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Le migliori monete d’oro da investimento

Monday, May 7th, 2012

Moneta 20 Lire Vittorio Emanuele II

La crisi della zona euro non rassicura né i mercati né i privati attenti ai loro risparmi. Le banche, le vipere traditrici che stanno all’origine della crisi del debito sovrano attuale, non ispirano più fiducia e i loro prodotti bancari ancora meno. Quando vogliamo investire parte del nostro patrimonio, o del nostro salario, dobbiamo sempre valutare i rischi che ciò comporta. Nell’oro fisico, i rischi sono nulli! Ora, il compito di LingOro.net è quello di guidarvi verso le migliori soluzioni e di dirvi tutto quello che c’è da sapere sull’investimento nelle monete d’oro.

1. Perché investire sull’oro?

Ci sono diverse cose da sapere quando cominciamo ad interessarci all’oro come prodotto di risparmio. Se ci addentriamo in questo mondo alla cieca, con tutta la nostra buona volontà e saggezza, possiamo cadere nelle trappole che ci portano a prendere lucciole per lanterne. E’ bene seguire i consigli degli esperti, delle persone del mestiere.

Per prima cosa, contrariamente a ciò che vi dirà il vostro banchiere, tra tutti i prodotti di risparmio proposti attualmente, l’oro è quello che più resiste all’inflazione e alla deflazione. L’oro è anche il solo attivo che, secondo l’economista Antal Fekete (nel suo libro << Il ritorno al sistema aureo >>) “protegge l’individuo contro le misure arbitrarie del governo offrendo una protezione contro le tassazioni confiscatorie, il deprezzamento monetario e la svalutazione”.

2. Dimenticatevi di ogni altro prodotto di risparmio

Per quanto riguarda gli altri prodotti di risparmio, potete subito escludere gli attivi dinamici. La loro volatilità li rende troppo rischiosi da provare. Inoltre, non avete nessuna garanzia di ritrovare l’integrità del capitale che investite e le possibilità di guadagnarci sono in questo momento tanto nulle quanto quelle di vincere al Lotto!

Visti i tassi d’interesse eccessivamente bassi dei libretti e i rischi << d’instabilità >> di questi, e considerando l’alto rischio che il vostro capitale non vi renda profitti o a venga vergognosamente tassato dallo Stato, non pensate che sia meglio indirizzare i vostri risparmi verso l’oro fisico?

Quanto ai contratti pronto termine (PCT), essi sono bloccati per un periodo determinato, dunque sono poco interessanti in termini di liquidità. Infine, dimenticatevi dei certificati di deposito, dei fondi a capitale protetto, dei fondi in euro, delle assicurazioni sulla vita e di qualsiasi altro tipo di titolo di Stato poiché questi contengono solo delle pericolose promesse di arricchimento. Infatti, non sono garantiti e i rischi di fallimento dell’emittente sono da considerarsi abbastanza reali, soprattutto in questo momento.

3. Oro si, ma sotto quale forma?

In contanti: acquistare oro sotto forma di azioni? Oro cartaceo? Come tutti i titoli virtuali finirà bruciato al rogo della vanità o divorato dalle tarme. No, noi vi parliamo di oro fisico, di contanti suonati e traboccanti. L’oro cartaceo è troppo esposto alla volatilità dei mercati, alla manipolazione, e fortemente dipendente dalle circostanze geopolitiche.

Leonard Sartoni, specialista dell’oro, spiega perché le monete restano il miglior investimento per il risparmiatore. << Per il piccolo risparmiatore desideroso d’investire nell’oro fisico, le monete rappresentano il miglior investimento possibile poiché possono frazionare più facilmente il capitale rispetto ad una barra da 10 kg, o anche ad un lingotto da 1 kg. Poi, in un potete mercato rialzista a lungo termine sull’oro, le monete possono diventare sempre più difficili da reperire (più acquirenti che venditori) dunque si vendono molto più care rispetto al valore d’oro ch’esse contengono effettivamente >>. Nel 1980, lo spread sulle Marengo era del 100%, il che significa che le Marengo valevano due volte più care del loro peso in oro.

Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo… : la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico! << Gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico! Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una fabbrica di lingotti >> – ci confida il presidente di AuCOFFRE.com – << l’andamento dell’oro cartaceo è dunque basato su qualcosa che non esiste e ciò parassita il corso reale dell’oro, degli scambi in via amichevole. L’oro è sottovalutato, spinto al ribasso dall’oro cartaceo, assalito anch’esso dall’appetito degli investitori in oro >>.

Lo spread… : non possiamo parlare di monete d’oro senza evocare lo spread. Chi vuole piazzare una parte dei propri soldi sull’oro fisico deve per forza sapere di cosa si tratta. Lo spread viene espresso in percentuale, ed è il differenziale tra il valore dell’oro contenuto in una moneta e il prezzo negoziato sul mercato. Se il suo prezzo varia molto poco con l’usura, il prezzo al quale viene negoziata la moneta dipende da alcuni parametri come l’offerta e la domanda, e lo stato di conservazione della moneta.

Il parere di un numismatico

Interrogato a questo proposito, un nostro amico numismatico (del quale non faremo il nome per rispetto della privacy) non nasconde il suo scetticismo in merito al modo in cui viene calcolato questo famoso spread delle monete. Anche se ne riconosce l’esistenza, egli mette in dubbio il sistema monopolistico della quotazione dell’oro e il modo piuttosto arbitrario con cui viene fissato il tasso dello spread. << Quello che amo dell’oro è il fatto che è qualcosa di fisico, è qualcosa di reale, è un prodotto semplice. Ma come sempre, si è voluta complicare la cosa con questa storia dello spread. Lo spread non mi piace >>. << Il mercato dello spread è stato creato dal nulla, lo si è introdotto nel mercato poco prima del 2009, da quando c’è stata una forte domanda, mentre negli anni ‘80, questo era diminuito quasi fino a divenire nullo >>.

<< Ancora peggio è applicarlo sulle monete nuove per le quali ci s’inventano dei piccoli difetti. Personalmente, vendo delle monete a peso d’oro, le vendo con lo spread quando ce n’è, quando è giustificato, ma quando non ce n’è, non vendo la moneta d’oro con lo spread. Visto che non c’è un’autorità che regola il mercato dell’oro, l’andamento dell’oro come quello dello spread manca di oggettività >>.

Il punto è che questo spread esiste e che l’investitore ha a che fare con questo. Se lo spread non sembra giustificato su alcune monete, lo è per altre. Più una moneta è richiesta, più il suo spread e il suo prezzo aumentano (questi non vanno generalmente di pari passo con l’andamento dell’oro che concerne invece l’oro di borsa, cioè l’oro cartaceo). Lo spread può balzare verso l’alto perché la moneta è molto richiesta. D’altronde, lo spread è un effetto leva interessante se si desidera acquistare oro a fini speculativi. Lo spread delle Marengo (Vittorio Emanuele, Umberto I, Napoleone ecc..), le monete più richieste al momento, esploderà senza dubbio da qui alla fine dell’anno.

Monete da investimento o monete numismatiche?

Dritto moneta Krugerrand

L’andamento non è esattamente lo stesso: l’acquisto di monete a fini speculativi non è la stessa cosa dell’acquisto di monete ai fini collezionistici. Se si acquistano delle monete al fine di realizzare delle plusvalenze, si può sfruttare l’effetto leva dello spread e rivendere per esempio le vostre Krugerrand in un momento in cui sono molto domandate. Tuttavia, scambiare oro con moneta cartacea è un’eresia vera e propria. A meno che non abbiate bisogno di liquidi nell’istantaneo, lo scopo dell’oro non è quello di finire scambiato con semplici confetti. Per quanto ci riguarda, l’acquisto di monete d’oro è prima di tutto un’azione che ci permette di assicurarci contro ogni sorta di crisi finanziaria.

