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Clean Extraction : alla scoperta dell’oro verde e della Vera Valor

Wednesday, April 10th, 2013
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Marchio Clean Extraction

Cari Lettori, oggi vi parleremo dei passi in avanti fatti nel campo dello sviluppo sostenibile che permettono di sperare in un futuro più “pulito”. Su LingOro.net, vi proponiamo delle spiegazioni sulla “Clean Extraction” e un’intervista a Julien Calet, uno specialista in materia della società AuCOFFRE.com. AuCoffre.com è in effetti la creatrice della Vera Valor, la prima moneta d’oro eco-responsabile.

L’oro, richiesto e discusso nei secoli

L’oro è sempre stato apprezzato dall’uomo. La storia della civiltà conferma il ruolo del metallo prezioso come bene rifugio e mezzo di scambio sicuro. Ma per avere tutto quest’oro c’è stato prima bisogno di trovarlo e poi di estrarlo.

Con la conquista del Nuovo Mondo e l’estinzione delle civiltà Azteche e Inca, grandi detentrici di oro, la ricerca del metallo prezioso ha preso una dimensione diversa. Si è dovuto attendere qualche secolo e la corsa all’oro del XIX secolo per assistere alla nascita delle prime tecniche dedicate alla ricerca dell’oro. Henri Hauser scrisse un’opera, nel 1901, intitolata “L’oro”, che descrive queste tecniche in modo preciso.

La clean extraction : un’evoluzione programmata verso un oro pulito

Con il passare del tempo e con le scoperte tecnologiche e chimiche, l’estrazione dell’oro si è industrializzata. Sono nati dei procedimenti che hanno macchiato l’oro di molti crimini verso l’ambiente. In Amazzonia, l’estrazione mineraria è una delle grandi responsabili della deforestazione. Il mercurio, utilizzato dai primi ricercatori d’oro per toglierne le impurità, è altamente dannoso per l’ambiente. Il cianuro è a sua volta dannoso e inquina le falde freatiche.

Così come gli altri minerali, l’oro è una risorsa esauribile e limitata. Si stima che 173 000 tonnellate d’oro siano state già estratte dall’uomo, e ne restano ancora 51 000 tonnellate da estrarre. Tale rarefazione comporta delle ricerche sempre più invasive per trovare i filoni.

In breve, bisogna andare a cercare sempre più lontano e in profondità per trovare oro. Le conseguenze sull’ecosistema possono rivelarsi drammatiche per l’ambiente: disastri chimici, inquinamento delle acque, deforestazione ecc..

La « Clean Extraction » o estrazione pulita, appare contemporaneamente come una risposta e un’evoluzione. Essa corrisponde ad una volontà e ad una convinzione di alcuni dei professionisti del settore. Ed è tale convinzione che ha permesso alla società AuCoffre.com di produrre la prima moneta d’oro verde, la Vera Valor. Questa moneta risponde a delle regole molto precise in materia d’ecologia e diritti umani.

La Vera Valor : la risposta ad una domanda d’oro pulito

La Vera Valor, la moneta d'oro bullion da un'oncia d'oro più sicura del mondo

Questo è uno degli argomenti che ha portato al successo della Vera Valor fin dal suo debutto sul mercato, più di un anno fa. La Vera Valor di AuCoffre.com si basa su tre aspetti principali per rispettare la carta della « clean extraction » :

– Un’estrazione con il minor impatto possibile sull’ambiente (né cianuro né mercurio)

– Rispetto delle condizioni sociali e salariali dei lavoratori

– Divieto di far lavorare i bambini

Julien Calet, direttore della relazione Clienti presso AuCoffre.com e specialista della « Clean Extraction » ci racconta qualcosa in più sul marchio e sulla fabbricazione della Vera Valor.

LingOro.net : Cos’è la « Clean Extraction » ? Cosa significa per AuCoffre.com ?

J.C. : « E’ un marchio che è stato creato da AuCoffre.com. L’estrazione dell’oro, oggi, si effettua in modo dannoso e sporco. Si stima che nel mondo vengano utilizzate 1000 tonnellate di oro, di cui l’80-90% nell’industria mineraria. Una parte viene rigettata in natura. Lo scopo di questo marchio è dunque garantire che l’estrazione dell’oro venga fatta senza l’utilizzo di cianuro né mercurio.

