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La Panda, una pura moneta cinese.

Friday, May 11th, 2012

Dritto della Panda cinese del 1985. La rappresentazione di questa moneta d'oro cambia tutti gli anni.

Continuamo il nostro elenco delle monete-lingotto. Oggi, c’interesseremo ad una moneta che ha conosciuto un grande successo negli anni ‘80: la Panda cinese.

Introdotta nel 1982 dalla famosa People’s Bank of China, questa moneta divenne rapidamente una referenza per l’investimento e il mondo dei collezionisti. La sua particolarità sta nel fatto che la rappresentazione del dritto viene ridisegnata tutti gli anni. Vi è rappresentato l’animale simbolico della Cina, il panda.

Nonostante la scelta degli investitori e collezionisti ricada soprattutto sulla Panda da un’oncia, ci sono anche altre misure (½ oncia, ¼ oncia, ⅟₁₀ oncia, ⅟₂₀ oncia, e anche 5 e 12 oncie, modelli difficili da trovare).

Come tutte le monete composte esclusivamente da oro 24 carati (vale a dire pure al 99.999%), le Panda sono delle monete fragili che vanno manipolate con cura e quindi lasciate nelle casseforti per garantire un buono stato di conservazione.

Il valore nominale cambia in base alla quantità d’oro contenuta nella moneta. La tabella qui sotto riporta le differenti informazioni in funzione delle misure:

Come abbiamo già detto in precedenza, sul dritto della moneta vi è inciso il famoso panda. Il disegno cambia quindi ogni anno. C’è, tuttavia, un’eccezione: il disegno è rimasto lo stesso tra il 2001 e il 2002.

Al rovescio, vi è rappresentato Tien Tien, il Tempio del Cielo di Pechino, il millesimo e l’inscrizione << Repubblica popolare della Cina >> in mandarino.

Rovescio della Panda cinese con la rappresentazione di Tien Tien, il Tempio del Cielo.

Esistono diverse imprese che producono le monete in Cina: possiamo citare ad esempio Shenzhen, Shanghai o Shenyang. Sulla moneta non troviamo quasi mai dei marchi distintivi, impedendo così la distinzione tra le diverse imprese. Tuttavia, su alcuni millesimi si intravedono delle variazioni minime (disegno del tempio, dimensione della data).

Il distributore ufficiale di queste monete è la China Gold Coin Corporation (CGCC), in Cina dal 1982.

Oltre alle differenti versioni in oro, la CGCC ha introdotto delle versioni in argento/oro, e anche in platino. Queste monete conoscono anche un certo successo presso gli investitori, in particolare la versione in argento. Il design è pressoché lo stesso della versione in oro.

Focalizziamoci adesso sulle ragioni del successo di questa moneta. Il cambiamento del disegno ogni anno dal 1982 permette un continuo rinnovo della domanda. Inoltre, People’s Bank of China prima e CGCC poi, fece la scelta di una tiratura piuttosto limitata. Questo crea un’offerta minore rispetto alla domanda. D’altra parte, la bellezza della moneta e la finezza del suo disegno gli conferiscono un fascino particolare. Lo spread di queste monete è relativamente elevato rispetto ad altre monete-lingotto. Per esempio, nel 1987, l’interesse degli investitori e collezionisti fu così forte che alcune Panda da un’oncia del 1982 si scambiavano a quasi US$ 3,000! Anche le monete attuali sono più care di un Krugerrand equivalente.

Per farla breve, acquistatene una, due, tre, tutta una famiglia di Panda e chiudetele in una cassaforte… E’ certo che non vi pentirete del vostro investimento!

Alessia Pinna

La Cina, la nazione divoratrice di oro.

Thursday, May 10th, 2012

Drago in oro 300g per celebrare l'Anno del Drago in Cina

Un articolo dedicato alla Cina era indispensabile: è, infatti, impossibile non parlare della più grande produttrice e venditrice di oro al mondo. Paese di tutti i record nel 2011, la Cina possiede l’oro che scorre nelle vene delle sue tradizioni. Qing, la nostra collaboratrice in carica del blog cinese Lingold asia, sarà la nostra guida per tutta la durata di questa visita guidata.

La Cina e l’oro in cifre

In Cina, la domanda di oro nella gioielleria e nell’investimento ha raggiunto quasi le 770 tonnellate nel 2011. Nell’ultimo trimestre 2011, la domanda di oro è stata più forte in Cina che in India. La domanda di oro in Cina è quasi raddoppiata in 10 anni. Ed è ancora una volta la Cina a possedere il primato mondiale nella produzione di oro, con 400 tonnellate di oro estratte e una produzione in crescita dopo sei anni consecutivi.

La Cina si trova al 5° posto tra i più grandi detentori d’oro al mondo, con 1 054,1 tonnellate di riserve (se non contiamo quella del FMI) aumentando il suo approvvigionamento d’oro del 76%. Il fatto che la domanda di oro nel Paese sia così importante non dipende solo da un amore incondizionato per per i gioielli in oro, e nemmeno dalla tradizione. Infatti, dipende anche dal fatto che la Cina vuole costituire una consistente riserva d’oro per arrivare a 5 000 tonnellate (5X del suo stock attuale).

