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Clean Extraction : alla scoperta dell’oro verde e della Vera Valor

Wednesday, April 10th, 2013

Marchio Clean Extraction

Cari Lettori, oggi vi parleremo dei passi in avanti fatti nel campo dello sviluppo sostenibile che permettono di sperare in un futuro più “pulito”. Su LingOro.net, vi proponiamo delle spiegazioni sulla “Clean Extraction” e un’intervista a Julien Calet, uno specialista in materia della società AuCOFFRE.com. AuCoffre.com è in effetti la creatrice della Vera Valor, la prima moneta d’oro eco-responsabile.

L’oro, richiesto e discusso nei secoli

L’oro è sempre stato apprezzato dall’uomo. La storia della civiltà conferma il ruolo del metallo prezioso come bene rifugio e mezzo di scambio sicuro. Ma per avere tutto quest’oro c’è stato prima bisogno di trovarlo e poi di estrarlo.

Con la conquista del Nuovo Mondo e l’estinzione delle civiltà Azteche e Inca, grandi detentrici di oro, la ricerca del metallo prezioso ha preso una dimensione diversa. Si è dovuto attendere qualche secolo e la corsa all’oro del XIX secolo per assistere alla nascita delle prime tecniche dedicate alla ricerca dell’oro. Henri Hauser scrisse un’opera, nel 1901, intitolata “L’oro”, che descrive queste tecniche in modo preciso.

La clean extraction : un’evoluzione programmata verso un oro pulito

Con il passare del tempo e con le scoperte tecnologiche e chimiche, l’estrazione dell’oro si è industrializzata. Sono nati dei procedimenti che hanno macchiato l’oro di molti crimini verso l’ambiente. In Amazzonia, l’estrazione mineraria è una delle grandi responsabili della deforestazione. Il mercurio, utilizzato dai primi ricercatori d’oro per toglierne le impurità, è altamente dannoso per l’ambiente. Il cianuro è a sua volta dannoso e inquina le falde freatiche.

Così come gli altri minerali, l’oro è una risorsa esauribile e limitata. Si stima che 173 000 tonnellate d’oro siano state già estratte dall’uomo, e ne restano ancora 51 000 tonnellate da estrarre. Tale rarefazione comporta delle ricerche sempre più invasive per trovare i filoni.

In breve, bisogna andare a cercare sempre più lontano e in profondità per trovare oro. Le conseguenze sull’ecosistema possono rivelarsi drammatiche per l’ambiente: disastri chimici, inquinamento delle acque, deforestazione ecc..

La « Clean Extraction » o estrazione pulita, appare contemporaneamente come una risposta e un’evoluzione. Essa corrisponde ad una volontà e ad una convinzione di alcuni dei professionisti del settore. Ed è tale convinzione che ha permesso alla società AuCoffre.com di produrre la prima moneta d’oro verde, la Vera Valor. Questa moneta risponde a delle regole molto precise in materia d’ecologia e diritti umani.

La Vera Valor : la risposta ad una domanda d’oro pulito

La Vera Valor, la moneta d'oro bullion da un'oncia d'oro più sicura del mondo

Questo è uno degli argomenti che ha portato al successo della Vera Valor fin dal suo debutto sul mercato, più di un anno fa. La Vera Valor di AuCoffre.com si basa su tre aspetti principali per rispettare la carta della « clean extraction » :

- Un’estrazione con il minor impatto possibile sull’ambiente (né cianuro né mercurio)

- Rispetto delle condizioni sociali e salariali dei lavoratori

- Divieto di far lavorare i bambini

Julien Calet, direttore della relazione Clienti presso AuCoffre.com e specialista della « Clean Extraction » ci racconta qualcosa in più sul marchio e sulla fabbricazione della Vera Valor.

LingOro.net : Cos’è la « Clean Extraction » ? Cosa significa per AuCoffre.com ?

J.C. : « E’ un marchio che è stato creato da AuCoffre.com. L’estrazione dell’oro, oggi, si effettua in modo dannoso e sporco. Si stima che nel mondo vengano utilizzate 1000 tonnellate di oro, di cui l’80-90% nell’industria mineraria. Una parte viene rigettata in natura. Lo scopo di questo marchio è dunque garantire che l’estrazione dell’oro venga fatta senza l’utilizzo di cianuro né mercurio.

Il secondo punto è il rispetto dei diritti dei lavoratori. Vediamo spesso dei documentari dove i cercatori di oro sono bambini, costretti a cercare l’oro in buchi larghi un metro. Lo scopo, per noi, è di garantire che i lavoratori e i loro diritti vengano rispettati. Capita spesso anche che il mercurio venga toccato con le mani nude o riscaldato in una tenda con i vapori tossici .. questo non è molto salutare!

Volevamo una filiera pulita, che corrispondesse ai valori di AuCoffre.com. Volevamo un controllo assoluto della provenienza dell’oro, della sua estrazione, del suo trattamento e della sua finalizzazione ».

LingOro.net : Come controllate le varie tappe dell’estrazione ?

