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Archive for the ‘Finanze’ Category

Prospettive 2014 : i pareri degli economisti

Wednesday, January 22nd, 2014
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Prospettive economiche 2014

Fare delle previsioni realistiche in termini di economia è come fare dell’astrologia… Eppure, ogni anno, in tanti si dedicano a questo pericoloso esercizio, e alcuni spesso ci azzeccano! Qualunque sia il tono delle prospettive economiche per il 2014, prendendo come punto di partenza l’anno 2013, è comunque bene fare attenzione, invitando gli investitori alla massima cautela.

Nouriel Roubini, alias Dr Doom, è ottimista!

Un fiore non fa ghirlanda. Nouriel Roubini, alias “Dottor catastrofe”, conosciuto per le sue previsioni pessimistiche e piuttosto azzeccate fino ad ora, è piuttosto ottimista nelle previsioni economiche del 2014.

Stando a quanto afferma, i rischi maggiori (minacce di un’implosione della zona euro, di un nuovo “shutdown” – arresto parziale del governo americano – del limite massimo del debito, rallentamento brutale della crescita della Cina, di una guerra tra Iran e Israele…) dovrebbero essere meno “aggressivi” nel 2014 rispetto al 2013.

« Per quanto riguarda l’economia americana, che si trova in una posizione migliore rispetto ai suoi concorrenti, non dovrebbe raggiungere il suo vero potenziale di crescita nel 2014 – afferma Roubini – ma s’intravedono dei fattori positivi: ripresa del mercato del lavoro e dell’immobiliare, e dell’industria manifatturiera ». Noi ci permettiamo di aggiungere: l’arresto della politica monetaria accomodante per un dollaro più forte.

Roubini punta anche su una ripresa dei mercati emergenti, le cui classi medie continuano a svilupparsi e a far girare il consumo. Secondo Roubini, si tratta di una ripresa modesta, sia per le economie avanzate che per quelle emergenti. Ma su un piano globale, Stati Uniti a parte, la crescita dovrebbe restare “anemica” nel 2014, malgrado le sue prese di posizione ottimistiche.

Quanto detto è spiegato nel dettaglio in quest’articolo pubblicato su cnbc.com, da leggere se conoscete l’inglese o se siete dotati di un buon traduttore!

Previsioni mondiali economiche pessimistiche

Per una volta Dr Doom è ottimista? Non è lo stesso per Joseph Stiglitz, cronista e premio nobel dell’economia 2001, professore alla Columbia University (New York).

In quest’articolo, apparso su lesechos.fr, Stiglitz afferma che il reddito della maggior parte dei cittadini dei Paesi in via di sviluppo, che si sono ridotti nel 2013, non aumenterà ora. Meno potere d’acquisto nel 2014 per l’insieme delle classi medie, dunque.

Il problema: nessun governo prende le misure necessarie. « Negli Stati Uniti, il reddito medio diminuisce continuamente; quello dei dipendenti è inferiore a quello di quarant’anni fa. In Europa, più della metà dei giovani spagnoli e dei giovani greci sono disoccupati. L’FMI prevede per la Spagna un tasso di disoccupazione superiore a quello attuale nei prossimi anni ». Senza una corretta unione bancaria nella zona euro, senza la mutualizzazione del debito, la minaccia è dietro l’angolo.

Stiglitz mette in guardia sul pericolo futuro di un’eventuale stagnazione economica troppo lunga in Europa. Anche per gli Stati Uniti, le cui prospettive sembrano essere più confortanti, Stiglitz evoca l’ineluttabile aumento delle disuguaglianze economiche.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, al contrario di quanto afferma Roubini, Stiglitz pensa che il rallentamento continuerà a persistere. Benché la crescita della Cina, nonostante sia in netto calo, resta invidiabile!

Per riassumere, a livello globale, l’economia di mercato non funziona. Diverse risorse restano inutilizzate, così come diversi bisogni non vengono soddisfatti.

Le previsioni shock di Saxo Bank

Mish, di Global Economic Trend Analysis, ha riassunto su 24hgold.com, in un interessante articolo in francese, “Le previsioni shock di Saxo Bank per il 2014”.

Deflazione negli Stati Uniti, Germania in recessione (!), Giappone soffocato dal proprio debito, azioni nelle tecnologie che incassano duri colpi, il fronte anti Europa che aumenta in tutte le parti dell’eurozona, CAC 40 in caduta libera…! Non siamo certo obbligati a prendere alla lettera le previsioni di Saxo Bank (visto anche che negli ultimi si sono sbagliati diverse volte), ma potrebbe essere un buon indice di tendenza finanziaria. A noi sembrano abbastanza realistiche queste previsioni, anche se non saranno per l’immediato futuro…

… mettetevi al riparo finché siete in tempo!

