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Divieto di possedere oro durante la Grande Depressione: lezione di cui dobbiamo fare tesoro

Thursday, January 30th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Moneta d'oro Sovrana Elisabetta II

Uno dei fenomeni più evidenti della repressione finanziaria in America, per quel riguarda il furto e la confisca dei beni dei cittadini, fu il divieto di possesso di oro fisico da investimento. Questo Decreto fu emanato dal presidente degli Stati Uniti, Franklin Roosvelt, nel 1933. Il decreto 6102 venne approvato il 5 aprile 1933. A partire da quel momento, era dunque vietato il possesso di monete d’oro, lingotti d’oro e certificati su tutto il territorio statunitense.

Il Decreto obbligava tutti i detentori di oro fisico da investimento a recarsi presso una succursale della Riserva Federale, per deporre i propri beni in oro in cambio di dollari, ad un prezzo convertibile di 20.67 dollari l’oncia.

La confisca dell’oro detenuto dai cittadini nordamericani non è nient’altro che un esempio di nazionalizzazione di un attivo, in questo caso, dell’oro fisico da investimento. Gli Stati dispongono del potere illimitato di nazionalizzare i beni a loro piacimento, poiché lo fanno ‘nell’interesse generale’ della nazione.

In questo caso, non si trattava di una semplice nazionalizzazione, poiché la Riserva Federale era una banca privata – tutte le Banche Centrali, fino alla metà del XX secolo, erano private e dovevano rispondere delle loro azioni davanti a tutti gli azionisti. Pertanto, si può solo parlare di ‘furto’ piuttosto che di nazionalizzazione.

Da parte dei media, ci fu un grande silenzio al riguardo. Il giorno in cui entrò in vigore questo decreto, il giornale The New York Times diffuse la notizia della fine del divieto del cosidetto ‘Proibizionismo’, che impediva ai cittadini americani di fabbricare, vendere, importare e trasportare bevande alcooliche, che era, all’epoca, la maggiore preoccupazione degli americani. In effetti, i cittadini erano più preoccupati di non poter bere alcool che di vedere le poprie ricchezze confiscate!

Questo genere di decisione non fu né la prima né l’ultima. Già nel 1638, il re Carlo d’Inghilterra s’impossessò di 200 000 lire sterline d’oro fisico da investimento appartenenti ai suoi suddetti, in vista dell’imminente guerra civile inglese.

I sudditi delegarono al Museo della Moneta della custodia del loro oro per ragioni di sicurezza. Questo facilitò il lavoro del monarca, il cui scopo era quello di confiscare tutto l’oro depositato in questo luogo. Tutto ciò doveva sembrare un prestito ma, naturalmente, il Tesoro non venne mai restituito ai sudditi.

Fonte: Blog di Simon Black e OroyFinanzas.com

Prospettive 2014 : i pareri degli economisti

Wednesday, January 22nd, 2014

Prospettive economiche 2014

Fare delle previsioni realistiche in termini di economia è come fare dell’astrologia… Eppure, ogni anno, in tanti si dedicano a questo pericoloso esercizio, e alcuni spesso ci azzeccano! Qualunque sia il tono delle prospettive economiche per il 2014, prendendo come punto di partenza l’anno 2013, è comunque bene fare attenzione, invitando gli investitori alla massima cautela.

Nouriel Roubini, alias Dr Doom, è ottimista!

Un fiore non fa ghirlanda. Nouriel Roubini, alias “Dottor catastrofe”, conosciuto per le sue previsioni pessimistiche e piuttosto azzeccate fino ad ora, è piuttosto ottimista nelle previsioni economiche del 2014.

Stando a quanto afferma, i rischi maggiori (minacce di un’implosione della zona euro, di un nuovo “shutdown” – arresto parziale del governo americano – del limite massimo del debito, rallentamento brutale della crescita della Cina, di una guerra tra Iran e Israele…) dovrebbero essere meno “aggressivi” nel 2014 rispetto al 2013.

« Per quanto riguarda l’economia americana, che si trova in una posizione migliore rispetto ai suoi concorrenti, non dovrebbe raggiungere il suo vero potenziale di crescita nel 2014 – afferma Roubini – ma s’intravedono dei fattori positivi: ripresa del mercato del lavoro e dell’immobiliare, e dell’industria manifatturiera ». Noi ci permettiamo di aggiungere: l’arresto della politica monetaria accomodante per un dollaro più forte.

Roubini punta anche su una ripresa dei mercati emergenti, le cui classi medie continuano a svilupparsi e a far girare il consumo. Secondo Roubini, si tratta di una ripresa modesta, sia per le economie avanzate che per quelle emergenti. Ma su un piano globale, Stati Uniti a parte, la crescita dovrebbe restare “anemica” nel 2014, malgrado le sue prese di posizione ottimistiche.

Quanto detto è spiegato nel dettaglio in quest’articolo pubblicato su cnbc.com, da leggere se conoscete l’inglese o se siete dotati di un buon traduttore!

Previsioni mondiali economiche pessimistiche

Per una volta Dr Doom è ottimista? Non è lo stesso per Joseph Stiglitz, cronista e premio nobel dell’economia 2001, professore alla Columbia University (New York).

In quest’articolo, apparso su lesechos.fr, Stiglitz afferma che il reddito della maggior parte dei cittadini dei Paesi in via di sviluppo, che si sono ridotti nel 2013, non aumenterà ora. Meno potere d’acquisto nel 2014 per l’insieme delle classi medie, dunque.

Il problema: nessun governo prende le misure necessarie. « Negli Stati Uniti, il reddito medio diminuisce continuamente; quello dei dipendenti è inferiore a quello di quarant’anni fa. In Europa, più della metà dei giovani spagnoli e dei giovani greci sono disoccupati. L’FMI prevede per la Spagna un tasso di disoccupazione superiore a quello attuale nei prossimi anni ». Senza una corretta unione bancaria nella zona euro, senza la mutualizzazione del debito, la minaccia è dietro l’angolo.

Stiglitz mette in guardia sul pericolo futuro di un’eventuale stagnazione economica troppo lunga in Europa. Anche per gli Stati Uniti, le cui prospettive sembrano essere più confortanti, Stiglitz evoca l’ineluttabile aumento delle disuguaglianze economiche.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, al contrario di quanto afferma Roubini, Stiglitz pensa che il rallentamento continuerà a persistere. Benché la crescita della Cina, nonostante sia in netto calo, resta invidiabile!

Per riassumere, a livello globale, l’economia di mercato non funziona. Diverse risorse restano inutilizzate, così come diversi bisogni non vengono soddisfatti.

