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Archive for March, 2013

L’Italia come Cipro?

Friday, March 29th, 2013
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Ciò che sta succedendo a Cipro questi giorni potrebbe benissimo ripetersi in altre nazioni, e la prossima potrebbe essere l’Italia.

L’idea che i vostri soldi possano essere confiscati dal governo può essere esagerata o incredibile, eppure succede! Quando il denaro del vicino viene prelevato dal suo conto bancario senza preavviso, ciò è parte di un piano di salvataggio. Ma, quando la vostra banca chiude le porte, blocca i conti e prende i vostri soldi, questo si chiama confisca e furto.

Ingegnoso no? Basta chiudere le porte un venerdì e il sabato successivo annunciare a tutti i clienti che il governo ha bisogno di prendere dal 6 al 10% dei vostri soldi perché lo Stato sta andando in rovina. E poi il miracolo: in qualche click e qualche cifra qui e là, il gioco è fatto!

Non bisogna dimenticarsi di ciò che è successo dopo l’annuncio di bancarotta della Lehamn Brothers. Dall’oggi al domani, 7 miliardi di dollari in valori di borsa e immobiliari sono finiti nelle mani delle banche. Il 6 – 10% dei vostri soldi non basterebbero per salvare Cipro e non basterebbero nemmeno per salvarci tutti da questa situazione catastrofica.

Il nostro debito è così alto che anche se pagassimo il 100% delle nostre entrate a titolo d’imposte nei prossimi 5 anni, non sarà sufficiente a ripagarlo. Bisogna dire ai ciprioti che è la fine della confisca? Che ciò non potrà mai succedere? Il nostro debito oggi è di gran lunga maggiore rispetto a quello del 2008. Questo non si risolverà domani di certo!

Scommettiamo che coloro che hanno dei soldi in una banca cipriota faranno di tutto per recuperare i loro soldi? Inizierà a quel punto la fila nelle banche. Durante questi momenti, i media nasconderanno un po’ la realtà ma la cosa sarà lontana dall’essere finita. Tutti i cittadini europei che risiedono in quei Paesi che fanno parte di un piano di salvataggio vorranno sicuramente recuperare i loro soldi dalle banche. Per il governo, è troppo facile servirsi dei soldi dei cittadini.

Ma dove metteranno tutti questi soldi? Allora, ci sono i soldi metalli, la cartamoneta e i soldi elettronici. Questi ultimi vengono confiscati con un solo click. La cartamoneta viene confiscata durante la svalutazione delle valute e durante l’inflazione. Ma i soldi-metallo, come l’oro e l’argento, non possono essere confiscati – e ancora meno senza il vostro permesso. E’ una semplice evidenza. Se avete dei soldi in un conto in banca, vi prenderanno dal 6 al 10% del valore. Se possedete oro e argento fisici, ancor più custoditi in una cassaforte fuori dal sistema bancario, potrete tenerli per voi.

Il buon senso di acquistare oro oggi

Tuesday, March 26th, 2013

Il prezzo dell’oro parte nuovamente al rialzo. Siete ancora in tempo per acquistarne prima che il prezzo risalga a quasi 2000 dollari l’oncia come annunciano molti esperti. Il recente ribasso del prezzo dell’oro è il 9° dal 2003 e s’inscrive in quei momenti in cui si deve acquistare.

Il prezzo dell’oro è aumentato drasticamente durante questi ultimi anni sulla base degli acquisti effettuati dalle persone, dalle istituzioni, dalle banche centrali di tutto il mondo così come tutti gli ETF e altri speculatori a breve termine.

Dopo ogni consolidamento del pezzo dell’oro durante questi ultimi anni, la maggior parte degli esperti prevedeva che il corso dell’oro aveva raggiunto il vertice. Si sbagliavano!

L’anno 2013 è l’anno delle belle opportunità per gli investitori in oro a lungo termine.

