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Dov’è finito l’oro della Germania?

Tuesday, September 23rd, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Dov'è finito l'oro della Germania?

Dopo più di un anno dall’inizio del rimpatrio dell’oro della Germania, la “saga” continua. Dove sono andate a finire le riserve che furono state affidate agli Stati Uniti? Perché la Germania ha rinunciato al rimpatrio del proprio oro?

Riassunto degli episodi precedenti : inizio anno 2013, la Germania aveva intenzione di rimpatriare il proprio oro, in parte stoccato in Francia e negli Stati Uniti (presso la FED), al fine di disporre delle loro 3.3996 tonnellate d’oro sul proprio territorio entro il 2020.

Il desiderio di rimpatrio delle proprie riserve in oro è stato un segnale forte per il sistema monetario internazionale. In un periodo di crisi (che, ricordiamo, è lontano dall’essere terminato), è comprensibile che gli Stati cerchino di prendere tutte le precauzioni possibili. E un dato di fatto, ormai, se l’euro crolla, la migliore copertura è l’oro.

Nelle riserve delle due nazioni sono stati effettuati delgi audit… l’oro tedesco conservato alla FED si è completamente volatilizzato. Pertanto, le 1500 tonnellate d’oro (del valore pari a circa 70 miliardi di dollari) sono stoccate nella zona di massima sicurezza della FED, a 26 metri sotto terra, “il posto più sicuro al mondo”.

La versione “ufficiale” della FED è ch’essa rifiuta semplicement di restituire l’oro alla Germania! La banca federale americana ha accettato di restituire solo 300 tonnellate alla Germania entro il 2020. Per ora, solo una piccolissima parte delle riserve (34 tonnellate) è stata restituita, e l’oro restituito era nuovo…

Un’ex manager della Goldman Sachs afferma che la Germania non rivedrà mai più il proprio oro, nonostante la FED non avesse l’autorizzazione di servirsi di quest’oro.

In seguito alle pressioni degli Stati Uniti, la Germania ha, infine, rinunciato al rimpatrio del proprio oro nel giugno del 2014, stimando che “ le proprie riserve sono conservate in tutta sicurezza negli Stati Uniti”. L’accordo concluso tra le due nazioni è stato quello, per la Germania, di “realizzare delle operazioni di scambio in monete estere in caso di bisogno”.

Encora una volta, abbiamo la prova che davanti agli Stati Uniti e all’egemonia del dollaro, nessuno Stato è sovrano sul proprio oro…

Prospettive 2014 : i pareri degli economisti

Wednesday, January 22nd, 2014

Prospettive economiche 2014

Fare delle previsioni realistiche in termini di economia è come fare dell’astrologia… Eppure, ogni anno, in tanti si dedicano a questo pericoloso esercizio, e alcuni spesso ci azzeccano! Qualunque sia il tono delle prospettive economiche per il 2014, prendendo come punto di partenza l’anno 2013, è comunque bene fare attenzione, invitando gli investitori alla massima cautela.

Nouriel Roubini, alias Dr Doom, è ottimista!

Un fiore non fa ghirlanda. Nouriel Roubini, alias “Dottor catastrofe”, conosciuto per le sue previsioni pessimistiche e piuttosto azzeccate fino ad ora, è piuttosto ottimista nelle previsioni economiche del 2014.

Stando a quanto afferma, i rischi maggiori (minacce di un’implosione della zona euro, di un nuovo “shutdown” – arresto parziale del governo americano – del limite massimo del debito, rallentamento brutale della crescita della Cina, di una guerra tra Iran e Israele…) dovrebbero essere meno “aggressivi” nel 2014 rispetto al 2013.

« Per quanto riguarda l’economia americana, che si trova in una posizione migliore rispetto ai suoi concorrenti, non dovrebbe raggiungere il suo vero potenziale di crescita nel 2014 – afferma Roubini – ma s’intravedono dei fattori positivi: ripresa del mercato del lavoro e dell’immobiliare, e dell’industria manifatturiera ». Noi ci permettiamo di aggiungere: l’arresto della politica monetaria accomodante per un dollaro più forte.

Roubini punta anche su una ripresa dei mercati emergenti, le cui classi medie continuano a svilupparsi e a far girare il consumo. Secondo Roubini, si tratta di una ripresa modesta, sia per le economie avanzate che per quelle emergenti. Ma su un piano globale, Stati Uniti a parte, la crescita dovrebbe restare “anemica” nel 2014, malgrado le sue prese di posizione ottimistiche.

Quanto detto è spiegato nel dettaglio in quest’articolo pubblicato su cnbc.com, da leggere se conoscete l’inglese o se siete dotati di un buon traduttore!

Previsioni mondiali economiche pessimistiche

Per una volta Dr Doom è ottimista? Non è lo stesso per Joseph Stiglitz, cronista e premio nobel dell’economia 2001, professore alla Columbia University (New York).

In quest’articolo, apparso su lesechos.fr, Stiglitz afferma che il reddito della maggior parte dei cittadini dei Paesi in via di sviluppo, che si sono ridotti nel 2013, non aumenterà ora. Meno potere d’acquisto nel 2014 per l’insieme delle classi medie, dunque.

Il problema: nessun governo prende le misure necessarie. « Negli Stati Uniti, il reddito medio diminuisce continuamente; quello dei dipendenti è inferiore a quello di quarant’anni fa. In Europa, più della metà dei giovani spagnoli e dei giovani greci sono disoccupati. L’FMI prevede per la Spagna un tasso di disoccupazione superiore a quello attuale nei prossimi anni ». Senza una corretta unione bancaria nella zona euro, senza la mutualizzazione del debito, la minaccia è dietro l’angolo.

