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Giro del mondo : le monete d’oro e d’argento dell’Unione latina

Thursday, August 28th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

LingOro.net vi farà scoprire oggi l’importanza che ricoprono alcune monete d’oro e d’argento da investimento nei vari Paesi d’Europa.
Con una precisazione : parleremo delle monete legate alla vecchia Unione Latina, una delle prove della ricchissima storia geopolitica europea.
In quest’articolo, ci focalizzeremo sulle monete d’oro principali della Francia, dell’Italia e della Svizzera.

L’Unione latina, una moneta europea arrivata in anticipo ?

20 Lire Marengo

In anticipo non vuol dire troppo presto… ma in anticipo rispetto alla costituzione dell’Unione Europea! Questo è il nome della convenzione monetaria che ha riunito l’Italia, la Francia, il Belgio e la Svizzera dal 1865, e anche la Grecia nel 1868. Questa convenzione divenne ufficiale a partire dal 1927, in quanto minata dalla Prima Guerra Mondiale.

L’obiettivo di tale unione : creare un’organizzazione monetaria comune sull’oro e l’argento. Nel quadro di un’uniformazione monetaria, ogni Stato firmatario era tenuto a stampare la propria moneta secondo le norme definite da una convenzione comune, vale a dire un titolo, una massa e un diametro equivalenti secondo il valore delle monete.

Ancora oggi, le tracce di quest’Unione latina sono visibili nelle monete d’oro e argento da investimento: i Marenghi italiani e i 20 Franchi Napoleone, ad esempio, hanno le stesse caratterstiche.

L’Italia, un Paese innamorato del proprio oro… e della sua storia!

Gli italiani hanno capito il valore ricoperto dall’oro : valore rifugio per eccellenza!
Nonostante – e sopratutto – stiamo attraversando un periodo d’austerità, l’acquisto di oro continua ad aumentare in Italia… e, di pari passo, la scelta di un luogo sicuro dove poter custodire il proprio oro. Nel terzo trimestre del 2011, ad esempio, in Svizzera c’è stato un aumento dei depositi di lingotti d’oro provenienti dall’Italia.

Per comprendere l’amore che gli italiani ripongono sull’oro, bisogna tornare indietro nel tempo e risalire alla nostra storia, una storia ricca di dettagli e di prosperità. L’aureo d’oro, vale 25 denari d’argento. Sotto l’impero di Giulio Cesare, venne creata un’unità monetaria e fissata una base del sistema monetario dell’impero romano. E quale impero!

Oggi, il popolo italiano è ancora molto attaccato al proprio oro. E nonostante il governo italiano sia in prima linea in termini di riserve d’oro, i cittadini italiani fanno molta attenzione al risparmio nei metalli preziosi, sopratutto quando si tratta d’investimenti. Le monete più ricercate in Italia ? Le lire italiane, o Marengo, vale a dire l’equivalente dei 20 Franchi Napoleone francesi. Il Napoleone francese ha due “sorelle” italiane : la moneta da 20 lire Vittorio Emanuele e la moneta da 20 lire Umberto I.

La lira italiana è stata emessa a partire dal 1861, e è stata integrata nell’Unione monetaria latina a partire dal 1865. Vengono chiamate Marengo tutte le monete da 20 Lire : Napoleone, Vittorio Emanuele II e III, Umberto I, Carlo Alberto… con un titolo pari a 900.000‰, questa moneta ha differenti valori nominali (5 lire, 10 lire, 20 lire, 50 lire, 80 lire e 100 lire). Al rovescio di questa moneta, troviamo i differenti monarchi che hanno regnato in Italia dal 1863 al 1940. E anche se siamo lontani dall’aureo di Giulio Cesare, la moneta d’oro italiana è una moneta ideale per gli investimenti a medio e lungo termine.

La Francia : il Napoleone, sistema aureo ?

Napoleone 20 Franchi Marianne Coq

Se parliamo della lira in termini di Napoleone italiano, ciò significa che è inevitabile non parlare del Napoleone francese! Il ruolo del Napoleone d’oro, durante la sua prima coniazione, è stato quello di rimpiazzare il Luigi d’oro. Ma non è possibile parlare di un solo Napoleone in Francia : la moneta ha attraversato i decenni. In base al tipo, queste monete hanno avuto un diverso valore per gli investitori e collezionisti: alcune di esse attirano ancora oggi l’attenzione, come il Napoleone Ceres, il Napoleone III Testa Nuda o il Testa Laureata, le Genie III Repubblica e le Marianne Coq.

Con un titolo pari a 900.000‰ e un valore di 5, 10, 20, 40 e 50 Franchi, questa è la base di tutte le altre monete degli Stati dell’Unione latina, che hanno allineato le loro monete Unione latina alle Napoleone. Il Napoleone è stato concepito per la circolazione e lo scambio commerciale. E oggi, è una moneta che offre delle eccellenti qualità per l’investimento .

Svizzera, tradizione d’oro, d’orefici… e di casseforti

In Svizzera, si parla dei 20 Franchi Vreneli, che furono la base di lancio della moneta confederale svizzera. La moneta da 20 Franchi in oro ha le stesse caratteristiche delle sue “sorelle” dell’Unione latina: è l’equivalente del Napoleone francese. Il suo titolo di 900.000‰ e il suo peso di 6,452g (per 5,88g d’oro puro) ne fanno una moneta di facile scambio e il cui valore è assicurato nel tempo.

Ma ciò che determina il valore d questa moneta, è anche la tradizione svizzera: essa è parte di una nazione dove la tradizione dell’oreficeria è forte, e dove il rispetto del segreto bancario si accompagna ad uno statuto di cassaforte del mondo.

Quando la crisi geopolitica si trasforma in crisi monetaria !

Wednesday, April 9th, 2014

L’esempio della Crimea è lampante. L’enclave ucraina raggiunge il girone russo, dopo una crisi geopolitica che è diventata oggi una crisi monetaria per gli abitanti. Questo non è l’unico esempio di una situazione quotidiana che può trasformarsi in qualcosa di difficile a causa della scomparsa o dell’inflazione di una moneta. Quali sono le soluzioni verso quali bisogna orientarsi in casi come questo?

La Crimea, contesa tra due monete

In Crimea, la crisi geopolitca si è trasformata in crisi monetaria. E gli abitanti della Crimea sono di fronte ad una situazione di transizione molto dolorosa.

Dopo la crisi geopolitica che ha toccato il sud dell’Ucraina, si deve far fronte ad un altro problema, che è quello della moneta da adottare, poiché l’enclave deve ritornare nel girone russo. Problema: la moneta ucraina, la Grivna, veniva accettata fino al 1° aprile. Ma per i crimeani, non c’è stato il tempo di pensare! « I conti vengono presentati nelle due valute. Alcuni pagamenti in Grivnia non vengono addirittura più nemmeno accettati, contro ogni legalità, ma con la paura giustificata che presto potrebbe non essere più utilizzabile », si legge in un articolo su Le Monde.

