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Cosa ne ha fatto la Banca d’Inghilterra delle 1300 tonnellate d’oro?

Monday, August 26th, 2013

Oro Banca d'Inghilterra

Secondo Goldmoney, la Banca d’Inghilterra è diventata recentemente una fornitrice importante d’oro, poiché ha affittato 1300 tonnellate di metallo giallo in soli 4 mesi. Che fine hanno fatto i 100.000 lingotti?

Mentre la Banca d’Inghilterra ci propone di fare un tour virtuale delle casseforti dov’è conservato l’oro del Regno sul proprio sito, www.bankofengland.co.uk/virtualtourapp, nel mese di giugno venne annunciato che la banca deteneva 400.000 lingotti d’oro. Tuttavia, nel bilancio di fine esercizio di Febbraio della banca venne registrata una cifra completamente differente: 505.000 lingotti in riserva.

In altre parole, 100.000 lingotti sembrano essersi dissolti nel nulla tra il 28 febbraio (data del bilancio) e il mese di giugno. Cos’è successo a quest’oro?

Possiamo supporre che la Banca d’Inghilterra ha inondato il mercato dell’oro praticando dei prezzi insostenibili.

La Banca d’Inghilterra cerca di mantenere i prezzi bassi in un momento in cui la domanda di oro fisico è elevata – conseguenza della crisi finanziaria di Cipro e della frenesia per il metallo giallo in Cina e in India.

Un afflusso di 1300 tonnellate è sufficiente per far abbassare i prezzi.

Fonte: Mineweb.

India: pagare gli acquisti in oro con la carta di credito sta diventando impossibile e verrà presto vietato.

Tuesday, August 6th, 2013

Con lo scopo di ridurre il consumo, la banca centrale d’India, la RBI, ha chiesto a tutte le banche di bloccare i pagamenti mensili relativi alle transazioni d’acquisto di gioielli e monete d’oro.

Acquistare oro in India diventa sempre più difficile per i consumatori abituati ad utilizzare il denaro di plastica per comprare parure di gioielli e qualsiasi altro ornamento in oro. La RBI ha dunque chiesto alle banche di non ‘convertire’ più gli acquisti d’oro effettuati con carte di credito in versamenti mensili scaglionati.

Perseguendo la sua lotta contro il consumo, la RBI (Reserve Bank of India) fa di tutto per scoraggiare gli acquirenti d’oro in India. Il divieto di scaglionare mensilmente i pagamenti degli acquisti di oro effettuati con carta di credito nelle gioiellerie ha già provocato una netta diminuzione nelle vendite.

Pagare con la carta di credito in India sta diventando quasi impossibile

La banca centrale ha semplicemente richiesto alle banche di non accettare più i pagamenti effettuati con carta di credito per qualsiasi acquisto in oro. Gli effetti negativi non si sono fatti attendere: in meno di 48 ore i clienti intenzionati ad acquistare oro non hanno potuto procedere alle operazioni con carta di credito. Le vendite sono crollate del 25%.

I casi tipici sono quelli legati a transazioni di valore superiore ai 1652$: i consumatori indiani hanno l’abitudine di scaglionare il pagamento dei loro acquisti in oro in tre o sei mesi per cifre elevate.

Tuttavia, le direttive della RBI hanno seminato il panico tra i rivenditori d’oro in India, che hanno scommesso tanto sul fatto che i consumatori potevano pagare con la soluzione a scaglioni mensili per gli acquisti di alto valore. Queste misure della banca centrale hanno avuto un grande impatto sulla maggioranza della popolazione che contava sulla possibilità di poter pagare gli acquisti d’oro in più volte.

La RBI ha emesso questa direttiva come misura politica non soltanto per diminuire le importazioni, ma anche per limitare il consumo, che ha raggiunto il il suo apogeo.

Di conseguenza, le vendite onerose sono drasticamente diminuite. Le vendite di gioielli sono diminuite del 10%. Inoltre, la RBI ha dato l’ordine di non accettare carte di credito per gli acquisti di monete d’oro.

