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Archive for July, 2012

Le monete d’oro americane: i 10 Dollari Indiano di St. Gaudens

Tuesday, July 31st, 2012
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Dritto 10 Dollari di St. Gaudens

Il primo progetto di St. Gaudens per la moneta da 20 dollari prevedeva una testa di Libertà coronata di piume all’indiana, con un aquila appoggiata su un fascio di frecce intrecciate con un ramo d’olivo. Malgrado le preferenze di St. Gaudens, Roosvelt scelse il secondo modello. Pertanto, il primo progetto fu ripreso, in taglia ridotta, per la nuova moneta da 10 dollari che vide la luce nel 1907. I tratti della Libertà ricordano quelli di una Vittoria che l’artista scolpì nel 1905. Al di sopra della testa sono disposte in semicerchio tredici stelle che rappresentano le prime colonie. La parola LIBERTY figura davanti alla pettinatura dell’indiano, il motto E PLURIBUS UNUM al di sopra della maestosa aquila sul rovescio. Nel bordo sono presenti 46 stelle.

Nel 1907 furono coniati due modelli; su ciascuno, le parole della legenda, al rovescio, erano separate da un punto. Sul primo tipo, i motivi erano molto più sporgenti del bordo, tanto che i loro rilievi entravano in contatto, rendendo impossibile l’impilaggio. Si rimediò con l’emissione del secondo tipo, dotata di un bordo più sporgente. Del primo tipo ne vennero stampati 500 esemplari circa; mentre, del secondo tipo ne furono coniati 20 000, ma la sporgenza del bordo si rivelò insufficiente; di conseguenza, vennero fusi nuovamente 19 958 esemplari. Vennero incisi due nuovi conii e le monete giudicate soddisfacenti furono messe in circolazione. In questo terzo tipo, la legenda del rovescio non contiene punti di separazione tra le parole, cosa che le rende facilmente distinguibili da quelle che furono coniate per << prova >>.

Queste monete da 10 dollari del 1907 e degli inizi del 1908 non hanno nemmeno la scritta IN GOD WE TRUST. La formula venne aggiunta solo alla fine del 1908 davanti all’aquila. Nel 1912, furono aggiunte due stelle nel bordo. Ancora una volta, l’accoglienza del pubblico fu molto critica. Alcune persone si lamentarono addirittura del fatto che la Libertà avesse una pettinatura indiana piuttosto che il classico berretto frigio. Il Presidente Roosvelt replicò così: << E’ una critica senza senso. Non c’è alcun motivo per cui un indiano debba essere sempre rappresentato con un copricapo di piume o con un berretto frigio. L’indiano, a modo suo, rappresenta la libertà. Perché il volto della Libertà appare sempre in forme convenzionali? La testa disegnata da St. Gaudens è la testa della Libertà, della Libertà americana, ed essa ha una bella pettinatura, puramente e tipicamente americana >>.

La coniazione di monete d’oro cessò nel 1933 negli Stati Uniti. Franklin Roosvelt ritirò le monete dalla circolazione e diede l’ordine alle banche di rinviarle al Tesoro al fine di costituire una copertura per la cartamoneta. Quest’ordine, del 6 marzo 1933, precisava che tutto l’oro, importato o estratto sul territorio nazionale, doveva essere venduto al Tesoro al prezzo di 35 dollari l’oncia. Questo permetteva, tuttavia, ai collezionisti e ai commercianti di conservare o scambiare le monete d’oro il cui valore numismatico fosse riconosciuto. Leggere a questo proposito il nostro articolo: La detenzione illegale d’oro negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1975.

I 10 Dollari Indiano in cifre

Rovescio 10 Dollari di St. Gaudens

Questa moneta misura 27 millimetri di diametro e 16, 7185 grammi. Il titolo è di 900°/oo (per 1000 grammi d’oro si hanno 900 grammi d’oro e 100 di rame, la base di metallo necessaria alla buona resistenza della moneta). Quando volete calcolare il peso in oro di una moneta (in particolare, per conoscerne il potenziale spread), bisogna quindi fare 16, 72 X 900/1000 = 15,05 grammi d’oro puro.