J.C. : « L’estrazione dell’oro avviene in una miniera del gruppo Newmont. Una parte è riservata all’oro « pulito » per essere certi che l’oro estratto non entri in contatto con dei prodotti chimici. Un supervisore esterno è sul posto, e controlla l’estrazione dell’oro nel suo insieme. In tutto questo, i diritti dei lavoratori sono completamente rispettati. Il supervisore sigilla l’oro estratto sul posto e questo viene poi inviato in Svizzera presso Valcambi.

Il supervisore segue il viaggio di quest’oro. In Svizzera, egli verifica che l’oro sia rimasto ben sigillato prima che i pacchi vengano disimballati. L’oro viene fuso e trattato per renderlo puro. Una volta che facciamo un ordine presso Valcambi, l’industria fonde i lingotti per farne degli sformati, vale a dire le monete senza alcuna incisione. Spetta poi alla fonderia Huguenin realizzare l’incisione della Vera Valor.

Dall’inizio dei vari procedimenti fino alla fine, un supervisore è presente per controllare che i princìpi dell’estrazione pulita vengano rispettati. E’ questo che ci permette di garantire il marchio « Clean Extraction ».

LingOro.net : Lo sviluppo sostenibile è ormai al centro delle preoccupazioni di tutti. Pensate che la Clean Extraction potrà diventare un modello per gli anni a venire ?

J.C. : « E’ più semplice acquistare 3 chili d’oro da un africano che lo vende meno caro e senza alcuna garanzia delle condizioni nelle quali questi 3 chili sono stati estratti. Creare una filiera eco-responsabile è invece molto più complicato perché richiede più tempo, più controlli e più sforzi. Ma penso che effettivamente sempre più filiere si orienteranno verso l’oro verde.

C’è un buon documentario di Yann Arthus-Bertrand sul Canada, nella quale l’estrazione sta diventando un vero problema. Ciò non si percepisce direttamente perché il territorio è molto vasto, e in confronto le zone toccate sembrano molto piccole. Ma prima o poi il problema toccherà tutti i territori. Quando l’estrazione avrà causato dei buchi in ogni parte, la deforestazione avrà creato dei danni devastanti e i pesci saranno pieni di mercurio, non resteranno molte alternative a quelle della clean extraction. Il Canada è uno dei più grossi estrattori minerari, ma le società estrattive fanno poca attenzione all’ambiente.

Su questo frangente, l’America del Sud è molto sviluppata. Lì si va molto più lontano per quel che riguarda il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente : alcune miniere sono gestite dai lavoratori, che dividono dunque i benefici. Il modello è collettivo e sociale ma, soprattutto, cercano di fare molta attenzione all’uso di mercurio e cianuro. Essi hanno un procedimento di riciclaggio dei prodotti chimici che permette di limitare i disastri. In effetti, sono molto più avanti rispetto a numerose nazioni.

Oggi, non c’è quasi nessun obbligo circa il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.I soli vincoli sono determinati dalle regole del Paese in cui sono installate le imprese ».

Al rovescio, la Vera Valor presenta un codice QR scannerizzabile con un semplice smartphone, che rimanda alla pagina web della moneta per verificarne in ogni momento l'autenticità.

E’ inutile dire che AuCoffre.com ha superato gli altri arrivando a questo traguardo, più di un anno fa, predisponendo una vera e propria etichetta verde e una moneta eco-responsabile, la Vera Valor.

Per maggiori info sulla Vera Valor iscrivetevi al sito LinGold.com

LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

L’Italia come Cipro?

Friday, March 29th, 2013

Ciò che sta succedendo a Cipro questi giorni potrebbe benissimo ripetersi in altre nazioni, e la prossima potrebbe essere l’Italia.

L’idea che i vostri soldi possano essere confiscati dal governo può essere esagerata o incredibile, eppure succede! Quando il denaro del vicino viene prelevato dal suo conto bancario senza preavviso, ciò è parte di un piano di salvataggio. Ma, quando la vostra banca chiude le porte, blocca i conti e prende i vostri soldi, questo si chiama confisca e furto.

Ingegnoso no? Basta chiudere le porte un venerdì e il sabato successivo annunciare a tutti i clienti che il governo ha bisogno di prendere dal 6 al 10% dei vostri soldi perché lo Stato sta andando in rovina. E poi il miracolo: in qualche click e qualche cifra qui e là, il gioco è fatto!

Non bisogna dimenticarsi di ciò che è successo dopo l’annuncio di bancarotta della Lehamn Brothers. Dall’oggi al domani, 7 miliardi di dollari in valori di borsa e immobiliari sono finiti nelle mani delle banche. Il 6 – 10% dei vostri soldi non basterebbero per salvare Cipro e non basterebbero nemmeno per salvarci tutti da questa situazione catastrofica.

Il nostro debito è così alto che anche se pagassimo il 100% delle nostre entrate a titolo d’imposte nei prossimi 5 anni, non sarà sufficiente a ripagarlo. Bisogna dire ai ciprioti che è la fine della confisca? Che ciò non potrà mai succedere? Il nostro debito oggi è di gran lunga maggiore rispetto a quello del 2008. Questo non si risolverà domani di certo!