Stiglitz mette in guardia sul pericolo futuro di un’eventuale stagnazione economica troppo lunga in Europa. Anche per gli Stati Uniti, le cui prospettive sembrano essere più confortanti, Stiglitz evoca l’ineluttabile aumento delle disuguaglianze economiche.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, al contrario di quanto afferma Roubini, Stiglitz pensa che il rallentamento continuerà a persistere. Benché la crescita della Cina, nonostante sia in netto calo, resta invidiabile!

Per riassumere, a livello globale, l’economia di mercato non funziona. Diverse risorse restano inutilizzate, così come diversi bisogni non vengono soddisfatti.

Le previsioni shock di Saxo Bank

Mish, di Global Economic Trend Analysis, ha riassunto su 24hgold.com, in un interessante articolo in francese, “Le previsioni shock di Saxo Bank per il 2014”.

Deflazione negli Stati Uniti, Germania in recessione (!), Giappone soffocato dal proprio debito, azioni nelle tecnologie che incassano duri colpi, il fronte anti Europa che aumenta in tutte le parti dell’eurozona, CAC 40 in caduta libera…! Non siamo certo obbligati a prendere alla lettera le previsioni di Saxo Bank (visto anche che negli ultimi si sono sbagliati diverse volte), ma potrebbe essere un buon indice di tendenza finanziaria. A noi sembrano abbastanza realistiche queste previsioni, anche se non saranno per l’immediato futuro…

… mettetevi al riparo finché siete in tempo!

 

Come investire in oro

Thursday, January 16th, 2014

Investire in oro

Da secoli, gli investitori vedono nell’oro un mezzo di protezione del loro patrimonio, in particolare in periodi di turbolenza finanziaria.

La funzione del metallo giallo, in termini d’investimento a lungo termine, si è confermata nel corso di questi ultimi anni, dove si sta vivendo uno dei più grandi periodi di crisi della storia. Gli investitori dovrebbero considerare l’oro come una parte vitale del proprio portafoglio, vista la persistente incertezza macroeconomica.

Di conseguenza, gli investitori si rendono conto che la situazione attuale è molto propizia alla diversificazione degli attivi.

Come dovrebbero avvicinarsi all’oro gli investitori?

Molteplici scelte si presentano agli investitori, tutto dipende dalle esigenze di ciascuno: monete, ETF, prodotti finanziari addossati all’oro (miniere…).

Tuttavia, l’investitore privato dovrebbe, prima di tutto, concentrarsi sugli investimenti in oro fisico. Questi ultimi, infatti, comportano meno rischi, poiché detenere oro fisico rappresenta una sicurezza in ogni momento e, soprattutto, quando se ne ha più bisogno: in tempo di crisi.

In Inghilterra, ad esempio, gli investitori che acquistano delle monete d’oro britanniche, come le Sterline e le Britannia, sono esenti da qualsiasi imposta sul plusvalore.

Ricordiamo che per oro da investimento s’intende:

• l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
• le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, e sono esenti da IVA a livello europeo (secondo la direttiva europea 98/90/EC).

I differenti tipi di oro fisico

L’oro in forma di lingotti è il metodo d’investimento più popolare. I lingotti devono essere certificati, ed è importante disporre del certificato di proprietà.

Il prezzo di un lingotto (da 1 kg) viene fissato leggermente al di sopra del prezzo spot.

Esistono anche lingotti con un peso minore, ma ovviamente hanno un premio iniziale più elevato (che può arrivare anche al 50% al di sopra del prezzo spot). E importante valutare bene l’acquisto di questi lingottini prima d’investire, poiché non è un investimento frazionabile, e dunque con un basso potenziale di liquidità.

Le monete d’oro, a differenza dei lingotti, hanno un premio, che varia in base al tipo delle monete, allo stato di conservazione, e alla domanda (per maggiori informazioni sulla nozione di premio delle monete d’oro, clicca qui).

Per trarre il maggior profitto dall’investimento in monete d’oro, bisogna assicurarsi che queste siano state trattate con cura nel corso degli anni, per evitare una svalutazione alla rivendita (leggi l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro).

Comunità online di acquirenti e venditori di tutto il mondo

Come acquistare, vendere e conservare l’oro?

Acquistare e vendere l’oro non è mai stato così semplice come oggi, grazie alle diverse piattaforme online che offrono questo servizio (accesso sicuro agli account).

In generale, le vendite dell’oro si effettuano sia fisicamente, in negozio, sia per posta. Tuttavia, quando si rivende l’oro, i negozianti riacquisteranno il vostro oro solo se tornate nel negozio in cui avete effettuato l’acquisto iniziale. I lingotti vengono riacquistati ad un prezzo minore del prezzo spot, a differenza delle monete, le quali godono di un premio che i lingotti non hanno.

Custodire il proprio oro a casa non è la soluzione migliore: innanzitutto, bisogna tener conto delle spese supplementari che riguardano la spedizione, deposito e assicurazione. Tali fattori avranno un impatto negativo sull’investimento.

Ma esiste un’alternativa, che consiste nel custodire il vostro oro in casseforti esterne per assicurare il vostro investimento e permettervi di rivenderlo senza bisogno di scomodarvi – solo il titolo di proprietà avrà bisogno di essere modificato, ma anche questo non sarà un problema per voi, poiché ci sono società in grado di fornirlo ai propri clienti.