Il secondo punto è il rispetto dei diritti dei lavoratori. Vediamo spesso dei documentari dove i cercatori di oro sono bambini, costretti a cercare l’oro in buchi larghi un metro. Lo scopo, per noi, è di garantire che i lavoratori e i loro diritti vengano rispettati. Capita spesso anche che il mercurio venga toccato con le mani nude o riscaldato in una tenda con i vapori tossici .. questo non è molto salutare!

Volevamo una filiera pulita, che corrispondesse ai valori di AuCoffre.com. Volevamo un controllo assoluto della provenienza dell’oro, della sua estrazione, del suo trattamento e della sua finalizzazione ».

LingOro.net : Come controllate le varie tappe dell’estrazione ?

J.C. : « L’estrazione dell’oro avviene in una miniera del gruppo Newmont. Una parte è riservata all’oro « pulito » per essere certi che l’oro estratto non entri in contatto con dei prodotti chimici. Un supervisore esterno è sul posto, e controlla l’estrazione dell’oro nel suo insieme. In tutto questo, i diritti dei lavoratori sono completamente rispettati. Il supervisore sigilla l’oro estratto sul posto e questo viene poi inviato in Svizzera presso Valcambi.

Il supervisore segue il viaggio di quest’oro. In Svizzera, egli verifica che l’oro sia rimasto ben sigillato prima che i pacchi vengano disimballati. L’oro viene fuso e trattato per renderlo puro. Una volta che facciamo un ordine presso Valcambi, l’industria fonde i lingotti per farne degli sformati, vale a dire le monete senza alcuna incisione. Spetta poi alla fonderia Huguenin realizzare l’incisione della Vera Valor.

Dall’inizio dei vari procedimenti fino alla fine, un supervisore è presente per controllare che i princìpi dell’estrazione pulita vengano rispettati. E’ questo che ci permette di garantire il marchio « Clean Extraction ».

LingOro.net : Lo sviluppo sostenibile è ormai al centro delle preoccupazioni di tutti. Pensate che la Clean Extraction potrà diventare un modello per gli anni a venire ?

J.C. : « E’ più semplice acquistare 3 chili d’oro da un africano che lo vende meno caro e senza alcuna garanzia delle condizioni nelle quali questi 3 chili sono stati estratti. Creare una filiera eco-responsabile è invece molto più complicato perché richiede più tempo, più controlli e più sforzi. Ma penso che effettivamente sempre più filiere si orienteranno verso l’oro verde.

C’è un buon documentario di Yann Arthus-Bertrand sul Canada, nella quale l’estrazione sta diventando un vero problema. Ciò non si percepisce direttamente perché il territorio è molto vasto, e in confronto le zone toccate sembrano molto piccole. Ma prima o poi il problema toccherà tutti i territori. Quando l’estrazione avrà causato dei buchi in ogni parte, la deforestazione avrà creato dei danni devastanti e i pesci saranno pieni di mercurio, non resteranno molte alternative a quelle della clean extraction. Il Canada è uno dei più grossi estrattori minerari, ma le società estrattive fanno poca attenzione all’ambiente.

Su questo frangente, l’America del Sud è molto sviluppata. Lì si va molto più lontano per quel che riguarda il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente : alcune miniere sono gestite dai lavoratori, che dividono dunque i benefici. Il modello è collettivo e sociale ma, soprattutto, cercano di fare molta attenzione all’uso di mercurio e cianuro. Essi hanno un procedimento di riciclaggio dei prodotti chimici che permette di limitare i disastri. In effetti, sono molto più avanti rispetto a numerose nazioni.

Oggi, non c’è quasi nessun obbligo circa il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.I soli vincoli sono determinati dalle regole del Paese in cui sono installate le imprese ».

Al rovescio, la Vera Valor presenta un codice QR scannerizzabile con un semplice smartphone, che rimanda alla pagina web della moneta per verificarne in ogni momento l'autenticità.

E’ inutile dire che AuCoffre.com ha superato gli altri arrivando a questo traguardo, più di un anno fa, predisponendo una vera e propria etichetta verde e una moneta eco-responsabile, la Vera Valor.

Per maggiori info sulla Vera Valor iscrivetevi al sito LinGold.com

L’oro nell’industria

Monday, January 7th, 2013

Conoscete l’oro sotto forma di moneta, di gioielli o come forma di decorazione, ma conoscete realmente l’uso dell’oro nelle tecnologie?

