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Archive for November, 2011

Come comprare e conservare le vostre monete.

Monday, November 28th, 2011
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

La prima cosa da fare per acquistare delle monete d’oro sarebbe quella di rivolgersi ad una banca o ad un agente di cambio, o ancora quella di andare su un sito di aste, se si ama l’avventura… !

Perché queste non sono le scelte migliori ?

Le banche – Tutti coloro che hanno provato questa soluzione sono d’accordo : comprare delle monete d’oro presso una banca è un processo lungo e fastidioso. Vendere oro non è più nell’interesse delle banche, le quali preferiscono proporre dei servizi dematerializzati ad alto valore aggiunto. Fate una prova ! Parlatene con il vostro banchiere e sicuramente sentirete questa frase : “Siete la prima persona che me lo chiede, bisogna che m’informi”. Non avrete le vostre monete prima di tre o quattro settimane !

Gli agenti di cambio – Essi si sbarazzano rapidamente delle monete d’oro quando le comprano ai privati. Di conseguenza, se le ordinate rischiate di dover attendere a lungo poiché ne avranno poche in stock o addirittura non ne avranno proprio. Inoltre, le commissioni sono spesso poco limpide.

I siti dove si vende e si compra all’asta come << eBay >> per esempio – Le vendite si effettuano solo ed esclusivamente tra privati. Non avete, dunque, nessuna garanzia su quello che acquistate. Basta andare sulle pagine che ci mettono in guardia da questi siti per leggere le storie di monete d’oro false, vendute in cambio di Krugerrands o di monete Vittorio Emanuele. Per quanto riguarda i prezzi, anche se tutte le aste partono da prezzi bassissimi all’inizio, finiscono con arrivare ai prezzi del mercato, quando non è più caro ! Infine, una volta che vi vengono consegnate, pagate le spese di spedizione, pagando le vostre monete dal 5 al 10% in più rispetto al loro valore, senza garanzia di qualità.

Casseforti

In tutti e tre i casi, si pone il pone il problema della conservazione. Una volta comprate, dove potete custodire le monete in tutta sicurezza ? La maggior parte delle agenzie bancarie vi lascerà andar via con le vostre monete senza avervi proposto di riporle in una cassaforte. La ragione è molto semplice : le camere di sicurezza sono sempre meno numerose e le piccole casse disponibili sono molto rare.

Rimane, allora, la soluzione di conservare le monete a casa vostra, in una cassaforte a prova di furto. Bisogna, in questo caso, prevedere un budget che va da 1000 a 1500 euro per un valore assicurato di circa 8000 euro.

 

Infine, dovete pensare al punto essenziale del vostro atto d’investimento nell’oro : la rivendita. Chi potrà acquistare il vostro oro, come e a quale prezzo ?

Passiamo sopra i rischi di rivendere tramite i siti di aste, senza parlare delle elevate commissioni che questi richiedono. Le banche possono rifiutare di riacquistare le vostre monete. Quanto agli agenti di cambio, anche se sono d’accordo ad acquistare le vostre monete, fin da quando le consegnate nelle loro mani, vi deluderanno sul prezzo che vi proporranno. Infatti, non appena si prende il possesso fisico delle monete, che sono uscite dal sistema bancario, il vostro investimento subirà una perdita automatica del 4-10%.

Per investire nell’oro, i consulenti finanziari e le riviste specializzate consigliano di acquistare delle monete d’oro che restino sotto il controllo di un organismo professionale. In questo modo, evitate sia le svalutazioni legate alle manipolazioni (poiché le vostre monete non uscirebbero mai dalle casseforti in cui sono state conservate) sia i rischi di correzione in caso di controllo dell’amministrazione fiscale. Infatti, un organismo intermediario vi garantirà l’integrità delle vostre monete d’oro e deterrà dei registri precisi di ciò che appartiene a voi con le date di acquisto. Tali registri sono opponibili ai servizi fiscali e accettati da questi come prova.

