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Archive for the ‘Immobiliare’ Category

Prospettive 2014 : i pareri degli economisti

Wednesday, January 22nd, 2014
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Prospettive economiche 2014

Fare delle previsioni realistiche in termini di economia è come fare dell’astrologia… Eppure, ogni anno, in tanti si dedicano a questo pericoloso esercizio, e alcuni spesso ci azzeccano! Qualunque sia il tono delle prospettive economiche per il 2014, prendendo come punto di partenza l’anno 2013, è comunque bene fare attenzione, invitando gli investitori alla massima cautela.

Nouriel Roubini, alias Dr Doom, è ottimista!

Un fiore non fa ghirlanda. Nouriel Roubini, alias “Dottor catastrofe”, conosciuto per le sue previsioni pessimistiche e piuttosto azzeccate fino ad ora, è piuttosto ottimista nelle previsioni economiche del 2014.

Stando a quanto afferma, i rischi maggiori (minacce di un’implosione della zona euro, di un nuovo “shutdown” – arresto parziale del governo americano – del limite massimo del debito, rallentamento brutale della crescita della Cina, di una guerra tra Iran e Israele…) dovrebbero essere meno “aggressivi” nel 2014 rispetto al 2013.

« Per quanto riguarda l’economia americana, che si trova in una posizione migliore rispetto ai suoi concorrenti, non dovrebbe raggiungere il suo vero potenziale di crescita nel 2014 – afferma Roubini – ma s’intravedono dei fattori positivi: ripresa del mercato del lavoro e dell’immobiliare, e dell’industria manifatturiera ». Noi ci permettiamo di aggiungere: l’arresto della politica monetaria accomodante per un dollaro più forte.

Roubini punta anche su una ripresa dei mercati emergenti, le cui classi medie continuano a svilupparsi e a far girare il consumo. Secondo Roubini, si tratta di una ripresa modesta, sia per le economie avanzate che per quelle emergenti. Ma su un piano globale, Stati Uniti a parte, la crescita dovrebbe restare “anemica” nel 2014, malgrado le sue prese di posizione ottimistiche.

Quanto detto è spiegato nel dettaglio in quest’articolo pubblicato su cnbc.com, da leggere se conoscete l’inglese o se siete dotati di un buon traduttore!

Previsioni mondiali economiche pessimistiche

Per una volta Dr Doom è ottimista? Non è lo stesso per Joseph Stiglitz, cronista e premio nobel dell’economia 2001, professore alla Columbia University (New York).

In quest’articolo, apparso su lesechos.fr, Stiglitz afferma che il reddito della maggior parte dei cittadini dei Paesi in via di sviluppo, che si sono ridotti nel 2013, non aumenterà ora. Meno potere d’acquisto nel 2014 per l’insieme delle classi medie, dunque.

Il problema: nessun governo prende le misure necessarie. « Negli Stati Uniti, il reddito medio diminuisce continuamente; quello dei dipendenti è inferiore a quello di quarant’anni fa. In Europa, più della metà dei giovani spagnoli e dei giovani greci sono disoccupati. L’FMI prevede per la Spagna un tasso di disoccupazione superiore a quello attuale nei prossimi anni ». Senza una corretta unione bancaria nella zona euro, senza la mutualizzazione del debito, la minaccia è dietro l’angolo.

Stiglitz mette in guardia sul pericolo futuro di un’eventuale stagnazione economica troppo lunga in Europa. Anche per gli Stati Uniti, le cui prospettive sembrano essere più confortanti, Stiglitz evoca l’ineluttabile aumento delle disuguaglianze economiche.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, al contrario di quanto afferma Roubini, Stiglitz pensa che il rallentamento continuerà a persistere. Benché la crescita della Cina, nonostante sia in netto calo, resta invidiabile!

Per riassumere, a livello globale, l’economia di mercato non funziona. Diverse risorse restano inutilizzate, così come diversi bisogni non vengono soddisfatti.

Le previsioni shock di Saxo Bank

Mish, di Global Economic Trend Analysis, ha riassunto su 24hgold.com, in un interessante articolo in francese, “Le previsioni shock di Saxo Bank per il 2014”.

Deflazione negli Stati Uniti, Germania in recessione (!), Giappone soffocato dal proprio debito, azioni nelle tecnologie che incassano duri colpi, il fronte anti Europa che aumenta in tutte le parti dell’eurozona, CAC 40 in caduta libera…! Non siamo certo obbligati a prendere alla lettera le previsioni di Saxo Bank (visto anche che negli ultimi si sono sbagliati diverse volte), ma potrebbe essere un buon indice di tendenza finanziaria. A noi sembrano abbastanza realistiche queste previsioni, anche se non saranno per l’immediato futuro…

… mettetevi al riparo finché siete in tempo!