Scommettiamo che coloro che hanno dei soldi in una banca cipriota faranno di tutto per recuperare i loro soldi? Inizierà a quel punto la fila nelle banche. Durante questi momenti, i media nasconderanno un po’ la realtà ma la cosa sarà lontana dall’essere finita. Tutti i cittadini europei che risiedono in quei Paesi che fanno parte di un piano di salvataggio vorranno sicuramente recuperare i loro soldi dalle banche. Per il governo, è troppo facile servirsi dei soldi dei cittadini.

Ma dove metteranno tutti questi soldi? Allora, ci sono i soldi metalli, la cartamoneta e i soldi elettronici. Questi ultimi vengono confiscati con un solo click. La cartamoneta viene confiscata durante la svalutazione delle valute e durante l’inflazione. Ma i soldi-metallo, come l’oro e l’argento, non possono essere confiscati – e ancora meno senza il vostro permesso. E’ una semplice evidenza. Se avete dei soldi in un conto in banca, vi prenderanno dal 6 al 10% del valore. Se possedete oro e argento fisici, ancor più custoditi in una cassaforte fuori dal sistema bancario, potrete tenerli per voi.

LingOro.net a Parigi per la Fiera dell’Investimento 2012

Wednesday, October 24th, 2012

Investimenti anti-crisi

LingOro.net era presente ad uno dei principali saloni europei in materia d’investimento e risparmio a Parigi tenutosi presso il famoso Palais des Congrès a Porte Maillot, dall’11 al 13 ottobre.

E’ stata un’occasione interessante per fare un paragone tra i diversi tipi d’investimento e capire quale sia davvero il migliore, sopratutto in tempi di crisi come quello che stiamo affrontando ora. Nel salone erano infatti presenti più di 150 espositori esperti di borsa, fiscalità, gestione del patrimonio, assicurazioni, immobiliare e, ovviamente, di oro, dichiarato investimento più sexy del 2012.

Per la gioia dei lettori che ci seguono e ci chiedono consigli, e che hanno dei dubbi in materia di oro, siamo andati ad assistere alla conferenza tenutasi dal Presidente della Società AuCOFFRE.com, Jean-François Faure, principale piattaforma online di compravendita di oro da investimento in Francia e che vanta una versione inglese (LinGOLD.com), spagnola (LingORO.com), cinese e, tra non molto, italiana. Durante la conferenza, J.F. Faure, ha dato dei preziosi consigli e precise indicazioni in materia di oro, monete d’oro, numismatica e investimenti. Qui sotto il resoconto della conferenza.

Quattro cose da non dimenticare sull’oro:

  • Oggi, vendere il proprio oro corrisponderebbe a svuotare la propria borraccia in pieno deserto.
  • L’oro è l’assicurazione incendio del proprio patrimonio: non bisogna dunque chiedersi se bisogna averne o meno? Bisogna averne.
  • Un Napoleone da 10 franchi valeva il doppio dell’oro che conteneva a inizio ottobre del 2008, nel cuore della crisi finanziaria. Il suo prezzo è quasi raddoppiato nel giro di 48 ore.
  • Il record del 1980 a 850$ corrisponderebbe oggi a circa 2300$. Siamo solo a 1700$…

Quale forma di oro acquistare?

  • L’oro cartaceo: con gli ETF, i certificati ecc… perdete tutto ciò che avete investito in caso di fallimento bancario. << Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo – ha detto Jean-François Faure – la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico >>. E ancora ha aggiunto: << gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico. Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una delle più grandi fabbriche di lingotti al mondo. L’andamento dell’oro cartaceo è basato su un qualcosa che in realtà non esiste >>.
  • Le miniere d’oro: il prezzo delle azioni delle miniere d’oro non segue per forza quello dell’oro. Al contrario, la maggior parte delle volte, è l’opposto. Infatti, questo tipo d’investimento è consigliato solo ed esclusivamente a chi è esperto. Perciò statene alla larga se muovete i primi passi in questo settore.
  • L’oro fisico: è decisamente l’unico tipo di oro in cui vale la pena investire, in quanto valore rifugio per eccellenza in materia di risparmio anti-crisi. Da più di 6000 anni, l’oro è infatti considerato come una moneta e un valore rifugio, essendo questo un metallo particolare che si distingue da tutti gli altri per le sue particolari caratteristiche che lo rendono insostituibile. Le banche centrali dei principali Paesi ne possiedono ancora in grandi quantità e cercano sempre di averne di più nei loro caveau.

Perché l’oro fisico come investimento di risparmio nel XXI secolo?

Secondo un recente sondaggio a cura della società AuCOFFRE.com risalente a marzo di quest’anno, sono le persone a reclamarlo e richiederlo in quantità sempre maggiori. I dati parlano chiaro:

- un valore rifugio (84%);
- un investimento sicuro (77%);
- un investimento per il futuro, il quale valore non cessa di aumentare (68%).

