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Archive for September, 2011

Il Gold Standard e il Gold Exchange Standard

Friday, September 30th, 2011
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Il Gold Standard è il sistema monetario in cui l’oro funge da equivalente generale e viene usato in modo diffuso come moneta corrente. Tale sistema venne adottato dall’Inghilterra nel 1816-21 quando, dopo le guerre napoleoniche, decise di stabilire la convertibilità della cartamoneta in oro. La coniazione era libera e l’oro, sia sotto forma di moneta sia sotto forma di oro grezzo, poteva essere importato ed esportato liberamente. Tuttavia, il tasso di cambio fra le monete delle diverse nazioni rimaneva più o meno stabile poiché poteva variare solo entro una parità fissa che garantiva sia la stabilità stessa dei cambi sia l’equilibrio continuo degli scambi internazionali.

Si possono distinguere tre casi: nel primo caso, l’oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea); nel secondo caso, viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro); infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo in maniera parziale poiché il valore della quantità di banconote emesse risulta un multiplo dell’oro posseduto dallo Stato (circolazione cartacea convertibile parzialmente in oro).

Successivamente, altri paesi seguirono il modello inglese del Gold Standard: la Germania nel 1872 e gli USA nel 1900. Invece, altri grandi Paesi consideravano l’argento come moneta principale, con o senza quella d’oro, e quest’ultima divenne la forma prevalente di denaro mondiale solo intorno agli anni ’60 del XIX secolo. In maniera formale lo divenne esattamente nel 1867 nel corso di una conferenza tenutasi a Parigi. Questa scelta non fu condivisa da molti paesi asiatici, che rifiutarono di estromettere l’argento con l’oro.

Con l’avvento della prima guerra mondiale il sistema aureo cessò di esistere come sistema completo e sviluppato. A questo seguì un periodo di forte instabilità economica. Nel 1913 USA, Gran Bretagna e Francia detenevano il 62% della circolazione monetaria mondiale aurifera (vale a dire 3.500 tonnellate), seguite da Germania e Russia con circa il 7%. Sempre nello stesso anno le tre maggiori potenze mondiali incidevano sulle riserve centralizzate annuali per il 51%, di cui la più cospicua era quella degli USA con 1.900 tonnellate, seguiti dalla Russia con 1.200 tonnellate e dalla Francia con 1.000 tonnellate.

Per quanto riguarda i quantitativi di oro estratto annualmente i principali paesi erano il Sudafrica, gli USA, l’Australia e la Russia. Tuttavia, gli USA mantennero il sistema del Gold Standard fino al 1933 e, cioè quando fino al momento in cui Roosvelt impedì la convertibilità del dollaro in oro, mentre la Francia, l’Inghilterra e altri paesi cercarono di ripristinarlo in forma incompleta dopo la prima guerra mondiale. Fu solo negli anni ’30 del XX secolo che il Gold Standard venne soppresso in tutti i paesi capitalistici e nella circolazione monetaria interna non venne più ripristinato.

Lo scambio di tutti i tipi di denaro con l’oro al valore mondiale veniva assicurato dalle banche centrali, che detenevano le riserve aurifere nazionali le quali, nel 1913, ammontavano a 6,8 miliardi di dollari a livello mondiale. Queste banche non detenevano delle riserve in dollari reali. Infatti, tutte le riserve erano in sterline, giacenti nelle banche londinesi.

Fino alla prima guerra mondiale la stragrande maggioranza dei metalli auriferi veniva impiegata per battere moneta circolante, mentre un’altra quantità del tutto identica finiva nei depositi delle Banche Centrali e del Tesoro, coprendo sia i crediti che le banconote.

Il contenuto aureo di ogni moneta restava sempre lo stesso per molto tempo e veniva fissato dalla legge. Per fare alcuni esempi: quello della sterlina era di 7, 322 grammi di oro puro; quello del dollaro era di 1, 505 grammi perciò la parità della sterlina in dollari era di 4, 867.

La Gran Bretagna, nel 1925, ritornò al sistema ante bellico, seguita nel 1927 dalla Francia, e le banche centrali affiancarono alle riserve auree alcune valute convertibili (sterline, dollari, franco francese, eccetera) dando vita al Gold Exchange Standard. Con il nuovo sistema alcune monete furono dichiarate direttamente convertibili in oro, mentre altre (come la lira italiana) non lo erano, ma erano direttamente convertibili in monete chiamate pregiate e che potevano essere convertibili.

Nel 1944, sotto il volere degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentati di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.) e venne fissato il prezzo del metallo a 35$/oz. Con questo prezzo gli USA s’impegnarono ad acquistare oro da chiunque ed a venderlo solo alle banche centrali.

Ogni paese fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta internazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro, o in maniera indiretta, il dollaro. Il primo paese a legalizzare la negoziazione di oro fu la Francia nel 1948, seguita dalla Svizzera nel 1951. La Svizzera non aveva vincoli né all’importazione né all’esportazione. In seguito, nel 1954, il mercato di Londra riprese la sua attività e, intorno agli anni ’60, ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda e offerta. Questa fu la conseguenza della grave crisi del dollaro che indusse diversi operatori a forti acquisti di oro. Era la prima volta nella storia che l’oro assumeva il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.