 

Fiscalità applicata all’oro da investimento in Italia

Friday, December 13th, 2013

In quest’articolo parleremo della fiscalità applicata in Italia sull’oro. Parliamo in particolare dell’oro da investimento, che beneficia di alcuni vantaggi dei quali non godono, ad esempio, i gioielli, o le medaglie commemorative in oro.

MA COSA S’INTENDE PER ORO DA INVESTIMENTO?

La definizione di oro da investimento la troviamo all’articolo 1 della Legge 17 Gennaio 2000, N. 7:

  • l’oro da investimento, intendendo per tale, l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;
  • le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonchè le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco;
  • il materiale d’oro diverso da quello di cui alla lettera a), ad uso prevalentemente industriale, sia in forma di semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, sia in qualunque altra forma e purezza.

LE MONETE D’ORO DA INVESTIMENTO

La Vera Valor, la 1° Oncia d'oro puro proveniente dalla Clean Extraction

Sono considerate come monete da investimento tutte le “monete bullion”, o monete lingotto, come il Krugerrand, la Panda cinese, l’Eagle americana, la Maple Leaf canadese, la Nugget australiana, la Filarmonica di Vienna o, ancora, la Vera Valor e la Mezza Vera valor… Inoltre, si aggiungono alla lista monete meno recenti, più “tradizionali” come la Lira, la Sterlina inglese, la Marianne Coq o la Pesos messicana.

NB: il premio di una moneta d’oro non ha niente a che vedere con le tasse.

LORO DA INVESTIMENTO ESENTE DA IVA

Le operazioni di compravendita di oro da investimento sono esenti da IVA (art.10 del DPR 633/1972 – “Operazioni esenti dall’imposta”).

Grazie alla Legge 7/2000, n. 7, il monopolio del mercato dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi è stato abolito, e i residenti italiani possono acquistare e vendere oro da investimento senza IVA, a livello europeo.

TASSAZIONE SULL’ORO DA INVESTIMENTO PER I SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA NON IN REGIME D’IMPRESA (INVESTITORI PRIVATI)

La compravendita di metalli preziosi preziosi, lingotti e monete d’oro, può generare plusvalenze di natura finanziaria che la legislazione italiana sottopone a tassazione con l’applicazione di un’imposta sostitutiva.

La base imponibile soggetta a tassazione è determinata dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il suo valore di acquisto (art. 68 del TUIR). E molto importante conservare la documentazione dell’atto di acquisto del metallo, poiché in mancanza di tale documentazione, le plusvalenze vengono determinate in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione, e su questa base si paga il 20 per cento. Non si tratta di una facoltà ma di un obbligo. Pertanto non è possibile scegliere l’opzione più conveniente qualora si sia effettivamente in possesso della documentazione d’acquisto.

NB: Ai fini della determinazione della plusvalenza si considerano ceduti per primi i metalli preziosi acquistati in data più recente, a meno che non riusciate a fornire con prove tangibili che avete rivenduto il metallo più vecchio (comma 1-bis, articolo 67 del TUIR).

SE ACQUISTO E VENDO ALL’ESTERO, DOVE DEVO PAGARE LA PLUSVALENZA?

Per i residenti fiscali in Italia, le plusvalenze si considerano prodotte in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dell’intermediario e della società che ha emesso le azioni. Pertanto, i residenti fiscali in Italia sono tenuti a pagare le plusvalenze secondo le modalità previste dalla legge italiana (D.P.R. n. 917/86 del TUIR).

E SE REALIZZO UNA MINUSVALENZA ALLA RIVENDITA?

La minusvalenza (cosidetta “capital loss”) è una perdita risultante dalla vendita di un prodotto ad un prezzo inferiore a quello d’acquisto.
Se vendo il mio oro, e realizzo una minusvalenza nel periodo d’imposta, posso compensarla con le eventuali plusvalenze, entro e non oltre i quattro anni successivi. Se entro tale termine non si realizzano plusvalenze sufficienti a compensare le minusvalenze, il residuo va perduto. (art. 68, comma 5 del TUIR).

Nel regime della dichiarazione, il calcolo dev’essere fatto dall’investitore stesso (a differenza del regime amministrato e dal regime gestito), il quale dovrà ricostruire i movimenti del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out, ossia l’ultimo ad entrare sarà il primo ad uscire).

DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ORO

Comunicazione presso l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12 500 €

Per le operazioni d’importo pari o superiore ai 12.500 € relative a transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, vige l’obbligo di dichiarazione.