Jean- François Faure, presidente della società AuCOFFRE.com, ci parla della differenza tra monete d’oro da investimento e monete d’oro numismatiche. << Con tutta l’informazione che c’è oggi sull’oro, c’è un’evoluzione del mercato. Le persone si rendono conto che c’è qualcosa di molto interessante nel’investimento in oro. Per esempio, una Marianne Coq 1899, malgrado tutte le sue buone qualità, non era molto richiesta fino a qualche anno fa perché ritenuta non da investimento. Ma le mentalità cambiano, le idee si evolvono, le persone che stanno all’interno del mercato sono più informate. Le monete da 100 franchi Napoleone testa laureata sono quasi per sola collezione poiché n’esistono solo 19 000 esemplari in circolazione, e sono una vera e propria copertura contro le fluttuazioni dell’oro. Le monete d’oro numismatiche sono delle monete di piazzamento dei propri risparmi, non di borsa >>.

4. Le buone e le cattive monete

Tra le monete in oro non ci sono delle monete “sgradevoli”, ma ci sono dei valori sicuri sui quali possiamo contare indipendentemente da quale sia l’epoca. Le grandi classiche monete d’oro per noi sono ovviamente quelle italiane: le Marengo del Regno d’Italia come le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.

Dritto Vera Valor - 1 OZ

Gli altri grandi classici che non passano mai di moda sono le Sterline, Pesos e Krugerrand. Tra le ultime nate di AuCOFFRE.com, la Vera Valor è nata per essere da investimento con una quotazione, delle fluttuazioni e delle caratteristiche proprie.

Le Eagle, le Panda, Nuggets e altre monete come le Mapple Leaf sono anch’esse da investimento.

Infine, ci sono delle monete nelle quali è meglio evitare di mettere i propri soldi:<< le medaglie con valore nominale >> come le monete regionali e tutte le serie limitate, l’edizioni speciali ecc… in genere, queste monete sono ipervendute alla base con un premio sostanziale, più care quindi del loro valore corrente. Se non fosse che queste monete hanno la spiacevole tendenza a diventare obsolete molto facilmente e sono semplicissime da copiare. Tra qualche anno, queste monete potranno perdere il loro valore nominale, non sono quindi delle buone monete da investimento a medio e lungo termine. Non è con questo tipo di monete che mettete al sicuro il vostro patrimonio, e nemmeno con dei gioielli in oro!

Dopo un decennio di crescita, l’oro continua ad attrarre investitori e risparmiatori!

Tuesday, March 20th, 2012

Monete d'oro - Republique française

L’oro si è guadagnato la reputazione di valore rifugio per eccellenza. Tuttavia, quest’investimento comporta dei rischi che grazie ai consigli che noi di LingOro.net vi diamo potrete evitare d’incontrare.

Dall’acquisto alla rivendita, le chiavi dell’oro fisico.

Quando gli investitori temono la fine del mondo, comprano oro. Era il 9 settembre 2011: l’oncia sfiorò i 1 900 $ al fixing di Londra, la sua referenza. E le ragioni sono evidenti: qualche settimana prima, i mercati azionari erano crollati per paura di una recessione economica e delle incertezze a causa dell’indebitamento degli Stati Uniti e dei Paesi della zona euro. Il peggio sembrava ormai certo!

Sul mercato dell’oro, questo vertice era la conferma di un decennio di crescita quasi continuo, anche se, in dollari attuali, il record del 1980 non è stato (ancora) raggiunto.