Abitanti con disponibilità di liquidi a breve a termine

E bisogna dire che in un contesto più “abituale’ di cambiamento di valuta (ad esempio, il passaggio all’euro), gli abitanti hanno qualche mese di tempo per abituarsi e poter cambiare le proprie liquidità. Oltre alla questione del cambio importante dei tassi (una Grivnia vale 3,8 rubli), per la popolazione si pone quella del futuro delle loro liquidità. Cosa fare quando le economie hanno riversato su una banca il loro avvenire… e se questa banca è chiusa e non potrà quindi distribuire cartamoneta? « Senza liquidità, gli sportelli automatici fuori servizio », si legge ancora su LeMonde.fr. « Coloro che vorrebbero uscire dal territorio non possono né prelevare contanti né vendere la propria casa. Coloro che vorrebbero restare devono contare sulle riserve di liquidità messe da parte o partire per fare rifornimento di contanti in Ucraina o in Russia ».

Una situazione che ricorda quello di Cipro… dove gli sportelli vennero presi d’assalto dai ciprioti, mentre le banche stavano chiudendo i battenti una dopo l’altra. E Cipro non è stato il solo Paese a far fronte a questo tipo di situazione, anche l’Argentina ha vissuto la crisi in questo modo.

L’Argentina, sfortunata testimone delle crisi monetarie

Da diversi anni, l’Argentina ha dovuto abituarsi alla crisi monetaria. La più forte tra queste è stata quella degli anni ’90, una crisi finanziaria brutale che ebbe come conseguenza una svalutazione molto forte del peso argentino a danno degli abitanti. Stessa cosa negli anni 2000… e recentemente all’inizio dell’anno, momento di forte tensione per la valuta argentina.

Verso quale moneta bisogna orientarsi in caso di crisi?

Qual è la moneta di fiducia in caso di crisi? In caso di crisi monetaria, è spesso il dollaro la moneta verso cui s’indirizzano le persone, come nel caso dell’Argentina, dove gli abitanti hanno messo i propri risparmi sui conti bancari in dollari. E di recente, con un dollaro scambiato a 8,34 pesos, gli Argentini si sono rivolti in massa, ancora una volta, verso una moneta più solida della loro.

Anche se gli Stati Uniti sono anch’essi in piena crisi e il dollaro non sembra poi così solido, resta comunque la moneta di referenza per il commercio internazionale e gli scambi sul mercato. Fino ai minimi dettagli della vita quotidiana degli abitanti: l’ultimo scandalo che ha scosso l’Argentina, è l’assenza di… ketchup negli hamburger di una celebre catena di fast food. Il ketchup viene acquistato in Cile in dollari, e il governo non vuole i bigliettoni verdi, troppo preziosi in tempi di crisi, non lasciano il Paese!

Ma cosa succederebbe se il dollaro perdesse a sua volta il suo valore? O se, come in Crimea, venissero scambiati piuttosto in nero, in un contesto in cui la potenza che ha il controllo sulla nazione volesse fare a meno del dollaro?

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Una crisi della stessa portata potrebbe verificarsi anche in Italia? Si, poiché le ragioni possono essere numerose, e non solo geopolitiche! A Cipro, ad esempio, quando tutto il sistema bancario ha fatto fallimento, anche la vita quotidiana dei ciprioti ha toccato il fondo a sua volta.

In Italia, se tutti gli italiani cercassero di recuperare i loro fondi tutti insieme, tutto il sistema farebbe fallimento. Un vero e proprio “bankrun”, un assalto agli sportelli bancari per prelevare i propri soldi prima degli altri. In Grecia, così come in Spagna, è la stessa identica cosa per numerosi risparmiatori e investitori, che prelevano i soldi in massa dai loro conti bancari.

In caso di crisi, la soluzione di ripiego – e anche di sopravvivenza – prende la forma delle monete metallo. Un esempio è quello della Seconda Guerra Mondiale, quando alcuni soldati inglesi partivano in missione con delle sterline in oro nascoste: era la soluzione per potersi salvare la vita, poiché le monete rappresentavano un valore sicuro in tutte le nazioni.

L’argento metallo, più facile da scambiare

Nel caso di una crisi monetaria come quella che sta avvenendo ora in Crimea, sarebbe dunque la soluzione che potrebbe evitare ai crimeani di ritrovarsi a corto di liquidi. Sopratutto se il ricorso al dollaro potrebbe risultare pericoloso per via del contesto politico che si verrà a creare.

Verso quale moneta metallo rivolgersi? Ovviamente, verso le monete da investimento, il cui valore è conosciuto. I 10 rubli Russia, la moneta d’oro russa da investimento, ne fa parte. Ma potrebbe essere ancora più ragionevole rivolgersi verso l’argento metallo, garante del proprio valore, e che ha sopratutto il vantaggio di essere più liquidabile. Una moneta riconosciuta e che non perde il suo valore nel tempo e che si può scambiare facilmente. Rifornitevi prima della grande crisi, poiché dopo non ce ne sarà più abbastanza!

 

Monete da investimento o da collezione? Fate la differenza!

Tuesday, March 25th, 2014

Acquistare una classica Sterlina oro (o argento) riservata all’investimento non è la stessa cosa che acquistare una 100 Lire. Questi due acquisti sono entrambi molto interessanti poiché contengono dell’oro e sono certificati ! Acquisto per investimento o acquisto per passione, imparate a riconoscere una moneta da investimento classica da una moneta rara e capire cosa possono rapportarvi queste due forme d’acquisto.

Definizione

Monete da investimento, numismatica, semi-numismatica, rarità… Che differenza c’è tra le monete d’oro? Perché, per una “stessa” moneta, il prezzo può variare fino al doppio? Dobbiamo, innanzitutto, fare la distinzione tra oro da investimento e oro da collezione.

Nonostante tutte le monete contenenti del metallo prezioso rientrino nel quadro della numismatica, scienza che si riallaccia alla storia e che studia le monete, esse non hanno tutte le stesse caratteristiche e di conseguenza hanno anche un diverso prezzo.

Da un punto di vista fiscale, l’oro da investimento concerne le monete:

– le monete che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese d’origine
– coniate dopo il 1800
– di una purezza pari o superiore ai 900 millesimi
– il cui prezzo non supera dell’80% il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto.

