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Posts Tagged ‘Sterlina d’oro’

Le Zecche di tutto il mondo lavorano a tempo pieno per produrre monete d’oro

Wednesday, May 7th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Abbiamo già potuto constatare che la domanda crescente di monete d’oro accelera il ritmo di produzione delle principali Zecche di tutto il mondo, come nel caso della Münze Österreich AG, la Zecca austriaca, che, nel corso di questi ultimi mesi, ha dovuto assicurare la sua produzione 24/24.

Produzione di monete d'oro in aumento in tutte le Zecche del mondo

La Zecca austriaca ha dovuto assumere personale per affrontare l’aumento della produttività. Questo fatto non è isolato : la Zecca americana (US Mint) o, ancora, quella australiana (Perth Mint) si sono trovati di fronte allo stesso problema. Nel caso dell’Australia, le vendita sono esplose del 20%, raggiungendo così il livello del mese di aprile dell’anno scorso.

La forte domanda di oro fisico, e in particolare dell’oro da investimento sotto forma di monete, è stato essenzialmente generato dal ribasso dei prezzi del 2013. Malgrado la forte domanda di oro fisico, numerosi analisti delle grandi banche come la JP Morgan, Morgan Stanley o la Bank of America annunciavano che l’oro cartaceo avrebbe risentito degli effetti tendenzialmente ribassisti per l’intero anno 2014.

« Il ribasso dei prezzi è una grande opportunità per gli investitori che intendono farsi una posizione sul metallo giallo a lungo termine » afferma Michael Haynes, consulente presso la Borsa dei Metalli preziosi negli Stati Uniti. Così, i metalli fisici possono provenire sia dai mercati di scambio che dalle Zecche internazionali, se si tratta di monete da investimento.

La Zecca inglese ha aumentato significativamente la produzione di Sterline all’inizio di quest’anno.
Parlando di cifre, le vendite di monete d’oro American Eagle hanno raggiunto le 89.500 oncie, mentre la Zecca austriaca ha aumentato le vendite della Filarmonica del 36% in confronto al 2012.

Fonte : Bloomberg e OroyFinanzas.com

La società LinGOLD.com ha lanciato la sua propria moneta da un’oncia d’oro puro, la Vera Valor, che è stata l’oncia d’oro più venduta in Francia nel 2012 e 2013. La Vera Valor è disponibile anche in mezza oncia. Dall’inizio di quest’anno, la Vera è disponibile in un’oncia d’argento, la Vera Silver, di cui ne sono state coniate e vendute più 20.000. Queste monete rientrano perfettamente nel contesto di diversificazione del patrimonio. I bassi prezzi attuali dell’oro e dell’argento permettono a chiunque di poter investire in un risparmio sicuro, fisico e reale che è disponibile in qualsiasi momento.

Quando la crisi geopolitica si trasforma in crisi monetaria !

Wednesday, April 9th, 2014

L’esempio della Crimea è lampante. L’enclave ucraina raggiunge il girone russo, dopo una crisi geopolitica che è diventata oggi una crisi monetaria per gli abitanti. Questo non è l’unico esempio di una situazione quotidiana che può trasformarsi in qualcosa di difficile a causa della scomparsa o dell’inflazione di una moneta. Quali sono le soluzioni verso quali bisogna orientarsi in casi come questo?

La Crimea, contesa tra due monete

In Crimea, la crisi geopolitca si è trasformata in crisi monetaria. E gli abitanti della Crimea sono di fronte ad una situazione di transizione molto dolorosa.

Dopo la crisi geopolitica che ha toccato il sud dell’Ucraina, si deve far fronte ad un altro problema, che è quello della moneta da adottare, poiché l’enclave deve ritornare nel girone russo. Problema: la moneta ucraina, la Grivna, veniva accettata fino al 1° aprile. Ma per i crimeani, non c’è stato il tempo di pensare! « I conti vengono presentati nelle due valute. Alcuni pagamenti in Grivnia non vengono addirittura più nemmeno accettati, contro ogni legalità, ma con la paura giustificata che presto potrebbe non essere più utilizzabile », si legge in un articolo su Le Monde.

Abitanti con disponibilità di liquidi a breve a termine

E bisogna dire che in un contesto più “abituale’ di cambiamento di valuta (ad esempio, il passaggio all’euro), gli abitanti hanno qualche mese di tempo per abituarsi e poter cambiare le proprie liquidità. Oltre alla questione del cambio importante dei tassi (una Grivnia vale 3,8 rubli), per la popolazione si pone quella del futuro delle loro liquidità. Cosa fare quando le economie hanno riversato su una banca il loro avvenire… e se questa banca è chiusa e non potrà quindi distribuire cartamoneta? « Senza liquidità, gli sportelli automatici fuori servizio », si legge ancora su LeMonde.fr. « Coloro che vorrebbero uscire dal territorio non possono né prelevare contanti né vendere la propria casa. Coloro che vorrebbero restare devono contare sulle riserve di liquidità messe da parte o partire per fare rifornimento di contanti in Ucraina o in Russia ».

Una situazione che ricorda quello di Cipro… dove gli sportelli vennero presi d’assalto dai ciprioti, mentre le banche stavano chiudendo i battenti una dopo l’altra. E Cipro non è stato il solo Paese a far fronte a questo tipo di situazione, anche l’Argentina ha vissuto la crisi in questo modo.

L’Argentina, sfortunata testimone delle crisi monetarie

Da diversi anni, l’Argentina ha dovuto abituarsi alla crisi monetaria. La più forte tra queste è stata quella degli anni ’90, una crisi finanziaria brutale che ebbe come conseguenza una svalutazione molto forte del peso argentino a danno degli abitanti. Stessa cosa negli anni 2000… e recentemente all’inizio dell’anno, momento di forte tensione per la valuta argentina.

Verso quale moneta bisogna orientarsi in caso di crisi?

Qual è la moneta di fiducia in caso di crisi? In caso di crisi monetaria, è spesso il dollaro la moneta verso cui s’indirizzano le persone, come nel caso dell’Argentina, dove gli abitanti hanno messo i propri risparmi sui conti bancari in dollari. E di recente, con un dollaro scambiato a 8,34 pesos, gli Argentini si sono rivolti in massa, ancora una volta, verso una moneta più solida della loro.

Anche se gli Stati Uniti sono anch’essi in piena crisi e il dollaro non sembra poi così solido, resta comunque la moneta di referenza per il commercio internazionale e gli scambi sul mercato. Fino ai minimi dettagli della vita quotidiana degli abitanti: l’ultimo scandalo che ha scosso l’Argentina, è l’assenza di… ketchup negli hamburger di una celebre catena di fast food. Il ketchup viene acquistato in Cile in dollari, e il governo non vuole i bigliettoni verdi, troppo preziosi in tempi di crisi, non lasciano il Paese!

Ma cosa succederebbe se il dollaro perdesse a sua volta il suo valore? O se, come in Crimea, venissero scambiati piuttosto in nero, in un contesto in cui la potenza che ha il controllo sulla nazione volesse fare a meno del dollaro?

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Una crisi della stessa portata potrebbe verificarsi anche in Italia? Si, poiché le ragioni possono essere numerose, e non solo geopolitiche! A Cipro, ad esempio, quando tutto il sistema bancario ha fatto fallimento, anche la vita quotidiana dei ciprioti ha toccato il fondo a sua volta.

In Italia, se tutti gli italiani cercassero di recuperare i loro fondi tutti insieme, tutto il sistema farebbe fallimento. Un vero e proprio “bankrun”, un assalto agli sportelli bancari per prelevare i propri soldi prima degli altri. In Grecia, così come in Spagna, è la stessa identica cosa per numerosi risparmiatori e investitori, che prelevano i soldi in massa dai loro conti bancari.

In caso di crisi, la soluzione di ripiego – e anche di sopravvivenza – prende la forma delle monete metallo. Un esempio è quello della Seconda Guerra Mondiale, quando alcuni soldati inglesi partivano in missione con delle sterline in oro nascoste: era la soluzione per potersi salvare la vita, poiché le monete rappresentavano un valore sicuro in tutte le nazioni.

L’argento metallo, più facile da scambiare

Nel caso di una crisi monetaria come quella che sta avvenendo ora in Crimea, sarebbe dunque la soluzione che potrebbe evitare ai crimeani di ritrovarsi a corto di liquidi. Sopratutto se il ricorso al dollaro potrebbe risultare pericoloso per via del contesto politico che si verrà a creare.

