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Il Krugerrand: moneta d’oro a livello mondiale

Saturday, September 24th, 2011

Il Krugerrand è la moneta più conosciuta e più ricercata al mondo fin dagli anni ’70 per il suo valore e la sua particolarità. Il suo nome deriva dal ritratto di Paul Kruger riportato al dritto, mentre al rovescio vi è raffigurata una gazzella (springbok) che è, come saprete, uno dei simboli nazionali del Sudafrica. Il Krugerrand è, infatti, una moneta d’oro sudafricana coniata per la prima volta nel 1967 con l’obbiettivo principale di sostenere sul mercato l’oro sudafricano. In principio, non venne inteso come una vera e propria valuta, ma ben presto diventò mezzo di pagamento legale nel Sudafrica.

Krugerrand - il dritto con il profilo di Paul Kruger

Paul Kruger, l’uomo raffigurato al dritto, era un uomo di politica che ricoprì, anche, la carica di presidente della Repubblica del Transvaal dal 1883 e il 1902. Egli riuscì a negoziare la completa indipendenza del Transvaal. E’ per questo che il suo volto è impresso in questa moneta. Egli, è infatti, considerato come un’icona nell’Africa del Sud. L’origine del nome della moneta KrugerRand è quindi dovuto a Kruger e al Rand che è il nome della valuta ufficiale del Sudafrica. Il Rand esiste fin dalla sua indipendenza, vale a dire dal 1961 e, il suo nome deriva dal Witwatersrand, che significa “spartiacque d’acqua bianca” in Afrikaans, dove nell’800 si concentrò la corsa dell’oro africana.

Nella moneta Krugerrand viene indicato anche il nome Suid-Afrika/South-Africa insieme con il valore nominale in afrikaans e in inglese.

Il Krugerrand fu la prima moneta lingott0 ad essere trattata al valore di mercato del suo effettivo contenuto in oro. E non solo, il Krugerrand è stata anche la prima moneta a contenere un’oncia di oro fino ad essere destinata a costituire uno strumento per il possesso legale dell’oro da parte di privati. Una simile caratteristica fece di questa moneta un’alternativa all’acquisto di lingotti meno facile da manipolare o convertire in denaro. Da quel momento in poi, la moneta conobbe una grande diffusione sopratutto negli Stati Uniti d’America, agli esordi del 1970, in un’epoca in cui la detenzione di lingotti era vietata al grande pubblico, ma permetteva il possesso di monete d’oro straniere.

La differenza tra un Krugerrand e le altre monete d’oro precedenti, come ad esempio la britannica Gold Sovereign, stava nel fatto che il valore nominale della prima, come già detto, rimaneva quello effettivo del suo contenuto in oro, mentre quello della britannica poteva variare anche in maniera lieve dal valore dell’effettivo contenuto di oro. Capiamo bene, allora, che il Krugerrand diventò un investimento interessante per i risparmiatori statunitensi.

Il Krugerrand d’oro subì, tuttavia, un periodo di boicottaggio negli anni ’70 e ’80 in diversi Paesi dell’Occidente, a seguito delle sanzioni contro il Sudafrica durante l’apartheid. La circolazione di questa moneta venne, poi, riammessa nel periodo compreso tra il 1990 e il 1994.

Inizialmente, il Krugerrand veniva venduto con una commissione del cinque per cento sul valore totale del suo contenuto in oro e veniva coniato in un unico taglio, quello dell’oncia, vale a dire 31, 1035 grammi di oro fino. Oggigiorno, la sua coniazione viene effettuata su diversi tagli e così anche la commissione che è solamente dell’uno per cento sul prezzo di mercato dell’oro.

E’ stato stimato che nel periodo tra il 1967 e il 1969 sono state coniate circa 40 000 monete all’anno presso la Zecca di Pretoria e nel 1970 la quantità di Krugerrand in circolazione è salita a 211 018 monete. Una cifra esorbitante per il periodo! Ma è nel 1974 che la cifra di monete coniate supera il milione con 3,2 milioni di monete, mentre il record assoluto viene raggiunto nel 1978 con sei milioni di Krugerrand coniati.

La produzione di Krugerrand ha rallentato in seguito alle sanzioni anti-apartheid e ha raggiunto il suo record in negativo nel 1995 con 8 285 monete da un’oncia. Il punto più basso di conio dell’intera serie di Krugerrand è stato registrato nel 1998 con 23 277 monete. E’ solo nel 2000 che si assiste, finalmente, ad una ripresa dei livelli di produzione della moneta Krugerrand e, anche se i livelli di coniatura non hanno mai sorpassato quelli degli anni ’70 e sono diminuiti di un quarto, il Sudafrica rimane comunque il maggior produttore di oro di tutto il mondo. Infatti, continua a produrre oro, garantendone la qualità, il peso e la purezza tramite un certificato emesso per ogni singola moneta.