Dritto dell'oncia d'oro puro VERA VALOR

In questa categoria rientrano, ad esempio, tutte le monete in oro e argento vendute su LinGOLD.com, nella colonna a destra, dove sono presenti le monete coniate dopo il 1800 con una certa purezza e che sono state delle monete di pagamento e le cosidette “bullion coins” o monete lingotto o, ancora, monete da investimento come il Krugerrand, il dollaro americano, la panda cinese o la Vera Valor.

L’investitore deve interessarsi unicamente alle monete posteriori al 1800, le monete anteriori a tale data fanno parte del mondo della collezione e non sono interessanti a livello fiscale.

Per l’investitore, una moneta da investimento che proviene dalla numismatica o dalla semi-numismatica è una moneta in oro o in argento:

– emessa dopo il 1800
– il cui premio di fondo è superiore al 20% circa
– rara (domanda superiore all’offerta, monete difettose, monete fuse e delle quali restano solo pochissimi esemplari…)
– con una qualità di conservazione eccezionale in confronto al loro millesimo (quando sono di vecchia data)
– con delle particolarità come i simboli che differenziano le zecche, la fantasia di una zecca…

Semi-numismatica

Nella categoria della semi-numismatica rientrano delle belle monete, con delle incisioni molto popolari, straniere, quindi difficili da reperire in Italia, come i 10$ americani Liberty, o le Saint Gaudens.

La rarità, un mercato appetibile!

Una moneta difettosa può rapportare tanto e ciò che inizialmente è stato considerato come un difetto di fabbrica può trasformarsi in investimento molto conveniente.

E praticamente impossibile riprodurre una moneta “sbagliata” involontariamente (in tal caso, sarebbe una moneta falsificata). Queste monete rare sono dunque destinate a restarlo, e ciò che è raro è caro. E un investimento che avrà sempre un valore.

Il salvataggio delle banche sul modello cipriota dovrebbe iniziare nel 2016

Friday, December 27th, 2013

Piano di salvataggio delle banche - Copyright Economy.it

Secondo le decisioni prese dall’UE questi giorni, il salvataggio delle banche in fallimento potrebbe essere effettivo dal 2016, ricorrendo al capitale dei clienti: privati, imprese, azionisti.

Quest’accordo, non ancora approvato in via definitiva dai Governi e dal Parlamento Europeo, contiene i punti seguenti, imposti soprattutto dalla Germania, che non vuole pagare nemmeno un euro in più per le entità degli altri Paesi:

• Creazione di un’autorità unica di liquidazione

Gli azionisti e i creditori delle banche assorbiranno le perdite al posto dei contribuenti

• Gli Stati membri dovranno predisporre di fondi di garanzia, finanziati dalle banche stesse, e dovranno raggiungere la soglia dell’1% dei depositi assicurati entro 10 anni.

• Di fronte ad ogni situazione di salvataggio di un’entità, si dovrà applicare obbligatoriamente una riduzione pari all’8% sul totale del passivo della banca in base all’ordine seguente:

Capitale: attivi finanziari e azioni;
Debito junior: debito subordinato;
Debito Senior e depositi non garantiti delle grandi società;
Depositi di oltre 100 000 euro che non appartengono alle PMI o ai privati;
Depositi di oltre 100 000 euro che appartengono alle PMI o ai privati;
Le obbligazioni ipotecarie;
I depositi inferiori a 100 000 euro (assicurati), non verranno toccati.

Fonte: Tucapital.es

Gli Stati interverranno solo in casi eccezionali, per utilizzare i fondi pubblici nazionali e quelli del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ad esempio prima che i creditori perdano tutti i loro investimenti o quando non sarà più possibile applicare delle riduzioni, e se la banca continuerà ad aver bisogno d’aiuto.

Questa direttiva metterà fine agli aiuti pubblici concessi alle banche, e alla poco fiducia verso quest’ultime. Tali misure, tuttavia, non faranno altro che aumentare l’incertezza e la sfiducia, poiché noi tutti sappiamo che il posto meno sicuro dove custodire i propri soldi sono le banche. E come se non bastasse, non solo dobbiamo pagare per far custodire i nostri soldi, ma dobbiamo anche esporci al rischio di perdere una parte del nostro capitale per degli scopi di “salvataggio”.

Fiscalità applicata all’oro da investimento in Italia

Friday, December 13th, 2013

In quest’articolo parleremo della fiscalità applicata in Italia sull’oro. Parliamo in particolare dell’oro da investimento, che beneficia di alcuni vantaggi dei quali non godono, ad esempio, i gioielli, o le medaglie commemorative in oro.

MA COSA S’INTENDE PER ORO DA INVESTIMENTO?

La definizione di oro da investimento la troviamo all’articolo 1 della Legge 17 Gennaio 2000, N. 7:

  • l’oro da investimento, intendendo per tale, l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
  • le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonchè le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco;
  • il materiale d’oro diverso da quello di cui alla lettera a), ad uso prevalentemente industriale, sia in forma di semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, sia in qualunque altra forma e purezza.

LE MONETE D’ORO DA INVESTIMENTO

La Vera Valor, la 1° Oncia d'oro puro proveniente dalla Clean Extraction

Sono considerate come monete da investimento tutte le “monete bullion”, o monete lingotto, come il Krugerrand, la Panda cinese, l’Eagle americana, la Maple Leaf canadese, la Nugget australiana, la Filarmonica di Vienna o, ancora, la Vera Valor e la Mezza Vera valor… Inoltre, si aggiungono alla lista monete meno recenti, più “tradizionali” come la Lira, la Sterlina inglese, la Marianne Coq o la Pesos messicana.

NB: il premio di una moneta d’oro non ha niente a che vedere con le tasse.

LORO DA INVESTIMENTO ESENTE DA IVA

Le operazioni di compravendita di oro da investimento sono esenti da IVA (art.10 del DPR 633/1972 – “Operazioni esenti dall’imposta”).

Grazie alla Legge 7/2000, n. 7, il monopolio del mercato dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi è stato abolito, e i residenti italiani possono acquistare e vendere oro da investimento senza IVA, a livello europeo.

TASSAZIONE SULL’ORO DA INVESTIMENTO PER I SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA NON IN REGIME D’IMPRESA (INVESTITORI PRIVATI)

La compravendita di metalli preziosi preziosi, lingotti e monete d’oro, può generare plusvalenze di natura finanziaria che la legislazione italiana sottopone a tassazione con l’applicazione di un’imposta sostitutiva.

La base imponibile soggetta a tassazione è determinata dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il suo valore di acquisto (art. 68 del TUIR). E molto importante conservare la documentazione dell’atto di acquisto del metallo, poiché in mancanza di tale documentazione, le plusvalenze vengono determinate in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione, e su questa base si paga il 20 per cento. Non si tratta di una facoltà ma di un obbligo. Pertanto non è possibile scegliere l’opzione più conveniente qualora si sia effettivamente in possesso della documentazione d’acquisto.