Sono infatti state create un gran numero di piattaforme, con una loro comunità online di acquirenti e venditori, che offrono la possibilità agli investitori di migliorare il potenziale delle loro rivendite e, cosa più importante, di permettergli di fissare il proprio prezzo di vendita come avviene, ad esempio, sul sito LinGOLD.com, grazie al comodissimo servizio di custodia in casseforti indipendenti, al di fuori del sistema bancario.

Se avete intenzione d’investire nell’oro fisico, dovete tener conto di diverse opzioni, in particolare di alcuni fattori critici come il metodo di acquisto, la qualità dei prodotti, facilità d’accesso al servizio, sicurezza del vostro investimento, implicazioni a livello fiscale, metodo e prezzo di rivendita.

Ricordiamo che la purezza dell’oro viene espressa in parti per mille. Ad esempio, 995, ossia nove nove cinque, indica una purezza di 995/1000, vale a dire 99,5%. 995 è il più alto grado di purezza al quale l’oro poteva essere fabbricato ma, grazie alle applicazioni di altissima tecnologia, è diventato ormai possibile produrre dei metalli puri a 99.9999%. I lingotti devono sempre avere i marchi seguenti per provare l’autenticità: Good Delivery Pure Gold, 999.9, un marchio di fabbrica di un raffinatore riconosciuto sul mercato (Valcambi, Umicore), e un numero di serie.

Chi acquista oro fisico è un contrariato

Tuesday, January 14th, 2014

Il contrariato segue le proprie logiche, e tu?

Un contrariato è una persona che compra o vende la sua posizione contro l’opinione del mercato, e che è accorta nel valutare l’opinione di maggioranza mentre marcia nella direzione opposta. Uno dei più famosi contrariati è Warren Buffet… uno degli uomini più ricchi al mondo. Uno dei suoi principali consigli è quello di non seguire il gregge. Il suo segreto sta in una frase tipica dei contrariati: « Non prendere le tue decisioni in base a ciò che tutti dicono o fanno ». Secondo Warren Buffet, per oltrepassare la media, bisogna misurare sé stessi attraverso ciò ch’egli chiama l’Inner Scorecard, cioè giudicare sé stessi attraverso i propri standard e non con quelli di tutti gli altri.

Tra coloro che sono ritenuti politically incorrect, uno dei maggiori amanti dell’oro è Bill Bonner, storico ed esperto dell’economia statunitense, che mette in guardia i suoi compatrioti che vivono a credito: « Immaginate un negoziante il cui cliente principale sta attraversando un periodo difficile a causa delle tasse da pagare. Il negoziante estende il suo credito, nella speranza che il cliente ripaghi tutto, un giorno. Ma più il commerciante gli fa credito, più la situazione economica dell’uomo diventa disastrosa. Sarebbe bello se questo metodo funzionasse davvero. Ma, sfortunatamente, questo sistema peggiora le cose. Il cliente deve smettere di comprare e il negoziante deve smettere di “prestare”. Sarà impossibile ripagare il debito per il cliente, in poche parole ».

« Cosa dovrebbe fare un investitore per proteggere sé stesso? », chiede il nostro amico.
« Acquistare oro ».
« Oro? Ma che strana idea. Non ho mai sentito nessuno menzionare l’oro in tanti anni. Sembra così fuori moda. Pensavo che nessuno comprasse più oro ormai ».
« E il motivo per cui dovresti acquistarlo. E questa è la persona che sta acquistando oro adesso ».
**Estratto dal libro di Bill Bonner, Empire of Debt: The Rise of an epic financial crisis, pubblicato da John Wiley & Sons, 20051.

Per porre fine all’idea generale secondo cui il risparmio in oro è l’atto di uomini più anziani nostalgici, basta andare su alcuni forum specializzati per rendersi conto che questo tipo di risparmiatore non è solo più giovane della media, ma che lui o lei ha anche una visione molto chiara del sistema economico globale. Dal suo profilo, si direbbe che lui o lei è un risparmiatore attento, con una visione diversa del futuro. Questa nuova generazione di investitori d’oro è razionale, pratica e alla continua ricerca di un diverso tipo di sicurezza rispetto a quello offerto dagli investimenti tradizionali o dai classici strumenti di risparmio. Questa nuova generazione di risparmiatori ha assistito al crollo dei piani “di fiducia” dei propri genitori, e non vuole ripetere lo stesso errore. Sicuramente condivide il desiderio di mettere al riparo i propri risparmi, ma è alla ricerca di sicurezza, affidabilità e tutela del potere d’acquisto accumulato negli anni. Viste le principali offerte esistenti oggi sul mercato, che hanno come ritorno delle perdite nette a causa dell’inflazione, non è una sorpresa che i risparmiatori e gli investitori si orientino verso qualcosa di tangibile e reale.

L'oro potrebbe essere l'alternativa alle attuali monete fiduciarie

Oro, una moneta alternativa?

Dove vi rivolgereste se le classiche monete fiduciarie odierne subissero all’improvviso una svalutazione?

Nella storia ci sono stati diversi casi in cui le persone hanno perso tutta la loro fiducia nelle valute ufficiali, quasi sempre perché queste erano diventate inutili e nessuno riconosceva più il loro valore. Tuttavia, le persone hanno sempre cercato un’alternativa per mantenere il commercio e la sopravvivenza quotidiana. Quest’alternativa ha talvolta assunto la forma di baratto, ma tale metodo è limitato dalla difficoltà di assegnare un valore riconoscibile ad una vasta gamma di prodotti e servizi. C’è bisogno, infatti, di un denominatore comune e di un valore unitario, che sia riconosciuto e che quindi permetta al commercio di funzionare senza intoppi.