L’obbligo di comunicazione scatta con atti dispositivi o di trasferimento di oro :

– le cessioni dall’estero e verso l’estero;
– le cessioni nel territorio nazionale;
– le altre operazioni in oro anche a titolo gratuito (trust, donazioni, successioni);
– le cessioni di oro “estero su estero”.

In caso di mancata dichiarazione, può scattare la sanzione dal 10 al 40% del valore negoziato (art. 4 della legge 17.01.2000, n. 7).

La dichiarazione dev’essere trasmessa all’UIF, entro la fine del mese successivo a quello nel quale l’operazione è stata compiuta; nei casi di operazioni di trasferimento al seguito verso l’estero la dichiarazione va, invece, effettuata e trasmessa prima del trasferimento stesso. Copia della dichiarazione e del documento che ne attesta l’avvenuta trasmissione alla UIF devono accompagnare l’oro.

In casi di acquisto di oro all’estero l’obbligo di dichiarazione grava sull’acquirente italiano.

SEGNALAZIONE DEI TRASFERIMENTI E CAPITALI ALL’ESTERO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RW

Questo quadro dev’essere compilato se l’importo complessivo degli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria, detenuti al 31 dicembre dell’anno precedente, nonché i trasferimenti effettuati, nel corso dell’anno precedente, risultano essere pari o superiori ai 10 000 euro.
NB: Queste due comunicazioni hanno puro scopo dichiarativo e non hanno valore ai fini della tassazione.

COMUNICAZIONE DELLE PLUSVALENZE REALIZZATE SULLA COMPRAVENDITA DI ORO NEL MODELLO UNICO, NEL QUADRO RT, ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Questo quadro è formato da 4 sezioni a seconda della tipologia dei redditi da dichiarare. Le sezioni che interessano gli investitori in oro che realizzano delle plusvalenze sono la II-A (questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.) e la II-B (questa Sezione deve essere compilata dagli enti non commerciali residenti in Italia e dai soggetti non residenti per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento).

IVAFE, L’IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO

L’Ivafe è l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero che grava sulle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie (azioni,obbligazioni, titoli, valute estere, metalli preziosi) presso intermediari esteri.

L’IVAFE si applica proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione:

  • per il 2012, nella misura dell’1 per mille annuo del valore delle attività finanziarie
  • per il 2013 nella misura dell’1,5 per mille annuo.

Non è prevista alcuna soglia di esenzione. L’imposta non è dovuta solo se il suo importo non supera i 12 euro.

Per calcolare la base imponibile va preso in considerazione il valore di mercato, rilevato al 31.12 di ciascun anno nel luogo in cui le stesse sono detenute. Se alla data del 31.12 le attività non sono più possedute, si deve far riferimento al valore di mercato delle stesse attività rilevato al termine del periodo di possesso.

L’IVAFE SARA PIU LEGGERA A PARTIRE DAL 2014

Dal 2014, l’ambito di applicazione del prelievo sui capitali all’estero sarà ridotto. A pagare non saranno più tutte le «attività finanziarie» detenute oltre confine, ma solo i «prodotti finanziari», oltre che conti correnti e libretti di risparmio. Questo è quanto prevede il ddl Europea 2013-bis, approvato nel settembre scorso dal consiglio dei ministri.

L’applicazione dell’IVAFE per i metalli preziosi verrà sostituita, dal 2014, da un imposta di bollo fissa, pari a 34,20 euro.

Leggi e riferimenti :

Legge 17 Gennaio 2000, n.7

Operazioni esenti da imposta

TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi

Investire nell’oro, l’intervista a Nicolas Perrin

Wednesday, October 30th, 2013

Libro di Nicolas Perrin

Nicolas Perrin è un giovane economista francese che ha recentemente pubblicato un libro sul mercato dell’oro, intitolato: “Investir sur le marché de l’or” (tr. Investire sul mercato dell’oro). Tutto quello che avreste sempre voluto sull’oro e non avete mai osato chiedere è contenuto in questo libro. Quest’opera tocca tutti gli aspetti dell’oro, dalla natura del metallo prezioso fino al suo ingresso nel mercato, i rischi di bolla, la fiscalità… LingOro.net ne ha approfittato per fare qualche domanda sull’oro a Nicolas Perrin.

LingOro.net – Nicolas, raccontaci in breve qual è stato il tuo percorso e da dove nasce la passione per il mercato dell’oro ?

