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Giro del mondo : le monete d’oro e d’argento dell’Unione latina

Thursday, August 28th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

LingOro.net vi farà scoprire oggi l’importanza che ricoprono alcune monete d’oro e d’argento da investimento nei vari Paesi d’Europa.
Con una precisazione : parleremo delle monete legate alla vecchia Unione Latina, una delle prove della ricchissima storia geopolitica europea.
In quest’articolo, ci focalizzeremo sulle monete d’oro principali della Francia, dell’Italia e della Svizzera.

L’Unione latina, una moneta europea arrivata in anticipo ?

20 Lire Marengo

In anticipo non vuol dire troppo presto… ma in anticipo rispetto alla costituzione dell’Unione Europea! Questo è il nome della convenzione monetaria che ha riunito l’Italia, la Francia, il Belgio e la Svizzera dal 1865, e anche la Grecia nel 1868. Questa convenzione divenne ufficiale a partire dal 1927, in quanto minata dalla Prima Guerra Mondiale.

L’obiettivo di tale unione : creare un’organizzazione monetaria comune sull’oro e l’argento. Nel quadro di un’uniformazione monetaria, ogni Stato firmatario era tenuto a stampare la propria moneta secondo le norme definite da una convenzione comune, vale a dire un titolo, una massa e un diametro equivalenti secondo il valore delle monete.

Ancora oggi, le tracce di quest’Unione latina sono visibili nelle monete d’oro e argento da investimento: i Marenghi italiani e i 20 Franchi Napoleone, ad esempio, hanno le stesse caratterstiche.

L’Italia, un Paese innamorato del proprio oro… e della sua storia!

Gli italiani hanno capito il valore ricoperto dall’oro : valore rifugio per eccellenza!
Nonostante – e sopratutto – stiamo attraversando un periodo d’austerità, l’acquisto di oro continua ad aumentare in Italia… e, di pari passo, la scelta di un luogo sicuro dove poter custodire il proprio oro. Nel terzo trimestre del 2011, ad esempio, in Svizzera c’è stato un aumento dei depositi di lingotti d’oro provenienti dall’Italia.

Per comprendere l’amore che gli italiani ripongono sull’oro, bisogna tornare indietro nel tempo e risalire alla nostra storia, una storia ricca di dettagli e di prosperità. L’aureo d’oro, vale 25 denari d’argento. Sotto l’impero di Giulio Cesare, venne creata un’unità monetaria e fissata una base del sistema monetario dell’impero romano. E quale impero!

Oggi, il popolo italiano è ancora molto attaccato al proprio oro. E nonostante il governo italiano sia in prima linea in termini di riserve d’oro, i cittadini italiani fanno molta attenzione al risparmio nei metalli preziosi, sopratutto quando si tratta d’investimenti. Le monete più ricercate in Italia ? Le lire italiane, o Marengo, vale a dire l’equivalente dei 20 Franchi Napoleone francesi. Il Napoleone francese ha due “sorelle” italiane : la moneta da 20 lire Vittorio Emanuele e la moneta da 20 lire Umberto I.

La lira italiana è stata emessa a partire dal 1861, e è stata integrata nell’Unione monetaria latina a partire dal 1865. Vengono chiamate Marengo tutte le monete da 20 Lire : Napoleone, Vittorio Emanuele II e III, Umberto I, Carlo Alberto… con un titolo pari a 900.000‰, questa moneta ha differenti valori nominali (5 lire, 10 lire, 20 lire, 50 lire, 80 lire e 100 lire). Al rovescio di questa moneta, troviamo i differenti monarchi che hanno regnato in Italia dal 1863 al 1940. E anche se siamo lontani dall’aureo di Giulio Cesare, la moneta d’oro italiana è una moneta ideale per gli investimenti a medio e lungo termine.

La Francia : il Napoleone, sistema aureo ?

Napoleone 20 Franchi Marianne Coq

Se parliamo della lira in termini di Napoleone italiano, ciò significa che è inevitabile non parlare del Napoleone francese! Il ruolo del Napoleone d’oro, durante la sua prima coniazione, è stato quello di rimpiazzare il Luigi d’oro. Ma non è possibile parlare di un solo Napoleone in Francia : la moneta ha attraversato i decenni. In base al tipo, queste monete hanno avuto un diverso valore per gli investitori e collezionisti: alcune di esse attirano ancora oggi l’attenzione, come il Napoleone Ceres, il Napoleone III Testa Nuda o il Testa Laureata, le Genie III Repubblica e le Marianne Coq.