Durante la Rivoluzione francese, le casse dello Stato erano completamente vuote, e per questo l’emergente Assemblea Nazionale Costituente creò un sistema basato sugli “assegnati”, o assignats in francese, che acquistarono il loro valore grazie alla svendita dei beni della chiesa. Questi “assegnati” erano garantiti dallo Stato, con l’obbiettivo di ripristinare un’economia funzionale. Tuttavia, registrarono un numero di sottoscrizioni troppo elevato, per un importo pari a 47 miliardi, causando inflazione, ad interessi zero, e finirono così per crollare.

Estratto dall’adattamento in lingua inglese del libro francese: L’or, Un Placement aui (R)Assure (2011), (trad. L’oro, Un Investimento che (R)Assicura), scritto da Jean-François Faure, Presidente a fondatore di AuCOFFRE.com e LinGOLD.com

Ci sono diverse forme d’investimento alternative al giorno d’oggi, e una delle più sicure è l’investimento in oro fisico (non quello cartaceo, che non ha nulla a che vedere con l’acquisto di oro fisico). Grazie ai nuovi sistemi d’acquisto d’oro online, chiunque oggi ha la possibilità di comprarne. Tra le diverse piattaforme online che offrono questa possibilità, un sito che possiamo consigliarvi è LinGOLD.com, che offre il servizio di custodia in casseforti indipendenti, al di fuori del sistema bancario, e vi permette di acquistare e rivendere l’oro comodamente dal vostro divano di casa con un solo clic, senza bisogno di scomodarvi. Inoltre, grazie all’esclusivo programma LSP (Libretto per la Salvaguardia del Patrimonio), è possibile acquistare a partire da 1 grammo d’oro al mese, senza pagare nessuna spesa di custodia in cassaforte, senza spese aggiuntive.

Il salvataggio delle banche sul modello cipriota dovrebbe iniziare nel 2016

Friday, December 27th, 2013

Piano di salvataggio delle banche - Copyright Economy.it

Secondo le decisioni prese dall’UE questi giorni, il salvataggio delle banche in fallimento potrebbe essere effettivo dal 2016, ricorrendo al capitale dei clienti: privati, imprese, azionisti.

Quest’accordo, non ancora approvato in via definitiva dai Governi e dal Parlamento Europeo, contiene i punti seguenti, imposti soprattutto dalla Germania, che non vuole pagare nemmeno un euro in più per le entità degli altri Paesi:

• Creazione di un’autorità unica di liquidazione

Gli azionisti e i creditori delle banche assorbiranno le perdite al posto dei contribuenti

• Gli Stati membri dovranno predisporre di fondi di garanzia, finanziati dalle banche stesse, e dovranno raggiungere la soglia dell’1% dei depositi assicurati entro 10 anni.

• Di fronte ad ogni situazione di salvataggio di un’entità, si dovrà applicare obbligatoriamente una riduzione pari all’8% sul totale del passivo della banca in base all’ordine seguente:

Capitale: attivi finanziari e azioni;
Debito junior: debito subordinato;
Debito Senior e depositi non garantiti delle grandi società;
Depositi di oltre 100 000 euro che non appartengono alle PMI o ai privati;
Depositi di oltre 100 000 euro che appartengono alle PMI o ai privati;
Le obbligazioni ipotecarie;
I depositi inferiori a 100 000 euro (assicurati), non verranno toccati.

Fonte: Tucapital.es

Gli Stati interverranno solo in casi eccezionali, per utilizzare i fondi pubblici nazionali e quelli del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ad esempio prima che i creditori perdano tutti i loro investimenti o quando non sarà più possibile applicare delle riduzioni, e se la banca continuerà ad aver bisogno d’aiuto.

Questa direttiva metterà fine agli aiuti pubblici concessi alle banche, e alla poco fiducia verso quest’ultime. Tali misure, tuttavia, non faranno altro che aumentare l’incertezza e la sfiducia, poiché noi tutti sappiamo che il posto meno sicuro dove custodire i propri soldi sono le banche. E come se non bastasse, non solo dobbiamo pagare per far custodire i nostri soldi, ma dobbiamo anche esporci al rischio di perdere una parte del nostro capitale per degli scopi di “salvataggio”.

Confiscare i risparmi dei cittadini per salvare il sistema bancario svizzero ?

Monday, December 9th, 2013
Pericolo confisca conti correnti svizzeri.  Immagine di FiscoOggi.it

L’Autorità federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari della Confederazione Svizzera ha reso pubblica la normativa che riguarda il risanamento degli istituti di credito. Ecco che una vecchia tecnica utilizzata a Cipro, non molto tempo fa, si ripete: i risparmiatori che dispongono di più di 100 000 franchi svizzeri dovranno partecipare alla ricostituzione del capitale delle banche.

Il protocollo della FINMA (acronimo di Autorità federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari in Svizzera) definisce la priorità delle sue regole sulle grandi entità, considerate come ‘too big to fail’ (troppo grandi per fallire) con un volume di attivi superiore ai 2.5 miliardi di franchi svizzeri, quattro volte maggiore del PIL svizzero. Queste istituzioni devono essere riformate in modo ordinato e senza provocare panico, o corsa agli sportelli.

In questo senso, la strategia adottata è quella del salvataggio interno, o il cosidetto “bail-in”: « vista la struttura/natura delle grandi banche svizzere, il bail-in è la strategia più consona per arrivare all’obbiettivo ».