Verso quale moneta metallo rivolgersi? Ovviamente, verso le monete da investimento, il cui valore è conosciuto. I 10 rubli Russia, la moneta d’oro russa da investimento, ne fa parte. Ma potrebbe essere ancora più ragionevole rivolgersi verso l’argento metallo, garante del proprio valore, e che ha sopratutto il vantaggio di essere più liquidabile. Una moneta riconosciuta e che non perde il suo valore nel tempo e che si può scambiare facilmente. Rifornitevi prima della grande crisi, poiché dopo non ce ne sarà più abbastanza!

 

Monete da investimento o da collezione? Fate la differenza!

Tuesday, March 25th, 2014

Acquistare una classica Sterlina oro (o argento) riservata all’investimento non è la stessa cosa che acquistare una 100 Lire. Questi due acquisti sono entrambi molto interessanti poiché contengono dell’oro e sono certificati ! Acquisto per investimento o acquisto per passione, imparate a riconoscere una moneta da investimento classica da una moneta rara e capire cosa possono rapportarvi queste due forme d’acquisto.

Definizione

Monete da investimento, numismatica, semi-numismatica, rarità… Che differenza c’è tra le monete d’oro? Perché, per una “stessa” moneta, il prezzo può variare fino al doppio? Dobbiamo, innanzitutto, fare la distinzione tra oro da investimento e oro da collezione.

Nonostante tutte le monete contenenti del metallo prezioso rientrino nel quadro della numismatica, scienza che si riallaccia alla storia e che studia le monete, esse non hanno tutte le stesse caratteristiche e di conseguenza hanno anche un diverso prezzo.

Da un punto di vista fiscale, l’oro da investimento concerne le monete:

– le monete che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese d’origine
– coniate dopo il 1800
– di una purezza pari o superiore ai 900 millesimi
– il cui prezzo non supera dell’80% il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto.

Dritto dell'oncia d'oro puro VERA VALOR

In questa categoria rientrano, ad esempio, tutte le monete in oro e argento vendute su LinGOLD.com, nella colonna a destra, dove sono presenti le monete coniate dopo il 1800 con una certa purezza e che sono state delle monete di pagamento e le cosidette “bullion coins” o monete lingotto o, ancora, monete da investimento come il Krugerrand, il dollaro americano, la panda cinese o la Vera Valor.

L’investitore deve interessarsi unicamente alle monete posteriori al 1800, le monete anteriori a tale data fanno parte del mondo della collezione e non sono interessanti a livello fiscale.

Per l’investitore, una moneta da investimento che proviene dalla numismatica o dalla semi-numismatica è una moneta in oro o in argento:

– emessa dopo il 1800
– il cui premio di fondo è superiore al 20% circa
– rara (domanda superiore all’offerta, monete difettose, monete fuse e delle quali restano solo pochissimi esemplari…)
– con una qualità di conservazione eccezionale in confronto al loro millesimo (quando sono di vecchia data)
– con delle particolarità come i simboli che differenziano le zecche, la fantasia di una zecca…

Semi-numismatica

Nella categoria della semi-numismatica rientrano delle belle monete, con delle incisioni molto popolari, straniere, quindi difficili da reperire in Italia, come i 10$ americani Liberty, o le Saint Gaudens.

La rarità, un mercato appetibile!

Una moneta difettosa può rapportare tanto e ciò che inizialmente è stato considerato come un difetto di fabbrica può trasformarsi in investimento molto conveniente.

E praticamente impossibile riprodurre una moneta “sbagliata” involontariamente (in tal caso, sarebbe una moneta falsificata). Queste monete rare sono dunque destinate a restarlo, e ciò che è raro è caro. E un investimento che avrà sempre un valore.

Come investire in oro

Thursday, January 16th, 2014

Investire in oro

Da secoli, gli investitori vedono nell’oro un mezzo di protezione del loro patrimonio, in particolare in periodi di turbolenza finanziaria.

La funzione del metallo giallo, in termini d’investimento a lungo termine, si è confermata nel corso di questi ultimi anni, dove si sta vivendo uno dei più grandi periodi di crisi della storia. Gli investitori dovrebbero considerare l’oro come una parte vitale del proprio portafoglio, vista la persistente incertezza macroeconomica.

Di conseguenza, gli investitori si rendono conto che la situazione attuale è molto propizia alla diversificazione degli attivi.

Come dovrebbero avvicinarsi all’oro gli investitori?

Molteplici scelte si presentano agli investitori, tutto dipende dalle esigenze di ciascuno: monete, ETF, prodotti finanziari addossati all’oro (miniere…).

Tuttavia, l’investitore privato dovrebbe, prima di tutto, concentrarsi sugli investimenti in oro fisico. Questi ultimi, infatti, comportano meno rischi, poiché detenere oro fisico rappresenta una sicurezza in ogni momento e, soprattutto, quando se ne ha più bisogno: in tempo di crisi.

In Inghilterra, ad esempio, gli investitori che acquistano delle monete d’oro britanniche, come le Sterline e le Britannia, sono esenti da qualsiasi imposta sul plusvalore.

Ricordiamo che per oro da investimento s’intende:

• l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
• le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, e sono esenti da IVA a livello europeo (secondo la direttiva europea 98/90/EC).

I differenti tipi di oro fisico

L’oro in forma di lingotti è il metodo d’investimento più popolare. I lingotti devono essere certificati, ed è importante disporre del certificato di proprietà.

Il prezzo di un lingotto (da 1 kg) viene fissato leggermente al di sopra del prezzo spot.

Esistono anche lingotti con un peso minore, ma ovviamente hanno un premio iniziale più elevato (che può arrivare anche al 50% al di sopra del prezzo spot). E importante valutare bene l’acquisto di questi lingottini prima d’investire, poiché non è un investimento frazionabile, e dunque con un basso potenziale di liquidità.

Le monete d’oro, a differenza dei lingotti, hanno un premio, che varia in base al tipo delle monete, allo stato di conservazione, e alla domanda (per maggiori informazioni sulla nozione di premio delle monete d’oro, clicca qui).

Per trarre il maggior profitto dall’investimento in monete d’oro, bisogna assicurarsi che queste siano state trattate con cura nel corso degli anni, per evitare una svalutazione alla rivendita (leggi l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro).

Comunità online di acquirenti e venditori di tutto il mondo

Come acquistare, vendere e conservare l’oro?

Acquistare e vendere l’oro non è mai stato così semplice come oggi, grazie alle diverse piattaforme online che offrono questo servizio (accesso sicuro agli account).

In generale, le vendite dell’oro si effettuano sia fisicamente, in negozio, sia per posta. Tuttavia, quando si rivende l’oro, i negozianti riacquisteranno il vostro oro solo se tornate nel negozio in cui avete effettuato l’acquisto iniziale. I lingotti vengono riacquistati ad un prezzo minore del prezzo spot, a differenza delle monete, le quali godono di un premio che i lingotti non hanno.

Custodire il proprio oro a casa non è la soluzione migliore: innanzitutto, bisogna tener conto delle spese supplementari che riguardano la spedizione, deposito e assicurazione. Tali fattori avranno un impatto negativo sull’investimento.

Ma esiste un’alternativa, che consiste nel custodire il vostro oro in casseforti esterne per assicurare il vostro investimento e permettervi di rivenderlo senza bisogno di scomodarvi – solo il titolo di proprietà avrà bisogno di essere modificato, ma anche questo non sarà un problema per voi, poiché ci sono società in grado di fornirlo ai propri clienti.

Sono infatti state create un gran numero di piattaforme, con una loro comunità online di acquirenti e venditori, che offrono la possibilità agli investitori di migliorare il potenziale delle loro rivendite e, cosa più importante, di permettergli di fissare il proprio prezzo di vendita come avviene, ad esempio, sul sito LinGOLD.com, grazie al comodissimo servizio di custodia in casseforti indipendenti, al di fuori del sistema bancario.

Se avete intenzione d’investire nell’oro fisico, dovete tener conto di diverse opzioni, in particolare di alcuni fattori critici come il metodo di acquisto, la qualità dei prodotti, facilità d’accesso al servizio, sicurezza del vostro investimento, implicazioni a livello fiscale, metodo e prezzo di rivendita.