Secondo K.N. Marzook, Presidente della Camera di Commercio e Industria di Kerala, questa decisione è del tutto ingiustificata poiché limita la libertà dell’individuo. Nonostante il governo metta in primo piano il controllo delle transazioni, questa direttiva avrà come conseguenza la circolazione di denaro sporco nel sistema. Con una carta di credito c’è una maggiore tracciabilità.

M. Marzook afferma che a Kerala, nel sud dell’India, vengono venduti 22 chili d’oro ogni giorno, in tempi normali, sia sotto forma di gioielli che di monete d’oro. Adesso, dopo quest’assurda decisione, le vendite quotidiane ne risentiranno fortemente poiché il 20% di queste si effettuano con carta di credito.

Le banche non concedono più crediti per coprire gli acqusiti d’oro. Una carta di credito permette al consumatore di beneficiare di un prestito di 45-50 giorni. Con questa misura, la RBI vorrebbe assicurarsi che l’oro non venga più importato nel Paese e che la gente finisca per resistere alla febbre dell’oro.

La penuria d’oro fisico diventa un fenomeno mondiale

Tuesday, July 23rd, 2013

Il metallo fisico è ormai diventato una priorità nello spirito degli investitori. Essi hanno perso completamente la fiducia nell’oro cartaceo e altissimi premi vengono applicati sulle vendite dei lingotti d’oro. La domanda di oro è adesso molto forte in Asia e in India.

Tutti coloro che hanno partecipato ai recenti ribassi del prezzo dell’oro hanno innescato una bomba di una tale potenza che qualsiasi sforzo per lottare contro la manipolazione del mercato rimarrebbe vana.

La pubblicazione dei risultati trimestrali, che riflettono perfettamente la situazione mondiale odierna, mostra che la domanda di metallo fisico eccede di gran lunga l’offerta. In particolare in Asia, dove la domanda è ponderata. I dati mostrano infatti che l’Asia spedisce alla Borsa di Shangai un totale di 1000 tonnellate all’anno. Questo dato supererebbe la stima di produzione di qualsiasi nuova miniera nella stesso arco di tempo.

Ovviamente, anche le vendite degli ETF hanno contribuito enormemente allo sviluppo di questo problema. A causa della forte domanda d’oro fisico in India, vengono applicati degli alti premi sui lingotti a dei tassi senza precedenti nel Medio-Oriente.

In termini di pura domanda d’oro fisico, come afferma Ross Norman su www.sharpspixley.com, vi sono diverse notizie che fanno il punto sulla ‘penuria d’oro fisico a Dubai, delle vendite di monete e lingotti d’oro senza sosta nei piccoli negozi al dettaglio in India e in Cina, nonché di lunghe code davanti ai più grossi rivenditori come Degussa in Germania. La conseguenza è stata un ritiro massiccio di metallo fisico che ha sorpreso tutte le raffinerie di oro e la maggior parte dei fornitori.

A tutto questo, bisogna aggiungere che il popolare Krugerrand del Sudafrica e la Maple Leaf canadese hanno delle difficoltà a soddisfare la domanda attuale. Niente di più scontato quindi assistere ad un aumento dei premi sull’oro fisico!

E difficile stimare una data per il rialzo dell’oro. In questo periodo, molti fattori giocano a sfavore del rialzo del prezzo dell’oro. Certo è che ci sono state delle grosse manipolazioni sul mercato. Il contesto politico-economico ci appare ancora più complicato se pensiamo al piano di salvataggio che l’FMI, UE e BCE hanno messo in atto nel caso di Cipro. Ciò ha causato molta incertezza fra gli investitori degli stati membri europei, le quali economie sono già state messe a dura prova dalla crisi finanziaria. In effetti, delle grandi banche potrebbero essere obbligate a non partecipare ai piani di salvataggio economici.

