Notizie RSS
    RSS
  • Tutti gli articoli
  • Tutti i commenti
Categorie

Archive for the ‘Australia’ Category

Le Zecche di tutto il mondo lavorano a tempo pieno per produrre monete d’oro

Wednesday, May 7th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Abbiamo già potuto constatare che la domanda crescente di monete d’oro accelera il ritmo di produzione delle principali Zecche di tutto il mondo, come nel caso della Münze Österreich AG, la Zecca austriaca, che, nel corso di questi ultimi mesi, ha dovuto assicurare la sua produzione 24/24.

Produzione di monete d'oro in aumento in tutte le Zecche del mondo

La Zecca austriaca ha dovuto assumere personale per affrontare l’aumento della produttività. Questo fatto non è isolato : la Zecca americana (US Mint) o, ancora, quella australiana (Perth Mint) si sono trovati di fronte allo stesso problema. Nel caso dell’Australia, le vendita sono esplose del 20%, raggiungendo così il livello del mese di aprile dell’anno scorso.

La forte domanda di oro fisico, e in particolare dell’oro da investimento sotto forma di monete, è stato essenzialmente generato dal ribasso dei prezzi del 2013. Malgrado la forte domanda di oro fisico, numerosi analisti delle grandi banche come la JP Morgan, Morgan Stanley o la Bank of America annunciavano che l’oro cartaceo avrebbe risentito degli effetti tendenzialmente ribassisti per l’intero anno 2014.

« Il ribasso dei prezzi è una grande opportunità per gli investitori che intendono farsi una posizione sul metallo giallo a lungo termine » afferma Michael Haynes, consulente presso la Borsa dei Metalli preziosi negli Stati Uniti. Così, i metalli fisici possono provenire sia dai mercati di scambio che dalle Zecche internazionali, se si tratta di monete da investimento.

La Zecca inglese ha aumentato significativamente la produzione di Sterline all’inizio di quest’anno.
Parlando di cifre, le vendite di monete d’oro American Eagle hanno raggiunto le 89.500 oncie, mentre la Zecca austriaca ha aumentato le vendite della Filarmonica del 36% in confronto al 2012.

Fonte : Bloomberg e OroyFinanzas.com

La società LinGOLD.com ha lanciato la sua propria moneta da un’oncia d’oro puro, la Vera Valor, che è stata l’oncia d’oro più venduta in Francia nel 2012 e 2013. La Vera Valor è disponibile anche in mezza oncia. Dall’inizio di quest’anno, la Vera è disponibile in un’oncia d’argento, la Vera Silver, di cui ne sono state coniate e vendute più 20.000. Queste monete rientrano perfettamente nel contesto di diversificazione del patrimonio. I bassi prezzi attuali dell’oro e dell’argento permettono a chiunque di poter investire in un risparmio sicuro, fisico e reale che è disponibile in qualsiasi momento.

Il Nugget, la moneta australiana in oro puro

Thursday, July 5th, 2012

Dritto del Nugget, la moneta d'oro australiana. Incisione di Ian Rank Broadley

Continuiamo il nostro giro del mondo delle monete lingotto. Eccoci oggi in Australia, dove c’interesseremo ad una moneta d’oro del west del Paese: << il Nugget >> o << Canguro >>. Introdotta nel 1986 dalla Gold Corporation (impiantata esclusivamente nel west del Paese), questa moneta è stata pubblicata dalla Perth Mint in otto misure diversi (1/20 oncia a 1kg!).

Come la Panda Cinese, il rovescio di questa moneta varia ogni anno. Dal 1986 al 1989 si trovano dei nugget di misure differenti. A partire dal 1989, si è optato per un emblema più rappresentativo del Paese: il canguro. Oltre a queste modifiche, la Perth Mint decise di limitare il numero delle monete prodotte ogni anno. Per via di questi elementi è una moneta molto ricercata e ciò spiega il perché di uno spread relativamente alto rispetto a quello di altre monete della stessa categoria (citiamo ad esempio la Maple Leaf canadese, o il Krugerrand).