Le previsioni shock di Saxo Bank

Mish, di Global Economic Trend Analysis, ha riassunto su 24hgold.com, in un interessante articolo in francese, “Le previsioni shock di Saxo Bank per il 2014”.

Deflazione negli Stati Uniti, Germania in recessione (!), Giappone soffocato dal proprio debito, azioni nelle tecnologie che incassano duri colpi, il fronte anti Europa che aumenta in tutte le parti dell’eurozona, CAC 40 in caduta libera…! Non siamo certo obbligati a prendere alla lettera le previsioni di Saxo Bank (visto anche che negli ultimi si sono sbagliati diverse volte), ma potrebbe essere un buon indice di tendenza finanziaria. A noi sembrano abbastanza realistiche queste previsioni, anche se non saranno per l’immediato futuro…

… mettetevi al riparo finché siete in tempo!

 

Come investire in oro

Thursday, January 16th, 2014

Investire in oro

Da secoli, gli investitori vedono nell’oro un mezzo di protezione del loro patrimonio, in particolare in periodi di turbolenza finanziaria.

La funzione del metallo giallo, in termini d’investimento a lungo termine, si è confermata nel corso di questi ultimi anni, dove si sta vivendo uno dei più grandi periodi di crisi della storia. Gli investitori dovrebbero considerare l’oro come una parte vitale del proprio portafoglio, vista la persistente incertezza macroeconomica.

Di conseguenza, gli investitori si rendono conto che la situazione attuale è molto propizia alla diversificazione degli attivi.

Come dovrebbero avvicinarsi all’oro gli investitori?

Molteplici scelte si presentano agli investitori, tutto dipende dalle esigenze di ciascuno: monete, ETF, prodotti finanziari addossati all’oro (miniere…).

Tuttavia, l’investitore privato dovrebbe, prima di tutto, concentrarsi sugli investimenti in oro fisico. Questi ultimi, infatti, comportano meno rischi, poiché detenere oro fisico rappresenta una sicurezza in ogni momento e, soprattutto, quando se ne ha più bisogno: in tempo di crisi.

In Inghilterra, ad esempio, gli investitori che acquistano delle monete d’oro britanniche, come le Sterline e le Britannia, sono esenti da qualsiasi imposta sul plusvalore.

Ricordiamo che per oro da investimento s’intende:

• l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
• le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, e sono esenti da IVA a livello europeo (secondo la direttiva europea 98/90/EC).

I differenti tipi di oro fisico

L’oro in forma di lingotti è il metodo d’investimento più popolare. I lingotti devono essere certificati, ed è importante disporre del certificato di proprietà.

Il prezzo di un lingotto (da 1 kg) viene fissato leggermente al di sopra del prezzo spot.

Esistono anche lingotti con un peso minore, ma ovviamente hanno un premio iniziale più elevato (che può arrivare anche al 50% al di sopra del prezzo spot). E importante valutare bene l’acquisto di questi lingottini prima d’investire, poiché non è un investimento frazionabile, e dunque con un basso potenziale di liquidità.

Le monete d’oro, a differenza dei lingotti, hanno un premio, che varia in base al tipo delle monete, allo stato di conservazione, e alla domanda (per maggiori informazioni sulla nozione di premio delle monete d’oro, clicca qui).

Per trarre il maggior profitto dall’investimento in monete d’oro, bisogna assicurarsi che queste siano state trattate con cura nel corso degli anni, per evitare una svalutazione alla rivendita (leggi l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro).

Comunità online di acquirenti e venditori di tutto il mondo

Come acquistare, vendere e conservare l’oro?

Acquistare e vendere l’oro non è mai stato così semplice come oggi, grazie alle diverse piattaforme online che offrono questo servizio (accesso sicuro agli account).

In generale, le vendite dell’oro si effettuano sia fisicamente, in negozio, sia per posta. Tuttavia, quando si rivende l’oro, i negozianti riacquisteranno il vostro oro solo se tornate nel negozio in cui avete effettuato l’acquisto iniziale. I lingotti vengono riacquistati ad un prezzo minore del prezzo spot, a differenza delle monete, le quali godono di un premio che i lingotti non hanno.

Custodire il proprio oro a casa non è la soluzione migliore: innanzitutto, bisogna tener conto delle spese supplementari che riguardano la spedizione, deposito e assicurazione. Tali fattori avranno un impatto negativo sull’investimento.

Ma esiste un’alternativa, che consiste nel custodire il vostro oro in casseforti esterne per assicurare il vostro investimento e permettervi di rivenderlo senza bisogno di scomodarvi – solo il titolo di proprietà avrà bisogno di essere modificato, ma anche questo non sarà un problema per voi, poiché ci sono società in grado di fornirlo ai propri clienti.

Sono infatti state create un gran numero di piattaforme, con una loro comunità online di acquirenti e venditori, che offrono la possibilità agli investitori di migliorare il potenziale delle loro rivendite e, cosa più importante, di permettergli di fissare il proprio prezzo di vendita come avviene, ad esempio, sul sito LinGOLD.com, grazie al comodissimo servizio di custodia in casseforti indipendenti, al di fuori del sistema bancario.

Se avete intenzione d’investire nell’oro fisico, dovete tener conto di diverse opzioni, in particolare di alcuni fattori critici come il metodo di acquisto, la qualità dei prodotti, facilità d’accesso al servizio, sicurezza del vostro investimento, implicazioni a livello fiscale, metodo e prezzo di rivendita.

Ricordiamo che la purezza dell’oro viene espressa in parti per mille. Ad esempio, 995, ossia nove nove cinque, indica una purezza di 995/1000, vale a dire 99,5%. 995 è il più alto grado di purezza al quale l’oro poteva essere fabbricato ma, grazie alle applicazioni di altissima tecnologia, è diventato ormai possibile produrre dei metalli puri a 99.9999%. I lingotti devono sempre avere i marchi seguenti per provare l’autenticità: Good Delivery Pure Gold, 999.9, un marchio di fabbrica di un raffinatore riconosciuto sul mercato (Valcambi, Umicore), e un numero di serie.

Chi acquista oro fisico è un contrariato

Tuesday, January 14th, 2014

Il contrariato segue le proprie logiche, e tu?