Secondo Jeff Nichols, le zecche troveranno non poche difficoltà a soddisfare la domanda. Nichols pensa che, in questo momento, l’acquisto di oro fisico s’orienta piuttosto verso i lingotti e che questi non ritorneranno presto nel mercato. Stando sempre a quanto afferma Jeff Nichols (www.nicholsongold.com), la domanda costante crea una penuria d’oro fisico. E ciò ch’egli chiama il ‘free float’, conseguenza di quello che potrebbero essere i futuri aumenti del prezzo, nettamente superiori a quelli previsti, una volta che il mercato ripartirà al rialzo. In parole più semplici, l’attuale disponibilità di oro sarà insufficiente per soddisfare la domanda eccetto a dei prezzi nettamente superiori’.

Frode confermata : più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Tuesday, July 16th, 2013

Frode confermata: più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Gli acquirenti di lingotti a Londra devono ora aspettare più di 100 giorni per poter prendere possesso dei lingotti (che hanno già pagato). I lingotti che i traders o clienti pensano di acquistare sono, nei fatti, minerale non ancora estratto dal suolo. Al London Metal Exchange (LME), si annuncia una scadenza non priva di conseguenze dovuta alle code nei depositi. Questo è veramente ridicolo : non c’è bisogno di così tanto tempo per caricare dei furgoni blindati. La verità è che ci vogliono più di tre mesi per raffinare l’oro a partire dal momento in cui l’acquisto ha avuto luogo, e per essere poi trasportato fino ai depositi.

In altre parole, le persone pensano d’acquistare un lingotto finito, mentre invece è solo un minerale che non è stato ancora estratto dal suolo. Si tratta di prevendita di metallo prezioso. Gli acquirenti che desiderano prendere possesso dei loro lingotti prima della data indicata nel contratto, sono costretti a ‘rinegoziare’ un nuovo contratto, posticipando, illegalmente, la scadenza dei tre mesi supplementari senza nemmeno essere rimborsati dei danni. Verità nascosta, i soldi girano durante questo periodo e giova solo ai ‘banksters’.

Viene proposta un’altra alternativa: un pagamento in contanti… Il London Metal Exchange non è in grado di fornire il metallo dovuto, e allora propone agli acquirenti un riscatto con un ‘premio’ per mascherare la mancata consegna. Questo premio è un po’ come una bustarella. In tempi di stabilità, queste bustarelle pagate ai traders possono arrivare anche al 25%, come è successo nel 2009. Ovviamente, queste bustarelle sono vincolate dall’obbligo di fedeltà, che impedisce formalmente agli acquirenti di comunicare i numeri di serie dei lingotti implicati.

Con un ritardo simile, possiamo trarre solo una conclusione: i depositi del’LME sono vuoti!

Ciò significa che i pagamenti in contanti non possono più essere considerati come dei semplici tentativi volti a « preservare gli stock ». Qui si parla di frode: vendere dei futures per l’acquisto di lingotti con scadenze ben precise sapendo tuttavia che quei lingotti non esistono. Il pagamento in contanti diventa il mezzo di compensazione più comune. Tuttavia, in questo contesto, resta pur sempre una frode.

Gli acquirenti credono di acquistare dei lingotti mentre quello che i banksters del’LME offrono sono dei veri e propri interessi su un pezzo di carta. Ovviamente, un interesse particolarmente generoso ma abbastanza disonesto nel contesto. Il London Metal Exchange adotta una politica che alla base è una frode.

Dopo la manipolazione dei prezzi, eccoci ora di fronte a dei pagamenti fraudolenti in contanti… Questo è ciò che sta succedendo al’LME di Londra. E possibile che ciò avvenga anche a New York.

Tanta pubblicità su questi futures e l’oro cartaceo: perfetto riflesso di un mercato truccato e non fedele alla realtà.

Le persone cercano la fiducia, l’assicurazione nel metallo fisico.

Ora, ci rendiamo conto che l’LME non è in grado di onorare fisicamente i contratti venduti in tutta legalità. In passato, la US Mint sospese temporaneamente la produzione (e le vendite) delle sue monete d’oro, nonostante avesse abbastanza stock per soddisfare la domanda.