Con un titolo pari a 900.000‰ e un valore di 5, 10, 20, 40 e 50 Franchi, questa è la base di tutte le altre monete degli Stati dell’Unione latina, che hanno allineato le loro monete Unione latina alle Napoleone. Il Napoleone è stato concepito per la circolazione e lo scambio commerciale. E oggi, è una moneta che offre delle eccellenti qualità per l’investimento .

Svizzera, tradizione d’oro, d’orefici… e di casseforti

In Svizzera, si parla dei 20 Franchi Vreneli, che furono la base di lancio della moneta confederale svizzera. La moneta da 20 Franchi in oro ha le stesse caratteristiche delle sue “sorelle” dell’Unione latina: è l’equivalente del Napoleone francese. Il suo titolo di 900.000‰ e il suo peso di 6,452g (per 5,88g d’oro puro) ne fanno una moneta di facile scambio e il cui valore è assicurato nel tempo.

Ma ciò che determina il valore d questa moneta, è anche la tradizione svizzera: essa è parte di una nazione dove la tradizione dell’oreficeria è forte, e dove il rispetto del segreto bancario si accompagna ad uno statuto di cassaforte del mondo.

Confiscare i risparmi dei cittadini per salvare il sistema bancario svizzero ?

Monday, December 9th, 2013
Pericolo confisca conti correnti svizzeri.  Immagine di FiscoOggi.it

L’Autorità federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari della Confederazione Svizzera ha reso pubblica la normativa che riguarda il risanamento degli istituti di credito. Ecco che una vecchia tecnica utilizzata a Cipro, non molto tempo fa, si ripete: i risparmiatori che dispongono di più di 100 000 franchi svizzeri dovranno partecipare alla ricostituzione del capitale delle banche.

Il protocollo della FINMA (acronimo di Autorità federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari in Svizzera) definisce la priorità delle sue regole sulle grandi entità, considerate come ‘too big to fail’ (troppo grandi per fallire) con un volume di attivi superiore ai 2.5 miliardi di franchi svizzeri, quattro volte maggiore del PIL svizzero. Queste istituzioni devono essere riformate in modo ordinato e senza provocare panico, o corsa agli sportelli.

In questo senso, la strategia adottata è quella del salvataggio interno, o il cosidetto “bail-in”: « vista la struttura/natura delle grandi banche svizzere, il bail-in è la strategia più consona per arrivare all’obbiettivo ».

L’opzione di salvataggio attraverso i fondi pubblici è stata rifiutata già diverse volte dal Parlamento svizzero. Il denaro dei contribuenti verrà toccato solo in caso di estrema necessità, a condizione che la normativa venga rispettata integralmente. Di conseguenza, per evitare di ricorrere a quest’opzione, le esigenze in materia di fondi propri e di protezione si sono indurite per quanto riguarda la probabile insolvibilità dei debitori.

Pericolo confisca conti correnti svizzeri

Il documento presentato dalla FINMA esclude le azioni unilaterali dei regolatori. Tutte le decisioni passeranno tramite il Comitato di Stabilità Finanziaria, e avranno la supervisione dei collaboratori delle Banche Centrali. Alla fine di questo processo, l’accordo prevede un salvataggio bail-in, in cui gli azionisti e i creditori dovranno sopportare il peso della ricapitalizzazione e, quindi, di conseguenza, le perdite che ne deriveranno.

Secondo la FINMA, un salvataggio interno si traduce in un guadagno di tempo, e permetterà di unire le forze necessarie per adattarsi al modello d’impresa, osservando comunque delle strette misure prudenziali e assicurative. Se questa strategia non dovesse funzionare, l’ente dovrà liquidare le proprie attività e venderle al miglior offerente.

Una banca viene considerata come ‘non salvabile’ quando il suo capitale è al di sotto del 5% degli attivi ponderati in funzione dei rischi. Se la ratio dei fondi propri si aggira tra il 5 e l’8%, spetterà all’Autorità di Vigilanza decidere se procedere alla liquidazione dell’entità o, al contrario, intraprendere un piano di salvataggio interno descritto qui di seguito.

Copyright TaxiStory.net

Il salvataggio interno si effettua tramite la conversione dei creditori in azionisti. Per poter arrivare a questo progetto, esistono tre modi differenti: conversione del debito in fondi propri, sottoscrizione dei prestiti condizionali obbligatoriamente convertibili (Cocos) e, in ultima istanza, uno sconto sui principali impegni presi dalla banca

In questo primo capitolo, ci sono i risparmiatori che possiedono più di 100 000 franchi svizzeri in un solo conto corrente.