Inoltre, al contrario di ciò che sentirete dire dal vostro banchiere, l’oro è l’unico bene che non subisce l’influenza dell’inflazione e della deflazione, e protegge gli individui dalle misure governative, offrendo una via di scampo contro possibili norme di confisca e svalutazioni monetarie.

Ovviamente, non dovete per nessuna ragione addentrarvi alla cieca in questo mondo, ma è bene seguire i consigli dei professionisti ed esperti del settore.

Perché l’oro sarà più forte rispetto ad ogni altra forma d’investimento nei prossimi 5 anni?

L’oro batterà tutti gli altri tipi d’investimento per diversi motivi: il primo tra questi è che per sfruttare un nuovo giacimento ci vogliono dai 7 ai 10 anni e il potenziale di nuovi giacimenti è assai limitato. Secondo punto, l’oro progredisce sempre quando i tassi sono bassi e le banche centrali cercano di limitare e regolare le loro vendite. Ultimo punto, ma non meno importante degli altri, l’oro è l’anti-dollaro/euro per eccellenza.

La domanda di oro è in continuo aumento, in modo particolare aumenta la domanda di oro come valore rifugio perciò, non per motivi puramente speculativi, ma bensì come vera e propria << assicurazione >> contro la crisi per il futuro.

Quale forma di oro fisico dovete acquistare: monete o lingotti?

Vediamo insieme la differenza tra le monete d’oro e i lingotti.

I lingotti sono interessanti in una logica d’investimento a lungo termine, ma bisogna fare molta attenzione perché una volta che avrete in mano il vostro bel lingotto non sarà facile rivenderlo. Abbiamo ribadito più volte nei nostri articoli che il momento più importante quando si pensa all’investimento nell’oro è la rivendita. Ora, ponete il caso di possedere il classico lingotto di borsa, che pesa di norma tra i 995 grammi e i 1005 grammi. Questi lingotti riportano il punzone del loro fonditore, cosa che attesta sia la provenienza sia l’autenticità dello stesso. Inoltre, tali lingotti sono dotati di un certificato realizzato dal collaudatore che attesta la sua purezza (la quale dev’essere di minimo 995 grammi per un chilo, vale a dire 24 carati d’oro) che viene consegnato al momento dell’acquisto. Fin qui nessun problema, ma cosa succederà quando deciderete di rivenderlo? La legge vuole che siano i Paesi che fondono i lingotti a disciplinarne la detenzione. In questo modo, per poter commercializzare un lingotto in Italia dev’essere stato concepito sul territorio italiano per rispondere alle regolamentazioni doganali. E così, un lingotto acquistato all’estero potrà essere rivenduto in Italia solo dopo essere stato rifuso sul territorio italiano. Avrete certamente capito da soli che questo non è l’investimento migliore..!

Dritto moneta Vittorio Emanuele II

Per quanto riguarda le monete d’oro, dobbiamo innanzitutto distinguere tra monete da investimento (o di borsa) e monete numismatiche (o da collezione). Le monete d’oro da investimento sono quelle monete coniate dal 1800 in poi e che hanno avuto corso legale nel Paese d’origine. Una moneta avente corso legale è una moneta con la quale si può monetizzare ogni tipo di transazione a livello commerciale, si può trattare dunque di una Vittorio Emanuele II o III da 10, 20, 50, 100 Lire, di una Sterlina inglese, di un Peso messicano, di un Krugerrand Sudafricano ecc.. Il loro valore è determinato dal loro peso in oro e segue dunque le fluttuazioni del prezzo dell’oro. Queste monete sono esenti da IVA alla rivendita.

Mentre, le monete cosiddette numismatiche hanno un valore superiore rispetto al loro contenuto di metallo giallo. Il loro valore dipende da rarità, stato di conservazione, richiesta sul mercato. Una moneta rara, con uno spread molto elevato, venduta ad un prezzo dell’80% più alto rispetto al prezzo della moneta a peso d’oro sul mercato è dunque considerata una moneta da collezione. Le monete da collezione sono le monete in metallo prezioso coniate prima del 1800. Per tali motivi queste monete interessano solo i numismatici e i collezionisti e sono dunque poco appetibili agli occhi degli investitori.

Quali monete acquistare?

Le migliori monete d’oro sulle quali investire per fare dei buoni affari sono senza ombra di dubbio quelle classiche italiane: le Marengo del Regno d’Italia come ad esempio quelle di Vittorio Emanuele II e III e quelle di Umberto I.

Dritto moneta Vera Valor, la moneta universale da un'oncia d'oro puro

Ci sono, poi, i grandi classici che non passano mai di moda come la Sterlina inglese, i 50 Pesos messicani, il Krugerrand Sudafricano, il Dollaro americano ecc.. Tra le ultime nate, ma che hanno già avuto (e stanno avendo) un grande successo tra gli investitori, c’è la Vera Valor. Un nome una garanzia! La Vera Valor è nata da un progetto di AuCOFFRE.com ed è una moneta da investimento dotata di una quotazione e caratteristiche proprie.

