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Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal

La Colombia darà l’autorizzazione ad alcune miniere per lavorare nei nuovi parchi nazionali

Thursday, February 21st, 2013

I Colombiani sono divisi sulla decisione presa dal governo di lasciare una zona in cui le imprese minerarie che dispongono di un permesso possono operare all’esterno del nuovo parco nazionale di Santurban.

La soluzione proposta recentemente dal Ministro delle Miniere e dell’Energia, Federico Renijifo, ha per obiettivo quello di proteggere una zona vulnerabile a livello ecologico, situata nel nord est del Paese e conosciuta per i suoi depositi d’oro e d’argento. La regione ospita anche centinaia di specie in via d’estinzione in Colombia tra cui l’orso dagli occhiali, chiamato anche orso andino.

Le società che detengono dei permessi ancora validi potranno continuare a lavorare nel parco di Santurban, ma le autorità hanno precisato che tali permessi non saranno rinnovati una volta scaduti.

Tuttavia, iniziano a sollevarsi delle critiche per quanto riguarda i limiti del parco e la motivazione che spinge il governo a decidere quali zone sono da includere o escludere per le eventuali autorizzazioni nei luoghi di sfruttamento minerario.

L’industria aurifera non ha risentito di queste decisioni. La Compagnia Canada’s Eco Oro Minerals Corp. che è attiva in particolare nella zona di Santander, nei pressi del parco, ha dichiarato che il suo progetto d’Angostura (per l’oro come per l’argento) non soffrirà poi tanto della creazione del parco.

Dal 2002, la Colombia ha preso delle iniziative per stimolare lo sviluppo dell’industria aurifera aumentando le concessioni per l’estrazione in tutto il Paese. Si stima che quasi la metà dell’intera attività mineraria è illegale in Colombia o che comunque potrebbe essere condotta da piccole aziende che operano senza permessi ufficiali.

Tuttavia, il governo ha dichiarato che sarebbe molto più semplice per le società aurifere ottenere i permessi legalmente piuttosto che lavorare illegalmente. Secondo uno studio di Insight Crime, circa 6000 miniere vengono oggi sfruttate in maniera illegale in tutto il Paese.

Nel novembre scorso, il Presidente Juan Manuel Santos ha presentato un progetto di legge davanti al Congresso per considerare lo sfruttameto minerario illegale come un crimine punito con il Codice Penale del Paese.

Oltre questo disegno di legge, il governo colombiano ha emesso due decreti esecutivi destinati a definire meglio il concetto d’estrazione mineraria illegale.

L’oro nell’industria

Monday, January 7th, 2013

Conoscete l’oro sotto forma di moneta, di gioielli o come forma di decorazione, ma conoscete realmente l’uso dell’oro nelle tecnologie?

L’oro e l’industria in cifre

In questa tabella, pubblicata dal World Gold Coucil nel primo semestre del 2012, la domanda di oro nelle tecnologie era di 457,7 tonnellate. Ciò rappresenta circa ⅟₉ della domanda d’oro mondiale.

La categoria « tecnologia » concerne l’oro utilizzato nel settore dell’elettronica, in campo medico , odontoiatrico, industriale e decorativo. I componenti elettronici rappresentano una larga parte della domanda di oro nell’ambito delle tecnologie.

Nel 2012, la domanda di oro nell’industria è stata leggermente più bassa rispetto al 2011. Questo ribasso riflette il rialzo del prezzo dell’oro l’anno scorso e il netto rallentamento dell’attività del settore automobilistico (nel quale l’oro è più utilizzato).

In questo schema (fonte World Gold Council), potete vedere la ripartizione dell’oro nei differenti settori della tecnologia:

Le proprietà uniche dell’oro nelle nanotecnologie

Secondo i ricercatori e gli industriali del WGC, l’oro è un « materiale chiave » per le tecnologie innovative, poiché possiede delle proprietà eccezionali su scala nanometrica. L’oro dovrebbe già essere impiegato nei nanotubi per l’elettronica del futuro, negli inchiostri a bassa migrazione, nei gel per test e analisi biomediche rapide, nella lotta contro il cancro (per la distruzione selettiva delle cellule cancerose), nei rivestimenti decorativi, nelle pitture e nei tubi di scarico catalitici.