Nicolas Perrin: « Ho 29 anni e sono originario di un piccolo paese dell’est della Francia. Interessato a diverse cose alla volta, ma senza tuttavia avere una predilezione particolare, ho effettuato prima un corso di medicina generale al Liceo di Lione, e poi ho frequentato l’IEP di Strasburgo, e il collegio d’Europa di Varsavia. Come tante altre persone, ho iniziato ad interessarmi all’economia e agli investimenti dopo il fallimento della Lehman Brothers. Le notizie che davano i media tradizionali non mi soddisfava, e ho cercato quindi di raccogliere più informazioni possibili (che trovate in allegato nel mio libro) per farmi un’idea tutta personale sulla realtà dei fatti. Queste letture mi hanno portato a fare i miei primi acquisti di metalli preziosi nel 2009 e a terminare i miei studi, specializzandomi nell’asset management ».

LingOro.net – E controcorrente pubblicare un libro sull’investimento nel mercato dell’oro in un momento in cui l’oro sta subendo un forte ribasso dal mese di aprile. Cosa ti ha portato a pubblicare questo libro adesso ?

Nicolas Perrin: « Quando ho effettuato i miei primi acquisti di metalli preziosi, le risposte sulle quali mi sono imbattuto non erano molto limpide. Per fare qualche esempio concreto : “L’oro è sempre una moneta, come sostengono i professori della scuola austriaca di economia, oppure è diventato un attivo finanziario come gli altri, il cui prezzo fluttua in base alla domanda e all’offerta ? Perché la letteratura scientifica non riesce a creare un modello dei fattori fondamentali del prezzo dell’oro ? Come reagire di fronte ai pericoli di confisca ?”… Queste domande – fondamentali per gli investitori – non possono avere risposte molto diverse a seconda dei locutori.

Io ho dunque voluto mettere le cose nero su bianco per vederci più chiaro. Questo lavoro di scrittura, che ha occupato il mio tempo da ottobre 2012 fino a marzo 2013, ha dato vita ad un libro di 240 pagine. Durante la stesura dei nove capitoli che compongono questo libro, ho cercato di affrontare tutti gli argomenti che ruotano intorno al mondo dell’oro. Mi sono anche preso il lusso di esprimere il mio parere su alcune questioni particolari, ma lo scopo primario dell’opera è quello di offrire ai lettori tutto ciò che conosco in materia di oro per permettere loro di farsi una propria opinione.

Il mio libro è stato effettivamente pubblicato in un momento di depressione dei metalli preziosi. Sono anche convinto che gli eventi che ci aspettano porteranno gli investitori a dubitare della sicurezza dei loro risparmi. Spero che questo libro possa consentire a chi lo legge d’identificare le virtù dell’oro fisico e fornire una guida per acquistare i migliori prodotti dai migliori commercianti ».

LingOro.net – Pensi che l’oro risalirà nel 2014 ? Quali sono i fattori che entrano in gioco ?

Nicolas Perrin: « Non ho una palla di cristallo e non posso pretendere di prevedere il futuro dell’evoluzione dei mercati. Quello che posso dire osservando l’attuale ribasso, è che tale cambiamento si è verificato quando i fondamentali macroeconomici sui quali si era posizionato il rialzo dell’oro si sono esacerbati. Per darvi qualche indicazione in cifre concrete, l’indebitamento dei Paesi dell’OCSE è passato dal 75% al 105% del loro PIL, e il deficit di questi stessi Paesi è aumentato dal 3,5% al 5,5% del loro PIL, l’effetto leva delle banche « too big to fail » è drasticamente aumentato, i bilanci della FED e della BCE si sono ulteriormente deteriorati in seguito al riacquisto di una grandissima quantità di attivi « marci », il tasso di crescita dei Paesi dell’OCSE è crollato dallo 0,5% allo 0,1%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dallo 5,9% all’8%. Per non farci mancare nulla, guerra dei cambi e guerra delle valute persistono anche dopo la morte del sistema monetario internazionale organizzato, approvato nei primi anni ‘70. Last but not least, Ben Bernanke ha annunciato durante la riunione del FOMC, il 18 settembre scorso, che la FED continuerà ad iniettare denaro per un totale di 85 miliardi di dollari al mese sui mercati (l’equivalente del New Deal al mese, come spiega Nicolas Doze), confortando, con la loro tesi, coloro che pensano che le politiche monetarie espansionistiche siano ormai irreversibili ».

LingOro.net – L’analisi tecnica sull’evoluzione del prezzo dell’oro porta a delle conclusioni pessimistiche. Dobbiamo pensare che è arrivato il momento di rivendere l’oro fisico ?

Nicolas Perrin: « Se siete posizionati sull’oro da investimento per speculare sul corto/medio termine, seguite il consiglio di Pierre Leconte, che dice: « smettete di trattare l’oro e l’argento sulla base dei loro “fondamentali” piuttosto rialzisti, e iniziate a concepirli in funzione dei loro parametri tecnici attuali, ribassisiti, fino a quando arrivano ai loro costi di produzione, e che a partire da quel momento risalgono sistematicamente sotto l’effetto di una domanda diventata molto più alta dell’offerta.

