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Le esportazioni d’oro americane verso Hong Kong hanno raggiunto nuovi record

Monday, May 26th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Le esportazioni d’oro americane destinate ad Hong Kong hanno raggiunto un volume record. Fino allo scorso gennaio, le esportazioni ammontano a 250 tonnellate, in cui non sono però incluse tutte le esportazioni, in particolare l’oro riciclato, che viene venduto al di fuori dei registri ufficiali.

Hong Kong è il maggiore importatore d’oro al mondo. L’America è il primo esportatore d’oro con la quantità sopracitata. Al secondo posto viene la Svizzera con una quantità di 150 tonnellate. La Svizzera è il punto intermedio del “percorso dell’oro”, cioè Londra-Svizzera-Hong Kong. La Svizzera è la prima nazione al mondo dove si raffina il maggior quantitavo di oro e in cui viene modellato secondo i gusti e il volere della domanda asiatica.

Nel mese di gennaio, le esportazioni d’oro provenienti dagli Stati Uniti verso Hong Kong ammontano a 57 tonnellate. Queste cifre dimostrano l’appetito permanente e feroce dell’Asia per l’oro fisico. Queste informazioni sono state divulgate dall’USGS, United States Geological Survey (risultati ottenuti tramite un sondaggio).

Tabella: Lista dei Paesi che hanno esportato oro verso Hong Kong nel 2013


Fonte: SRSRocco Report

Nel corso dell’anno 2014, l’Asia dovrebbe continuare ad accumulare oro, svuotando le riserve dei Paesi occidentali. Tuttavia, il cartaceo emesso e adossato a quest’oro fisico non si riduce, aggravando di conseguenza la mancanza di garanzie già esistente.

Fonte: SRSRocco Report e OroyFinanzas.com

La domanda di oro in Cina aumenterà ulteriormente nei prossimi anni, secondo il World Gold Council

Wednesday, May 21st, 2014

La Cina fa parte delle più grandi potenze mondiali, sopratutto quando si parla di oro. Infatti, la Cina è il principale importatore e produttore di oro. Secondo un recente studio del World Gold Council, questa tendenza perdurerà ancora per molto tempo. Il WGC stima che la domanda di oro in Cina aumenterà almeno fino al 2017.

La Cina, primo importatore e produttore di oro

La Cina si è affermata come primo importatore di oro nel 2013. Le cifre divulgate dal World Gold Council all’inizio dell’anno, mostrano un’importazione di oltre 1100 tonnellate di oro da Hong Kong. Una cifra destinata ad aumentare, tenendo conto delle altre risorse d’importazione, i cui flussi restano ancora sconosciuti.

Inoltre, Pechino si è aggiudicato l’ambito posto di primo produttore di oro. Secondo quanto afferma il World Gold Council, la produzione del Paese è raddoppiata negli ultimi dieci anni, passando da 217 a 437 tonnellate d’oro, vale a dire più che le 380 tonnellate prodotte nel 2011, davanti anche all’Australia, gli Stati Uniti o il Sudafrica. E innegabile il fatto che la Cina giochi un ruolo determinante, da diversi anni, nel mercato dell’oro.

Una domanda in oro in continuo aumento

La Cina non rivela le informazioni sulle proprie riserve d’oro ma, tuttavia, incita la popolazione ad acuistarne, non solo perché ha una certa importanza nella cultura cinese – l’oro è particolarmente ricercato durante il capodanno cinese, ad esempio – ma anche perché viene considerato come la migliore soluzione d’investimento e di risparmio.

Uno strano dietro front se pensiamo che, per lungo tempo, il governo cinese ha impedito ai suoi cittadini di detenere oro! Inoltre, da quando il mercato dell’oro è stato liberalizzato in Cina, dal 1994, la domanda di oro dei privati è in costante aumento.

Secondo il rapporto del World Gold Council, questa domanda in oro aumenterà nei prossimi anni, e almeno fino al 2017. La relazione, pubblicata il mese scorso, indica che l’aumento oltrepasserà la soglia delle 1 132 tonnellate nel 2014, fino a raggiungere le 1 350 tonnellate da qui al 2017. Nel 2013, la domanda d’oro cinese era la più forte sul mercato, e si consoliderà nei prossimi anni.

