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Archive for the ‘Andamento oro’ Category

Prezzo oncia d’oro fisico questa settimana : 1262 euro

Monday, May 20th, 2013

Prezzo oncia d’oro fisico questa settimana : 1262 euro

Il prezzo dell’oro fisico è la metà di tutti i prodotti negoziati sulla piattaforma LinGold.com in una settimana, rapportato ad un’oncia.
La piattaforma LinGold.com conta più di 11 000 clienti, il livello di scambio è rappresentativo della realtà degli acquisti/vendite dei prodotti in oro fisico sul sito.

I prodotti in oro fisico possiedono quasi sempre un premio. Ciò spiega la differenza attuale tra il prezzo dell’oro fisico e quello dell’oro cartaceo. In caso di forte ribasso il prezzo dell’oncia d’oro << cartaceo >> subisce grandi perdite senza una spiegazione tangibile.

Questo prezzo non ha la vocazione di sostituirsi a quello ufficiale di Londra e New York ma permette di farsi un’idea precisa della differenza che esiste tra il prezzo dell’oro << cartaceo >>, che non rispecchia quasi mai quello sul terreno, e gli scambi dei prodotti tangibili come quelli acquistati e venduti sulla piattaforma LinGOLD.com e le sue filiali francese (AuCOFFRE.com) e spagnola (LingORO.com).

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Il prezzo dell’oro : cosa succederà ora ?

Friday, May 10th, 2013

Dopo il forte calo del prezzo dell’oro, le domande circa il futuro sono tante.

 

2 scenari possibili :

L’attacco di venerdi 19 aprile non è stato un attacco normale. E’ successo dopo la chiusura del fixing di Londra, evitando l’impatto fisico. In generale, le «Bullion Banks» agiscono sapendo di essere coperte dalla FED ma venerdi 19/04, bisogna credere che la FED abbia deciso di agire sola per destabilizzare il mercato.

Scenario 1: Accordo mondiale per sostenere il dollaro.

Esiste un accordo mondiale, che include anche Cina e Russia, volto a salvaguardare il valore del dollaro. I dati macro-economici degli Stati Uniti che peggiorano di giorno in giorno, sono la prova che il dollaro non viene più utilizzato quotidianamente. La FED continua a stampare moneta, il deficit diventa incontrollabile. Le persone stanno iniziando a capire che tante cose non funzionano più e che bisogna cercare altre alternative al dollaro.

Questo è quello che le banche e gli “alchimisti monetari” non possono permettersi. Bisogna abbattere tutte le altre opzioni a favore dei valori concorrenziali : i Bitcoin, i soldi e l’oro.

Scenario 2 : Le «Bullion Banks» hanno manipolato il prezzo dell’oro.

I problemi provenienti dalle Bullion Banks (banche d’investimento, creatrici dei mercati dell’oro e dell’argento) e i suoi agenti. Queste cercano un beneficio particolare a discapito degli investitori (i weak hands) come é già avvenuto anni addietro. Essi vogliono seminare il panico e trasferire i fondi altrove (parliamo, in sostanza, degli Hedge Funds, Managed Money). Una volta che saranno ben piazzati, potranno ricavare profitto dalla fase rialzista fino al prossimo “wash and rinse”.

Questo si è già verificato a più riprese nel passato e le BRICS ne trassero profitto acquistando a prezzi artificialmente bassi, grazie a diverse manipolazioni. Ciò spiega la rarità del metallo: (i cinesi s’impossessano di tutto e quest’oro non ritorna sul mercato. Infatti, essi fondono i lingotti standard della LBMA in quelli da un chilo), l’opacità delle riserve bancarie centrali, il fatto che la Germania sia ansiosa all’idea che il loro oro conservato negli Stati Uniti possa essere venduto e ne chieda dunque il suo rimpatrio…

Questo scenario, se fosse vero, vorrebbe dire che abbiamo toccato il fondo. A partire da ora, è prevista una fase rialzista, basata sulla correzione : il potenziale è considerevole.

In verità, lo scenario 1 è meno probabile poichè le opzioni sono ridotte. Le BRICS hanno dei progetti non del tutto legati al dollaro americano.

Questo ci ricorda l’importanza di detenere oro fisico.

Prezzo oncia d’oro fisico sulla settimana del pieno ribasso : 1362 euro

Tuesday, April 30th, 2013

Settimana 17 del 2013 : 1362 euro per un’oncia (fonte LinGold.com)
Settimana 16 del 2013 : 1346 euro
Settimana 15 del 2013 : 1432 euro

Il prezzo dell’oro fisico è la metà di tutti i prodotti negoziati sulla piattaforma LinGold.com in una settimana, rapportato ad un’oncia.