Tuttavia, se si detengono dei metalli preziosi per proteggersi dai rischi maggiori a lungo termine, non è certo questo il momento di vendere. Quello che è successo a Cipro nella prima metà dell’anno per salvare il sistema bancario, e più recentemente in Polonia per perpetuare il debito pubblico, sono solo un’anteprima di ciò che ci aspetta.

Inoltre, non è quando vediamo che il livello dell’acqua sale sulla nave che bisogna lanciare il salvagente ! Tuttavia, bisogna essere consapevoli del fatto che una posizione a lungo termine nei metalli preziosi gestiti passivamente non sarà redditizia fin quando i mercati non avranno integrato il rischio d’insolvenza, che può verificarsi nel 2013 oppure nel 2014, o 2015.

La trappola in cui ci troviamo oggi può durare, questo è il motivo per cui l’oro fisico dovrebbe essere considerato come il bene rifugio in grado di assicurare il proprio patrimonio ».

LingOro.net – Lo shutdown negli Stati Uniti è un assaggio di quello che dobbiamo aspettarci anche in Europa ?

Nicolas Perrin: « Bisogna ben distinguere due cose: lo shutdown, il mancato accordo sul budget, e il problema del debito federale.

Gli Stati Uniti sono diventati molto difficili da governare per via della frattura venutasi a creare tra la cultura politica democratica e quella reppublicana circa il ruolo dello Stato, da qui il motivo per il quale non si arriva ad un accordo sul budget.

Su scala maggiore, vi è la questione della supervisione di Bruxelles sui budget nazionali, che riguarda tutti gli Stati membri della zona euro. Due elementi dobbiamo prendere in considerazione per rispondere alla vostra domanda. Innanzitutto, bisogna chiedersi se gli Stati membri della zona euro accetterebbero di andare oltre il governo del bilancio europeo ? Il « two pack » (due regolamenti entrati in vigore il 30 maggio 2013, « terzo provvedimento di rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e monetarie dopo il « six pack » (cinque regolamenti e una direttiva) completa il Patto di Stabilità, entrato in vigore nel dicembre 2011, e il Trattato sulla Stabilità, sul coordinamento e sulla governance (TSCG), che viene applicata dal gennaio 2013 » – fonte), che impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del PIL) e, in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, scatta un processo di “correzione” da parte della Commissione.

Fin’ora, in materia di bilancio, la Commissione Europea ha favorito la prevenzione e il ritardo sulle sanzioni finanziarie ma, dotata di un potere di veto, sarebbe ugualmente così clemente ?

E dopo, viene la questione sul debito sovrano. Negli Stati Uniti, c’è un limite massimo per il debito federale. In assenza di un accordo durante il Congresso prima del 17 ottobre per alzare questo limite, gli Stati Uniti non avrebbero più denaro a sufficienza per soddisfare le scadenze dei rimborsi di credito alla fine del mese. Sarebbe quindi default del debito federale. Nonostante gli Stati Uniti abbiano già conosciuto altri shutdown in passato, la situazione oggi è differente poché si ritrova in uno stato d’iper indebitamento e il governo deve ormai contare sul Tea Party.

Plafond del debito Stati Uniti

 

Questo contesto, che ha vocazione a ripetersi, non costituisce un problema per gli Stati Uniti poiché ciò che devono all’estero “lo pagano, per intero o parzialmente, con dei dollari ch’essi possono stampare a piacere”, come spiegava il Presidente de Gaulle durante la sua conferenza stampa al Palazzo dell’Eliseo, il 4 febbraio 1965.

Tutto questo ha l’aria di terminarsi in malo modo, ma è chiaro che i mercati sono immersi in un’assoluta fiducia. Ovviamente, la maggioranza delle parti coinvolte sono coscienti del fatto che i prezzi non sono legati a dei fondamentali solidi, ma si gioca il rialzo navigando a vista ».

LingOro.net – Spiegaci, in poche parole, perché secondo te l’oro resta l’investimento del futuro ?

Nicolas Perrin: « Dal momento che non si anticipa un ritorno ad una crescita economica sana (senza crediti) e sostenuta, l’oro costituisce oggi, dal mio punto di vista, un’assicurazione patrimoniale indispensabile. Per quel che mi riguarda, rivenderei i miei metalli preziosi il giorno in cui i problemi del debito verranno risolti, così come i problemi monetari, e quando i tassi d’interesse reali ritorneranno ad un livello abbastanza elevato da essere in grado di remunerare il mio risparmio.

