

Buffalo america Gold Coin - 1 OZ

L’ultima nata delle monete americane è particolarmente simbolica. Grazie alle sue caratteristiche peculiari, questa giovane moneta ha tutte le carte in regola per fare concorrenza alla storica Eagle, e farsi largo tra le monete cosiddette “bullion” (o “lingotto”). La Buffalo, nata nel 2006, poco prima della crisi dei prestiti subprime, è riuscita a compensare l’esplosione della domanda di oro fisico che ha investito gli Stati Uniti.

Descrizione

I disegni presenti al dritto e al rovescio (rispettivamente un indiano e un bisonte) sono ispirati a quelli creati dallo scultore James Earle Fraser per la << Testa d’indiano >> (Indian Head) del 1913.

Al dritto della moneta è presente il profilo di un indiano (Fraser disse che utilizzò diversi modelli di capi indiani per quest’unico ritratto) con la parola << LIBERTY >> sul lato destro, e il millesimo in basso sulla spalla dell’indiano.

Al rovescio è presente un bisonte, altro simbolo rappresentativo degli Stati Uniti. La legenda << UNITED.STATES.OF.AMERICA >> si estende sulla parte alta della moneta, e appena sotto la scritta << e pluribus unum >> (che si può tradurre con << da molti, uno >>).

Sulla parte inferiore, il valore nominale sovrasta la quantità e il titolo della moneta (1 OZ. .9999 FINE GOLD). Sempre sul rovescio, possiamo leggere il motto << IN GOD WE TRUST >>, sotto la testa del bisonte, in basso.

Storia

La Buffalo americana è stata introdotta dalla United States Mint nel 2006. Nella prima tiratura la moneta conteneva un’oncia d’oro. Le ½ oncia, ¼ d’oncia e ⅟₁₀ d’oncia hanno completato il quadro della Buffalo nel 2008. Oggi, questa è la moneta più coniata negli Stati Uniti (209 000 nel 2010 per il formato da 1 oncia, e 337 012 nel 2006).

In tempo di crisi, la Buffalo americana è molto ricercata, e ciò ha portato ad una penuria della stessa negli Stati Uniti, in seguito alla forte domanda dovuta alla crisi dei prestiti subprime.

Caratteristiche

La purezza del suo titolo (999,9°/oo d’oro, vale a dire 24 carati) ne fa una moneta molto delicata alla manipolazione, ma sopratutto un’eccellente moneta da investimento, in ogni caso migliore dell’Eagle, il cui titolo è 916,67°/oo. Con un titolo superiore a 995°/oo, la Buffalo americana rientra nel quadro legale delle monete da investimento, esente perciò da IVA.

Concludiamo quest’articolo dicendo che la Buffalo è una bellissima moneta di diversificazione che troverà il suo posto tra le Vittorio Emanuele, Napoleone, Krugerrand e Vera Valor.

 

Alessia Pinna

 

Le monete d’oro spagnole: 25 Pesetas di Alfonso XII

Saturday, May 5th, 2012

Moneta da 25 Pesetas di Alfonso XII

Le monete di Alfonso XII fanno parte delle monete più importanti della storia della Spagna.

La loro vita cominciò con il colpo di Stato del Generale Pavia il 3 dicembre 1874. Egli pose fine alla Prima Repubblica Spagnola. Dopo lo scioglimento del Parlamento, egli convocò tutti i partiti politici, ad esclusione di quello dei carlisti e dei federalisti, per formare un governo di unità nazionale, e visto che Pavía non aveva nessun tipo di ambizione politica, affidò il potere al generale Francisco Serrano, che fu il quinto ed ultimo Presidente della Prima Repubblica Spagnola.

Questo regime raggiunse il suo culmine con l’arrivo in Spagna del figlio d’Isabella II, Alfonso XII, al quale cedette il trono durante il suo esilio in Francia.

Con i Borboni nuovamente al potere, cominciò una nuova era per il consolidamento della Peseta, la quale dopo 10 anni di monetazione unicamente in rame e argento, vedeva rinascere il suo processo di fabbricazione in oro. Una rinascita che dimostrava la maturità e il potere del nuovo sistema monetario che superò allora 30 milioni di monete.

Il concepimento delle nuove monete d’oro che stavano per essere messe in circolazione si stabilì dopo 3 mesi dall’arrivo di Alfonso XII, attraverso un Ordine Reale.

Marchi di garanzia di questa moneta:

Furono pochissime le persone che parteciparono al concepimento di questa moneta. Un concepimento che mobilitò il Regno per almeno un decennio. Nel concreto furono sette le persone che vi parteciparono e che garantirono la qualità del prodotto, prendendosi le responsabilità che ciò comportava, stampando le loro iniziali su ogni moneta, certificando l’arte e il peso esatto.

L’incisore che venne scelto si chiamava Gregorio Sellán Gonzalez, che vide il proprio lavoro perpetuato sia da Alfonso XII che dal suo primo figlio, Alfonso XIII.