Decennio euforico

Dall’inizio del millennio, il prezzo dell’oncia si è quintuplicato. Questo fenomeno ha riportato l’industria aurifera all’ebollizione. I professionisti, che soprattutto dopo il 2008, hanno visto affluire le persone in cerca di lingotti per mettere al sicuro i loro risparmi, hanno lanciato nuove offerte. Visto l’alto prezzo dell’oro al chilo, sono stati creati dei piccoli tagli, i lingottini. I nuovi professionisti si sono moltiplicati, specialmente su internet, per rispondere ad una domanda sempre più forte. I banchieri, che restano gli intermediari più sollecitati, si sono dovuti formare nuovamente per la vendita dell’oro, pratica ormai caduta in obsolescenza.

Un tesoro dormiente

Mentre il prezzo dell’oro sale in vetta, le persone si rendono conto del tesoro che giaceva latente nei loro cassetti. Gli opportunisti non si sono sbagliati, e le offerte di riacquisto del vecchio oro hanno invaso le strade per catturare parte di questa manna.

Mi rivolgo ai compratori di oro che vogliono diversificare il proprio patrimonio, ma anche ai venditori desiderosi di approfittare dell’impennata dei prezzi dell’oro per trasformare il proprio oro in soldi: acquistate il vostro oro cercando di evitare le truffe e tenendo conto della fiscalità!

Tradotto da: Alessia Pinna

Tratto da: Investir.fr

2012, anno storico per il corso dell’oro ?

Monday, February 6th, 2012

Crescita del corso dell'oro.

Ne avevamo già parlato nell’articolo sulle prospettive economiche per il 2012, quest’anno l’oro potrà raggiungere uno dei suoi vertici assoluti. Lo ribadiamo nuovamente con la pubblicazione di uno studio effettuato da un gruppo di ricerca specializzato.

Thomson Reuters GFMS, uno dei più grandi istituti d’analisi e ricerca sul mercato dei metalli preziosi, ha pubblicato qualche settimana fa il suo rapporto annuale sul mercato dell’oro.

Questo rapporto non presenta solo un bilancio del mercato sull’anno passato, ma permette anche di proiettarsi sul 2012. Il minimo che possiamo dire è che le prospettive offerte da questo nuovo anno sono molto ottimistiche.

Così, Thomson Reuters GFMS prevede già dei valori medi a 1640 dollari l’oncia per la prima metà del 2012. L’istituto si spinge più lontano con le previsioni annunciando che il corso dell’oro potrebbe toccare livelli storici: << l’oro potrebbe anche oltrepassare i 2000 dollari l’oncia entro fine anno/inizio 2013 >> ha affermato Philip Klapwijk, responsabile della ricerca metalli presso Thomson Reuters GMFS.

Secondo l’istituto, ad oggi ci sono tutti i criteri per raggiungere un tale vertice dei prezzi dell’oro: forte domanda degli investitori, e soprattutto delle banche centrali; deboli tassi d’interesse; perdita della fiducia nelle valute; delle politiche monetarie favorevoli.

Ecco, allora, che si prospetta un anno ancora molto promettente per l’oro, e che giustifica l’investimento nell’unico valore rifugio. E’ ancora il momento, quindi, d’investire i propri risparmi sull’oro fin tanto che i prezzi restano su valori abbordabili, e quest’investimento potrebbe rivelarsi molto interessante alla rivendita nei mesi a venire… a buon intenditore poche parole!

Alessia Pinna

Correzione dell’oro. I nostri esperti braccano il colpevole.

Monday, October 3rd, 2011

Venerdì 23 settembre l’oncia d’oro quotata ha perso 5,80% in un solo giorno. La bolla esplode. E’ la fine dell’oro, dopo tutti questi eccessi era arrivato il momento! In realtà le cose sono ancora una volta molto più semplici.

Il COMEX ha deciso per la seconda volta in meno di 2 mesi di aumentare il “Margin Call”, vale a dire la chiamata di margine. Grosso modo, ogni volta che qualcuno negozia dell’oro tramite dei contratti a termine o dei contratti futures, deve versare un minimo per garantire la solvibilità della propria posizione. Quando le regole cambiano gli speculatori devono mettere, in tempi molto brevi, (meno di 24h) la somma mancante. Coloro che non possono o non vogliono farlo (problemi di procedura, dell’ammontare degli investimenti o di fondi propri) sono obbligati a tagliare la loro posizione con urgenza. Questo fenomeno ha per conseguenza meccanica la caduta dei corsi azionari poiché gli ordini di vendita affluiscono.