Quest’organismo, specializzato in compravendita, dono e conservazione delle monete d’oro, esiste : LinGold.com

LinGold.com è una piattaforma di acquisto e vendita di monete d’oro, con custodia in casseforti indipendenti in Svizzera, nel porto franco di Ginevra. Basata geograficamente in Svizzera, ma con un’influenza internazionale grazie ad internet;

LinGold.com fluidifica le transazioni delle monete d’oro e rende possibile l’acquisto, la vendita e il dono in tempo reale poiché le monete non si muovono dal loro posto di stoccaggio;

LinGold.com è l’unico intermediario che assicura gli acquisti e facilita le vendite, massimizzando il potenziale plus-valore;

LinGold.com vi permette oggi di acquistare e vendere delle vere monete d’oro in maniera semplice e rapida quanto le azioni in borsa;

LinGold.com propone una custodia “di prossimità” delle vostre monete all’interno delle casseforti indipendenti situate in Svizzera;

Insomma, le monete d’oro sono << l’assicurazione vita >> del vostro patrimonio !

 

Alessia Pinna

 

 

 

L’Euro è in crisi: il congresso della Cdu vota la possibilità di uscire dall’unione monetaria

Tuesday, November 15th, 2011

 

Crisi dell'euro - Immagine di blogghete.altervista.org

 

In questi giorni si sta facendo largo l’idea di una possibile uscita dell’Italia dalla zona euro. Tra economisti e uomini politici ci sono diverse opinioni. C’è chi dice che tornare alla lira in questo momento sarebbe dannoso per il nostro Paese, e c’è chi pensa, al contrario, che l’uscita dell’Italia dalla zona euro è l’unica via d’uscita per far fronte alla grave crisi economica in cui si trova il Paese.

Non si sbagliavano i nostri esperti quando dicevano che l’euro avrebbe innescato una grave crisi dell’economia. E non si sbagliavano neppure quando affermavano che questa valuta sarebbe stata la nostra rovina. Ma questo non è solo il pensiero di economisti ed esperti, è anche ciò che la popolazione condivide appieno.. non è nulla di nuovo !

L’Euro, fin dai primi anni, ha dato prova della sua instabilità. Ricordo la titubanza con la quale accettammo l’entrata in vigore dell’Euro. Ricordo la fatica che fecero gli anziani ad imparare a capire il passaggio dalla lira all’euro. Ma come al solito non c’era spazio per le nostre lamentale, e anche se ci fosse stato non sarebbe servito a nulla… avremmo dovuto accettare comunque il cambio di valuta perché messi di fronte al fatto compiuto.

E come volevasi dimostrare, il dubbio sulla sua effettiva sfortuna si sta rivelando oggi in tutte le sue forme. Il fatto che il potere d’acquisto è diminuito di molte migliaia di euro ne è la prova inconfutabile. Infatti, stando al rapporto dell’Ires-Cgil, in 10 anni, ogni lavoratore ha perso 5 453 euro di potere d’acquisto del proprio stipendio. Dati inquietanti, che ci lasciano col fiato sospeso se pensiamo in maniera pratica che fino al 2000 con 100 mila lire in tasca si comprava il doppio di quello che oggi si può comprare con 100 euro.

Non dimentichiamo, poi, il divario che esiste tra il valore intrinseco di una moneta e il suo valore nominale. Il valore intrinseco, cioè il valore dello strumento usato come moneta, dipende dal valore del bene che compone la moneta (costo di produzione, costo della stampa ecc..). Mentre, il valore nominale è quello che viene riportato sulla moneta, è il prezzo che viene imposto sul mercato indipendentemente dal suo costo di produzione. Il valore intrinseco di una moneta è sempre molto inferiore rispetto a quello nominale.