 

Campi, foreste e vigne: l’investimento nei terreni è un serio concorrente dell’oro?

Tuesday, September 6th, 2011

Investire nella terra, tra vigne, foreste e case di campagna è una buona idea? Quali sono i vantaggi e gli inconvenienti di questo tipo d’investimento e, sopratutto, può essere un’alternativa all’oro?

LingORO.net fornisce queste informazioni per voi.

Investire nelle vigne: un investimento di passione, ma a lungo termine!

  • Il mercato delle vigne

Dopo l’abbassamento dei prezzi del mercato della vigna dal 2005-2006, l’occasione d’investire in una vigna può essere allettante. Da circa trent’anni, il mercato della vigna ha conosciuto un ribasso, e negli ultimi tempi il prezzo a ettaro non è mai stato così basso. Se a prima vista, investire nel mercato del vino sembra essere un affare appetibile, questo progetto necessita tuttavia di un grande lavoro per un debole rendimento, di pazienza e di plusvalore sul lungo termine.

  • Il prezzo di un vigneto

Il prezzo di un vigneto dipende da diversi parametri: il luogo, la denominazione, la classificazione della proprietà, la reputazione del vino, il numero di vigne per ettaro, la qualità del terreno e il metodo di coltivazione. Bisogna ugualmente mettere in conto le spese per l’attrezzatura, l’analisi del suolo, il trattamento delle vigne, la manutenzione e l’imbottigliamento.

  • I diversi investimenti

Ci sono due possibilità per investire in un vigneto: comprare una tenuta o semplicemente delle parti tramite un’ Associazione Fondiaria Viticola, che consiste nel diventare coproprietario di un terreno gestito da un viticoltore. Questa seconda opzione è molto vantaggiosa per chi ha poco tempo a disposizione e vuole mantenere la sua abituale attività.

  • Le difficoltà nell’investire in una vigna

Occorre contare tra 5000 e 40000 euro per aderire a un’ Associazione Fondiaria Viticola, e tra 1 e 3 milioni per l’acquisto di un terreno di grandezza media. Questi prezzi variano in funzione della misura e della reputazione del terreno. E’ quindi primordiale avere un serio budget di base! Il guadagno non è immediato: bisogna contare tra i 3 e i 5 anni dopo la fase di avvio per poter iniziare ad imporsi contro la concorrenza e recuperare dei benefici. Inoltre, investire in un vigneto non è solo una soluzione redditizia: l’investimento deve ricoprire un ruolo ambientale per la protezione e la valorizzazione delle risorse territoriali.

Investimenti forestali: la scelta giusta al momento giusto.

  • Perché fare un investimento forestale?

Un investimento forestale si fa sia per l’acquisto diretto di parcelle forestali, sia per l’acquisto di parti di raggruppamenti forestali.

  • Com’è calcolato il valore di una foresta?

Il valore di una foresta viene calcolato in base alla zona d’insediamento, al valore del suolo, alla qualità della posizione, ai tipi di alberi, cubatura, allo stato di salute del popolo e della sua adattabilità alla zona, alla qualità delle piste d’accesso, alle aree di scarico, luogo di deposito, alla congiuntura economica e vigore di mercato.

  • L’interesse dell’investimento forestale a prima vista

L’interesse dell’investimento forestale e’ di diverse entità: è stabile nel tempo e non subisce le fluttuazioni dei mercati finanzieri. Rappresenta ugualmente una risorsa di reddito regolare legato alla produzione del legno, che è una materia prima rinnovabile all’infinito.

Quest’investimento è anche un investimento sul lungo termine e può rappresentare una base di trasmissione patrimoniale. Il prezzo medio di un ettaro di foresta è di 3 170 euro, con delle disparità secondo la natura della zona e del suolo, il valore cinegetico, il servizio, la posizione geografica.

  • … e riflettendoci bene!