La nascita ufficiale del mercato dell’oro si fa risalire al 17 marzo 1968, giorno in cui il prezzo dell’oro veniva per la prima volta determinato dall’offerta e dalla domanda. Il 15 agosto 1971 l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e così crollava uno dei punti cruciali enunciati nel Bretton Woods. Più in là, Nixon svalutò due volte la parità del dollaro nei confronto dell’oro. Visto che il dollaro non era più convertibile in oro i diversi governi europei chiesero agli USA che il mercato ufficiale dell’oro venisse abolito, cioè avere la parità del dollaro rispetto all’oro per poter vendere oro sul libero mercato. L’abolizione ufficiale del prezzo dell’oro e quindi del doppio mercato del metallo si ebbe nel 1967 per volere dei Paesi aderenti al F.M.I.

 

Alessia Pinna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché investire nell’oro fisico?

Wednesday, September 28th, 2011

Se avete intenzione d’investire i vostri risparmi in modo facile ed intelligente il metodo più sicuro è quello di acquistare oro fisico. Investire nell’oro fisico è la scelta migliore per tutti coloro che muovono i primi passi nel mercato dell’oro e per coloro che intendono trarre un cospicuo beneficio e vogliono fare un buon investimento senza rischiare di vedere persi i propri risparmi.

Grazie alla Legge 17 gennaio 2000, n. 7, che regolamenta la compravendita e il possesso d’oro greggio da investimento nello Stato italiano, la legislazione nazionale è stata adeguata alle direttive dell’Unione Europea (Direttiva 98/80/CE del 12 ottobre 1998) che permette ai residenti di acquistare e vendere oro grezzo da investimento esente da IVA.

Fino al 2000 i residenti potevano acquistare oro greggio destinato alla lavorazione industriale o per uso industriale, e l’acquisto o la rivendita di oro grezzo all’estero (D.P.R. 148/1988 ; Legge 599/1986). Con la legge del 7/2000 il monopolio dell’oro da parte dell’Ufficio Italiano Dei Cambi, che era già in vigore dal 1945, viene abolito permettendo, così, ai residenti in Italia di comprare e vendere oro greggio da investimento.

Per chi vuole investire sul lungo, ma anche sul breve termine, acquistare oro è la cosa più conveniente per chi ha intenzione di diversificare il proprio portafoglio, ma anche per chi desidera assicurarsi contro l’eventualità di una crisi monetaria internazionale.

Monete d'oro

Il metodo più tradizionale per investire sull’oro è sempre stato quello di comprare le monete d’oro. Questa soluzione garantisce di avere in mano il metallo prezioso, e quindi il pieno possesso e il controllo diretto su di esso. Attraverso questa pratica ci si mette al riparo da un possibile crack monetario a livello globale.

Le monete d’oro sono degli oggetti standard facilmente scambiabili e reperibili, ma non solo, esse sono anche liquidabili in ogni parte del mondo. Infatti, in qualunque posto voi vi troviate, avrete sempre la sicurezza di trovare un acquirente disposto a comprare le vostre monete d’oro.

Se consideriamo, poi, che i massimi a ridosso dei 900$/oz del 1980 corrispondono oggi a 2 500$/oz ci rendiamo conto che gli spazi di crescita del metallo giallo sono molto alti. Nonostante l’alto costo rappresentato dallo spread bik ask offerto dai diversi negozi di numismatica, che può arrivare massimo al 20-25%, i risparmiatori sono comunque spinti all’acquisto di monete d’oro perché è il bene rifugio per eccellenza ed è una sicura assicurazione contro inflazione, caduta delle borse e gli eventi estremi che possono colpire il mercato economico.

Le monete che LingOro.Net vi consiglia di acquistare sono quelle che hanno un valore numismatico pari a zero come nel caso del Krugerrand del Sudafrica, che non viene apprezzato tanto per la sua bellezza e il suo design, ma per la concentrazione di metallo giallo all’interno della moneta, al contrario di monete come l’American Eagle o la Saint Gaudens che sono più rare e più belle in fatto di design e perciò il metallo che contengono non viene valutato tanto quanto quello contenuto nel Krugerrand. Pensate che il Krugerrand più comune è quello da un’oncia per ogni moneta, che pesa di fatto 1, 0909 once troy e la purezza del suo contenuto d’oro è del 91, 67% (Per saperne di più Il Krugerrand: moneta d’oro a livello mondiale).

E’ largamente diffusa la convinzione che l’acquisto di oro sia riservato solo a chi possiede un ricco portafoglio o un grande capitale. Questo è sbagliatissimo! Infatti, l’acquisto di oro è alla portata anche di capitali molto piccoli e portafogli più o meno modesti, può essere frazionato nel tempo in lotti di piccola entità (simile ad un vero e proprio piano di accumulo) e garantisce un costo/oncia molto interessante vista la produzione di migliaia e migliaia di pezzi.