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Le monete d’oro americane: i 20 Dollari Liberty di St. Gaudens

L’American Eagle o Aquila Americana

 

 

 

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Le monete d’oro americane: 20 Dollari Liberty di St. Gaudens

Monday, July 30th, 2012

Dritto 20 Dollari Liberty

Una nuova e bellissima serie di monete americane: tale fu il risultato di una cena alla Casa Bianca tra il presidente Theodore Roosvelt (1901-1909) e il celebre scultore Augustus St. Gaudens. Al contrario dei suoi predecessori, Roosvelt s’interessava molto all’aspetto delle monete nazionali, tanto da voler realizzare delle monete belle quanto quelle dell’antica Grecia. St. Gaudens accettò la sfida e creò una moneta da 20 dollari.

Al dritto di questa moneta vi è una figura della Libertà in piedi contro un sole che sorge alle sue spalle e il Campidoglio in secondo piano. Sopra la sua testa è incisa la parola LIBERTY. Vestita di un peplo galleggiante, la Libertà tiene una torcia nella mano destra e un ramo d’olivo nella mano sinistra. Il suo piede è appoggiato su una roccia. Il bordo della moneta è circondata da 64 stelle a 5 punte. Nel campo, a destra, si legge la data, in cifre romane (MCMVII) al di sotto della quale si trovano le iniziali dell’incisore, ASG.

Al rovescio, un’aquila vola contro i raggi del sole che appare nella parte inferiore della moneta. Mentre nella parte superiore figura, su due linee, la scritta UNITED STATES OF AMERICA – TWENTY DOLLARS.

Furono coniati ventidue esemplari di prova in altorilievo, cosa che implicò l’uso del conio per ben nove volte; due di essi vennero rifusi. Due degli esemplari rimasti sono conservati nella collezione della Società Americana di Numismatica. Lo Smithonian Institution e il Theodore Roosvelt Museum ne possiedono un esemplare ciascuno. Più tardi, nel 1907, 11 250 esemplari furono coniati con dei rilievi meno marcati e vennero messe in circolazione. Queste presentano da una parte le parole E PLURIBUS UNUM (motto nazionale americano). Al roverscio, solo 13 raggi spuntano dal sole, mentre su quelle di prova ce ne sono 14.

Queste monete conobbero 5 emissioni. Esse furono accettate con entusiasmo, ma i banchieri e gli uomini d’affari si lamentavano perché difficili da impilare.

Per rispondere a queste critiche, si preparano dei nuovi conii per delle monete da 20 Dollari millesimate in cifre arabe e con un rilievo molto meno sporgente. Queste furono emesse nel 1907 e nel corso degli anni seguenti. Il Presidente Roosvelt pensava che far figurare la scritta col nome di Dio su una moneta fosse una cosa blasfema, e così le prime emissioni disegnate da St. Gaudens apparvero senza l’inscrizione IN GOD WE TRUST che si trovava su tutte le monete d’oro da 5, 10 e 20 dollari fabbricate dal 1866 fino al 1907, senza eccezione. E’ il sentimento religioso degli Americani instillato dalla Guerra di Secessione (1861-1865) che guidò la scelta di questo motto. All’epoca di Theodore Roosvelt, il pubblico, a quanto pare, si era abituato a vedere questa scritta nelle monete, poiché le proteste affluivano al Congresso, il quale decise di emanare la legge (18 maggio 1908) che prevedeva che su tutte le monete d’oro e d’argento comparisse questo motto. Per conformarsi alla legge, Roosvelt decretò che la legenda sarebbe comparsa sulle nuove monete: effettivamente, nel 1908, la scritta comparve sul rovescio della moneta, al di sopra del sole.

I 20 Dollari Liberty in cifre

Rovescio 20 Dollari Liberty

Questa moneta ha un diametro di 34 millimetri e pesa 33,4370 grammi. Il suo titolo è di 900°/oo (per 1000 grammi d’oro, si hanno 900 grammi d’oro e 100 di rame, la base in metallo necessaria alla buona resistenza della moneta). Quando volete calcolare il peso in oro di una moneta (in particolare per conoscerne il potenziale spread) bisogna quindi fare 33,44 X 900/1000 = 30,1 grammi d’oro puro.