 

La Cina, potenza mondiale sul mercato dell'oro. Fonte: World Gold Council

Dietro questa forte domanda vi sono delle ragioni economiche ben precise

Albert Cheng, managing director per l’estremo oriente del World Gold Council, nonché ex rappresentante della Zecca del Canada in Asia, spiega le ragioni di questa domanda in continuo aumento. La domanda di oro fisico (monete, lingotti, gioielli e oro industriale) dovrebbe seguire il tasso di crescita medio del 6% del Paese, tra il 2014 e il 2017.

« L’attaccamento culturale dei cinesi per l’oro è estremamente forte, e combinato con l’aumento della popolazione e il sostegno del governo, è possibile che il mercato si sviluppi ulteriormente. Il Paese è ormai al centro della scena mondiale dell’oro », spiega Albert Cheng.

L’esperto tiene conto di diverse ragioni per spiegare il futuro rialzo della domanda: l’importanza culturale che i cinesi attribuiscono all’oro, ma anche l’aumento dei redditi e un sostegno attivo del governo cinese. « Un numero sempre maggiore di persone si arrichisce in Cina, hanno i soldi da spendere in gioielli e più risparmi da investire », conclude l’esperto.

L’oro, un risparmio rifugio per il popolo cinese

In assenza di altri investimenti, l’oro rappresenta in effetti un’alternativa reale per chi vuole investire seriamente. Stando a quanto riportato sul rapporto, il metallo prezioso è particolarmente ricercato per i matrimoni e gli eventi culturali, ma non solo. « l’80% dei consumatori interrogati auspica un aumento dei propri investimenti in oro per i prossimi 12 mesi. I risparmiatori e gli investitori cinesi si concentrano sulla conservazione dell’oro a lungo termine, e prevedono un budget più importante da poter investire in questo metallo prezioso», si legge nel rapporto.

Ancora secondo il World Gold Council, il consumo di gioielli in oro dovrebbe passare da 669 tonnellate nel 2013 a 780 tonnellate nel 2017. Inoltre, non bisogna tralasciare il numero dei regali in oro che vengono offerti alle giovani coppie di fidanzati, un investimento molto ricorrente tra la popolazione cinese.

Un rialzo importante… ma non per l’esportazione?

Le cifre evocate dal World Gold Council annunciavano un forte aumento dell’importazione d’oro in Cina, almeno fino al 2017, ma non facevano nessun riferimento in merito all’esportazione. La Cina, primo produttore e importatore, non esporta il proprio oro. Nonostante vi siano delle cifre indicative sulle riserve d’oro della Cina, queste non sono divulgate in via ufficiale.

Le riserve dei privati aumenteranno ancora nei prossimi anni e, molto probabilmente, anche quelle nazionali. L’importazione è in aumento, la produzione anche – secondo il World Gold Council, questa è passata da 217 tonnellate d’oro a 437 negli ultimi dieci anni. E senza nessun’esportazione, la Cina diventerà senza dubbio l’attore principale sul mercato dell’oro nei prossimi anni.

Il rapporto della World Gold Council

Prospettive 2014 : i pareri degli economisti

Wednesday, January 22nd, 2014

Prospettive economiche 2014

Fare delle previsioni realistiche in termini di economia è come fare dell’astrologia… Eppure, ogni anno, in tanti si dedicano a questo pericoloso esercizio, e alcuni spesso ci azzeccano! Qualunque sia il tono delle prospettive economiche per il 2014, prendendo come punto di partenza l’anno 2013, è comunque bene fare attenzione, invitando gli investitori alla massima cautela.

Nouriel Roubini, alias Dr Doom, è ottimista!

Un fiore non fa ghirlanda. Nouriel Roubini, alias “Dottor catastrofe”, conosciuto per le sue previsioni pessimistiche e piuttosto azzeccate fino ad ora, è piuttosto ottimista nelle previsioni economiche del 2014.

Stando a quanto afferma, i rischi maggiori (minacce di un’implosione della zona euro, di un nuovo “shutdown” – arresto parziale del governo americano – del limite massimo del debito, rallentamento brutale della crescita della Cina, di una guerra tra Iran e Israele…) dovrebbero essere meno “aggressivi” nel 2014 rispetto al 2013.