L’oro è conosciuto per le sue proprietà fisiche eccezionali: resiste all’acido, è duttile (si può distendere e allungare senza che si rompa), non si ossida, e il che lo rende più facilmente sfruttabile su scala nanometrica. D’altronde, l’oro è un « metallo cubico a faccia centrata il cui punto di ebollizione si fissa a 1068° », cosa che facilita il suo utilizzo nel domino dell’infinitamente piccolo.

Su scala nanometrica, le particelle d’oro cambiano colore (rosso o viola, ma anche verde o blu se si allungano le nanoparticelle in bastoncini), ciò che rende l’oro particolarmente interessante nel dominio della decorazione.

Le proprietà non tossiche e inerti dell’oro sono ricercate anche in ambito medico dove le sue particelle vengono impiegate per la fabbricazione di connettori di pacemaker, impianti per la parte interna dell’orecchio o per sistemi di protezione delle arterie. La sua inerzia lo rende biocompatibile e quindi particolarmente efficace per la scoperta di determinate allergie e per dei test di fertilità e di tossicologia. Le sue proprietà ottiche permettono d’individuare rapidamente degli anticorpi ed altri allergeni. A breve, l’oro potrebbe rimpiazzare la chemioterapia nella lotta contro il cancro? Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, le nanoparticelle d’oro permettono di localizzare con più precisione le cellule cancerose per poi distruggerle riscaldandole.

I tubi catalitici, una tecnologia del futuro?

La buona conducibilità elettrica e termica e la resistenza alla corrosione delle nanoparticelle d’oro sono divenute indispensabili nel campo dell’elettronica, in particolare nella creazione di connettori ed inchiostri.

A livello chimico, le nanoparticelle d’oro trattengono alcune molecole a base di zolfo per esempio, cosa che le rende particolarmente adatte e ricercate per i tubi catalitici.

Anche se il suo utilizzo è molto vantaggioso, il suo costo resta elevato, cosa che può essere un freno allo sviluppo di questa tecnologia; d’altronde, come abbiamo detto in precedenza, il rallentamento del settore automobilistico ha ridotto la domanda di oro in questo campo.

Possiamo spingerci oltre con il ragionamento e chiederci se, dato l’esaurimento delle risorse petrolifere (non tarderà, sarà tra 30-50 anni, che passano in fretta su scala umana), la tecnologia dei veicoli << verdi >> sarà tanto evoluta al punto di non avere più bisogno dei tubi catalitici. Senza parlare delle risorse aurifere che saranno tutte sfruttate da qui a 35/45 anni, secondo quest’infografica.

Per fortuna, in un certo senso, noi non saremo forse più qui per constatare i cataclismi causati dall’esaurimento delle miniere d’oro. Invece, io nostri nipoti o pronipoti saranno felici di aver ereditato una moneta Vittorio Emaunele che avrete trasmesso di generazione in generazione !

E nel campo della cosmetica?

Alcune grandi marche della cosmetica hanno saputo dare nuovamente lustro all’oro utilizzandolo nelle loro ricette magiche di trucco e di creme anti-invecchiamento. Efficacia provata? Si, da un punto di vista del marketing ! L’argomento commerciale è impareggiabile: ci si ricopre d’oro, si protegge la propria pelle grazie all’oro, ci si profuma con l’oro…

Se l’inerzia e la non tossicità dell’oro sono reali, le sue proprietà anti-ossidanti a livello della pelle umana non sono altrettanto provate. Solo il suo prezzo giustifica la sua presenza in questi prodotti. Quale donna non sarebbe felice di competere con lo splendore di questo metallo prezioso?

