Notizie RSS
    RSS
  • Tutti gli articoli
  • Tutti i commenti
Categorie

Archive for the ‘Frode’ Category

Dov’è finito l’oro della Germania?

Tuesday, September 23rd, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Dov'è finito l'oro della Germania?

Dopo più di un anno dall’inizio del rimpatrio dell’oro della Germania, la “saga” continua. Dove sono andate a finire le riserve che furono state affidate agli Stati Uniti? Perché la Germania ha rinunciato al rimpatrio del proprio oro?

Riassunto degli episodi precedenti : inizio anno 2013, la Germania aveva intenzione di rimpatriare il proprio oro, in parte stoccato in Francia e negli Stati Uniti (presso la FED), al fine di disporre delle loro 3.3996 tonnellate d’oro sul proprio territorio entro il 2020.

Il desiderio di rimpatrio delle proprie riserve in oro è stato un segnale forte per il sistema monetario internazionale. In un periodo di crisi (che, ricordiamo, è lontano dall’essere terminato), è comprensibile che gli Stati cerchino di prendere tutte le precauzioni possibili. E un dato di fatto, ormai, se l’euro crolla, la migliore copertura è l’oro.

Nelle riserve delle due nazioni sono stati effettuati delgi audit… l’oro tedesco conservato alla FED si è completamente volatilizzato. Pertanto, le 1500 tonnellate d’oro (del valore pari a circa 70 miliardi di dollari) sono stoccate nella zona di massima sicurezza della FED, a 26 metri sotto terra, “il posto più sicuro al mondo”.

La versione “ufficiale” della FED è ch’essa rifiuta semplicement di restituire l’oro alla Germania! La banca federale americana ha accettato di restituire solo 300 tonnellate alla Germania entro il 2020. Per ora, solo una piccolissima parte delle riserve (34 tonnellate) è stata restituita, e l’oro restituito era nuovo…

Un’ex manager della Goldman Sachs afferma che la Germania non rivedrà mai più il proprio oro, nonostante la FED non avesse l’autorizzazione di servirsi di quest’oro.

In seguito alle pressioni degli Stati Uniti, la Germania ha, infine, rinunciato al rimpatrio del proprio oro nel giugno del 2014, stimando che “ le proprie riserve sono conservate in tutta sicurezza negli Stati Uniti”. L’accordo concluso tra le due nazioni è stato quello, per la Germania, di “realizzare delle operazioni di scambio in monete estere in caso di bisogno”.

Encora una volta, abbiamo la prova che davanti agli Stati Uniti e all’egemonia del dollaro, nessuno Stato è sovrano sul proprio oro…

Frode confermata : più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Tuesday, July 16th, 2013

Frode confermata: più di 100 giorni d’attesa per l’invio di lingotti a Londra.

Gli acquirenti di lingotti a Londra devono ora aspettare più di 100 giorni per poter prendere possesso dei lingotti (che hanno già pagato). I lingotti che i traders o clienti pensano di acquistare sono, nei fatti, minerale non ancora estratto dal suolo. Al London Metal Exchange (LME), si annuncia una scadenza non priva di conseguenze dovuta alle code nei depositi. Questo è veramente ridicolo : non c’è bisogno di così tanto tempo per caricare dei furgoni blindati. La verità è che ci vogliono più di tre mesi per raffinare l’oro a partire dal momento in cui l’acquisto ha avuto luogo, e per essere poi trasportato fino ai depositi.

In altre parole, le persone pensano d’acquistare un lingotto finito, mentre invece è solo un minerale che non è stato ancora estratto dal suolo. Si tratta di prevendita di metallo prezioso. Gli acquirenti che desiderano prendere possesso dei loro lingotti prima della data indicata nel contratto, sono costretti a ‘rinegoziare’ un nuovo contratto, posticipando, illegalmente, la scadenza dei tre mesi supplementari senza nemmeno essere rimborsati dei danni. Verità nascosta, i soldi girano durante questo periodo e giova solo ai ‘banksters’.

Viene proposta un’altra alternativa: un pagamento in contanti… Il London Metal Exchange non è in grado di fornire il metallo dovuto, e allora propone agli acquirenti un riscatto con un ‘premio’ per mascherare la mancata consegna. Questo premio è un po’ come una bustarella. In tempi di stabilità, queste bustarelle pagate ai traders possono arrivare anche al 25%, come è successo nel 2009. Ovviamente, queste bustarelle sono vincolate dall’obbligo di fedeltà, che impedisce formalmente agli acquirenti di comunicare i numeri di serie dei lingotti implicati.

Con un ritardo simile, possiamo trarre solo una conclusione: i depositi del’LME sono vuoti!

Ciò significa che i pagamenti in contanti non possono più essere considerati come dei semplici tentativi volti a « preservare gli stock ». Qui si parla di frode: vendere dei futures per l’acquisto di lingotti con scadenze ben precise sapendo tuttavia che quei lingotti non esistono. Il pagamento in contanti diventa il mezzo di compensazione più comune. Tuttavia, in questo contesto, resta pur sempre una frode.

Gli acquirenti credono di acquistare dei lingotti mentre quello che i banksters del’LME offrono sono dei veri e propri interessi su un pezzo di carta. Ovviamente, un interesse particolarmente generoso ma abbastanza disonesto nel contesto. Il London Metal Exchange adotta una politica che alla base è una frode.

Dopo la manipolazione dei prezzi, eccoci ora di fronte a dei pagamenti fraudolenti in contanti… Questo è ciò che sta succedendo al’LME di Londra. E possibile che ciò avvenga anche a New York.