La minaccia confiscatoria che arriva dall’Autorità di regolamentazione ha un potenziale straordinario, dal momento che la situazione dell’istituto è giudicata criticata, e i risparmiatori avrebbero la capacità di far uscire dalle loro tasche quasi 300 000 milioni di franchi svizzeri, che rappresentano la capacità totale dei risparmi superiori ai 100 000 franchi svizzeri dei conti correnti svizzeri.

I primi bersagli di questa nuova misura sono le due grandi banche svizzere: l’Unione delle Banche Svizzere (UBS) e il Credit Suisse Group. Entrambe dovranno affrontare, in futuro, dei costi di finanziamento più elevati per fare dei prestiti sul mercato, poiché i creditori sanno perfettamente che in caso di fallimento della banca i prestiti verranno annullati.

Fonte: OroyFinanzas

Il viaggio dell’oro : da Ovest verso Est attraverso la Svizzera

Monday, October 21st, 2013

Lingotti d'oro

Uno dei temi ricorrenti sul mercato dell’oro, quest’anno, è stato l’imponente spostamento di oro dall’ovest verso l’est, mentre l’oro cola dai fondi d’investimento dell’America del Nord e dell’Europa per finire nelle mani degli acquirenti d’oro fisico in Asia.

L’analista di UBS, Joni Teves, ha citato un fatto importante di questo lungo viaggio che comincia da Londra a Hong Kong e finisce in Cina : « Le numerose liquidazioni degli investitori occidentali sembrano colmare semplicemente le lacune della domanda d’oro fisico : il posizionamento sull’oro da parte degli investitori si è ridotto e le scorte che vengono rilasciate sono arrivate fino alle raffinerie svizzere per essere fuse e raffinate in prodotti che rispondono ai bisogni degli acquirenti asiatici ».

Joni Teves difende questa tesi in seguito ad una forte correlazione tra i flussi d’oro provenienti dal Regno Unito verso la Svizzera e i picchi della domanda d’oro fisico. Una possibile interpretazione potrebbe essere quella secondo la quale l’oro transita attraverso la Svizzera per soddisfare la domanda d’oro fisico in tutto il mondo, o almeno, questo è quello che sarebbe successo quest’anno.

« I picchi di volume si sono verificati nel 2008, 2011 e 2013, corrispondenti ai casi in cui il prezzo dell’oro ha registrato dei cali netti e gli investitori sono andati a cercare dei metalli meno cari ».

Il vecchio oro riciclato, in calo del 21% nel secondo trimestre, avrebbe potuto contribuire a questo flusso d’oro verso l’est mentre gli acquirenti asiatici avevano bisogno di tutta un’altra fonte diversa dall’oro riciclato.

In effetti, il flusso di oro proveniente da Londra verso la Svizzera (per informazione, 798 tonnellate nel primo semestre 2013) è il record più alto dal 1988 e, inoltre, risulta essere superiore del 44% rispetto al flusso del 2011.

Ci sono stati anche dei legami importanti tra le importazioni d’oro svizzere di Hong Kong e le importazioni d’oro della Cina provenienti da Hong Kong.

La Svizzera è il centro mondiale della raffineria d’oro, con oltre due terzi di tutto l’oro che transita nel Paese.

Edmund Moy, chief strategist alla Morgan Gold, ha dichiarato durante un’intervista alla IBTimes, che le raffinerie svizzere hanno la miglior reputazione al mondo in termini di purezza dell’affinazione, dovuto essenzialmente al fatto che una legge, esistente unicamente in questa nazione, esige che in tutte le raffinerie debbano essere presenti degli ispettori del governo per controllare la purezza.

« Le raffinerie svizzere producono ora dei prodotti personalizzati, e dunque per esempio un lingotto da 400 oncie può essere raffinato e trasformato in uno o più lingotti che mostrano il segno dello Sanghai Gold Exchange ». Sembra che si sia venuto a creare un legame molto forte tra la London Bullion Market Association e le raffinerie svizzere.

Quest’anno, i produttori d’oro hanno battuto dei record in termini di acquisizioni, aumentando di conseguenza le loro produzioni mentre i maggiori produttori mondiali hanno ridotti i loro costi d’estrazione.

In Cina, la media d’acquisizione d’oro per abitante è di 5 grammi mentre nei Paesi sviluppati questa media è di 20 grammi. La Cina offre un ampio  mercato d’opportunità.