L’opzione di salvataggio attraverso i fondi pubblici è stata rifiutata già diverse volte dal Parlamento svizzero. Il denaro dei contribuenti verrà toccato solo in caso di estrema necessità, a condizione che la normativa venga rispettata integralmente. Di conseguenza, per evitare di ricorrere a quest’opzione, le esigenze in materia di fondi propri e di protezione si sono indurite per quanto riguarda la probabile insolvibilità dei debitori.

Pericolo confisca conti correnti svizzeri

Il documento presentato dalla FINMA esclude le azioni unilaterali dei regolatori. Tutte le decisioni passeranno tramite il Comitato di Stabilità Finanziaria, e avranno la supervisione dei collaboratori delle Banche Centrali. Alla fine di questo processo, l’accordo prevede un salvataggio bail-in, in cui gli azionisti e i creditori dovranno sopportare il peso della ricapitalizzazione e, quindi, di conseguenza, le perdite che ne deriveranno.

Secondo la FINMA, un salvataggio interno si traduce in un guadagno di tempo, e permetterà di unire le forze necessarie per adattarsi al modello d’impresa, osservando comunque delle strette misure prudenziali e assicurative. Se questa strategia non dovesse funzionare, l’ente dovrà liquidare le proprie attività e venderle al miglior offerente.

Una banca viene considerata come ‘non salvabile’ quando il suo capitale è al di sotto del 5% degli attivi ponderati in funzione dei rischi. Se la ratio dei fondi propri si aggira tra il 5 e l’8%, spetterà all’Autorità di Vigilanza decidere se procedere alla liquidazione dell’entità o, al contrario, intraprendere un piano di salvataggio interno descritto qui di seguito.

Copyright TaxiStory.net

Il salvataggio interno si effettua tramite la conversione dei creditori in azionisti. Per poter arrivare a questo progetto, esistono tre modi differenti: conversione del debito in fondi propri, sottoscrizione dei prestiti condizionali obbligatoriamente convertibili (Cocos) e, in ultima istanza, uno sconto sui principali impegni presi dalla banca

In questo primo capitolo, ci sono i risparmiatori che possiedono più di 100 000 franchi svizzeri in un solo conto corrente.

La minaccia confiscatoria che arriva dall’Autorità di regolamentazione ha un potenziale straordinario, dal momento che la situazione dell’istituto è giudicata criticata, e i risparmiatori avrebbero la capacità di far uscire dalle loro tasche quasi 300 000 milioni di franchi svizzeri, che rappresentano la capacità totale dei risparmi superiori ai 100 000 franchi svizzeri dei conti correnti svizzeri.

I primi bersagli di questa nuova misura sono le due grandi banche svizzere: l’Unione delle Banche Svizzere (UBS) e il Credit Suisse Group. Entrambe dovranno affrontare, in futuro, dei costi di finanziamento più elevati per fare dei prestiti sul mercato, poiché i creditori sanno perfettamente che in caso di fallimento della banca i prestiti verranno annullati.

Fonte: OroyFinanzas

Investire nell’oro, l’intervista a Nicolas Perrin

Wednesday, October 30th, 2013

Libro di Nicolas Perrin

Nicolas Perrin è un giovane economista francese che ha recentemente pubblicato un libro sul mercato dell’oro, intitolato: “Investir sur le marché de l’or” (tr. Investire sul mercato dell’oro). Tutto quello che avreste sempre voluto sull’oro e non avete mai osato chiedere è contenuto in questo libro. Quest’opera tocca tutti gli aspetti dell’oro, dalla natura del metallo prezioso fino al suo ingresso nel mercato, i rischi di bolla, la fiscalità… LingOro.net ne ha approfittato per fare qualche domanda sull’oro a Nicolas Perrin.

LingOro.net – Nicolas, raccontaci in breve qual è stato il tuo percorso e da dove nasce la passione per il mercato dell’oro ?

Nicolas Perrin: « Ho 29 anni e sono originario di un piccolo paese dell’est della Francia. Interessato a diverse cose alla volta, ma senza tuttavia avere una predilezione particolare, ho effettuato prima un corso di medicina generale al Liceo di Lione, e poi ho frequentato l’IEP di Strasburgo, e il collegio d’Europa di Varsavia. Come tante altre persone, ho iniziato ad interessarmi all’economia e agli investimenti dopo il fallimento della Lehman Brothers. Le notizie che davano i media tradizionali non mi soddisfava, e ho cercato quindi di raccogliere più informazioni possibili (che trovate in allegato nel mio libro) per farmi un’idea tutta personale sulla realtà dei fatti. Queste letture mi hanno portato a fare i miei primi acquisti di metalli preziosi nel 2009 e a terminare i miei studi, specializzandomi nell’asset management ».

LingOro.net – E controcorrente pubblicare un libro sull’investimento nel mercato dell’oro in un momento in cui l’oro sta subendo un forte ribasso dal mese di aprile. Cosa ti ha portato a pubblicare questo libro adesso ?

Nicolas Perrin: « Quando ho effettuato i miei primi acquisti di metalli preziosi, le risposte sulle quali mi sono imbattuto non erano molto limpide. Per fare qualche esempio concreto : “L’oro è sempre una moneta, come sostengono i professori della scuola austriaca di economia, oppure è diventato un attivo finanziario come gli altri, il cui prezzo fluttua in base alla domanda e all’offerta ? Perché la letteratura scientifica non riesce a creare un modello dei fattori fondamentali del prezzo dell’oro ? Come reagire di fronte ai pericoli di confisca ?”… Queste domande – fondamentali per gli investitori – non possono avere risposte molto diverse a seconda dei locutori.