Altre monete interessanti per l’investimento sono l’Eagle americana, la Panda cinese, il Nugget australiano, i 20 Franchi svizzeri e quelli dell’Unione Latina, Liberty USA da 10 e 20 dollari e, infine, la Maple Leaf canadese.

Quali sono i fattori da tenere conto quando si acquistano le monete d’oro?

Ci sono molteplici indicatori che aiutano a distinguere i prodotti buoni da quelli scadenti. Vediamo insieme quali sono i principali.

Per prima cosa, quando decidete di acquistare una moneta d’oro fate molta attenzione alle loro condizioni (vedi l’articolo l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro). Una moneta che presenta delle ammaccature, dei graffi e dei contorni poco chiari non è una buona moneta per l’investimento. Le monete che v’interessano in termini d’investimento sono piuttosto quelle in stato SPL (Splendido) o BB (Bellissimo). Infatti, le monete in questo stato di conservazione godono di un premio (o spread) alla rivendita. Mentre, ad eccezione di alcune monete rare, quelle di tipo B (Bello) e MB (Molto Bello) sono vendute a peso d’oro. Per quanto riguarda quelle FDC (Fior di Conio) non ne consigliamo l’acquisto perché sono monete rare che hanno un premio base (premio medio oltre il valore dell’oro) già alto e un differenziale di spread basso (la differenza tra premio di base e il più alto premio reale). Queste sono perciò monete riservate al puro numismatico.

Altre cose su cui dovete prestare molta attenzione sono il millesimo e il segno di zecca delle monete d’oro. Controllate sempre che questi corrispondano agli anni di coniazione di quelle determinate monete e assicuratevi della loro origine (dove sono state concepite le monete). Per fare questo potete consultare le schede di ogni moneta sul nostro blog che trovate qui: monete d’oro da investimento. E’ comunque molto più facile riprodurre dei falsi di monete nuove piuttosto che di quelle vecchie, ma bisogna comunque fare sempre molta attenzione anche con quelle datate.

Il momento più importante: la rivendita delle monete d’oro!

Come già accennato diverse volte in quest’articolo, il momento più importante è quello della rivendita. Per rivendere il proprio oro al miglior prezzo bisogna seguire delle semplici e preziose regole:

- Non farsi rubare il proprio oro (confisca, furto diretto, imbrogli sul prezzo);
- Non rivolgersi ad una banca;
- Non perdere tempo ed evitare chi ve lo potrebbe far perdere (banche, intermediari ecc..);
- Definire in anticipo le vostre intenzioni (darvi delle regole; decidere se volete fare un acquisto a lungo o breve termine ecc..);
- Conoscere e seguire i prezzi e l’andamento dei vari mercati.

Dove acquistare le monete d’oro?

Per prima cosa, evitate i siti dove si vende e si compra all’asta come Ebay, ad esempio. Su questi siti gli scambi avvengono unicamente tra privati, e non avete perciò alcuna garanzia su quello che andrete ad acquistare. Se avete dei dubbi, basta che andiate sulle pagine che vi mettono in guardia da questo tipo di siti per leggere i centinai di casi di monete d’oro false vendute in cambio di Krugerrand o di monete Vittorio Emanuele. Per non parlare dei prezzi di vendita.. partono da costi bassissimi in un primo tempo per arrivare in un secondo tempo ai prezzi del mercato, quando non è più caro! Come sorpresa finale, una volta che vi vengono consegnate a casa le vostre monete d’oro, siete costretti a pagare le spese di spedizione, pagando le vostre monete dal 5 al 10% in più del loro valore reale. Tutto questo senza nessuna garanzia sulla qualità delle monete!

Evitate anche gli agenti di cambio perché tendono a sbarazzarsi molto facilmente delle monete d’oro quando le comprano ai privati. Di conseguenza, se ordinate delle monete rischiate di doverle aspettare a lungo perché molto probabilmente ne avranno poche in stock o, addirittura, non ne avranno proprio. Per non parlare delle commissioni che sono spesso poco chiare, per nulla limpide.

Evitate le banche! Non ci stancheremo mai di ripetervelo. Tutti coloro che hanno provato questa soluzione concordano nel dire che è un processo lungo e fastidioso. E’ facilmente comprensibile il motivo per il quale le banche non hanno più interesse ad acquistare e vendere le monete d’oro: preferiscono proporre servizi dematerializzati ad alto valore aggiunto. Se siete diffidenti, vi consigliamo di fare una prova e andare di persona dal vostro banchiere di fiducia a chiedere. State certi che non avrete le vostre monete prima di 3 o 4 settimane!

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Allora, dove potete acquistare in tutta sicurezza e in modo semplice e veloce?