La piattaforma LinGold.com conta più di 11 000 clienti, il livello di scambio è rappresentativo della realtà degli acquisti/vendite dei prodotti in oro fisico sul sito.

I prodotti in oro fisico possiedono quasi sempre un premio. Ciò spiega la differenza attuale tra il prezzo dell’oro fisico e quello dell’oro cartaceo. In caso di forte ribasso il prezzo dell’oncia d’oro << cartaceo >> subisce grandi perdite senza una spiegazione tangibile.

Questo prezzo non ha la vocazione di sostituirsi a quello ufficiale di Londra e New York ma permette di farsi un’idea precisa della differenza che esiste tra il prezzo dell’oro << cartaceo >>, che non rispecchia quasi mai quello sul terreno, e gli scambi dei prodotti tangibili come quelli acquistati e venduti sulla piattaforma LinGOLD.com e le sue filiali francese (AuCOFFRE.com) e spagnola (LingORO.com).

La caduta dell’Euro provocherà un aumento del prezzo dell’oro in Europa

Monday, April 15th, 2013

Prezzo dell’oro in Euro (sugli ultimi cinque anni) – Bloomberg

Il metallo giallo è partito al rialzo fin dall’annuncio delle riduzioni della spesa pubblica negli Stati Uniti, cosa che potrebbe indebolire la ripresa economica del Paese.

I tagli alla spesa pubblica raggiungono gli 85 miliardi di dollari in tutto il Paese nel corso di quest’anno.

Ciò dovrà far arrivare il prezzo dell’oro intorno ai 1 600 dollari – punto d’inizio interessante per gli investitori, stando a quanto dicono alcuni analisti.

Le importazioni di monete d’oro in Germania restano alte mentre l’Euro s’indebolisce rispetto all’oro.

Le ultime elezioni italiane sono state una vera catastrofe per l’Euro e l’Unione Europea secondo il ministro degli affari esteri, Jean Asselborn.

Negli ultimi 4 anni, ogni volta che si è osservata una diminuzione drastica dell’euro rispetto al dollaro, gli investitori tedeschi si sono voltati verso l’oro, cosa che gli è stata molto vantaggiosa.

Nel corso della storia, si osserva che ogni volta che l’euro ha iniziato a cadere tra l’8% e il 20%, in particolare dal 2008, l’oro è aumentato dal 14 al 41% su un anno.

Oggi, la domanda di oro in Europa è giustificata principalmente dal grande numero d’investitori e risparmiatori tedeschi più conservatori, che hanno una certa conoscenza ed esperienza dell’inflazione e dell’iperinflazione.

La crisi del debito non smette di aumentare nella nostra zona euro, la domanda di oro aumenterà ancora.

Il buon senso di acquistare oro oggi

Tuesday, March 26th, 2013

Il prezzo dell’oro parte nuovamente al rialzo. Siete ancora in tempo per acquistarne prima che il prezzo risalga a quasi 2000 dollari l’oncia come annunciano molti esperti. Il recente ribasso del prezzo dell’oro è il 9° dal 2003 e s’inscrive in quei momenti in cui si deve acquistare.

Il prezzo dell’oro è aumentato drasticamente durante questi ultimi anni sulla base degli acquisti effettuati dalle persone, dalle istituzioni, dalle banche centrali di tutto il mondo così come tutti gli ETF e altri speculatori a breve termine.

Dopo ogni consolidamento del pezzo dell’oro durante questi ultimi anni, la maggior parte degli esperti prevedeva che il corso dell’oro aveva raggiunto il vertice. Si sbagliavano!

L’anno 2013 è l’anno delle belle opportunità per gli investitori in oro a lungo termine.