Ricordiamo che la purezza dell’oro viene espressa in parti per mille. Ad esempio, 995, ossia nove nove cinque, indica una purezza di 995/1000, vale a dire 99,5%. 995 è il più alto grado di purezza al quale l’oro poteva essere fabbricato ma, grazie alle applicazioni di altissima tecnologia, è diventato ormai possibile produrre dei metalli puri a 99.9999%. I lingotti devono sempre avere i marchi seguenti per provare l’autenticità: Good Delivery Pure Gold, 999.9, un marchio di fabbrica di un raffinatore riconosciuto sul mercato (Valcambi, Umicore), e un numero di serie.

GRAN BRETAGNA : GOLD SAVE THE QUEEN !

Monday, July 29th, 2013

La Gran Bretagna conosce ormai da qualche giorno, 21 luglio, il suo nuovo « Royal baby ». Kate Middleton, Duchessa di Cambridge e moglie del principe William, ha dato alla luce il suo bambino, il terzo in ordine di successione al trono d’Inghilterra. E per il Paese, è il momento di celebrare l’evento : la Zecca del Regno Unito ha fatto stampare delle monete in argento del valore di 43 $. Queste monete non sono destinate a tutti, ma solo ai bambini nati lo stesso giorno. Sono 2 013 i campioni coniati, e l’anno inciso è ovviamente il 2013, insieme al distintivo delle Forze armate britanniche. L’anno scorso furono le Olimpiadi e il Giubileo di diamante della Regina ad essere celebrati con qualche medaglia d’oro. Bisogna dire che gli inglesi ci sono particolarmente affezionati !

L’oro della Gran Bretagna in cifre

Nonostante il Regno Unito (Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord) non sia conosciuta per l’importanza delle sue riserve d’oro (310,3 tonnellate a gennaio 2012) e il posto al 17° posto su scala mondiale dei detentori d’oro, il Paese ha una grande influenza sul commercio del metallo giallo. Londra è, infatti, per il 90%, il centro mondiale attorno al quale convergono le operazioni del metallo giallo. Il prezzo dell’oro viene stabilito durante i due fixing quotidiani di Londra.

La storia dell’Inghilterra attraverso le sue monete

La Sterlina Elisabetta II

L’oro monetario inizia a conoscere il suo massimo prestigio soprattutto a partire dal 14° secolo, periodo in cui l’Inghilterra è in piena espansione economica. Le prime monete « regolari » sono anglo-francesi e presentano l’effigie di Edoardo III, alle quali seguiranno poi le altre.
Ma è l’arrivo della sovrana (sovereign in inglese, conosciuta in Italia come Sterlina inglese), all’inizio del 16° secolo, a segnare l’egemonia del regno commerciale anglosassone. La sterlina si evoluta a partire dal Rinascimento fino a diventare un lasciapassare universale nella seconda guerra mondiale. Queste monete facevano parte del kit di soccorso dei soldati durante la 2° guerra mondiale, ed erano le garanzie per la loro libertà.
Oggi, la sterlina è una moneta da investimento riconosciuta su tutti i mercati che ispira fiducia sia agli investitori che ai collezionisti.

La Britannia, l’altra moneta inglese

Questa moneta d’oro da investimento è una moneta recente, coniata a partire dal 1987 ma, da subito, molto ricercata. Immessa sul mercato per fare concorrenza al Krugerrand e all’American Eagle, la Britannia è l’unica moneta d’oro, insieme alla Sterlina, esente da tasse alla rivendita, grazie al suo valore nominale espresso in £.

Gli inglesi e le medaglie d’oro …

Gli inglesi hanno il gusto della commemorazione, ma non credono necessariamente alle virtù dell’oro come moneta. Ci viene spontaneo chiederci se questo è a causa del duro colpo che venne inflitto alla Gran Bretagna nella seconda metà del 19° secolo ? Il Regno Unito era obbligato a garantire una quantità d’oro equivalente alla massa monetaria che veniva creata. Per permettere di svalutare la lira sterlina, diventata troppo forte, il Regno Unito mise fine alla convertibilità della sterlina in oro nel 1931, per farla deprezzare almeno del 30%.
Da allora, l’oro è stato un po’ demonizzato come moneta. Gli inglesi sono ancora molto attaccati all’oro, ma piuttosto come mezzo di commemorazione. Essi sono infatti ghiotti di medaglie, come attesta ad esempio questa « moneta » in oro coniata dalla Royal Mint per il giubileo di diamante della Regina Elisabetta II, od ancora, quella recente in argento del « Royal Baby », coniata per celebrare la nascita del figlio di Kate Middleton e del Principe William.
Al contrario di noi italiani o dei francesi, gli Inglesi sono molto più rassicurati dai lingotti piuttosto che dalle monete. Il lingotto è ancorato nella loro tradizione, pertanto l’investimento in oro non è alla portata di tutti.

Una fiscalità vantaggiosa

Gli inglesi non assomigliano dunque ai loro vicini belgi, francesi, tedeschi, e ai più lontani italiani… sull’oro da investimento, essi non hanno questo « riflesso », nonostante le loro banche usino le loro sterline per i propri interessi. Ed è un vero peccato, poiché la fiscalità delle monete d’oro è alquanto vantaggiosa Oltremanica. Infatti, non viene applicata alcuna tassa all’acquisto dell’oro da investimento. Alla rivendita dell’oro, vengono applicate due tasse, una viene chiamata Capital Gain Tax (CGT, tassa sul plusvalore) e la VAT (IVA). Per i lingotti d’oro, viene applicata solo la CGT, stessa cosa per le monete che non hanno corso legale nel Paese.

Per gli italiani, le sterline e le Britannia sono due monete di diversificazione molto interessanti per l’investimento in oro, dopo i classici Marengo (italiani, francesi, svizzeri ecc) e il Krugerrand Sudafricano.

La mezza Sterlina Edoardo VII

Friday, December 21st, 2012

Mezza Sterlina Edoardo VII

Nel periodo di massimo splendore della moneta d’oro, della caduta di Napoleone all’inizio della Prima Guerra Mondiale, la Gran Bretagna risplendeva in tutto il mondo grazie alle sue monete, la Sterlina britannica è la chiave che apre tutte le porte.

Liquidate durante le guerre napoleoniche, le vecchie monete d’oro inglesi furono rinnovate nel 1816, quando la Royal Mint disponeva di nuove macchine a vapore. La ghinea di 20 scellini fu sostituita con la sterlina da una libbra. Dal 1817 al 2005, i monarchi inglesi hanno in seguito fatto incidere sulle sterline i loro ritratti: Giorgio III, Giorgio IV, William IV, la Regina Vittoria, Edoardo VII, Giorgio V e, infine, Elisabetta II.

Caratteristiche della moneta

Peso: 3.99 g
Diametro: 19.30 mm
Spessore: 0.99 mm
Paese d’origine: Gran Bretagna
Metallo prezioso: oro
Principale metallo vile: rame
Titolo: 916.667%
Incisore: Benedetto Pistrucci (1783-1855)
Zecca: Royal Mint

Descrizione

Il ritratto del profilo destro del re Edoardo VII è raffigurato al dritto, mentre sul rovescio vi è inciso San Giorgio che uccide il drago, disegnato dall’incisore Benedetto Pistrucci. Si possono vedere le iniziali dell’incisore in basso a destra.

Il celebre motto che costituisce la titolatura (in francese) è << Honi soit qui mal y pense >> (sia vituperato chi ne pensa male). Questo motto deriva da un piccolo incidente avvenuto durante un ballo di corte. Una nobile dama perse la sua giarrettiera e il re Edoardo III, per dissipare ogni disagio, la mise intorno alla sua gamba e disse: << Honi soit qui mal y pense. Ne farò la giarrettiera più gloriosa che si sia mai indossata >>. Nacque così il famoso Ordine della Giarrettiera.

Lo sapevate?

Il prezzo delle mezze sterline Edoardo VII è, in genere, più alto del 10% delle altre sterline per via del mercato dell’India, dove la domanda di questi prodotti è forte. Per tradizione, gli Indiani sono degli appassionati di oro, questo fa parte della loro cultura, della loro religione, delle offerte ch’essi fanno ai loro dei, delle loro doti… Ed in particolare, delle monete inglesi, che valgono molto di più delle loro rupie.
E per via della loro superstizione, essi hanno una preferenza per le monete sulle quali sono raffigurati profili rivolti a destra, reputati portatori di felicità, come nel caso delle sterline Giorgio III ed Edoardo VII. Per quanto riguarda le monete dove appaiono Vittoria ed Elisabetta,possiamo dire che sono poco richieste poiché le donne secondo la tradizione porterebbero infelicità.