« Per quanto riguarda l’economia americana, che si trova in una posizione migliore rispetto ai suoi concorrenti, non dovrebbe raggiungere il suo vero potenziale di crescita nel 2014 – afferma Roubini – ma s’intravedono dei fattori positivi: ripresa del mercato del lavoro e dell’immobiliare, e dell’industria manifatturiera ». Noi ci permettiamo di aggiungere: l’arresto della politica monetaria accomodante per un dollaro più forte.

Roubini punta anche su una ripresa dei mercati emergenti, le cui classi medie continuano a svilupparsi e a far girare il consumo. Secondo Roubini, si tratta di una ripresa modesta, sia per le economie avanzate che per quelle emergenti. Ma su un piano globale, Stati Uniti a parte, la crescita dovrebbe restare “anemica” nel 2014, malgrado le sue prese di posizione ottimistiche.

Quanto detto è spiegato nel dettaglio in quest’articolo pubblicato su cnbc.com, da leggere se conoscete l’inglese o se siete dotati di un buon traduttore!

Previsioni mondiali economiche pessimistiche

Per una volta Dr Doom è ottimista? Non è lo stesso per Joseph Stiglitz, cronista e premio nobel dell’economia 2001, professore alla Columbia University (New York).

In quest’articolo, apparso su lesechos.fr, Stiglitz afferma che il reddito della maggior parte dei cittadini dei Paesi in via di sviluppo, che si sono ridotti nel 2013, non aumenterà ora. Meno potere d’acquisto nel 2014 per l’insieme delle classi medie, dunque.

Il problema: nessun governo prende le misure necessarie. « Negli Stati Uniti, il reddito medio diminuisce continuamente; quello dei dipendenti è inferiore a quello di quarant’anni fa. In Europa, più della metà dei giovani spagnoli e dei giovani greci sono disoccupati. L’FMI prevede per la Spagna un tasso di disoccupazione superiore a quello attuale nei prossimi anni ». Senza una corretta unione bancaria nella zona euro, senza la mutualizzazione del debito, la minaccia è dietro l’angolo.

Stiglitz mette in guardia sul pericolo futuro di un’eventuale stagnazione economica troppo lunga in Europa. Anche per gli Stati Uniti, le cui prospettive sembrano essere più confortanti, Stiglitz evoca l’ineluttabile aumento delle disuguaglianze economiche.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, al contrario di quanto afferma Roubini, Stiglitz pensa che il rallentamento continuerà a persistere. Benché la crescita della Cina, nonostante sia in netto calo, resta invidiabile!

Per riassumere, a livello globale, l’economia di mercato non funziona. Diverse risorse restano inutilizzate, così come diversi bisogni non vengono soddisfatti.

Le previsioni shock di Saxo Bank

Mish, di Global Economic Trend Analysis, ha riassunto su 24hgold.com, in un interessante articolo in francese, “Le previsioni shock di Saxo Bank per il 2014”.

Deflazione negli Stati Uniti, Germania in recessione (!), Giappone soffocato dal proprio debito, azioni nelle tecnologie che incassano duri colpi, il fronte anti Europa che aumenta in tutte le parti dell’eurozona, CAC 40 in caduta libera…! Non siamo certo obbligati a prendere alla lettera le previsioni di Saxo Bank (visto anche che negli ultimi si sono sbagliati diverse volte), ma potrebbe essere un buon indice di tendenza finanziaria. A noi sembrano abbastanza realistiche queste previsioni, anche se non saranno per l’immediato futuro…

… mettetevi al riparo finché siete in tempo!

 

Cosa succede quando si chiede al popolo indiano di non comprare più oro?

Wednesday, November 27th, 2013

Tutti sanno che la domanda di oro in India, nel secondo trimestre del 2013, è stata la più alta di tutto il mondo, stando anche ai dati del World Gold Council, il Consiglio Mondiale dell’Oro. E non solo, perché la domanda di oro in India è stata la più alta anche negli ultimi 10 anni, coprendo un volume di 310 tonnellate in forma di gioielli, lingotti e monete d’oro.