Fonte : ibtimes.com

I porti franchi : rifugi ultra sicuri per beni di valore

Monday, September 23rd, 2013
Sapete dove si trova la più grande concentrazione d’opere d’arte al mondo ? Non nei musei… ma nei porti franchi, dei luoghi dove si possono stoccare dei beni di valore… ma anche dei luoghi oggetto di fantasia, in ragione della discrezione che li circonda e del valore degli oggetti che vi si trovano. Questi capannoni di diverse migliaia di metri quadrati, altamente sicurizzati, beneficiano di condizioni doganali allettanti.

Dei depositi in tutto il mondo

In Europa e nel resto del mondo, vi sono numerosi Paesi che vantano sul loro suolo delle zone franche : se ne contano una dozzina in Germania, una mezza dozzina in Spagna e una decina nel Regno Unito. In Italia, le zone franche sono otto. Alcuni porti franchi sono dei semplici luoghi di custodia nel mondo. Spesso sono dei luoghi di passaggio, che permettono di custodire dei beni prima di un nuovo trasporto. Ma per altri, i porti franchi rappresentano un luogo dove poter conservare dei beni a condizioni finanziarie molto vantaggiose. Questi aspetti fanno dei porti franchi delle vere e proprie casseforti per qualsiasi tipo di bene e di valore.

No dazi doganali, no IVA

Per tutta la durata della custodia di questi beni nelle zone franche non si pagano né dazi doganali né IVA. E solo nel momento in cui questi beni vengono fatti uscire dal luogo di stoccaggio che vengono tassati nel loro Paese di destinazione.

Il vantaggio è ancora maggiore per chi possiede beni di grande valore… che possono essere stoccati. E visto che il segreto, caratteristico delle banche svizzere, si applica anche alla dozzina dei porti franchi svizzeri, c’è spazio per la fantasia… ancor più perché la realtà non è poi così lontana dall’immaginario collettivo. La Svizzera gioca infatti un ruolo ben preciso : i suoi porti franchi sono famosi per essere dei veri e propri centri del mercato dell’arte. Il solo porto franco di Ginevra << concentrerebbe il più grande stock di opere d’arte al mondo, dal valore inestimabile >>, sostiene Swissinfo.ch

Diversi fondi simili si sono costituti anche in Cina. Ma la Svizzera conserva il primato su un mercato basato sulla fiducia e la discrezione… delle carte vincenti che gli svizzeri hanno sotto controllo !

Custodia sicura nella più totale discrezione

Custodire il proprio oro in Svizzera: è una delle soluzioni più sicure, anche e sopratutto in periodi di crisi

A Ginevra, in particolare, sono presenti centinaia di migliaia di metri quadrati per la custodia di beni di valore. Per le opere d’arte, ciò si traduce, ad esempio, col fatto che vi sono le condizioni ideali per la loro conservazione. Ma un insieme di servizi completa la custodia di alta qualità, fino ad arrivare ad un livello di sicurezza molto alto. A nessuno è permesso entrare negli spazi ultra-sicurizzati senza permesso e controlli adeguati.

Le opere d’arte non sono l’unico tesoro di queste caverne di Ali Babà dei tempi moderni. Nel giugno 2012, un articolo pubblicato su “Les Echos”, evocava infatti le centinaia di migliaia di bottiglie di vino custodite nei porti franchi di Ginevra, in un magazzino affittato dalla società di Lussemburgo, Elite Advisers. In attesa di essere vendute o esportate, queste bottiglie tra le più ambite al mondo, vengono lasciate in custodia e conservate per lungo tempo. I grandi vini, i gioielli preziosi, le monete antiche o ancora i diamanti sono tutti beni che i proprietari possono scegliere di custodire in un porto franco. E anche l’oro !

I vantaggi di una cassaforte sicurizzata Extra UE

La custodia del proprio oro in Svizzera è una soluzione proposta da LinGOLD.com. I vantaggi sono molteplici : una cassaforte al di fuori del sistema bancario con una sicurezza rinforzata (un servizio che le banche propongo sempre meno) e al di fuori dell’UE. In caso di grave crisi, è molto più semplice recuperare il proprio oro in un Paese come la Svizzera, piuttosto che dover contare su un oro stoccato a Singapore o in un qualsiasi altro Paese del mondo !