Nel caso, invece, delle monete coniate con i metalli preziosi, come nel caso dell’oro, tra il valore nominale e quello intrinseco non vi è questa grande differenza perché il metallo conserva il proprio valore nel tempo. Una moneta d’oro è, quindi, più stabile e non soggetta all’inflazione. Ciò si spiega col fatto che alla crescita della moneta equivale, analogamente, una crescita della ricchezza reale, pari o quasi alla quantità di metallo prezioso messo in circolazione con la valuta stessa, per cui l’emissione di moneta con valore intrinseco non subisce l’inflazione, ma è un sicuro riparo da essa. Mentre, monete come l’euro o il dollaro sono fortemente esposte ai rischi inflattivi.

Fino all’800, le monete che circolavano erano coniate solo ed esclusivamente con l’impiego di metalli preziosi. Ma, a partire dal 1971, quando anche il Bretton Woods non riusciva più a reggere il passo del mercato e gli interessi economici si facevano sempre più consistenti, non si stampò più moneta in base alle riserve aurifere della banca, ma la moneta stessa diventò “il valore”. In parole povere, ciò significa che noi acquistiamo dei beni materiali in cambio di una moneta che non ha valore effettivo. Questo valore è stato stabilito dalla banca centrale e accettato nel mercato, ma nella pratica, il suo valore è di molto inferiore al valore nominale. Le banche possono, perciò, stampare moneta nella quantità desiderata, e non più in base alla quantità di oro presente nelle loro casseforti.

Se ci pensiamo bene, tutto questo significa che la moneta attuale ha valore dal momento in cui viene accettata come mezzo di pagamento sulla base della fiducia di chi la riceve come pagamento.

<< La crisi della zona euro sembra aver raggiunto il suo culmine, con la Grecia sull’orlo del default e un’uscita ingloriosa dalla zona monetaria, e ora l’Italia sul punto di perdere l’accesso ai mercati finanziari >>. Sono queste le sconcertanti parole che si leggono nell’articolo di Nouriel Roubini, economista, presidente della Roubini Global Economics e professore di economia alla Stern School Business di New York, pubblicato l’11 novembre su Project Syndicate.

Nouriel Roubini, 52 anni, diventò famoso dopo aver previsto il crollo dei mercati immobiliari negli Stati Uniti, circa 5 anni fa, che ha conseguentemente dato inizio alla crisi internazionale ad effetto catena.

<< Se l’Euro poteva sopravvivere senza la Grecia, stessa cosa non si può dire per l’Italia >> afferma il direttore del centro per gli studi di politica europea, Daniel Gros. << Se c’è un default dell’Italia si rischia che anche altri paesi come Spagna, Portogallo e Francia si trovino in grosse difficoltà >> dichiara ancora Gros. Mentre Roubini è ancora più preciso, e pensa che insieme all’Italia potrebbero affondare addirittura altre due economie insieme a quelle menzionate: quella di Cipro e dell’Irlanda.

Sempre secondo l’attenta analisi del professor Roubini, in Spagna e Irlanda, il risparmio privato è crollato, e una bolla immobiliare ha alimentato il consumo eccessivo. Mentre Grecia, Portogallo, Cipro e Italia, sono andati nel pallone quando l’eccessivo deficit di bilancio ha inasprito i già tanti squilibri esterni.

Ciò che principalmente ha scatenato la crisi dell’Euro è stato il fatto che da quando questa valuta è entrata in circolazione, da circa 10 anni, si è verificato un forte squilibrio tra paesi periferici come l’Italia, l’Irlanda, la Grecia e ancora il Portogallo e la Spagna che hanno avuto più uscite che entrate, cioé hanno speso più dei fondi che detenevano. Al contrario, i Paesi centrali dell’eurozona come Francia, Germania, Olanda e Austria sono stati più prudenti e intelligenti, spendendo meno di quello che effettivamente avrebbero potuto spendere, ed esportando più di quanto importassero. Sono stati, insomma, dei bravi risparmiatori !