Tuttavia, l’India non è l’unico Paese in Asia ad essere attaccato all’oro. Infatti, sappiamo bene che anche la Cina è una grandissima acquirente di oro, con dei record di spedizioni di oro provenienti da Pechino, Shanghai e Guangzhou.

Secondo il Consiglio Mondiale dell’Oro, il 60% della domanda in gioielli, e quasi la metà in lingotti e monete d’oro, nel secondo trimestre 2013, proveniva proprio da questi Paesi.

L’oro, il World Gold Council

Mentre gli ETF e le altre forme d’investimento d’oro cartacee incontravano delle difficoltà, la domanda di oro fisico aumentava drasticamente. Inoltre, la Cina e l’India, i cittadini negli Stati Uniti, in Turchia, in Europa e nel Medio Oriente acquistavano tonnellate di gioielli, lingotti e monete d’oro.

La prova dell’innegabile successo dell’oro

In India, il commercio dei matrimoni è rimasto stabile nonostante le tasse sull’importazione dell’oro imposte dal governo allo scopo di ridurre l’attuale deficit nazionale. In effetti, secondo il Consiglio Mondiale dell’Oro, la domanda di gioielli, lingotti e monete d’oro, in India, è aumentata di oltre il 70% nel secondo trimestre 2013, in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Malgrado l’aumento delle tasse d’importazione, la domanda di oro fisico è rimasta stabile, a prova di quanto l’India sia attaccata al metallo giallo.

Da decenni, le famiglie, in India, celebrano i loro matrimoni, feste e vacanze offrendo dell’oro, e questa tradizione viene trasmessa di generazione in generazione. Nel caso dell’industria del matrimonio, per esempio, quasi la metà dell’oro acquistato dagli Indiani è destinato agli anelli. Ogni anno, in India, si svolgono quasi 10 milioni di matrimoni, il che significa tanta richiesta di oro.

La cultura dell’India è molto differente da quella dei Paesi dell’occidente. Bisogna assistere ad un matrimonio in India, essere testimone di questa celebrazione speciale e unica per capire il ruolo dell’oro nell’unione tra le famiglie.

Tuttavia, ultimamente, il record della domanda di oro sta conoscendo motivazioni diverse da quelle dell’amore. Gli indiani ne acquistano per timore dell’impatto delle politiche governamentali corrotte ed infami.

Spesso, le politiche governamentali perseguono dei cambiamenti. Una buona politica può condurre ad una crescita economica, e può essere favorevole allo sviluppo dei mercati. Una cattiva politica può ottenere l’effetto opposto. Nel caso dell’India, l’acquisto di oro è legato all’amore delle loro famiglie e dei loro amici più cari, e i privati ne acquistano in quantità massicce per proteggersi.

Nel grafico seguente, viene mostrato il rapporto dell’oro con la rupia, in confronto a quello col dollaro americano. Negli Stati Uniti, l’oro è aumentato solo del 12% su base accumulativa negli ultimi tre anni. Tuttavia, nel caso di una nazione con una moneta indebolita, l’oro è aumentato di oltre il 50%.

Possiamo star certi che gli indiani continueranno ad acquistare oro, malgrado l’aumento della tassa d’importazione nel Paese.

L’India acquista sempre più oro nei perodi di festa, sopratutto in occasione di eventi particolari. Alcuni sarebbero portati a pensare che gli indiani acquisterebbero meno oro per via della regolamentazione restrittiva attuale, e che la rupia si è indebolita e, di conseguenza, il metallo giallo sia più caro. I dati del Consiglio mondiale dell’Oro annunciano, tuttavia, il contrario.

Fonte: usfunds.com

Il viaggio dell’oro : da Ovest verso Est attraverso la Svizzera

Monday, October 21st, 2013

Lingotti d'oro

Uno dei temi ricorrenti sul mercato dell’oro, quest’anno, è stato l’imponente spostamento di oro dall’ovest verso l’est, mentre l’oro cola dai fondi d’investimento dell’America del Nord e dell’Europa per finire nelle mani degli acquirenti d’oro fisico in Asia.