Fonte: loretlargent.info

Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi

Thursday, April 25th, 2013

Ho letto con molto interesse il nuovo libro di Simone Wapler, Direttrice delle Pubblicazioni Agora, specialista in analisi e consulenza finanziaria. Il libro, intitolato “Comment l’Etat va faire main basse sur votre argent” (trad. Come lo Stato s’impadronirà dei vostri soldi), è un’opera molto pragmatica e interessante.

Al contrario di molte pubblicazioni che criticano l’ingerenza dello Stato, la rapacità delle banche, la finanza deregolamentata, Simone Wapler non si ferma solo alla denuncia di un sistema malato ma offre dei consigli pratici molto semplici, abbordabili, per chiunque voglia mettersi al riparo dalla crisi.

Nella prima parte, l’autrice spiega come lo Stato, a forza di spese pubbliche, ha scavato la sua fossa del deficit. Ormai, lo Stato ha un unico imperativo: avere rapidamente accesso ai soldi liquidi.

I vostri risparmi sono in pericolo

Ovvio che non si parla di debancarizzazione totale. In ogni caso, spiega Simone Wapler, questo sarebbe quasi impossibile per chi prende un salario mensile o una pensione.

L’autrice propone innanzitutto di « imparare a vivere di nuovo con i soldi in carta » : lasciando meno denaro possibile sul proprio conto, pagando quanto più si può in contanti, frazionando i propri depositi, diversificando le reti bancarie…

I mezzi di pagamento al di fuori del circuito bancario : PayPal e la VeraCarta

Ci si può stupire del fatto che la Wapler non menzioni il Bitcoin (battuta ironica!) ma preferisce piuttosto i mezzi di pagamento come PayPal che permette di stoccare la quantità di liquidi che si desidera senza dover passare per una banca.

Ma il limite di Paypal è che, pur essendo un buon mezzo di debancarizzazione, i soldi depositati sul conto sono in divisa corrente (euro, dollari…) e non mette quindi al riparo da un fallimento monetario.

Questo non è, invece, il caso della VeraCarta (presto attiva anche in Italia), il mezzo di pagamento creato dalla società AuCOFFRE.com, che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Con la VeraCarta, è possibile stoccare oro ed effettuare i pagamenti con il metallo giallo. Vantaggio : siete i soli proprietari dell’oro che alimenta il vostro conto e che è conservato in zona franca a Ginevra. La rivoluzione finanziaria individuale passa dalle fondamenta ! E’ un modo flessibile e poco vincolante di ritornare al gold standard (o sistema aureo).

Siamo nell’era della repressione finanziaria

I tempi sono cambiati, l’evoluzione del debito sovrano da parte delle banche nazionali ne è la prova. Il ruolo dello Stato è cambiato da quello di provvidenza a quello di parassita. Stessa cosa per le banche.

In uno scenario a 5 livelli di libertà, Simone Wapler ci situa al livello 2 della repressione finanziaria. Per ora è solo per i grandi azionisti, ma ci stiamo avviando verso livelli di repressione più alti : controllo dei cambi, limiti di convertibilità della moneta, poi convertibilità della moneta impossibile e infine, impossibilità di uscire dal territorio.

Tra le altre misure di repressione finanziaria del tutto plausibili e possibili, Simone Wapler cita il congelamento delle assicurazioni sulla vita, il divieto di vendere l’oro e la sua confisca.

Il quadro si completa con le pensioni che i disoccupati di oggi e di domani non potranno pagare…

Una soluzione per la pensione ? Delocalizzatevi !

Crediti di imposta, costo della vita, clima, possibilità di creare un piccolo business per quanto modesto possa essere… le prospettive e le possibilità di evadere non mancano, quando si è in pensione…

L’unica moneta democratica : l’oro

Di fronte all’iperinflazione, l’oro è l’unica moneta (da sempre) ad essere in grado di conservare il valore a lungo termine.

Custodite il vostro oro, sbarazzatevi delle azioni, ma non credete a ciò che i grandi organi di stampa vantano, non abbiate paura degli spaventapasseri che si agitanoo al vento…

Ricordate.. la rivoluzione è nelle vostre mani e alla portata di tutti !

Il vero debito nazionale degli Stati Uniti sarebbe più alto di 222 mila miliardi di dollari …

Monday, April 22nd, 2013

E’ stato dichiarato che il debito nazionale degli Stati Uniti è pari a 17 mila miliardi di dollari. Tuttavia, Lawrence Kotlikoff, professore di Economia all’Università di Boston, ha dichiarato durante un’intervista concessa a Russia Today, che il debito si avvicina ai 222 mila miliardi di dollari.