In particolare, non fidatevi dei commenti che parlano di un’eventuale nuova “bolla dell’oro”. Il grafico seguente mostra le 9 correzioni del prezzo dell’oro più importanti del mercato dal 2003 :

2003 – Il prezzo dell’oro cade da $382 a $319 (-16%)
2004 – Il prezzo dell’oro cade da $425 a $375 (-13%)
2005 – Il prezzo dell’oro cade da $536 a $489 (-9%)
2006 – Il prezzo dell’oro cade da $725 a $560 (-22%)
2007 – Il prezzo dell’oro cade da $841 a $778 (-8%)
2008 – L’oro tocca i $1002 il 17 marzo e poi cade a $746 l’11/09/2008 (-25%)
2009-10 – L’oro raggiunge i $1215 il 7 dicembre poi cade a $1,060 il 4/02/2010 (-14,6%)
2010-11 – L’oro raggiunge i $1,425 nel dicembre 2010, poi cade a $1,315 il 27/01/2011 (-8%)
2011 – L’oro tocca i $1900 nell’agosto 2011, poi cade a $1,545 il 15/05/2012 (-19%)

Al termine di ciascuna delle 8 fasi di correzione, si osserva che il prezzo dell’oro è aumentato in media del 36%. La prossima tappa per il corso dell’oro potrebbe essere i 2100 dollari l’oncia.

E’ questo il momento migliore per acquistare! Se il mercato dell’oro riproduce lo stesso scenario degli ultimi dieci anni, il 2013 potrebbe essere una delle ultime opportunità per acquistare l’oro al di sotto dei 2000 dollari l’oncia. No, non è la fine dell’oro. Le banche centrali di Bangkok, a Boston, continuano a stampare monete fiat. Il peggio dovrà arrivare per il dollaro e il meglio dovrà arrivare per l’oro.

Approfittatene ora per fare i vostri acquisti di oro fisico… questo varrà molto di più col passare del tempo

Manipolazioni del prezzo dell’oro e dell’argento. Il cerchio si restringe.

Tuesday, March 19th, 2013

Secondo alcune fonti del settore finanziario, le autorità di regolamentazione americane stanno indagando su eventuali manipolazioni del prezzo del mercato dell’oro più importanti al mondo.

Il Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Agenzia Statunitense che si occupa del controllo e della regolamentazione del mercato dei futures) esamina da vicino il metodo con il quale vengo fissati i prezzi a Londra. Questi verrebbero decisi da alcune banche che s’incontrano due volte al giorno per fissare il prezzo ‘spot’ dell’oncia troy dell’oro fisico, stando a quanto affermano alcune fonti.

Live prices

Il CFTC si concentra sulla trasparenza dei fatti per quanto riguarda la fissazione dei prezzi sia per il mercato dell’oro che per quello dell’argento, anche se quest’ultimo è meno importante. Nessun’inchiesta ufficiale è stata ancora aperta secondo quanto si è appreso fin’ora.

Questo studio è stato avviato quando gli organismi di regolamentazione hanno riconsiderato su scala più ampia i criteri di referenza finanziaria a seguito di uno scandalo legato alla manipolazione di un tasso d’interesse. Tre grandi banche hanno pagato delle multe per un totale di 2.5 miliardi di dollari americani in seguito alla presunta manipolazione di un tasso interbancario (o Libor – London Interbank Offered Rate) a Londra e per la quale più di una dozzina di società finanziarie sono sotto inchiesta.

Il prezzo dell’oro viene fissato quotidianamente da un gruppo di banche e questo gioca un ruolo importante sul prezzo del settore della gioielleria. Questo determina i guadagni che le compagnie minerarie ottengono vendendo le loro materie prime alle raffinerie.

Il prezzo dell’oro del mercato più grande del mondo è stato davvero controllato da 5 banche? Vedere il video sull’inchiesta della fissazione dei prezzi dell’oro. Immagine: Getty Images.

Tutto ciò permette di determinare il valore dei prodotti i quali prezzi sono legati ai metalli. Le banche commerciali americane disponevano di circa 198 miliardi di dollari in contratti legati ai metalli preziosi durante il mese di settembre 2012, stando a quanto afferma l’Ufficio di Controllo della Valuta ( Office of the Comptroller of the Currency).

La decisione del CFTC è inquietante. L’agenzia diretta dal 2009 da Gary Gensler, un ex dirigente della Goldman Sachs Group Inc, ha giocato un ruolo determinante a livello mondiale nell’inchiesta sul tasso d’interesse.

Gensler ha chiesto che il Libor ed altri criteri di renferenza siano oggetto di nuove riforme che obbligheranno questi ultimi ad essere fondati su delle transazioni reali piuttosto che su delle stime. Gensler è co-presidente di un gruppo di organismi internazionali di regolamentazione con la funzione di esaminare questi criteri, e pubblicherà una serie di nuove direttive entro la primavera prossima.