Possiamo parlare di un vero e proprio << hold up >> dell’oro fisico! Perché una simile fame d’oro? La Cina, prima detentrice di buoni del tesoro americani in dollari, tenta di disfarsi poco a poco del valore dei bigliettoni verdi e sostituirli con l’oro. La Cina sta dunque cercando di proteggersi creando una gigantesca copertura delle dimensioni del Paese. E’ anche possibile ch’essa si appoggi ad uno yuan addossato all’oro.

Il rafforzamento di questa posizione della Cina sull’oro ha permesso al gigante economico di far parlare di sé recentemente. Forte dei suoi fondi in oro, la Cina, secondo più grosso importatore di petrolio iraniano insieme all’India, ha deciso di superare l’onere fiscale che grava sull’Iran pagando l’oro nero con oro giallo.

I governanti della Cina spingono il popolo alla consumazione di oro

Dovete sapere che durante il periodo della << rivoluzione culturale >> (1966-1967) era severamente vietata la detenzione di oro fisico, reato punito con la prigione! Più tardi, nel 2007, la Cina ha cambiato la sua posizione, non solo eliminando tale divieto, ma addirittura incitando quanto più possibile il popolo all’acquisto di oro fisico.

Supermercato cinese dove si vende oro.

Testimoni di questa corsa verso l’acquisto di oro: la nascita di veri e propri supermercati di oro, nuovi templi dedicati al metallo giallo, dei banchi dell’oro che crescono come funghi, l’installazione del primo distributore di oro a Pechino… Tale pressione da parte delle autorità desta dei sospetti… ci si può chiedere se il popolo cinese non tema un’eventuale requisizione << per buona causa >> dell’oro che ha accumulato…?

Visita guidata nel tempio dell’oro

Qing ci descrive questo << percorso orchestrato >> in Cina, sotto l’occhio vigile delle autorità. Abitando a Shanghai, la nostra collaboratrice ha potuto seguire quest’evoluzione passo dopo passo, con molta attenzione. E’ suo marito che l’ha iniziata all’oro da investimento tramite il sito di compravendita di oro AuCOFFRE.com.

Prima di appassionarsi di metallo giallo e di diventare responsabile di LinGOLD asia, Qing era… pedopsichiatra. Il dinamismo e l’apertura mentale del team AuCOFFRE.com hanno convinto Qing a lasciare un appassionante lavoro per un altro completamente diverso. << E’ un team giovane, dinamico, frizzante, con una mentalità aperta all’internazionale, i collaboratori vengono da diverse part del mondo: Francia, Italia, Spagna, Inghilterra… adoro lavorare con delle persone così! Quando gli ho incontrati per la prima volta, mi hanno subito trasmesso il loro entusiasmo e la loro passione >>.

<< Il mio incontro con Jean-François Faure (presidente di AuCOFFRE.com) e Paul (direttore generale di LinGOLD.com) è stato determinante, l’uno per la sua conoscenza e i suoi discorsi contro corrente rispetto al pensiero comune, e l’altro per il suo positivismo e le sue buone idee. All’improvviso, abbiamo iniziato a parlare della possibilità di sviluppare il mercato cinese. Quando Paul mi ha proposto di lavorare per LinGOLD.com sapevo già che sarebbe stata un’esperienza entusiasmante. Inoltre, è un business << with a heart >>, non solo lucrativo, poiché AuCOFFRE.com è uno dei promotori dell’iniziativa Clean Extraction, un marchio che garantisce l’estrazione d’oro nel rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente al 100%, e anche questa cosa mi ha toccata in maniera particolare >>.

La Cina, una nazione che vive al ritmo della tradizione dell’oro

L'amore dei cinesi per oro è incondizionato per tradizione.

Qing spiega: << In Cina, l’oro è un regalo tradizionale per i bambini, le donne, i matrimoni, insomma, per numerose occasioni. L’oro, la giada e gli oggetti di famiglia sono sempre stati trasmessi di generazione in generazione come tesori di famiglia. I Cinesi hanno sempre riposto più fiducia nell’oro che nella carta moneta, soprattutto questi ultimi anni dove l’inflazione in Cina è alle stelle. Le persone scelgono spontaneamente l’oro come protezione dei loro averi. In ogni angolo delle Cina si possono trovare negozi e banche che vendono oro. La gente adora i gioielli in oro nel rispetto delle tradizioni. E ora, ci sono sempre più persone che acquistano lingotti d’oro (in Cina, si possono trovare facilmente piccoli lingotti da 10 o 20 grammi). Per il Nuovo Anno cinese (l’anno del drago, inaugurato il 23 gennaio scorso), i mini-lingotti da 20 grammi sono stati il regalo più diffuso per i bambini! >>.