Un contrariato è una persona che compra o vende la sua posizione contro l’opinione del mercato, e che è accorta nel valutare l’opinione di maggioranza mentre marcia nella direzione opposta. Uno dei più famosi contrariati è Warren Buffet… uno degli uomini più ricchi al mondo. Uno dei suoi principali consigli è quello di non seguire il gregge. Il suo segreto sta in una frase tipica dei contrariati: « Non prendere le tue decisioni in base a ciò che tutti dicono o fanno ». Secondo Warren Buffet, per oltrepassare la media, bisogna misurare sé stessi attraverso ciò ch’egli chiama l’Inner Scorecard, cioè giudicare sé stessi attraverso i propri standard e non con quelli di tutti gli altri.

Tra coloro che sono ritenuti politically incorrect, uno dei maggiori amanti dell’oro è Bill Bonner, storico ed esperto dell’economia statunitense, che mette in guardia i suoi compatrioti che vivono a credito: « Immaginate un negoziante il cui cliente principale sta attraversando un periodo difficile a causa delle tasse da pagare. Il negoziante estende il suo credito, nella speranza che il cliente ripaghi tutto, un giorno. Ma più il commerciante gli fa credito, più la situazione economica dell’uomo diventa disastrosa. Sarebbe bello se questo metodo funzionasse davvero. Ma, sfortunatamente, questo sistema peggiora le cose. Il cliente deve smettere di comprare e il negoziante deve smettere di “prestare”. Sarà impossibile ripagare il debito per il cliente, in poche parole ».

« Cosa dovrebbe fare un investitore per proteggere sé stesso? », chiede il nostro amico.
« Acquistare oro ».
« Oro? Ma che strana idea. Non ho mai sentito nessuno menzionare l’oro in tanti anni. Sembra così fuori moda. Pensavo che nessuno comprasse più oro ormai ».
« E il motivo per cui dovresti acquistarlo. E questa è la persona che sta acquistando oro adesso ».
**Estratto dal libro di Bill Bonner, Empire of Debt: The Rise of an epic financial crisis, pubblicato da John Wiley & Sons, 20051.

Per porre fine all’idea generale secondo cui il risparmio in oro è l’atto di uomini più anziani nostalgici, basta andare su alcuni forum specializzati per rendersi conto che questo tipo di risparmiatore non è solo più giovane della media, ma che lui o lei ha anche una visione molto chiara del sistema economico globale. Dal suo profilo, si direbbe che lui o lei è un risparmiatore attento, con una visione diversa del futuro. Questa nuova generazione di investitori d’oro è razionale, pratica e alla continua ricerca di un diverso tipo di sicurezza rispetto a quello offerto dagli investimenti tradizionali o dai classici strumenti di risparmio. Questa nuova generazione di risparmiatori ha assistito al crollo dei piani “di fiducia” dei propri genitori, e non vuole ripetere lo stesso errore. Sicuramente condivide il desiderio di mettere al riparo i propri risparmi, ma è alla ricerca di sicurezza, affidabilità e tutela del potere d’acquisto accumulato negli anni. Viste le principali offerte esistenti oggi sul mercato, che hanno come ritorno delle perdite nette a causa dell’inflazione, non è una sorpresa che i risparmiatori e gli investitori si orientino verso qualcosa di tangibile e reale.

L'oro potrebbe essere l'alternativa alle attuali monete fiduciarie

Oro, una moneta alternativa?

Dove vi rivolgereste se le classiche monete fiduciarie odierne subissero all’improvviso una svalutazione?

Nella storia ci sono stati diversi casi in cui le persone hanno perso tutta la loro fiducia nelle valute ufficiali, quasi sempre perché queste erano diventate inutili e nessuno riconosceva più il loro valore. Tuttavia, le persone hanno sempre cercato un’alternativa per mantenere il commercio e la sopravvivenza quotidiana. Quest’alternativa ha talvolta assunto la forma di baratto, ma tale metodo è limitato dalla difficoltà di assegnare un valore riconoscibile ad una vasta gamma di prodotti e servizi. C’è bisogno, infatti, di un denominatore comune e di un valore unitario, che sia riconosciuto e che quindi permetta al commercio di funzionare senza intoppi.

Durante la Rivoluzione francese, le casse dello Stato erano completamente vuote, e per questo l’emergente Assemblea Nazionale Costituente creò un sistema basato sugli “assegnati”, o assignats in francese, che acquistarono il loro valore grazie alla svendita dei beni della chiesa. Questi “assegnati” erano garantiti dallo Stato, con l’obbiettivo di ripristinare un’economia funzionale. Tuttavia, registrarono un numero di sottoscrizioni troppo elevato, per un importo pari a 47 miliardi, causando inflazione, ad interessi zero, e finirono così per crollare.

Estratto dall’adattamento in lingua inglese del libro francese: L’or, Un Placement aui (R)Assure (2011), (trad. L’oro, Un Investimento che (R)Assicura), scritto da Jean-François Faure, Presidente a fondatore di AuCOFFRE.com e LinGOLD.com

Ci sono diverse forme d’investimento alternative al giorno d’oggi, e una delle più sicure è l’investimento in oro fisico (non quello cartaceo, che non ha nulla a che vedere con l’acquisto di oro fisico). Grazie ai nuovi sistemi d’acquisto d’oro online, chiunque oggi ha la possibilità di comprarne. Tra le diverse piattaforme online che offrono questa possibilità, un sito che possiamo consigliarvi è LinGOLD.com, che offre il servizio di custodia in casseforti indipendenti, al di fuori del sistema bancario, e vi permette di acquistare e rivendere l’oro comodamente dal vostro divano di casa con un solo clic, senza bisogno di scomodarvi. Inoltre, grazie all’esclusivo programma LSP (Libretto per la Salvaguardia del Patrimonio), è possibile acquistare a partire da 1 grammo d’oro al mese, senza pagare nessuna spesa di custodia in cassaforte, senza spese aggiuntive.

Il salvataggio delle banche sul modello cipriota dovrebbe iniziare nel 2016

Friday, December 27th, 2013

Piano di salvataggio delle banche - Copyright Economy.it

Secondo le decisioni prese dall’UE questi giorni, il salvataggio delle banche in fallimento potrebbe essere effettivo dal 2016, ricorrendo al capitale dei clienti: privati, imprese, azionisti.

Quest’accordo, non ancora approvato in via definitiva dai Governi e dal Parlamento Europeo, contiene i punti seguenti, imposti soprattutto dalla Germania, che non vuole pagare nemmeno un euro in più per le entità degli altri Paesi:

• Creazione di un’autorità unica di liquidazione

Gli azionisti e i creditori delle banche assorbiranno le perdite al posto dei contribuenti

• Gli Stati membri dovranno predisporre di fondi di garanzia, finanziati dalle banche stesse, e dovranno raggiungere la soglia dell’1% dei depositi assicurati entro 10 anni.