Ch’esso sia alla moda o utile nelle tecnologie, l’oro cela molte qualità che devono essere ancora scoperte nel mondo della nanotecnologia. L’oro è senza dubbio il minerale del futuro in questo senso, e i differenti usi e possibili campi d’applicazione ne faranno un metallo sempre più ricercato. E meno sarà facile da estrarre, più valore acquisterà !

Leggere il rapporto completo del CNRS.

Oro: braccio di ferro tra economia ed ecologia

Thursday, November 22nd, 2012

Miniera_d'oro_© RomanT- Fotolia.com

L’estrazione d’oro è la causa di molti conflitti che continuano a spargere sangue e distruzione. Sul piano dell’estrazione d’oro, economia ed ecologia sono spesso antagoniste. A parte qualche rara eccezione come NewMont che aderisce alla Carta Clean Extraction, l’estrazione d’oro provoca delle devastazioni.

« Un’attività molto buona per l’economia greca »

In Grecia, si sono verificate diverse manifestazioni e proteste da parte della popolazione contro le tecniche estrattive d’oro dell’impresa Eldorado Gold, che sfrutta la miniera di Skouries: « ogni tonnellata di terra smossa, dovrebbe produrre circa 0,20 grammi d’oro, una miseria in confronto alla catastrofe ecologica che attende la nazione » afferma una militante. Eldorado Gold, ovviamente, non è dello stesso parere e assicura di rispettare le norme ambientali.

Una lotta economica vinta in partenza

Questa volta, è il turno della Romania, dove il popolo dovrà pronunciarsi, attraverso un referendum, a favore o contro dell’estrazione mineraria in una piccola località. Gli abitanti del dipartimento di Alba, dovranno infatti pronunciarsi il 9 dicembre prossimo sull’estrazione in una miniera d’oro in Transilvania. Un contributo economico innegabile, poiché secondo la società canadese che vorrebbe sfruttare il giacimento, conterrebbe 300 tonnellate d’oro e 1600 tonnellate d’argento. Impiego di cianuro, avvelenamento delle falde freatiche, espropriazione degli abitanti, distruzione dei siti storici.. l’estrazione mineraria non è senza conseguenze.

Tuttavia, non ci si fa illusioni sui risultati del referendum, ampiamente strumentalizzato a favore degli imperativi economici.

Soluzioni concrete

L’estrazione aurifera è una vera e propria piaga. Se la battaglia ecologica portata avanti dagli abitanti delle zone interessate è persa in partenza, possiamo, nel nostro piccolo, lottare contro quest’estrazione altamente inquinante a favore di una più pulita e rispettosa dell’ambiente seguendo questi piccoli consigli:

– acquistando solo oro già estratto sotto forma di monete o di lingotti;
– non investire in azioni minerarie;
– acquistando oro fisico ottenuto dall’estrazione pulita come la Vera Valor.

 

Clean Extraction: la Carta alla quale aderisce la moneta Vera Valor da un'oncia d'oro puro.

Africa del Sud: i minatori in sciopero rischiano il licenziamento

Wednesday, October 24th, 2012

Minatori in sciopero, Sudafrica.

Gli scioperi nel Sud dell’Africa non si fermano e si contano sempre più vittime nelle miniere d’oro. Alcuni scioperi sono finiti nel sangue tra agosto e settembre di quest’anno. Le grandi imprese dell’oro Sudafricane tentano di trovare al più presto delle soluzioni… minacciando gli operai di licenziamento!

E’ la punizione che è toccata a 8 500 minatori dell’impresa sudafricana Gold Fields, nel sud-est di Johannesburg. Dopo l’ultimatum che gli fu concesso, chi non è ritornato a lavoro è stato licenziato su due piedi. Il sito, che conta 12 500 impiegati, è l’ultimo sito minerario del gruppo ad essere ancora in sciopero. E non è finita qui.. la settimana scorsa, Gold Fields ha licenziato 1 500 operai di un altro sito minerario.

