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Archive for May, 2012

La Grecia si prepara ufficialmente ad uscire dalla zona euro

Thursday, May 24th, 2012
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

La Grecia si prepara ufficialmente ad uscire dalla zona euro

Per la prima volta s’intraprendono ufficialmente dei preparativi tecnici per l’uscita della Grecia dalla zona euro. Il comitato di preparazione dell’Eurogruppo ha chiesto ai governi della zona euro di preparare un piano d’emergenza nell’eventualità di un abbandono della moneta unica in Grecia.

Quest’iniziativa è stata approvata lunedì scorso nel corso di una teleconferenza del gruppo di lavoro incaricato di preparare le riunioni mensili dei ministri delle finanze della zona euro. I membri del gruppo di lavoro fanno parte anche del Consiglio d’amministrazione del FESF, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria.

La notizia si è appresa mercoledì scorso tramite due funzionari europei e grazie anche a Reuters che ha potuto consultare una nota di lavoro redatta da uno Stato membro che spiega nel dettaglio i costi, per ogni Paese, di una possibile uscita della Grecia dal blocco.

Questo documento sostiene che uno scenario simile doveva prodursi prima o poi, e che si dovrebbe auspicare un << divorzio amichevole >>. Inoltre, grazie all’aiuto dell’Unione Europea e del Fondo Monetario (FMI), Atene potrebbe uscire senza gravi danni dalla moneta unica.

<< Finora, non c’è nulla di pronto riguardo alla zona euro perché si teme che ciò possa creare panico e timore >> ha precisato uno dei funzionari.

Un altro funzionario ha confermato, invece, l’esistenza dell’accordo che si è concluso lunedì.

Le borse europee sono in netto declino, poiché un’uscita della Grecia dall’eurozona non è più considerata come un tabù e gli investitori temono che non emerga nessun’altra possibile soluzione concreta per stimolare la crescita economica nel vertice europeo previsto per questa sera.

La Spagna va nel panico più totale: i clienti di Bankia avrebbero tolto più di 1 miliardo di euro dalla banca!

Tuesday, May 22nd, 2012

Il sistema bancario spagnolo sta andando male, molto male! Nell’articolo precedente, vi abbiamo già accennato della nazionalizzazione parziale di Bankia, la quarta banca più grande della Spagna. Questa settimana, Bankia si ritrova ancora nelle prime pagine dei giornali, in particolare in quella di El Mundo, e sprofonda ancora di più nella crisi.

Il quotidiano spagnolo ha rivelato, giovedì 17 maggio, che in seguito alla nazionalizzazione della banca, i suoi clienti avrebbero prelevato più di 1 miliardo di euro in meno di una settimana! Secondo il giornale, queste informazioni provengono direttamente dal Consiglio di Amministrazione che si è riunito mercoledì scorso. La banca e il governo spagnolo hanno formalmente smentito l’esistenza di una forma di panico tra i clienti di Bankia…

Madrid sta bruciando nelle fiamme della crisi?

Che sia solo una voce di corridoio o no, questa notizia ha avuto delle conseguenze: la banca ha perso 27,49% in borsa in un giorno solo! L’agenzia di rating Moody’s ha dichiarato di avere nel mirino 21 banche spagnole e che le “sanzioni” non tarderanno ad arrivare.

Un simile effetto dopo quest’annuncio, che sia verificato o meno, traduce chiaramente il << sentimento d’incertezza >> che regna nel sistema bancario spagnolo. E’ chiaro che non c’è fumo senza fuoco e le belle parole del governo spagnolo non sono certamente bastate per rassicurare gli investitori.

In un contesto simile è indispensabile sapersi premunire e mettere al riparo le proprie economie prima che il panico investa tutta la nazione!

Alessia Pinna

Nazionalizzazione di Bankia: la Spagna rivive la crisi dei prestiti subprime?

Tuesday, May 22nd, 2012

Il Ministero dell’Economia spagnolo ha confermato la notizia dieci giorni fa circa: la Spagna nazionalizzerà parzialmente la quarta banca del Paese, Bankia. Una decisione che conferma i timori sul cattivo stato di salute del settore bancario e la gravità della crisi immobiliare spagnola.

Oppressa dai prestiti immobiliari tossici, Bankia sollecitò qualche settimana fa lo Stato spagnolo per una nazionalizzazione parziale del suo capitale. Lo scenario si è concretizzato il 9 maggio con quest’annuncio del ministero dell’economia spagnolo: << il governo è ad un passo dal diventare il maggior azionista della banca, acquistando il 45% del capitale di Bankia, vale a dire 4,465 miliardi di euro. Il Fondo pubblico di sostegno alle banche spagnole (Frob), creato nel 2010, sarà invitato a sostenere quest’ingente spesa >>.