Secondo il ragionamento del professor Nouriel, se i Paesi periferici restano intrappolati in una situazione di deflazione di debito elevato ci sarà un default e saranno costretti a optare per l’uscita dalla zona euro. Questo consentirebbe all’Italia e alle altre nazioni di rilanciare l’economia e la competitività sui mercati internazionali attraverso un deprezzamento di nuove monete nazionali.

Diverso è il punto di vista della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha dichiarato a Lipsia, durante il congresso della Cdu, che abbiamo ancora bisogno dell’Unione Europea perché sarebbe la rovina dei paesi che ne fanno parte. << In Germania – dice la Merkel – il 60% delle esportazioni finisce nell’UE da cui dipendono nove milioni di posti di lavoro tedeschi. Se l’Europa crolla, anche la Germania crolla >>. Ma il congresso della Cdu ha pensato bene di votare una mozione in cui è prevista la possibilità per uno Stato di uscire liberamente dall’euro, senza che ciò comporti l’uscita dall’UE.

 

Angela Merkel al congresso Cdu, Lipsia - Immagine di tmnwes.it

Alessia Pinna

La borsa italiana sull’orlo della crisi!

Thursday, November 10th, 2011
I mercati finanziari italiani sono quasi sul punto di non ritorno.

Crollo Borsa Italiana - Novembre 2011 - Immagine di Reggionline.com

 

Ieri, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha dichiarato in un’intervista per Il Corriere della Sera che << il nostro Paese sta attraversando ore veramente drammatiche e se non si pone immediatamente fine a questa situazione rischiamo di non avere più accesso ai mercati finanziari >>. Non avere più la possibilità di accedere ai mercati finanziari significa una cosa molto semplice.. vuol dire che l’Italia non avrà più la capacità di far sottoscrivere i propri titoli di stato. L’Italia rischia davvero grosso e questa volta non è solo un’ipotesi… questa volta si tratta di dati di fatto. << Il nostro debito pubblico è enorme, è il terzo del mondo >> afferma ancora la Marcegaglia (guarda il video Marcegaglia: Paese vive situazione drammatica).

E ha ragione il presidente di Confindustria a dire che l’Italia non può più nascondere la grave crisi in cui versa, sopratutto in queste ultime ore. Siamo dentro un “incubo” o in un “baratro” come lo ha definito in un’altra intervista la Marcegaglia.

FATE PRESTO” si legge a caratteri cubitali sulla prima pagina del Sole 24 Ore di questa mattina. Sembra quasi un urlo di dolore, una richiesta d’aiuto proprio come lo era stato quella famosa frase scritta a grandi caratteri che titolava la prima pagina de “Il Mattino di Napoli”, tre giorni dopo il terremoto del 23 novembre dell’80 in Irpinia, che sconvolse la popolazione seminando morte e distruzione: << FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo e per aiutare chi non ha più nulla >>.

E siamo d’accordo anche noi di LingOro.net !

Bisogna prendere immediatamente delle misure forti e solide per risanare il bilancio pubblico e non far sprofondare il paese in un abisso, il quale si preannuncia uno dei più bui della storia. C’è chi afferma che l’Italia non è la Grecia e che non potremmo mai toccare gli stessi livelli di crisi. Dicono che ce la faremo con l’aiuto e la volontà degli investitori.

Ma, a questo punto, sorge spontanea una domanda: << ma davvero questi saranno disposti a rischiare per una nazione che ormai non vede più luce? >>. Io credo di no! << Crediamo veramente che i risparmiatori che hanno investito il loro capitale in azioni e titoli di stato fino ad ora, rischiando sempre tutto per arrivare oggi e vedere i loro risparmi in bilico tra un’Italia che non riesce a riemergere ed una borsa che è sempre più in rosso, abbiano ancora fiducia verso lo Stato? >>. Pensiamoci bene… 

La discesa del mercato finanziario italiano si misura con il differenziale dello Spread BTP-BUND che ieri ha superato i 575 punti per poi stabilizzarsi oggi sui 550 punti anche grazie all’intervento della BCE. Mentre i titoli pubblici biennali raggiungono un tasso del 7,25%.