Oltre all’acquisto di monete d’oro un altro metodo interessante per investire sul metallo giallo è quello dei lingotti. Come già detto all’inizio di quest’articolo, grazie alla liberalizzazione del mercato italiano dell’oro e l’abolizione dell’IVA introdotti dalla legge 7/2000 i privati hanno avuto libero accesso all’acquisto e alla rivendita di lingotti da investimento, cosa che fino a quel momento era interdetta al grande pubblico. Rispetto alle monete d’oro, i lingotti hanno una minore liquidabilità, ma sono comunque molto economici (al crescere del peso diminuisce l’incidenza delle spese di produzione). Oggi, i lingotti si possono trovare in una grande varietà di pesi e dimensioni che vanno da un grammo a 400 once troy (le dimensioni del lingotto scambiato a livello internazionale secondo la certificazione London Good Delivery).

Il lingotto d’oro è considerato un “prodotto grezzo” e non semilavorato come si potrebbe pensare. Questo perché ha una particolare conformazione in cui vengono confezionati i metalli. I lingotti possono avere forme differenti (quadrata, rettangolare, poligonale, cilindrica, eccetera) a seconda dei diversi processi a cui vengono sottoposti. Si definiscono lingotti piccoli quelli con un peso pari a 1 000 grammi o inferiore. Secondo gli esperti del settore esistono 94 produttori e marchi accreditati di lingotti d’oro distribuiti in 26 paesi diversi, che tutti insieme producono 400 tipi di lingotti standard contenenti di norma il 99,5% minimo di oro puro.

Comprare oro nel 2011 sembra essere davvero l’imperativo per un investitore vista l’ascesa del prezzo del metallo giallo. L’oro è da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza sia durante i processi inflattivi sia come riparo dalla crisi e nessun metallo può essere considerato più prezioso di questo (per approfondire L’oro e le sue caratteristiche: perché l’oro non è un metallo come tutti gli altri?). Le sue caratteristiche principali e fondamentali (duttilità, malleabilità e tenerezza) gli garantiscono il primato assoluto da tempi immemorabili.

Come e quando viene fissato il prezzo dell’oro?

Il prezzo dell’oro viene fissato due volte al giorno, alle 10h30 e alle 15h00, dalla London Bullion Market Association (LBMA) a Londra durante il cosiddetto London Fix Gold, che è una sorta di asta dove i cinque membri della LBMA contrattano il prezzo dell’oro, ma il prezzo che verrà imposto nel mercato mondiale è quello che viene deciso alla sessione delle 15h00.

Durante un’interessante intervista della CNBC, uno dei maggiori imprenditori e investitori degli Stati Uniti nonché docente universitario, analista finanziario e autore di molti libri del settore, Jim Rogers ha spiegato che il prezzo dell’oro continuerà a salire e che arriverà a toccare, addirittura, una quota che supererà i 2 000$ l’oncia entro pochi anni. Una notizia del genere ci fa riflettere ed è ancora più accreditata perché viene detta da un grande esperto del mercato come Jim Rogers, ma anche perché all’inizio del mese di settembre questa cifra è stata sfiorata e si pensa possa arrivare a toccare molto più di 2 000$ l’oncia entro pochissimo tempo.

Dovete fare un regalo? Regalate una moneta d’oro!

Avete mai pensato di regalare ad una persona cara delle monete d’oro al posto dei soliti regali?

Le monete d’oro sono un regalo molto originale, facilmente reperibili sul mercato anche a bassi costi per chi intende comprarla e poi regalarla, facile da rivendere per la persona a cui verrà donata. Oggi come oggi, un numero sempre maggiore di persone decide di regalare le monete d’oro ad una persona cara e, magari, per chi ha un amico o parente che ama collezionare le monete o è appassionato di numismatica potrebbe essere un regalo inaspettato e a cui poche persone pensano. La persona che lo riceverà non potrà non rimanere soddisfatta perché sarà contenta di aggiungere un altro pezzo alla sua collezione e, poi, perché potrà usufruire del vostro regalo per conservare i propri risparmi e, magari, rivenderla in tempo di crisi. Con il passare del tempo, la moneta acquisterà sempre più valore e, un domani, la persona a cui l’avrete donata, potrà rivenderla e trarne una grossa somma in denaro.

Possedere dell’oro al momento giusto, che sia in moneta o in lingotti, è una garanzia anti-crisi e una risorsa che può facilmente essere scambiata e rivenduta. In altre parole, possedere dell’oro equivale ad avere un asset in grado di accrescere il proprio valore velocemente nel momento in cui gli altri asset, comprese le valute, lo perdono. Insomma, l’oro fisico garantisce importanti profitti. Questo possiamo capirlo meglio seguendo l’evoluzione storica del valore d’acquisto degli investimenti in oro. Nei cinque anni immediatamente successivi alla crisi della borsa del ’29, il valore d’acquisto degli investimenti in oro crebbe di 17 volte. Negli anni ’70, di 15 volte.

La fiducia nelle banche tradizionali viene sempre meno. Il mercato della borsa è incerto e instabile. La crisi economica sta portando il mercato internazionale sulla via del non ritorno. In mezzo a questa tempesta e questo buio in cui sta entrando il mercato finanziario ed economico l’unica via d’uscita che può far luce e assicurare un futuro “d’oro” sembra essere proprio l’oro fisico. Potete controllarlo direttamente, avete la possibilità di averlo tra le mani senza farlo passare sotto il monopolio delle banche, potete gestirlo voi come più vi piace rivendendolo al bisogno o, per i più razionali, facendolo fruttare nel tempo e traendone beneficio al momento giusto.