Tuttavia, non si trovano facilmente delle monete in oro come la famosa Panda cinese. Per trovarle, infatti, bisogna andare in un negozio, un banco specifico, per esempio un distributore di ChinaCoin. Però, le medaglie d’oro si trovano facilmente dappertutto. Le ragioni possibili sono:

– Le Panda cinesi, essendo delle monete ufficiali, sono molto protette, con una somma limitata di acquisti.

A Suzhou ci sono intere vie dedicate al commercio dell'oro.

– C’è uno spread assai elevato sulle Panda e costano molto più care rispetto all’oro che contengono. La cosa interessante è che la Panda costa molto di più sul mercato cinese che in quello internazionale a causa dei numerosi investitori.

<< La maggior parte delle persone custodisce ugualmente l’oro nelle case. Questa è piuttosto una vecchia abitudine. Questi ultimi anni, le banche propongono anche la custodia per i propri clienti, ma per ora è un servizio riservato ai più abbienti. Ma penso anche che le abitudini dei cinesi stanno cambiando. Essi cercano di trovare delle soluzioni migliori per conservare il loro tesoro >>.

Alessia Pinna

Bilancio della domanda di oro nel mondo nel 2011

Saturday, March 10th, 2012

Ogni trimestre, il World Gold Council pubblica i rapporti sulla domanda mondiale di oro per settori e tipo di prodotti in oro. Ad inizio febbraio, WGC ha pubblicato il rapporto annuale 2011 che riflette la crisi economica attuale ed evidenzia gli aspetti geopolitici dell’oro.

Il World Gold Council – letteralmente, Consiglio Mondiale dell’Oro – è l’autorità mondiale delle principali aziende minerarie aurifere. Dal 1987, l’associazione raggruppa i principali produttori di oro. Il suo scopo è quello di stimolare la domanda di oro in tutte le sue forme con delle campagne di marketing sui principali mercati internazionali .

1. Una domanda storica

Il WGC è una vera e propria miniera (d’oro) anglofona sull’offerta e la domanda di oro, nonostante l’approccio commerciale risulti avvolte orientato. Le tendenze 2011 della domanda di oro definite dal WGC fanno emergere delle grandi incertezze economiche in tutto il mondo. Il mercato dell’oro non andava così bene da almeno trent’anni e non è un buon segno per l’economia mondiale.

L’instabilità monetaria ha rinforzato la domanda di oro nel 2011, soprattutto in Asia. L’anno scorso, quasi 4,067.1 tonnellate d’oro sono state vendute per un totale di 205 miliardi di dollari (quasi l’equivalente delle spese totali dell’e-commerce negli USA nel 2011), un record mai più raggiunto dal 1997.

L’anno è stato caratterizzato da un picco del prezzo dell’oro a 1920$ a settembre e un rialzo medio del 28% su tutto l’anno. Questa tendenza si riconfermerà e si accentuerà nel 2012.

Gli investitori sanno bene che con un dollaro debole, uno yuan che non riesce ancora ad affermarsi sul mercato, un Europa sull’orlo del baratro, elezioni presidenziali in diverse nazioni che cristallizzeranno ancora di più il malcontento piuttosto che le aspettative, la frattura sarà inevitabile.

Nessuna bacchetta magica per risolvere la crisi. A questo punto sorge spontanea una domanda: “Verso cosa ci rivolgerà per far fronte alla crisi di questo periodo?”. La risposta è logicamente: “verso l’oro!” Ovviamente, più che un valore rifugio, l’oro è il solo attivo tangibile dotato di un valore intrinseco.

Non c’è dunque da stupirsi se nel 2011, la domanda d’investimenti record nell’oro ha potenziato la domanda d’oro globale.

2. Le nazioni più ghiotte di oro

Senza esserne sorpresi, al primo posto c’è l’India, che per ragioni economiche e culturali è la più grande consumatrice di oro nel 2011 con 933 tonnellate acquistate. Solo il settore gioielleria rappresenta più della metà della domanda di oro in India, con oltre 500 tonnellate! La debolezza della rupia verso il dollaro ha incrementato ulteriormente questa forte domanda. L’India rappresenta il 25% della domanda di monete e lingotti d’oro.

Il Paese è tuttavia in lieve calo, mentre la domanda di oro in Cina è in costante aumento con 769 tonnellate d’oro acquistate nel 2011. Questa domanda in aumento del 20% riflette la potenza economica della Cina e un potere d’acquisto sempre più elevato. Come per i vicini indiani, la domanda di oro in Cina proviene dai settori dell’investimento e della gioielleria.

Il mercato asiatico non è il solo ad aver aumentato la domanda di oro. Anche la zona euro, nonostante si trovi in un periodo di difficoltà, cerca di salvare il proprio patrimonio e mettersi al sicuro dalla crisi, spinta da Germania e Svizzeria. La domanda in oro in Europa aumenta così per il 7° anno consecutivo.