Per Bankia tale nazionalizzazione mira a rassicurare gli investitori. Tuttavia, i mercati non sono stati rassicurati e hanno condannato duramente il settore bancario: in seguito all’annuncio, l’andamento delle principali banche spagnole ha perso circa il 5% in borsa (-5,84% per Bankia). Le agenzie di rating hanno sanzionato questa decisione, Standard & Poor’s ha deciso di degradare i voti di dieci stabilimenti bancari spagnoli.

La Spagna fa parte delle nazioni europee più colpite dalla crisi e sente il peso dei fardelli che gravano sulla sua economia: vicina al 25% di disoccupazione, una crisi immobiliare senza precedenti, un tasso d’interesse al 6%, le banche indebolite dai prestiti a rischio, gli investitori titubanti e impauriti… Tutto ciò rischia d’indebolire ancora di più l’economia del Paese, già fortemente indebitato.

La nazionalizzazione delle banche è la soluzione alla crisi spagnola?

Ci sono stati casi precedenti di nazioni europee in cui delle banche sono state nazionalizzate: in Irlanda, in Belgio, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi. Ciò ha avuto come sola conseguenza quella di aumentare il deficit dei conti degli Stati, di aumentare il debito e i tassi d’interesse. Salvando le proprie banche, il Paese sposta il problema, ma non lo risolve. Inoltre, tenendo conto dell’ampiezza del problema, lo Stato spagnolo non potrà nazionalizzare tutte le banche se dovessero trovarsi nuovamente in difficoltà. Sola soluzione per la Spagna: fare appello alla solidarietà europea tramite il Fondo Europeo di stabilità finanziaria.

Per anticipare i rischi legati ai prestiti subprime, far fronte alle difficoltà delle << cajas >>, le casse di risparmio affossate dagli attivi immobiliari, il governo chiese alle banche, nel febbraio del 2012, di realizzare delle provvigioni pari a 53 miliardi d’euro. Venerdì 11 maggio, il governo spagnolo ha chiesto altre provvigioni supplementari per un valore di 35 miliardi di euro. Ma come potrebbero queste banche mettere sul tavolo una tale somma quando gli investitori sono sempre più reticenti e fanno pagare cara quest’instabilità, facendo schizzare in alto i tassi d’interesse? Il serpente economico spagnolo si morde la coda. I piani d’aiuto ed i loro miliardi affluiscono, ma la crisi resta.

Alessia Pinna

Scandalo nel Paese del Krugerrand: problema di peso per la moneta d’oro

Saturday, May 19th, 2012

Krugerrand

Colpo di scena sul mercato del Krugerrand, la moneta d’oro più diffusa  e popolare nel mondo: alcune monete risultano essere più leggere  rispetto al normale. Per spiegarci meglio: esse contengono meno oro di  quanto ne dovrebbero avere. Com’è possibile?

E’ la South African Mint Company (SA Mint), filiale della Banca Centrale Sudafricana, che ha rintracciato l’errore di peso di alcune di  queste monete.

Le monete direttamente coinvolte sono quelle prodotte tra aprile e maggio 2011: su 1500 monete coniate in quel periodo dalla SA Mint, 6 hanno un peso inferiore a quello richiesto…

L’affare provoca un vero e proprio scandalo poiché ad esserne coinvolta è la Banca Centrale Sudafricana, istituzione statale, che si ritrova infangata da questa potenziale frode!

Errore umano o tentativo di frode?

Per ora, le ragioni di quest’episodio sono sconosciute, ma le autorità hanno fatto sapere che il fatto coincide con il licenziamento di due dirigenti chiave della SA Mint…

In ogni caso, che si tratti di una frode o di un errore tecnico, la cosa è sconcertante. Com’è possibile che un’autorità come la Banca Centrale Sudafricana possa essere compromessa in un simile affare? Peggio ancora: la Banca era al corrente di questo << difetto di fabbrica >> da alcuni mesi ed ha cercato di convincere anche i membri della South African Company of Numismatic Dealers (SAAND) a non divulgare la cosa nel dicembre scorso.

E’ più che evidente che l’istituzione, in questo caso, non ha fatto il suo dovere e non ha saputo mostrarsi garante dell’integrità di queste monete…

E’ assai inquietante che un simile affare coinvolga la produzione di una moneta così emblematica e diffusa come il Krugerrand. Per fare un confronto, la Vera Valor, la moneta più sicura al mondo, è assolutamente immune da una tale figura: degli ispettori specializzati e indipendenti dello Stewart Group Global verificano e controllano l’insieme della catena di montaggio e verificano minuziosamente il peso delle monete prima che vengano messe in circolazione.