Acquistare dell’oro è diventato facilissimo e molto pratico grazie anche ad internet e agli scambi tra internauti. Ci sono diversi siti molto affidabili, tra cui www.lingold.com, un sito pratico ed affidabile per acquistare il metallo giallo.

Noi di LingOro.Net non ci stancheremo mai di dirvi che l’acquisto di oro fisico, che siano monete o che siano lingotti, è sicuro, facile e e conveniente ed il metodo più semplice e tradizionale che ci sia per investire i vostri risparmi e diversificare il vostro portafoglio.

 

 

Alessia Pinna

 

Il Krugerrand: moneta d’oro a livello mondiale

Saturday, September 24th, 2011

Il Krugerrand è la moneta più conosciuta e più ricercata al mondo fin dagli anni ’70 per il suo valore e la sua particolarità. Il suo nome deriva dal ritratto di Paul Kruger riportato al dritto, mentre al rovescio vi è raffigurata una gazzella (springbok) che è, come saprete, uno dei simboli nazionali del Sudafrica. Il Krugerrand è, infatti, una moneta d’oro sudafricana coniata per la prima volta nel 1967 con l’obbiettivo principale di sostenere sul mercato l’oro sudafricano. In principio, non venne inteso come una vera e propria valuta, ma ben presto diventò mezzo di pagamento legale nel Sudafrica.

Krugerrand - il dritto con il profilo di Paul Kruger

Paul Kruger, l’uomo raffigurato al dritto, era un uomo di politica che ricoprì, anche, la carica di presidente della Repubblica del Transvaal dal 1883 e il 1902. Egli riuscì a negoziare la completa indipendenza del Transvaal. E’ per questo che il suo volto è impresso in questa moneta. Egli, è infatti, considerato come un’icona nell’Africa del Sud. L’origine del nome della moneta KrugerRand è quindi dovuto a Kruger e al Rand che è il nome della valuta ufficiale del Sudafrica. Il Rand esiste fin dalla sua indipendenza, vale a dire dal 1961 e, il suo nome deriva dal Witwatersrand, che significa “spartiacque d’acqua bianca” in Afrikaans, dove nell’800 si concentrò la corsa dell’oro africana.

Nella moneta Krugerrand viene indicato anche il nome Suid-Afrika/South-Africa insieme con il valore nominale in afrikaans e in inglese.

Il Krugerrand fu la prima moneta lingott0 ad essere trattata al valore di mercato del suo effettivo contenuto in oro. E non solo, il Krugerrand è stata anche la prima moneta a contenere un’oncia di oro fino ad essere destinata a costituire uno strumento per il possesso legale dell’oro da parte di privati. Una simile caratteristica fece di questa moneta un’alternativa all’acquisto di lingotti meno facile da manipolare o convertire in denaro. Da quel momento in poi, la moneta conobbe una grande diffusione sopratutto negli Stati Uniti d’America, agli esordi del 1970, in un’epoca in cui la detenzione di lingotti era vietata al grande pubblico, ma permetteva il possesso di monete d’oro straniere.

La differenza tra un Krugerrand e le altre monete d’oro precedenti, come ad esempio la britannica Gold Sovereign, stava nel fatto che il valore nominale della prima, come già detto, rimaneva quello effettivo del suo contenuto in oro, mentre quello della britannica poteva variare anche in maniera lieve dal valore dell’effettivo contenuto di oro. Capiamo bene, allora, che il Krugerrand diventò un investimento interessante per i risparmiatori statunitensi.

Il Krugerrand d’oro subì, tuttavia, un periodo di boicottaggio negli anni ’70 e ’80 in diversi Paesi dell’Occidente, a seguito delle sanzioni contro il Sudafrica durante l’apartheid. La circolazione di questa moneta venne, poi, riammessa nel periodo compreso tra il 1990 e il 1994.

Inizialmente, il Krugerrand veniva venduto con una commissione del cinque per cento sul valore totale del suo contenuto in oro e veniva coniato in un unico taglio, quello dell’oncia, vale a dire 31, 1035 grammi di oro fino. Oggigiorno, la sua coniazione viene effettuata su diversi tagli e così anche la commissione che è solamente dell’uno per cento sul prezzo di mercato dell’oro.

E’ stato stimato che nel periodo tra il 1967 e il 1969 sono state coniate circa 40 000 monete all’anno presso la Zecca di Pretoria e nel 1970 la quantità di Krugerrand in circolazione è salita a 211 018 monete. Una cifra esorbitante per il periodo! Ma è nel 1974 che la cifra di monete coniate supera il milione con 3,2 milioni di monete, mentre il record assoluto viene raggiunto nel 1978 con sei milioni di Krugerrand coniati.