 

Leggi anche:

L’American Eagle o Aquila Americana

La grande confisca: detenzione illegale di oro negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1975

 

 

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La Germania e la sua riserva d’oro virtuale…

Tuesday, July 24th, 2012

In un contesto di crisi economica come quello attuale, le riserve d’oro detenute dalle banche centrali dei Paese assumono un ruolo particolare. Sono, infatti, queste riserve che garantiranno e legitimeranno la ricchezza e la potenza economica di una nazione per << assicurarla >> contro il fallimento del sistema.

Ma la sicurezza di queste riserve d’oro ha costituito da sempre un dilemma: è meglio conservare l’oro nel proprio Paese o in un altra nazione?

La domanda è molto interessante perché traduce delle scelte << strategiche >> differenti che hanno i loro vantaggi e i loro… rischi!

Se una nazione conserva il proprio oro nelle sue riserve è totalmente indipendente ed è garante dell’autenticità e della sicurezza della propria riserva. E’ ovviamente la questione della sicurezza che può rappresentare un rischio a seconda del contesto. Così, sistemare le proprie riserve d’oro in un altro Paese potrebbe essere una soluzione per mettere l’oro al riparo in caso di guerra.

Ed è proprio ciò che ha fatto la Germania durante la guerra fredda, inviando il proprio oro in altri Paesi per paura che i Russi se ne impossessassero.

Un’iniziativa preventiva all’epoca, ma qual è la situazione 60 anni dopo..?

E’ la domanda che si pone attualmente il giornale tedesco Bild. Il quotidiano s’interroga sulla stato delle riserve d’oro del Paese: ufficialmente, dovrebbero essere 3400 tonnellate d’oro. Ma sorge un problema: non sono in Germania, e sarebbero (da notare il condizionale) quindi sempre << al riparo >> nella Banca di Francia, la Banca d’Inghilterra e la Riserva federale di New York (secondo la Bundesbank, la banca federale tedesca).

La Germania vorrebbe esaminare le sue riserve d’oro per sapere quanto valgono, e perché no, farle rimpatriare come ha fatto di recente il Venezuela. Ma l’operazione può rivelarsi più difficile del previsto…

Gli altri Paesi possiedono sempre l’oro tedesco? Hanno la possibilità di renderglielo? E a quanto ammontano i costi di un simile << spostamento >> di oro? Senza parlare dei rischi di sicurezza che questo implica…

Per farla breve, 60 anni più tardi la Germania sembra essere all’impasse e possiede per ora una riserva d’oro virtuale. Questa situazione incerta sarà dannosa in futuro se la Germania desidera addossare la sua economia all’oro? Il tempo ci darà risposte molto presto…

Alessia Pinna

L’American Eagle o Aquila Americana degli Stati-Uniti

Wednesday, July 18th, 2012

L'Eagle è la moneta d'oro americana più venduta al mondo. Dritto del millesimo 1995.

L’Eagle moderna, da non confondere con la vecchia Liberty, è una bellissima moneta americana. Essa venne prodotta per la prima volta nel 1986, coniata dalla “United States Mint”, a West Point, New York.

L’Eagle divenne molto presto una moneta << bullion >> da investimento, riconosciuta e richiesta nel mondo degli investitori dell’oro. L’Eagle è la concorrente del Krugerrand Sudafricano, ch’essa soppianterà fino alla fine dell’apartheid. Alla sua prima produzione se ne vendettero 1,3 milioni di esemplari.

Questa moneta da 22 carati è coniata in diverse misure e valori nominali differenti; 5$, 10$, 25$ e 50$. Tutte titolate a 916, 67°/00 d’oro, sono dunque delle monete molto resistenti all’usura.

Il dritto è ispirato al design della moneta d’oro da 20$ coniata tra il 1907 e il 1933, che raffigurava la << Liberty >> del celebre scultore americano Augustus Saint-Gaudens.

Al rovescio, scolpito da Miley Busiek, un nido d’aquila, simbolo della famiglia tradizionale americana e dell’unità nazionale.

Caratteristiche dell’Eagle americana:

L’Eagle è una bellissima moneta di diversificazione, il cui prezzo e relativo spread possono esplodere in funzione della domande e dell’offerta. Il suo prezzo è come quello del Krugerrand, ma è possibile che sia più cara all’acquisto in periodo di forte domanda. E’ normale che le monete di piccola taglia abbiano uno spread più elevato rispetto a quelle da un’oncia.