Krugerrand - Il rovescio con la gazzella (springbok)

Nel 1980 vennero introdotti nel mercato altri tre tagli, da 1/2 , 1/4 e 1/10 di valore. In totale, sono stati coniati 54, 5 milioni di pezzi.

Il krugerrand più comune, quello da un’oncia per ogni moneta, pesa di fatto 1, 0909 once troy. La purezza del suo contenuto d’oro è del 916,67% (che corrisponde a 22 carati nel settore della gioielleria) il che indica che ogni moneta d’oro contiene esattamente un’oncia troy di oro, mentre il resto è composto da rame.

Perché è sicuro acquistare dei Krugerrand?

Grazie all’enorme successo riscontrato dalle monete Krugerrand intorno agli anni ’70 – ’80, altri paesi produttori di monete d’oro furono spinti a coniare delle monete d’oro proprie, come il Canada con il suo Maple Leaf, gli Stati Uniti con la Gold Eagle e l’Australia con il suo Nugget. Ma mai nessuna di queste monete è riuscita a superare il Krugerrand e rimane, tutt’oggi, la moneta preferita da chi investe in oro e chi tiene d’occhio i costi.

Vediamo insieme il perché del successo della moneta sudafricana:

  • Il Krugerrand viene coniato in così grandi quantità che non rischierà mai di sparire dalla circolazione o di diventare scarso. Per fare un esempio, negli ultimi 40 anni la Rand Refinery ha prodotto e immesso sul mercato circa 54 milioni di monete Krugerrand d’oro.
  • Il Krugerrand non è ammirato per la sua bellezza e il suo design tra i collezionisti di monete d’oro, a differenza ad esempio dell’American Eagle e del Saint Gaudens. E’ proprio grazie alla mancanza di rarità di questa moneta d’oro che per chi investe o ha intenzione d’investire in monete ogni oncia d’oro contenuta in un Krugerrand è il più simile possibile all’oro da investimento.

State attenti alle truffe cosiddette dei “Krugerrand d’argento” !!!

Alcuni siti internet offrono i “Krugerrand d’argento”, ma non esiste alcuna cosa definibile legalmente come “Krugerrand d’argento”. Sono, perciò, monete non ufficiali perché non prodotte o specificate dalla Zecca (South Africa Mint) o dal governo del Sudafrica. Possono essere delle semplici monete di scambio tra collezionisti, ma non hanno alcun valore legale!

 

Alessia Pinna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’oro e le sue caratteristiche particolari: perché l’oro non è un metallo come tutti gli altri?

Thursday, September 15th, 2011

L’oro, da sempre considerato il “bene rifugio” per eccellenza, non è un metallo come tutti gli altri. Le sue caratteristiche e proprietà fisiche fanno di questo metallo il bene più prezioso rintracciabile in natura. E’ un ottimo conduttore elettrico e di calore: viene fuso alla temperatura di 1.064°C. La sua densità (o peso specifico) è di 19,3 gr/cm3 e gli unici metalli che pesano più dell’oro sono i metalli del gruppo del platino. Non può essere intaccato ne dall’aria ne dalla maggior parte dei reagenti chimici. Può essere laminato in fogli sottilissimi con spessore fino ad un decimillesimo di millimetro, attraverso i quali filtra una luce verde e può essere tirato in fili così sottili che, con un solo grammo, si possono superare i 3 km di lunghezza.

Allo stato puro è incorruttibile, per questo non arrugginisce, è omogeneo, inalterabile, eterno e può essere trasportato molto facilmente. E’ stato da sempre un materiale con un’elevata facilità di coniazione di monete e di produzione di ornamenti e gioiello. L’oro si trova dappertutto ed è molto spesso mescolato a una ventina di minerali differenti. E’ reperibile in qualsiasi terreno, nella ganga, nell’acqua del mare, ma nella maggior parte di casi il suo tasso di concentrazione è molto modesto. In media, una tonnellata di crosta terrestre contiene, stando ad alcuni calcoli, 4 milligrammi di metallo giallo. Secondo altri calcoli, per ottenere un’oncia d’oro, che equivale a 31,1035 grammi, è necessario asportare oltre circa 5 tonnellate di roccia.