La produzione di Krugerrand ha rallentato in seguito alle sanzioni anti-apartheid e ha raggiunto il suo record in negativo nel 1995 con 8 285 monete da un’oncia. Il punto più basso di conio dell’intera serie di Krugerrand è stato registrato nel 1998 con 23 277 monete. E’ solo nel 2000 che si assiste, finalmente, ad una ripresa dei livelli di produzione della moneta Krugerrand e, anche se i livelli di coniatura non hanno mai sorpassato quelli degli anni ’70 e sono diminuiti di un quarto, il Sudafrica rimane comunque il maggior produttore di oro di tutto il mondo. Infatti, continua a produrre oro, garantendone la qualità, il peso e la purezza tramite un certificato emesso per ogni singola moneta.

Krugerrand - Il rovescio con la gazzella (springbok)

Nel 1980 vennero introdotti nel mercato altri tre tagli, da 1/2 , 1/4 e 1/10 di valore. In totale, sono stati coniati 54, 5 milioni di pezzi.

Il krugerrand più comune, quello da un’oncia per ogni moneta, pesa di fatto 1, 0909 once troy. La purezza del suo contenuto d’oro è del 916,67% (che corrisponde a 22 carati nel settore della gioielleria) il che indica che ogni moneta d’oro contiene esattamente un’oncia troy di oro, mentre il resto è composto da rame.

Perché è sicuro acquistare dei Krugerrand?

Grazie all’enorme successo riscontrato dalle monete Krugerrand intorno agli anni ’70 – ’80, altri paesi produttori di monete d’oro furono spinti a coniare delle monete d’oro proprie, come il Canada con il suo Maple Leaf, gli Stati Uniti con la Gold Eagle e l’Australia con il suo Nugget. Ma mai nessuna di queste monete è riuscita a superare il Krugerrand e rimane, tutt’oggi, la moneta preferita da chi investe in oro e chi tiene d’occhio i costi.

Vediamo insieme il perché del successo della moneta sudafricana:

  • Il Krugerrand viene coniato in così grandi quantità che non rischierà mai di sparire dalla circolazione o di diventare scarso. Per fare un esempio, negli ultimi 40 anni la Rand Refinery ha prodotto e immesso sul mercato circa 54 milioni di monete Krugerrand d’oro.
  • Il Krugerrand non è ammirato per la sua bellezza e il suo design tra i collezionisti di monete d’oro, a differenza ad esempio dell’American Eagle e del Saint Gaudens. E’ proprio grazie alla mancanza di rarità di questa moneta d’oro che per chi investe o ha intenzione d’investire in monete ogni oncia d’oro contenuta in un Krugerrand è il più simile possibile all’oro da investimento.

State attenti alle truffe cosiddette dei “Krugerrand d’argento” !!!

Alcuni siti internet offrono i “Krugerrand d’argento”, ma non esiste alcuna cosa definibile legalmente come “Krugerrand d’argento”. Sono, perciò, monete non ufficiali perché non prodotte o specificate dalla Zecca (South Africa Mint) o dal governo del Sudafrica. Possono essere delle semplici monete di scambio tra collezionisti, ma non hanno alcun valore legale!

 

Alessia Pinna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’oro e le sue caratteristiche particolari: perché l’oro non è un metallo come tutti gli altri?

Thursday, September 15th, 2011

L’oro, da sempre considerato il “bene rifugio” per eccellenza, non è un metallo come tutti gli altri. Le sue caratteristiche e proprietà fisiche fanno di questo metallo il bene più prezioso rintracciabile in natura. E’ un ottimo conduttore elettrico e di calore: viene fuso alla temperatura di 1.064°C. La sua densità (o peso specifico) è di 19,3 gr/cm3 e gli unici metalli che pesano più dell’oro sono i metalli del gruppo del platino. Non può essere intaccato ne dall’aria ne dalla maggior parte dei reagenti chimici. Può essere laminato in fogli sottilissimi con spessore fino ad un decimillesimo di millimetro, attraverso i quali filtra una luce verde e può essere tirato in fili così sottili che, con un solo grammo, si possono superare i 3 km di lunghezza.

Allo stato puro è incorruttibile, per questo non arrugginisce, è omogeneo, inalterabile, eterno e può essere trasportato molto facilmente. E’ stato da sempre un materiale con un’elevata facilità di coniazione di monete e di produzione di ornamenti e gioiello. L’oro si trova dappertutto ed è molto spesso mescolato a una ventina di minerali differenti. E’ reperibile in qualsiasi terreno, nella ganga, nell’acqua del mare, ma nella maggior parte di casi il suo tasso di concentrazione è molto modesto. In media, una tonnellata di crosta terrestre contiene, stando ad alcuni calcoli, 4 milligrammi di metallo giallo. Secondo altri calcoli, per ottenere un’oncia d’oro, che equivale a 31,1035 grammi, è necessario asportare oltre circa 5 tonnellate di roccia.

L’oro è un metallo molto tenero ed è proprio per questo motivo che non è possibile fare dei gioielli in oro puro al 100%. Questi si consumerebbero con rapidità. L’oro lega con moltissimi altri metalli: col rame, con il ferro, con l’alluminio, col platino e col bismuto. Legato con questi metalli, l’oro garantisce una resistenza meccanica impeccabile. In base al metallo con cui viene legato assume differenti gradazioni di colore: legato col rame è rossastro, con il ferro è verde, con l’alluminio violaceo, col platino è bianco, col bismuto e l’argento è nerastro.