Io ho dunque voluto mettere le cose nero su bianco per vederci più chiaro. Questo lavoro di scrittura, che ha occupato il mio tempo da ottobre 2012 fino a marzo 2013, ha dato vita ad un libro di 240 pagine. Durante la stesura dei nove capitoli che compongono questo libro, ho cercato di affrontare tutti gli argomenti che ruotano intorno al mondo dell’oro. Mi sono anche preso il lusso di esprimere il mio parere su alcune questioni particolari, ma lo scopo primario dell’opera è quello di offrire ai lettori tutto ciò che conosco in materia di oro per permettere loro di farsi una propria opinione.

Il mio libro è stato effettivamente pubblicato in un momento di depressione dei metalli preziosi. Sono anche convinto che gli eventi che ci aspettano porteranno gli investitori a dubitare della sicurezza dei loro risparmi. Spero che questo libro possa consentire a chi lo legge d’identificare le virtù dell’oro fisico e fornire una guida per acquistare i migliori prodotti dai migliori commercianti ».

LingOro.net – Pensi che l’oro risalirà nel 2014 ? Quali sono i fattori che entrano in gioco ?

Nicolas Perrin: « Non ho una palla di cristallo e non posso pretendere di prevedere il futuro dell’evoluzione dei mercati. Quello che posso dire osservando l’attuale ribasso, è che tale cambiamento si è verificato quando i fondamentali macroeconomici sui quali si era posizionato il rialzo dell’oro si sono esacerbati. Per darvi qualche indicazione in cifre concrete, l’indebitamento dei Paesi dell’OCSE è passato dal 75% al 105% del loro PIL, e il deficit di questi stessi Paesi è aumentato dal 3,5% al 5,5% del loro PIL, l’effetto leva delle banche « too big to fail » è drasticamente aumentato, i bilanci della FED e della BCE si sono ulteriormente deteriorati in seguito al riacquisto di una grandissima quantità di attivi « marci », il tasso di crescita dei Paesi dell’OCSE è crollato dallo 0,5% allo 0,1%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dallo 5,9% all’8%. Per non farci mancare nulla, guerra dei cambi e guerra delle valute persistono anche dopo la morte del sistema monetario internazionale organizzato, approvato nei primi anni ‘70. Last but not least, Ben Bernanke ha annunciato durante la riunione del FOMC, il 18 settembre scorso, che la FED continuerà ad iniettare denaro per un totale di 85 miliardi di dollari al mese sui mercati (l’equivalente del New Deal al mese, come spiega Nicolas Doze), confortando, con la loro tesi, coloro che pensano che le politiche monetarie espansionistiche siano ormai irreversibili ».

LingOro.net – L’analisi tecnica sull’evoluzione del prezzo dell’oro porta a delle conclusioni pessimistiche. Dobbiamo pensare che è arrivato il momento di rivendere l’oro fisico ?

Nicolas Perrin: « Se siete posizionati sull’oro da investimento per speculare sul corto/medio termine, seguite il consiglio di Pierre Leconte, che dice: « smettete di trattare l’oro e l’argento sulla base dei loro “fondamentali” piuttosto rialzisti, e iniziate a concepirli in funzione dei loro parametri tecnici attuali, ribassisiti, fino a quando arrivano ai loro costi di produzione, e che a partire da quel momento risalgono sistematicamente sotto l’effetto di una domanda diventata molto più alta dell’offerta.

Tuttavia, se si detengono dei metalli preziosi per proteggersi dai rischi maggiori a lungo termine, non è certo questo il momento di vendere. Quello che è successo a Cipro nella prima metà dell’anno per salvare il sistema bancario, e più recentemente in Polonia per perpetuare il debito pubblico, sono solo un’anteprima di ciò che ci aspetta.

Inoltre, non è quando vediamo che il livello dell’acqua sale sulla nave che bisogna lanciare il salvagente ! Tuttavia, bisogna essere consapevoli del fatto che una posizione a lungo termine nei metalli preziosi gestiti passivamente non sarà redditizia fin quando i mercati non avranno integrato il rischio d’insolvenza, che può verificarsi nel 2013 oppure nel 2014, o 2015.

La trappola in cui ci troviamo oggi può durare, questo è il motivo per cui l’oro fisico dovrebbe essere considerato come il bene rifugio in grado di assicurare il proprio patrimonio ».

LingOro.net – Lo shutdown negli Stati Uniti è un assaggio di quello che dobbiamo aspettarci anche in Europa ?

Nicolas Perrin: « Bisogna ben distinguere due cose: lo shutdown, il mancato accordo sul budget, e il problema del debito federale.

Gli Stati Uniti sono diventati molto difficili da governare per via della frattura venutasi a creare tra la cultura politica democratica e quella reppublicana circa il ruolo dello Stato, da qui il motivo per il quale non si arriva ad un accordo sul budget.

Su scala maggiore, vi è la questione della supervisione di Bruxelles sui budget nazionali, che riguarda tutti gli Stati membri della zona euro. Due elementi dobbiamo prendere in considerazione per rispondere alla vostra domanda. Innanzitutto, bisogna chiedersi se gli Stati membri della zona euro accetterebbero di andare oltre il governo del bilancio europeo ? Il « two pack » (due regolamenti entrati in vigore il 30 maggio 2013, « terzo provvedimento di rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e monetarie dopo il « six pack » (cinque regolamenti e una direttiva) completa il Patto di Stabilità, entrato in vigore nel dicembre 2011, e il Trattato sulla Stabilità, sul coordinamento e sulla governance (TSCG), che viene applicata dal gennaio 2013 » – fonte), che impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del PIL) e, in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, scatta un processo di “correzione” da parte della Commissione.