Al sicuro, ma nella legalità

Possibilità simili attirano ovviamente gli individui poco scruplosi. E proprio per questa ragione che la Svizzera impone, dal 2009, delle misure dichiarative molto rigide : la destinazione e la provenienza di ogni oggetto, compreso il loro valore, devono essere esplicitamente indicate e dichiarate. E fuori questione prendere il minimo rischio quando si parla della reputazione della Svizzera.

E LinGOLD.com mostra la stessa identica serietà. Oltre ad una garanzia bancaria, un estratto K bis o ancora un’attestazione d’assicurazione, LinGOLD.com ha fornito al Porto Franco di Ginevra anche una lista di persone abilitate all’accesso.

Clean Extraction : alla scoperta dell’oro verde e della Vera Valor

Wednesday, April 10th, 2013

Marchio Clean Extraction

Cari Lettori, oggi vi parleremo dei passi in avanti fatti nel campo dello sviluppo sostenibile che permettono di sperare in un futuro più “pulito”. Su LingOro.net, vi proponiamo delle spiegazioni sulla “Clean Extraction” e un’intervista a Julien Calet, uno specialista in materia della società AuCOFFRE.com. AuCoffre.com è in effetti la creatrice della Vera Valor, la prima moneta d’oro eco-responsabile.

L’oro, richiesto e discusso nei secoli

L’oro è sempre stato apprezzato dall’uomo. La storia della civiltà conferma il ruolo del metallo prezioso come bene rifugio e mezzo di scambio sicuro. Ma per avere tutto quest’oro c’è stato prima bisogno di trovarlo e poi di estrarlo.

Con la conquista del Nuovo Mondo e l’estinzione delle civiltà Azteche e Inca, grandi detentrici di oro, la ricerca del metallo prezioso ha preso una dimensione diversa. Si è dovuto attendere qualche secolo e la corsa all’oro del XIX secolo per assistere alla nascita delle prime tecniche dedicate alla ricerca dell’oro. Henri Hauser scrisse un’opera, nel 1901, intitolata “L’oro”, che descrive queste tecniche in modo preciso.

La clean extraction : un’evoluzione programmata verso un oro pulito

Con il passare del tempo e con le scoperte tecnologiche e chimiche, l’estrazione dell’oro si è industrializzata. Sono nati dei procedimenti che hanno macchiato l’oro di molti crimini verso l’ambiente. In Amazzonia, l’estrazione mineraria è una delle grandi responsabili della deforestazione. Il mercurio, utilizzato dai primi ricercatori d’oro per toglierne le impurità, è altamente dannoso per l’ambiente. Il cianuro è a sua volta dannoso e inquina le falde freatiche.

Così come gli altri minerali, l’oro è una risorsa esauribile e limitata. Si stima che 173 000 tonnellate d’oro siano state già estratte dall’uomo, e ne restano ancora 51 000 tonnellate da estrarre. Tale rarefazione comporta delle ricerche sempre più invasive per trovare i filoni.

In breve, bisogna andare a cercare sempre più lontano e in profondità per trovare oro. Le conseguenze sull’ecosistema possono rivelarsi drammatiche per l’ambiente: disastri chimici, inquinamento delle acque, deforestazione ecc..

La « Clean Extraction » o estrazione pulita, appare contemporaneamente come una risposta e un’evoluzione. Essa corrisponde ad una volontà e ad una convinzione di alcuni dei professionisti del settore. Ed è tale convinzione che ha permesso alla società AuCoffre.com di produrre la prima moneta d’oro verde, la Vera Valor. Questa moneta risponde a delle regole molto precise in materia d’ecologia e diritti umani.

La Vera Valor : la risposta ad una domanda d’oro pulito

La Vera Valor, la moneta d'oro bullion da un'oncia d'oro più sicura del mondo

Questo è uno degli argomenti che ha portato al successo della Vera Valor fin dal suo debutto sul mercato, più di un anno fa. La Vera Valor di AuCoffre.com si basa su tre aspetti principali per rispettare la carta della « clean extraction » :

– Un’estrazione con il minor impatto possibile sull’ambiente (né cianuro né mercurio)

– Rispetto delle condizioni sociali e salariali dei lavoratori

– Divieto di far lavorare i bambini

Julien Calet, direttore della relazione Clienti presso AuCoffre.com e specialista della « Clean Extraction » ci racconta qualcosa in più sul marchio e sulla fabbricazione della Vera Valor.

LingOro.net : Cos’è la « Clean Extraction » ? Cosa significa per AuCoffre.com ?