Fonte: Krugerrand scandal rocks SA Mint

Alessia Pinna

Monete, medaglie, gettoni, lingotti… qual è la differenza?

Sunday, May 13th, 2012

Vi chiedete su quale tipo d’oro fisico investire? Quali prodotti sono soggetti a IVA e quali non lo sono? LingOro.net farà un po’ di luce sugli investimenti più interessanti tra una moneta da investimento, una placchetta, un gettone, una medaglia o un lingotto.

L’oro da investimento

Solamente l’oro da investimento è esente dalle tasse. Sono considerati come oro da investimento: i lingotti e i mini-lingotti di peso superiore a 1 grammo e con una purezza di 995°/oo; le monete d’oro di borsa, con una purezza uguale o superiore a 900°/oo, coniate dopo il 1800 e che hanno (e hanno avuto) corso legale nel loro Paese d’origine. In generale, l’oro da investimento è convalidato e accettato dall’ente ufficiale London Bullion Market Association.

Precisazioni apportate da Yannick Colleu (numismatico) concernenti l’oro da investimento:

<< L’oro da investimento è lo statuto che viene riconosciuto ad un prodotto per il quale la purezza è provata (nel caso dell’amministrazione svizzera: << deve avere almeno un’indicazione del titolo e il punzone di un collaudatore-fonditore riconosciuto), per appartenere ad una categoria fiscale (metalli preziosi bancari per la Svizzera e oro d’investimento nell’UE) >>.

<< Nell’UE, non è obbligatorio che il prodotto fisico abbia un punzone, ma in questo caso il possessore deve avere gli elementi che provino che il prodotto ha i requisti di purezza richiesti (certificato ecc…) >>.

I lingotti

Il classico lingotto quotato in borsa pesa tra 995 e 1005 grammi, e riporta il punzone del suo fonditore che attesta sia la provenienza sia l’autenticità dell’opera. Questi lingotti vengono forniti con un certificato realizzato da un collaudatore che attesta la sua purezza (minimo 995 grammi d’oro per un chilo, cioè 24 carati).

Da sapere: sono i paesi che fondono i lingotti che disciplinano la detenzione. Così, un lingotto per poter essere commercializzabile in Italia, dev’essere stato concepito sul territorio per rispondere alle regolamentazioni doganali. E un lingotto acquistato all’estero potrà essere rivenduto in Italia solo dopo essere stato rifuso in Italia.

Le placchette

Una placchetta è considerata come un lingotto sul piano legale. Inoltre, questa è marcata col punzone del collaudatore-fonditore, numerata individualmente e fornita con un certificato. Il semplice fatto che una placchetta o un lingotto abbia il punzone del collaudatore-fonditore su un prodotto relativamente puro come la moneta Vera Valor col suo titolo di 999.9 la rende automaticamente accettabile dal LBMA.

La placchetta differisce dal lingotto per il suo formato: una placchetta può avere una forma quadrata, rettangolare, rotonda, ovale… Altra differenza, la placchetta viene coniata (e non colata come un lingotto), come succede per la Vera Valor.

Le monete d’oro da investimento

Facciamo una distinzione tra monete d’oro aventi corso legale da tutte le altre (che possono essere dei gettoni, delle monete da collezione, delle medaglie…).

In linea generale, le monete d’oro che hanno, o hanno avuto, corso legale non sono soggette all’IVA alla rivendita. Una moneta avente corso legale è una moneta con la quale si può monetizzare ogni tipo di transazione commerciale, si può trattare di una moneta Vittorio Emanuele II o III da 10, 20, 50, 100 Lire, di un Krugerrand Sudafricano, di un Peso messicano, di una Sterlina inglese, del dollaro oro, ecc…

Le monete in oro aventi (o che hanno avuto) corso legale sono considerate come delle monete d’oro da investimento e non sono dunque soggette all’IVA, ma anche alcuni gettoni e placchette.

Consultare la lista delle monete d’oro da investimento fornita dalla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Le monete da collezione

Una moneta rara, con uno spread molto alto, venduta ad un prezzo l’80% più elevato rispetto al prezzo della moneta a peso d’oro sul mercato è considerata come una moneta da collezione. L’IVA non viene dunque applicata nel prezzo della rivendita. Le monete cosiddette da collezione sono le monete in metallo prezioso coniate prima del 1800.