« Il fatto di pensare che una manipolazione generalizzata o perlomeno il tentativo di manipolazione ( dei tassi d’interesse) possa espandersi ci porta a farci delle domande sulla veridicità di altri punti determinanti » ha dichiarato Bart Chilton, Commissario al CFTC, durante una tavola rotonda del 26 febbraio scorso a Washington sui riferimenti finanziari.


Nel caso del Libor, sono stati dei traders a fornire dei falsi dati all’organismo incaricato di pubblicare i tassi di riferimento nel tentativo di creare vantaggi e redditività. La Barclays PLC, la Royal Bank of Scotland Group PLC e l’UBS AG hanno pagato delle ammende per un totale di circa 1,2 miliardi di dollari, versati al CFTC.

I dirigenti del CFTC hanno dichiarato che il caso della Libor aveva attirato tutta la loro attenzione. L’agenzia aveva già segnalato alcuni casi tra il 2003 e il 2005, sanzionando alcune compagnie e dei prestatari per aver cercato di manipolare il prezzo del gas naturale fornendo delle informazioni false alle società incaricate delle classifiche energetiche.

Il CFTC iniziò a manifestare preoccupazione in seguito a delle denunce ricevute da alcuni investitori nell’estate del 2008. Questi ultimi erano preoccupati in effetti dell’improvviso declino del prezzo dell’argento. Tutto ciò poteva essere frutto solo di una manipolazione del mercato.

La CFTC non ha mai confermato o negato queste accuse.

Un portavoce della CFTC non si è voluto esprimere a questo proposito.

Il controllo della fissazione dei prezzi del mercato dell’oro e dell’argento è da tempo fonte di dibattito.

Secondo Kurt Pfafflin, mediatore di metalli preziosi presso la Daniels Trading a Chicago, questo pensiero è sempre esistito in quelle persone che credono nelle teorie cospirazioniste. Pfafflin consiglia di non credere alle manipolazioni del prezzo ‘spot’.

Le fissazioni dei prezzi, che risalgono al 1897 nel caso dell’argento e al 1919 nel caso dell’oro, si effettuano attraverso delle conferenze telefoniche tra banche. Le chiamate relative all’oro si svolgono tra le 10.30 e le 15.00 (ora inglese). Le chiamate per l’argento invece si svolgono tutti i giorni a mezzogiorno.

La fissazone dei prezzi dell’oro a Londra coinvogle 5 banche: la Barclays, la Deutsche Bank AG, l’HSBC Holdings PLC, la Bank of Nova Scotia e la Société Générale SA. La fissazione del prezzo dell’argento implica la Bank of Scotia, la Deutsche Banck e l’HSBC.

Il portavoce della Barclays, l’HSBC e la Deutsche hanno rifiutato di commentare.

I rappresentanti delle altre due banche erano irraggiungibili.

I metodi di fissazione dei prezzi sono “piuttosto legati all’offerta e alla domanda fino a quando non viene determinato un prezzo. E’ un metodo completamente trasparente. Niente a che vedere con il Libor” ha dichiarato un portavoce del London Bullion Market Association (LBMA), incaricato di prendere le decisioni sulle direttive in materia di qualità dell’oro e dell’argento negoziati sul mercato londinese, ma non ne gestisce i prezzi.

Fonte: Wall Street Journal

Gli acquisti delle banche centrali continueranno ad aumentare nel 2013

Wednesday, February 27th, 2013

Quest’anno, gli acquisti di oro da parte delle banche centrali saranno ponderati sul mercato, con domande costanti, cosa che dovrebbe consolidare i prezzi al livello dell’offerta.

Secondo le recenti statistiche di Gold Survey GFMS, un ramo di Thomson Reuters, si prevede che l’ammontare netto degli acquisti raggiungerà le 280 tonnellate nel primo semestre di quest’anno. Nel 2012, l’ammontare totale netto degli acquisti d’oro si elevava a 536 tonnellate, vale a dire il 17.4% in più sull’annualità e un ammontare record dal 1964.

Visto il progressivo deterioramento della situazione economica negli Stati Uniti, il dollaro diventa meno rassicurante in termini di diversificazione, bisogna pensare ad altre alternative.

Inoltre, la crisi del debito continua nella zona euro e l’ammorbidimento delle banche centrali più importanti come quella del Giappone, potrebbe mantenere i rendimenti sulle obbligazioni sovrane a livelli estremamente deboli. Questi sviluppi potrebbero provocare una perdita di fiducia nelle monete fiat, cosa che spingerebbe i Paesi in via di sviluppo a destinare una parte delle nuove riserve per l’oro.