In particolare, non fidatevi dei commenti che parlano di un’eventuale nuova “bolla dell’oro”. Il grafico seguente mostra le 9 correzioni del prezzo dell’oro più importanti del mercato dal 2003 :

2003 – Il prezzo dell’oro cade da $382 a $319 (-16%)
2004 – Il prezzo dell’oro cade da $425 a $375 (-13%)
2005 – Il prezzo dell’oro cade da $536 a $489 (-9%)
2006 – Il prezzo dell’oro cade da $725 a $560 (-22%)
2007 – Il prezzo dell’oro cade da $841 a $778 (-8%)
2008 – L’oro tocca i $1002 il 17 marzo e poi cade a $746 l’11/09/2008 (-25%)
2009-10 – L’oro raggiunge i $1215 il 7 dicembre poi cade a $1,060 il 4/02/2010 (-14,6%)
2010-11 – L’oro raggiunge i $1,425 nel dicembre 2010, poi cade a $1,315 il 27/01/2011 (-8%)
2011 – L’oro tocca i $1900 nell’agosto 2011, poi cade a $1,545 il 15/05/2012 (-19%)

Al termine di ciascuna delle 8 fasi di correzione, si osserva che il prezzo dell’oro è aumentato in media del 36%. La prossima tappa per il corso dell’oro potrebbe essere i 2100 dollari l’oncia.

E’ questo il momento migliore per acquistare! Se il mercato dell’oro riproduce lo stesso scenario degli ultimi dieci anni, il 2013 potrebbe essere una delle ultime opportunità per acquistare l’oro al di sotto dei 2000 dollari l’oncia. No, non è la fine dell’oro. Le banche centrali di Bangkok, a Boston, continuano a stampare monete fiat. Il peggio dovrà arrivare per il dollaro e il meglio dovrà arrivare per l’oro.

Approfittatene ora per fare i vostri acquisti di oro fisico… questo varrà molto di più col passare del tempo

Le banche centrali e i soldi

Friday, March 22nd, 2013

Ad ispirare il magnifico discorso fatto da Jens Weidmann, presidente del Bundesbank, durante una conferenza svoltasi recentemente a Francoforte, intitolata “cartamoneta, il finanziamento dello stato e l’inflazione”, dev’essere sicuramente stato il grande Johann Wolfgang von Goethe.

Weidmann ha messo l’accento sul pericolo dell’attuale politica monetaria, la quale si basa sulla cartamoneta, e sul potenziale pericolo della creazione di moneta, del finanziamento dello Stato e dell’inflazione.

Weidmann ha ricordato che le banche centrali che gestiscono un bene pubblico dovrebbero giustificare pubblicamente la stabilità dei soldi. « La miglior protezione contro le tentazioni nella politica monetaria è una società guidata verso la stabilità » specifica il presidente della banca centrale tedesca, il quale ha come nemico il ministro delle finanze del suo Paese, Wolfgang Schaeuble.

Weidmann è molto temuto dalle altre banche centrali perché questo giovane economista che dirige la Bundesbank non è per nulla favorevole alla creazione di denaro in abbondanza né tantomeno al programma d’acquisto della BCE.

Nel suo discorso, Weidmann ha fatto una comparazione tra l’acquisto di buoni e la firma di un patto col diavolo. A questo proposito, fa riferimento a dei passaggi dell’opera letteraria universale di Goethe, deceduto 180 anni fa. « Quasi due secoli fa, Goethe aveva già capito quel era il nocciolo del problema dell’attuale politica monetaria basata sulla cartamoneta » ha dichiarato il presidente della banca centrale tedesca. Goethe riuscì a diventare ministro delle finanze nel 1782.

Weidmann ha ricordato, inoltre, i possibili parallelismi tra l’alchimia e l’economia moderna basate sulla creazione di moneta ex nihilo che descrisse Goethe. « Con l’alchimia, si voleva trasmutare il piombo in oro e con l’economia moderna si vuole trasmutare la carta in soldi ».

La creazione della cartamoneta e il patto col diavolo

Weidmann ha fatto riferimento al “Patto di Faust” che è descritto nell’atto I della seconda parte di Faust. Nell’opera principale di Goethe, il diavolo – alias Mephistophelès – convince l’Imperatore a stampare grandi quantità di carta moneta, senza garanzia in oro. A breve termine, stampare moneta risolve i problemi economici dell’Imperatore, ma presto il mostro chiamato inflazione fa la sua apparizione.