Quanto alle banche centrali, esse continuano ad essere acquirenti di oro sugli slanci del 2010. Questa tendenza riflette un bisogno di diversificazione degli attivi, di ridurre la loro dipendenza dalle valute monetarie straniere, di riequilibrare le loro riserve per proteggere le ricchezze nazionali.

Le due grandi tendenze che si delineano a livello della domanda sono da una parte la potenza economica imperiosa della Cina e dall’altra il bisogno di proteggersi dall’incertezza dei mercati e dell’economia occidentale.

3. I più grandi produttori di oro

Anche per quanto riguarda l’offerta, la produzione delle miniere d’oro ha raggiunto un nuovo record, con 2,809.5 tonnellate, 4% in più rispetto al 2010.

E’ la Cina la prima in classificata, con 400 tonnellate d’oro estratte nel 2011. Al secondo posto l’Australia con 255 tonnellate prodotte (un po’ più della metà della produzione cinese). Se gli altri grandi filoni non sono aneddotici, essi sono lontani dai primi due Paesi che producono più oro: gli Stati-Uniti, l’Africa del Sud, la Russia, ma anche il Perù o ancora l’Indonesia e il Canada.

4. I settori più ghiotti di oro

  • La gioielleria

Malgrado l’elevato costo dell’oro, la bigiotteria ha mantenuto una forte domanda di oro. La domanda totale di oro nella bigiotteria è pari a 99 miliardi di dollari nel 2011. La cultura, i costumi e le tradizioni dei più grandi Paesi consumatori di oro, l’India e la Cina, sono il motivo per cui la domanda di oro nel settore della gioielleria rimane molto alta, malgrado i prezzi elevati del metallo prezioso, le difficili condizioni economiche, e la volatilità delle valute.

  • L’industria

L’industria elettronica ha utilizzato 330,4 tonnellate d’oro nel 2011, cioè una domanda in aumento del 1,1%, cosa piuttosto inaspettata visto il prezzo dell’oro. La domanda di oro dell’industria elettronica equivale a 16,7 miliardi di dollari.

Nonostante la sua origine sia antidiluviana, l’oro è il materiale del XXI secolo. Che sia nel dominio dell’elettronica, della sanità, della decorazione ecc, l’oro possiede delle proprietà uniche che i ricercatori riscoprono su scala nanometrica.

I sottosettori dell’industria che hanno spinto la domanda di oro verso l’alto sono l’industria automobilistica, l’industria elettronica in generale e gli attrezzi senza fili.

  • L’investimento

E’ il settore dell’investimento che vanta la più alta domanda di oro, cosa che riflette le attuali incertezze nel settore economico.

  • Monete e lingotti

La domanda di lingotti e monete d’oro continua a crescere nel 2011, e ha giocato un ruolo importante nell’aumento della domanda nell’investimento che è aumentata del 24% nel 2011. Possiamo vedere la domanda sempre più elevata dei privati che diversificano il loro patrimonio in oro.

5. Per concludere, chi detiene più oro?

Senza alcuna sorpresa, sono gli Stati-Uniti che detengono il più alto quantitativo di oro nelle riserve della FED. Il Paese, che conserva una politica inflazionistica mantenendo la propria valuta a basso tasso per facilitare l’esportazione, riempie tuttavia le sue casseforti di oro.

Ecco un elenco aggiornato al gennaio 2012 delle più importanti riserve d’oro nel mondo. Vi presentiamo i 7 Paesi e istituzioni che ne possiedono più di 1000 tonnellate.

Stati Uniti: 8 133,5 tonnellate

Germania: 3 396,3 tonnellate

FMI: 2 841,1 tonnellate

Italia: 2 451,8 tonnellate

Francia: 2 435, 4 tonnellate

Cina: 1 054,1 tonnellate

Svizzera: 1 040, 1 tonnellate

Potete notare che l’Italia si trova al 4° posto tra i maggiori detentori di oro al mondo.

Per la classifica dei 100 Paesi, consultate questo PDF.

Infine, è molto difficile fare una stima della quantità di oro posseduta dai privati come patrimonio personale. Questo lo sappiamo perché abbiamo iniziato ad effettuare delle ricerche sul tema, dalla parte delle banche c’è l’omertà, e i detentori di oro sono molto discreti e preferiscono non parlarne.

Alessia Pinna

L’oro: una frenesia planetaria.

Monday, February 27th, 2012

L’impennata del prezzo dell’oro, temperata anche da una recente correzione, provoca un nuovo slancio del metallo prezioso. Tante miniere sono state riaperte, nuovi acquisti speculativi, e nuovi clienti asiatici: l’oro non è mai stato così tanto ambito prima d’ora. Questa frenesia mondiale nasconde purtroppo il lavoro forzato dei minatori e i danni provocati all’ambiente.