Rovescio dell'Eagle 50 dollari USA

Questa moneta ha delle buone qualità per l’investimento, sia che voi siatedei novizi sia che siate degli esperti poiché circola sui migliori mercati dell’investimento.

Nel luglio del 2009 se ne sono vendute, solo negli Stati Uniti, 86 000 esemplari da un’oncia, mentre nel luglio del 2008, esattamente un anno prima, 47 000, dimostrando l’interesse degli investitori per l’oro e per questa moneta in periodo di crisi.

L’Eagle è dunque una vera e propria alternativa al Krugerrand per via del suo statuto di moneta universale.

 

 

 

 

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Britannia, l’altra moneta d’oro inglese

Monday, July 16th, 2012

Dirtto della Britannia, la moneta d'oro bullion inglese. 1 oncia d'oro puro.

Gli italiani amanti dell’oro conoscono bene la Sterlina d’oro inglese. Ma chi di voi conosce la Britannia? Questa moneta d’oro britannica viene emessa dal 1987 dalla Royal Mint, l’ente che si occupa della coniazione di monete in Gran Bretagna.

Sul rovescio della moneta, la rappresentazione di Britannia, l’incarnazione femminile della nazione britannica, da dove deriva il suo nome. Britannia è accompagnata da un leone, porta un casco greco, armata di un tridente e con uno scudo affianco. Il paesaggio sullo sfondo è il bordo del mare. La prima rappresentazione di Britannia su una moneta risale al 1672.

Sul dritto distinguiamo il profilo della Regina Elisabetta II, un classico sulle monete d’oro inglesi contemporanee.

Interesse della Britannia come moneta d’oro da investimento

Meno monetizzata nel mondo rispetto al Krugerrand o all’Eagle, la Britannia è tuttavia molto apprezzata in Inghilterra poiché, insieme alla Sterlina d’oro, è l’unica moneta che non è sottomessa alla CGT (Capital Gain Tax) alla rivendita, la tassa inglese sul plus-valore.

Difatti, come la Sterlina d’oro, il valore nominale della moneta si esprime in una moneta ufficiale in Gran Bretagna (la libbra sterlina), dunque non tassata. Un italiano che pensa di poter rivendere le sue monete a degli inglesi ha quindi tutto l’interesse di acquistare questo tipo di monete e non dei Krugerrand ad esempio, più conosciuti, ma tassati sul territorio inglese al momento della rivendita.

Si tratta di una moneta molto bella per chi vuole diversificare il portafoglio, facilmente monetizzabile e il cui prezzo è simile alle altre monete bullion (Krugerrand, Eagle, Nugget australiano, Panda cinese, Maple Leaf canadese, Filarmonica di Vienna).

La Britannia in cifre

Rovescio di una Britannia del 1987

Il suo valore nominale di 100 libbre sterlina contiene esattamente 1 oncia troy d’oro. Esistono anche delle monete che rappresentano delle frazioni differenti della Britannia, mezza/half, con un valore nominale di 50 libbre sterlina, quarto/quarter con un valore nominale di 25 libbre sterlina, e decimo/tenth con un valore nominale di 10 libbre sterlina.

Questa moneta da 22 carati è titolata a 916,67°/00 d’oro fino. Essa resiste dunque molto bene alle manipolazioni, ma è un po’ più pesante di un Nugget australiano o di una Maple Leaf che sono composte da oro puro (titolato a 999°/00 minimo). Fino al 1989, la lega utilizzata era il rame, dal 1990 è a base d’argento.

 

 

 

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Le ultime prospettive sull’andamento dell’oro

Saturday, July 14th, 2012

Tutti gli osservatori e investitori avranno sicuramente notato che il prezzo dell’oro sta conoscendo una fase di consolidamento dall’ottobre scorso. Marc Faber, l’analista finanziario, afferma che questa fase di correzione non è finita e che il prezzo dell’oro potrebbe ancora << abbassarsi >>.

I nostri amici di Tradosaure Gold Trading ci hanno inviato la loro analisi a breve termine sul mercato dell’oro. Notiamo subito che il grafico è ormai espresso in euro/kg e non più in dollari: gli investitori effettuano dapprima i loro acquisti in euro e non con i biglietti verdi.