NB: Ai fini della determinazione della plusvalenza si considerano ceduti per primi i metalli preziosi acquistati in data più recente, a meno che non riusciate a fornire con prove tangibili che avete rivenduto il metallo più vecchio (comma 1-bis, articolo 67 del TUIR).

SE ACQUISTO E VENDO ALL’ESTERO, DOVE DEVO PAGARE LA PLUSVALENZA?

Per i residenti fiscali in Italia, le plusvalenze si considerano prodotte in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dell’intermediario e della società che ha emesso le azioni. Pertanto, i residenti fiscali in Italia sono tenuti a pagare le plusvalenze secondo le modalità previste dalla legge italiana (D.P.R. n. 917/86 del TUIR).

E SE REALIZZO UNA MINUSVALENZA ALLA RIVENDITA?

La minusvalenza (cosidetta “capital loss”) è una perdita risultante dalla vendita di un prodotto ad un prezzo inferiore a quello d’acquisto.
Se vendo il mio oro, e realizzo una minusvalenza nel periodo d’imposta, posso compensarla con le eventuali plusvalenze, entro e non oltre i quattro anni successivi. Se entro tale termine non si realizzano plusvalenze sufficienti a compensare le minusvalenze, il residuo va perduto. (art. 68, comma 5 del TUIR).

Nel regime della dichiarazione, il calcolo dev’essere fatto dall’investitore stesso (a differenza del regime amministrato e dal regime gestito), il quale dovrà ricostruire i movimenti del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out, ossia l’ultimo ad entrare sarà il primo ad uscire).

DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ORO

Comunicazione presso l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12 500 €

Per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12.500 € relative a transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, vige l’obbligo di dichiarazione.

L’obbligo di comunicazione scatta con atti dispositivi o di trasferimento di oro :

– le cessioni dall’estero e verso l’estero;
– le cessioni nel territorio nazionale;
– le altre operazioni in oro anche a titolo gratuito (trust, donazioni, successioni);
– le cessioni di oro “estero su estero”.

In caso di mancata dichiarazione, può scattare la sanzione dal 10 al 40% del valore negoziato (art. 4 della legge 17.01.2000, n. 7).

La dichiarazione dev’essere trasmessa all’UIF, entro la fine del mese successivo a quello nel quale l’operazione è stata compiuta; nei casi di operazioni di trasferimento al seguito verso l’estero la dichiarazione va, invece, effettuata e trasmessa prima del trasferimento stesso. Copia della dichiarazione e del documento che ne attesta l’avvenuta trasmissione alla UIF devono accompagnare l’oro.

In casi di acquisto di oro all’estero l’obbligo di dichiarazione grava sull’acquirente italiano.

SEGNALAZIONE DEI TRASFERIMENTI E CAPITALI ALL’ESTERO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RW

Questo quadro dev’essere compilato se l’importo complessivo degli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria, detenuti al 31 dicembre dell’anno precedente, nonché i trasferimenti effettuati, nel corso dell’anno precedente, risultano essere pari o superiori ai 10 000 euro.
NB: Queste due comunicazioni hanno puro scopo dichiarativo e non hanno valore ai fini della tassazione.

COMUNICAZIONE DELLE PLUSVALENZE REALIZZATE SULLA COMPRAVENDITA DI ORO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RT, ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Questo quadro è formato da 4 sezioni a seconda della tipologia dei redditi da dichiarare. Le sezioni che interessano gli investitori in oro che realizzano delle plusvalenze sono la II-A (questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.) e la II-B (questa Sezione deve essere compilata dagli enti non commerciali residenti in Italia e dai soggetti non residenti per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento).

IVAFE, L’IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO

L’Ivafe è l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero che grava sulle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie (azioni,obbligazioni, titoli, valute estere, metalli preziosi) presso intermediari esteri.

L’IVAFE si applica proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione:

  • per il 2012, nella misura dell’1 per mille annuo del valore delle attività finanziarie
  • per il 2013 nella misura dell’1,5 per mille annuo.

Non è prevista alcuna soglia di esenzione. L’imposta non è dovuta solo se il suo importo non supera i 12 euro.

Per calcolare la base imponibile va preso in considerazione il valore di mercato, rilevato al 31.12 di ciascun anno nel luogo in cui le stesse sono detenute. Se alla data del 31.12 le attività non sono più possedute, si deve far riferimento al valore di mercato delle stesse attività rilevato al termine del periodo di possesso.

L’IVAFE SARA PIU LEGGERA A PARTIRE DAL 2014

Dal 2014, l’ambito di applicazione del prelievo sui capitali all’estero sarà ridotto. A pagare non saranno più tutte le «attività finanziarie» detenute oltre confine, ma solo i «prodotti finanziari», oltre che conti correnti e libretti di risparmio. Questo è quanto prevede il ddl Europea 2013-bis, approvato nel settembre scorso dal consiglio dei ministri.

L’applicazione dell’IVAFE per i metalli preziosi verrà sostituita, dal 2014, da un imposta di bollo fissa, pari a 34,20 euro.

Leggi e riferimenti :

Legge 17 Gennaio 2000, n.7

Operazioni esenti da imposta

TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi

Le banche centrali potrebbero utilizzare le riserve d’oro come garanzia per pagare i loro debiti ?

Monday, June 24th, 2013

La banca centrale russa accetta già l’oro da investimento dalle banche russe come garanzia per concedere loro dei prestiti. I Paesi dell’eurozona in difficoltà potrebbero d’ora in poi utilizzare le loro riserve d’oro come garanzia per estinguere i loro debiti pubblici.

Nell’ottobre scorso, uno studio realizzato dal Professore Ansgar Belke, dell’Università di Duisburg-Essen e DIW Berlin, intitolato: A more effective Eurozone monetary policy-gold-backed sovereign debt (una politica monetaria più sana nella zona euro – un debito pubblico legato all’oro), mette in evidenza i vantaggi che risulterebbero dall’attuazione di una simile idea.

Le riserve d’oro di nazioni come il Portogallo, la Grecia, l’Italia, l’Irlanda o la Spagna potrebbero essere utilizzate come garanzia per pagare il debito pubblico. La conseguenza immediata di questa scelta sarebbe il crollo dei costi finanziari per gli Stati, questo si tradurrebbe immediatamente con un ribasso del premio per il rischio.

Le riserve d’oro degli Stati membri sono custodite dalle Banche Centrali nazionali di ognuno di questi Paesi. In questo modo, nel contesto dell’Unione Monetaria, è necessario ottenere l’approvazione del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) per rimpatriare le riserve d’oro che si trovano al di fuori delle frontiere di ogni nazione e il trasferimento di tali riserve verso un ente indipendente creato ad hoc dallo Stato.