Le leghe possono variare sia in funzione dei metalli che vengono associati all’oro sia in funzione della quantità di oro impiegata. Il rapporto tra la quantità d’oro e quella degli altri metalli presenti nella lega viene indicato col nome di “titolo”.

Il titolo è espresso in millesimi, è la quantità d’oro che troviamo nella lega, di cui è composto il gioiello in millesimi per grammo.

In commercio, sul mercato mondiale, grazie alle sue notevoli proprietà elettriche e allla sua inerzia viene largamente utilizzato nelle industrie elettriche, elettroniche e nelle costruzioni dei mezzi spaziali.

I motivi per cui s’investe nell’oro sono rimasti sempre gli stessi:

  • Bene rifugio
  • Riserva di valore a lungo termine
  • Alto tasso di liquidità
  • Alta diversificazione

L’oro resiste sia in tempi di crisi che in tempi di prosperità. Con l’aggravarsi della crisi finanziaria e la scarsa affidabilità delle borse, oggi, il mercato dell’oro sembra essere l’unico stabile e indistruttibile. L’oro riesce a conservare il proprio valore nel tempo, a differenza di molte altre valute come il dollaro U.S.A e altre materie prime che hanno perso spesso il loro valore. Questo perché l’oro non viene direttamente influenzato dalle politiche economiche di ogni singola nazione e non può essere ripudiato o congelato come avviene, invece, con alcuni beni cartacei. Inoltre, l’oro ha una caratteristica molto importante che è quella di essere uno tra i beni mondiali economici maggiormente “liquidi”. Può essere, infatti, venduto 24 su 24 in uno o più mercati in tutto il mondo, cosa non possibile per altri tipi d’investimento inclusi i titoli e le azione delle maggiori società o enti mondiali. Possiamo aggiungere anche che le commissioni sulla compravendita dell’oro sono comparabili a quelle di azioni e di obbligazioni ed il tempo necessario per eseguire operazioni sia sull’oro che su azioni od obbligazioni è praticamente lo stesso.

Viste le quotazioni dell’oro in quest’ultimo periodo vale la pena dire che questo è il momento migliore per investire sull’oro e vendere quello che avete!

 

 

Il premio delle monete d’oro spiegato ai principianti

Thursday, September 8th, 2011

Il prezzo delle monete d’oro non è un prezzo fisso, ma varia in base a diversi fattori. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è il premio delle monete d’oro?

Il premio delle monete d’oro è la differenza che intercorre tra il prezzo del metallo prezioso contenuto in una moneta e il suo valore di mercato (vedi anche Cos’è il premio delle monete d’oro?)

Questo spiega perché una moneta Vittorio Emanuele II potrebbe avere un valore in oro pari a 300 euro ed essere negoziata per 330 euro, in un dato momento X. La differenza di prezzo viene espressa in percentuale. Quindi, in questo caso, avremmo un 10% di spread. Questa differenza di prezzo è chiamata, appunto, premio delle monete d’oro.

Quali sono i fattori che determinano il Premio?

Vediamo insieme quali sono i fattori determinati nel premio delle monete d’oro:

La fabbricazione: più le monete sono piccole e difficili da riprodurre e più il premio aumenta e ,viceversa, più le monete sono grandi e facili da riprodurre e più il premio diminuisce.

La speculazione: il premio dipende dalle fluttuazioni del mercato, cioè dalla domanda e dall’offerta. In un periodo in cui si vendono molte più monete di quante se ne comprano, il premio sarà nullo o lievemente in negativo (in questo caso le monete vengono fuse se la loro qualità è mediocre). Al contrario, nel momento in cui la domanda è forte il premio sale vertiginosamente. Per questo motivo, il premio è un efficace indicatore dello stato dell’offerta e della domanda, del potenziale di quest’ultima e anche delle azioni da intraprendere. Un premio nullo, negativo o debolmente positivo deve motivare l’acquisto mentre un premio che si aggira intorno al 70% e l’80% deve spingere immediatamente alla vendita delle monete.

La conservazione: una moneta di qualità che non è usurata e non presenta tracce di manipolazione manterrà completamente il suo premio. Se la moneta è, invece, particolarmente rovinata ed in cattive condizioni (impronte digitali, rigature, usura a causa di sfregamento ecc..) porterà ad una detrazione dal 4% al 10% causando un premio negativo. In questi casi le monete vengono fuse e rivendute al prezzo del metallo prezioso.

La collezione: alcune monete sono più rare grazie alla loro coniatura in tante piccole parti o grazie a caratteristiche particolari legate a dei criteri di rarità numismatica.

La posizione geografica: le monete d’oro non vengono ricercate in ugual modo in tutte le nazioni. Infatti, in Francia o in Russia, la moneta Vittorio Emanuele II non sarà conosciuta come in Italia, così come la moneta Napoleone non è richiesta in Italia così come lo è in Francia, a differenza di una Krugerrand o di una Sovrana che hanno una ramificazione internazionale.