Per un’analisi più precisa delle caratteristiche tecniche della moneta potete fare riferimento a questa tabella ricapitolativa:

*Nel 1991, le monete 2 e 10 oncie, e quelle da 1kg avevano dei valori nominale pari a $ 500, $ 2,500 e $ 10,000 rispettivamente. Il rovescio di queste versioni non cambia ogni anno. Queste misure sono state prodotte per fare delle economie di scala in modo da limitare lo spread all’acquisto.

Passiamo ora alla descrizione fisica della moneta

Sul dritto della moneta è raffigurata Elisabetta II incisa, in un primo momento, da Raphael Maklouf e, dal 1998, da Ian Rank Broadley. L’incisione della Regina è contornata dal suo nome, dal valore nominale della moneta e dalla parola << AUSTRALIA >>.

La descrizione del rovescio è più complessa vista la variazione del design di anno in anno; fino al 1989 era raffigurata una pepita. Più tardi si abbandona quest’incisione per sostituirla con quella del canguro. L’immagine è circondata dal nome della moneta, dalla misura, dal titolo e dal millesimo.

Abbiamo elencato le differenti variazioni del rovescio di questa moneta nella tabella seguente (per la versione da 1 oncia):

Da notare che queste monete, indipendentemente da quale sia la loro misura, sono composte solo da oro puro. Inoltre, grazie all’Australian Currency Act del 1965, il Nugget ha corso legale. Questo gli conferisce una legittimità ancora maggiore (sicurezza degli investimenti) presso gli investitori e i collezionisti.

Rovescio del Nugget con due canguri che saltano

La produzione di questa moneta sostiene e rafforza l’industria mineraria australiana, che fu per lungo tempo uno dei maggiori settori dell’economia australiana (oggi, la Cina è il maggior produttore di oro al mondo).

Il Nugget è dunque una tipica moneta bullion o lingotto, che si deve possedere a scopo di diversificazione del portafoglio. Attenzione a non confonderla con la moneta << lunare >> australiana che rappresenta degli animali del calendario cinese e non un canguro! Anche queste monete sono interessanti, ma la loro misura potrebbe essere differenti.

 

 

 

 

 

> > CLICCA SULL’IMMAGINE PER CONSULTARE LA QUOTAZIONE DI QUESTA E TANTE ALTRE MONETE:

Il Gold Standard e il Gold Exchange Standard

Friday, September 30th, 2011

Il Gold Standard è il sistema monetario in cui l’oro funge da equivalente generale e viene usato in modo diffuso come moneta corrente. Tale sistema venne adottato dall’Inghilterra nel 1816-21 quando, dopo le guerre napoleoniche, decise di stabilire la convertibilità della cartamoneta in oro. La coniazione era libera e l’oro, sia sotto forma di moneta sia sotto forma di oro grezzo, poteva essere importato ed esportato liberamente. Tuttavia, il tasso di cambio fra le monete delle diverse nazioni rimaneva più o meno stabile poiché poteva variare solo entro una parità fissa che garantiva sia la stabilità stessa dei cambi sia l’equilibrio continuo degli scambi internazionali.

Si possono distinguere tre casi: nel primo caso, l’oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea); nel secondo caso, viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro); infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo in maniera parziale poiché il valore della quantità di banconote emesse risulta un multiplo dell’oro posseduto dallo Stato (circolazione cartacea convertibile parzialmente in oro).

Successivamente, altri paesi seguirono il modello inglese del Gold Standard: la Germania nel 1872 e gli USA nel 1900. Invece, altri grandi Paesi consideravano l’argento come moneta principale, con o senza quella d’oro, e quest’ultima divenne la forma prevalente di denaro mondiale solo intorno agli anni ’60 del XIX secolo. In maniera formale lo divenne esattamente nel 1867 nel corso di una conferenza tenutasi a Parigi. Questa scelta non fu condivisa da molti paesi asiatici, che rifiutarono di estromettere l’argento con l’oro.