Tanta pubblicità su questi futures e l’oro cartaceo: perfetto riflesso di un mercato truccato e non fedele alla realtà.

Le persone cercano la fiducia, l’assicurazione nel metallo fisico.

Ora, ci rendiamo conto che l’LME non è in grado di onorare fisicamente i contratti venduti in tutta legalità. In passato, la US Mint sospese temporaneamente la produzione (e le vendite) delle sue monete d’oro, nonostante avesse abbastanza stock per soddisfare la domanda.

Un mercato in cui le scorte sono finite e dove la realtà è mascherata: un mercato ribassista abbastanza spregevole. Questo non è altro che una menzogna perversa avente un unico scopo: cercare di legittimare la caduta fraudolenta dei mercati dei metalli preziosi.

Perché i prezzi calano così velocemente?

Un mercato aperto alla manipolazione dei banksters dove il calo dei prezzi fa rima con frenesia della domanda. Si hanno in questo modo degli errori di inventario per quanto riguarda gli stock in tutto il mondo. E’ impossibile per un ente regolatore non vedere (e capire) uno squilibrio così esagerato su questi mercati.

Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal

Scandalo nel Paese del Krugerrand: problema di peso per la moneta d’oro

Saturday, May 19th, 2012

Krugerrand

Colpo di scena sul mercato del Krugerrand, la moneta d’oro più diffusa  e popolare nel mondo: alcune monete risultano essere più leggere  rispetto al normale. Per spiegarci meglio: esse contengono meno oro di  quanto ne dovrebbero avere. Com’è possibile?

E’ la South African Mint Company (SA Mint), filiale della Banca Centrale Sudafricana, che ha rintracciato l’errore di peso di alcune di  queste monete.

Le monete direttamente coinvolte sono quelle prodotte tra aprile e maggio 2011: su 1500 monete coniate in quel periodo dalla SA Mint, 6 hanno un peso inferiore a quello richiesto…

L’affare provoca un vero e proprio scandalo poiché ad esserne coinvolta è la Banca Centrale Sudafricana, istituzione statale, che si ritrova infangata da questa potenziale frode!

Errore umano o tentativo di frode?

Per ora, le ragioni di quest’episodio sono sconosciute, ma le autorità hanno fatto sapere che il fatto coincide con il licenziamento di due dirigenti chiave della SA Mint…

In ogni caso, che si tratti di una frode o di un errore tecnico, la cosa è sconcertante. Com’è possibile che un’autorità come la Banca Centrale Sudafricana possa essere compromessa in un simile affare? Peggio ancora: la Banca era al corrente di questo << difetto di fabbrica >> da alcuni mesi ed ha cercato di convincere anche i membri della South African Company of Numismatic Dealers (SAAND) a non divulgare la cosa nel dicembre scorso.

E’ più che evidente che l’istituzione, in questo caso, non ha fatto il suo dovere e non ha saputo mostrarsi garante dell’integrità di queste monete…

E’ assai inquietante che un simile affare coinvolga la produzione di una moneta così emblematica e diffusa come il Krugerrand. Per fare un confronto, la Vera Valor, la moneta più sicura al mondo, è assolutamente immune da una tale figura: degli ispettori specializzati e indipendenti dello Stewart Group Global verificano e controllano l’insieme della catena di montaggio e verificano minuziosamente il peso delle monete prima che vengano messe in circolazione.

Fonte: Krugerrand scandal rocks SA Mint

Alessia Pinna

La grande confisca: detenzione illegale di oro negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1975.

Friday, April 6th, 2012

Moneta americana 20 dollari Liberty St. Gaudens.

Avete mai sentito parlare del colpo di stato di Roosvelt del 5 aprile 1933? Quel giorno, il presidente americano decretò la detenzione illegale di oro dei cittadini americani, e gli ordinò di restituire tutte le monete, lingotti, e certificati d’oro alle banche federali entro il 1° maggio 1933, al prezzo di $ 20, 67/oncia.

Il 1933 fu caratterizzato dalla Grande Depressione, la quale provocò una terribile penuria di oro. L’Emergency Banking Relief Act del 1933 venne approvato per << sostenere il rilancio del settore bancario e per altri obiettivi.. >>.

Chiunque si fosse rifiutato di restituire il proprio oro veniva punito con un’ammenda di 10 000 $ e 10 anni di prigione. Queste misure vennero adottate per impedire al grande pubblico di stoccare oro fisico. Il perché è molto semplice: rendere illegale la detenzione diretta di oro fisico! Ma come spesso accade quando un governo agisce in caso di emergenza, questa legge fu la causa che scatenò la valanga che oggi minaccia d’inghiottire il dollaro.

Nel 1934, Roosvelt annunciò la confisca dell’oro delle banche (Gold Reserve Act: in cambio di certificati che non potevano essere scambiati con l’oro!). Questa legge restò in vigore negli Stati Uniti fino al 1975, quando il dollaro era ormai indipendente dall’oro già da qualche anno.

Tuttavia, ciò non impedì agli americani di comprare e vendere oro “sotto banco”, sopratutto in forma di pagliuzze che la legge aveva dimenticato di menzionare. Senza parlare di quegli americani che avevano capito il vero potere dell’oro e lo conservavano nelle casseforti in Svizzera.

Le riserve della ricchezza sono immobili, ma il valore di questi beni (le monete) circola (vedi il nostro articolo sulle pietre dell’Isola di Yap).

Da leggere The Gold Confiscation of April 5, 1933.

Alessia Pinna