<< Come possiamo vedere dal grafico, l’agonia dell’oro quando il prezzo viene espresso in dollari non sussiste più quando viene espresso in euro! In effetti, con un euro sempre più debole, l’oro è molto forte! I detentori di oro ne saranno felici, ma questo rende l’acquisto di oro più oneroso per coloro che desiderano costituirsi un patrimonio in metallo prezioso. Bisognerebbe approfittare idealmente di ogni flusso dell’oro in basso nel canale NERO verso 40.000€ al chilo o – ancora meglio – bisognerebbe aspettare un ritorno alla curva BLU intorno ai 37.800€. Infatti, questi punti d’ingresso corrispondono a dei supporti importanti. Si possono eventualmente combinare anche frazionando l’ordine d’acquisto: un terzo d’adesso (per non ritrovarsi privi di oro nel caso in cui il ribasso dell’oro cessasse), un terzo in caso di ritorno al basso nel canale NERO, e un ultimo terzo in caso di ritorno alla curva BLU (media mobile a 20 mesi). >>

Amedeo I: le altre monete da 25 e 100 Pesetas d’oro

Tuesday, July 10th, 2012

Amedeo I di Savoia

Figlio del Re italiano Vittorio Emanuele II, Amedeo I, fu proclamato Re di Spagna il 2 gennaio del 1871. Fino ad allora, chi deteneva il potere in Spagna desiderava instaurare una Monarchia Costituzionale – per questo scelsero un re straniero e crearono il sistema del mandato.

Amedeo I fu il primo re di Spagna ad essere stato scelto dal Parlamento. Egli ebbe contro alcuni membri come i Carlisti, i Borboni, la chiesa e il popolo che lo consideravano poco simpatico e con troppe lacune nella lingua spagnola.

Alla morte del generale Prim, la coalizione politica che Amedeo I mise al potere si dissolse poco a poco. Le pressioni delle rivolte federali, la perdita del sostegno dei capitalisti e la guerra carlista spinsero il re italiano a rinunciare al trono l’11 febbraio 1873.

Dei suoi 2 anni di regno, furono concepiti due punzoni con la sua effigie per le monete da 5, 25 e 100 pesetas – alcune furono coniate come prova.

Nel 1868, fu introdotto un nuovo parametro nel sistema monetario spagnolo. Cosa unica al mondo, si trattava d’inscrivere due date sulle monete: quella di approvazione del tipo e quella della coniazione. Nondimeno, quest’iniziativa non fu seguita correttamente tra il 1871 e il 1875, coprendo solo una parte del regno di Amedeo I. Secondo le informazioni raccolte da “El Catálogo de la Peseta”, sembra che la quantità di monete emesse con la data (tra due stelle) 18-71 siano più comuni rispetto a quelle 18-73, quelle 18-74 non appaiono che nel 20% dei casi, mentre quelle 18-75 solo nel 10% dei casi circa.

Solo durante la prima Repubblica, e non prima della fine del 1873, il processo delle due date cominciò a funzionare meglio, inscrivendo così anche la vera data tra le stelle delle monete.

Ma questa precisione delle date intervenì in un momento in cui la moneta non rifletteva più la realtà poiché Amedeo I rinunciò al trono nel febbraio del 1873. Venne instaurata la Prima Repubblica spagnola e,successivamente, salì al potere Alfonso XII, anche se le monete con l’effigie di Amedeo I continuarono ad essere coniate fino alla metà del 1875.

I marchi di garanzia delle monete di Amedeo I

Cinque persone furono incaricate di assicurare la garanzia di queste monete. Al dritto, troviamo le iniziali del primo incisore – al rovescio, le iniziali dei due collaudatori:

Incisore: L.M. : Luis Marchionni

Collaudatori:

SD M: Donato Álvarez Santullano, Eduardo Díaz Pimienta y Ángel Mendoza Ordóňez

DE M: Eduardo Díaz Pimienta, Julio de Escosura Tablares y Ángel Mendoza Ordóňez

L’incisore generale, Luis Marchionni, venne incaricato durante il regno d’Isabella II. Per quest’ultima, egli effettuò anche le ultime due incisioni delle sue monete. Successivamente, Marchionni fu incaricato per dei lavori per il Governo Provvisorio e per la splendida effigie di Amedeo I (evitata del tutto dai produttori di monete false). Le sue incisioni erano così perfette che sopravvissero agli interessi pubblici dei periodi di fermento durante i quali egli lavorò.