I vantaggi di “unire” il debito pubblico all’oro sono evidenti : il premio per il rischio è ridotto poiché il debito è sotto controllo, assenza di trasferimento di rischio dei Paesi ad alto potenziale di rischi rispetto a quelli che hanno invece minori rischi d’insolvenza.

La relazione fa appello alla debolezza dei diversi piani di salvataggio e dei programmi d’acquisto del debito pubblico. Per quanto riguarda i piani di salvataggio, il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche Fondo salva-stati) ha dei seri problemi di finanziamento. Invece, per quanto riguarda l’acquisto del debito pubblico, le operazioni OMT (Outright Monetary Operation) sono accettate come garanzia in controparte di prestiti per finanziare il debito pubblico. Questi ultimi sono solo una ventata d’aria fresca temporanea per gli Stati.

E’ ovvio che non tutte le nazioni hanno la stessa capacità di utilizzare le loro riserve d’oro. Ad esempio, le Grecia, l’Irlanda e la Spagna non possiedono oro a sufficienza per coprire l’intero debito. Tuttavia, il Portogallo e l’Italia dispongono d’importanti riserve d’oro. Queste ultime rappresentano tra il 24% e il 30% dell’insieme delle loro necessità di finanziamento su due anni. E’ poco ma almeno è già qualcosa. Per la precisione, la zona euro dispone di 10.792 tonnellate d’oro per un totale di 590 miliardi di dollari americani.

Fonte : OroyFinanzas.com

La Lira Italiana, un buon investimento di diversificazione

Friday, February 8th, 2013

L’attaccamento degli italiani alle tradizioni si riflette nel loro attaccamento alla moneta d’oro nazionale: il Marengo Italiano, l’equivalente del Napoleone francese.

Caratteristiche e storia

Marengo Vittorio Emanuele II 1863

La Lira italiana, il cui nome deriva dal latino Libra (“libbra”), che per i Romani era un’unità di misura pari a 327,45 grammi, fu emessa a partire dal 1861. Dal 1865, andò ad integrare l’Unione Monetaria Latina. A seguito dell’istituzione dell’Unione Latina, il nome Marengo fu esteso a tutte le monete dello stesso valore, tra cui le 20 Lire italiane. Vengono chiamate dunque Marengo le monete da 20 Lire di Napoleone, le Vittorio Emanuele II e III, le Umberto I, le Carlo Alberto ecc.. La moneta d’oro italiana più ricercata è la 20 Lire Vittorio Emanuele e Umberto I, sorelle transalpine dei 20 Franchi di Napoleone.

Concepita per il commercio e coniata su grande scala, la Lira in oro italiana è composta da un oro robusto con un titolo di 900.000%. Questa moneta è stata coniata nei seguenti valori nominali: 5 lire, 10 lire, 20 lire, 50 lire, 80 lire e 100 lire.

Descrizione

Rovescio Marengo Vittorio Emanuele II

Sul rovescio sono raffigurate le armi della Casa dei Savoia, una croce d’argento sovrastata da una corona, uno scudo circondato dal simbolo della valuta (L · a sinistra per Lira) e il valore nominale a destra (20 per esempio). Il tutto è circondato da una corona d’alloro. Il marchio della Zecca di Roma ( R ) figura nella parte inferiore della moneta. Come per la Sterlina e il Napoleone, vi sono tante illustrazioni per il dritto quanti sono stati i monarchi regnanti in Italia dal 1863 al 1940: Vittorio Emanuele II, Umberto I, Carlo Alberto, Napoleone..

I punti di forza della Lira Italiana

Questa moneta si vende quasi allo stesso prezzo del Napoleone francese (chiamato anche “Nap”), con un aumento dello spread significativo quando c’è una crisi seguita da una forte domanda. E’ quindi importante possedere questo tipo di monete poiché si può realizzare un buon plusvalore quando il prezzo dell’oro sale. Il Marengo Italiano è una moneta ideale per gli investimenti a medio e lungo termine. Non possono quindi mancare nella lista dei vostri investimenti!

LingOro.net a Parigi per la Fiera dell’Investimento 2012

Wednesday, October 24th, 2012

Investimenti anti-crisi

LingOro.net era presente ad uno dei principali saloni europei in materia d’investimento e risparmio a Parigi tenutosi presso il famoso Palais des Congrès a Porte Maillot, dall’11 al 13 ottobre.

E’ stata un’occasione interessante per fare un paragone tra i diversi tipi d’investimento e capire quale sia davvero il migliore, sopratutto in tempi di crisi come quello che stiamo affrontando ora. Nel salone erano infatti presenti più di 150 espositori esperti di borsa, fiscalità, gestione del patrimonio, assicurazioni, immobiliare e, ovviamente, di oro, dichiarato investimento più sexy del 2012.

Per la gioia dei lettori che ci seguono e ci chiedono consigli, e che hanno dei dubbi in materia di oro, siamo andati ad assistere alla conferenza tenutasi dal Presidente della Società AuCOFFRE.com, Jean-François Faure, principale piattaforma online di compravendita di oro da investimento in Francia e che vanta una versione inglese (LinGOLD.com), spagnola (LingORO.com), cinese e, tra non molto, italiana. Durante la conferenza, J.F. Faure, ha dato dei preziosi consigli e precise indicazioni in materia di oro, monete d’oro, numismatica e investimenti. Qui sotto il resoconto della conferenza.

Quattro cose da non dimenticare sull’oro:

  • Oggi, vendere il proprio oro corrisponderebbe a svuotare la propria borraccia in pieno deserto.
  • L’oro è l’assicurazione incendio del proprio patrimonio: non bisogna dunque chiedersi se bisogna averne o meno? Bisogna averne.
  • Un Napoleone da 10 franchi valeva il doppio dell’oro che conteneva a inizio ottobre del 2008, nel cuore della crisi finanziaria. Il suo prezzo è quasi raddoppiato nel giro di 48 ore.
  • Il record del 1980 a 850$ corrisponderebbe oggi a circa 2300$. Siamo solo a 1700$…

Quale forma di oro acquistare?

  • L’oro cartaceo: con gli ETF, i certificati ecc… perdete tutto ciò che avete investito in caso di fallimento bancario. << Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo – ha detto Jean-François Faure – la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico >>. E ancora ha aggiunto: << gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico. Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una delle più grandi fabbriche di lingotti al mondo. L’andamento dell’oro cartaceo è basato su un qualcosa che in realtà non esiste >>.
  • Le miniere d’oro: il prezzo delle azioni delle miniere d’oro non segue per forza quello dell’oro. Al contrario, la maggior parte delle volte, è l’opposto. Infatti, questo tipo d’investimento è consigliato solo ed esclusivamente a chi è esperto. Perciò statene alla larga se muovete i primi passi in questo settore.
  • L’oro fisico: è decisamente l’unico tipo di oro in cui vale la pena investire, in quanto valore rifugio per eccellenza in materia di risparmio anti-crisi. Da più di 6000 anni, l’oro è infatti considerato come una moneta e un valore rifugio, essendo questo un metallo particolare che si distingue da tutti gli altri per le sue particolari caratteristiche che lo rendono insostituibile. Le banche centrali dei principali Paesi ne possiedono ancora in grandi quantità e cercano sempre di averne di più nei loro caveau.