Un mercato in cui le scorte sono finite e dove la realtà è mascherata: un mercato ribassista abbastanza spregevole. Questo non è altro che una menzogna perversa avente un unico scopo: cercare di legittimare la caduta fraudolenta dei mercati dei metalli preziosi.

Perché i prezzi calano così velocemente?

Un mercato aperto alla manipolazione dei banksters dove il calo dei prezzi fa rima con frenesia della domanda. Si hanno in questo modo degli errori di inventario per quanto riguarda gli stock in tutto il mondo. E’ impossibile per un ente regolatore non vedere (e capire) uno squilibrio così esagerato su questi mercati.

Le banche centrali potrebbero utilizzare le riserve d’oro come garanzia per pagare i loro debiti ?

Monday, June 24th, 2013

La banca centrale russa accetta già l’oro da investimento dalle banche russe come garanzia per concedere loro dei prestiti. I Paesi dell’eurozona in difficoltà potrebbero d’ora in poi utilizzare le loro riserve d’oro come garanzia per estinguere i loro debiti pubblici.

Nell’ottobre scorso, uno studio realizzato dal Professore Ansgar Belke, dell’Università di Duisburg-Essen e DIW Berlin, intitolato: A more effective Eurozone monetary policy-gold-backed sovereign debt (una politica monetaria più sana nella zona euro – un debito pubblico legato all’oro), mette in evidenza i vantaggi che risulterebbero dall’attuazione di una simile idea.

Le riserve d’oro di nazioni come il Portogallo, la Grecia, l’Italia, l’Irlanda o la Spagna potrebbero essere utilizzate come garanzia per pagare il debito pubblico. La conseguenza immediata di questa scelta sarebbe il crollo dei costi finanziari per gli Stati, questo si tradurrebbe immediatamente con un ribasso del premio per il rischio.

Le riserve d’oro degli Stati membri sono custodite dalle Banche Centrali nazionali di ognuno di questi Paesi. In questo modo, nel contesto dell’Unione Monetaria, è necessario ottenere l’approvazione del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) per rimpatriare le riserve d’oro che si trovano al di fuori delle frontiere di ogni nazione e il trasferimento di tali riserve verso un ente indipendente creato ad hoc dallo Stato.

I vantaggi di “unire” il debito pubblico all’oro sono evidenti : il premio per il rischio è ridotto poiché il debito è sotto controllo, assenza di trasferimento di rischio dei Paesi ad alto potenziale di rischi rispetto a quelli che hanno invece minori rischi d’insolvenza.

La relazione fa appello alla debolezza dei diversi piani di salvataggio e dei programmi d’acquisto del debito pubblico. Per quanto riguarda i piani di salvataggio, il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche Fondo salva-stati) ha dei seri problemi di finanziamento. Invece, per quanto riguarda l’acquisto del debito pubblico, le operazioni OMT (Outright Monetary Operation) sono accettate come garanzia in controparte di prestiti per finanziare il debito pubblico. Questi ultimi sono solo una ventata d’aria fresca temporanea per gli Stati.

E’ ovvio che non tutte le nazioni hanno la stessa capacità di utilizzare le loro riserve d’oro. Ad esempio, le Grecia, l’Irlanda e la Spagna non possiedono oro a sufficienza per coprire l’intero debito. Tuttavia, il Portogallo e l’Italia dispongono d’importanti riserve d’oro. Queste ultime rappresentano tra il 24% e il 30% dell’insieme delle loro necessità di finanziamento su due anni. E’ poco ma almeno è già qualcosa. Per la precisione, la zona euro dispone di 10.792 tonnellate d’oro per un totale di 590 miliardi di dollari americani.

Fonte : OroyFinanzas.com

La Russia : grande acquirente e produttrice d’oro

Thursday, June 6th, 2013

La Russia è diventata la maggiore acquirente d’oro al mondo.