Il nostro consiglio è la piattaforma online LinGOLD.com, un sito che permette di acquistare e mettere in vendita in tempo record le vostre monete con un solo click comodamente dal vostro divano. Il sito propone una vasta scelta di monete d’oro da investimento anche molto difficili da reperire sul mercato. Inoltre, offre un servizio di custodia in casseforti indipendenti in Svizzera. La legge vuole che per le transazioni effettuate in Svizzera non siete tassabili né d’IVA né da nessun altro tipo di tassa. Ma fate attenzione! Se fate uscire le vostre monete dal territorio svizzero questa legge non sarà più applicabile. Inoltre, grazie al LSP (Libretto per la Salvaguardia del Patrimonio), al quale potrete facilmente iscrivervi dal sito, avrete la possibilità di acquistare dei grammi d’oro per un minimo di un grammo al mese senza pagare alcuna spesa per la custodia in cassaforte. I prezzi delle monete sono autentici in quanto sono i clienti stessi a fissare il prezzo di vendita. Ciò significa che il prezzo viene fissato dalla domanda e dall’offerta. All’interno del sito trovate anche le quotazioni in tempo reale di ogni moneta (per ciascun tipo e millesimo) e il grafico del prezzo dell’oro sul mercato. Perciò, LinGOLD. com propone il prezzo base delle monete indicando l’esatto potenziale di spread in tempo reale, ma i prezzi di vendita delle monete sono fissati dai clienti proprietari delle monete. Ogni moneta è contraddistinta da un numero preciso che viene scritto sulla loro custodia al momento della conservazione in cassaforte. Per ogni moneta vengono fornite le immagini del dritto e del rovescio con il relativo numero e sono tutte di qualità SPL in quanto la società acquista solo da fornitori professionali. Per ogni acquisto viene fornito il certificato di proprietà, scaricabile o stampabile direttamente dal sito. Un’équipe di consulenti preparati ed esperti è pronta ad assistervi telefonicamente o via e-mail, oppure potete comunicare dall’innovativa chat che potete avviare direttamente dal sito. L’iscrizione al sito è completamente gratuita e senza alcun tipo di vincolo. LinGOLD.com prende solo l’1% delle commissioni sulle transazioni.

LinGOLD.com ha apportato una vera e propria rivoluzione nel commercio delle monete d’oro e una risposta sicura alle esigenze degli investitori di tutto il mondo. E’ dotato di una versione inglese, francese, spagnola, cinese e presto anche italiana. Stay tuned!

 

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20 franchi Vreneli: le monete d’oro << made in Svizzera >>

Wednesday, February 29th, 2012

Dritto della moneta 20 Franchi svizzeri Vreneli.

I 20 franchi svizzeri Vreneli o Helvetia sono un best seller presso i nostri vicini svizzeri con ben 58,9 milioni di esemplari coniati. LingOro.net si sente dunque in dovere di presentarvi questa moneta d’oro che merita tutta la nostra attenzione.

Per prima cosa, qualche generalità e alcune cifre. Il Vreneli si caratterizza per:

- un titolo de 900/1000
- un peso di 6,452 g
- un diametro di 21 mm
- uno spessore di 1,25 mm

Queste caratteristiche, identiche al Marengo italiano, ne fanno una moneta che rientra nel quadro dell’Unione Monetaria Latina. Essa possiede tuttavia una quotazione differente dal Marengo italiano.

Si contano 28 millesimi tra il 1897 e il 1935, si uniscono a questi i millesimi 1947 e 1949. Il millesimo 1935 ha qualche particolarità, infatti in quell’anno furono coniate 75 000 monete. Tuttavia, le monete sono state coniate nuovamente nel 1945 (3 500 000 unità), 1946 (9 400 000) e 1947 (9 400 000). Su quest’ultime vi è incisa una L vicino al millesimo 1935. Contemporaneamente a questa coniazione, 9 200 000 monete sono millesimi 1947 e con la scritta << AD LEGEM ANNI MCMXXXI >> sulla metà (è lo stesso per il millesimo 1949).

Grazie a delle lettere possiamo risalire all’atelier monetario dal quale deriva ogni moneta: B (Berna); B. (Bruxelles); BB (Strasburgo); LB (Strasburgo); L (moneta riconiata a partire dall’oro del lingotto).

Dopo tutte queste queste indicazioni numeriche, parliamo della storia di questa moneta.
Ricordiamo che la Svizzera ha redatto la sua prima Costituzione Federale nel 1847, ciò che fa di questa nazione uno Stato Federale. Dal 1850 vennero così abbandonate le monete cantonali, numerose e la cui parità è difficile da stabilire, a vantaggio di una moneta unica, il Franco svizzero (valore iniziale fissato al franco francese).

Nel 1865, la Svizzera è entrata nell’Unione Latina. A partire dal 1873, sono state coniate le monete d’oro. Nacquero le prime << testa d’Helvetia >> !
Attenzione, questa moneta ha delle caratteristiche fisiche particolari e non dev’essere confusa con i 20 Franchi Vreneli che sono stati coniati a partire dal 1897. Coniate tra il 1883 e il 1896, queste monete presentano una testa di LIBERTAS coronata da rododendri e l’incisione CONFEDERATIO HELVETICA. Sul rovescio, una stella a 5 punte domina lo scudo svizzero contornato da una corona vegetale. La metà presenta un rilievo particolare dal 1883 al 1886 e incisa << DOMINIUS XXX PROVIDEBIT XXXXXXXXXX >> dal 1886 al 1896.
Helvetia o signorina Verena raffigurata al dritto è la personificazione dello Stato federale svizzero.