L’oro e l’industria in cifre

In questa tabella, pubblicata dal World Gold Coucil nel primo semestre del 2012, la domanda di oro nelle tecnologie era di 457,7 tonnellate. Ciò rappresenta circa ⅟₉ della domanda d’oro mondiale.

La categoria « tecnologia » concerne l’oro utilizzato nel settore dell’elettronica, in campo medico , odontoiatrico, industriale e decorativo. I componenti elettronici rappresentano una larga parte della domanda di oro nell’ambito delle tecnologie.

Nel 2012, la domanda di oro nell’industria è stata leggermente più bassa rispetto al 2011. Questo ribasso riflette il rialzo del prezzo dell’oro l’anno scorso e il netto rallentamento dell’attività del settore automobilistico (nel quale l’oro è più utilizzato).

In questo schema (fonte World Gold Council), potete vedere la ripartizione dell’oro nei differenti settori della tecnologia:

Le proprietà uniche dell’oro nelle nanotecnologie

Secondo i ricercatori e gli industriali del WGC, l’oro è un « materiale chiave » per le tecnologie innovative, poiché possiede delle proprietà eccezionali su scala nanometrica. L’oro dovrebbe già essere impiegato nei nanotubi per l’elettronica del futuro, negli inchiostri a bassa migrazione, nei gel per test e analisi biomediche rapide, nella lotta contro il cancro (per la distruzione selettiva delle cellule cancerose), nei rivestimenti decorativi, nelle pitture e nei tubi di scarico catalitici.

L’oro è conosciuto per le sue proprietà fisiche eccezionali: resiste all’acido, è duttile (si può distendere e allungare senza che si rompa), non si ossida, e il che lo rende più facilmente sfruttabile su scala nanometrica. D’altronde, l’oro è un « metallo cubico a faccia centrata il cui punto di ebollizione si fissa a 1068° », cosa che facilita il suo utilizzo nel domino dell’infinitamente piccolo.

Su scala nanometrica, le particelle d’oro cambiano colore (rosso o viola, ma anche verde o blu se si allungano le nanoparticelle in bastoncini), ciò che rende l’oro particolarmente interessante nel dominio della decorazione.

Le proprietà non tossiche e inerti dell’oro sono ricercate anche in ambito medico dove le sue particelle vengono impiegate per la fabbricazione di connettori di pacemaker, impianti per la parte interna dell’orecchio o per sistemi di protezione delle arterie. La sua inerzia lo rende biocompatibile e quindi particolarmente efficace per la scoperta di determinate allergie e per dei test di fertilità e di tossicologia. Le sue proprietà ottiche permettono d’individuare rapidamente degli anticorpi ed altri allergeni. A breve, l’oro potrebbe rimpiazzare la chemioterapia nella lotta contro il cancro? Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, le nanoparticelle d’oro permettono di localizzare con più precisione le cellule cancerose per poi distruggerle riscaldandole.

I tubi catalitici, una tecnologia del futuro?

La buona conducibilità elettrica e termica e la resistenza alla corrosione delle nanoparticelle d’oro sono divenute indispensabili nel campo dell’elettronica, in particolare nella creazione di connettori ed inchiostri.

A livello chimico, le nanoparticelle d’oro trattengono alcune molecole a base di zolfo per esempio, cosa che le rende particolarmente adatte e ricercate per i tubi catalitici.

Anche se il suo utilizzo è molto vantaggioso, il suo costo resta elevato, cosa che può essere un freno allo sviluppo di questa tecnologia; d’altronde, come abbiamo detto in precedenza, il rallentamento del settore automobilistico ha ridotto la domanda di oro in questo campo.

Possiamo spingerci oltre con il ragionamento e chiederci se, dato l’esaurimento delle risorse petrolifere (non tarderà, sarà tra 30-50 anni, che passano in fretta su scala umana), la tecnologia dei veicoli << verdi >> sarà tanto evoluta al punto di non avere più bisogno dei tubi catalitici. Senza parlare delle risorse aurifere che saranno tutte sfruttate da qui a 35/45 anni, secondo quest’infografica.