La Russia ha aggiunto 570 tonnellate d’oro alle sue riserve durante gli ultimi dieci anni.

Da quando il prezzo dell’oro è iniziato a salire, dagli anni 2000, acquistare oro rappresenta la migliore astuzia anti-crisi.

Secondo Evgeny Fedorov, legislatore che lavora nel partito del Presidente russo, Putin, è necessario che una nazione possieda oro e rafforzi le proprie riserve. Il Paese, in questo modo, avrà maggiore sovranità in caso di caduta del dollaro, dell’euro, della sterlina o di qualsiasi altra moneta di riserva.

La Russia non è l’unica nazione che acquista oro costantemente. La Cina ultimamente tallona la Russia e il Brasile è una brava “allieva” in materia, ha addirittura raggiunto dei record negli ultimi dodici anni.

Anche le banche centrali hanno diversificato sempre di più le loro riserve durante gli ultimi anni.

Il Presidente Putin mette l’accento sull’oro.

Oltre ad essere una grande acquirente, la Russia è anche una grande produttrice d’oro.

Trovandosi al 4° posto nella classifica mondiale dei maggiori produttori d’oro, la Russia supera l’Africa del Sud.

Il governo russo continua a pensare che gli Stati Uniti abbiano abusato della loro posizione dominante nel commercio internazionale e l’accusano di aver considerato solo il dollaro come valuta di riserva internazionale. Quest’ultima è tuttavia toccata da molteplici riforme di ammorbidimento quantitativo. Bisogna arrendersi all’evidenza.. il dollaro ha perso molto valore, come altre valute d’altronde.

Da qui ai prossimi dieci anni, la Cina supererà gli Stati Uniti come più grande economia mondiale. Secondo The Economist, ciò potrà prodursi addirittura entro i prossimi cinque anni, poiché si prevede che il tasso di crescita in Cina sarà pari al 7,75% contro il 2,5% negli Stati Uniti, visto che lo yuan predomina sul dollaro e l’inflazione è superiore a quella della Cina. In un tale contesto, lo yuan non ha nessuna difficoltà ad imporsi come moneta di riserva.

La Russia ha incrementato le sue esportazioni, in particolare quelle di gas e petrolio. Il Presidente Putin è cosciente dell’importanza dell’oro sia come carta vincente monetaria essenziale sia come strumento di gestione economica delle risorse. Grazie alla disponibilità di altre risorse già sfruttate o meno, il Paese vanta prospettive di crescita all’orizzonte.
Sembra che ci siano delle differenze nella politica perseguita in materia d’oro in Paesi come gli Stati Uniti e l’’Europa da una parte e quella portata avanti da Paesi come la Russia, la Cina e dalle economie dell’Est o del Medio Oriente dall’altra.

Nel primo caso, si tratta di minimizzare l’importanza dell’oro anche se è indispensabile per le grandi potenze economiche occidentali come gli Stati Uniti e la Germania mantenere delle riserve d’oro massicce. Questi Paesi vedono il vantaggio di possedere dei metalli preziosi per preservare il loro statuto economico a livello mondiale mentre altri Paesi che hanno venduto l’oro hanno cambiato la loro posizione e tentano di salvaguardare quel poco che gli resta.

Il prezzo dell’oro : cosa succederà ora ?

Friday, May 10th, 2013

Dopo il forte calo del prezzo dell’oro, le domande circa il futuro sono tante.

 

2 scenari possibili :

L’attacco di venerdi 19 aprile non è stato un attacco normale. E’ successo dopo la chiusura del fixing di Londra, evitando l’impatto fisico. In generale, le «Bullion Banks» agiscono sapendo di essere coperte dalla FED ma venerdi 19/04, bisogna credere che la FED abbia deciso di agire sola per destabilizzare il mercato.

Scenario 1: Accordo mondiale per sostenere il dollaro.