Con l’avvento della prima guerra mondiale il sistema aureo cessò di esistere come sistema completo e sviluppato. A questo seguì un periodo di forte instabilità economica. Nel 1913 USA, Gran Bretagna e Francia detenevano il 62% della circolazione monetaria mondiale aurifera (vale a dire 3.500 tonnellate), seguite da Germania e Russia con circa il 7%. Sempre nello stesso anno le tre maggiori potenze mondiali incidevano sulle riserve centralizzate annuali per il 51%, di cui la più cospicua era quella degli USA con 1.900 tonnellate, seguiti dalla Russia con 1.200 tonnellate e dalla Francia con 1.000 tonnellate.

Per quanto riguarda i quantitativi di oro estratto annualmente i principali paesi erano il Sudafrica, gli USA, l’Australia e la Russia. Tuttavia, gli USA mantennero il sistema del Gold Standard fino al 1933 e, cioè quando fino al momento in cui Roosvelt impedì la convertibilità del dollaro in oro, mentre la Francia, l’Inghilterra e altri paesi cercarono di ripristinarlo in forma incompleta dopo la prima guerra mondiale. Fu solo negli anni ’30 del XX secolo che il Gold Standard venne soppresso in tutti i paesi capitalistici e nella circolazione monetaria interna non venne più ripristinato.

Lo scambio di tutti i tipi di denaro con l’oro al valore mondiale veniva assicurato dalle banche centrali, che detenevano le riserve aurifere nazionali le quali, nel 1913, ammontavano a 6,8 miliardi di dollari a livello mondiale. Queste banche non detenevano delle riserve in dollari reali. Infatti, tutte le riserve erano in sterline, giacenti nelle banche londinesi.

Fino alla prima guerra mondiale la stragrande maggioranza dei metalli auriferi veniva impiegata per battere moneta circolante, mentre un’altra quantità del tutto identica finiva nei depositi delle Banche Centrali e del Tesoro, coprendo sia i crediti che le banconote.

Il contenuto aureo di ogni moneta restava sempre lo stesso per molto tempo e veniva fissato dalla legge. Per fare alcuni esempi: quello della sterlina era di 7, 322 grammi di oro puro; quello del dollaro era di 1, 505 grammi perciò la parità della sterlina in dollari era di 4, 867.

La Gran Bretagna, nel 1925, ritornò al sistema ante bellico, seguita nel 1927 dalla Francia, e le banche centrali affiancarono alle riserve auree alcune valute convertibili (sterline, dollari, franco francese, eccetera) dando vita al Gold Exchange Standard. Con il nuovo sistema alcune monete furono dichiarate direttamente convertibili in oro, mentre altre (come la lira italiana) non lo erano, ma erano direttamente convertibili in monete chiamate pregiate e che potevano essere convertibili.

Nel 1944, sotto il volere degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentati di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.) e venne fissato il prezzo del metallo a 35$/oz. Con questo prezzo gli USA s’impegnarono ad acquistare oro da chiunque ed a venderlo solo alle banche centrali.

Ogni paese fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta internazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro, o in maniera indiretta, il dollaro. Il primo paese a legalizzare la negoziazione di oro fu la Francia nel 1948, seguita dalla Svizzera nel 1951. La Svizzera non aveva vincoli né all’importazione né all’esportazione. In seguito, nel 1954, il mercato di Londra riprese la sua attività e, intorno agli anni ’60, ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda e offerta. Questa fu la conseguenza della grave crisi del dollaro che indusse diversi operatori a forti acquisti di oro. Era la prima volta nella storia che l’oro assumeva il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.

La nascita ufficiale del mercato dell’oro si fa risalire al 17 marzo 1968, giorno in cui il prezzo dell’oro veniva per la prima volta determinato dall’offerta e dalla domanda. Il 15 agosto 1971 l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e così crollava uno dei punti cruciali enunciati nel Bretton Woods. Più in là, Nixon svalutò due volte la parità del dollaro nei confronto dell’oro. Visto che il dollaro non era più convertibile in oro i diversi governi europei chiesero agli USA che il mercato ufficiale dell’oro venisse abolito, cioè avere la parità del dollaro rispetto all’oro per poter vendere oro sul libero mercato. L’abolizione ufficiale del prezzo dell’oro e quindi del doppio mercato del metallo si ebbe nel 1967 per volere dei Paesi aderenti al F.M.I.

 

Alessia Pinna