L’ultima volta che questo fenomeno si era prodotto, qualche settimana fa, il prezzo dell’oro quotato in Dollari non e praticamente diminuito in euro perché è stato concomitante con una caduta importante dell’euro in ragione del debito europeo. Il ribasso dell’oro, compensato dall’abbassamento spettacolare dell’euro ha permesso al prezzo dell’oro in euro di restare più o meno stabile.

L’euro ha raggiunto un corso d’equilibrio “relativo” questi ultimi giorni, e gli aumenti della chiamata di margine hanno fatto subire all’oro in euro il calo del 23 settembre.

Tuttavia, conviene ricordare che questa correzione, molto più che tecnica in quanto corrisponde ad un cambiamento delle regole del gioco durante la partita, è paradossalmente un’eccellente notizia per coloro che sono posizionati a lungo termine su quest’attivo.

E’ essenziale notare che l’oro malgrado un aumento fulmineo quest’estate, periodo tradizionalmente di debolezza, ha corretto perché costretto e forzato a causa di due cambiamenti delle regole del gioco. L’oro non cala più da solo. Bisogna aiutarlo tramite delle costrizioni regolamentari. Questo prova la forza della sua tendenza rialzista.

Inoltre, alcun debito di stato non è rimborsabile, le inquietudini restano e, anzi, si rafforzano ogni giorno. Il ritorno alla crescita è illusorio, così come l’efficacia dei piani di rigore che hanno per effetto quello di creare delle nuove recessioni che comportano un tale ribasso delle entrate fiscali che il rimedio è peggiore del male che è necessario combattere.

La domanda di oro fisico è sempre alta e sicuramente assisteremo ad un importante crescita dello spread poiché l’appetito degli investitori avveduti non sembra affievolirsi. Molti attendevano questa piega per rientrare sull’oro. Il grande pubblico non s’interessa sempre al suo investimento e resta piuttosto venditore del poco oro detenuto, incoraggiato dalle molte pubblicità che gli propongono di trasformare il loro oro… in argento!

Dopo la caduta massiva degli indici europei di queste ultime settimane (gli Stati Uniti hanno perduto poco) e gli errori di trading delle banche ormai tradizionali durante ogni crach (UBS : 2 miliardi di euro) alcune tra di loro hanno bisogno di cash. Il mercato interbancario è danneggiato ed è la BCE che assicura nuovamente il suo ruolo di prestatore in ultima istanza.

Le banche statunitensi e asiatiche non fanno più prestito alle banche europee da poco più di 15 giorni, tagliando di netto le loro risorse di rifinanziamento in dollari. Qualche banca ha avuto come unica scelta quella di vendere le loro riserve d’oro (di cui forse il vostro al passaggio se il vostro oro è smaterializzato in un conto titoli) accentuando il ribasso “tecnico” in corso.

Non bisogna dimenticare che la crisi dei debiti sovrani è deflazionistica. E’ questo ciò che viviamo. Quando qualcosa si abbassa tutto si abbassa. Le perdite sulle azioni sono in parte compensate dai guadagni su altri mercati come quello delle materie prime. Queste richieste massicce di materie prime portano a loro volta questi mercati al ribasso.

Questo aspetto è deflazionistico su un termine molto breve. A medio termine un ribasso di tutti gli attivi a causa della deflazione conduce al fallimento totale, cosa buona per l’oro. Per lottare contro la deflazione e il rischio sistemico, la sola risposta credibile e rapida resta la monetizzazione dei debiti e anche questo è buono per l’oro. Ciò non impedisce che i momenti di correzione sono sempre faticosi per chi è rientrato in un punto alto su un valore.