Le medaglie

Per definizione, una medaglia è un oggetto (di solito in metallo prezioso) che assomiglia ad una moneta, ma che non ha valore nominale, e la cui funzione è di celebrare un avvenimento. Al contrario delle monete, le medaglie contano di un solo esemplare. Queste, infatti, non rientrano quasi mai nella categoria di oro da investimento.

I gettoni

Un gettone non è né una medaglia né una moneta. Dall’aspetto assomiglia ad una moneta metallica, ma non ha un valore nominale e nemmeno corso legale. Dall’incisione, assomiglia ad una medaglia, ma non commemora nulla. Questo può essere un prodotto da investimento. Per esempio, per via del suo disegno, della sua purezza, dell’assenza di valore nominale e del fatto che non ha corso legale, la moneta Vera Valor rientra anch’essa nella categoria dei gettoni, che soddisfa pienamente i criteri sia svizzeri che europei come prodotto da investimento. Anche il Goldhans è un gettone, ma siccome non ha nessun punzone non rientra nella categoria svizzera dei metalli preziosi bancari, ma piuttosto in quella dell’oro da investimento in seno all’UE.

Alessia Pinna

La Maple Leaf, la moneta canadese in oro puro

Saturday, May 12th, 2012

Dritto e verso moneta Maple Leaf da 1 oncia

La << Maple Leaf >> canadese è una moneta riconosciuta dagli investitori e dai collezionisti. In effetti, è una delle prime monete in oro puro, 24 carati. Introdotta in Canada nel 1979 dalla Royal Canadian Mint (RMC), la Maple Leaf fa da subito concorrenza al Krugerrand, unica moneta d’oro d’investimento << bullion >> disponibile sul mercato all’epoca. Da notare anche che le monete del Sudafrica subirono il boicottaggio di numerosi Paesi a causa dell’apartheid.

La Maple Leaf è una tipica moneta da investimento.

Caratteristiche tecniche e fisiche

Esistono 5 misure differenti di Maple Leaf, da un’oncia a ⅟₂₀ d’oncia. Il valore nominale della moneta è puramente simbolico ed è ben più al di sotto del suo valore reale sul mercato.

 

Eccovi una tabella ricapitolativa:

Si ha l’abitudine di parlare dei << cinque 9 >> per quantificare la purezza eccezionale di queste monete, ciò che le rende estremamente popolari tra gli investitori. Ma la sua forza è anche la sua debolezza perché una simile purezza implica un inconveniente di fondo: delle monete molto fragili, molto sensibili agli choc e ai colpi. Questa moneta è dunque fatta per restare sempre dentro una cassaforte. Tenete presente che la Maple Leaf più appropriata è comunque quella da un’oncia nel caso di un acquisto d’investimento poiché i modelli più piccoli sono apprezzati quasi solamente dacollezionisti e gioiellieri.

Sul dritto della moneta, troviamo il ritratto della regina Elisabetta II, il valore nominale e il millesimo della moneta. La foglia d’acero è sul rovescio, vero e proprio simbolo del Canada.

E’ molto importante che il millesimo della moneta corrisponda col suo tipo. Ecco uno schema che vi permetterà di verificare le vostre monete e rilevare gli eventuali falsi:

La Maple Leaf non gode di uno spread elevato come quello dell’Eagle americana, ad esempio, perché la Royal Canadian Mint adatta i suoi prezzi alle variazioni del mercato più facilmente rispetto alla U.S. Mint. Le Maple Leaf si scambiano generalmente con uno spread tra il 4% e il 5% sulla loro quantità d’oro, con un massimo del 10% nel caso delle monete vendute separatamente o in piccoli lotti.

Ovviamente, le Maple Leaf di piccola taglia si scambiano con uno spread più elevato. Ma queste non hanno spesso successo tra gli investitori!

Maple Leaf in argento

Visto l’entusiasmo suscitato da questa moneta, la RCM ha proposto nel 1988 la Maple Leaf 1 oncia in argento, anch’essa di grande purezza (0,9999). Il valore nominale è $5 e l’età della regina varia con la data di emissione!

Sono utilizzati anche altri metalli come il palladio e il platino. La RCM ha anche pubblicato delle edizioni speciali della Maple Leaf facendo variare forme e colori, arrivando anche ad emettere delle edizioni private.

Il 3 maggio 2007, la RCM ha presentato la sua nuova creazione: una moneta con un valore nominale di 1 milione di dollari canadesi di 50cm di diametro, 3cm di spessore, con una purezza del 99.999%! Questa moneta è stata realizzata da Stanley Witten, essenzialmente per rafforzare il carattere internazionale della Maple Leaf.