L’analista di UBS, Joni Teves, ha citato un fatto importante di questo lungo viaggio che comincia da Londra a Hong Kong e finisce in Cina : « Le numerose liquidazioni degli investitori occidentali sembrano colmare semplicemente le lacune della domanda d’oro fisico : il posizionamento sull’oro da parte degli investitori si è ridotto e le scorte che vengono rilasciate sono arrivate fino alle raffinerie svizzere per essere fuse e raffinate in prodotti che rispondono ai bisogni degli acquirenti asiatici ».

Joni Teves difende questa tesi in seguito ad una forte correlazione tra i flussi d’oro provenienti dal Regno Unito verso la Svizzera e i picchi della domanda d’oro fisico. Una possibile interpretazione potrebbe essere quella secondo la quale l’oro transita attraverso la Svizzera per soddisfare la domanda d’oro fisico in tutto il mondo, o almeno, questo è quello che sarebbe successo quest’anno.

« I picchi di volume si sono verificati nel 2008, 2011 e 2013, corrispondenti ai casi in cui il prezzo dell’oro ha registrato dei cali netti e gli investitori sono andati a cercare dei metalli meno cari ».

Il vecchio oro riciclato, in calo del 21% nel secondo trimestre, avrebbe potuto contribuire a questo flusso d’oro verso l’est mentre gli acquirenti asiatici avevano bisogno di tutta un’altra fonte diversa dall’oro riciclato.

In effetti, il flusso di oro proveniente da Londra verso la Svizzera (per informazione, 798 tonnellate nel primo semestre 2013) è il record più alto dal 1988 e, inoltre, risulta essere superiore del 44% rispetto al flusso del 2011.

Ci sono stati anche dei legami importanti tra le importazioni d’oro svizzere di Hong Kong e le importazioni d’oro della Cina provenienti da Hong Kong.

La Svizzera è il centro mondiale della raffineria d’oro, con oltre due terzi di tutto l’oro che transita nel Paese.

Edmund Moy, chief strategist alla Morgan Gold, ha dichiarato durante un’intervista alla IBTimes, che le raffinerie svizzere hanno la miglior reputazione al mondo in termini di purezza dell’affinazione, dovuto essenzialmente al fatto che una legge, esistente unicamente in questa nazione, esige che in tutte le raffinerie debbano essere presenti degli ispettori del governo per controllare la purezza.

« Le raffinerie svizzere producono ora dei prodotti personalizzati, e dunque per esempio un lingotto da 400 oncie può essere raffinato e trasformato in uno o più lingotti che mostrano il segno dello Sanghai Gold Exchange ». Sembra che si sia venuto a creare un legame molto forte tra la London Bullion Market Association e le raffinerie svizzere.

Quest’anno, i produttori d’oro hanno battuto dei record in termini di acquisizioni, aumentando di conseguenza le loro produzioni mentre i maggiori produttori mondiali hanno ridotti i loro costi d’estrazione.

In Cina, la media d’acquisizione d’oro per abitante è di 5 grammi mentre nei Paesi sviluppati questa media è di 20 grammi. La Cina offre un ampio  mercato d’opportunità.

Fonte : ibtimes.com

La Cina parte alla conquista dell’oro in Africa

Friday, August 10th, 2012

La China National Gold Group Corporation, una società appartenente allo Stato e che controlla i depositi d’oro più importanti della nazione, vorrebbe investire in alcuni progetti in Africa. In effetti, questa società si aspetta che il mercato dell’oro esploderà nei prossimi tre anni, attenendosi alle previsioni degli esperti.

L’oro ha raggiunto il record di 1577.57 $ l’oncia il mese scorso, facendo così del 2012 l’anno più prosperoso per la negoziazione dell’oro dal 2006.

Citic Group, la società d’investimento più importante della Cina, seguita da altri soci, ha acquistato il mese scorso la Gold One International per circa 469 milioni di dollari allo scopo di detenere degli attivi nell’Africa del Sud.

Secondo quanto affermano i media, il valore della transazione per questo primo semestre è di 16.8 miliardi di dollari, cioè più del totale annuo del 2008 e del 2009.