Questo ci porta alla descrizione della moneta.
Al dritto, vi è quindi raffigurato il profilo sinistro di questa affascinante Vreneli (diminutivo di Verena in svizzero tedesco), vestita con un bavero ornato con edelweiss, i capelli in treccia, e sullo sfondo paesaggio di montagna.
Da notare che il disegno di F. Landry fece molto scalpore all’epoca per via dell’acconciatura, giudicata troppo informale per figurare su una moneta. I capelli al vento di Verena non erano appropiati.
HELVETIA è inciso sul bordo superiore, e il nome dell’artista F. Landry sul bordo inferiore a destra.
Al rovescio, stemma svizzero che si trova in uno scudo posto su rami di quercia. Sopra, al centro dello scudo, un fiocco di due nastri che scendono ai due lati. Sotto la data con il segno della zecca (B). Cerchio perlinato. Sul bordo 22 stelle (per i cantoni dell’epoca). E’ proprio grazie a questo bordo che si possono rilevare i falsi che sono in genere molto difficili da distinguere.
Anche se i 20 Franchi Vreneli siano le monete più comuni in Svizzera, come i Marengo italiani per esempio, esistono anche i 10 Franchi Vreneli e la moneta da 100 Franchi. Questa moneta è una vera e propria rarità sul mercato della numismatica per via della sua tiratura di 5 000 esemplari, tutte coniate nel 1925. Attenzione alle contraffazioni di quest’ultime!

Il dritto è lo stesso per tutt’e tre le monete, cambia solo la posizione del nome dell’incisore F. Landry che si trova a sinistra e non a destra. Il rovescio cambia leggermente in quelle da 10 e 100 Franchi dove vi è raffigurata una croce svizzera in una corona di raggi di luce al di sopra del valore facciale e un ramo di rododendri e di genziane al di sotto.

Rovescio della moneta d'oro 20F d'oro svizzeri Vreneli.

Questa moneta è molto richiesta in Svizzera, ma riscuote grande successo anche nel resto dell’Europa, soprattutto in quelle nazioni in cui l’oro da investimento sotto forma di monete d’oro è molto sviluppato: Germania, Francia, Italia ecc… Comprare una moneta 20 Franchi Vreneli è come comprare un piccolo pezzo di Svizzera, con tutto ciò ch’essa evoca. Non avendo circolato tanto, questa moneta è stata per molto tempo tenuta in custodia nelle casseforti, conservando perciò un aspetto quasi nuovo. Il suo prezzo dipende dal Paese dove la comprate, e non è in Svizzera che la troverete al miglior prezzo. In Italia, questa moneta si accosta alle tariffe del Marengo italiano. Questa moneta è dunque molto interessante da rivendere in un periodo di esplosione dei prezzi dell’oro, quando avete già venduto il vostro Marengo italiano con un buono spread. Quando ci sono meno vendite che acquisti di Marenghi italiani, gli acquirenti si orientano allora verso l’acquisto dei 20 Franchi svizzeri prima di comprare altre monete della stessa famiglia (Unione Latina). Questa moneta non rimpiazza le monete Vittorio Emanuele II o III, o un Krugerrand agli occhi degli investitori italiani, tuttavia questa completerà perfettamente l’insieme delle monete già possedute. Comprate queste monete in qualità SPL quando individuate una tendenza al ribasso sul suo spread rispetto a quello del Marengo italiano.

Per concludere, i 20 Franchi Vreneli sono monete di buonissime qualità per l’investimento. E’ adatta sia ai principianti sia agli esperti in un’ottica di diversificazione come moneta che potrà avere un andamento differente dal nostro Marengo nazionale.

Alessia Pinna

Il Gold Standard e il Gold Exchange Standard

Friday, September 30th, 2011

Il Gold Standard è il sistema monetario in cui l’oro funge da equivalente generale e viene usato in modo diffuso come moneta corrente. Tale sistema venne adottato dall’Inghilterra nel 1816-21 quando, dopo le guerre napoleoniche, decise di stabilire la convertibilità della cartamoneta in oro. La coniazione era libera e l’oro, sia sotto forma di moneta sia sotto forma di oro grezzo, poteva essere importato ed esportato liberamente. Tuttavia, il tasso di cambio fra le monete delle diverse nazioni rimaneva più o meno stabile poiché poteva variare solo entro una parità fissa che garantiva sia la stabilità stessa dei cambi sia l’equilibrio continuo degli scambi internazionali.

Si possono distinguere tre casi: nel primo caso, l’oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea); nel secondo caso, viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro); infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo in maniera parziale poiché il valore della quantità di banconote emesse risulta un multiplo dell’oro posseduto dallo Stato (circolazione cartacea convertibile parzialmente in oro).