Il mercato del legno è in regresso: nel 2008, i prezzi delle foreste sono aumentati del 7,1% e 14 000 transazioni sono state fatte su una superficie di 118 000 ha. Tuttavia, nel 2010, vengono scambiati solamente 100 000 ettari di foresta. Gli specialisti sono d’accordo nel dire che se si mira a costruire delle zone “verdi”, le aziende fotovoltaiche sono più redditizie del legno. L’investimento del legno è, oltretutto, esposto a degli avvenimenti esterni, indipendenti dalla buona volontà del suo acquirente: tempeste, incendi, attacchi patologici o parassitari, riscaldamento climatico… In breve, se a primo impatto l’investimento forestale può sembrare redditizio, non lo è che in maniera indiretta: è, infatti, quasi nullo nel plusvalore, a meno che si riesca a rivendere il proprio terreno al momento buono.

Investire nelle terre agricole: poco professionale astenersi!

  • Ciò che bisogna sapere

Investire nelle terre agricole può ugualmente essere un buon mezzo per diversificare il proprio patrimonio. Da 2 anni si assiste ad un ribasso delle entrate agricole e il mercato si è ridotto considerevolmente in fatto di transazioni. E per la prima volta dal 1995, il prezzo dei terreni liberi è in ribasso: 5 090 euro/ha (-1,6%). Il prezzo varia in base alla natura e la posizione del terreno. Gli investitori considerano anche questo mercato molto redditizio: in effetti, l’aumento della popolazione mondiale, e di conseguenza della domanda alimentare, dovrebbe far aumentare automaticamente i prezzi delle terre agricole a lungo termine.

  • Come investire?

Nell’ambito di un progetto d’investimento puro, la cosa più semplice è sottoscrivere delle parti in un’Associazione Fondiaria Agricola in modo da evitare le preoccupazioni di produzione e gestione e poter beneficiare di un esonero parziale dei diritti di successione. Tuttavia, anche per questo genere d’investimento, è necessario prima di tutto la serietà del gestore e il suo patrimonio.

  • Un investimento a lungo termine e di passione!

Questo tipo d’investimento non è facile da affrontare per un non professionista e ha dei vincoli abbastanza pesanti come le tasse di proprietà, contratti agricoli a lungo termine (dai 18 ai 25 anni), dei raccolti aleatori..

Investire in una casa di campagna: il mercato s’inceppa.

Piazzare una parte del proprio capitale in una proprietà di proprio gradimento è stato per molto tempo una delle cose preferite da certi investitori: oggi, sembra che questa usanza non funzioni più. Tra le spese imposte da questo tipo di abitazioni e la gestione a distanza della casa, i freni sono numerosi. Tra il 1997 e il 2007, l’aumento dei prezzi di questo tipo di abitazioni aveva registrato un aumento considerevole, dal 130% al 150%. Ma nei due anni seguenti hanno subito una vile correzione dal 25% al 30% !

Investire nelle monete d’oro: sicuro, a lungo termine, tangibile.

Il potenziale di progressione del corso dell’oro è immenso: da una dozzina d’anni, il corso dell’oro non fa che salire e questi ultimi mesi registra record su record. Per sapere tutto sull’investimento nelle monete d’oro, consultate la nostra guida.

Alessia Pinna

 

L’oro in euro scomparirà in autunno. Ecco i motivi.

Tuesday, May 31st, 2011

L’oro è salito ieri fino a 1 500 $ l’oncia.

Il valore dell’oncia in euro, mentre la crisi del debito sovrano europeo fa rabbia, resta lontano dal suo record del 7 dicembre 2010 a 1 078 euro, dal momento che rimane stabile sui 1 040 euro.

Prima di darvi le nostre anticipazioni a breve termine, parliamo dello scenario a lungo termine.

Tutte le monete fiduciarie hanno sempre fallito.

Le monete fiduciarie sono colpite fin dalla loro nascita da una malattia incurabile: l’inflazione.

Il dollaro fiduciario (liberato dalla sua convertibilità in oro dalla fine degli accordi di Bretton Woods) ha quasi un mezzo secolo d’esistenza. Un record di longevità.

L’euro super fiduciario (aggregato di monete fiduciarie nazionali) è molto più giovane, ma non ha più valore.

L’inflazione scalza i creditori e affumica il popolo.

L’inflazione è un fenomeno esclusivamente monetario che penalizza il prestatore e favorisce chi prende in prestito. Gli Stati hanno dunque interesse all’inflazione poiché gli permette di rimborsare in moneta erosa un debito anteriormente contratto.

Per affumicare il buon popolo, il rialzo dei salari segue in generale il rialzo dei prezzi, ma con un lieve ritardo.

Cicala, formica o cicala-formica?

La cittadina cicala (colei che chiede in prestito) si trova sulla stessa barca del suo Stato e non se ne dispiace.