Dal momento che la sterlina di Edoardo VII corrisponde perfettamente alle aspettative del mercato indiano e visto che è molto richiesta, è leggermente più cara rispetto alle altre.

LingOro.net a Parigi per la Fiera dell’Investimento 2012

Wednesday, October 24th, 2012

Investimenti anti-crisi

LingOro.net era presente ad uno dei principali saloni europei in materia d’investimento e risparmio a Parigi tenutosi presso il famoso Palais des Congrès a Porte Maillot, dall’11 al 13 ottobre.

E’ stata un’occasione interessante per fare un paragone tra i diversi tipi d’investimento e capire quale sia davvero il migliore, sopratutto in tempi di crisi come quello che stiamo affrontando ora. Nel salone erano infatti presenti più di 150 espositori esperti di borsa, fiscalità, gestione del patrimonio, assicurazioni, immobiliare e, ovviamente, di oro, dichiarato investimento più sexy del 2012.

Per la gioia dei lettori che ci seguono e ci chiedono consigli, e che hanno dei dubbi in materia di oro, siamo andati ad assistere alla conferenza tenutasi dal Presidente della Società AuCOFFRE.com, Jean-François Faure, principale piattaforma online di compravendita di oro da investimento in Francia e che vanta una versione inglese (LinGOLD.com), spagnola (LingORO.com), cinese e, tra non molto, italiana. Durante la conferenza, J.F. Faure, ha dato dei preziosi consigli e precise indicazioni in materia di oro, monete d’oro, numismatica e investimenti. Qui sotto il resoconto della conferenza.

Quattro cose da non dimenticare sull’oro:

  • Oggi, vendere il proprio oro corrisponderebbe a svuotare la propria borraccia in pieno deserto.
  • L’oro è l’assicurazione incendio del proprio patrimonio: non bisogna dunque chiedersi se bisogna averne o meno? Bisogna averne.
  • Un Napoleone da 10 franchi valeva il doppio dell’oro che conteneva a inizio ottobre del 2008, nel cuore della crisi finanziaria. Il suo prezzo è quasi raddoppiato nel giro di 48 ore.
  • Il record del 1980 a 850$ corrisponderebbe oggi a circa 2300$. Siamo solo a 1700$…

Quale forma di oro acquistare?

  • L’oro cartaceo: con gli ETF, i certificati ecc… perdete tutto ciò che avete investito in caso di fallimento bancario. << Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo – ha detto Jean-François Faure – la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico >>. E ancora ha aggiunto: << gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico. Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una delle più grandi fabbriche di lingotti al mondo. L’andamento dell’oro cartaceo è basato su un qualcosa che in realtà non esiste >>.
  • Le miniere d’oro: il prezzo delle azioni delle miniere d’oro non segue per forza quello dell’oro. Al contrario, la maggior parte delle volte, è l’opposto. Infatti, questo tipo d’investimento è consigliato solo ed esclusivamente a chi è esperto. Perciò statene alla larga se muovete i primi passi in questo settore.
  • L’oro fisico: è decisamente l’unico tipo di oro in cui vale la pena investire, in quanto valore rifugio per eccellenza in materia di risparmio anti-crisi. Da più di 6000 anni, l’oro è infatti considerato come una moneta e un valore rifugio, essendo questo un metallo particolare che si distingue da tutti gli altri per le sue particolari caratteristiche che lo rendono insostituibile. Le banche centrali dei principali Paesi ne possiedono ancora in grandi quantità e cercano sempre di averne di più nei loro caveau.

Perché l’oro fisico come investimento di risparmio nel XXI secolo?

Secondo un recente sondaggio a cura della società AuCOFFRE.com risalente a marzo di quest’anno, sono le persone a reclamarlo e richiederlo in quantità sempre maggiori. I dati parlano chiaro:

– un valore rifugio (84%);
– un investimento sicuro (77%);
– un investimento per il futuro, il quale valore non cessa di aumentare (68%).

Inoltre, al contrario di ciò che sentirete dire dal vostro banchiere, l’oro è l’unico bene che non subisce l’influenza dell’inflazione e della deflazione, e protegge gli individui dalle misure governative, offrendo una via di scampo contro possibili norme di confisca e svalutazioni monetarie.

Ovviamente, non dovete per nessuna ragione addentrarvi alla cieca in questo mondo, ma è bene seguire i consigli dei professionisti ed esperti del settore.

Perché l’oro sarà più forte rispetto ad ogni altra forma d’investimento nei prossimi 5 anni?

L’oro batterà tutti gli altri tipi d’investimento per diversi motivi: il primo tra questi è che per sfruttare un nuovo giacimento ci vogliono dai 7 ai 10 anni e il potenziale di nuovi giacimenti è assai limitato. Secondo punto, l’oro progredisce sempre quando i tassi sono bassi e le banche centrali cercano di limitare e regolare le loro vendite. Ultimo punto, ma non meno importante degli altri, l’oro è l’anti-dollaro/euro per eccellenza.

La domanda di oro è in continuo aumento, in modo particolare aumenta la domanda di oro come valore rifugio perciò, non per motivi puramente speculativi, ma bensì come vera e propria << assicurazione >> contro la crisi per il futuro.

Quale forma di oro fisico dovete acquistare: monete o lingotti?

Vediamo insieme la differenza tra le monete d’oro e i lingotti.

I lingotti sono interessanti in una logica d’investimento a lungo termine, ma bisogna fare molta attenzione perché una volta che avrete in mano il vostro bel lingotto non sarà facile rivenderlo. Abbiamo ribadito più volte nei nostri articoli che il momento più importante quando si pensa all’investimento nell’oro è la rivendita. Ora, ponete il caso di possedere il classico lingotto di borsa, che pesa di norma tra i 995 grammi e i 1005 grammi. Questi lingotti riportano il punzone del loro fonditore, cosa che attesta sia la provenienza sia l’autenticità dello stesso. Inoltre, tali lingotti sono dotati di un certificato realizzato dal collaudatore che attesta la sua purezza (la quale dev’essere di minimo 995 grammi per un chilo, vale a dire 24 carati d’oro) che viene consegnato al momento dell’acquisto. Fin qui nessun problema, ma cosa succederà quando deciderete di rivenderlo? La legge vuole che siano i Paesi che fondono i lingotti a disciplinarne la detenzione. In questo modo, per poter commercializzare un lingotto in Italia dev’essere stato concepito sul territorio italiano per rispondere alle regolamentazioni doganali. E così, un lingotto acquistato all’estero potrà essere rivenduto in Italia solo dopo essere stato rifuso sul territorio italiano. Avrete certamente capito da soli che questo non è l’investimento migliore..!

Dritto moneta Vittorio Emanuele II

Per quanto riguarda le monete d’oro, dobbiamo innanzitutto distinguere tra monete da investimento (o di borsa) e monete numismatiche (o da collezione). Le monete d’oro da investimento sono quelle monete coniate dal 1800 in poi e che hanno avuto corso legale nel Paese d’origine. Una moneta avente corso legale è una moneta con la quale si può monetizzare ogni tipo di transazione a livello commerciale, si può trattare dunque di una Vittorio Emanuele II o III da 10, 20, 50, 100 Lire, di una Sterlina inglese, di un Peso messicano, di un Krugerrand Sudafricano ecc.. Il loro valore è determinato dal loro peso in oro e segue dunque le fluttuazioni del prezzo dell’oro. Queste monete sono esenti da IVA alla rivendita.

Mentre, le monete cosiddette numismatiche hanno un valore superiore rispetto al loro contenuto di metallo giallo. Il loro valore dipende da rarità, stato di conservazione, richiesta sul mercato. Una moneta rara, con uno spread molto elevato, venduta ad un prezzo dell’80% più alto rispetto al prezzo della moneta a peso d’oro sul mercato è dunque considerata una moneta da collezione. Le monete da collezione sono le monete in metallo prezioso coniate prima del 1800. Per tali motivi queste monete interessano solo i numismatici e i collezionisti e sono dunque poco appetibili agli occhi degli investitori.

Quali monete acquistare?

Le migliori monete d’oro sulle quali investire per fare dei buoni affari sono senza ombra di dubbio quelle classiche italiane: le Marengo del Regno d’Italia come ad esempio quelle di Vittorio Emanuele II e III e quelle di Umberto I.