Per la valutazione dello stato di conservazione, si utilizza una scala di valore su cinque livelli. Questo è uno dei punti principali per la quantificazione del valore delle monete d’oro (vai all’articolo lo stato di conservazione delle monete d’oro):

B = Bello: la moneta è liscia e poco leggibile;

MB = Molto Bello: la moneta è molto usurata e se i rilievi originariamente erano poco rilevati alcune parti dell’esemplare possono non essere leggibili;

BB = Bellissima: la moneta in questo caso ha circolato e ha evidenti tracce d’usura che ne hanno già intaccato il bordo, il rilievo ed il disegno. Può avere colpi su bordo, ma non deturpanti;

SPL = Splendida: si tratta di una moneta che ha circolato pochissimo e presenta leggere tracce di circolazione. Tutti i rilievi sono ancora nitidi ma può avere piccoli colpetti sul bordo dovuti al contatto con altre monete;

FDC = Fior di Conio: è da considerarsi il più alto grado di valutazione. La moneta in questo caso non presenta alcun segno di circolazione e conserva la sua brillantezza originale, anche se può capitare di ritrovare su di essa un esiguo numero di piccoli segni dovuti al contatto con le altre monete durante le fasi della produzione.

Per la valutazione del grado di rarità, si utilizza una scala di valore su sette livelli:

C: comune;

NC: non comune;

R: raro;

R2 (RR): molto raro;

R3 (RRR): rarissimo;

R4 (RRRR): estremamente raro;

R5 (RRRRR): conosciuto solo in alcuni esemplari.

Altre nozioni utili:

Il premio di fondo: si tratta della differenza media che si osserva in tempi normali, al di fuori dei periodi di crisi, ad esempio.

Differenziale del premio: si tratta della differenza tra il premio di fondo e il premio più alto che si è osservato sulla moneta. Questa cifra indica qual è il potenziale effetto leva nel contesto di vendita delle monete d’oro.

Acquistare delle monete d’oro, in questo momento, è la cosa più sicura per mettervi al riparo dall’inflazione. Investire nell’oro è un formidabile potenziale in crescita. In qualsiasi parte del mondo voi vi troviate, in Cina, nei Paesi del Medio Oriente, in America, in Russia, in Europa, ecc, troverete sempre chi è disposto a vendervi o a compare il vostro oro. Questo perché è un sicuro rifugio economico, tangibile, unico e raro. Inoltre, comprare monete d’oro è sempre stato, e rimane tutt’ora, il metodo più tradizionale per acquistare il metallo giallo. Con l’aggravarsi della crisi sempre più risparmiatori scelgono di avere l’oro fisico nelle proprie mani, in modo da avere il pieno controllo diretto sui propri risparmi.

Se consideriamo che i massimi a ridosso dei 900 $/oz del 1980 corrispondono oggi ad almeno 2000 $/oz, gli spazi di crescita di questo metallo prezioso sono così ampi ed evidenti da rendere appetibile, anche per i più scettici, l’opzione di buttarsi a capofitto nell’acquisto di oro fisico. L’acquisto di monete è alla portata anche di chi possiede capitali molto piccoli, può essere frazionato nel tempo in lotti di entità anche molto modesta e garantisce un costo/oncia interessante grazie alla produzione di migliaia e migliaia di pezzi.

Come avrete ben capito dal contenuto di quest’articolo, la cosa migliore da fare è prendere l’occasione al volo! L’oro continua a salire di settimana in settimana… Carpe Diem!

Alessia Pinna

Campi, foreste e vigne: l’investimento nei terreni è un serio concorrente dell’oro?

Tuesday, September 6th, 2011

Investire nella terra, tra vigne, foreste e case di campagna è una buona idea? Quali sono i vantaggi e gli inconvenienti di questo tipo d’investimento e, sopratutto, può essere un’alternativa all’oro?

LingORO.net fornisce queste informazioni per voi.

Investire nelle vigne: un investimento di passione, ma a lungo termine!

  • Il mercato delle vigne

Dopo l’abbassamento dei prezzi del mercato della vigna dal 2005-2006, l’occasione d’investire in una vigna può essere allettante. Da circa trent’anni, il mercato della vigna ha conosciuto un ribasso, e negli ultimi tempi il prezzo a ettaro non è mai stato così basso. Se a prima vista, investire nel mercato del vino sembra essere un affare appetibile, questo progetto necessita tuttavia di un grande lavoro per un debole rendimento, di pazienza e di plusvalore sul lungo termine.

  • Il prezzo di un vigneto

Il prezzo di un vigneto dipende da diversi parametri: il luogo, la denominazione, la classificazione della proprietà, la reputazione del vino, il numero di vigne per ettaro, la qualità del terreno e il metodo di coltivazione. Bisogna ugualmente mettere in conto le spese per l’attrezzatura, l’analisi del suolo, il trattamento delle vigne, la manutenzione e l’imbottigliamento.

  • I diversi investimenti

Ci sono due possibilità per investire in un vigneto: comprare una tenuta o semplicemente delle parti tramite un’ Associazione Fondiaria Viticola, che consiste nel diventare coproprietario di un terreno gestito da un viticoltore. Questa seconda opzione è molto vantaggiosa per chi ha poco tempo a disposizione e vuole mantenere la sua abituale attività.