Per fortuna, in un certo senso, noi non saremo forse più qui per constatare i cataclismi causati dall’esaurimento delle miniere d’oro. Invece, io nostri nipoti o pronipoti saranno felici di aver ereditato una moneta Vittorio Emaunele che avrete trasmesso di generazione in generazione !

E nel campo della cosmetica?

Alcune grandi marche della cosmetica hanno saputo dare nuovamente lustro all’oro utilizzandolo nelle loro ricette magiche di trucco e di creme anti-invecchiamento. Efficacia provata? Si, da un punto di vista del marketing ! L’argomento commerciale è impareggiabile: ci si ricopre d’oro, si protegge la propria pelle grazie all’oro, ci si profuma con l’oro…

Se l’inerzia e la non tossicità dell’oro sono reali, le sue proprietà anti-ossidanti a livello della pelle umana non sono altrettanto provate. Solo il suo prezzo giustifica la sua presenza in questi prodotti. Quale donna non sarebbe felice di competere con lo splendore di questo metallo prezioso?

Ch’esso sia alla moda o utile nelle tecnologie, l’oro cela molte qualità che devono essere ancora scoperte nel mondo della nanotecnologia. L’oro è senza dubbio il minerale del futuro in questo senso, e i differenti usi e possibili campi d’applicazione ne faranno un metallo sempre più ricercato. E meno sarà facile da estrarre, più valore acquisterà !

Leggere il rapporto completo del CNRS.

L’Africa del Sud: cattivo esempio nel settore minerario?

Thursday, September 13th, 2012

Protesta minatori Sudafrica

Il settore minerario in Africa è in difficoltà: sono, infatti, sempre più numerosi gli episodi di protesta e di conflitti sociali, e i minatori si stanno ribellando alle loro condizioni lavorative.

 

 

Il 16 agosto scorso, una protesta dei lavoratori della miniera di platino di Marikana è finita in tragedia: 34 minatori scioperanti sono rimasti uccisi dopo uno scontro con le forze dell’ordine sudafricane.

Quest’evento drammatico non è affatto un caso isolato, ma piuttosto l’esacerbazione di un movimento sociale che coinvolge l’intero settore minerario del Paese.

Così, a Johannesburg, quasi 15 000 operai della miniera d’oro KDC (Kloof Driedfontein Complex) hanno promosso un importante movimento di protesta che immobilizza totalmente l’attività di produzione della miniera appartenente al gruppo Gold Field.

I minatori in sciopero rivendicano il loro salario, l’ambiente e le condizioni sfavorevoli in cui sono costretti a lavorare. Si tratta di un problema ricorrente e molto sentito nel settore minerario, il quale soffre di una cattiva reputazione a causa dei metodi d’estrazione utilizzati.

Infatti, l’estrazione mineraria aurifera è spesso inquinante (per via del l’utilizzo di cianuro, in particolare) e l’impatto ambientale è alquanto invasivo, e nella maggior parte dei casi crea dei danni irreversibili per l’ecosistema. Anche il fattore << rarefazione >> è da tenere presente: le riserve d’oro diminuiscono inevitabilmente conducendo gli sfruttamenti minerari ad andare sempre più lontano, sempre più in profondità nel suolo, per cui i metodi d’estrazione sono ancora più invasivi, più distruttivi per l’ambiente.

A ciò si aggiunge uno sfruttamento umano e sociale con dei minatori che si ritrovano a dover lavorare in condizioni deplorevoli per dei miseri salari. Non bisogna poi dimenticare la triste espressione << blood gold >>, oro di sangue, che designa l’oro estratto dai conflitti: questo è il caso del Krugerrand, la moneta d’oro sudafricana associata all’apartheid…

Per far fronte a questo tipo di abusi nel settore minerario ed estrattivo, in particolare quello aurifero, sono nate delle carte e dei marchi << oro verde >> (la carta clean extraction di AuCOFFRE, per esempio). Queste promuovono una produzione mineraria responsabile e rispettosa dei diritti sociali. Per partecipare allo sviluppo di un oro pulito è dunque vivamente consigliato spostarsi verso quei gruppi che hanno aderito a dei progetti socio ed eco-responsabili.

Per collocare e proteggere i vostri risparmi è preferibile investire nell’oro fisico e ovviamente nelle monete d’oro atemporali come i Marengo di Vittorio Emanuele II e III, ad esempio.