Dritto moneta Vera Valor, la moneta universale da un'oncia d'oro puro

Ci sono, poi, i grandi classici che non passano mai di moda come la Sterlina inglese, i 50 Pesos messicani, il Krugerrand Sudafricano, il Dollaro americano ecc.. Tra le ultime nate, ma che hanno già avuto (e stanno avendo) un grande successo tra gli investitori, c’è la Vera Valor. Un nome una garanzia! La Vera Valor è nata da un progetto di AuCOFFRE.com ed è una moneta da investimento dotata di una quotazione e caratteristiche proprie.

Altre monete interessanti per l’investimento sono l’Eagle americana, la Panda cinese, il Nugget australiano, i 20 Franchi svizzeri e quelli dell’Unione Latina, Liberty USA da 10 e 20 dollari e, infine, la Maple Leaf canadese.

Quali sono i fattori da tenere conto quando si acquistano le monete d’oro?

Ci sono molteplici indicatori che aiutano a distinguere i prodotti buoni da quelli scadenti. Vediamo insieme quali sono i principali.

Per prima cosa, quando decidete di acquistare una moneta d’oro fate molta attenzione alle loro condizioni (vedi l’articolo l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro). Una moneta che presenta delle ammaccature, dei graffi e dei contorni poco chiari non è una buona moneta per l’investimento. Le monete che v’interessano in termini d’investimento sono piuttosto quelle in stato SPL (Splendido) o BB (Bellissimo). Infatti, le monete in questo stato di conservazione godono di un premio (o spread) alla rivendita. Mentre, ad eccezione di alcune monete rare, quelle di tipo B (Bello) e MB (Molto Bello) sono vendute a peso d’oro. Per quanto riguarda quelle FDC (Fior di Conio) non ne consigliamo l’acquisto perché sono monete rare che hanno un premio base (premio medio oltre il valore dell’oro) già alto e un differenziale di spread basso (la differenza tra premio di base e il più alto premio reale). Queste sono perciò monete riservate al puro numismatico.

Altre cose su cui dovete prestare molta attenzione sono il millesimo e il segno di zecca delle monete d’oro. Controllate sempre che questi corrispondano agli anni di coniazione di quelle determinate monete e assicuratevi della loro origine (dove sono state concepite le monete). Per fare questo potete consultare le schede di ogni moneta sul nostro blog che trovate qui: monete d’oro da investimento. E’ comunque molto più facile riprodurre dei falsi di monete nuove piuttosto che di quelle vecchie, ma bisogna comunque fare sempre molta attenzione anche con quelle datate.

Il momento più importante: la rivendita delle monete d’oro!

Come già accennato diverse volte in quest’articolo, il momento più importante è quello della rivendita. Per rivendere il proprio oro al miglior prezzo bisogna seguire delle semplici e preziose regole:

– Non farsi rubare il proprio oro (confisca, furto diretto, imbrogli sul prezzo);
– Non rivolgersi ad una banca;
– Non perdere tempo ed evitare chi ve lo potrebbe far perdere (banche, intermediari ecc..);
– Definire in anticipo le vostre intenzioni (darvi delle regole; decidere se volete fare un acquisto a lungo o breve termine ecc..);
– Conoscere e seguire i prezzi e l’andamento dei vari mercati.

Dove acquistare le monete d’oro?

Per prima cosa, evitate i siti dove si vende e si compra all’asta come Ebay, ad esempio. Su questi siti gli scambi avvengono unicamente tra privati, e non avete perciò alcuna garanzia su quello che andrete ad acquistare. Se avete dei dubbi, basta che andiate sulle pagine che vi mettono in guardia da questo tipo di siti per leggere i centinai di casi di monete d’oro false vendute in cambio di Krugerrand o di monete Vittorio Emanuele. Per non parlare dei prezzi di vendita.. partono da costi bassissimi in un primo tempo per arrivare in un secondo tempo ai prezzi del mercato, quando non è più caro! Come sorpresa finale, una volta che vi vengono consegnate a casa le vostre monete d’oro, siete costretti a pagare le spese di spedizione, pagando le vostre monete dal 5 al 10% in più del loro valore reale. Tutto questo senza nessuna garanzia sulla qualità delle monete!

Evitate anche gli agenti di cambio perché tendono a sbarazzarsi molto facilmente delle monete d’oro quando le comprano ai privati. Di conseguenza, se ordinate delle monete rischiate di doverle aspettare a lungo perché molto probabilmente ne avranno poche in stock o, addirittura, non ne avranno proprio. Per non parlare delle commissioni che sono spesso poco chiare, per nulla limpide.

Evitate le banche! Non ci stancheremo mai di ripetervelo. Tutti coloro che hanno provato questa soluzione concordano nel dire che è un processo lungo e fastidioso. E’ facilmente comprensibile il motivo per il quale le banche non hanno più interesse ad acquistare e vendere le monete d’oro: preferiscono proporre servizi dematerializzati ad alto valore aggiunto. Se siete diffidenti, vi consigliamo di fare una prova e andare di persona dal vostro banchiere di fiducia a chiedere. State certi che non avrete le vostre monete prima di 3 o 4 settimane!

Clicca sull'immagine per andare direttamente al sito LinGOLD.com

Allora, dove potete acquistare in tutta sicurezza e in modo semplice e veloce?

Il nostro consiglio è la piattaforma online LinGOLD.com, un sito che permette di acquistare e mettere in vendita in tempo record le vostre monete con un solo click comodamente dal vostro divano. Il sito propone una vasta scelta di monete d’oro da investimento anche molto difficili da reperire sul mercato. Inoltre, offre un servizio di custodia in casseforti indipendenti in Svizzera. La legge vuole che per le transazioni effettuate in Svizzera non siete tassabili né d’IVA né da nessun altro tipo di tassa. Ma fate attenzione! Se fate uscire le vostre monete dal territorio svizzero questa legge non sarà più applicabile. Inoltre, grazie al LSP (Libretto per la Salvaguardia del Patrimonio), al quale potrete facilmente iscrivervi dal sito, avrete la possibilità di acquistare dei grammi d’oro per un minimo di un grammo al mese senza pagare alcuna spesa per la custodia in cassaforte. I prezzi delle monete sono autentici in quanto sono i clienti stessi a fissare il prezzo di vendita. Ciò significa che il prezzo viene fissato dalla domanda e dall’offerta. All’interno del sito trovate anche le quotazioni in tempo reale di ogni moneta (per ciascun tipo e millesimo) e il grafico del prezzo dell’oro sul mercato. Perciò, LinGOLD. com propone il prezzo base delle monete indicando l’esatto potenziale di spread in tempo reale, ma i prezzi di vendita delle monete sono fissati dai clienti proprietari delle monete. Ogni moneta è contraddistinta da un numero preciso che viene scritto sulla loro custodia al momento della conservazione in cassaforte. Per ogni moneta vengono fornite le immagini del dritto e del rovescio con il relativo numero e sono tutte di qualità SPL in quanto la società acquista solo da fornitori professionali. Per ogni acquisto viene fornito il certificato di proprietà, scaricabile o stampabile direttamente dal sito. Un’équipe di consulenti preparati ed esperti è pronta ad assistervi telefonicamente o via e-mail, oppure potete comunicare dall’innovativa chat che potete avviare direttamente dal sito. L’iscrizione al sito è completamente gratuita e senza alcun tipo di vincolo. LinGOLD.com prende solo l’1% delle commissioni sulle transazioni.

LinGOLD.com ha apportato una vera e propria rivoluzione nel commercio delle monete d’oro e una risposta sicura alle esigenze degli investitori di tutto il mondo. E’ dotato di una versione inglese, francese, spagnola, cinese e presto anche italiana. Stay tuned!

 

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Monday, May 7th, 2012

Moneta 20 Lire Vittorio Emanuele II

La crisi della zona euro non rassicura né i mercati né i privati attenti ai loro risparmi. Le banche, le vipere traditrici che stanno all’origine della crisi del debito sovrano attuale, non ispirano più fiducia e i loro prodotti bancari ancora meno. Quando vogliamo investire parte del nostro patrimonio, o del nostro salario, dobbiamo sempre valutare i rischi che ciò comporta. Nell’oro fisico, i rischi sono nulli! Ora, il compito di LingOro.net è quello di guidarvi verso le migliori soluzioni e di dirvi tutto quello che c’è da sapere sull’investimento nelle monete d’oro.