Le banche centrali dei paesi emergenti hanno aumentato notevolmente gli acquisti di oro negli ultimi anni per rafforzare rapidamente le riserve di valute poiché le crisi del debito sovrano hanno pesato sulle monete tradizionali come il dollaro americano e l’euro. Un numero crescente di Paesi come il Messico, la Colombia, il Tagikistan e l’Ucraina hanno mostrato un aumento della domanda di oro.

La domanda di oro delle banche centrali sarà forte quest’anno. Tuttavia, il ritmo degli acquisti dovrebbe essere stabile se si tiene conto della taglia del mercato dell’oro, secondo GFMS.

Inoltre, la portata di eventuali difficoltà politiche in un momento in cui la fiducia nel mercato delle obbligazioni è ancora molto fragile potrebbe restringere il volume degli acquisti da parte dei Paesi in via di sviluppo.

Tuttavia, non sarà una sorpresa se il prezzo dell’oro aumenterà quest’anno, sopratutto se la fiducia nel dollaro diminuirà prima. Viste le circostanze, il potere d’acquisto delle banche centrali potrebbe essere nettamente superiore

La Svizzera prepara un Referendum in vista della rimpatriata delle sue riserve d’oro

Tuesday, February 19th, 2013

Ora che la Germania ha deciso di rimpatriare una parte delle sue riserve d’oro custodite all’estero, la Svizzera vorrebbe fare lo stesso.

Il Partito Popolare Svizzero (SVP) vorrebbe che quest’iniziativa fosse oggetto di un referendum per proteggere le 1.040 tonnellate d’oro che appartengono alla Banca Nazionale Svizzera. Mancano 10.000 firme al partito della SVP per far si che questo progetto di referendum si svolga. Nonostante siano già state raccolte 90.000 firme, ne servono almeno 100.000 entro il 20 marzo.

Dove si trovano quindi le 1.040 tonnellate d’oro della Banca Nazionale Svizzera?

La risposta della banca centrale svizzera continua ad essere abbastanza vaga: << la maggior parte dell’oro si trova nel territorio nazionale, ma un’altra quantità è all’estero. Non vogliamo essere più precisi – afferma Silvia Oppliger, portavoce della banca centrale svizzera – forse, saremo più precisi nel dare le informazioni quando si farà il referendum >>.

Attraverso questo referendum, la SVP vuole costringere la banca centrale svizzera a conservare tutte le sue riserve d’oro in territorio nazionale e impedirgli la rivendita. Il Partito Popolare Svizzero chiede anche che allo scadere dei 5 anni del referendum, la banca centrale s’impegni ad incrementare le sue riserve d’oro fino a che queste non rappresenteranno un quinto del totale dei loro attivi.

Da dove provengono tutti i soldi necessari agli acquisti d’oro?

Questo aspetto è ancora da chiarire. Tuttavia, molti svizzeri ritengono che sia logico utilizzare i 170 miliardi di euro in riserva per comprare dei lingotti d’oro. Ma questo solleva un problema spinoso, da considerare con molta cautela, poiché, in vista di questo progresso, ci sarebbe bisogno di trovare acquirenti per tutta questa quantità di euro, senza parlare del fatto che la moneta di scambio dev’essere stabile per fare in modo che questi miliardi di euro in termine di vendita emanati dalla banca centrale non rafforzino immediatamente il franco svizzero rispetto all’euro. Non v’è alcun dubbio sul fatto che questa considerazione è perseguibile visto i numerosi svizzeri che potrebbero seguire l’iniziativa della SVP, ma la sua attuazione causerebbe non poche preoccupazioni ai responsabili monetari. L’iniziativa potrebbe complicare le intenzioni della SNB per manipolare i tassi di cambio euro/franco svizzero se dovessero vedersi costretti ad acquistare grandi quantità d’oro.

Perché è importante possedere oro fisico ?

Tuesday, February 5th, 2013

E’ probabile che chi ha acquistato oro lo scorso settembre al prezzo di 1921 dollari l’oncia stia rimpiangendo il suo acquisto oggi. Tuttavia, sebbene il prezzo dell’oncia d’oro sia sceso intorno ai 1650 dollari l’oncia, non significa che il prezzo dell’oro non aumenterà più e che ha perso improvvisamente le sue caratteristiche millenarie che lo rendono il miglior valore rifugio durante tempi difficili come questo.