La China Mining United è disposta ad investire quasi 2 miliardi di dollari di fondi propri nelle transazioni minerarie in Africa

In effetti, la China Mining United vuole creare un fondo d’azioni con altre società per ottenere delle parti in altre società aurifere. Tale progetto si estende anche ad altri parti del mondo e comporterebbe un investimento che ammonta a circa 2 miliardi di capitale.

Il Dr. Alistair Ruiters, direttore della societò Ruukki South Africa e l’ex ministro del Commercio e dell’Industria, hanno dichiarato durante un congresso sull’industria mineraria in Africa del 2012 a Johannesburg che la Fondazione China Mining United faceva parte di un nuovo progetto tra il continente africano e la Cina.

E’ ormai noto che la CMUF (Fondation China Mining United) avrebbe come obiettivo quello di estendere i propri progetti d’investimento in Australia, in Asia e in Europa.

La CMUF disponeva già di un primo fondo d’investimento pari ad un miliardo di dollari, arrivato poi a due miliardi di dollari. Un secondo fondo è arrivato – questo dovrebbe seguire le orme del primo.

Questi fondi sarebbero rappresentati in Africa del Sud dal gruppo privato Kermas che controlla già Ruukki nel Paese.

La CMUF, creata nel 2009, è uno dei primi fondi di capitale privato ad avere ottenuto l’approvazione del ministero dello sviluppo e della riforma in Cina. Essa può iniettare fondi nella moneta cinese negli investimenti minerari all’estero.

La Panda, una pura moneta cinese.

Friday, May 11th, 2012

Dritto della Panda cinese del 1985. La rappresentazione di questa moneta d'oro cambia tutti gli anni.

Continuamo il nostro elenco delle monete-lingotto. Oggi, c’interesseremo ad una moneta che ha conosciuto un grande successo negli anni ‘80: la Panda cinese.

Introdotta nel 1982 dalla famosa People’s Bank of China, questa moneta divenne rapidamente una referenza per l’investimento e il mondo dei collezionisti. La sua particolarità sta nel fatto che la rappresentazione del dritto viene ridisegnata tutti gli anni. Vi è rappresentato l’animale simbolico della Cina, il panda.

Nonostante la scelta degli investitori e collezionisti ricada soprattutto sulla Panda da un’oncia, ci sono anche altre misure (½ oncia, ¼ oncia, ⅟₁₀ oncia, ⅟₂₀ oncia, e anche 5 e 12 oncie, modelli difficili da trovare).

Come tutte le monete composte esclusivamente da oro 24 carati (vale a dire pure al 99.999%), le Panda sono delle monete fragili che vanno manipolate con cura e quindi lasciate nelle casseforti per garantire un buono stato di conservazione.

Il valore nominale cambia in base alla quantità d’oro contenuta nella moneta. La tabella qui sotto riporta le differenti informazioni in funzione delle misure:

Come abbiamo già detto in precedenza, sul dritto della moneta vi è inciso il famoso panda. Il disegno cambia quindi ogni anno. C’è, tuttavia, un’eccezione: il disegno è rimasto lo stesso tra il 2001 e il 2002.

Al rovescio, vi è rappresentato Tien Tien, il Tempio del Cielo di Pechino, il millesimo e l’inscrizione << Repubblica popolare della Cina >> in mandarino.

Rovescio della Panda cinese con la rappresentazione di Tien Tien, il Tempio del Cielo.

Esistono diverse imprese che producono le monete in Cina: possiamo citare ad esempio Shenzhen, Shanghai o Shenyang. Sulla moneta non troviamo quasi mai dei marchi distintivi, impedendo così la distinzione tra le diverse imprese. Tuttavia, su alcuni millesimi si intravedono delle variazioni minime (disegno del tempio, dimensione della data).

Il distributore ufficiale di queste monete è la China Gold Coin Corporation (CGCC), in Cina dal 1982.

Oltre alle differenti versioni in oro, la CGCC ha introdotto delle versioni in argento/oro, e anche in platino. Queste monete conoscono anche un certo successo presso gli investitori, in particolare la versione in argento. Il design è pressoché lo stesso della versione in oro.