1. Perché investire sull’oro?

Ci sono diverse cose da sapere quando cominciamo ad interessarci all’oro come prodotto di risparmio. Se ci addentriamo in questo mondo alla cieca, con tutta la nostra buona volontà e saggezza, possiamo cadere nelle trappole che ci portano a prendere lucciole per lanterne. E’ bene seguire i consigli degli esperti, delle persone del mestiere.

Per prima cosa, contrariamente a ciò che vi dirà il vostro banchiere, tra tutti i prodotti di risparmio proposti attualmente, l’oro è quello che più resiste all’inflazione e alla deflazione. L’oro è anche il solo attivo che, secondo l’economista Antal Fekete (nel suo libro << Il ritorno al sistema aureo >>) “protegge l’individuo contro le misure arbitrarie del governo offrendo una protezione contro le tassazioni confiscatorie, il deprezzamento monetario e la svalutazione”.

2. Dimenticatevi di ogni altro prodotto di risparmio

Per quanto riguarda gli altri prodotti di risparmio, potete subito escludere gli attivi dinamici. La loro volatilità li rende troppo rischiosi da provare. Inoltre, non avete nessuna garanzia di ritrovare l’integrità del capitale che investite e le possibilità di guadagnarci sono in questo momento tanto nulle quanto quelle di vincere al Lotto!

Visti i tassi d’interesse eccessivamente bassi dei libretti e i rischi << d’instabilità >> di questi, e considerando l’alto rischio che il vostro capitale non vi renda profitti o a venga vergognosamente tassato dallo Stato, non pensate che sia meglio indirizzare i vostri risparmi verso l’oro fisico?

Quanto ai contratti pronto termine (PCT), essi sono bloccati per un periodo determinato, dunque sono poco interessanti in termini di liquidità. Infine, dimenticatevi dei certificati di deposito, dei fondi a capitale protetto, dei fondi in euro, delle assicurazioni sulla vita e di qualsiasi altro tipo di titolo di Stato poiché questi contengono solo delle pericolose promesse di arricchimento. Infatti, non sono garantiti e i rischi di fallimento dell’emittente sono da considerarsi abbastanza reali, soprattutto in questo momento.

3. Oro si, ma sotto quale forma?

In contanti: acquistare oro sotto forma di azioni? Oro cartaceo? Come tutti i titoli virtuali finirà bruciato al rogo della vanità o divorato dalle tarme. No, noi vi parliamo di oro fisico, di contanti suonati e traboccanti. L’oro cartaceo è troppo esposto alla volatilità dei mercati, alla manipolazione, e fortemente dipendente dalle circostanze geopolitiche.

Leonard Sartoni, specialista dell’oro, spiega perché le monete restano il miglior investimento per il risparmiatore. << Per il piccolo risparmiatore desideroso d’investire nell’oro fisico, le monete rappresentano il miglior investimento possibile poiché possono frazionare più facilmente il capitale rispetto ad una barra da 10 kg, o anche ad un lingotto da 1 kg. Poi, in un potete mercato rialzista a lungo termine sull’oro, le monete possono diventare sempre più difficili da reperire (più acquirenti che venditori) dunque si vendono molto più care rispetto al valore d’oro ch’esse contengono effettivamente >>. Nel 1980, lo spread sulle Marengo era del 100%, il che significa che le Marengo valevano due volte più care del loro peso in oro.

Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo… : la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico! << Gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico! Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una fabbrica di lingotti >> – ci confida il presidente di AuCOFFRE.com – << l’andamento dell’oro cartaceo è dunque basato su qualcosa che non esiste e ciò parassita il corso reale dell’oro, degli scambi in via amichevole. L’oro è sottovalutato, spinto al ribasso dall’oro cartaceo, assalito anch’esso dall’appetito degli investitori in oro >>.

Lo spread… : non possiamo parlare di monete d’oro senza evocare lo spread. Chi vuole piazzare una parte dei propri soldi sull’oro fisico deve per forza sapere di cosa si tratta. Lo spread viene espresso in percentuale, ed è il differenziale tra il valore dell’oro contenuto in una moneta e il prezzo negoziato sul mercato. Se il suo prezzo varia molto poco con l’usura, il prezzo al quale viene negoziata la moneta dipende da alcuni parametri come l’offerta e la domanda, e lo stato di conservazione della moneta.

Il parere di un numismatico

Interrogato a questo proposito, un nostro amico numismatico (del quale non faremo il nome per rispetto della privacy) non nasconde il suo scetticismo in merito al modo in cui viene calcolato questo famoso spread delle monete. Anche se ne riconosce l’esistenza, egli mette in dubbio il sistema monopolistico della quotazione dell’oro e il modo piuttosto arbitrario con cui viene fissato il tasso dello spread. << Quello che amo dell’oro è il fatto che è qualcosa di fisico, è qualcosa di reale, è un prodotto semplice. Ma come sempre, si è voluta complicare la cosa con questa storia dello spread. Lo spread non mi piace >>. << Il mercato dello spread è stato creato dal nulla, lo si è introdotto nel mercato poco prima del 2009, da quando c’è stata una forte domanda, mentre negli anni ‘80, questo era diminuito quasi fino a divenire nullo >>.

<< Ancora peggio è applicarlo sulle monete nuove per le quali ci s’inventano dei piccoli difetti. Personalmente, vendo delle monete a peso d’oro, le vendo con lo spread quando ce n’è, quando è giustificato, ma quando non ce n’è, non vendo la moneta d’oro con lo spread. Visto che non c’è un’autorità che regola il mercato dell’oro, l’andamento dell’oro come quello dello spread manca di oggettività >>.

Il punto è che questo spread esiste e che l’investitore ha a che fare con questo. Se lo spread non sembra giustificato su alcune monete, lo è per altre. Più una moneta è richiesta, più il suo spread e il suo prezzo aumentano (questi non vanno generalmente di pari passo con l’andamento dell’oro che concerne invece l’oro di borsa, cioè l’oro cartaceo). Lo spread può balzare verso l’alto perché la moneta è molto richiesta. D’altronde, lo spread è un effetto leva interessante se si desidera acquistare oro a fini speculativi. Lo spread delle Marengo (Vittorio Emanuele, Umberto I, Napoleone ecc..), le monete più richieste al momento, esploderà senza dubbio da qui alla fine dell’anno.

Monete da investimento o monete numismatiche?

Dritto moneta Krugerrand

L’andamento non è esattamente lo stesso: l’acquisto di monete a fini speculativi non è la stessa cosa dell’acquisto di monete ai fini collezionistici. Se si acquistano delle monete al fine di realizzare delle plusvalenze, si può sfruttare l’effetto leva dello spread e rivendere per esempio le vostre Krugerrand in un momento in cui sono molto domandate. Tuttavia, scambiare oro con moneta cartacea è un’eresia vera e propria. A meno che non abbiate bisogno di liquidi nell’istantaneo, lo scopo dell’oro non è quello di finire scambiato con semplici confetti. Per quanto ci riguarda, l’acquisto di monete d’oro è prima di tutto un’azione che ci permette di assicurarci contro ogni sorta di crisi finanziaria.

Jean- François Faure, presidente della società AuCOFFRE.com, ci parla della differenza tra monete d’oro da investimento e monete d’oro numismatiche. << Con tutta l’informazione che c’è oggi sull’oro, c’è un’evoluzione del mercato. Le persone si rendono conto che c’è qualcosa di molto interessante nel’investimento in oro. Per esempio, una Marianne Coq 1899, malgrado tutte le sue buone qualità, non era molto richiesta fino a qualche anno fa perché ritenuta non da investimento. Ma le mentalità cambiano, le idee si evolvono, le persone che stanno all’interno del mercato sono più informate. Le monete da 100 franchi Napoleone testa laureata sono quasi per sola collezione poiché n’esistono solo 19 000 esemplari in circolazione, e sono una vera e propria copertura contro le fluttuazioni dell’oro. Le monete d’oro numismatiche sono delle monete di piazzamento dei propri risparmi, non di borsa >>.

4. Le buone e le cattive monete

Tra le monete in oro non ci sono delle monete “sgradevoli”, ma ci sono dei valori sicuri sui quali possiamo contare indipendentemente da quale sia l’epoca. Le grandi classiche monete d’oro per noi sono ovviamente quelle italiane: le Marengo del Regno d’Italia come le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.

Dritto Vera Valor - 1 OZ

Gli altri grandi classici che non passano mai di moda sono le Sterline, Pesos e Krugerrand. Tra le ultime nate di AuCOFFRE.com, la Vera Valor è nata per essere da investimento con una quotazione, delle fluttuazioni e delle caratteristiche proprie.