Aumenti contro profitti

In questa morsa di ferro che oppone da qualche mese le imprese e gli scioperanti sudafricani, il conflitto potrebbe finire male. Gli operai chiedono l’aumento dei loro salari in un periodo in cui le imprese mostravano dei profitti considerevoli. Ma, ovviamente, gli scioperi hanno fatto regredire i profitti di questi stessi gruppi, provocando la perdita di 3 000 once d’oro per Harmony, 65 000 once per Gold Fields e 32 000 once a settimana per AngloGold Ashanti.

L’oro pulito, una realtà?

Salari bassi, disastri ecologici e umani per dei profitti elevati e un’estrazione invasiva di risorse mal distribuite: il bilancio dell’estrazione aurifera nell’Africa del sud è lontano dall’essere positivo. E’ anche ciò che dimostra la crescente domanda degli italiani di un oro pulito. Stando ad un recente sondaggio di AuCOFFRE.com, il 62% della popolazione sarebbe pronta a pagare leggermente di più per l’oro estratto da una filiera aurifera rispettosa dell’ambiente e dell’uomo. In questo contesto, la Vera Valor, costituita da oro che risponde alle caratteristiche della Carta Clean Extraction, appare come una vera e propria alternativa.

Leggi anche quest’articolo: L’Africa del Sud: cattivo esempio nel settore minerario?

Le conseguenze della nazionalizzazione delle miniere d’oro in Venezuela

Sunday, September 30th, 2012

Recentemente, il Presidente Chavez ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, che
c’era bisogno di abbandonare il settore petrolifero a favore di quello aurifero per rilanciare l’economia della nazione.

Luis Rojas, Presidente della Camera delle Miniere del Venezuela (Camiven), ha chiesto al Presidente Hugo Chavez di rilanciare l’industria locale dell’oro in vista della caduta della produzione di lingotti.

Luis Rojas aveva annunciato che la compagnia Minerven, appartenente allo Stato del Venezuela, aveva raggiunto i tassi più bassi in termini di produzione e che per regolare la produzione dell’oro il governo aveva due possibilità:

<< Il governo può iniettare l’importo richiesto per riavviare le operazioni con circa 300-500 milioni di dollari, oppure stabilire un piano di collaborazione affidabile semi-privato, semi-pubblico >>.

Chavez ha nazionalizzato l’industria aurifera l’anno scorso in seguito a un decreto che permette allo Stato di recuperare il 13% di royalty sulle estrazioni minerarie d’oro e una tassa pari al 3% su tutte le altre transazioni. Sono state delineate anche delle zone militari per lottare contro lo sfruttamento illecito delle miniere d’oro.

Le comapgnie minerarie che desiderano stabilirsi sul territorio venezuelano sono costrette a diventare partner minoritari dello Stato.

La nuova legge non permette alle aziende di fare appello al diritto nazionale. Così, ogni disaccordo dev’essere discusso nel tribunale venezuelano.

La compagnia russo-canadese Rusoro Mining Ltd era, fino a poco tempo fa, l’unica compagnia privata rimasta in Venezuela, e il suo equilibrio è stato fortemente intaccato dalla decisione del Presidente Hugo Chavez.

Lo scorso luglio, la compagnia ha chiesto alla Banca Mondiale di arbitrare una disputa legale con il Venezuela dopo che il Paese ha prelevato una quota del patrimonio della società. Altre società come la Canadian Crystallex International chiedevano inoltre dei risarcimenti per la mancanza di godimento sui propri beni.

Il Venezuela produce 11 tonnellate metriche di metallo giallo ogni anno, rispetto alla produzione mondiale che raggiunge oltre le 2400 tonnellate e alla produzione della Cina che oscilla sulle 30 tonnellate.

Secondo uno studio d’Ernst & Young, la nazionalizzazione delle miniere è il peggior incubo delle compagnie minerarie.