Focalizziamoci adesso sulle ragioni del successo di questa moneta. Il cambiamento del disegno ogni anno dal 1982 permette un continuo rinnovo della domanda. Inoltre, People’s Bank of China prima e CGCC poi, fece la scelta di una tiratura piuttosto limitata. Questo crea un’offerta minore rispetto alla domanda. D’altra parte, la bellezza della moneta e la finezza del suo disegno gli conferiscono un fascino particolare. Lo spread di queste monete è relativamente elevato rispetto ad altre monete-lingotto. Per esempio, nel 1987, l’interesse degli investitori e collezionisti fu così forte che alcune Panda da un’oncia del 1982 si scambiavano a quasi US$ 3,000! Anche le monete attuali sono più care di un Krugerrand equivalente.

Per farla breve, acquistatene una, due, tre, tutta una famiglia di Panda e chiudetele in una cassaforte… E’ certo che non vi pentirete del vostro investimento!

Alessia Pinna

La Cina, la nazione divoratrice di oro.

Thursday, May 10th, 2012

Drago in oro 300g per celebrare l'Anno del Drago in Cina

Un articolo dedicato alla Cina era indispensabile: è, infatti, impossibile non parlare della più grande produttrice e venditrice di oro al mondo. Paese di tutti i record nel 2011, la Cina possiede l’oro che scorre nelle vene delle sue tradizioni. Qing, la nostra collaboratrice in carica del blog cinese Lingold asia, sarà la nostra guida per tutta la durata di questa visita guidata.

La Cina e l’oro in cifre

In Cina, la domanda di oro nella gioielleria e nell’investimento ha raggiunto quasi le 770 tonnellate nel 2011. Nell’ultimo trimestre 2011, la domanda di oro è stata più forte in Cina che in India. La domanda di oro in Cina è quasi raddoppiata in 10 anni. Ed è ancora una volta la Cina a possedere il primato mondiale nella produzione di oro, con 400 tonnellate di oro estratte e una produzione in crescita dopo sei anni consecutivi.

La Cina si trova al 5° posto tra i più grandi detentori d’oro al mondo, con 1 054,1 tonnellate di riserve (se non contiamo quella del FMI) aumentando il suo approvvigionamento d’oro del 76%. Il fatto che la domanda di oro nel Paese sia così importante non dipende solo da un amore incondizionato per per i gioielli in oro, e nemmeno dalla tradizione. Infatti, dipende anche dal fatto che la Cina vuole costituire una consistente riserva d’oro per arrivare a 5 000 tonnellate (5X del suo stock attuale).

Possiamo parlare di un vero e proprio << hold up >> dell’oro fisico! Perché una simile fame d’oro? La Cina, prima detentrice di buoni del tesoro americani in dollari, tenta di disfarsi poco a poco del valore dei bigliettoni verdi e sostituirli con l’oro. La Cina sta dunque cercando di proteggersi creando una gigantesca copertura delle dimensioni del Paese. E’ anche possibile ch’essa si appoggi ad uno yuan addossato all’oro.

Il rafforzamento di questa posizione della Cina sull’oro ha permesso al gigante economico di far parlare di sé recentemente. Forte dei suoi fondi in oro, la Cina, secondo più grosso importatore di petrolio iraniano insieme all’India, ha deciso di superare l’onere fiscale che grava sull’Iran pagando l’oro nero con oro giallo.

I governanti della Cina spingono il popolo alla consumazione di oro

Dovete sapere che durante il periodo della << rivoluzione culturale >> (1966-1967) era severamente vietata la detenzione di oro fisico, reato punito con la prigione! Più tardi, nel 2007, la Cina ha cambiato la sua posizione, non solo eliminando tale divieto, ma addirittura incitando quanto più possibile il popolo all’acquisto di oro fisico.

Supermercato cinese dove si vende oro.

Testimoni di questa corsa verso l’acquisto di oro: la nascita di veri e propri supermercati di oro, nuovi templi dedicati al metallo giallo, dei banchi dell’oro che crescono come funghi, l’installazione del primo distributore di oro a Pechino… Tale pressione da parte delle autorità desta dei sospetti… ci si può chiedere se il popolo cinese non tema un’eventuale requisizione << per buona causa >> dell’oro che ha accumulato…?