L’oro è una moneta stabile e, a differenza delle banconote che si moltiplicano a volontà, offre una buona protezione contro l’inflazione per via della sua rarità. Inoltre, l’oro non genera interessi ed è pertanto stabile nel portafoglio degli investitori.

Dopo 12 anni di forte crescita, questo ribasso è salutare secondo alcuni esperti finanziari. Il mercato rialzista dell’oro è solido e robusto ed esistono una serie di fattori che dovrebbero spingerlo ancora più al rialzo. L’emissione di debito pubblico è lungi dal risolversi nel breve periodo. Le banche centrali hanno semplicemente rinviato il problema utilizzando delle politiche monetarie espansive. Inoltre, nella maggior parte dei Paesi, l’inflazione è maggiore dell’imposta di base. I tassi d’interesse negativi sono favorevoli all’oro.

La tendenza rialzista si afferma: le banche centrali hanno smesso di vendere oro da qualche tempo. La domanda degli investitori privati e istituzionali dei mercati emerge soprattutto in Cina e in India, ma anche in Messico, in Russia e in Turchia. Le banche centrali dei Paesi emergenti continuano ad acquistare oro per diversificare le loro riserve e non dipendere unicamente dal dollaro.

In tempi di crisi economica e nel corso della storia, le persone hanno investito nell’oro fisico, com’è successo anche durante i periodi di guerra. L’oro fisico è riconosciuto in tutto il mondo come merce di grande valore, come una sorta di passaporto.

Alessia Pinna

Le banche centrali occidentali detengono ancora oro fisico?

Monday, November 19th, 2012

Banche Centrali Europee - Immagine di piazzaffari.info

Tutti pensano che le banche centrali occidentali dispongano fisicamente di grandi quantità di lingotti d’oro. Questo è anche quello che le stesse banche centrali occidentali vorrebbero far credere. I lingotti d’oro rappresentano solo una parte delle loro riserve. Esse detengono infatti un grande quantitativo di monete straniere, comprese le comuni monete fiat come il dollaro, lo yen, la sterlina e l’euro.

E’ stimato che i governi e le banche centrali degli Stati Uniti, del Regno Unito, del Giappone, della Svizzera, della zona euro e l’FMI detengono una quantità impressionante di oro nelle loro riserve, pari a 23.349 tonnellate, superando 1.3 miliardi di dollari secondo il prezzo dell’oro oggi.

Tuttavia, al di là del volume stimato, la natura di quest’oro è poco chiara. Le banche centrali occidentali non divulgano alcuna informazione in merito al luogo di stoccaggio, sotto quale forma o ancora quante riserve d’oro sono utilizzate per altri scopi. Pertanto, le banche centrali non diffondono altre notizie se non quelle che ci vengono fornite dalle autorità arbitrarie che rendono conto dei differenti bilanci finanziari delle riserve.

Fino a dodici anni fa, alle persone interessava poco sapere cosa le banche centrali facevano del loro oro. Il metallo giallo ha attraversato un periodo torbido per circa vent’anni e non suscitava nessun interesse al prezzo di 255 dollari l’oncia. All’epoca, era piuttosto facile per i governi occidentali (o nel caso del Canada – vendere direttamente) prestare le loro riserve d’oro per generare degli interessi sui profitti delle loro società d’investimento, ciò che fecero molte banche centrali a partire dalla fine degli anni ‘80 fino al 2000.

I tempi sono cambiati e oggi è indispensabile sapere come le banche centrali impiegano le loro riserve d’oro e dove si trovano. Perché? Semplicemente, perché ora i Paesi in questione sono spaventosamente indebitati e stampano le loro monete senza alcun ritegno. Sarebbe interessante e soprattutto rassicurante sapere che dispongono ancora di reliquie, di polvere per “sostenere” tutto questo denaro cartaceo appena stampato in caso di fallimento.

Probabilmente, sarete interessati anche a sapere che sono le vendite di oro da parte delle banche centrali ad essere all’origine della teoria dell’investimento e a suscitare in noi un appetito per l’oro dagli anni 2000. Questo è stato evidenziato in una relazione pubblicata da Frank Veneroso, che ci mostra il mercato dell’oro nel 1988, nell’opera intitolata “The 1988 Gold Book Annual”.