Ma attenzione: queste monete sono necessariamente limitate, bisogna dunque essere previdenti per investire nell’oro fisico e saper anticipare la domanda prima che tutti ricerchino queste monete d’oro e che il loro spread raggiunga livelli massimi.

L’Oro Verde: il metallo del futuro!

Friday, March 30th, 2012

Clean Extraction

Da qualche tempo, stiamo assistendo a dei fenomeni di mobilitazione e iniziative, spesso collettive, nelle industrie dell’ambiente che vogliono promuovere un tipo di oro pulito. Differenti etichette si fanno << concorrenza >>, ma non sono tutte così legittime, non perseguono tutte le stessi gli valori, e non hanno tutte lo stesso << peso >>. Alcune etichette perseguono il rispetto dei diritti umani piuttosto che quello dell’ambiente, e viceversa.

Così, l’etichetta Oro Verde difende un oro pulito e promuove un’estrazione non inquinante, cioè senza mercurio né cianuro. L’obiettivo di quest’etichette è proteggere l’ambiente per permettere alle attività agricole di continuare a svilupparsi. La zona d’influenza di questi marchi dai valori alquanto rispettabili resta tuttavia ancora molto localizzata (in questo caso nella regione di Chocò, in Colombia).

Altre carte ed etichette, invece, mettono l’accento sulle condizioni lavorative in seno alle estrazioni minerarie. Esse perseguono quindi un commercio dell’oro equo e il rispetto di alcune norme sociali, economiche e ambientali. L’uomo è la prima preoccupazione per quest’etichette (come Fairtrade and Fairmined gold certification o FLO-CERT): parità dei sessi, sicurezza, divieto di far lavorare i bambini sono alcuni dei criteri essenziali per riuscire ad ottenere questa certificazione.

Esistono anche delle reti che raggruppano differenti industrie minerarie che promuovono un << oro sostenibile >> (o << sustainable gold >>) come ad esempio Solidaridad Network che difende tra le altre cose un programma e un impegno sul mercato dell’oro in diverse parti del mondo (le Ande, l’America Centrale, l’America Latina, i Paesi Bassi e l’Africa occidentale). Questo programma è una risposta alle ingiustizie sociali e i danni ambientali del settore minerario.

Da notare anche l’iniziativa Artminers, un’organizzazione senza scopo di lucro che valorizza l’uso di tecnologie particolari nei processi di estrazione dell’oro. L’organizzazione ha ottenuto il sostegno finanziario della Banca Mondiale per il suo progetto di estrazione senza mercurio.

Tutte quest’etichette, carte, certificazioni chiamate comunemente con l’appellativo di << oro verde >> non sono dunque tutte uguali ed è quindi importante conoscerne l’origine. Non esiste una sola forma di oro verde ed esse non sono tutte sinonimo di eco-responsabilità.

L’oro verde è spesso associato, a torto, all’oro riciclato. Il riciclaggio dell’oro non è altro che la rifusione del metallo. Questa è più o meno la principale fonte di guadagno di quei negozi specializzati nell’acquisto e vendita di oro. Il minimo che possiamo dire è che il riciclaggio di quest’oro non ha nulla di molto lodevole e comporta un’immagine sordida e poco lusinghiera del metallo giallo… Le persone che si recano in questi negozi hanno spesso bisogno di liquidi e sono pronte a svendere i propri gioielli familiari (quando non si tratta di denti in oro…). Sono quindi molto lontani dai valori ecologici!

L’estrazione pulita: un processo controllato passo dopo passo.

Esistono delle vere e proprie iniziative che cercano di sviluppare e democratizzare l’estrazione pulita come ad esempio la carta << Clean Extraction >>. Questa carta nasce dalla cooperazione tra AuCoffre.com e la raffineria svizzera Valcambi. Essa si basa su 3 principi essenziali:

– Estrazione con il minimo impatto sull’ambiente (senza mercurio né cianuro);

– Rispetto delle condizioni sociali e salariali dei lavoratori;

– Divieto di far lavorare i bambini.

Informazione, sensibilizzazione e responsabilizzazione dei consumatori sono il primo obiettivo di questa carta. E’ esattamente ciò che ha sedotto Benoit Derenne, cliente di Gold & Forex International e Direttore di una Fondazione per le Generazioni Future, che è rimasto davvero stupefatto dalla carta e dalla Vera Valor, prima moneta etichettata << Clean Extraction >> per i valori ch’essa difende.