L’oro è un metallo molto tenero ed è proprio per questo motivo che non è possibile fare dei gioielli in oro puro al 100%. Questi si consumerebbero con rapidità. L’oro lega con moltissimi altri metalli: col rame, con il ferro, con l’alluminio, col platino e col bismuto. Legato con questi metalli, l’oro garantisce una resistenza meccanica impeccabile. In base al metallo con cui viene legato assume differenti gradazioni di colore: legato col rame è rossastro, con il ferro è verde, con l’alluminio violaceo, col platino è bianco, col bismuto e l’argento è nerastro.

Le leghe possono variare sia in funzione dei metalli che vengono associati all’oro sia in funzione della quantità di oro impiegata. Il rapporto tra la quantità d’oro e quella degli altri metalli presenti nella lega viene indicato col nome di “titolo”.

Il titolo è espresso in millesimi, è la quantità d’oro che troviamo nella lega, di cui è composto il gioiello in millesimi per grammo.

In commercio, sul mercato mondiale, grazie alle sue notevoli proprietà elettriche e allla sua inerzia viene largamente utilizzato nelle industrie elettriche, elettroniche e nelle costruzioni dei mezzi spaziali.

I motivi per cui s’investe nell’oro sono rimasti sempre gli stessi:

  • Bene rifugio
  • Riserva di valore a lungo termine
  • Alto tasso di liquidità
  • Alta diversificazione

L’oro resiste sia in tempi di crisi che in tempi di prosperità. Con l’aggravarsi della crisi finanziaria e la scarsa affidabilità delle borse, oggi, il mercato dell’oro sembra essere l’unico stabile e indistruttibile. L’oro riesce a conservare il proprio valore nel tempo, a differenza di molte altre valute come il dollaro U.S.A e altre materie prime che hanno perso spesso il loro valore. Questo perché l’oro non viene direttamente influenzato dalle politiche economiche di ogni singola nazione e non può essere ripudiato o congelato come avviene, invece, con alcuni beni cartacei. Inoltre, l’oro ha una caratteristica molto importante che è quella di essere uno tra i beni mondiali economici maggiormente “liquidi”. Può essere, infatti, venduto 24 su 24 in uno o più mercati in tutto il mondo, cosa non possibile per altri tipi d’investimento inclusi i titoli e le azione delle maggiori società o enti mondiali. Possiamo aggiungere anche che le commissioni sulla compravendita dell’oro sono comparabili a quelle di azioni e di obbligazioni ed il tempo necessario per eseguire operazioni sia sull’oro che su azioni od obbligazioni è praticamente lo stesso.

Viste le quotazioni dell’oro in quest’ultimo periodo vale la pena dire che questo è il momento migliore per investire sull’oro e vendere quello che avete!

 

 

Il premio delle monete d’oro spiegato ai principianti

Thursday, September 8th, 2011

Il prezzo delle monete d’oro non è un prezzo fisso, ma varia in base a diversi fattori. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è il premio delle monete d’oro?

Il premio delle monete d’oro è la differenza che intercorre tra il prezzo del metallo prezioso contenuto in una moneta e il suo valore di mercato (vedi anche Cos’è il premio delle monete d’oro?)

Questo spiega perché una moneta Vittorio Emanuele II potrebbe avere un valore in oro pari a 300 euro ed essere negoziata per 330 euro, in un dato momento X. La differenza di prezzo viene espressa in percentuale. Quindi, in questo caso, avremmo un 10% di spread. Questa differenza di prezzo è chiamata, appunto, premio delle monete d’oro.

Quali sono i fattori che determinano il Premio?

Vediamo insieme quali sono i fattori determinati nel premio delle monete d’oro:

La fabbricazione: più le monete sono piccole e difficili da riprodurre e più il premio aumenta e ,viceversa, più le monete sono grandi e facili da riprodurre e più il premio diminuisce.

La speculazione: il premio dipende dalle fluttuazioni del mercato, cioè dalla domanda e dall’offerta. In un periodo in cui si vendono molte più monete di quante se ne comprano, il premio sarà nullo o lievemente in negativo (in questo caso le monete vengono fuse se la loro qualità è mediocre). Al contrario, nel momento in cui la domanda è forte il premio sale vertiginosamente. Per questo motivo, il premio è un efficace indicatore dello stato dell’offerta e della domanda, del potenziale di quest’ultima e anche delle azioni da intraprendere. Un premio nullo, negativo o debolmente positivo deve motivare l’acquisto mentre un premio che si aggira intorno al 70% e l’80% deve spingere immediatamente alla vendita delle monete.