In questa relazione, Veneroso affermava che le vendite d’oro da parte delle banche centrali avevano mascherato il bisogno reale della domanda d’oro di circa 1600 tonnellate all’anno (su un mercato stimato a circa 4000 tonnellate). Sulle 35.000 tonnellate d’oro che le banche centrali dichiaravano di possedere ufficialmente in quel periodo, Veneroso stimava che le riserve ne possedevano intorno alle 18.000. « Una volta che le banche centrali non disporranno più di oro da vendere – sottolinea Veneroso – il mercato dell’oro si troverebbe di fronte ad un potente mercato rialzista ». Veneroso non si sbagliava, sebbene le banche centrali continuino a vendere oro e lo faranno ancora per molti anni.

Il mercato rialzista dell’oro ha registrato una crescita nel corso del 2000, mentre le banche centrali sono diventate acquirenti dirette di oro fisico solo nel 2009, ciò che coincideva con la salita del prezzo dell’oro al di sopra dei 1000 dollari l’oncia. Tutti questi acquisti sono stati effettuati dalle banche centrali dei Paesi non-occidentali, e piuttosto da nazioni come la Russia, la Turchia, il Kazakistan, l’Ucraina e le Filippine… e, da allora, non hanno mai smesso di acquistarne.

Secondo Thomson Reuters GFMS, un organismo d ricerca di metalli preziosi, le banche centrali non-occidentali hanno acquistato 457 tonnellate d’oro nel 2011, ed è stimato ch’esse ne acquisteranno ancora per un quantitativo pari a circa 493 tonnellate d’oro quest’anno per aumentare le loro riserve:

Noi stimiamo che queste nazioni acquisteranno molto più di quanto è stato annunciato.
Le banche centrali occidentali tacciono sul loro oro e non hanno divulgato pubblicamente nessun risultato in merito alle vendite e agli acquisti d’oro effettuati durante gli ultimi tre anni. Nonostante esista un “Central Bank Gold Agreement”, un rapporto sull’oro delle banche centrali, attualmente in vigore e che rende conto delle vendite d’oro delle banche centrali del sistema euro. Della Svizzera e della Svezia non vi è alcuna menzione riguardo alle vendite d’oro realizzate, cosa bizzarra dal momento che queste possiederebbero le più grandi riserve di metalli preziosi…
Il silenzio è d’oro… e la dice lunga!

Durante questi ultimi anni, abbiamo raccolto delle informazioni legate alla crescita della domanda di oro fisico. La costante crescita annuale della domanda di oro fisico sotto forma di lingotti ci sorprende soprattutto in termini di approvvigionamento. La capacità annuale dell’industria mineraria aurifera della Russia e della Cina ad esempio (che non esportano la loro produzione nazionale) è attualmente inferiore a quella registrata nell’anno 2000, e da quando l’FMI ha annunciato di aver venduto 403 tonnellate d’oro nel dicembre del 2010, non è stato annunciato pubblicamente nessun altro venditore d’oro fisico sul mercato da quasi due anni ormai.

4. Dato il significativo aumento della domanda d’oro fisico dell’ultimo decennio, in particolare tra i consumatori asiatici, siamo giunti alla conclusione che purtroppo non possiamo determinare la provenienza dell’oro… ma dovrà pur venire da qualche parte!

Per darvi un’idea della crescita della domanda di oro fisico durante questi ultimi dieci anni, abbiamo fatto una lista di di compratori di oro fisico e calcolato la loro variazione netta della domanda annuale in tonnellate dal 2000 fino al 2012 (vedi grafica A):

Grafico A:

Cifre indicate in tonnellate metriche:

† Fonte: CBGA1, CBGA2, CBGA3, International Monetary Fund Statistics, Sprott Estimates.
†† Fonte: Royal Canadian Mint et United States Mint.
††† Sprott Physical Gold Trust et Central Fund of Canada.
^ Source: World Gold Council, Sprott Estimates.
^^ Source: World Gold Council, Sprott Estimates.
^^^ Si riferisce alla crescita annua degli ultimi 8 anni.

Come potete constatare, un semplice confronto di sole 5 fonti differenti della domanda mostra una variazione netta di 2.268 tonnellate della domanda di oro fisico nel corso degli ultimi 12 anni. Ciò significa che ci sono circa 2.268 tonnellate di nuove domande annuali ai giorni nostri rispetto a 12 anni fa. Secondo il gruppo CPM, uno dei principali fornitori di statistiche del settore dell’oro, l’offerta d’oro annuale totale è di circa 3.700 tonnellate quest’anno. Di questa cifra, il World Gold Council, stima che solo 2.687 tonnellate provengono dalla produzione mineraria attuale, mentre il resto è attribuito all’oro riciclato, principalmente ai vecchi gioielli.