Il nuovo cammino verso l’oro

Valore rifugio per eccellenza in tempi d’incertezza economica, il metallo prezioso conserva il suo potere d’attrazione. Assisteremo ad un ritorno al sistema aureo? Il metallo prezioso, una delle prime forme di scambio monetario, era il perno del commercio internazionale fino a quando il presidente americano, Richard Nixon, abolì il sistema aureo nel 1971 (abbandonando la convertibilità del dollaro in oro). Questo sistema presentava non pochi inconvenienti: bisognava scambiare carta con dei lingotti ogni qual volta gli investitori e i risparmiatori si preoccupavano dell’ampiezza del deficit o del debito pubblico, o ancora della propensione tipica degli Stati ad immettere denaro sul mercato per risanare il debito. Nella misura in cui l’appetito riflette i fallimenti economici e politici, non c’è da stupirsi se alcuni sognano un ritorno al sistema aureo. Secondo i commercianti di lingotti, è la corsa generale – dai fondi speculativi ai fondi sovrani, passando per i privati, i gioiellieri e le banche centrali – verso il metallo giallo, sotto forma fisica o di prodotto quotato sui mercati.

Una garanzia per gli investitori

Mentre gli Americani e gli Europei tentano di risolvere la crisi del debito emettendo moneta che non vale niente, gli investitori e le banche centrali – in particolare nei mercati emergenti come quello della Cina, della Russia e della Corea del Sud – trovano rifugio nei valori tangibili come l’oro fisico, affinché le loro riserve non siano composte unicamente dal dollaro e dall’euro. L’oro ha guadagnato quasi il 27% nel 2011, anche se dopo un picco di 1 921,15 dollari l’oncia, raggiunti il 6 settembre, il suo prezzo è ricaduto intorno ai 1 600 dollari a metà dicembre (ovvero 1 226 euro).

Nel 2010, la domanda mondiale di oro si è elevata a 4 330 tonnellate. I gioiellieri ne hanno acquistato il 50%, e gli investitori il 38%, contro solamente il 4% dieci anni prima, secondo il Consiglio Mondiale dell’oro. Quanto alle banche centrali, esse ne hanno acquistato solo 73 tonnellate, volume che ha superato le 500 tonnellate nel 2011, stando a quanto afferma Walter de Wet, analista presso Standard Bank. “Le banche centrali comprano sempre più oro da tenere nelle loro riserve, afferma W. de Wet. Anche se i Paesi della zona euro e gli Stati Uniti riuscissero a trovare una soluzione alla crisi del debito, essi si troveranno malgrado tutto di fronte ad una recessione. In periodo di recessione, gli Stati stampano moneta; ciò vuol dire che il prezzo dell’oro salirà.

Benché il metallo giallo non riporti né dividendi né interessi, contrariamente alle obbligazioni o alle azioni, esso garantisce dei guadagni in capitali e rassicura le banche centrali e gli investitori prudenti quando i mercati crollano. “Un’oncia d’oro è un’oncia d’oro”. Un barile di petrolio è un barile di petrolio. Ma cos’è un dollaro? Esso non è che uno strumento di misura privo di senso, poiché il presidente della Riserva federale americana, Ben Bernanke, può creare miliardi di dollari a suo piacimento”, spiega Jay Taylor, caporedattrice di Gold, Energy & Tech Stocks, in un’intervista pubblicata recentemente sul sito The Gold Report.

L’oro va nuovamente di moda in Asia

Allarmato per la crisi del debito pubblico, il Venezuela ha importato a settembre più di 160 tonnellate d’oro, la cui maggioranza era stoccata nella Banca d’Inghilterra. Più del 60% delle riserve di questo Paese sono costituite da oro. La Germania, vista come la potenziale salvezza per la zona euro, detiene la seconda quantità d’oro più grande al mondo (dopo gli Stati Uniti): il metallo prezioso rappresenta il 71% (circa 3 400 tonnellate) delle sue riserve. La Cina è al sesto posto nella classifica, con solo l’1,6% (1 100 tonnellate), contro il 7% per l’india e la Russia, e 14% per l’Africa del Sud.

Gli acquisti di oro delle banche centrali sono tuttavia modesti se comparati a quelli degli orafi. L’oro va nuovamente di moda in Asia e nel Medio-Oriente, dove il giro d’affari delle gioiellerie cresce a vista d’occhio. La domanda di questo settore si abbassò nel corso degli ultimi dieci anni, poiché il prezzo del metallo prezioso saliva più velocemente delle rendite. Dopo aver raggiunto un livello record di 3 290 tonnellate nel 1997, essa è scesa nuovamente a 1 850 tonnellate durante la recessione nel 2009. Ma il mercato ha riacquistato la sua forza dal 2010: circa 2 000 tonnellate sono state acquistate nel 2010, e più di 2 300 tonnellate nel 2011.

Alcuni investitori in cerca di rendimenti reali non sono tuttavia sedotti dalla brillantezza dell’oro. Secondo il miliardario uomo d’affari americano, Warren Buffett, “questo metallo non ha alcuna utilità. Lo si dissotterra dall’Africa del Sud per inviarlo alla Riserva federale [americana], dove viene nuovamente sotterrato.