Esiste un accordo mondiale, che include anche Cina e Russia, volto a salvaguardare il valore del dollaro. I dati macro-economici degli Stati Uniti che peggiorano di giorno in giorno, sono la prova che il dollaro non viene più utilizzato quotidianamente. La FED continua a stampare moneta, il deficit diventa incontrollabile. Le persone stanno iniziando a capire che tante cose non funzionano più e che bisogna cercare altre alternative al dollaro.

Questo è quello che le banche e gli “alchimisti monetari” non possono permettersi. Bisogna abbattere tutte le altre opzioni a favore dei valori concorrenziali : i Bitcoin, i soldi e l’oro.

Scenario 2 : Le «Bullion Banks» hanno manipolato il prezzo dell’oro.

I problemi provenienti dalle Bullion Banks (banche d’investimento, creatrici dei mercati dell’oro e dell’argento) e i suoi agenti. Queste cercano un beneficio particolare a discapito degli investitori (i weak hands) come é già avvenuto anni addietro. Essi vogliono seminare il panico e trasferire i fondi altrove (parliamo, in sostanza, degli Hedge Funds, Managed Money). Una volta che saranno ben piazzati, potranno ricavare profitto dalla fase rialzista fino al prossimo “wash and rinse”.

Questo si è già verificato a più riprese nel passato e le BRICS ne trassero profitto acquistando a prezzi artificialmente bassi, grazie a diverse manipolazioni. Ciò spiega la rarità del metallo: (i cinesi s’impossessano di tutto e quest’oro non ritorna sul mercato. Infatti, essi fondono i lingotti standard della LBMA in quelli da un chilo), l’opacità delle riserve bancarie centrali, il fatto che la Germania sia ansiosa all’idea che il loro oro conservato negli Stati Uniti possa essere venduto e ne chieda dunque il suo rimpatrio…

Questo scenario, se fosse vero, vorrebbe dire che abbiamo toccato il fondo. A partire da ora, è prevista una fase rialzista, basata sulla correzione : il potenziale è considerevole.

In verità, lo scenario 1 è meno probabile poichè le opzioni sono ridotte. Le BRICS hanno dei progetti non del tutto legati al dollaro americano.

Questo ci ricorda l’importanza di detenere oro fisico.

Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi

Thursday, April 25th, 2013

Ho letto con molto interesse il nuovo libro di Simone Wapler, Direttrice delle Pubblicazioni Agora, specialista in analisi e consulenza finanziaria. Il libro, intitolato “Comment l’Etat va faire main basse sur votre argent” (trad. Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi), è un’opera molto pragmatica e interessante.

Al contrario di molte pubblicazioni che criticano l’ingerenza dello Stato, la rapacità delle banche, la finanza deregolamentata, Simone Wapler non si ferma solo alla denuncia di un sistema malato ma offre dei consigli pratici molto semplici, abbordabili, per chiunque voglia mettersi al riparo dalla crisi.

Nella prima parte, l’autrice spiega come lo Stato, a forza di spese pubbliche, ha scavato la sua fossa del deficit. Ormai, lo Stato ha un unico imperativo: avere rapidamente accesso ai soldi liquidi.

I vostri risparmi sono in pericolo

Ovvio che non si parla di debancarizzazione totale. In ogni caso, spiega Simone Wapler, questo sarebbe quasi impossibile per chi prende un salario mensile o una pensione.

L’autrice propone innanzitutto di « imparare a vivere di nuovo con i soldi in carta » : lasciando meno denaro possibile sul proprio conto, pagando quanto più si può in contanti, frazionando i propri depositi, diversificando le reti bancarie…

I mezzi di pagamento al di fuori del circuito bancario : PayPal e la VeraCarta

Ci si può stupire del fatto che la Wapler non menzioni il Bitcoin (battuta ironica!) ma preferisce piuttosto i mezzi di pagamento come PayPal che permette di stoccare la quantità di liquidi che si desidera senza dover passare per una banca.

Ma il limite di Paypal è che, pur essendo un buon mezzo di debancarizzazione, i soldi depositati sul conto sono in divisa corrente (euro, dollari…) e non mette quindi al riparo da un fallimento monetario.