In vista dei giochi olimpici del 2010, il comitato Olimpico diede il proprio benestare per la realizzazione di una Maple Leaf << olimpica >> nel 2007. Di queste monete se ne conoscono due versioni: oro e argento, tutt’e due datate 2008.

Alessia Pinna

La Panda, una pura moneta cinese.

Friday, May 11th, 2012

Dritto della Panda cinese del 1985. La rappresentazione di questa moneta d'oro cambia tutti gli anni.

Continuamo il nostro elenco delle monete-lingotto. Oggi, c’interesseremo ad una moneta che ha conosciuto un grande successo negli anni ‘80: la Panda cinese.

Introdotta nel 1982 dalla famosa People’s Bank of China, questa moneta divenne rapidamente una referenza per l’investimento e il mondo dei collezionisti. La sua particolarità sta nel fatto che la rappresentazione del dritto viene ridisegnata tutti gli anni. Vi è rappresentato l’animale simbolico della Cina, il panda.

Nonostante la scelta degli investitori e collezionisti ricada soprattutto sulla Panda da un’oncia, ci sono anche altre misure (½ oncia, ¼ oncia, ⅟₁₀ oncia, ⅟₂₀ oncia, e anche 5 e 12 oncie, modelli difficili da trovare).

Come tutte le monete composte esclusivamente da oro 24 carati (vale a dire pure al 99.999%), le Panda sono delle monete fragili che vanno manipolate con cura e quindi lasciate nelle casseforti per garantire un buono stato di conservazione.

Il valore nominale cambia in base alla quantità d’oro contenuta nella moneta. La tabella qui sotto riporta le differenti informazioni in funzione delle misure:

Come abbiamo già detto in precedenza, sul dritto della moneta vi è inciso il famoso panda. Il disegno cambia quindi ogni anno. C’è, tuttavia, un’eccezione: il disegno è rimasto lo stesso tra il 2001 e il 2002.

Al rovescio, vi è rappresentato Tien Tien, il Tempio del Cielo di Pechino, il millesimo e l’inscrizione << Repubblica popolare della Cina >> in mandarino.

Rovescio della Panda cinese con la rappresentazione di Tien Tien, il Tempio del Cielo.

Esistono diverse imprese che producono le monete in Cina: possiamo citare ad esempio Shenzhen, Shanghai o Shenyang. Sulla moneta non troviamo quasi mai dei marchi distintivi, impedendo così la distinzione tra le diverse imprese. Tuttavia, su alcuni millesimi si intravedono delle variazioni minime (disegno del tempio, dimensione della data).

Il distributore ufficiale di queste monete è la China Gold Coin Corporation (CGCC), in Cina dal 1982.

Oltre alle differenti versioni in oro, la CGCC ha introdotto delle versioni in argento/oro, e anche in platino. Queste monete conoscono anche un certo successo presso gli investitori, in particolare la versione in argento. Il design è pressoché lo stesso della versione in oro.

Focalizziamoci adesso sulle ragioni del successo di questa moneta. Il cambiamento del disegno ogni anno dal 1982 permette un continuo rinnovo della domanda. Inoltre, People’s Bank of China prima e CGCC poi, fece la scelta di una tiratura piuttosto limitata. Questo crea un’offerta minore rispetto alla domanda. D’altra parte, la bellezza della moneta e la finezza del suo disegno gli conferiscono un fascino particolare. Lo spread di queste monete è relativamente elevato rispetto ad altre monete-lingotto. Per esempio, nel 1987, l’interesse degli investitori e collezionisti fu così forte che alcune Panda da un’oncia del 1982 si scambiavano a quasi US$ 3,000! Anche le monete attuali sono più care di un Krugerrand equivalente.

Per farla breve, acquistatene una, due, tre, tutta una famiglia di Panda e chiudetele in una cassaforte… E’ certo che non vi pentirete del vostro investimento!

Alessia Pinna

Beni rifugio, istruzioni per l’uso

Friday, May 11th, 2012

di Elena Giordano

Dossier sul convegno “Beni rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria”

Dall’oro, all’opera d’arte, all’immobile: nuove forme di investimento alternative per diversificare il portafoglio e cercare lidi tranquilli in cui sostare incrementando la profittabilità.