Tradotto da: Alessia Pinna

Estratto da: Courrier International

Il premio delle monete d’oro spiegato ai principianti

Thursday, September 8th, 2011

Il prezzo delle monete d’oro non è un prezzo fisso, ma varia in base a diversi fattori. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è il premio delle monete d’oro?

Il premio delle monete d’oro è la differenza che intercorre tra il prezzo del metallo prezioso contenuto in una moneta e il suo valore di mercato (vedi anche Cos’è il premio delle monete d’oro?)

Questo spiega perché una moneta Vittorio Emanuele II potrebbe avere un valore in oro pari a 300 euro ed essere negoziata per 330 euro, in un dato momento X. La differenza di prezzo viene espressa in percentuale. Quindi, in questo caso, avremmo un 10% di spread. Questa differenza di prezzo è chiamata, appunto, premio delle monete d’oro.

Quali sono i fattori che determinano il Premio?

Vediamo insieme quali sono i fattori determinati nel premio delle monete d’oro:

La fabbricazione: più le monete sono piccole e difficili da riprodurre e più il premio aumenta e ,viceversa, più le monete sono grandi e facili da riprodurre e più il premio diminuisce.

La speculazione: il premio dipende dalle fluttuazioni del mercato, cioè dalla domanda e dall’offerta. In un periodo in cui si vendono molte più monete di quante se ne comprano, il premio sarà nullo o lievemente in negativo (in questo caso le monete vengono fuse se la loro qualità è mediocre). Al contrario, nel momento in cui la domanda è forte il premio sale vertiginosamente. Per questo motivo, il premio è un efficace indicatore dello stato dell’offerta e della domanda, del potenziale di quest’ultima e anche delle azioni da intraprendere. Un premio nullo, negativo o debolmente positivo deve motivare l’acquisto mentre un premio che si aggira intorno al 70% e l’80% deve spingere immediatamente alla vendita delle monete.

La conservazione: una moneta di qualità che non è usurata e non presenta tracce di manipolazione manterrà completamente il suo premio. Se la moneta è, invece, particolarmente rovinata ed in cattive condizioni (impronte digitali, rigature, usura a causa di sfregamento ecc..) porterà ad una detrazione dal 4% al 10% causando un premio negativo. In questi casi le monete vengono fuse e rivendute al prezzo del metallo prezioso.

La collezione: alcune monete sono più rare grazie alla loro coniatura in tante piccole parti o grazie a caratteristiche particolari legate a dei criteri di rarità numismatica.

La posizione geografica: le monete d’oro non vengono ricercate in ugual modo in tutte le nazioni. Infatti, in Francia o in Russia, la moneta Vittorio Emanuele II non sarà conosciuta come in Italia, così come la moneta Napoleone non è richiesta in Italia così come lo è in Francia, a differenza di una Krugerrand o di una Sovrana che hanno una ramificazione internazionale.

Per la valutazione dello stato di conservazione, si utilizza una scala di valore su cinque livelli. Questo è uno dei punti principali per la quantificazione del valore delle monete d’oro (vai all’articolo lo stato di conservazione delle monete d’oro):

B = Bello: la moneta è liscia e poco leggibile;

MB = Molto Bello: la moneta è molto usurata e se i rilievi originariamente erano poco rilevati alcune parti dell’esemplare possono non essere leggibili;

BB = Bellissima: la moneta in questo caso ha circolato e ha evidenti tracce d’usura che ne hanno già intaccato il bordo, il rilievo ed il disegno. Può avere colpi su bordo, ma non deturpanti;

SPL = Splendida: si tratta di una moneta che ha circolato pochissimo e presenta leggere tracce di circolazione. Tutti i rilievi sono ancora nitidi ma può avere piccoli colpetti sul bordo dovuti al contatto con altre monete;

FDC = Fior di Conio: è da considerarsi il più alto grado di valutazione. La moneta in questo caso non presenta alcun segno di circolazione e conserva la sua brillantezza originale, anche se può capitare di ritrovare su di essa un esiguo numero di piccoli segni dovuti al contatto con le altre monete durante le fasi della produzione.

Per la valutazione del grado di rarità, si utilizza una scala di valore su sette livelli:

C: comune;

NC: non comune;

R: raro;

R2 (RR): molto raro;

R3 (RRR): rarissimo;

R4 (RRRR): estremamente raro;

R5 (RRRRR): conosciuto solo in alcuni esemplari.

Altre nozioni utili:

Il premio di fondo: si tratta della differenza media che si osserva in tempi normali, al di fuori dei periodi di crisi, ad esempio.

Differenziale del premio: si tratta della differenza tra il premio di fondo e il premio più alto che si è osservato sulla moneta. Questa cifra indica qual è il potenziale effetto leva nel contesto di vendita delle monete d’oro.