La conservazione: una moneta di qualità che non è usurata e non presenta tracce di manipolazione manterrà completamente il suo premio. Se la moneta è, invece, particolarmente rovinata ed in cattive condizioni (impronte digitali, rigature, usura a causa di sfregamento ecc..) porterà ad una detrazione dal 4% al 10% causando un premio negativo. In questi casi le monete vengono fuse e rivendute al prezzo del metallo prezioso.

La collezione: alcune monete sono più rare grazie alla loro coniatura in tante piccole parti o grazie a caratteristiche particolari legate a dei criteri di rarità numismatica.

La posizione geografica: le monete d’oro non vengono ricercate in ugual modo in tutte le nazioni. Infatti, in Francia o in Russia, la moneta Vittorio Emanuele II non sarà conosciuta come in Italia, così come la moneta Napoleone non è richiesta in Italia così come lo è in Francia, a differenza di una Krugerrand o di una Sovrana che hanno una ramificazione internazionale.

Per la valutazione dello stato di conservazione, si utilizza una scala di valore su cinque livelli. Questo è uno dei punti principali per la quantificazione del valore delle monete d’oro (vai all’articolo lo stato di conservazione delle monete d’oro):

B = Bello: la moneta è liscia e poco leggibile;

MB = Molto Bello: la moneta è molto usurata e se i rilievi originariamente erano poco rilevati alcune parti dell’esemplare possono non essere leggibili;

BB = Bellissima: la moneta in questo caso ha circolato e ha evidenti tracce d’usura che ne hanno già intaccato il bordo, il rilievo ed il disegno. Può avere colpi su bordo, ma non deturpanti;

SPL = Splendida: si tratta di una moneta che ha circolato pochissimo e presenta leggere tracce di circolazione. Tutti i rilievi sono ancora nitidi ma può avere piccoli colpetti sul bordo dovuti al contatto con altre monete;

FDC = Fior di Conio: è da considerarsi il più alto grado di valutazione. La moneta in questo caso non presenta alcun segno di circolazione e conserva la sua brillantezza originale, anche se può capitare di ritrovare su di essa un esiguo numero di piccoli segni dovuti al contatto con le altre monete durante le fasi della produzione.

Per la valutazione del grado di rarità, si utilizza una scala di valore su sette livelli:

C: comune;

NC: non comune;

R: raro;

R2 (RR): molto raro;

R3 (RRR): rarissimo;

R4 (RRRR): estremamente raro;

R5 (RRRRR): conosciuto solo in alcuni esemplari.

Altre nozioni utili:

Il premio di fondo: si tratta della differenza media che si osserva in tempi normali, al di fuori dei periodi di crisi, ad esempio.

Differenziale del premio: si tratta della differenza tra il premio di fondo e il premio più alto che si è osservato sulla moneta. Questa cifra indica qual è il potenziale effetto leva nel contesto di vendita delle monete d’oro.

Acquistare delle monete d’oro, in questo momento, è la cosa più sicura per mettervi al riparo dall’inflazione. Investire nell’oro è un formidabile potenziale in crescita. In qualsiasi parte del mondo voi vi troviate, in Cina, nei Paesi del Medio Oriente, in America, in Russia, in Europa, ecc, troverete sempre chi è disposto a vendervi o a compare il vostro oro. Questo perché è un sicuro rifugio economico, tangibile, unico e raro. Inoltre, comprare monete d’oro è sempre stato, e rimane tutt’ora, il metodo più tradizionale per acquistare il metallo giallo. Con l’aggravarsi della crisi sempre più risparmiatori scelgono di avere l’oro fisico nelle proprie mani, in modo da avere il pieno controllo diretto sui propri risparmi.

Se consideriamo che i massimi a ridosso dei 900 $/oz del 1980 corrispondono oggi ad almeno 2000 $/oz, gli spazi di crescita di questo metallo prezioso sono così ampi ed evidenti da rendere appetibile, anche per i più scettici, l’opzione di buttarsi a capofitto nell’acquisto di oro fisico. L’acquisto di monete è alla portata anche di chi possiede capitali molto piccoli, può essere frazionato nel tempo in lotti di entità anche molto modesta e garantisce un costo/oncia interessante grazie alla produzione di migliaia e migliaia di pezzi.

Come avrete ben capito dal contenuto di quest’articolo, la cosa migliore da fare è prendere l’occasione al volo! L’oro continua a salire di settimana in settimana… Carpe Diem!