Perché l’oro fisico come investimento di risparmio nel XXI secolo?

Secondo un recente sondaggio a cura della società AuCOFFRE.com risalente a marzo di quest’anno, sono le persone a reclamarlo e richiederlo in quantità sempre maggiori. I dati parlano chiaro:

– un valore rifugio (84%);
– un investimento sicuro (77%);
– un investimento per il futuro, il quale valore non cessa di aumentare (68%).

Inoltre, al contrario di ciò che sentirete dire dal vostro banchiere, l’oro è l’unico bene che non subisce l’influenza dell’inflazione e della deflazione, e protegge gli individui dalle misure governative, offrendo una via di scampo contro possibili norme di confisca e svalutazioni monetarie.

Ovviamente, non dovete per nessuna ragione addentrarvi alla cieca in questo mondo, ma è bene seguire i consigli dei professionisti ed esperti del settore.

Perché l’oro sarà più forte rispetto ad ogni altra forma d’investimento nei prossimi 5 anni?

L’oro batterà tutti gli altri tipi d’investimento per diversi motivi: il primo tra questi è che per sfruttare un nuovo giacimento ci vogliono dai 7 ai 10 anni e il potenziale di nuovi giacimenti è assai limitato. Secondo punto, l’oro progredisce sempre quando i tassi sono bassi e le banche centrali cercano di limitare e regolare le loro vendite. Ultimo punto, ma non meno importante degli altri, l’oro è l’anti-dollaro/euro per eccellenza.

La domanda di oro è in continuo aumento, in modo particolare aumenta la domanda di oro come valore rifugio perciò, non per motivi puramente speculativi, ma bensì come vera e propria << assicurazione >> contro la crisi per il futuro.

Quale forma di oro fisico dovete acquistare: monete o lingotti?

Vediamo insieme la differenza tra le monete d’oro e i lingotti.

I lingotti sono interessanti in una logica d’investimento a lungo termine, ma bisogna fare molta attenzione perché una volta che avrete in mano il vostro bel lingotto non sarà facile rivenderlo. Abbiamo ribadito più volte nei nostri articoli che il momento più importante quando si pensa all’investimento nell’oro è la rivendita. Ora, ponete il caso di possedere il classico lingotto di borsa, che pesa di norma tra i 995 grammi e i 1005 grammi. Questi lingotti riportano il punzone del loro fonditore, cosa che attesta sia la provenienza sia l’autenticità dello stesso. Inoltre, tali lingotti sono dotati di un certificato realizzato dal collaudatore che attesta la sua purezza (la quale dev’essere di minimo 995 grammi per un chilo, vale a dire 24 carati d’oro) che viene consegnato al momento dell’acquisto. Fin qui nessun problema, ma cosa succederà quando deciderete di rivenderlo? La legge vuole che siano i Paesi che fondono i lingotti a disciplinarne la detenzione. In questo modo, per poter commercializzare un lingotto in Italia dev’essere stato concepito sul territorio italiano per rispondere alle regolamentazioni doganali. E così, un lingotto acquistato all’estero potrà essere rivenduto in Italia solo dopo essere stato rifuso sul territorio italiano. Avrete certamente capito da soli che questo non è l’investimento migliore..!

Dritto moneta Vittorio Emanuele II

Per quanto riguarda le monete d’oro, dobbiamo innanzitutto distinguere tra monete da investimento (o di borsa) e monete numismatiche (o da collezione). Le monete d’oro da investimento sono quelle monete coniate dal 1800 in poi e che hanno avuto corso legale nel Paese d’origine. Una moneta avente corso legale è una moneta con la quale si può monetizzare ogni tipo di transazione a livello commerciale, si può trattare dunque di una Vittorio Emanuele II o III da 10, 20, 50, 100 Lire, di una Sterlina inglese, di un Peso messicano, di un Krugerrand Sudafricano ecc.. Il loro valore è determinato dal loro peso in oro e segue dunque le fluttuazioni del prezzo dell’oro. Queste monete sono esenti da IVA alla rivendita.

Mentre, le monete cosiddette numismatiche hanno un valore superiore rispetto al loro contenuto di metallo giallo. Il loro valore dipende da rarità, stato di conservazione, richiesta sul mercato. Una moneta rara, con uno spread molto elevato, venduta ad un prezzo dell’80% più alto rispetto al prezzo della moneta a peso d’oro sul mercato è dunque considerata una moneta da collezione. Le monete da collezione sono le monete in metallo prezioso coniate prima del 1800. Per tali motivi queste monete interessano solo i numismatici e i collezionisti e sono dunque poco appetibili agli occhi degli investitori.

Quali monete acquistare?

Le migliori monete d’oro sulle quali investire per fare dei buoni affari sono senza ombra di dubbio quelle classiche italiane: le Marengo del Regno d’Italia come ad esempio quelle di Vittorio Emanuele II e III e quelle di Umberto I.

Dritto moneta Vera Valor, la moneta universale da un'oncia d'oro puro

Ci sono, poi, i grandi classici che non passano mai di moda come la Sterlina inglese, i 50 Pesos messicani, il Krugerrand Sudafricano, il Dollaro americano ecc.. Tra le ultime nate, ma che hanno già avuto (e stanno avendo) un grande successo tra gli investitori, c’è la Vera Valor. Un nome una garanzia! La Vera Valor è nata da un progetto di AuCOFFRE.com ed è una moneta da investimento dotata di una quotazione e caratteristiche proprie.

Altre monete interessanti per l’investimento sono l’Eagle americana, la Panda cinese, il Nugget australiano, i 20 Franchi svizzeri e quelli dell’Unione Latina, Liberty USA da 10 e 20 dollari e, infine, la Maple Leaf canadese.

Quali sono i fattori da tenere conto quando si acquistano le monete d’oro?

Ci sono molteplici indicatori che aiutano a distinguere i prodotti buoni da quelli scadenti. Vediamo insieme quali sono i principali.