Fin’ora, in materia di bilancio, la Commissione Europea ha favorito la prevenzione e il ritardo sulle sanzioni finanziarie ma, dotata di un potere di veto, sarebbe ugualmente così clemente ?

E dopo, viene la questione sul debito sovrano. Negli Stati Uniti, c’è un limite massimo per il debito federale. In assenza di un accordo durante il Congresso prima del 17 ottobre per alzare questo limite, gli Stati Uniti non avrebbero più denaro a sufficienza per soddisfare le scadenze dei rimborsi di credito alla fine del mese. Sarebbe quindi default del debito federale. Nonostante gli Stati Uniti abbiano già conosciuto altri shutdown in passato, la situazione oggi è differente poché si ritrova in uno stato d’iper indebitamento e il governo deve ormai contare sul Tea Party.

Plafond del debito Stati Uniti

 

Questo contesto, che ha vocazione a ripetersi, non costituisce un problema per gli Stati Uniti poiché ciò che devono all’estero “lo pagano, per intero o parzialmente, con dei dollari ch’essi possono stampare a piacere”, come spiegava il Presidente de Gaulle durante la sua conferenza stampa al Palazzo dell’Eliseo, il 4 febbraio 1965.

Tutto questo ha l’aria di terminarsi in malo modo, ma è chiaro che i mercati sono immersi in un’assoluta fiducia. Ovviamente, la maggioranza delle parti coinvolte sono coscienti del fatto che i prezzi non sono legati a dei fondamentali solidi, ma si gioca il rialzo navigando a vista ».

LingOro.net – Spiegaci, in poche parole, perché secondo te l’oro resta l’investimento del futuro ?

Nicolas Perrin: « Dal momento che non si anticipa un ritorno ad una crescita economica sana (senza crediti) e sostenuta, l’oro costituisce oggi, dal mio punto di vista, un’assicurazione patrimoniale indispensabile. Per quel che mi riguarda, rivenderei i miei metalli preziosi il giorno in cui i problemi del debito verranno risolti, così come i problemi monetari, e quando i tassi d’interesse reali ritorneranno ad un livello abbastanza elevato da essere in grado di remunerare il mio risparmio.

Fonte: loretlargent.info

Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi

Thursday, April 25th, 2013

Ho letto con molto interesse il nuovo libro di Simone Wapler, Direttrice delle Pubblicazioni Agora, specialista in analisi e consulenza finanziaria. Il libro, intitolato “Comment l’Etat va faire main basse sur votre argent” (trad. Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi), è un’opera molto pragmatica e interessante.

Al contrario di molte pubblicazioni che criticano l’ingerenza dello Stato, la rapacità delle banche, la finanza deregolamentata, Simone Wapler non si ferma solo alla denuncia di un sistema malato ma offre dei consigli pratici molto semplici, abbordabili, per chiunque voglia mettersi al riparo dalla crisi.

Nella prima parte, l’autrice spiega come lo Stato, a forza di spese pubbliche, ha scavato la sua fossa del deficit. Ormai, lo Stato ha un unico imperativo: avere rapidamente accesso ai soldi liquidi.

I vostri risparmi sono in pericolo

Ovvio che non si parla di debancarizzazione totale. In ogni caso, spiega Simone Wapler, questo sarebbe quasi impossibile per chi prende un salario mensile o una pensione.

L’autrice propone innanzitutto di « imparare a vivere di nuovo con i soldi in carta » : lasciando meno denaro possibile sul proprio conto, pagando quanto più si può in contanti, frazionando i propri depositi, diversificando le reti bancarie…

I mezzi di pagamento al di fuori del circuito bancario : PayPal e la VeraCarta

Ci si può stupire del fatto che la Wapler non menzioni il Bitcoin (battuta ironica!) ma preferisce piuttosto i mezzi di pagamento come PayPal che permette di stoccare la quantità di liquidi che si desidera senza dover passare per una banca.

Ma il limite di Paypal è che, pur essendo un buon mezzo di debancarizzazione, i soldi depositati sul conto sono in divisa corrente (euro, dollari…) e non mette quindi al riparo da un fallimento monetario.

Questo non è, invece, il caso della VeraCarta (presto attiva anche in Italia), il mezzo di pagamento creato dalla società AuCOFFRE.com, che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Con la VeraCarta, è possibile stoccare oro ed effettuare i pagamenti con il metallo giallo. Vantaggio : siete i soli proprietari dell’oro che alimenta il vostro conto e che è conservato in zona franca a Ginevra. La rivoluzione finanziaria individuale passa dalle fondamenta ! E’ un modo flessibile e poco vincolante di ritornare al gold standard (o sistema aureo).

Siamo nell’era della repressione finanziaria

I tempi sono cambiati, l’evoluzione del debito sovrano da parte delle banche nazionali ne è la prova. Il ruolo dello Stato è cambiato da quello di provvidenza a quello di parassita. Stessa cosa per le banche.

In uno scenario a 5 livelli di libertà, Simone Wapler ci situa al livello 2 della repressione finanziaria. Per ora è solo per i grandi azionisti, ma ci stiamo avviando verso livelli di repressione più alti : controllo dei cambi, limiti di convertibilità della moneta, poi convertibilità della moneta impossibile e infine, impossibilità di uscire dal territorio.

Tra le altre misure di repressione finanziaria del tutto plausibili e possibili, Simone Wapler cita il congelamento delle assicurazioni sulla vita, il divieto di vendere l’oro e la sua confisca.

Il quadro si completa con le pensioni che i disoccupati di oggi e di domani non potranno pagare…

Una soluzione per la pensione ? Delocalizzatevi !