• Di fronte ad ogni situazione di salvataggio di un’entità, si dovrà applicare obbligatoriamente una riduzione pari all’8% sul totale del passivo della banca in base all’ordine seguente:

Capitale: attivi finanziari e azioni;
Debito junior: debito subordinato;
Debito Senior e depositi non garantiti delle grandi società;
Depositi di oltre 100 000 euro che non appartengono alle PMI o ai privati;
Depositi di oltre 100 000 euro che appartengono alle PMI o ai privati;
Le obbligazioni ipotecarie;
I depositi inferiori a 100 000 euro (assicurati), non verranno toccati.

Fonte: Tucapital.es

Gli Stati interverranno solo in casi eccezionali, per utilizzare i fondi pubblici nazionali e quelli del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ad esempio prima che i creditori perdano tutti i loro investimenti o quando non sarà più possibile applicare delle riduzioni, e se la banca continuerà ad aver bisogno d’aiuto.

Questa direttiva metterà fine agli aiuti pubblici concessi alle banche, e alla poco fiducia verso quest’ultime. Tali misure, tuttavia, non faranno altro che aumentare l’incertezza e la sfiducia, poiché noi tutti sappiamo che il posto meno sicuro dove custodire i propri soldi sono le banche. E come se non bastasse, non solo dobbiamo pagare per far custodire i nostri soldi, ma dobbiamo anche esporci al rischio di perdere una parte del nostro capitale per degli scopi di “salvataggio”.

Fiscalità applicata all’oro da investimento in Italia

Friday, December 13th, 2013

In quest’articolo parleremo della fiscalità applicata in Italia sull’oro. Parliamo in particolare dell’oro da investimento, che beneficia di alcuni vantaggi dei quali non godono, ad esempio, i gioielli, o le medaglie commemorative in oro.

MA COSA S’INTENDE PER ORO DA INVESTIMENTO?

La definizione di oro da investimento la troviamo all’articolo 1 della Legge 17 Gennaio 2000, N. 7:

  • l’oro da investimento, intendendo per tale, l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
  • le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonchè le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco;
  • il materiale d’oro diverso da quello di cui alla lettera a), ad uso prevalentemente industriale, sia in forma di semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, sia in qualunque altra forma e purezza.

LE MONETE D’ORO DA INVESTIMENTO

La Vera Valor, la 1° Oncia d'oro puro proveniente dalla Clean Extraction

Sono considerate come monete da investimento tutte le “monete bullion”, o monete lingotto, come il Krugerrand, la Panda cinese, l’Eagle americana, la Maple Leaf canadese, la Nugget australiana, la Filarmonica di Vienna o, ancora, la Vera Valor e la Mezza Vera valor… Inoltre, si aggiungono alla lista monete meno recenti, più “tradizionali” come la Lira, la Sterlina inglese, la Marianne Coq o la Pesos messicana.

NB: il premio di una moneta d’oro non ha niente a che vedere con le tasse.

LORO DA INVESTIMENTO ESENTE DA IVA

Le operazioni di compravendita di oro da investimento sono esenti da IVA (art.10 del DPR 633/1972 – “Operazioni esenti dall’imposta”).

Grazie alla Legge 7/2000, n. 7, il monopolio del mercato dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi è stato abolito, e i residenti italiani possono acquistare e vendere oro da investimento senza IVA, a livello europeo.

TASSAZIONE SULL’ORO DA INVESTIMENTO PER I SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA NON IN REGIME D’IMPRESA (INVESTITORI PRIVATI)

La compravendita di metalli preziosi preziosi, lingotti e monete d’oro, può generare plusvalenze di natura finanziaria che la legislazione italiana sottopone a tassazione con l’applicazione di un’imposta sostitutiva.

La base imponibile soggetta a tassazione è determinata dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il suo valore di acquisto (art. 68 del TUIR). E molto importante conservare la documentazione dell’atto di acquisto del metallo, poiché in mancanza di tale documentazione, le plusvalenze vengono determinate in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione, e su questa base si paga il 20 per cento. Non si tratta di una facoltà ma di un obbligo. Pertanto non è possibile scegliere l’opzione più conveniente qualora si sia effettivamente in possesso della documentazione d’acquisto.

NB: Ai fini della determinazione della plusvalenza si considerano ceduti per primi i metalli preziosi acquistati in data più recente, a meno che non riusciate a fornire con prove tangibili che avete rivenduto il metallo più vecchio (comma 1-bis, articolo 67 del TUIR).

SE ACQUISTO E VENDO ALL’ESTERO, DOVE DEVO PAGARE LA PLUSVALENZA?

Per i residenti fiscali in Italia, le plusvalenze si considerano prodotte in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dell’intermediario e della società che ha emesso le azioni. Pertanto, i residenti fiscali in Italia sono tenuti a pagare le plusvalenze secondo le modalità previste dalla legge italiana (D.P.R. n. 917/86 del TUIR).

E SE REALIZZO UNA MINUSVALENZA ALLA RIVENDITA?

La minusvalenza (cosidetta “capital loss”) è una perdita risultante dalla vendita di un prodotto ad un prezzo inferiore a quello d’acquisto.
Se vendo il mio oro, e realizzo una minusvalenza nel periodo d’imposta, posso compensarla con le eventuali plusvalenze, entro e non oltre i quattro anni successivi. Se entro tale termine non si realizzano plusvalenze sufficienti a compensare le minusvalenze, il residuo va perduto. (art. 68, comma 5 del TUIR).

Nel regime della dichiarazione, il calcolo dev’essere fatto dall’investitore stesso (a differenza del regime amministrato e dal regime gestito), il quale dovrà ricostruire i movimenti del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out, ossia l’ultimo ad entrare sarà il primo ad uscire).

DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ORO

Comunicazione presso l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12 500 €

Per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12.500 € relative a transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, vige l’obbligo di dichiarazione.

L’obbligo di comunicazione scatta con atti dispositivi o di trasferimento di oro :

– le cessioni dall’estero e verso l’estero;
– le cessioni nel territorio nazionale;
– le altre operazioni in oro anche a titolo gratuito (trust, donazioni, successioni);
– le cessioni di oro “estero su estero”.

In caso di mancata dichiarazione, può scattare la sanzione dal 10 al 40% del valore negoziato (art. 4 della legge 17.01.2000, n. 7).

La dichiarazione dev’essere trasmessa all’UIF, entro la fine del mese successivo a quello nel quale l’operazione è stata compiuta; nei casi di operazioni di trasferimento al seguito verso l’estero la dichiarazione va, invece, effettuata e trasmessa prima del trasferimento stesso. Copia della dichiarazione e del documento che ne attesta l’avvenuta trasmissione alla UIF devono accompagnare l’oro.