Luis Marchionni andò in pensione nel 1873, ed è considerato come uno dei migliori incisori che abbia mai avuto la Fábrica de la Moneda.

25 Pesetas d’oro

25 Pesetas di Amedeo I

Caratteristiche:

Titolo: 900 millesimi

Diametro: 24 millimetri

Peso: 8.0645 grammi

Officina: Madrid

Parte delle prime monete: incisione in rilievo di 27 stelle a sei punte.

Parte delle monete coniate in oro rossastro: JUSTICIA Y LIBERTAD (GIUSTIZIA E LIBERTA) separata da tre gruppi di due stelle a sei punte.

Dritto: AMEDEO I REY DE ESPAÑA *1871* (AMEDEO I RE DI SPAGNA *1871*) – ritratto del re rivolto verso destra.

Rovescio: Ley 900 Milésimas (Titolo 900 millesimi) – 124 piezas en kilog. (124 pezzi in kilog.) SD 25 PESETAS M, attorno agli armamenti della Spagna con lo scudo dei Savoia, accerchiato dal mantello e dal vello.

Numero di coniazioni: 1871 (75) SD M = 25

<< Le prime coniazioni realizzate con una lega a base di un 10% d’argento conferiscono a queste monete un tono giallo chiaro, ciò che le differenzia dalle monete coniate più tardi, che mostrano un tono più rossastro.

Queste monete, così come quelle da 100 pesetas dello stesso anno, furono le prime monete d’oro a mostrare un valore nominale in pesetas, per via della Riforma del 19 ottobre 1868. Sono state coniate per volere della Direzione Generale del Tesoro il 22 agosto 1871, in qualità di prova, ed è impossibile conoscere il numero esatto delle monete fabbricate nel ‘71 >>.

(Informazioni estrapolate dal Catálogo de la Peseta di J.Aledón y de Modern World Gold Coins).

In generale, le monete da 25 pesetas cominciarono ad essere coniate su Decreto Reale del 15 marzo 1871. In precedenza, la Riforma della peseta non integrava nei valori coniati le monete d’oro da 25, omettendo il modello da 8 grammi così ben conosciuto in Spagna, Germania, Olanda, ecc…

Di queste monete, solo alcune furono coniate come prova. E’ sotto il regno di Alfonso XII ch’esse cominciarono a venire fabbricate in serie.

100 Pesetas d’oro

100 Pesetas di Amedeo I

Caratteristiche:

Titolo: 900 millesimi

Diametro: 35 millimetri

Peso: 32.25 grammi

Officina: Madrid

Metà: Incisione in rilievo tramite il sistema a ghiera aperto a tre punte, con le parole JUSTICIA Y LIBERTAD (GIUSTIZIA E LIBERTA), separate tra loro da tre gruppi di due stelle a sei punte.

Dritto: Ley 900 millesimi (Titolo 900 millesimi) – 31 piezas en kilog. (31 pezzi in kilog.) SD 100 PESETAS M, attorno agli armamenti della Spagna con lo scudo dei Savoia, accerchiato dal mantello e dal vello.

Numero di coniazioni in oro giallo: 1871 (71) = 25

Numero di coniazioni in oro rosso: 1871 (71) = 50

< Una vendita all’asta ebbe luogo a Madrid il 16 marzo 1995, dove venne messa in vendita una di queste monete al prezzo iniziale di 15.000.000 di pesetas (vale a dire 90.151,82 €) >.

(Informazioni estrapolate dal Catálogo de la Peseta di J.Aledón y de Modern World Gold Coins).

Ulteriore coniazione di queste monete

Non potendo disporre degli esemplari originali delle sopracitate monete, Alfonso XIII ne fece coniare altre uguali. Più tardi, si scoprì che queste monete apparvero nel 1863, e che provenivano dalla Svizzera.