Le Eagle, le Panda, Nuggets e altre monete come le Mapple Leaf sono anch’esse da investimento.

Infine, ci sono delle monete nelle quali è meglio evitare di mettere i propri soldi:<< le medaglie con valore nominale >> come le monete regionali e tutte le serie limitate, l’edizioni speciali ecc… in genere, queste monete sono ipervendute alla base con un premio sostanziale, più care quindi del loro valore corrente. Se non fosse che queste monete hanno la spiacevole tendenza a diventare obsolete molto facilmente e sono semplicissime da copiare. Tra qualche anno, queste monete potranno perdere il loro valore nominale, non sono quindi delle buone monete da investimento a medio e lungo termine. Non è con questo tipo di monete che mettete al sicuro il vostro patrimonio, e nemmeno con dei gioielli in oro!

La Sterlina d’oro. La moneta preferita della Regina d’Inghilterra.

Thursday, January 26th, 2012
Coi tempi che corrono, la Sterlina d’oro inglese (o Sovrana inglese), che d’ora in poi chiameremo semplicemente Sterlina o Sovrana, è una moneta d’oro molto interessante per l’investimento nel metallo prezioso anche se ha perso un po’ del suo prestigio con l’esplosione del dollaro negli anni ’30.

Moneta d'oro di tipo Sovrana Elisabetta II. Dritto creato da Mary Gillick (1881-1965)

 

La storia della Sterlina dal 1489 ai giorni nostri.

La Sterlina è stata creata nel 1489 su richiesta del Re Enrico VII. La versione moderna è apparsa nel 1817, con l’immagine, ormai iconica, raffigurata nel rovescio di San Giorgio che uccide il drago. Ricercatissima ancora oggi, la sterlina contiene 0.235421 oncia d’oro.

La prima Sovrana fu coniata nel 1496 per il re Enrico VII. Al dritto vi era raffigurato Enrico VII e una rosa – simbolo dei Tudor – con lo scudo reale sul rovescio. La moneta non aveva nessun valore facciale. I successori di Enrico VII hanno continuato a coniarle fino alla fine del regno di Elisabetta I nel 1603.

L’origine del nome verrebbe dal fatto che il sovrano regnante figurava obbligatoriamente sul dritto della moneta. Ma c’è anche un’altra possibile origine del nome ugualmente collegata al fatto che Enrico VII, volendo dimostrare la sovranità dell’Inghilterra nel mondo, l’avrebbe chiamata così per dimostrare la potenza e lo splendore del suo regno, ovviamente contro la Spagna e il Portogallo.

Le Sterline riebbero corso legale nel Paese nel 1817. Questo faceva parte di un provvedimento dell’allora direttore della Royal Mint (Zecca Reale di Londra), William Wellesley Pole. Un giovane incisore italiano di nome Benedetto Pistrucci (1783-1855) fu chiamato per creare il disegno del rovescio della nuova Sovrana, il famoso San Giorgio che uccide il drago. Nonostante sia stato più volte modificato nel corso degli anni, il disegno è rimasto essenzialmente lo stesso. Da ciò si può cogliere la volontà di testimoniare la magnificenza di San Giorgio.

Differenti tipi di rovescio sono stati creati, soprattutto durante il regno di William IV, Vittoria, Giorgio IV ed Elisabetta II. D’altra parte, lo scudo reale è cambiato rispetto alla sovrana del 1489. Tuttavia, la tradizione della rappresentazione del sovrano regnante sul dritto della moneta è stata sempre rispettata.

Le Sterline d’oro furono tolte dalla circolazione all’inizio della prima guerra mondiale, nel 1914, anche se la produzione veniva garantita dalla Royal Mint fino al 1917. In effetti, è nel 1914 che l’Inghilterra abbandonò l’oro come unità monetaria, ma continuò comunque a produrre monete con l’effigie dell’impero, sebbene in piccole quantità.

Rovescio della Sovrana. Opera di Benedetto Pistrucci (1783-1855).

Le Sterline che non furono prodotte dalla Zecca Reale di Londra hanno un marchio che indica il punto dove sono state coniate (possiamo citare Melbourne, Sidney, Perth, Bombay, Ottawa e Pretoria). Questa produzione esterna alla Gran Bretagna venne definitivamente arrestata nel 1932.

Piccolo aneddoto: nel 1933, gli Stati Uniti d’America ritirarono tutte le Sterline dalla circolazione. In quest’occasione, milioni di Sterline vennero rifuse in lingotti d’oro. Se gli USA possedevano così tante Sterline era per via dei grandi scambi commerciali con l’Inghilterra nel XIX secolo.

Nel 1957, la Zecca Reale decise di riprendere la coniazione delle Sterline per soddisfare da una parte la domanda mondiale, e dall’altra per fermare la contraffazione proveniente dall’Italia e dalla Siria, che era ben avviata dopo la cessazione della produzione nel 1917. Queste nuove monete non vennero pertanto rimesse liberamente in circolazione. La produzione poi ha iniziato a rallentare e rappresentava solamente dei modelli di prova, destinati ai collezionisti e numismatici. Le Sterline d’oro da investimento vennero riprodotte a partire dal 2000 in poi.

Oltre le Sterline, la Royal Mint coniò anche delle monete da 10 scellini (mezza sovrana), da £2 (doppia sovrana), e da £5 (quintupla sovrana). Solo la Sovrana e la Mezza Sovrana sono state coniate per la circolazione monetaria. Quest’ultime sono le monete che hanno circolato di più in Inghilterra durante l’Epoca Vittoriana.

Fin dagli anni ‘30 e ‘40, la Sterlina fu la moneta d’oro più richiesta e più conosciuta al mondo. Come prova, questa storia raccontata da Timothy Green nel suo libro a proposito dell’oro: “Il figlio di un ricco industriale di sapone ed olio, rimanendo a Salonicco, in Macedonia, parla così dei suoi ricordi” : << La mia famiglia ha trasformato tutta la sua fortuna in Sterline d’oro prima dell’invasione tedesca, nell’inverno 1941. Avevamo circa 3000 Sovrane nascoste dietro i telai delle porte. Ad ogni raffica di vento, mia madre si precipitava per assicurarsi che le monete fossero ancora al loro posto. Da quando sono arrivati i tedeschi, hanno occupato l’industria, e senza questi risparmi saremmo morti di fame. Una volta all’anno, smontavamo le porte per prendere i soldi che ci permettevano di vivere. Anche se non ce n’eravamo resi conto subito, la maggior parte dei nostri parenti aveva agito come noi. Ma mio nonno, ch’ebbe fiducia nella moneta greca, si ritrovò con un mazzo di biglietti senza valore, e perse tutta la sua fortuna >>.

Disegni presenti sulle Sterline d’oro e date:

Caratteristiche tecniche della Sterlina moderna (dopo il 1817):

Il titolo delle Sterline è di 916,67 °/00, ciò significa che per 1000 grammi di sterlina, ci sono 916,67 grammi d’oro puro, mentre il resto è composto da rame per rinforzare la moneta. L’oro puro è morbido, e quindi fragile nel caso di una moneta coniata inizialmente per la sola circolazione di mano in mano.

Come individuare una moneta contraffatta ?

Come già detto in precedenza, numerosi falsi della Sterlina d’oro sono stati fabbricati in Siria e in Italia. Per evitare d’imbattervi in un falso è comunque meglio che vi affidiate ad operatori professionali.

Per aiutarvi a capire se vi trovate di fronte ad una Sovrana autentica o ad una contraffatta abbiamo fatto un elenco di cose di cui tenere conto quando ne esaminate una:

  • Il contatto con la moneta: le false sono generalmente vellutate al tatto, con dei contorni più taglienti rispetto alle vere.
  • Il suono della moneta: prendete una moneta di cui abbiate la sicurezza che sia vera, posizionatela alla fine dell’indice, e colpite leggermente il bordo con un’altra moneta o con l’estremità di una penna a sfera. Ascoltate il suono. Ripetete la stessa procedura con la moneta per la quale avete dei dubbi. Se il suono è differente, è molto probabile che sia un falso.
  • Verificate le date di produzione con l’aiuto della tabella qui sopra: spesso le false sono prodotte negli anni in cui non sono state coniate le vere.
  • Verificate i marchi di fabbrica: se questi non sono presenti, accertatevi che la Royal Mint di Londra abbia prodotto delle Sovrane l’anno in questione.
  • Peso, dimensione e spessore da verificare con la tabella qui sopra.