La Direzione degli Studi Economici di Aucoffre.com mantiene quindi il suo obbiettivo di 1800 punti sul CAC40 e di un’oncia d’oro a 2500$ come prima tappa. Nessuno dei fattori sottostanti al rialzo dell’oro è sparito. Questa correzione puramente tecnica in un mercato a lungo termine dovrà essere dare spunto per trarne profitto, per rientrare sull’oro e proteggere il proprio patrimonio esposto ai debiti sovrani (come i fondi euro dei contratti di assicurazione sulla vita). Per coloro che sono già detentori di oro, questa pausa è un eccellente momento per rinforzare queste posizioni e continuare ad allocare il proprio patrimonio.

 

Di Charles Sannat

Direttore degli Studi Economici di Aucoffre.com

 

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Senza guardare i corsi finanziari posso sapere, alla lettura dei messaggi che ricevo, se il prezzo dell’oro sale o scende. Quando sale la domanda che mi viene fatta regolarmente è: << E’ ancora il momento di acquistare ? >>. Al contrario quando scende la domanda diventa : << E’ il momento di vendere ? >>.

Oggi risponderò alla seconda domanda. La risposta è semplice, e s’indirizza a coloro che hanno un orizzonte d’investimenti e non a coloro che giocano con le andate-ritorno in tempi molto brevi. La risposta è la seguente, del resto è una domanda: << Secondo voi, le condizioni macroeconomiche e monetarie che sono all’origine – tutti lo riconoscono – del rialzo dei metalli preziosi e dell’oro in particolare, sono evolute in maniera favorevole? O, in altri termini, le cose si aggiustano? >>. Se a questa domanda rispondete SI, allora precipitatevi per vendere il vostro investimento d’oro.

Allora se niente è cambiato perché questo ribasso? Era prevedibile?

Tutti i mercati finanziari senza eccezione sono il riflesso delle decisioni dei compratori e dei venditori dei quali la psicologia varia in base al loro modo di sentire, “faccia a faccia” con i guadagni o con le perdite latenti che loro hanno realizzato, e in base alla loro percezione della congiuntura. Gli avvenimenti che si succedono non sono che degli scatti che intervengono su un terreno già pronto. Tali attori dei mercati hanno degli obbiettivi differenti gli uni dagli altri in base ai differenti orizzonti sui quali si posizionano. Questa situazione crea dei cicli diversi sui prezzi. Pensiamo a questo processo come ad un processo di respirazione. Quando gli investitori, avendo lo stesso orizzonte, sentono il bisogno di concretizzare un profitto o di tagliare una perdita creano insieme una situazione psicologica favorevole a questa respirazione dei prezzi che si tradurrà, per esempio, in un consolidamento dei prezzi dopo un lungo rialzo molto proficuo. L’onnipresenza e l’eccesso d’informazione nella quale ci troviamo fanno spesso dimenticare l’importanza, in particolare per i movimenti di breve termine, del fattore psicologico nel comportamento dei mercati finanziari.

Le settimane precedenti sono state segnate da importanti movimenti ribassisti sui mercati delle azioni , in particolare in Europa. L’utilizzo di prodotti derivati e delle posizioni con leva amplifica considerevolmente questi movimenti fino a far fondere totalmente i portafogli di alcuni investitori (o piuttosto giocatori) imprudenti. Le chiamate di margine spingono dal quel momento a vendere le linee capaci di trarre un grosso profitto per coprire le perdite delle altre linee, e addirittura conducono alla liquidazione totale dei portafogli tramite i mediatori. Queste liquidazioni, comprese le linee vantaggiose, comportano dei ribassi del prezzo, e come una bolla di neve che s’ingrandisce man mano che scende giù per la collina, queste nuove liquidazioni pesano un po’ di più sui prezzi.

 

Di Yannick Colleu

Adattato da Alessia Pinna