Acquistare delle monete d’oro, in questo momento, è la cosa più sicura per mettervi al riparo dall’inflazione. Investire nell’oro è un formidabile potenziale in crescita. In qualsiasi parte del mondo voi vi troviate, in Cina, nei Paesi del Medio Oriente, in America, in Russia, in Europa, ecc, troverete sempre chi è disposto a vendervi o a compare il vostro oro. Questo perché è un sicuro rifugio economico, tangibile, unico e raro. Inoltre, comprare monete d’oro è sempre stato, e rimane tutt’ora, il metodo più tradizionale per acquistare il metallo giallo. Con l’aggravarsi della crisi sempre più risparmiatori scelgono di avere l’oro fisico nelle proprie mani, in modo da avere il pieno controllo diretto sui propri risparmi.

Se consideriamo che i massimi a ridosso dei 900 $/oz del 1980 corrispondono oggi ad almeno 2000 $/oz, gli spazi di crescita di questo metallo prezioso sono così ampi ed evidenti da rendere appetibile, anche per i più scettici, l’opzione di buttarsi a capofitto nell’acquisto di oro fisico. L’acquisto di monete è alla portata anche di chi possiede capitali molto piccoli, può essere frazionato nel tempo in lotti di entità anche molto modesta e garantisce un costo/oncia interessante grazie alla produzione di migliaia e migliaia di pezzi.

Come avrete ben capito dal contenuto di quest’articolo, la cosa migliore da fare è prendere l’occasione al volo! L’oro continua a salire di settimana in settimana… Carpe Diem!

Alessia Pinna

E’ il momento giusto per acquistare oro?

Tuesday, June 14th, 2011

Le previsioni circa l’andamento dell’oro nel 2011 parlano chiaro: questo è il momento giusto per investire sull’oro !

Vediamo insieme i motivi.

La tendenza dominante per il medio e lungo termine garantisce che il prezzo dell’oro sarà in crescita nel corso del 2011. Nel 2010, l’oro ha segnato un anno memorabile, crescendo del 25% in più. E questa tendenza è riscontrabile anche nel 2011. Osservando l’andamento del dollaro americano, del dollaro canadese, della sterlina inglese, dell’euro e dello yuan nell’ultimo decennio, possiamo affermare che le 5 maggiori valute hanno perso fra il 70% e l’80% del loro valore reale. L’oro, a differenza delle altre valute, continua a stare in un mercato rialzista. Quando le altre valute perdono il loro valore, l’oro sale decisamente. Capiamo bene, allora, perché è il momento di acquistare dell’oro.

Ma spieghiamo meglio come stanno le cose, illustrando alcuni fattori chiave di questa previsione:

– Il primo di questi è la crisi dei mercati finanziari. Gli investitori scelgono di rifugiarsi nell’oro per via della sempre più crescente instabilità e incertezza dei mercati finanziari. Sappiamo bene che l’oro è il valore rifugio per eccellenza. Quando il prodotto generato dai conti bancari è inferiore rispetto all’inflazione reale, il fatto che l’oro non produce alcun reddito non rappresenta nient’affatto un problema. Perciò investire nell’oro rimarrà un’ottima alternativa al cash, soprattutto in vista della scarsa possibilità che a breve si verifichi un incremento dei tassi d’interesse.

– Secondo le previsioni, la crisi del debito sovrano, che con tutta probabilità caratterizzerà gran parte dell’anno, sarà un fattore che ammortizzerà maggiormente l’aumento del prezzo dell’oro.

– Un altro dei motivi principali dell’aumento dei prezzi dell’oro è la crescita della domanda d’oro da parte della Cina. Illustriamo in breve il perché di questo incremento della domanda cinese. Per capire meglio il rapporto che intercorre tra popolazioni asiatiche e oro bisogna risalire al loro modo di concepire la funzione dell’oro come moneta ed il ruolo ch’essi gli attribuiscono. Il governo cinese ha un grandissimo rispetto per l’oro, tanto che sollecita i cittadini a investire il 5% dei loro risparmi sulle monete d’oro, tenendo conto del fatto che i cinesi risparmiano in media il 40% dei loro guadagni. Al contrario della maggior parte delle famiglie occidentali della classe media che devono ritenersi fortunate se alla fine dell’anno non si ritrovano costrette a fare nuovi debiti. I cinesi ritengono che l’oro sia un ottimo risparmio per la salvaguardia del patrimonio anche in tempi burrascosi e poco proliferi.

L’ex direttore generale della Newmont Mining, Pierre Lassonde, è dell’idea che l’acquisto del pubblico cinese dell’oro sarà alla fine il motivo che lancerà il prezzo dell’oro nella stratosfera.

Questo piccolo passaggio sul modo di concepire il valore dell’oro da parte della Cina dovrebbe farci riflettere. I governi occidentali hanno paura dell’oro perché l’acquisto di oro diminuirebbe la loro possibilità di produrre valuta.

Se non siete ancora convinti, rispondete a questa domanda:

Come, i governi occidentali, fanno girare la loro economia?

I governi dell’occidente si prestano le monete a vicenda, stimolando in questo modo l’economia. Le banche centrali fanno lo stesso, solo che invece di stimolare l’economia fra Stati, stimolano noi risparmiatori. In parole povere, c’inducono a pensare che attraverso il consumo l’economia “gira”.