Nonostante questa lista sia stata realizzata per la Sterlina d’oro inglese potete applicarla, adattandola, ad altre monete!

Investire o non investire nelle Sovrane ?

Inglesi e italiani non acquisteranno questa moneta per le stesse ragioni. Al di là dell’aspetto patriottico, gli inglesi sono fiscalmente portati a possedere delle Sovrane poiché la legge prevede che il plus-valore ottenuto dalla rivendita di queste non venga tassato. E’ una vera fortuna fiscale che rende di conseguenza le altre monete (Krugerrand, Eagles, Napoleone) molto meno interessanti, anche se queste rientrano comunque nell’oro da investimento (senza IVA, come in Italia).

Innanzitutto, grazie alla sua venerabile età, la Sterlina d’oro inglese è tra le monete più ricercate al mondo, sia dai numismatici che dagli investitori. Il fatto che il suo prezzo fluttui in base al corso dell’oro come tutte le monete che rientrano nella categoria dell’oro da investimento non è l’unica variabile da prendere in considerazione. In effetti, la moneta può beneficiare di uno spread assai elevato in caso di crisi. Non ci stancheremo mai di ripetervi quanto sia importante la nozione di spread nell’acquisto e nella vendita delle monete d’oro. Prendiamo un esempio molto recente: nel 2009, le Sterline d’oro da collezione venivano rivendute in Inghilterra a circa £299 per un contenuto di oro pari a 0,23 oncia. Un’oncia d’oro veniva venduta a circa £600, vale a dire £150 per 0,23 oncia, secondo una regola del tre molto semplice. Questo vuol dire che nel 2009, la Sterlina d’oro valeva due volte il suo valore reale in oro. Convinti ? Ovviamente, bisogna saper capire quando lo spread si avvicina il più possibile allo spread di fondo, al fine di comprare nel miglior momento, e di avere così la possibilità di moltiplicare il suo valore in caso di esplosione dello spread in tempo di crisi.

Acquistare la moneta con lo spread più basso non è necessariamente il miglior calcolo. Quello che bisogna fare è acquistare la moneta con il miglior differenziale di spread. Cosa succede nel caso delle Sterline? Sotto quest’aspetto le Sterline si vendono benissimo in Italia con un differenziale che si aggira intorno al 20% (è quello che si è potuto osservare nel cuore della crisi, nel 2008, quando il prezzo del marengo s’impennò), ciò che ne fa un investimento un po’ meno interessante del marengo 20 Lire, ma finalmente una buonissima alternativa alla nostra moneta nazionale. Tuttavia, con il 29% di differenziale, la mezza sovrana possiede un potenziale di crescita leggermente più elevato. Coloro che ne possiederanno quando l’economia crollerà, realizzeranno migliori affari rispetto a chi avrà solamente dei Marengo in cassaforte. Come vi abbiamo già detto in altri articoli, non limitatevi a comprare solo un tipo di moneta, ma diversificate!

Sbagliereste anche a pensare che per acquistare un Vreneli bisogna andare in Svizzera per fare dei buoni affari, o che per trovare delle Sterline a buon prezzo bisogna andare in Inghilterra. L’Italia è piuttosto ben piazzata per quanto riguarda le tariffe, poiché lo spread è debole: gli italiani preferiscono acquistare delle Vittorio Emanuele II e III da 20 Lire, e oggi dei Krugerrands. E’ normale che lo spread di una moneta nazionale, che sta ad indicare la pressione della domanda sull’offerta, sia più basso negli altri paesi.

Oltre che dall’offerta e dalla domanda, lo spread dipende anche dalla qualità delle monete. Anche se non c’è una classificazione ufficiale, proviamo comunque a fare un parallelo tra la classificazione usata nel Regno Unito e quella presente in Italia:
Uncirculated (UNC) => Fior di Conio (FDC)
Extra Fine (EF) => Splendido (SPL)
Very Fine (VF) => Bellissima (BB)
Fine (F) => Molto Bello (MB)

Leggerete con piacere quest’articolo sull’importanza dello stato di conservazione delle monete, e noterete che la classificazione americana è ancora diversa da quella inglese, e che bisogna quindi fare attenzione alle confusioni.

Anche se le vecchie sterline vennero prodotte in quantità nettamente più elevate rispetto a quelle moderne, è molto più difficile trovare delle monete di buona qualità del XVII e XVIII secolo. Le monete coniate prima del 1817 non c’interessano in una logica d’investimento poiché queste non rientrano nella categoria delle monete d’oro da investimento, e sono quindi soggette all’IVA.

Le Sterline di alta qualità coniate durante il regno di Giorgio III, Giorgio IV o William IV sono estremamente rare. Delle monete qualificate come SPL o EF si trovano ancora, ma sono molto rare poiché il loro spread è molto elevato. Le monete FDC o UNC sono rarissime per questi periodi e il loro spread raggiunge livelli massimi. Nel 2004, ad esempio, una Sterlina Giorgio IV del 1825 è stata venduta a £14,950!

Le prime sterline del periodo vittoriano sono piuttosto ricercate, e anche per queste monete di qualità SPL o EF lo spread sarà molto elevato. L’estrema rarità di monete FDC o UNC di questo periodo giustificano uno spread molto alto. Anche se le Sterline recenti del periodo vittoriano sono meno rare di quelle precedenti, è comunque difficile trovarne di alta qualità, e lo spread resterà sempre alto.

Al contrario, le sterline del regno di Edoardo VII e Giorgio IV di qualità SPL o EF sono relativamente facili da reperire sul mercato, lo spread è di fatto meno elevato. Le monete FDC o UNC, tuttavia, sono soggette a un forte spread, come nel caso delle Sovrane del periodo vittoriano.

Da notare che durante il regno di Edoardo VIII non è stata prodotta nessuna sovrana, ma solo qualche moneta ufficiale. Se una di queste monete venisse venduta, lo spread raggiungerebbe ancora dei livelli massimi proprio per la loro rarità.

Durante il regno di Giorgio VI sono state coniate solamente alcune monete da collezione per celebrare il suo incoronamento. Quest’antenato del cofanetto da collezione d’oggi (non siamo noi quindi ad averlo inventato!) si trova ancora con monete di qualità FDC. Inutile dirvi che lo spread è elevato, siamo sicuri che lo immaginate!

Dalla sua reintroduzione durante il regno di Elisabetta II, la Sovrana fu prodotta in quantità meno elevate rispetto a prima, cosa logica se pensiamo che non erano destinate alla libera circolazione.

Anche se in quantità ridotte, queste monete sono globalmente meglio conservate rispetto a quelle delle epoche precedenti poiché esse sono state scambiate meno. Le troverete così abbastanza facilmente in qualità FDC o UNC. Lo spread sarà certamente meno elevato rispetto a quello delle monete FDC dei periodi precedenti, ma restano comunque un investimento di qualità e valido sul lungo termine. In più, grazie alla loro notorietà a livello mondiale, continueranno ad essere sempre ricercate. Quindi lo spread aumenterà ancora nel corso degli anni.

Per facilitare la vostra ricerca, abbiamo stilato una lista di Sterline che vale davvero la pena cercare (e trovare) per chi vuole investire in oro: le Sovrane 1817, che sono le prime Sovrane moderne, le monete di qualità FDC o UNC dei regni di Giorgio II, Giorgio IV e William IV (se ne trovate di qualità SPL o EF, non esitate comunque a comprarle); le Sovrane Vittoria del 1838, la Sovrana 1841, che è la Sovrana Vittoria più rara; la Sovrana 1917 coniata a Londra, poiché è l’ultimo anno di produzione di Sovrane della Royal Mint; e per finire, la Sovrana Elisabetta II del 1989 per la commemorazione dei 500 anni della famosa moneta.

Per concludere con la Sovrana, avrete certamente capito che questa moneta è un eccellente investimento. Da una parte, a breve termine, e soprattutto se la vostra moneta è di buona qualità, lo spread sarà piuttosto elevato (dipendente dalla data di coniazione). In più, sino a che l’Inghilterra conserverà la sua valuta, le Sovrane continueranno ad essere prodotte dalla Zecca Reale per il piacere di collezionisti e investitori. E se un giorno, l’Inghilterra decidesse di convertirsi all’euro, sarete veramente fortunati a possedere nel vostro “portafoglio” delle monete inglesi diventate delle vere e proprie icone !

Alessia Pinna