Questo non è, invece, il caso della VeraCarta (presto attiva anche in Italia), il mezzo di pagamento creato dalla società AuCOFFRE.com, che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Con la VeraCarta, è possibile stoccare oro ed effettuare i pagamenti con il metallo giallo. Vantaggio : siete i soli proprietari dell’oro che alimenta il vostro conto e che è conservato in zona franca a Ginevra. La rivoluzione finanziaria individuale passa dalle fondamenta ! E’ un modo flessibile e poco vincolante di ritornare al gold standard (o sistema aureo).

Siamo nell’era della repressione finanziaria

I tempi sono cambiati, l’evoluzione del debito sovrano da parte delle banche nazionali ne è la prova. Il ruolo dello Stato è cambiato da quello di provvidenza a quello di parassita. Stessa cosa per le banche.

In uno scenario a 5 livelli di libertà, Simone Wapler ci situa al livello 2 della repressione finanziaria. Per ora è solo per i grandi azionisti, ma ci stiamo avviando verso livelli di repressione più alti : controllo dei cambi, limiti di convertibilità della moneta, poi convertibilità della moneta impossibile e infine, impossibilità di uscire dal territorio.

Tra le altre misure di repressione finanziaria del tutto plausibili e possibili, Simone Wapler cita il congelamento delle assicurazioni sulla vita, il divieto di vendere l’oro e la sua confisca.

Il quadro si completa con le pensioni che i disoccupati di oggi e di domani non potranno pagare…

Una soluzione per la pensione ? Delocalizzatevi !

Crediti di imposta, costo della vita, clima, possibilità di creare un piccolo business per quanto modesto possa essere… le prospettive e le possibilità di evadere non mancano, quando si è in pensione…

L’unica moneta democratica : l’oro

Di fronte all’iperinflazione, l’oro è l’unica moneta (da sempre) ad essere in grado di conservare il valore a lungo termine.

Custodite il vostro oro, sbarazzatevi delle azioni, ma non credete a ciò che i grandi organi di stampa vantano, non abbiate paura degli spaventapasseri che si agitanoo al vento…

Ricordate.. la rivoluzione è nelle vostre mani e alla portata di tutti !

L’Italia come Cipro?

Friday, March 29th, 2013

Ciò che sta succedendo a Cipro questi giorni potrebbe benissimo ripetersi in altre nazioni, e la prossima potrebbe essere l’Italia.

L’idea che i vostri soldi possano essere confiscati dal governo può essere esagerata o incredibile, eppure succede! Quando il denaro del vicino viene prelevato dal suo conto bancario senza preavviso, ciò è parte di un piano di salvataggio. Ma, quando la vostra banca chiude le porte, blocca i conti e prende i vostri soldi, questo si chiama confisca e furto.

Ingegnoso no? Basta chiudere le porte un venerdì e il sabato successivo annunciare a tutti i clienti che il governo ha bisogno di prendere dal 6 al 10% dei vostri soldi perché lo Stato sta andando in rovina. E poi il miracolo: in qualche click e qualche cifra qui e là, il gioco è fatto!

Non bisogna dimenticarsi di ciò che è successo dopo l’annuncio di bancarotta della Lehamn Brothers. Dall’oggi al domani, 7 miliardi di dollari in valori di borsa e immobiliari sono finiti nelle mani delle banche. Il 6 – 10% dei vostri soldi non basterebbero per salvare Cipro e non basterebbero nemmeno per salvarci tutti da questa situazione catastrofica.

Il nostro debito è così alto che anche se pagassimo il 100% delle nostre entrate a titolo d’imposte nei prossimi 5 anni, non sarà sufficiente a ripagarlo. Bisogna dire ai ciprioti che è la fine della confisca? Che ciò non potrà mai succedere? Il nostro debito oggi è di gran lunga maggiore rispetto a quello del 2008. Questo non si risolverà domani di certo!