Le sigle presenti sulle monete sono le seguenti:

Incisore: G.S. (Gregorio Sellán Gonzalez)

A fianco alla menzione ‘Ensayadores y Fiel de Balanza’ (Misuratori e Pesatrice):

DE M: Eduardo Díaz Pimienta, Julio Escosura Tablares e Ángel Mendoza Ordoñez

EM M: Julio Escosura Tablares, Mauricio Morejón Bueno e Ángel Mendoza Ordoñez

MS M: Mauricio Morejón Bueno, Pablo Salas Gabarrell e Ángel Mendoza Ordoñez

MP M: Mauricio Morejón Bueno, Félix Miguel Peiró e Ángel Mendoza Ordoñez

Descrizione e cifre delle monete da 25 Pesetas di Alfonso XII

Moneta dell'anno 1876

ALFONSO XII (1874 – 1885)

Anno: 1876

Titolo: 900 millesimi

Diametro: 24.09 millimetri

Peso: 8.08 grammi

Parte incisa con 27 fiori di giglio

Descrizione:

Dritto: ALFONSO XII-POR LA G. DE DIOS 1876/76 (Alfonso XII-per la grazia di Dio) (tra le stelle a 6 raggi). Testa nuda a destra. A livello del collo: G.S. (Gregorio Sellán). Punzone evidente.

Rovescio: REY CONSTL-DE ESPAÑA D.E 25 PESETAS.M. (Re Costituzionale di Spagna) – Scudo coronato circondato dal collare dell’Ordine del Toson d’oro e appoggiato su un mantello reale che sfoggia le armi di Castiglia, Léon, Aragona, Navarra, e di Granada nella parte superiore. Al centro lo scudo dei Borboni. Bordo di punti evidente.

(Informazioni estrapolate dal libro “Monedas de oro de la Colección del Banco de España”).

Moneta dell'anno 1881

ALFONSO XII (1874-1885)

Anno: 1881

Titolo: 900 millesimi

Diametro: 24.11 millimetri

Peso: 8.07 grammi

Parte incisa con 27 fiori di giglio

Descrizione:

Dritto: ALFONSO XII-POR LA G.DE DIOS 1876/76 (Alfondo XII-Per la grazia di Dio) (tra le stelle a 6 raggi). Testa nuda a destra. A livello del collo: G.S. (Gregorio Sellán). Punzone evidente.

Rovescio: REY CONSTL-DE ESPAÑA D.E 25 PESETAS.M. (Re Costituzionale di Spagna) – Scudo coronato circondato dal collare dell’Ordine del Toson d’oro e appoggiato su un mantello reale che sfoggia le armi di Castiglia, di Léon, d’Aragona, di Navarra, e di Granada nella parte superiore Al centro lo scudo dei Borboni. Bordo di punti evidente.

(Informazioni estrapolate dal libro “Monedas de oro de la Colección del Banco de España).

La produzione di queste monete iniziò nel 1876, quando fu invertito il senso del ritratto del re per distinguerle da quelle in rame e argento. Nel 1962, arrivò una richiesta speciale da una società americana la cui sede era in Svizzera, che pagò sia i costi che i benefici stimati. Alcuni punzoni d’origine vennero utilizzati per coniare gli anni 1961 e 1962 tra le stelle.

Sulla metà delle monete si distingue l’incisione di 27 fiori di giglio, in tre gruppi di nove ciascuno.

Alcune monete in rame vennero utilizzate sia per le prove di fabbricazione che per la verifica della qualità del punzone. Queste monete vennero poi distrutte per evitare la loro eventuale circolazione.

Nel 1881, si decise di cambiare il ritratto del Re, ed è a partire da questo momento che possiamo apprezzare una grande differenza rispetto al ritratto iniziale del 1876. Tali differenze non sono particolarmente evidenti nelle coniazioni del 1876, 1877, 1879 e 1880, dove si possono notare delle piccole differenze nella capigliatura e nei tratti di Alfonso XII.

Dopo la morte di Alfonso XII, tutte le monete ( ad eccezione di quelle da 2 pesetas) continuarono ad essere coniate per ordine della moglie Maria Cristina d’Asburgo, questo fino al 1886 quando nacque suo figlio Alfonso XIII. Infatti, un anno più tardi, cioè nel 1887, Sellán disegnò la prima bozza del ritratto del suo successore, rilanciando da qui il processo di fabbricazione delle monete, integrando quelle da 20 e 100 pesetas di quell’epoca.

Perché riteniamo che queste monete siano un buon investimento?

La moneta da 25 Pesetas è una delle monete più popolari che circolano attualmente sul territorio spagnolo, ugualmente premiate da persone di altre nazioni che s’interessano a queste monete tanto per la loro importanza storica quanto per il loro valore economico.

Essendo una delle monete più conosciute, il loro spread può raggiungere livelli molto allettanti e ben posizionati sul mercato dell’offerta e della domanda – come nel caso delle monete Vittorio Emanuele in Italia – e può raggiungere uno spread pari al 100% in periodi particolarmente delicati.

Ricordiamo che lo spread è la differenza tra il prezzo del metallo prezioso contenuto nella moneta e il prezzo negoziato di quest’ultima. Il suo valore dipende dai fattori che abbiamo meticolosamente elencato nell’articolo “Lo spread delle monete d’oro”.

Questa moneta è simbolo di risparmio per il futuro, garanzia del suo perfetto stato di conservazione e qualità.

 

Alessia Pinna