Successivamente, altri paesi seguirono il modello inglese del Gold Standard: la Germania nel 1872 e gli USA nel 1900. Invece, altri grandi Paesi consideravano l’argento come moneta principale, con o senza quella d’oro, e quest’ultima divenne la forma prevalente di denaro mondiale solo intorno agli anni ’60 del XIX secolo. In maniera formale lo divenne esattamente nel 1867 nel corso di una conferenza tenutasi a Parigi. Questa scelta non fu condivisa da molti paesi asiatici, che rifiutarono di estromettere l’argento con l’oro.

Con l’avvento della prima guerra mondiale il sistema aureo cessò di esistere come sistema completo e sviluppato. A questo seguì un periodo di forte instabilità economica. Nel 1913 USA, Gran Bretagna e Francia detenevano il 62% della circolazione monetaria mondiale aurifera (vale a dire 3.500 tonnellate), seguite da Germania e Russia con circa il 7%. Sempre nello stesso anno le tre maggiori potenze mondiali incidevano sulle riserve centralizzate annuali per il 51%, di cui la più cospicua era quella degli USA con 1.900 tonnellate, seguiti dalla Russia con 1.200 tonnellate e dalla Francia con 1.000 tonnellate.

Per quanto riguarda i quantitativi di oro estratto annualmente i principali paesi erano il Sudafrica, gli USA, l’Australia e la Russia. Tuttavia, gli USA mantennero il sistema del Gold Standard fino al 1933 e, cioè quando fino al momento in cui Roosvelt impedì la convertibilità del dollaro in oro, mentre la Francia, l’Inghilterra e altri paesi cercarono di ripristinarlo in forma incompleta dopo la prima guerra mondiale. Fu solo negli anni ’30 del XX secolo che il Gold Standard venne soppresso in tutti i paesi capitalistici e nella circolazione monetaria interna non venne più ripristinato.

Lo scambio di tutti i tipi di denaro con l’oro al valore mondiale veniva assicurato dalle banche centrali, che detenevano le riserve aurifere nazionali le quali, nel 1913, ammontavano a 6,8 miliardi di dollari a livello mondiale. Queste banche non detenevano delle riserve in dollari reali. Infatti, tutte le riserve erano in sterline, giacenti nelle banche londinesi.

Fino alla prima guerra mondiale la stragrande maggioranza dei metalli auriferi veniva impiegata per battere moneta circolante, mentre un’altra quantità del tutto identica finiva nei depositi delle Banche Centrali e del Tesoro, coprendo sia i crediti che le banconote.

Il contenuto aureo di ogni moneta restava sempre lo stesso per molto tempo e veniva fissato dalla legge. Per fare alcuni esempi: quello della sterlina era di 7, 322 grammi di oro puro; quello del dollaro era di 1, 505 grammi perciò la parità della sterlina in dollari era di 4, 867.

La Gran Bretagna, nel 1925, ritornò al sistema ante bellico, seguita nel 1927 dalla Francia, e le banche centrali affiancarono alle riserve auree alcune valute convertibili (sterline, dollari, franco francese, eccetera) dando vita al Gold Exchange Standard. Con il nuovo sistema alcune monete furono dichiarate direttamente convertibili in oro, mentre altre (come la lira italiana) non lo erano, ma erano direttamente convertibili in monete chiamate pregiate e che potevano essere convertibili.

Nel 1944, sotto il volere degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentati di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.) e venne fissato il prezzo del metallo a 35$/oz. Con questo prezzo gli USA s’impegnarono ad acquistare oro da chiunque ed a venderlo solo alle banche centrali.

Ogni paese fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta internazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro, o in maniera indiretta, il dollaro. Il primo paese a legalizzare la negoziazione di oro fu la Francia nel 1948, seguita dalla Svizzera nel 1951. La Svizzera non aveva vincoli né all’importazione né all’esportazione. In seguito, nel 1954, il mercato di Londra riprese la sua attività e, intorno agli anni ’60, ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda e offerta. Questa fu la conseguenza della grave crisi del dollaro che indusse diversi operatori a forti acquisti di oro. Era la prima volta nella storia che l’oro assumeva il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.

La nascita ufficiale del mercato dell’oro si fa risalire al 17 marzo 1968, giorno in cui il prezzo dell’oro veniva per la prima volta determinato dall’offerta e dalla domanda. Il 15 agosto 1971 l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e così crollava uno dei punti cruciali enunciati nel Bretton Woods. Più in là, Nixon svalutò due volte la parità del dollaro nei confronto dell’oro. Visto che il dollaro non era più convertibile in oro i diversi governi europei chiesero agli USA che il mercato ufficiale dell’oro venisse abolito, cioè avere la parità del dollaro rispetto all’oro per poter vendere oro sul libero mercato. L’abolizione ufficiale del prezzo dell’oro e quindi del doppio mercato del metallo si ebbe nel 1967 per volere dei Paesi aderenti al F.M.I.

 

Alessia Pinna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Ciò che conta per un alpinista è il suo sforzo, la sua abilità, i suoi muscoli. La corda che lo assicura non gioca alcun ruolo finché tutto va bene. Ma questa gli da sicurezza. Allo stesso modo, l’oro non serve che a garantire la fiducia. E’ un rifugio."