– Altro fattore chiave è il raggiungimento del punto di massima proliferazione del petrolio, cioè il momento in cui la produzione di petrolio raggiunge il picco e da quel momento in poi inizia a diminuire. Questo punto è già stato toccato in vari paesi come gli USA, l’Alaska e il Mare del Nord. Recenti studi da tutto il mondo hanno messo in luce il fatto che da qui a breve il punto di massima produzione petrolifera e il blocco delle perforazioni petrolifere nel Golfo del Messico non farà che accelerare questo processo. Tutto ciò causerà una riduzione del prodotto interno lordo, una diminuzione delle entrate fiscali e il deficit commerciale aumenterà. Perciò ci sarà maggior disoccupazione, cosa che incrementerà ulteriormente il fabbisogno di denaro. Ciò porterà all’incremento dell’inflazione poiché le varie monete perderanno il loro potere d’acquisto e l’indebitamento crescerà. Questa situazione farà, ovviamente, salire i prezzi dell’oro anche nel futuro.

L’oro salirà a 1  800$ l’oncia entro il 2011.

Secondo le previsioni sull’andamento del prezzo dell’oro elaborate dal fondatore e presidente di GoldMoney.com, James Turk, l’oro salirà a 1 800 $ l’oncia da qui alla fine di giugno.

Francisco Blanch, responsabile delle analisi sulle commodities per Bank of America Merjll Lynch, in una recente intervista sul Sole 24 Ore, ha illustrato le tre fasi che il metallo in questione ha attraversato:

– la prima fase vede l’oro come rifugio per antonomasia, collegata al crack della Lehman Brothers di due anni fa;

– la seconda fase, chiamata fase rialzista, è nata a causa della crisi del debito sovrano e alla svalutazione monetaria;

– la terza ed ultima fase, è quella in cui il trend favorevole dell’oro è da ricollegare principalmente alla creazione di moneta da parte degli Stati.

 

Abbiamo quindi capito che l’oro è il patrimonio del nuovo millennio e che investire nell’oro è la cosa più sicura per i risparmiatori !

 

 

Alessia Pinna

 

2011: perché l’oro resterà in un mercato rialzista?

Monday, June 6th, 2011

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dal Word Gold Council sulle tendenze dell’oro, la domanda d’oro nel solo primo trimestre del 2011 è aumentata significativamente: 11% nel 2011, logico! Ma al di là del caso delle cifre, questa tendenza non è sorprendente: molte ragioni fanno spiccare il volo al metallo giallo. E la tendenza vuole ugualmente che gli investitori si attacchino sempre di più all’oro fisico piuttosto che agli ETFs: la domanda di monete d’oro e di lingotti rappresenta il 52% della domanda totale! Ritorno su un primo trimestre 2011 ricco e intenso!

 

Cina: il consumo rappresenta un quarto della domanda mondiale nel primo trimestre.

Secondo il Word Gold Council, la domanda cinese di oro è aumentata del 32% nel 2010. Per la prima volta nella storia, la Cina supera i suoi vicini indiani e diventa la più grande consumatrice d’oro al mondo. Il suo consumo in monete e lingotti è passato a 90,9 milioni di tonnellate, contro 85,6 dell’India. Le ragioni di questo crescente appetito?

–          Le tradizioni hanno la pelle dura! In Cina l’oro è da molto tempo il simbolo della fortuna e il giallo resta il colore simbolo degli imperatori. Quando si festeggiava una nascita, un compleanno o il nuovo anno, era tradizione regalare oro, e ancora oggi questa tradizione rimane viva.

–          I cambiamenti sociali ed economici dovuti alle riforme del governo hanno accelerato i loro ritmi, e secondo il Word Gold Council gli anni seguenti vedranno l’emergenza continua di una classe media cinese sempre più prospera.

Albert Cheng, responsabile del World Gold Council dell’Asia orientale, ha dichiarato: << nel marzo 2010, avevamo previsto che la domanda cinese d’oro avrebbe raddoppiato da qui fino al 2020, ma in realtà questo obbiettivo potrebbe essere raggiunto molto prima grazie alla crescente prosperità del Paese e all’aumento dell’inflazione >>.

 

L’oro fisico prima di tutto !

In questo rapporto del Word Gold Council, il significativo aumento dell’acquisto d’oro è spinto, in gran parte, dalla domanda d’oro fisico : lingotti e monete d’oro. In totale, la domanda d’oro da investimento progredisce del 26%.

 

Le banche centrali vanno pazze per l’oro.

Nel solo primo trimestre 2011, le banche centrali hanno comprato tanto oro quanto nove mesi dell’anno scorso! Il Word Gold Council aggiunge che i mercati emergenti, in particolare, dovrebbero mantenere un ritmo sostenuto d’acquisto d’oro. Le banche cercano di diversificare le loro riserve con un attivo fisico che non è addossato a nessun emettitore o controparte.

 

Alessia Pinna