In casi di acquisto di oro all’estero l’obbligo di dichiarazione grava sull’acquirente italiano.

SEGNALAZIONE DEI TRASFERIMENTI E CAPITALI ALL’ESTERO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RW

Questo quadro dev’essere compilato se l’importo complessivo degli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria, detenuti al 31 dicembre dell’anno precedente, nonché i trasferimenti effettuati, nel corso dell’anno precedente, risultano essere pari o superiori ai 10 000 euro.
NB: Queste due comunicazioni hanno puro scopo dichiarativo e non hanno valore ai fini della tassazione.

COMUNICAZIONE DELLE PLUSVALENZE REALIZZATE SULLA COMPRAVENDITA DI ORO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RT, ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Questo quadro è formato da 4 sezioni a seconda della tipologia dei redditi da dichiarare. Le sezioni che interessano gli investitori in oro che realizzano delle plusvalenze sono la II-A (questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.) e la II-B (questa Sezione deve essere compilata dagli enti non commerciali residenti in Italia e dai soggetti non residenti per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento).

IVAFE, L’IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO

L’Ivafe è l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero che grava sulle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie (azioni,obbligazioni, titoli, valute estere, metalli preziosi) presso intermediari esteri.

L’IVAFE si applica proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione:

  • per il 2012, nella misura dell’1 per mille annuo del valore delle attività finanziarie
  • per il 2013 nella misura dell’1,5 per mille annuo.

Non è prevista alcuna soglia di esenzione. L’imposta non è dovuta solo se il suo importo non supera i 12 euro.

Per calcolare la base imponibile va preso in considerazione il valore di mercato, rilevato al 31.12 di ciascun anno nel luogo in cui le stesse sono detenute. Se alla data del 31.12 le attività non sono più possedute, si deve far riferimento al valore di mercato delle stesse attività rilevato al termine del periodo di possesso.

L’IVAFE SARA PIU LEGGERA A PARTIRE DAL 2014

Dal 2014, l’ambito di applicazione del prelievo sui capitali all’estero sarà ridotto. A pagare non saranno più tutte le «attività finanziarie» detenute oltre confine, ma solo i «prodotti finanziari», oltre che conti correnti e libretti di risparmio. Questo è quanto prevede il ddl Europea 2013-bis, approvato nel settembre scorso dal consiglio dei ministri.

L’applicazione dell’IVAFE per i metalli preziosi verrà sostituita, dal 2014, da un imposta di bollo fissa, pari a 34,20 euro.

Leggi e riferimenti :

Legge 17 Gennaio 2000, n.7

Operazioni esenti da imposta

TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi

Cosa succede quando si chiede al popolo indiano di non comprare più oro?

Wednesday, November 27th, 2013

Tutti sanno che la domanda di oro in India, nel secondo trimestre del 2013, è stata la più alta di tutto il mondo, stando anche ai dati del World Gold Council, il Consiglio Mondiale dell’Oro. E non solo, perché la domanda di oro in India è stata la più alta anche negli ultimi 10 anni, coprendo un volume di 310 tonnellate in forma di gioielli, lingotti e monete d’oro.

Tuttavia, l’India non è l’unico Paese in Asia ad essere attaccato all’oro. Infatti, sappiamo bene che anche la Cina è una grandissima acquirente di oro, con dei record di spedizioni di oro provenienti da Pechino, Shanghai e Guangzhou.

Secondo il Consiglio Mondiale dell’Oro, il 60% della domanda in gioielli, e quasi la metà in lingotti e monete d’oro, nel secondo trimestre 2013, proveniva proprio da questi Paesi.

L’oro, il World Gold Council

Mentre gli ETF e le altre forme d’investimento d’oro cartacee incontravano delle difficoltà, la domanda di oro fisico aumentava drasticamente. Inoltre, la Cina e l’India, i cittadini negli Stati Uniti, in Turchia, in Europa e nel Medio Oriente acquistavano tonnellate di gioielli, lingotti e monete d’oro.

La prova dell’innegabile successo dell’oro

In India, il commercio dei matrimoni è rimasto stabile nonostante le tasse sull’importazione dell’oro imposte dal governo allo scopo di ridurre l’attuale deficit nazionale. In effetti, secondo il Consiglio Mondiale dell’Oro, la domanda di gioielli, lingotti e monete d’oro, in India, è aumentata di oltre il 70% nel secondo trimestre 2013, in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Malgrado l’aumento delle tasse d’importazione, la domanda di oro fisico è rimasta stabile, a prova di quanto l’India sia attaccata al metallo giallo.

Da decenni, le famiglie, in India, celebrano i loro matrimoni, feste e vacanze offrendo dell’oro, e questa tradizione viene trasmessa di generazione in generazione. Nel caso dell’industria del matrimonio, per esempio, quasi la metà dell’oro acquistato dagli Indiani è destinato agli anelli. Ogni anno, in India, si svolgono quasi 10 milioni di matrimoni, il che significa tanta richiesta di oro.

La cultura dell’India è molto differente da quella dei Paesi dell’occidente. Bisogna assistere ad un matrimonio in India, essere testimone di questa celebrazione speciale e unica per capire il ruolo dell’oro nell’unione tra le famiglie.

Tuttavia, ultimamente, il record della domanda di oro sta conoscendo motivazioni diverse da quelle dell’amore. Gli indiani ne acquistano per timore dell’impatto delle politiche governamentali corrotte ed infami.

Spesso, le politiche governamentali perseguono dei cambiamenti. Una buona politica può condurre ad una crescita economica, e può essere favorevole allo sviluppo dei mercati. Una cattiva politica può ottenere l’effetto opposto. Nel caso dell’India, l’acquisto di oro è legato all’amore delle loro famiglie e dei loro amici più cari, e i privati ne acquistano in quantità massicce per proteggersi.

Nel grafico seguente, viene mostrato il rapporto dell’oro con la rupia, in confronto a quello col dollaro americano. Negli Stati Uniti, l’oro è aumentato solo del 12% su base accumulativa negli ultimi tre anni. Tuttavia, nel caso di una nazione con una moneta indebolita, l’oro è aumentato di oltre il 50%.

Possiamo star certi che gli indiani continueranno ad acquistare oro, malgrado l’aumento della tassa d’importazione nel Paese.