Lo scopo di tale estrazione pulita è quello di garantire e certificare la tracciabilità della moneta (in questo caso la Vera Valor) durante tutte le tappe di produzione: dalla miniera alla coniazione! Paul McGowan, responsabile dello sviluppo internazionale di AuCoffre.com e Direttore Generale di LinGold, aveva già sottolineato l’importanza della catena di produzione pulita durante la sua visita nell’industria di Valcambi nell’ottobre del 2011. Bisogna capire che la carta Clean Extraction non è un’etichetta illusoria né un certificato di buona coscienza: l’insieme dei processi dell’estrazione pulita viene meticolosamente controllata da revisori indipendenti.

La catena di produzione di Valcambi è dunque oggetto di verifiche da parte di Stewart Group Global, fornitore di servizi d’ispezione e analisi dei metalli. La lista d’ispezioni effettuata da quest’azienda è edificante e accredita al 100% la carta Clean Extraction. Il ruolo del revisore indipendente, che approva tutte le tappe della produzione, attesta la serietà e l’impegno di AuCoffre.com e Valcambi.

Lo sviluppo dei principi di questa carta è’ un obiettivo molto importante nel settore dell’oro, e non c’è alcun dubbio sul fatto che è su questo che si fonderà il mercato dell’oro in futuro, poiché questo settore ha bisogno di rinnovarsi e rispettare i diritti umani e l’ambiente.

Alessia Pinna

Campi, foreste e vigne: l’investimento nei terreni è un serio concorrente dell’oro?

Tuesday, September 6th, 2011

Investire nella terra, tra vigne, foreste e case di campagna è una buona idea? Quali sono i vantaggi e gli inconvenienti di questo tipo d’investimento e, sopratutto, può essere un’alternativa all’oro?

LingORO.net fornisce queste informazioni per voi.

Investire nelle vigne: un investimento di passione, ma a lungo termine!

  • Il mercato delle vigne

Dopo l’abbassamento dei prezzi del mercato della vigna dal 2005-2006, l’occasione d’investire in una vigna può essere allettante. Da circa trent’anni, il mercato della vigna ha conosciuto un ribasso, e negli ultimi tempi il prezzo a ettaro non è mai stato così basso. Se a prima vista, investire nel mercato del vino sembra essere un affare appetibile, questo progetto necessita tuttavia di un grande lavoro per un debole rendimento, di pazienza e di plusvalore sul lungo termine.

  • Il prezzo di un vigneto

Il prezzo di un vigneto dipende da diversi parametri: il luogo, la denominazione, la classificazione della proprietà, la reputazione del vino, il numero di vigne per ettaro, la qualità del terreno e il metodo di coltivazione. Bisogna ugualmente mettere in conto le spese per l’attrezzatura, l’analisi del suolo, il trattamento delle vigne, la manutenzione e l’imbottigliamento.

  • I diversi investimenti

Ci sono due possibilità per investire in un vigneto: comprare una tenuta o semplicemente delle parti tramite un’ Associazione Fondiaria Viticola, che consiste nel diventare coproprietario di un terreno gestito da un viticoltore. Questa seconda opzione è molto vantaggiosa per chi ha poco tempo a disposizione e vuole mantenere la sua abituale attività.

  • Le difficoltà nell’investire in una vigna

Occorre contare tra 5000 e 40000 euro per aderire a un’ Associazione Fondiaria Viticola, e tra 1 e 3 milioni per l’acquisto di un terreno di grandezza media. Questi prezzi variano in funzione della misura e della reputazione del terreno. E’ quindi primordiale avere un serio budget di base! Il guadagno non è immediato: bisogna contare tra i 3 e i 5 anni dopo la fase di avvio per poter iniziare ad imporsi contro la concorrenza e recuperare dei benefici. Inoltre, investire in un vigneto non è solo una soluzione redditizia: l’investimento deve ricoprire un ruolo ambientale per la protezione e la valorizzazione delle risorse territoriali.

Investimenti forestali: la scelta giusta al momento giusto.

  • Perché fare un investimento forestale?

Un investimento forestale si fa sia per l’acquisto diretto di parcelle forestali, sia per l’acquisto di parti di raggruppamenti forestali.