Esisterebbe, infatti, un’enorme quantità di debiti e obbligazioni che non sono stati contabilizzati, non facendo ufficialmente parte del debito pubblico come nel caso del pagamento delle future pensioni. Questo è un argomento importante poiché 78 milioni dei baby boomers andranno presto in pensione e dovranno ricevere le loro pensioni dal governo americano. Ciò equivale a dei pagamenti annuali pari a circa 3 mila miliardi di dollari. Sia il Congresso che il Presidente, durante i loro mandati, si sono focalizzati unicamente sul debito ufficiale e non hanno pubblicato nulla circa queste “fatture”.

Il vero debito ammonta a 222 mila miliardi di dollari se integriamo tutti i piani di finanziamento previsti nei programmi del governo federale come la Sicurezza Sociale, la copertura medica… 222 mila miliardi di dollari , vale a dire il triplo del PIL mondiale. Questo significa che il deficit monetario è 10 volte più alto delle cifre pubblicate.

E’ certo che il governo americano non onorerà tutti i suoi debiti, è una certezza matematica ed economica.

Fonte : Oroyfinanzas.

L’Italia come Cipro?

Friday, March 29th, 2013

Ciò che sta succedendo a Cipro questi giorni potrebbe benissimo ripetersi in altre nazioni, e la prossima potrebbe essere l’Italia.

L’idea che i vostri soldi possano essere confiscati dal governo può essere esagerata o incredibile, eppure succede! Quando il denaro del vicino viene prelevato dal suo conto bancario senza preavviso, ciò è parte di un piano di salvataggio. Ma, quando la vostra banca chiude le porte, blocca i conti e prende i vostri soldi, questo si chiama confisca e furto.

Ingegnoso no? Basta chiudere le porte un venerdì e il sabato successivo annunciare a tutti i clienti che il governo ha bisogno di prendere dal 6 al 10% dei vostri soldi perché lo Stato sta andando in rovina. E poi il miracolo: in qualche click e qualche cifra qui e là, il gioco è fatto!

Non bisogna dimenticarsi di ciò che è successo dopo l’annuncio di bancarotta della Lehamn Brothers. Dall’oggi al domani, 7 miliardi di dollari in valori di borsa e immobiliari sono finiti nelle mani delle banche. Il 6 – 10% dei vostri soldi non basterebbero per salvare Cipro e non basterebbero nemmeno per salvarci tutti da questa situazione catastrofica.

Il nostro debito è così alto che anche se pagassimo il 100% delle nostre entrate a titolo d’imposte nei prossimi 5 anni, non sarà sufficiente a ripagarlo. Bisogna dire ai ciprioti che è la fine della confisca? Che ciò non potrà mai succedere? Il nostro debito oggi è di gran lunga maggiore rispetto a quello del 2008. Questo non si risolverà domani di certo!

Scommettiamo che coloro che hanno dei soldi in una banca cipriota faranno di tutto per recuperare i loro soldi? Inizierà a quel punto la fila nelle banche. Durante questi momenti, i media nasconderanno un po’ la realtà ma la cosa sarà lontana dall’essere finita. Tutti i cittadini europei che risiedono in quei Paesi che fanno parte di un piano di salvataggio vorranno sicuramente recuperare i loro soldi dalle banche. Per il governo, è troppo facile servirsi dei soldi dei cittadini.

Ma dove metteranno tutti questi soldi? Allora, ci sono i soldi metalli, la cartamoneta e i soldi elettronici. Questi ultimi vengono confiscati con un solo click. La cartamoneta viene confiscata durante la svalutazione delle valute e durante l’inflazione. Ma i soldi-metallo, come l’oro e l’argento, non possono essere confiscati – e ancora meno senza il vostro permesso. E’ una semplice evidenza. Se avete dei soldi in un conto in banca, vi prenderanno dal 6 al 10% del valore. Se possedete oro e argento fisici, ancor più custoditi in una cassaforte fuori dal sistema bancario, potrete tenerli per voi.

Il buon senso di acquistare oro oggi

Tuesday, March 26th, 2013

Il prezzo dell’oro parte nuovamente al rialzo. Siete ancora in tempo per acquistarne prima che il prezzo risalga a quasi 2000 dollari l’oncia come annunciano molti esperti. Il recente ribasso del prezzo dell’oro è il 9° dal 2003 e s’inscrive in quei momenti in cui si deve acquistare.

Il prezzo dell’oro è aumentato drasticamente durante questi ultimi anni sulla base degli acquisti effettuati dalle persone, dalle istituzioni, dalle banche centrali di tutto il mondo così come tutti gli ETF e altri speculatori a breve termine.

Dopo ogni consolidamento del pezzo dell’oro durante questi ultimi anni, la maggior parte degli esperti prevedeva che il corso dell’oro aveva raggiunto il vertice. Si sbagliavano!