Crediti di imposta, costo della vita, clima, possibilità di creare un piccolo business per quanto modesto possa essere… le prospettive e le possibilità di evadere non mancano, quando si è in pensione…

L’unica moneta democratica : l’oro

Di fronte all’iperinflazione, l’oro è l’unica moneta (da sempre) ad essere in grado di conservare il valore a lungo termine.

Custodite il vostro oro, sbarazzatevi delle azioni, ma non credete a ciò che i grandi organi di stampa vantano, non abbiate paura degli spaventapasseri che si agitanoo al vento…

Ricordate.. la rivoluzione è nelle vostre mani e alla portata di tutti !

Il vero debito nazionale degli Stati Uniti sarebbe più alto di 222 mila miliardi di dollari …

Monday, April 22nd, 2013

E’ stato dichiarato che il debito nazionale degli Stati Uniti è pari a 17 mila miliardi di dollari. Tuttavia, Lawrence Kotlikoff, professore di Economia all’Università di Boston, ha dichiarato durante un’intervista concessa a Russia Today, che il debito si avvicina ai 222 mila miliardi di dollari.

Esisterebbe, infatti, un’enorme quantità di debiti e obbligazioni che non sono stati contabilizzati, non facendo ufficialmente parte del debito pubblico come nel caso del pagamento delle future pensioni. Questo è un argomento importante poiché 78 milioni dei baby boomers andranno presto in pensione e dovranno ricevere le loro pensioni dal governo americano. Ciò equivale a dei pagamenti annuali pari a circa 3 mila miliardi di dollari. Sia il Congresso che il Presidente, durante i loro mandati, si sono focalizzati unicamente sul debito ufficiale e non hanno pubblicato nulla circa queste “fatture”.

Il vero debito ammonta a 222 mila miliardi di dollari se integriamo tutti i piani di finanziamento previsti nei programmi del governo federale come la Sicurezza Sociale, la copertura medica… 222 mila miliardi di dollari , vale a dire il triplo del PIL mondiale. Questo significa che il deficit monetario è 10 volte più alto delle cifre pubblicate.

E’ certo che il governo americano non onorerà tutti i suoi debiti, è una certezza matematica ed economica.

Fonte : Oroyfinanzas.

Le banche centrali e i soldi

Friday, March 22nd, 2013

Ad ispirare il magnifico discorso fatto da Jens Weidmann, presidente del Bundesbank, durante una conferenza svoltasi recentemente a Francoforte, intitolata “cartamoneta, il finanziamento dello stato e l’inflazione”, dev’essere sicuramente stato il grande Johann Wolfgang von Goethe.

Weidmann ha messo l’accento sul pericolo dell’attuale politica monetaria, la quale si basa sulla cartamoneta, e sul potenziale pericolo della creazione di moneta, del finanziamento dello Stato e dell’inflazione.

Weidmann ha ricordato che le banche centrali che gestiscono un bene pubblico dovrebbero giustificare pubblicamente la stabilità dei soldi. « La miglior protezione contro le tentazioni nella politica monetaria è una società guidata verso la stabilità » specifica il presidente della banca centrale tedesca, il quale ha come nemico il ministro delle finanze del suo Paese, Wolfgang Schaeuble.

Weidmann è molto temuto dalle altre banche centrali perché questo giovane economista che dirige la Bundesbank non è per nulla favorevole alla creazione di denaro in abbondanza né tantomeno al programma d’acquisto della BCE.

Nel suo discorso, Weidmann ha fatto una comparazione tra l’acquisto di buoni e la firma di un patto col diavolo. A questo proposito, fa riferimento a dei passaggi dell’opera letteraria universale di Goethe, deceduto 180 anni fa. « Quasi due secoli fa, Goethe aveva già capito quel era il nocciolo del problema dell’attuale politica monetaria basata sulla cartamoneta » ha dichiarato il presidente della banca centrale tedesca. Goethe riuscì a diventare ministro delle finanze nel 1782.

Weidmann ha ricordato, inoltre, i possibili parallelismi tra l’alchimia e l’economia moderna basate sulla creazione di moneta ex nihilo che descrisse Goethe. « Con l’alchimia, si voleva trasmutare il piombo in oro e con l’economia moderna si vuole trasmutare la carta in soldi ».

La creazione della cartamoneta e il patto col diavolo

Weidmann ha fatto riferimento al “Patto di Faust” che è descritto nell’atto I della seconda parte di Faust. Nell’opera principale di Goethe, il diavolo – alias Mephistophelès – convince l’Imperatore a stampare grandi quantità di carta moneta, senza garanzia in oro. A breve termine, stampare moneta risolve i problemi economici dell’Imperatore, ma presto il mostro chiamato inflazione fa la sua apparizione.

Weidmann non menziona direttamente Draghi, né tantomeno la stampa di moneta nel suo discorso. Ha detto solo che se una banca centrale può potenzialmente creare delle quantità illimitate di soldi partendo dal nulla, come si può garantire che i soldi siano sufficientemente rari per convertire il loro valore?

Se la crezione di moneta a partire dal nulla fosse la soluzione a tutti i mali, allora perché durante il corso dei secoli nessuno è riuscito nell’intento? La storia insegnò a Goethe che stampare moneta non è mai stata la soluzione più idonea. Goethe ha cercato di spiegarci mediante Faust che la creazione di moneta ex nihilo non porta da nessuna parte a lungo termine. La cosa più pericolosa è che oggi le banche centrali sembra abbiano dimenticato le conseguenze della creazione di soldi senza il sostegno di un valore tangibile.