La cittadina formica (colei che economizza) è lesa. Ma la formica è un’avara sulla sorte della quale nessuno ha mai versato una lacrima.

Per completare il quadro, notate che esistono degli ibridi, le ”cicale-formiche”, specie mutanti che s’indebitano, non per consumare, ma per comprare un bene suscettibile di conservare i propri risparmi. Avrete riconosciuto l’immobiliare.

Chi è che ora ha fiducia nella moneta fiduciaria?

Il tasso d’interesse in vigore in questa moneta.

Se il prestatore pensa che il tasso d’interesse sia superiore all’inflazione, tutto va bene. In caso contrario, il prestatore diffida: la moneta fiduciaria non stocca correttamente il valore nel tempo, ci sono delle fughe…

Eccovi ora armati per fare una conferenza di fronte ai banchieri centrali del cartello dei tassi bassi (Stati Uniti, Europa, Giappone) !

Piccola domanda sussidiaria per vedere se state seguendo:

Cosa succede quando la fiducia viene a mancare, quando si sospetta che il risparmiatore venga punito perché i tassi d’interesse sono o saranno inferiori all’inflazione ?

L’oro sale!

Bingo!

E’ quello che succede dal 2000.

A questo punto direte, “ma allora è molto semplice, basta risollevare i tassi?”

No, non così in fretta!

Immaginate solamente se i tassi d’interesse ritornassero alla loro media storica del secondo dopo guerra, cioè al 6,9% …

Tutto il mondo occidentale andrebbe in fallimento.

Il servizio del debito – vale a dire il solo pagamento degli interessi – assorbe già più del 40% dei redditi fiscali degli Stati. Immaginate di consacrare il 40% del vostro reddito per rimborsare l’interesse di un prestito.

E pertanto… Le cose si mettono male.

Le banche europee e gli Stati avrebbero bisogno di 1 500 miliardi di euro all’anno nei prossimi 4 anni, secondo un documento preparato in vista di una riunione dei ministri delle finanze della zona euro di cui Reuters si è fatto portavoce.

Nel numero del del 7 aprile, il quotidiano svizzero, AGEFI,  riprende una citazione “la calma relativa sui mercati obbligazionisti europei (…) arriva alla sua fine”.

Chiaramente, si va a fare la fila al portello per emettere del debito.

Capite dove voglio arrivare?

I tassi rischiano di salire “naturalmente”: troppa domanda (da parte dei mutuatari) in confronto all’offerta (da parte dei creditori) !

L’interesse dei nostri debiti graverà sempre di più sui nostri bilanci già difficili da far quadrare.

Ma ritorniamo alle nostre monete e al nostro oro…

Perché una tale differenza tra l’oro in euro e l’oro in dollari?

Il dollaro è una star. E’ la moneta di scambio delle materie prime. La Fed pratica apertamente la politica della tavola a biglietti e tutti lo sanno. Le persone coprono i loro dollari con l’oro. Ci sono più dollari in circolazione che euro.

Vicino al dollaro, le altre monete fiduciarie hanno un ruolo secondario. Ci sono dunque molte più persone che cercano di coprire dei dollari piuttosto che degli euro. Queste persone sono i creditori stranieri delle rispettive monete.

Un attrezzo chiave da non trascurare.

Ma c’è secondo noi un dato molto importante che i mercati non prendono attualmente in considerazione: il rapporto debito pubblico su ricetta fiscale.

Nei giornali si stendono i rapporti debito sul PIL. Ma uno stato non può considerare tutto il PIL come una “ricetta”. Le sue ricette possono aumentare solo se c’è crescita (su questa fonte, il conto non c’è stato) o aumento della pressione fiscale.

Ma molti Stati europei hanno già una forte pressione fiscale. Il margine di manovra è quasi inesistente.

L’oro in euro scomparirà in autunno !

La BCE ha fatto ufficialmente camminare la tavola dei biglietti (monetazione del debito sovrano dei differenti Stati in difficoltà) per 76 miliardi di euro, una somma ridicola confrontata ai 2 150 miliardi di dollari degli Stati Uniti.

Noi pensiamo che la BCE stia per intensificare i suoi riscatti fin dall’autunno di fronte all’aumento dei tassi ch’essa non può dominare.

I debitori della zona euro vorranno allora coprire quest’emissione di falsa moneta con l’oro.

E l’oro salirà ancora di più.

 

 

Adattato da Alessia Pinna