  • Com’è calcolato il valore di una foresta?

Il valore di una foresta viene calcolato in base alla zona d’insediamento, al valore del suolo, alla qualità della posizione, ai tipi di alberi, cubatura, allo stato di salute del popolo e della sua adattabilità alla zona, alla qualità delle piste d’accesso, alle aree di scarico, luogo di deposito, alla congiuntura economica e vigore di mercato.

  • L’interesse dell’investimento forestale a prima vista

L’interesse dell’investimento forestale e’ di diverse entità: è stabile nel tempo e non subisce le fluttuazioni dei mercati finanzieri. Rappresenta ugualmente una risorsa di reddito regolare legato alla produzione del legno, che è una materia prima rinnovabile all’infinito.

Quest’investimento è anche un investimento sul lungo termine e può rappresentare una base di trasmissione patrimoniale. Il prezzo medio di un ettaro di foresta è di 3 170 euro, con delle disparità secondo la natura della zona e del suolo, il valore cinegetico, il servizio, la posizione geografica.

  • … e riflettendoci bene!

Il mercato del legno è in regresso: nel 2008, i prezzi delle foreste sono aumentati del 7,1% e 14 000 transazioni sono state fatte su una superficie di 118 000 ha. Tuttavia, nel 2010, vengono scambiati solamente 100 000 ettari di foresta. Gli specialisti sono d’accordo nel dire che se si mira a costruire delle zone “verdi”, le aziende fotovoltaiche sono più redditizie del legno. L’investimento del legno è, oltretutto, esposto a degli avvenimenti esterni, indipendenti dalla buona volontà del suo acquirente: tempeste, incendi, attacchi patologici o parassitari, riscaldamento climatico… In breve, se a primo impatto l’investimento forestale può sembrare redditizio, non lo è che in maniera indiretta: è, infatti, quasi nullo nel plusvalore, a meno che si riesca a rivendere il proprio terreno al momento buono.

Investire nelle terre agricole: poco professionale astenersi!

  • Ciò che bisogna sapere

Investire nelle terre agricole può ugualmente essere un buon mezzo per diversificare il proprio patrimonio. Da 2 anni si assiste ad un ribasso delle entrate agricole e il mercato si è ridotto considerevolmente in fatto di transazioni. E per la prima volta dal 1995, il prezzo dei terreni liberi è in ribasso: 5 090 euro/ha (-1,6%). Il prezzo varia in base alla natura e la posizione del terreno. Gli investitori considerano anche questo mercato molto redditizio: in effetti, l’aumento della popolazione mondiale, e di conseguenza della domanda alimentare, dovrebbe far aumentare automaticamente i prezzi delle terre agricole a lungo termine.

  • Come investire?

Nell’ambito di un progetto d’investimento puro, la cosa più semplice è sottoscrivere delle parti in un’Associazione Fondiaria Agricola in modo da evitare le preoccupazioni di produzione e gestione e poter beneficiare di un esonero parziale dei diritti di successione. Tuttavia, anche per questo genere d’investimento, è necessario prima di tutto la serietà del gestore e il suo patrimonio.

  • Un investimento a lungo termine e di passione!

Questo tipo d’investimento non è facile da affrontare per un non professionista e ha dei vincoli abbastanza pesanti come le tasse di proprietà, contratti agricoli a lungo termine (dai 18 ai 25 anni), dei raccolti aleatori..

Investire in una casa di campagna: il mercato s’inceppa.

Piazzare una parte del proprio capitale in una proprietà di proprio gradimento è stato per molto tempo una delle cose preferite da certi investitori: oggi, sembra che questa usanza non funzioni più. Tra le spese imposte da questo tipo di abitazioni e la gestione a distanza della casa, i freni sono numerosi. Tra il 1997 e il 2007, l’aumento dei prezzi di questo tipo di abitazioni aveva registrato un aumento considerevole, dal 130% al 150%. Ma nei due anni seguenti hanno subito una vile correzione dal 25% al 30% !

Investire nelle monete d’oro: sicuro, a lungo termine, tangibile.

Il potenziale di progressione del corso dell’oro è immenso: da una dozzina d’anni, il corso dell’oro non fa che salire e questi ultimi mesi registra record su record. Per sapere tutto sull’investimento nelle monete d’oro, consultate la nostra guida.

Alessia Pinna