La paura fa 90, e non solo: in questi mesi il timore che le scelte in campo finanziario generino redditività negative è molto alta. Per questo le persone e le società sono alla ricerca di porti nuovi e sicuri ai quali approdare, in termini di prodotti, opere d’arte, opportunità immobiliari, preziosi. L’argomento è stato oggetto del convegno “Beni Rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria”, organizzato da Banca&Mercati, che si è tenuto a Milano qualche giorno fa.

Oro da vendere o acquistare?

Il suggerimento degli esperti è quello di rivolgersi solo ai negozi che aderiscono all’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro. Il gruppo, nato nel 2010, ha proprio lo scopo di tutelare sia le aziende che i privati, proponendo un servizio serio, con quotazioni reali e documentazione a disposizione. Spiega Andrea Zironi, presidente dell’associazione, e amministratore unico di “Studio 18 Karati Spa”: “Nel 2011, l’intero settore dell’oro è cresciuto del 2%, e l’oro da investimento è cresciuto del 36%. I nostri associati consigliano l’acquisto dell’oro – la cui quotazione è salita dal 1978 al 2000 passando da 200 dollari l’oncia a 2.000, attestandosi ora sui 1.600 dollari – sia come bene rifugio, che come strumento per fare trading. In futuro è destinato a rimanere stabile. È un buon prodotto per proteggere i propri risparmi, e diversificare e normalizzare il portafoglio”.

Dell’oro da investimento si occupa anche Unione Fiduciaria, dopo aver notato che il prezioso giallo era oggetto di quote di capitali scudati da parte di clienti italiani. Fabrizio Vedana, vicedirettore generale della società, spiega le tipologie di investimento legate all’oro: “Si va dal lingotto al fondo di investimento. L’oro fisico può essere acquistato o dai privati o presso alcune banche, attraverso un Conto-Metallo, in grado di produrre la documentazione in linea con le richieste della Banca d’Italia. Da un punto di vista fiscale, l’oro è allineato agli altri strumenti finanziari”.

Il quadro: bello e profittevole, con le giuste accortezze

L’investimento in arte è stato presentato da Pietro Ripa, dirigente Area Pianificazione strategica, research e I.R. di Banca Mps, come opportunità in grado di restituire, un domani, l’investimento effettuato, oltre a un capital gain. “Chi acquista in arte, un mercato che vale 61 miliardi di dollari, per il 70% sceglie di acquistare in pittura”, spiega. A livello mondiale, l’attenzione va posta nei confronti dell’Asia, la cui quota sta crescendo in maniera esponenziale (anno su anno del 40%). L’investimento in arte, conferma Edoardo Didero, amministratore delegato di ArtNetWorth: “Permette di diversificare il portafoglio, e garantisce ancora un certo beneficio fiscale. Il problema del settore è però la scarsa trasparenza: per le persone non addentro a questi temi è difficile capire le logiche dell’investimento e difficile reperire le informazioni”. Non solo, le differenti posizioni tra gallerista e collezionista in certi casi pongono sei problemi di scelta, arrivando anche ad allontanare i potenziali investitori. Secondo Claudio Borghi, professore di Economia e Mercato dell’arte della Cattolica e autore del volume “L’oro bellissimo. Il mercato dell’arte visiva da spesa a investimento”, proprio il settore dell’arte è in un momento di cambiamento. Questo grazie a Internet. “Quando le grandi case d’asta hanno messo on line – spiega – le aggiudicazioni, anche del passato, hanno consentito a tutti di possedere un prezzo di stima dell’opera. Di valutare se il prezzo di un autore sale e scende”.

E poi c’è il caro mattone

Ottima alternativa alla finanza, il mattone, come spiega Francesco Assegnati di Assoimmobiliare, continua a tenere, nel medio e lungo periodo. Secondo Marzia Morena, architetto Rics Italia: “Anche nel nostro settore, così come accade per l’oro e per l’arte, occorre puntare sulle stesse tematiche: qualità, trasparenza, regole. Questo per uniformare il mercato a livello internazionale, e sfruttare il patrimonio italiano per uscire dalla crisi“.

La Cina, la nazione divoratrice di oro.

Thursday, May 10th, 2012

Drago in oro 300g per celebrare l'Anno del Drago in Cina

Un articolo dedicato alla Cina era indispensabile: è, infatti, impossibile non parlare della più grande produttrice e venditrice di oro al mondo. Paese di tutti i record nel 2011, la Cina possiede l’oro che scorre nelle vene delle sue tradizioni. Qing, la nostra collaboratrice in carica del blog cinese Lingold asia, sarà la nostra guida per tutta la durata di questa visita guidata.