Scommettiamo che coloro che hanno dei soldi in una banca cipriota faranno di tutto per recuperare i loro soldi? Inizierà a quel punto la fila nelle banche. Durante questi momenti, i media nasconderanno un po’ la realtà ma la cosa sarà lontana dall’essere finita. Tutti i cittadini europei che risiedono in quei Paesi che fanno parte di un piano di salvataggio vorranno sicuramente recuperare i loro soldi dalle banche. Per il governo, è troppo facile servirsi dei soldi dei cittadini.

Ma dove metteranno tutti questi soldi? Allora, ci sono i soldi metalli, la cartamoneta e i soldi elettronici. Questi ultimi vengono confiscati con un solo click. La cartamoneta viene confiscata durante la svalutazione delle valute e durante l’inflazione. Ma i soldi-metallo, come l’oro e l’argento, non possono essere confiscati – e ancora meno senza il vostro permesso. E’ una semplice evidenza. Se avete dei soldi in un conto in banca, vi prenderanno dal 6 al 10% del valore. Se possedete oro e argento fisici, ancor più custoditi in una cassaforte fuori dal sistema bancario, potrete tenerli per voi.

Il buon senso di acquistare oro oggi

Tuesday, March 26th, 2013

Il prezzo dell’oro parte nuovamente al rialzo. Siete ancora in tempo per acquistarne prima che il prezzo risalga a quasi 2000 dollari l’oncia come annunciano molti esperti. Il recente ribasso del prezzo dell’oro è il 9° dal 2003 e s’inscrive in quei momenti in cui si deve acquistare.

Il prezzo dell’oro è aumentato drasticamente durante questi ultimi anni sulla base degli acquisti effettuati dalle persone, dalle istituzioni, dalle banche centrali di tutto il mondo così come tutti gli ETF e altri speculatori a breve termine.

Dopo ogni consolidamento del pezzo dell’oro durante questi ultimi anni, la maggior parte degli esperti prevedeva che il corso dell’oro aveva raggiunto il vertice. Si sbagliavano!

L’anno 2013 è l’anno delle belle opportunità per gli investitori in oro a lungo termine.

In particolare, non fidatevi dei commenti che parlano di un’eventuale nuova “bolla dell’oro”. Il grafico seguente mostra le 9 correzioni del prezzo dell’oro più importanti del mercato dal 2003 :

2003 – Il prezzo dell’oro cade da $382 a $319 (-16%)
2004 – Il prezzo dell’oro cade da $425 a $375 (-13%)
2005 – Il prezzo dell’oro cade da $536 a $489 (-9%)
2006 – Il prezzo dell’oro cade da $725 a $560 (-22%)
2007 – Il prezzo dell’oro cade da $841 a $778 (-8%)
2008 – L’oro tocca i $1002 il 17 marzo e poi cade a $746 l’11/09/2008 (-25%)
2009-10 – L’oro raggiunge i $1215 il 7 dicembre poi cade a $1,060 il 4/02/2010 (-14,6%)
2010-11 – L’oro raggiunge i $1,425 nel dicembre 2010, poi cade a $1,315 il 27/01/2011 (-8%)
2011 – L’oro tocca i $1900 nell’agosto 2011, poi cade a $1,545 il 15/05/2012 (-19%)

Al termine di ciascuna delle 8 fasi di correzione, si osserva che il prezzo dell’oro è aumentato in media del 36%. La prossima tappa per il corso dell’oro potrebbe essere i 2100 dollari l’oncia.

E’ questo il momento migliore per acquistare! Se il mercato dell’oro riproduce lo stesso scenario degli ultimi dieci anni, il 2013 potrebbe essere una delle ultime opportunità per acquistare l’oro al di sotto dei 2000 dollari l’oncia. No, non è la fine dell’oro. Le banche centrali di Bangkok, a Boston, continuano a stampare monete fiat. Il peggio dovrà arrivare per il dollaro e il meglio dovrà arrivare per l’oro.

Approfittatene ora per fare i vostri acquisti di oro fisico… questo varrà molto di più col passare del tempo