L’India acquista sempre più oro nei perodi di festa, sopratutto in occasione di eventi particolari. Alcuni sarebbero portati a pensare che gli indiani acquisterebbero meno oro per via della regolamentazione restrittiva attuale, e che la rupia si è indebolita e, di conseguenza, il metallo giallo sia più caro. I dati del Consiglio mondiale dell’Oro annunciano, tuttavia, il contrario.

Fonte: usfunds.com

Investire nell’oro, l’intervista a Nicolas Perrin

Wednesday, October 30th, 2013

Libro di Nicolas Perrin

Nicolas Perrin è un giovane economista francese che ha recentemente pubblicato un libro sul mercato dell’oro, intitolato: “Investir sur le marché de l’or” (tr. Investire sul mercato dell’oro). Tutto quello che avreste sempre voluto sull’oro e non avete mai osato chiedere è contenuto in questo libro. Quest’opera tocca tutti gli aspetti dell’oro, dalla natura del metallo prezioso fino al suo ingresso nel mercato, i rischi di bolla, la fiscalità… LingOro.net ne ha approfittato per fare qualche domanda sull’oro a Nicolas Perrin.

LingOro.net – Nicolas, raccontaci in breve qual è stato il tuo percorso e da dove nasce la passione per il mercato dell’oro ?

Nicolas Perrin: « Ho 29 anni e sono originario di un piccolo paese dell’est della Francia. Interessato a diverse cose alla volta, ma senza tuttavia avere una predilezione particolare, ho effettuato prima un corso di medicina generale al Liceo di Lione, e poi ho frequentato l’IEP di Strasburgo, e il collegio d’Europa di Varsavia. Come tante altre persone, ho iniziato ad interessarmi all’economia e agli investimenti dopo il fallimento della Lehman Brothers. Le notizie che davano i media tradizionali non mi soddisfava, e ho cercato quindi di raccogliere più informazioni possibili (che trovate in allegato nel mio libro) per farmi un’idea tutta personale sulla realtà dei fatti. Queste letture mi hanno portato a fare i miei primi acquisti di metalli preziosi nel 2009 e a terminare i miei studi, specializzandomi nell’asset management ».

LingOro.net – E controcorrente pubblicare un libro sull’investimento nel mercato dell’oro in un momento in cui l’oro sta subendo un forte ribasso dal mese di aprile. Cosa ti ha portato a pubblicare questo libro adesso ?

Nicolas Perrin: « Quando ho effettuato i miei primi acquisti di metalli preziosi, le risposte sulle quali mi sono imbattuto non erano molto limpide. Per fare qualche esempio concreto : “L’oro è sempre una moneta, come sostengono i professori della scuola austriaca di economia, oppure è diventato un attivo finanziario come gli altri, il cui prezzo fluttua in base alla domanda e all’offerta ? Perché la letteratura scientifica non riesce a creare un modello dei fattori fondamentali del prezzo dell’oro ? Come reagire di fronte ai pericoli di confisca ?”… Queste domande – fondamentali per gli investitori – non possono avere risposte molto diverse a seconda dei locutori.

Io ho dunque voluto mettere le cose nero su bianco per vederci più chiaro. Questo lavoro di scrittura, che ha occupato il mio tempo da ottobre 2012 fino a marzo 2013, ha dato vita ad un libro di 240 pagine. Durante la stesura dei nove capitoli che compongono questo libro, ho cercato di affrontare tutti gli argomenti che ruotano intorno al mondo dell’oro. Mi sono anche preso il lusso di esprimere il mio parere su alcune questioni particolari, ma lo scopo primario dell’opera è quello di offrire ai lettori tutto ciò che conosco in materia di oro per permettere loro di farsi una propria opinione.

Il mio libro è stato effettivamente pubblicato in un momento di depressione dei metalli preziosi. Sono anche convinto che gli eventi che ci aspettano porteranno gli investitori a dubitare della sicurezza dei loro risparmi. Spero che questo libro possa consentire a chi lo legge d’identificare le virtù dell’oro fisico e fornire una guida per acquistare i migliori prodotti dai migliori commercianti ».

LingOro.net – Pensi che l’oro risalirà nel 2014 ? Quali sono i fattori che entrano in gioco ?

Nicolas Perrin: « Non ho una palla di cristallo e non posso pretendere di prevedere il futuro dell’evoluzione dei mercati. Quello che posso dire osservando l’attuale ribasso, è che tale cambiamento si è verificato quando i fondamentali macroeconomici sui quali si era posizionato il rialzo dell’oro si sono esacerbati. Per darvi qualche indicazione in cifre concrete, l’indebitamento dei Paesi dell’OCSE è passato dal 75% al 105% del loro PIL, e il deficit di questi stessi Paesi è aumentato dal 3,5% al 5,5% del loro PIL, l’effetto leva delle banche « too big to fail » è drasticamente aumentato, i bilanci della FED e della BCE si sono ulteriormente deteriorati in seguito al riacquisto di una grandissima quantità di attivi « marci », il tasso di crescita dei Paesi dell’OCSE è crollato dallo 0,5% allo 0,1%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dallo 5,9% all’8%. Per non farci mancare nulla, guerra dei cambi e guerra delle valute persistono anche dopo la morte del sistema monetario internazionale organizzato, approvato nei primi anni ‘70. Last but not least, Ben Bernanke ha annunciato durante la riunione del FOMC, il 18 settembre scorso, che la FED continuerà ad iniettare denaro per un totale di 85 miliardi di dollari al mese sui mercati (l’equivalente del New Deal al mese, come spiega Nicolas Doze), confortando, con la loro tesi, coloro che pensano che le politiche monetarie espansionistiche siano ormai irreversibili ».

LingOro.net – L’analisi tecnica sull’evoluzione del prezzo dell’oro porta a delle conclusioni pessimistiche. Dobbiamo pensare che è arrivato il momento di rivendere l’oro fisico ?

Nicolas Perrin: « Se siete posizionati sull’oro da investimento per speculare sul corto/medio termine, seguite il consiglio di Pierre Leconte, che dice: « smettete di trattare l’oro e l’argento sulla base dei loro “fondamentali” piuttosto rialzisti, e iniziate a concepirli in funzione dei loro parametri tecnici attuali, ribassisiti, fino a quando arrivano ai loro costi di produzione, e che a partire da quel momento risalgono sistematicamente sotto l’effetto di una domanda diventata molto più alta dell’offerta.

Tuttavia, se si detengono dei metalli preziosi per proteggersi dai rischi maggiori a lungo termine, non è certo questo il momento di vendere. Quello che è successo a Cipro nella prima metà dell’anno per salvare il sistema bancario, e più recentemente in Polonia per perpetuare il debito pubblico, sono solo un’anteprima di ciò che ci aspetta.