La Cina e l’oro in cifre

In Cina, la domanda di oro nella gioielleria e nell’investimento ha raggiunto quasi le 770 tonnellate nel 2011. Nell’ultimo trimestre 2011, la domanda di oro è stata più forte in Cina che in India. La domanda di oro in Cina è quasi raddoppiata in 10 anni. Ed è ancora una volta la Cina a possedere il primato mondiale nella produzione di oro, con 400 tonnellate di oro estratte e una produzione in crescita dopo sei anni consecutivi.

La Cina si trova al 5° posto tra i più grandi detentori d’oro al mondo, con 1 054,1 tonnellate di riserve (se non contiamo quella del FMI) aumentando il suo approvvigionamento d’oro del 76%. Il fatto che la domanda di oro nel Paese sia così importante non dipende solo da un amore incondizionato per per i gioielli in oro, e nemmeno dalla tradizione. Infatti, dipende anche dal fatto che la Cina vuole costituire una consistente riserva d’oro per arrivare a 5 000 tonnellate (5X del suo stock attuale).

Possiamo parlare di un vero e proprio << hold up >> dell’oro fisico! Perché una simile fame d’oro? La Cina, prima detentrice di buoni del tesoro americani in dollari, tenta di disfarsi poco a poco del valore dei bigliettoni verdi e sostituirli con l’oro. La Cina sta dunque cercando di proteggersi creando una gigantesca copertura delle dimensioni del Paese. E’ anche possibile ch’essa si appoggi ad uno yuan addossato all’oro.

Il rafforzamento di questa posizione della Cina sull’oro ha permesso al gigante economico di far parlare di sé recentemente. Forte dei suoi fondi in oro, la Cina, secondo più grosso importatore di petrolio iraniano insieme all’India, ha deciso di superare l’onere fiscale che grava sull’Iran pagando l’oro nero con oro giallo.

I governanti della Cina spingono il popolo alla consumazione di oro

Dovete sapere che durante il periodo della << rivoluzione culturale >> (1966-1967) era severamente vietata la detenzione di oro fisico, reato punito con la prigione! Più tardi, nel 2007, la Cina ha cambiato la sua posizione, non solo eliminando tale divieto, ma addirittura incitando quanto più possibile il popolo all’acquisto di oro fisico.

Supermercato cinese dove si vende oro.

Testimoni di questa corsa verso l’acquisto di oro: la nascita di veri e propri supermercati di oro, nuovi templi dedicati al metallo giallo, dei banchi dell’oro che crescono come funghi, l’installazione del primo distributore di oro a Pechino… Tale pressione da parte delle autorità desta dei sospetti… ci si può chiedere se il popolo cinese non tema un’eventuale requisizione << per buona causa >> dell’oro che ha accumulato…?

Visita guidata nel tempio dell’oro

Qing ci descrive questo << percorso orchestrato >> in Cina, sotto l’occhio vigile delle autorità. Abitando a Shanghai, la nostra collaboratrice ha potuto seguire quest’evoluzione passo dopo passo, con molta attenzione. E’ suo marito che l’ha iniziata all’oro da investimento tramite il sito di compravendita di oro AuCOFFRE.com.

Prima di appassionarsi di metallo giallo e di diventare responsabile di LinGOLD asia, Qing era… pedopsichiatra. Il dinamismo e l’apertura mentale del team AuCOFFRE.com hanno convinto Qing a lasciare un appassionante lavoro per un altro completamente diverso. << E’ un team giovane, dinamico, frizzante, con una mentalità aperta all’internazionale, i collaboratori vengono da diverse part del mondo: Francia, Italia, Spagna, Inghilterra… adoro lavorare con delle persone così! Quando gli ho incontrati per la prima volta, mi hanno subito trasmesso il loro entusiasmo e la loro passione >>.

<< Il mio incontro con Jean-François Faure (presidente di AuCOFFRE.com) e Paul (direttore generale di LinGOLD.com) è stato determinante, l’uno per la sua conoscenza e i suoi discorsi contro corrente rispetto al pensiero comune, e l’altro per il suo positivismo e le sue buone idee. All’improvviso, abbiamo iniziato a parlare della possibilità di sviluppare il mercato cinese. Quando Paul mi ha proposto di lavorare per LinGOLD.com sapevo già che sarebbe stata un’esperienza entusiasmante. Inoltre, è un business << with a heart >>, non solo lucrativo, poiché AuCOFFRE.com è uno dei promotori dell’iniziativa Clean Extraction, un marchio che garantisce l’estrazione d’oro nel rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente al 100%, e anche questa cosa mi ha toccata in maniera particolare >>.