Il quadro economico e politico dell’Italia è molto teso. Ieri mattina i giornali annunciavano le dimissioni del Primo Ministro, Silvio Berlusconi, ma tutto è stato smentito dai media durante la sera. Ma non c’è dubbio sul fatto che il governo della destra stia crollando. Ha suscitato grandi polemiche e dissensi la proposta avanzata da Bossi di candidare Alfano come nuovo leader del governo, proposta bocciata anche da uno degli economisti più accreditati nel mondo finanziario, l’americano Nuriel Roubini. Nel cruciverba dei nomi che meglio potevano intrecciarsi col ruolo di nuovi leaders politici sono emersi anche quelli di Letta e Amato, ma sono stati bocciati in tronco.

La fine del governo Berlusconi è segnata anche dalla caduta verticale di Mediaset che ha perso il 12% in seduta finale. La raccolta pubblicitaria è diminuita del 2,9% a 1 876 miliardi. Tra gli altri titoli che vanno in ribasso spinti dall’aumento dello spread spiccano: Intesa San Paolo (-4,25%), Banca Popolare (-5,31%), Unicredit Banca (-6,81%) e BPM (-6,11%) insieme a Mediobanca (-4,29%), Mps (-4,92%) e Generali (-3,63%). 

Questa mattina, al Colle, ha echeggiato la voce del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non ha dubbi sulle dimissioni di Berlusconi e esprime la volontà di formare un nuovo governo tecnico a breve, nominando subito dopo senatore a vita l’economista Mario Monti, un uomo di cui si parla da giorni come l’unico in grado di tenere le redini del nostro paese. Il voto in Senato è previsto per venerdì mentre sabato pomeriggio si presume la chiusura della questione sulle varie misure economiche da adottare. Il premier Berlusconi si dimetterà domenica e già da lunedì conosceremo le linee principali del nuovo governo tecnico.

Ma chissà se un governo tecnico messo in piedi in così poco tempo sarà davvero la salvezza degli italiani !

Ci chiediamo, inoltre, quanto ancora gli italiani dovranno pagare le conseguenze di questa crisi?

I nostri esperti sono scettici sotto questo punto di vista e credono nel fatto che l’economia italiana si trovi in un punto di non ritorno, a meno che non si riesca a convincere la BCE a stampare altra moneta, ma in questo caso il nostro debito continuerebbe a salire aggravando ancora di più la drammatica situazione in cui ci troviamo. Non dimentichiamoci che quella piccola fiamma di speranza rimasta accesa fino a pochi giorni fa sulla ripresa a breve termine dell’economia italiana si è spenta quando il nuovo ed ulteriore differenziale dello spread ha aggravato i conti di 4 miliardi. Come se non bastasse sono già state adottate delle pesanti misure di ripresa con oltre 14 miliardi di tagli all’assistenza e altri 14 alle agevolazioni fiscali.

In questo contesto è chiaro che gli investitori non hanno più fiducia nelle banche e nelle borse.

E’ in un periodo di deriva finanziaria e psicologica come questo che l’oro si rafforza e resta l’unico vero valore rifugio per coloro che vogliono tenere al sicuro i propri risparmi. L’oro fisico al momento è l’investimento più sicuro che possa esserci. Ovviamente, le monete d’oro sono la spesa consigliata in momenti come questi perché sono facili da reperire e altrettanto facili da rivendere. Con l’aggravarsi della crisi, le monete d’oro sono un porto di ancoraggio per i risparmiatori poiché sono tangibili e possono essere controllate direttamente dal possessore, a differenza di un investimento in borsa che è virtuale o un capitale versato in banca che è sottoposto a tassazioni ed imposte! 

La borsa trema, l’oro no!

Cari lettori di LingOro.net, vi terremo informati sulle prossime evoluzioni della situazione…

Alessia Pinna