Inoltre, non è quando vediamo che il livello dell’acqua sale sulla nave che bisogna lanciare il salvagente ! Tuttavia, bisogna essere consapevoli del fatto che una posizione a lungo termine nei metalli preziosi gestiti passivamente non sarà redditizia fin quando i mercati non avranno integrato il rischio d’insolvenza, che può verificarsi nel 2013 oppure nel 2014, o 2015.

La trappola in cui ci troviamo oggi può durare, questo è il motivo per cui l’oro fisico dovrebbe essere considerato come il bene rifugio in grado di assicurare il proprio patrimonio ».

LingOro.net – Lo shutdown negli Stati Uniti è un assaggio di quello che dobbiamo aspettarci anche in Europa ?

Nicolas Perrin: « Bisogna ben distinguere due cose: lo shutdown, il mancato accordo sul budget, e il problema del debito federale.

Gli Stati Uniti sono diventati molto difficili da governare per via della frattura venutasi a creare tra la cultura politica democratica e quella reppublicana circa il ruolo dello Stato, da qui il motivo per il quale non si arriva ad un accordo sul budget.

Su scala maggiore, vi è la questione della supervisione di Bruxelles sui budget nazionali, che riguarda tutti gli Stati membri della zona euro. Due elementi dobbiamo prendere in considerazione per rispondere alla vostra domanda. Innanzitutto, bisogna chiedersi se gli Stati membri della zona euro accetterebbero di andare oltre il governo del bilancio europeo ? Il « two pack » (due regolamenti entrati in vigore il 30 maggio 2013, « terzo provvedimento di rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e monetarie dopo il « six pack » (cinque regolamenti e una direttiva) completa il Patto di Stabilità, entrato in vigore nel dicembre 2011, e il Trattato sulla Stabilità, sul coordinamento e sulla governance (TSCG), che viene applicata dal gennaio 2013 » – fonte), che impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del PIL) e, in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, scatta un processo di “correzione” da parte della Commissione.

Fin’ora, in materia di bilancio, la Commissione Europea ha favorito la prevenzione e il ritardo sulle sanzioni finanziarie ma, dotata di un potere di veto, sarebbe ugualmente così clemente ?

E dopo, viene la questione sul debito sovrano. Negli Stati Uniti, c’è un limite massimo per il debito federale. In assenza di un accordo durante il Congresso prima del 17 ottobre per alzare questo limite, gli Stati Uniti non avrebbero più denaro a sufficienza per soddisfare le scadenze dei rimborsi di credito alla fine del mese. Sarebbe quindi default del debito federale. Nonostante gli Stati Uniti abbiano già conosciuto altri shutdown in passato, la situazione oggi è differente poché si ritrova in uno stato d’iper indebitamento e il governo deve ormai contare sul Tea Party.

Plafond del debito Stati Uniti

 

Questo contesto, che ha vocazione a ripetersi, non costituisce un problema per gli Stati Uniti poiché ciò che devono all’estero “lo pagano, per intero o parzialmente, con dei dollari ch’essi possono stampare a piacere”, come spiegava il Presidente de Gaulle durante la sua conferenza stampa al Palazzo dell’Eliseo, il 4 febbraio 1965.

Tutto questo ha l’aria di terminarsi in malo modo, ma è chiaro che i mercati sono immersi in un’assoluta fiducia. Ovviamente, la maggioranza delle parti coinvolte sono coscienti del fatto che i prezzi non sono legati a dei fondamentali solidi, ma si gioca il rialzo navigando a vista ».

LingOro.net – Spiegaci, in poche parole, perché secondo te l’oro resta l’investimento del futuro ?

Nicolas Perrin: « Dal momento che non si anticipa un ritorno ad una crescita economica sana (senza crediti) e sostenuta, l’oro costituisce oggi, dal mio punto di vista, un’assicurazione patrimoniale indispensabile. Per quel che mi riguarda, rivenderei i miei metalli preziosi il giorno in cui i problemi del debito verranno risolti, così come i problemi monetari, e quando i tassi d’interesse reali ritorneranno ad un livello abbastanza elevato da essere in grado di remunerare il mio risparmio.

Fonte: loretlargent.info

I porti franchi : rifugi ultra sicuri per beni di valore

Monday, September 23rd, 2013
Sapete dove si trova la più grande concentrazione d’opere d’arte al mondo ? Non nei musei… ma nei porti franchi, dei luoghi dove si possono stoccare dei beni di valore… ma anche dei luoghi oggetto di fantasia, in ragione della discrezione che li circonda e del valore degli oggetti che vi si trovano. Questi capannoni di diverse migliaia di metri quadrati, altamente sicurizzati, beneficiano di condizioni doganali allettanti.

Dei depositi in tutto il mondo

In Europa e nel resto del mondo, vi sono numerosi Paesi che vantano sul loro suolo delle zone franche : se ne contano una dozzina in Germania, una mezza dozzina in Spagna e una decina nel Regno Unito. In Italia, le zone franche sono otto. Alcuni porti franchi sono dei semplici luoghi di custodia nel mondo. Spesso sono dei luoghi di passaggio, che permettono di custodire dei beni prima di un nuovo trasporto. Ma per altri, i porti franchi rappresentano un luogo dove poter conservare dei beni a condizioni finanziarie molto vantaggiose. Questi aspetti fanno dei porti franchi delle vere e proprie casseforti per qualsiasi tipo di bene e di valore.

No dazi doganali, no IVA

Per tutta la durata della custodia di questi beni nelle zone franche non si pagano né dazi doganali né IVA. E solo nel momento in cui questi beni vengono fatti uscire dal luogo di stoccaggio che vengono tassati nel loro Paese di destinazione.

Il vantaggio è ancora maggiore per chi possiede beni di grande valore… che possono essere stoccati. E visto che il segreto, caratteristico delle banche svizzere, si applica anche alla dozzina dei porti franchi svizzeri, c’è spazio per la fantasia… ancor più perché la realtà non è poi così lontana dall’immaginario collettivo. La Svizzera gioca infatti un ruolo ben preciso : i suoi porti franchi sono famosi per essere dei veri e propri centri del mercato dell’arte. Il solo porto franco di Ginevra << concentrerebbe il più grande stock di opere d’arte al mondo, dal valore inestimabile >>, sostiene Swissinfo.ch

Diversi fondi simili si sono costituti anche in Cina. Ma la Svizzera conserva il primato su un mercato basato sulla fiducia e la discrezione… delle carte vincenti che gli svizzeri hanno sotto controllo !