La Cina, una nazione che vive al ritmo della tradizione dell’oro

L'amore dei cinesi per oro è incondizionato per tradizione.

Qing spiega: << In Cina, l’oro è un regalo tradizionale per i bambini, le donne, i matrimoni, insomma, per numerose occasioni. L’oro, la giada e gli oggetti di famiglia sono sempre stati trasmessi di generazione in generazione come tesori di famiglia. I Cinesi hanno sempre riposto più fiducia nell’oro che nella carta moneta, soprattutto questi ultimi anni dove l’inflazione in Cina è alle stelle. Le persone scelgono spontaneamente l’oro come protezione dei loro averi. In ogni angolo delle Cina si possono trovare negozi e banche che vendono oro. La gente adora i gioielli in oro nel rispetto delle tradizioni. E ora, ci sono sempre più persone che acquistano lingotti d’oro (in Cina, si possono trovare facilmente piccoli lingotti da 10 o 20 grammi). Per il Nuovo Anno cinese (l’anno del drago, inaugurato il 23 gennaio scorso), i mini-lingotti da 20 grammi sono stati il regalo più diffuso per i bambini! >>.

Tuttavia, non si trovano facilmente delle monete in oro come la famosa Panda cinese. Per trovarle, infatti, bisogna andare in un negozio, un banco specifico, per esempio un distributore di ChinaCoin. Però, le medaglie d’oro si trovano facilmente dappertutto. Le ragioni possibili sono:

– Le Panda cinesi, essendo delle monete ufficiali, sono molto protette, con una somma limitata di acquisti.

A Suzhou ci sono intere vie dedicate al commercio dell'oro.

– C’è uno spread assai elevato sulle Panda e costano molto più care rispetto all’oro che contengono. La cosa interessante è che la Panda costa molto di più sul mercato cinese che in quello internazionale a causa dei numerosi investitori.

<< La maggior parte delle persone custodisce ugualmente l’oro nelle case. Questa è piuttosto una vecchia abitudine. Questi ultimi anni, le banche propongono anche la custodia per i propri clienti, ma per ora è un servizio riservato ai più abbienti. Ma penso anche che le abitudini dei cinesi stanno cambiando. Essi cercano di trovare delle soluzioni migliori per conservare il loro tesoro >>.

Alessia Pinna

La Grecia in default… politico!

Thursday, May 10th, 2012

Il risultato delle elezioni in Grecia è caduto come una mannaia: nemmeno uno dei due maggiori partiti politici (sinistra e destra) ha la maggioranza in Parlamento, e un partito ultranazionalista (per non dire neonazista) fa il suo ingresso con appena 19 deputati. Disagio in seno alla democrazia…

Anche se non è ancora ben chiara la composizione del nuovo Parlamento, quello che sappiamo è che il 60% dei greci, di estrema sinistra e di estrema destra, ha votato contro la politica d’austerità dettata dal governo in carica e soprattutto dalla troika.

La sinistra radicale, con 50 deputati circa, propone una coalizione con tutti i partiti di sinistra per far fronte alla politica ultra liberale che ha spinto il Paese verso la più cupa austerità. Nikolaos Mihalikiakos, il rappresentate della parte opposta, << la Nuova Alba dorata dell’ellenismo >>, mostra chiaramente le sue opinioni neonaziste, e aggiunge il saluto hitleriano a discorsi che incitano all’odio.

Doccia fredda sui mercati azionari

Ovviamente, anche se << Bruxelles si aspetta che la Grecia rispetti gli accordi >> (attenzione, Bruxelles non sarà affatto contenta!), come diceva Charles Sannat (consulente finanziario) in una recente intervista, i mercati finanziari e i finanziatori (FMI, UE) potranno sempre chiedere, se non c’è una crescita, questo non cambierà nulla. L’euro è veramente a rischio dopo le legislative in Grecia. A raffreddare gli ardori della moneta unica non sono tanto i risultati, ma quanto l’incertezza che regna sul Paese e lo spettro di un default.

E se la Grecia attuale fosse il prisma dell’Italia di domani? In questo contesto ultra esplosivo, l’insurrezione e la minaccia di guerra civile non sembrano più essere poi così impossibili. La Grecia affonda, intrappolata tra il desiderio impossibile di << ritornare come prima >> (alla dracma) e quello, troppo ambizioso, di restare nella zona euro. Cosa gli resta come alternativa monetaria, apparte forse una nuova moneta parallela basata sull’oro? Con le sue 111,6 tonnellate d’oro, la Grecia potrebbe scommettere sulle sue riserve.

Alessia Pinna