Visita guidata nel tempio dell’oro

Qing ci descrive questo << percorso orchestrato >> in Cina, sotto l’occhio vigile delle autorità. Abitando a Shanghai, la nostra collaboratrice ha potuto seguire quest’evoluzione passo dopo passo, con molta attenzione. E’ suo marito che l’ha iniziata all’oro da investimento tramite il sito di compravendita di oro AuCOFFRE.com.

Prima di appassionarsi di metallo giallo e di diventare responsabile di LinGOLD asia, Qing era… pedopsichiatra. Il dinamismo e l’apertura mentale del team AuCOFFRE.com hanno convinto Qing a lasciare un appassionante lavoro per un altro completamente diverso. << E’ un team giovane, dinamico, frizzante, con una mentalità aperta all’internazionale, i collaboratori vengono da diverse part del mondo: Francia, Italia, Spagna, Inghilterra… adoro lavorare con delle persone così! Quando gli ho incontrati per la prima volta, mi hanno subito trasmesso il loro entusiasmo e la loro passione >>.

<< Il mio incontro con Jean-François Faure (presidente di AuCOFFRE.com) e Paul (direttore generale di LinGOLD.com) è stato determinante, l’uno per la sua conoscenza e i suoi discorsi contro corrente rispetto al pensiero comune, e l’altro per il suo positivismo e le sue buone idee. All’improvviso, abbiamo iniziato a parlare della possibilità di sviluppare il mercato cinese. Quando Paul mi ha proposto di lavorare per LinGOLD.com sapevo già che sarebbe stata un’esperienza entusiasmante. Inoltre, è un business << with a heart >>, non solo lucrativo, poiché AuCOFFRE.com è uno dei promotori dell’iniziativa Clean Extraction, un marchio che garantisce l’estrazione d’oro nel rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente al 100%, e anche questa cosa mi ha toccata in maniera particolare >>.

La Cina, una nazione che vive al ritmo della tradizione dell’oro

L'amore dei cinesi per oro è incondizionato per tradizione.

Qing spiega: << In Cina, l’oro è un regalo tradizionale per i bambini, le donne, i matrimoni, insomma, per numerose occasioni. L’oro, la giada e gli oggetti di famiglia sono sempre stati trasmessi di generazione in generazione come tesori di famiglia. I Cinesi hanno sempre riposto più fiducia nell’oro che nella carta moneta, soprattutto questi ultimi anni dove l’inflazione in Cina è alle stelle. Le persone scelgono spontaneamente l’oro come protezione dei loro averi. In ogni angolo delle Cina si possono trovare negozi e banche che vendono oro. La gente adora i gioielli in oro nel rispetto delle tradizioni. E ora, ci sono sempre più persone che acquistano lingotti d’oro (in Cina, si possono trovare facilmente piccoli lingotti da 10 o 20 grammi). Per il Nuovo Anno cinese (l’anno del drago, inaugurato il 23 gennaio scorso), i mini-lingotti da 20 grammi sono stati il regalo più diffuso per i bambini! >>.

Tuttavia, non si trovano facilmente delle monete in oro come la famosa Panda cinese. Per trovarle, infatti, bisogna andare in un negozio, un banco specifico, per esempio un distributore di ChinaCoin. Però, le medaglie d’oro si trovano facilmente dappertutto. Le ragioni possibili sono:

– Le Panda cinesi, essendo delle monete ufficiali, sono molto protette, con una somma limitata di acquisti.

A Suzhou ci sono intere vie dedicate al commercio dell'oro.

– C’è uno spread assai elevato sulle Panda e costano molto più care rispetto all’oro che contengono. La cosa interessante è che la Panda costa molto di più sul mercato cinese che in quello internazionale a causa dei numerosi investitori.

<< La maggior parte delle persone custodisce ugualmente l’oro nelle case. Questa è piuttosto una vecchia abitudine. Questi ultimi anni, le banche propongono anche la custodia per i propri clienti, ma per ora è un servizio riservato ai più abbienti. Ma penso anche che le abitudini dei cinesi stanno cambiando. Essi cercano di trovare delle soluzioni migliori per conservare il loro tesoro >>.

Alessia Pinna