L’anno 2013 è l’anno delle belle opportunità per gli investitori in oro a lungo termine.

In particolare, non fidatevi dei commenti che parlano di un’eventuale nuova “bolla dell’oro”. Il grafico seguente mostra le 9 correzioni del prezzo dell’oro più importanti del mercato dal 2003 :

2003 – Il prezzo dell’oro cade da $382 a $319 (-16%)
2004 – Il prezzo dell’oro cade da $425 a $375 (-13%)
2005 – Il prezzo dell’oro cade da $536 a $489 (-9%)
2006 – Il prezzo dell’oro cade da $725 a $560 (-22%)
2007 – Il prezzo dell’oro cade da $841 a $778 (-8%)
2008 – L’oro tocca i $1002 il 17 marzo e poi cade a $746 l’11/09/2008 (-25%)
2009-10 – L’oro raggiunge i $1215 il 7 dicembre poi cade a $1,060 il 4/02/2010 (-14,6%)
2010-11 – L’oro raggiunge i $1,425 nel dicembre 2010, poi cade a $1,315 il 27/01/2011 (-8%)
2011 – L’oro tocca i $1900 nell’agosto 2011, poi cade a $1,545 il 15/05/2012 (-19%)

Al termine di ciascuna delle 8 fasi di correzione, si osserva che il prezzo dell’oro è aumentato in media del 36%. La prossima tappa per il corso dell’oro potrebbe essere i 2100 dollari l’oncia.

E’ questo il momento migliore per acquistare! Se il mercato dell’oro riproduce lo stesso scenario degli ultimi dieci anni, il 2013 potrebbe essere una delle ultime opportunità per acquistare l’oro al di sotto dei 2000 dollari l’oncia. No, non è la fine dell’oro. Le banche centrali di Bangkok, a Boston, continuano a stampare monete fiat. Il peggio dovrà arrivare per il dollaro e il meglio dovrà arrivare per l’oro.

Approfittatene ora per fare i vostri acquisti di oro fisico… questo varrà molto di più col passare del tempo

Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal

Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria

Thursday, March 7th, 2013

FESF

Il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ( FESF); in tedesco, Europäische Finanzstabilisierungsfazilität (EFSF); in inglese, European Financial Stability Facility (EFSF), semplificato nel gergo giornalistico in Fondo salva-stati, è un fondo comune di credito approvato dai 27 Stati membri dell’Unione Europea, il 9 maggio 2010, che mira a preservare la stabilità finanziaria in Europa fornendo un’assistenza finanziaria agli Stati della zona euro in difficoltà economica.

Il FESF ha sede a Lussemburgo. La Banca Europea degli investimenti fornisce dei servizi di gestione di tesoreria e la gestione amministrativa nel quadro di un contratto di servizio.

Creato il 9 maggio 2010, il FESF poteva intervenire solo dopo essere stato ratificato dal 90% degli Stati membri, soglia raggiunta il 4 agosto 2010. L’accordo è stato ratificato dagli ultimi 3 Stati membri (Belgio, Solvenia e Slovacchia) nel dicembre 2010.

In seguito al vertice dell’Eurogruppo l’11 marzo 2011, al quale hanno partecipato i dirigenti dei Paesi della zona euro, è stato trovato un accordo per aumentare la capacità effettiva d’intervento del FESF a 440 miliardi di euro, grazie a un aumento delle garanzie degli Stati alla zona euro. Inoltre, dopo questo vertice, il FESF ha il pieno diritto di acquistare il debito primario, vale a dire riemesso dagli Stati.

Giovedì 21 luglio 2011, gli europei hanno deciso di allargare il ruolo del FESF : da allora può riacquistare le obbligazioni di Stato sul mercato secondario, partecipare al salvataggio delle banche in difficoltà, fare prestito agli Stati che si trovano in situazioni critiche.

La sua azione è condizionata dal parere unanimo dei Paesi partecipanti e della Banca centrale europea.

Queste disposizioni entrano in vigore solo dopo la ratificazione dei parlamenti nazionali.

Le prime obbligazioni del Fondo europeo di stabilità finanziaria sono stati emesse il 25 gennaio 2011.

Il FESF ha collocato le sue prime obbligazioni su 5 anni per 5 miliardi di euro come aiuto finanziario comune UE / FMI destinato all’Irlanda.

Se il FESF non fosse stato attivato, sarebbe stato chiuso dopo 3 anni, vale a dire il 30 giugno del 2013. Il Fondo esisterà fino a quando l’ultima obbligazione non verrà interamente rimborsato.

Questi due fondi verranno sostuiti nel 2013 dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).