  • Le difficoltà nell’investire in una vigna

Occorre contare tra 5000 e 40000 euro per aderire a un’ Associazione Fondiaria Viticola, e tra 1 e 3 milioni per l’acquisto di un terreno di grandezza media. Questi prezzi variano in funzione della misura e della reputazione del terreno. E’ quindi primordiale avere un serio budget di base! Il guadagno non è immediato: bisogna contare tra i 3 e i 5 anni dopo la fase di avvio per poter iniziare ad imporsi contro la concorrenza e recuperare dei benefici. Inoltre, investire in un vigneto non è solo una soluzione redditizia: l’investimento deve ricoprire un ruolo ambientale per la protezione e la valorizzazione delle risorse territoriali.

Investimenti forestali: la scelta giusta al momento giusto.

  • Perché fare un investimento forestale?

Un investimento forestale si fa sia per l’acquisto diretto di parcelle forestali, sia per l’acquisto di parti di raggruppamenti forestali.

  • Com’è calcolato il valore di una foresta?

Il valore di una foresta viene calcolato in base alla zona d’insediamento, al valore del suolo, alla qualità della posizione, ai tipi di alberi, cubatura, allo stato di salute del popolo e della sua adattabilità alla zona, alla qualità delle piste d’accesso, alle aree di scarico, luogo di deposito, alla congiuntura economica e vigore di mercato.

  • L’interesse dell’investimento forestale a prima vista

L’interesse dell’investimento forestale e’ di diverse entità: è stabile nel tempo e non subisce le fluttuazioni dei mercati finanzieri. Rappresenta ugualmente una risorsa di reddito regolare legato alla produzione del legno, che è una materia prima rinnovabile all’infinito.

Quest’investimento è anche un investimento sul lungo termine e può rappresentare una base di trasmissione patrimoniale. Il prezzo medio di un ettaro di foresta è di 3 170 euro, con delle disparità secondo la natura della zona e del suolo, il valore cinegetico, il servizio, la posizione geografica.

  • … e riflettendoci bene!

Il mercato del legno è in regresso: nel 2008, i prezzi delle foreste sono aumentati del 7,1% e 14 000 transazioni sono state fatte su una superficie di 118 000 ha. Tuttavia, nel 2010, vengono scambiati solamente 100 000 ettari di foresta. Gli specialisti sono d’accordo nel dire che se si mira a costruire delle zone “verdi”, le aziende fotovoltaiche sono più redditizie del legno. L’investimento del legno è, oltretutto, esposto a degli avvenimenti esterni, indipendenti dalla buona volontà del suo acquirente: tempeste, incendi, attacchi patologici o parassitari, riscaldamento climatico… In breve, se a primo impatto l’investimento forestale può sembrare redditizio, non lo è che in maniera indiretta: è, infatti, quasi nullo nel plusvalore, a meno che si riesca a rivendere il proprio terreno al momento buono.

Investire nelle terre agricole: poco professionale astenersi!

  • Ciò che bisogna sapere

Investire nelle terre agricole può ugualmente essere un buon mezzo per diversificare il proprio patrimonio. Da 2 anni si assiste ad un ribasso delle entrate agricole e il mercato si è ridotto considerevolmente in fatto di transazioni. E per la prima volta dal 1995, il prezzo dei terreni liberi è in ribasso: 5 090 euro/ha (-1,6%). Il prezzo varia in base alla natura e la posizione del terreno. Gli investitori considerano anche questo mercato molto redditizio: in effetti, l’aumento della popolazione mondiale, e di conseguenza della domanda alimentare, dovrebbe far aumentare automaticamente i prezzi delle terre agricole a lungo termine.

  • Come investire?

Nell’ambito di un progetto d’investimento puro, la cosa più semplice è sottoscrivere delle parti in un’Associazione Fondiaria Agricola in modo da evitare le preoccupazioni di produzione e gestione e poter beneficiare di un esonero parziale dei diritti di successione. Tuttavia, anche per questo genere d’investimento, è necessario prima di tutto la serietà del gestore e il suo patrimonio.

  • Un investimento a lungo termine e di passione!

Questo tipo d’investimento non è facile da affrontare per un non professionista e ha dei vincoli abbastanza pesanti come le tasse di proprietà, contratti agricoli a lungo termine (dai 18 ai 25 anni), dei raccolti aleatori..

Investire in una casa di campagna: il mercato s’inceppa.

Piazzare una parte del proprio capitale in una proprietà di proprio gradimento è stato per molto tempo una delle cose preferite da certi investitori: oggi, sembra che questa usanza non funzioni più. Tra le spese imposte da questo tipo di abitazioni e la gestione a distanza della casa, i freni sono numerosi. Tra il 1997 e il 2007, l’aumento dei prezzi di questo tipo di abitazioni aveva registrato un aumento considerevole, dal 130% al 150%. Ma nei due anni seguenti hanno subito una vile correzione dal 25% al 30% !

Investire nelle monete d’oro: sicuro, a lungo termine, tangibile.

Il potenziale di progressione del corso dell’oro è immenso: da una dozzina d’anni, il corso dell’oro non fa che salire e questi ultimi mesi registra record su record. Per sapere tutto sull’investimento nelle monete d’oro, consultate la nostra guida.

Alessia Pinna