J.C. : « E’ un marchio che è stato creato da AuCoffre.com. L’estrazione dell’oro, oggi, si effettua in modo dannoso e sporco. Si stima che nel mondo vengano utilizzate 1000 tonnellate di oro, di cui l’80-90% nell’industria mineraria. Una parte viene rigettata in natura. Lo scopo di questo marchio è dunque garantire che l’estrazione dell’oro venga fatta senza l’utilizzo di cianuro né mercurio.

Il secondo punto è il rispetto dei diritti dei lavoratori. Vediamo spesso dei documentari dove i cercatori di oro sono bambini, costretti a cercare l’oro in buchi larghi un metro. Lo scopo, per noi, è di garantire che i lavoratori e i loro diritti vengano rispettati. Capita spesso anche che il mercurio venga toccato con le mani nude o riscaldato in una tenda con i vapori tossici .. questo non è molto salutare!

Volevamo una filiera pulita, che corrispondesse ai valori di AuCoffre.com. Volevamo un controllo assoluto della provenienza dell’oro, della sua estrazione, del suo trattamento e della sua finalizzazione ».

LingOro.net : Come controllate le varie tappe dell’estrazione ?

J.C. : « L’estrazione dell’oro avviene in una miniera del gruppo Newmont. Una parte è riservata all’oro « pulito » per essere certi che l’oro estratto non entri in contatto con dei prodotti chimici. Un supervisore esterno è sul posto, e controlla l’estrazione dell’oro nel suo insieme. In tutto questo, i diritti dei lavoratori sono completamente rispettati. Il supervisore sigilla l’oro estratto sul posto e questo viene poi inviato in Svizzera presso Valcambi.

Il supervisore segue il viaggio di quest’oro. In Svizzera, egli verifica che l’oro sia rimasto ben sigillato prima che i pacchi vengano disimballati. L’oro viene fuso e trattato per renderlo puro. Una volta che facciamo un ordine presso Valcambi, l’industria fonde i lingotti per farne degli sformati, vale a dire le monete senza alcuna incisione. Spetta poi alla fonderia Huguenin realizzare l’incisione della Vera Valor.

Dall’inizio dei vari procedimenti fino alla fine, un supervisore è presente per controllare che i princìpi dell’estrazione pulita vengano rispettati. E’ questo che ci permette di garantire il marchio « Clean Extraction ».

LingOro.net : Lo sviluppo sostenibile è ormai al centro delle preoccupazioni di tutti. Pensate che la Clean Extraction potrà diventare un modello per gli anni a venire ?

J.C. : « E’ più semplice acquistare 3 chili d’oro da un africano che lo vende meno caro e senza alcuna garanzia delle condizioni nelle quali questi 3 chili sono stati estratti. Creare una filiera eco-responsabile è invece molto più complicato perché richiede più tempo, più controlli e più sforzi. Ma penso che effettivamente sempre più filiere si orienteranno verso l’oro verde.

C’è un buon documentario di Yann Arthus-Bertrand sul Canada, nella quale l’estrazione sta diventando un vero problema. Ciò non si percepisce direttamente perché il territorio è molto vasto, e in confronto le zone toccate sembrano molto piccole. Ma prima o poi il problema toccherà tutti i territori. Quando l’estrazione avrà causato dei buchi in ogni parte, la deforestazione avrà creato dei danni devastanti e i pesci saranno pieni di mercurio, non resteranno molte alternative a quelle della clean extraction. Il Canada è uno dei più grossi estrattori minerari, ma le società estrattive fanno poca attenzione all’ambiente.

Su questo frangente, l’America del Sud è molto sviluppata. Lì si va molto più lontano per quel che riguarda il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente : alcune miniere sono gestite dai lavoratori, che dividono dunque i benefici. Il modello è collettivo e sociale ma, soprattutto, cercano di fare molta attenzione all’uso di mercurio e cianuro. Essi hanno un procedimento di riciclaggio dei prodotti chimici che permette di limitare i disastri. In effetti, sono molto più avanti rispetto a numerose nazioni.

Oggi, non c’è quasi nessun obbligo circa il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.I soli vincoli sono determinati dalle regole del Paese in cui sono installate le imprese ».

Al rovescio, la Vera Valor presenta un codice QR scannerizzabile con un semplice smartphone, che rimanda alla pagina web della moneta per verificarne in ogni momento l'autenticità.

E’ inutile dire che AuCoffre.com ha superato gli altri arrivando a questo traguardo, più di un anno fa, predisponendo una vera e propria etichetta verde e una moneta eco-responsabile, la Vera Valor.

Per maggiori info sulla Vera Valor iscrivetevi al sito LinGold.com