Per prima cosa, quando decidete di acquistare una moneta d’oro fate molta attenzione alle loro condizioni (vedi l’articolo l’importanza dello stato di conservazione delle monete d’oro). Una moneta che presenta delle ammaccature, dei graffi e dei contorni poco chiari non è una buona moneta per l’investimento. Le monete che v’interessano in termini d’investimento sono piuttosto quelle in stato SPL (Splendido) o BB (Bellissimo). Infatti, le monete in questo stato di conservazione godono di un premio (o spread) alla rivendita. Mentre, ad eccezione di alcune monete rare, quelle di tipo B (Bello) e MB (Molto Bello) sono vendute a peso d’oro. Per quanto riguarda quelle FDC (Fior di Conio) non ne consigliamo l’acquisto perché sono monete rare che hanno un premio base (premio medio oltre il valore dell’oro) già alto e un differenziale di spread basso (la differenza tra premio di base e il più alto premio reale). Queste sono perciò monete riservate al puro numismatico.

Altre cose su cui dovete prestare molta attenzione sono il millesimo e il segno di zecca delle monete d’oro. Controllate sempre che questi corrispondano agli anni di coniazione di quelle determinate monete e assicuratevi della loro origine (dove sono state concepite le monete). Per fare questo potete consultare le schede di ogni moneta sul nostro blog che trovate qui: monete d’oro da investimento. E’ comunque molto più facile riprodurre dei falsi di monete nuove piuttosto che di quelle vecchie, ma bisogna comunque fare sempre molta attenzione anche con quelle datate.

Il momento più importante: la rivendita delle monete d’oro!

Come già accennato diverse volte in quest’articolo, il momento più importante è quello della rivendita. Per rivendere il proprio oro al miglior prezzo bisogna seguire delle semplici e preziose regole:

– Non farsi rubare il proprio oro (confisca, furto diretto, imbrogli sul prezzo);
– Non rivolgersi ad una banca;
– Non perdere tempo ed evitare chi ve lo potrebbe far perdere (banche, intermediari ecc..);
– Definire in anticipo le vostre intenzioni (darvi delle regole; decidere se volete fare un acquisto a lungo o breve termine ecc..);
– Conoscere e seguire i prezzi e l’andamento dei vari mercati.

Dove acquistare le monete d’oro?

Per prima cosa, evitate i siti dove si vende e si compra all’asta come Ebay, ad esempio. Su questi siti gli scambi avvengono unicamente tra privati, e non avete perciò alcuna garanzia su quello che andrete ad acquistare. Se avete dei dubbi, basta che andiate sulle pagine che vi mettono in guardia da questo tipo di siti per leggere i centinai di casi di monete d’oro false vendute in cambio di Krugerrand o di monete Vittorio Emanuele. Per non parlare dei prezzi di vendita.. partono da costi bassissimi in un primo tempo per arrivare in un secondo tempo ai prezzi del mercato, quando non è più caro! Come sorpresa finale, una volta che vi vengono consegnate a casa le vostre monete d’oro, siete costretti a pagare le spese di spedizione, pagando le vostre monete dal 5 al 10% in più del loro valore reale. Tutto questo senza nessuna garanzia sulla qualità delle monete!

Evitate anche gli agenti di cambio perché tendono a sbarazzarsi molto facilmente delle monete d’oro quando le comprano ai privati. Di conseguenza, se ordinate delle monete rischiate di doverle aspettare a lungo perché molto probabilmente ne avranno poche in stock o, addirittura, non ne avranno proprio. Per non parlare delle commissioni che sono spesso poco chiare, per nulla limpide.

Evitate le banche! Non ci stancheremo mai di ripetervelo. Tutti coloro che hanno provato questa soluzione concordano nel dire che è un processo lungo e fastidioso. E’ facilmente comprensibile il motivo per il quale le banche non hanno più interesse ad acquistare e vendere le monete d’oro: preferiscono proporre servizi dematerializzati ad alto valore aggiunto. Se siete diffidenti, vi consigliamo di fare una prova e andare di persona dal vostro banchiere di fiducia a chiedere. State certi che non avrete le vostre monete prima di 3 o 4 settimane!

Clicca sull'immagine per andare direttamente al sito LinGOLD.com

Allora, dove potete acquistare in tutta sicurezza e in modo semplice e veloce?

Il nostro consiglio è la piattaforma online LinGOLD.com, un sito che permette di acquistare e mettere in vendita in tempo record le vostre monete con un solo click comodamente dal vostro divano. Il sito propone una vasta scelta di monete d’oro da investimento anche molto difficili da reperire sul mercato. Inoltre, offre un servizio di custodia in casseforti indipendenti in Svizzera. La legge vuole che per le transazioni effettuate in Svizzera non siete tassabili né d’IVA né da nessun altro tipo di tassa. Ma fate attenzione! Se fate uscire le vostre monete dal territorio svizzero questa legge non sarà più applicabile. Inoltre, grazie al LSP (Libretto per la Salvaguardia del Patrimonio), al quale potrete facilmente iscrivervi dal sito, avrete la possibilità di acquistare dei grammi d’oro per un minimo di un grammo al mese senza pagare alcuna spesa per la custodia in cassaforte. I prezzi delle monete sono autentici in quanto sono i clienti stessi a fissare il prezzo di vendita. Ciò significa che il prezzo viene fissato dalla domanda e dall’offerta. All’interno del sito trovate anche le quotazioni in tempo reale di ogni moneta (per ciascun tipo e millesimo) e il grafico del prezzo dell’oro sul mercato. Perciò, LinGOLD. com propone il prezzo base delle monete indicando l’esatto potenziale di spread in tempo reale, ma i prezzi di vendita delle monete sono fissati dai clienti proprietari delle monete. Ogni moneta è contraddistinta da un numero preciso che viene scritto sulla loro custodia al momento della conservazione in cassaforte. Per ogni moneta vengono fornite le immagini del dritto e del rovescio con il relativo numero e sono tutte di qualità SPL in quanto la società acquista solo da fornitori professionali. Per ogni acquisto viene fornito il certificato di proprietà, scaricabile o stampabile direttamente dal sito. Un’équipe di consulenti preparati ed esperti è pronta ad assistervi telefonicamente o via e-mail, oppure potete comunicare dall’innovativa chat che potete avviare direttamente dal sito. L’iscrizione al sito è completamente gratuita e senza alcun tipo di vincolo. LinGOLD.com prende solo l’1% delle commissioni sulle transazioni.

LinGOLD.com ha apportato una vera e propria rivoluzione nel commercio delle monete d’oro e una risposta sicura alle esigenze degli investitori di tutto il mondo. E’ dotato di una versione inglese, francese, spagnola, cinese e presto anche italiana. Stay tuned!

 

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Alessia Pinna

E se l’euro esplodesse?

Wednesday, June 13th, 2012

Tic tac, tic tac, boom!

Se l’euro esplodesse cosa succederebbe? Niente di così grave per alcuni. Per altri, sarebbe il caos più totale. La verità si situerebbe senza dubbio tra queste due estremità, senza per altro conoscerne precisamente l’orientamento.