Weidmann non menziona direttamente Draghi, né tantomeno la stampa di moneta nel suo discorso. Ha detto solo che se una banca centrale può potenzialmente creare delle quantità illimitate di soldi partendo dal nulla, come si può garantire che i soldi siano sufficientemente rari per convertire il loro valore?

Se la crezione di moneta a partire dal nulla fosse la soluzione a tutti i mali, allora perché durante il corso dei secoli nessuno è riuscito nell’intento? La storia insegnò a Goethe che stampare moneta non è mai stata la soluzione più idonea. Goethe ha cercato di spiegarci mediante Faust che la creazione di moneta ex nihilo non porta da nessuna parte a lungo termine. La cosa più pericolosa è che oggi le banche centrali sembra abbiano dimenticato le conseguenze della creazione di soldi senza il sostegno di un valore tangibile.

Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal

Il Club di Roma

Tuesday, March 12th, 2013

Fondazione del Club di Roma

Il Club di Roma è un’associazione non governativa che riunisce scienziati, economisti, dirigenti pubblici nazionali e internazionali, capi di stato di tutto il mondo, e industriali di 53 Paesi, preoccupati dei problemi con i quali si ritrovano a fare i conti tutte le società sia industrializzate che in via di sviluppo.

Fondato nell’aprile del 1968 da Aurelio Peccei, un membro del consiglio amministrativo della Fiat, e da Alexander King, uno scienziato e funzionario pubblico scozzese, ex direttore scientifico dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il club deve il suo nome al fatto che la prima riunione si svolse a Roma, presso la sede dell’Accademia dei Lincei alla Villa Farnesina, l’8 aprile 1968.

Il Club di Roma è precursore delle nozioni di sviluppo sostenibile e d’impronta ecologica. Nonostante, nel XXI secolo, la maggioranza s’impegni a prendere in considerazione le problematiche ambientali, una piccola parte non accetta queste analisi perché troppo complesse.

Il Club di Roma ha destato la curiosità del pubblico per la prima volta nel 1972 grazie al suo primo rapporto sui limiti degli sviluppi (“The limits to growth”).

Stop alla crescita?

Il rapporto è apparso nel periodo di massima crescita economica dei Paesi industrializzati, durante i cosiddetti Trent’anni Gloriosi, un periodo di crescita senza precedenti e che sembrava inarrestabile.

Il concetto di crescita zero, che non appare in questo rapporto, fu una delle principali idee dell’ecologia politica.

Nel 1993, Aurelio Peccei e Ervin Laszlo ebbero l’idea di creare il Club di Budapest. Lo scopo era d’istituire un altro circolo per equilibrare le idee razionali in questo dominio con l’aspetto intuitivo apportato dalla creatività nelle arti, nella letteratura, nella spiritualità.

Stop alla crescita?

Questo rapporto, iniziato nel 1970 ma pubblicato solo nel 1972, prese il nome anche di Rapporto Meadows.

Nel rapporto, dopo quattro anni dalla contestazione della società consumistica del 1968 nei Paesi aventi un’economia liberale, vennero riesaminate le virtù della crescita grazie a dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology a nome di una penuria prevedibile delle risorse energetiche e delle conseguenze dello sviluppo industriale sull’ambiente.

Le conclusioni del rapporto annunciano un futuro inquietante per l’umanità. Furono tante le persone che all’epoca additarono tali previsioni come “esagerate”, anche se il rapporto non parlava di nessun esaurimento di risorse né di alcun avvenimento catastrofico prima del 2010 almeno, anche nel caso più estremo (e si trattava, all’epoca, solo di una premessa del crollo).

Fece seguito un secondo rapporto del Club di Roma nel 1974: « Strategia per domani », nel quale venivano divise dieci grandi regioni del mondo aventi ciascuna una situazione e un problema di sviluppo differenti.

Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria

Thursday, March 7th, 2013

FESF

Il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ( FESF); in tedesco, Europäische Finanzstabilisierungsfazilität (EFSF); in inglese, European Financial Stability Facility (EFSF), semplificato nel gergo giornalistico in Fondo salva-stati, è un fondo comune di credito approvato dai 27 Stati membri dell’Unione Europea, il 9 maggio 2010, che mira a preservare la stabilità finanziaria in Europa fornendo un’assistenza finanziaria agli Stati della zona euro in difficoltà economica.

Il FESF ha sede a Lussemburgo. La Banca Europea degli investimenti fornisce dei servizi di gestione di tesoreria e la gestione amministrativa nel quadro di un contratto di servizio.

Creato il 9 maggio 2010, il FESF poteva intervenire solo dopo essere stato ratificato dal 90% degli Stati membri, soglia raggiunta il 4 agosto 2010. L’accordo è stato ratificato dagli ultimi 3 Stati membri (Belgio, Solvenia e Slovacchia) nel dicembre 2010.

In seguito al vertice dell’Eurogruppo l’11 marzo 2011, al quale hanno partecipato i dirigenti dei Paesi della zona euro, è stato trovato un accordo per aumentare la capacità effettiva d’intervento del FESF a 440 miliardi di euro, grazie a un aumento delle garanzie degli Stati alla zona euro. Inoltre, dopo questo vertice, il FESF ha il pieno diritto di acquistare il debito primario, vale a dire riemesso dagli Stati.

Giovedì 21 luglio 2011, gli europei hanno deciso di allargare il ruolo del FESF : da allora può riacquistare le obbligazioni di Stato sul mercato secondario, partecipare al salvataggio delle banche in difficoltà, fare prestito agli Stati che si trovano in situazioni critiche.

La sua azione è condizionata dal parere unanimo dei Paesi partecipanti e della Banca centrale europea.

Queste disposizioni entrano in vigore solo dopo la ratificazione dei parlamenti nazionali.

Le prime obbligazioni del Fondo europeo di stabilità finanziaria sono stati emesse il 25 gennaio 2011.

Il FESF ha collocato le sue prime obbligazioni su 5 anni per 5 miliardi di euro come aiuto finanziario comune UE / FMI destinato all’Irlanda.

Se il FESF non fosse stato attivato, sarebbe stato chiuso dopo 3 anni, vale a dire il 30 giugno del 2013. Il Fondo esisterà fino a quando l’ultima obbligazione non verrà interamente rimborsato.

Questi due fondi verranno sostuiti nel 2013 dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).

Conviene acquistare dei lingotti o delle monete d’oro da investimento ?

Tuesday, March 5th, 2013

Monete d'oro

A chi non è capitato di pensare di acquistare oro fisico sotto forma di lingotti o monete d’oro senza sapere quale dei due investimenti scegliere? Per prendere la decisione giusta bisogna chiedersi come e in quale quantità acquistare oro da investimento?

In linea generale, è consigliabile l’acquisto di monete d’oro da investimento al posto di lingotti d’oro fisico. Le monete d’oro o d’argento offrono una serie di vantaggi che i lingotti d’oro non offrono.

Vantaggi delle monete d’oro da investimento

I principali vantaggi delle monete d’oro da investimento, per ordine d’importanza, rispetto a quelli dei lingotti sono:

1. Sicurezza e certificazione delle monete d’oro: le monete d’oro offrono una maggiore sicurezza rispetto ai lingotti perché sono coniate su due facce e presentano un’inscrizione circolare. Una moneta d’oro da investimento possiede delle caratteristiche particolari e uniche come il peso lordo, peso netto, diametro, larghezza, concezione e tiratura uniche, mentre i lingotti, la maggior parte delle volte, non possiedono forma costante nel tempo. Una moneta d’oro da investimento come il Krugerrand sudafricano non ha subìto alcuna modifica dalla sua prima coniazione e continua ad essere identica tutt’oggi.

Grazie a queste informazioni e una moneta autentica nelle mani, si può facilmente comprendere se una moneta è falsa o meno. In generale, le monete d’oro sono difficili da falsificare e conoscerne le caratteristiche tecniche è sufficiente per scoprire un’eventuale falsificazione.