Custodia sicura nella più totale discrezione

Custodire il proprio oro in Svizzera: è una delle soluzioni più sicure, anche e sopratutto in periodi di crisi

A Ginevra, in particolare, sono presenti centinaia di migliaia di metri quadrati per la custodia di beni di valore. Per le opere d’arte, ciò si traduce, ad esempio, col fatto che vi sono le condizioni ideali per la loro conservazione. Ma un insieme di servizi completa la custodia di alta qualità, fino ad arrivare ad un livello di sicurezza molto alto. A nessuno è permesso entrare negli spazi ultra-sicurizzati senza permesso e controlli adeguati.

Le opere d’arte non sono l’unico tesoro di queste caverne di Ali Babà dei tempi moderni. Nel giugno 2012, un articolo pubblicato su “Les Echos”, evocava infatti le centinaia di migliaia di bottiglie di vino custodite nei porti franchi di Ginevra, in un magazzino affittato dalla società di Lussemburgo, Elite Advisers. In attesa di essere vendute o esportate, queste bottiglie tra le più ambite al mondo, vengono lasciate in custodia e conservate per lungo tempo. I grandi vini, i gioielli preziosi, le monete antiche o ancora i diamanti sono tutti beni che i proprietari possono scegliere di custodire in un porto franco. E anche l’oro !

I vantaggi di una cassaforte sicurizzata Extra UE

La custodia del proprio oro in Svizzera è una soluzione proposta da LinGOLD.com. I vantaggi sono molteplici : una cassaforte al di fuori del sistema bancario con una sicurezza rinforzata (un servizio che le banche propongo sempre meno) e al di fuori dell’UE. In caso di grave crisi, è molto più semplice recuperare il proprio oro in un Paese come la Svizzera, piuttosto che dover contare su un oro stoccato a Singapore o in un qualsiasi altro Paese del mondo !

Al sicuro, ma nella legalità

Possibilità simili attirano ovviamente gli individui poco scruplosi. E proprio per questa ragione che la Svizzera impone, dal 2009, delle misure dichiarative molto rigide : la destinazione e la provenienza di ogni oggetto, compreso il loro valore, devono essere esplicitamente indicate e dichiarate. E fuori questione prendere il minimo rischio quando si parla della reputazione della Svizzera.

E LinGOLD.com mostra la stessa identica serietà. Oltre ad una garanzia bancaria, un estratto K bis o ancora un’attestazione d’assicurazione, LinGOLD.com ha fornito al Porto Franco di Ginevra anche una lista di persone abilitate all’accesso.

Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi

Thursday, April 25th, 2013

Ho letto con molto interesse il nuovo libro di Simone Wapler, Direttrice delle Pubblicazioni Agora, specialista in analisi e consulenza finanziaria. Il libro, intitolato “Comment l’Etat va faire main basse sur votre argent” (trad. Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi), è un’opera molto pragmatica e interessante.

Al contrario di molte pubblicazioni che criticano l’ingerenza dello Stato, la rapacità delle banche, la finanza deregolamentata, Simone Wapler non si ferma solo alla denuncia di un sistema malato ma offre dei consigli pratici molto semplici, abbordabili, per chiunque voglia mettersi al riparo dalla crisi.

Nella prima parte, l’autrice spiega come lo Stato, a forza di spese pubbliche, ha scavato la sua fossa del deficit. Ormai, lo Stato ha un unico imperativo: avere rapidamente accesso ai soldi liquidi.

I vostri risparmi sono in pericolo

Ovvio che non si parla di debancarizzazione totale. In ogni caso, spiega Simone Wapler, questo sarebbe quasi impossibile per chi prende un salario mensile o una pensione.

L’autrice propone innanzitutto di « imparare a vivere di nuovo con i soldi in carta » : lasciando meno denaro possibile sul proprio conto, pagando quanto più si può in contanti, frazionando i propri depositi, diversificando le reti bancarie…

I mezzi di pagamento al di fuori del circuito bancario : PayPal e la VeraCarta

Ci si può stupire del fatto che la Wapler non menzioni il Bitcoin (battuta ironica!) ma preferisce piuttosto i mezzi di pagamento come PayPal che permette di stoccare la quantità di liquidi che si desidera senza dover passare per una banca.

Ma il limite di Paypal è che, pur essendo un buon mezzo di debancarizzazione, i soldi depositati sul conto sono in divisa corrente (euro, dollari…) e non mette quindi al riparo da un fallimento monetario.

Questo non è, invece, il caso della VeraCarta (presto attiva anche in Italia), il mezzo di pagamento creato dalla società AuCOFFRE.com, che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Con la VeraCarta, è possibile stoccare oro ed effettuare i pagamenti con il metallo giallo. Vantaggio : siete i soli proprietari dell’oro che alimenta il vostro conto e che è conservato in zona franca a Ginevra. La rivoluzione finanziaria individuale passa dalle fondamenta ! E’ un modo flessibile e poco vincolante di ritornare al gold standard (o sistema aureo).

Siamo nell’era della repressione finanziaria

I tempi sono cambiati, l’evoluzione del debito sovrano da parte delle banche nazionali ne è la prova. Il ruolo dello Stato è cambiato da quello di provvidenza a quello di parassita. Stessa cosa per le banche.

In uno scenario a 5 livelli di libertà, Simone Wapler ci situa al livello 2 della repressione finanziaria. Per ora è solo per i grandi azionisti, ma ci stiamo avviando verso livelli di repressione più alti : controllo dei cambi, limiti di convertibilità della moneta, poi convertibilità della moneta impossibile e infine, impossibilità di uscire dal territorio.

Tra le altre misure di repressione finanziaria del tutto plausibili e possibili, Simone Wapler cita il congelamento delle assicurazioni sulla vita, il divieto di vendere l’oro e la sua confisca.

Il quadro si completa con le pensioni che i disoccupati di oggi e di domani non potranno pagare…

Una soluzione per la pensione ? Delocalizzatevi !

Crediti di imposta, costo della vita, clima, possibilità di creare un piccolo business per quanto modesto possa essere… le prospettive e le possibilità di evadere non mancano, quando si è in pensione…

L’unica moneta democratica : l’oro

Di fronte all’iperinflazione, l’oro è l’unica moneta (da sempre) ad essere in grado di conservare il valore a lungo termine.

Custodite il vostro oro, sbarazzatevi delle azioni, ma non credete a ciò che i grandi organi di stampa vantano, non abbiate paura degli spaventapasseri che si agitanoo al vento…

Ricordate.. la rivoluzione è nelle vostre mani e alla portata di tutti !