Il Decreto del 21 marzo 1871, che diede luogo alla creazione della moneta da 25 pesetas d’oro, stipulava che: non sarebbe dovuta apparire alcuna legenda sulla metà della moneta, e che i coni nelle loro parti lisce avrebbero dovuto avere delle particolarità per distinguere queste monete dalle altre proveniente da diversi Paesi.

Ma le monete in oro rosso che vennero coniate nuovamente presentavano sulla metà: JUSTICIA Y LIBERTAD (GIUSTIZIA E LIBERTA), separate tra loro da tre gruppi di due stelle a sei punte, simili all’incisione della metà delle monete da 100 pesetas.

Così, queste due monete d’oro rossastro erano delle nuove coniazioni extra-ufficiali, con i coni originali, e per dei fini puramente lucrativi.

Essendo delle monete molto rare e difficili da trovare, possederne o decidere di acquistarne è un vero lusso – per farla breve, un grande tesoro!

Il Nugget, la moneta australiana in oro puro

Thursday, July 5th, 2012

Dritto del Nugget, la moneta d'oro australiana. Incisione di Ian Rank Broadley

Continuiamo il nostro giro del mondo delle monete lingotto. Eccoci oggi in Australia, dove c’interesseremo ad una moneta d’oro del west del Paese: << il Nugget >> o << Canguro >>. Introdotta nel 1986 dalla Gold Corporation (impiantata esclusivamente nel west del Paese), questa moneta è stata pubblicata dalla Perth Mint in otto misure diversi (1/20 oncia a 1kg!).

Come la Panda Cinese, il rovescio di questa moneta varia ogni anno. Dal 1986 al 1989 si trovano dei nugget di misure differenti. A partire dal 1989, si è optato per un emblema più rappresentativo del Paese: il canguro. Oltre a queste modifiche, la Perth Mint decise di limitare il numero delle monete prodotte ogni anno. Per via di questi elementi è una moneta molto ricercata e ciò spiega il perché di uno spread relativamente alto rispetto a quello di altre monete della stessa categoria (citiamo ad esempio la Maple Leaf canadese, o il Krugerrand).

Per un’analisi più precisa delle caratteristiche tecniche della moneta potete fare riferimento a questa tabella ricapitolativa:

*Nel 1991, le monete 2 e 10 oncie, e quelle da 1kg avevano dei valori nominale pari a $ 500, $ 2,500 e $ 10,000 rispettivamente. Il rovescio di queste versioni non cambia ogni anno. Queste misure sono state prodotte per fare delle economie di scala in modo da limitare lo spread all’acquisto.

Passiamo ora alla descrizione fisica della moneta

Sul dritto della moneta è raffigurata Elisabetta II incisa, in un primo momento, da Raphael Maklouf e, dal 1998, da Ian Rank Broadley. L’incisione della Regina è contornata dal suo nome, dal valore nominale della moneta e dalla parola << AUSTRALIA >>.

La descrizione del rovescio è più complessa vista la variazione del design di anno in anno; fino al 1989 era raffigurata una pepita. Più tardi si abbandona quest’incisione per sostituirla con quella del canguro. L’immagine è circondata dal nome della moneta, dalla misura, dal titolo e dal millesimo.

Abbiamo elencato le differenti variazioni del rovescio di questa moneta nella tabella seguente (per la versione da 1 oncia):

Da notare che queste monete, indipendentemente da quale sia la loro misura, sono composte solo da oro puro. Inoltre, grazie all’Australian Currency Act del 1965, il Nugget ha corso legale. Questo gli conferisce una legittimità ancora maggiore (sicurezza degli investimenti) presso gli investitori e i collezionisti.

Rovescio del Nugget con due canguri che saltano

La produzione di questa moneta sostiene e rafforza l’industria mineraria australiana, che fu per lungo tempo uno dei maggiori settori dell’economia australiana (oggi, la Cina è il maggior produttore di oro al mondo).

Il Nugget è dunque una tipica moneta bullion o lingotto, che si deve possedere a scopo di diversificazione del portafoglio. Attenzione a non confonderla con la moneta << lunare >> australiana che rappresenta degli animali del calendario cinese e non un canguro! Anche queste monete sono interessanti, ma la loro misura potrebbe essere differenti.

 

 

 

 

 

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