Alessia Pinna

Pietre di Yap

Monday, May 23rd, 2011
Pietre di Yap

Pietre di Yap

Per quanto possa sembrare sorprendente, la pietra che vedete qui, è una forma di pagamento ancora valida sull’isola di Yap, un’isola sperduta della Micronesia, nel mezzo dell’Oceano Pacifico. I turisti che visitano l’isola rimangono sempre stupiti nel vedere gli abitanti che lasciano i loro “soldi” sulla strada. Soprattutto perché non si tratta di monete di piccola taglia. Gli esemplari più grandi misurano 4 metri di diametro e arrivano a pesare anche 15 tonnellate. Ma qual è l’origine di questa particolare moneta?

Secoli fa, gli abitanti di Yap si recarono nella vicina isola di Palau, a 400 kilometri di distanza dalla loro, dove scoprirono una roccia molto particolare: l’aragonite. Roccia sconosciuta sull’isola di Yap, si cominciò ad estrarne grandi quantità dalle grotte di Palau. Una volta importate a Yap, le lavorarono tagliandole a forme di dischi forati al centro per poterci introdurre un bastone, permettendo loro di manovrarle come una ruota. Nel corso del tempo, gli abitanti di Yap ne hanno fatto un mezzo di pagamento e sono state soprannominate “razza”.

Un tempo, il viaggio in barca da Palau a Yap era ricco d’insidie. In molti hanno perso la vita o sono rientrati debilitati. Tenendo conto dei rischi e del numero delle vittime, il valore di queste pietre non fece altro che aumentare. Per farla breve, a causa dei rischi che comportava il viaggio in barca e la rarità del materiale (l’aragonite) questa pietra diventò un bene prezioso per gli abitanti di Yap.

Ma – vi starete chiedendo – com’è stato possibile stabilire esattamente il valore di una pietra?

Oltre alla sua oggettiva bellezza (si ritrova dell’aragonite nella composizione delle perle) e la storia della pietra stessa (la sua età, il numero di vittime che ha comportato la sua estrazione e il suo trasporto) è entrata ugualmente in gioco la sua dimensione nella determinazione del valore, così come lo status sociale delle parti alla coinvolte nella transazione. In questo modo, le pietre che passavano nelle mani delle persone abbienti avevano più valore rispetto a quelle dei comuni mortali.

Dal 1931, non è stata tagliata più nessuna pietra. A causa delle loro dimensioni e del peso, sono state poco a poco rimpiazzate, dall’inizio del XX secolo, dai dollari americani, almeno per le operazioni quotidiane di scarso valore. Tuttavia, gli acquisti importanti come una casa, un terreno si fanno ancora oggi tramite le pietre di aragonite. Inoltre, esse servono per pagare gli indennizzi.

Altrettanto interessante è il modo con cui le transazioni venivano effettuate su Yap nel passato (e ancora oggi per i grandi acquisti). In effetti, le pietre che cambiavano di proprietario non si spostavano dal loro posto. Queste restavano semplicemente nel luogo dov’erano state deposte originariamente: lungo una via, davanti ad una casa o un qualunque altro edificio. L’aneddoto che più incuriosisce a questo proposito è quello di una ricca famiglia residente nell’isola che possedeva un’enorme razza che nessuno aveva mai visto e che, di fatto, non avrebbe mai potuto vedere. Infatti, la loro razza, assicuravano i membri della famiglia, riposava sul fondo del mare. Generazioni addietro, un loro antenato stava cercando di rimorchiarla su una zattera attaccata alla sua canoa quando, improvvisamente, arrivò una tempesta terribile. L’uomo tagliò la corda che legava la zattera alla canoa e vide la grande razza inabissarsi nel fondale. Essendo sopravissuto, l’uomo poté raccontare la vicenda, descrivere le dimensioni eccezionali e le qualità della pietra che aveva perduto. Nessuno aveva mai messo in dubbio la veridicità del suo resoconto. Il potere d’acquisto della pietra conservava la sua validità come se si fosse trovata vicino alla casa del suo proprietario.

Il furto di una razza è cosa insolita poiché gli insulari hanno l’abitudine di esercitare un controllo sociale reciproco. La maggior parte degli abitanti di Yap sa a chi appartengono le pietre e ha un grande rispetto per la proprietà altrui. D’altronde, come riuscire a rubare una pietra di 15 tonnellate senza farsi scoprire?

Alessia Pinna