I lingotti d’oro, invece, dipendono dalle imprese di fabbricazione di lingotti come le zecche dei governi o le imprese private che cambiano i loro standard con il tempo. Inoltre, è molto più difficile avere accesso alle informazioni sulle caratteristiche tecniche dei lingotti d’oro piuttosto che a quelle delle monete.

2. Monete d’oro di tutto il mondo : un giapponese, un argentino, un iraniano o uno spagnolo potrebbero preferire monete differenti. Lo spagnolo potrebbe voler investire nei 20 franchi francesi d’oro e l’argentino in un << Argentino d’oro del 1884 >>. A seconda della nazione in cui si vive, ci si dirige verso questa o quella moneta. La fabbricazione di lingotti d’oro di prestigio si concentra in poche regioni del mondo ed è un mercato meno trasparente di quello delle monete d’oro da investimento.

3. Le monete d’oro da investimento con una lega : Le leghe d’oro preferite sono quelle con il rame o l’argento. Il Krugerrand d’oro ad esempio ha una purezza di 22 carati, un’alta concentrazione in oro. Le monete d’oro aventi una purezza pari al 99,9% si deteriorano più facilmente. Esse sono più fragili perché l’oro è un metallo relativamente molle con un tale tasso di purezza (es. la Filarmonica di Vienna o la Maple Leaf d’oro).

4. Il peso della moneta o del lingotto da investimento : le monete e i lingotti sono un’assicurazione contro la perdita del proprio potere d’acquisto e sono a volte un’assicurazione sulla vita. Se un giorno dovreste aver bisogno di pagare un bene o un prodotto con una moneta d’oro, è poco probabile che vi venga reso il resto in cartamoneta. Perciò,si raccomanda di possedere delle piccole monete d’oro con un basso peso per poter disporre di più liquidità. Ma sappiate anche che una moneta d’oro da un’oncia è molto più difficile da falsificare rispetto alle altre, perciò meno rischi d’imbrogli con queste monete !

L’Azerbaigian e il Ghana vogliono rimpatriare le loro riserve d’oro ufficiali

Friday, March 1st, 2013

Ormai, molte banche centrali vogliono rimpatriare le loro riserve d’oro detenute all’estero. Il Venezuela l’ha fatto nel 2012, la Germania l’ha annunciato nel 2013, l’Olanda, l’Austria e la Svizzera ci stanno pensando adesso e presto verranno raggiunte dall’Azerbaigian e il Ghana. Più di 20 Paesi fino ad oggi hanno espresso la volontà di rimpatriare le loro riserve d’oro.

Il governo dell’Azerbaigian ha raggiunto un accordo con la Banca Centrale del Paese per la costruzione d’impianti speciali dove conservare le riserve d’oro, che risultano essere circa 15 tonnellate e si trovano nella banca di JP Morgan a Londra. I rimpatri d’oro sono progressivi: 330 kg a settimana verso l’Azerbaigian. La quantità d’oro che è stata rimpatriata fino ad ora non raggiunge la tonnellata. A fine 2013, l’obiettivo è quello di raddoppiare le riserve d’oro per raggiungere le 30 tonnellate, secondo le fonti ufficiali del Paese.

Anche il Ghana sta pensando di rimpatriare le sue riserve d’oro ufficiali.

Una parte delle riserve d’oro del Ghana, secondo produttore d’oro in Africa, sono depositate nella Federal Riserve degli Stati Uniti e nelle banche centrali europee. Secondo fonti non ufficiali, il Ghana è influenzato dalle misure prese dalla Germania in seguito alla decisione di rimpatriare il loro oro.

I maggiori produttori di oro come AngloGold, Newmont, Golden Star e Goldfields sono in piena attività nel Ghana. Il Paese attira molti investitori stranieri per via della deregolamentazione bancaria che vi è applicata. La banca centrale ha introdotto un sistema di tassi di cambio flessibili che permette agli investitori stranieri di mantenere le loro valute in una banca qualsiasi e di prelevarle facilmente dal Paese.