Visto che la fine della moneta unica diventa una scenario sempre più credibile, è legittimo porsi questa domanda, anzi direi che è una domanda che dobbiamo porci imperativamente.

Quali conseguenze avrebbe un’esplosione della moneta unica per un’impresa, uno Stato e, ovviamente, per i privati?

Iniziamo dalle persone comuni, voi, io e gli altri. Piccoli o grandi risparmiatori, giovani o vecchi, saremo pressoché tutti allo stesso livello in caso di crollo dell’euro… ma più per il peggio che per il meglio.

Allora, concretamente, come potrebbe accadere? Innanzitutto, i periodi più favorevoli (cerchiamo di essere ottimisti) in cui la situazione è meno difficile da gestire sono quelli di riposo. Quindi, o durante il week-end, o durante le vacanze estive. Possiamo, perciò, dire che il periodo ideale è durante il week-end delle vacanze estive. Questo è il momento giusto per grandi annunci.

Prima di tutto, il cittadino medio non ascolta per forza assiduamente le informazioni in spiaggia. Secondariamente, sappiamo bene che il sole e il mare ci rendono meno suscettibili, e i riflessi sono meno rapidi, e poi tutti sono lontani dalla propria abitazione, senza i propri documenti bancari, codici di conto corrente, RIB e altri codici confidenziali, identificativi, password segretissime che vi permetterebbero di recuperare i vostri soldi. Per farla breve, ci ritroveremo incastrati, e nel panico più totale. Infine, l’ora migliore è appena prima della messa in onda dei telegiornali delle ore 20. E’ l’istante in cui tutti sono nelle loro case. La cena sta per cominciare o per finire, i bambini in pigiama o quasi, non tarderanno comunque ad andare a letto… in questo caso, è difficile che inizi una rivoluzione. Le attività commerciali sono tutte chiuse. Altre persone staranno cenando in qualche ristorante o a casa di amici… e la notte porta consiglio!

Sappiate che il giorno favorito è il 15 agosto. Un bel giorno. Spagna, Francia e Italia saranno a riposo, in vacanza. I tedeschi… sulle spiaggie italiane, francesi o spagnole. Gli inglesi saranno sparsi in tutta l’Europa continentale.

In breve, la data ideale per il nostro scenario è il 15 agosto alle ore 20.

Adesso, immaginiamo insieme cosa potrebbe succedere…

 

Gli italiani e l’oro: un amore che continua da più di 2000 anni.

Friday, April 20th, 2012

20 Lire Marengo Vittorio Emanuele II

La riserva aurea dell’Italia

Nelle casseforti della Banca d’Italia ci sono ben 2 451,8 tonnellate d’oro, vale a dire 83 197 miliardi di euro circa. L’Italia ha infatti la terza riserva d’oro più grande al mondo dopo gli Stati-Uniti e la Germania, e quarta se contiamo anche quella del FMI.

Tuttavia, l’oro dell’Italia non si trova solo a Roma (Palazzo Koch) ma buona parte è custodito nelle banche centrali di altri Paesi: Banca d’Inghilterra, FED negli Stati Uniti, e la Banca dei regolamenti internazionali in Svizzera.

Un po’ di storia…

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi in ritirata trasferirono tutto l’oro della Banca d’Italia prima a Milano, e poi in Germania e in Svizzera. Quando finì la guerra, l’Italia riuscì solo in parte a recuperare il proprio oro per una perdita di 173 tonnellate d’oro. E’ per questo motivo che su alcuni lingotti della Banca d’Italia è stampato il simbolo nazista.

Gli italiani scelgono l’oro come bene rifugio in tempo di crisi

Se c’è una cosa per cui gli italiani oggi non esitano a mettere mano al proprio portafoglio è proprio per piazzare i loro risparmi nell’oro. Certo è che le nuove manovre di austerità applicate dopo l’uscita di scena di Berlusconi dal governo Monti non aiutano. Ma nonostante ciò gli italiani non rinunciano ad investire sull’oro fisico, e in particolare sulle monete.

La nuova tassa sul risparmio del governo Monti ha provocato un’evasione fiscale senza precedenti: nel 3° semestre del 2011 la Svizzera ha visto aumentare la deposizione di lingotti venuti dall’Italia dal 30% al 40% !

Gli italiani, prudenti e diffidenti, hanno capito l’importanza dell’investimento in oro ed è sempre maggiore il numero delle persone che sceglie d’investire nel metallo prezioso. Alcuni acquistano delle monete d’oro con il solo scopo di fare un investimento che frutterà alla rivendita, altri per semplice collezione, altri ancora per risparmiare a lungo termine.

Collezione, risparmio, investimento… Gli italiani utilizzano tutti i mezzi possibili per arrivare all’oro !

L’importanza dell’oro in Italia risale all’antichità. L’aureo (moneta d’oro) veniva comunemente emesso nell’Impero Romano, sotto il Regno di Giulio Cesare, un secolo a.C.

Oggi, l’Italia è un Paese ancora fortemente attaccato alle tradizioni e all’oro. Infatti, esistono tanti siti internet di vendita d’oro, bigiotteria, numismatica etc… La prova che l’oro è una tradizione ben ancorata in Italia.

L’Italia è d’altronde la più grande produttrice di gioielli nel mondo. Ogni anno, più di 400 tonnellate d’oro vengono impiegate per la realizzazione di gioielli (ornamentali e religiosi). Inoltre, essa possiede una grande industria di gioielli che contribuisce notevolmente all’economia del Paese. Circa 45 000 lavoratori sono impiegati in questo settore dove si contano più di 2 500 aziende.

Quali monete d’oro acquistano gli italiani?

L’attaccamento degli italiani per le tradizioni si riflette in quello per la moneta nazionale: il Marengo, l’equivalente dei 20 franchi francesi Napoleone. Dopo l’Unione Monetaria Latina, il nome Marengo fu esteso a tutte le monete dell’Unione con lo stesso valore, tra le quali le 20 Lire italiane. Quindi, il nome Marengo viene dato alle monete 20 Lire Napoleone, Vittorio Emanuele II e III, Umberto I, Carlo Alberto etc… La Lira italiana è stata emessa a partire dal 1861.

Gli italiani accettano anche la Sterlina inglese poiché è una moneta universale, molto comune in Italia (quindi facilmente reperibile e scambiabile) e ricercata. Molti italiani hanno ereditato le monete dai loro antenati e le conservano come ricordo. Ma gli italiani acquistano anche Krugerrand, Marengo svizzeri, Liberty, Pesos etc…

Vedere il video YouTube La riserva d’oro italiana, un documento raro !

Alessia Pinna