Le agenzie di rating hanno la brutta abitudine di voler dimostrare che la domanda totale fisica corrisponda perfettamente all’offerta fisica annuale e di utilizzare “l’investimento netto privato” come una copertura al fine di consolidare la differenza tra la domanda ch’esse attribuiscono alle “transazioni ufficiali” dell’industria, dei gioielli e delle banche centrali e la loro stima in termini di approvvigionamento annuale (cosa che è relativamente verificabile). Le cifre dei loro “investimenti netti privati” sono da rimettere in discussione poiché non integrano gli acquisti reali di domanda d’investimento che hanno luogo ogni anno. Se fosse possibile integrare nuovi dati nei loro sommari di mercato della domanda, potremmo rilevare un’enorme differenza che evidenzierebbe una domanda leggermente maggiore della loro offerta annuale. Infatti, noi sappiamo che questa sarebbe leggermente maggiore se tenessimo conto delle importazioni cinesi (Hong Kong) che nella nostra ultima analisi risalente al luglio scorso raggiungevano le 458 tonnellate, cosa che mostra un aumento del 367% dei suoi acquisti durante lo stesso periodo dello scorso anno. Se le importazioni continuano con questo ritmo, la Cina raggiungerà le 785 tonnellate d’importazioni su un mercato che dovrebbe produrre circa 2.700 tonnellate della produzione mineraria, e questo non corrisponde che ad un solo acquirente!

Poi, ci sono tutti gli altri acquisti degli acquirenti privati che non vengono né segnalate né registrate come quelle di Greenlight Capital, il fondo speculativo gestito da David Einhorn, che avrebbe acquistato per una cifra pari a 500 milioni di dollari oro fisico dal 2009. O ancora il miliardo di dollari investito in oro fisico dalla “University of Texas Investment Management & Co” (Comitato d’investimento dell’Università del Texas) nell’Aprile 2011… o ancora la miriade di altri investitori privati (come gli sceicchi sauditi, i miliardari russi e senza dubbio tanti dei nostri lettori ecc…) che hanno acquistato oro fisico nel corso di quest’ultimo anno. Nessuno di questi acquisti privati è stato registrato presso organismi di ricerca, e tuttavia sono dei veri e propri acquisti di oro fisico, non si tratta affatto di ETF d’oro o di “certificati”.

Esigono l’invio fisico di lingotti ai compratori, ma una volta essere venuti a conoscenza dell’ampiezza dello scarto tra il livello reale della domanda di oro fisico e quello dell’offerta annuale, le domande evidenti che ci poniamo sono le seguenti: chi sono questi venditori che distribuiscono l’oro al fine di rispondere in modo favorevole all’importante domanda di oro fisico? Quali sono questi organismi che “rilasciano” oro fisico sul mercato senza segnalarlo? Da dove proviene tutto quest’oro?

Può essere solo uno il possibile candidato: le banche centrali occidentali. E’ molto probabile che gran parte dell’oro fisico che circola attualmente tra i nuovi acquirenti provenga dalle banche centrali occidentali. Solo loro potrebbero detenere così tanto oro fisico e fornirne in quantità così grandi, e la cui tracciabilità può rivelarsi molto complessa. Gli investitori non hanno mai smesso d’investire nell’oro dal 2008.

Se le banche centrali occidentali affittassero infatti le loro riserve fisiche, non sarebbero tenute a divulgare la cifra esatta d’oro che uscirebbe dalle loro rispettive riserve. Secondo un documento reperibile sul sito della Banca Centrale Europea (BCE) sul trattamento statistico delle riserve internazionali dell’Eurosistema, le direttive in materia di rendicontazione attuali non esigono dalle banche centrali la differenziazione dell’oro detenuto in piena proprietà da quello prestato o scambiato con un’altra parte. Il documento prevede che « le transazioni reversibili in oro non hanno effetto a livello d’oro monetario a prescindere dal tipo della transazione, in accordo con le raccomandazioni contenute nelle direttive del FMI ».

Di conseguenza, secondo le direttive di rendicontazione attuali, le banche centrali avrebbero il diritto di continuare a tener conto dell’entrata di oro fisico nel loro bilancio, anche se lo hanno scambiato o prestato interamente. Potete constatarlo anche voi facendo attenzione a come le banche centrali si riferiscono alle loro riserve auree. Il governo britannico, ad esempio, si riferisce alle sue riserve d’oro come « Oro (compreso l’oro scambiato o prestato) ». E’ la tipica frase che il governo utilizza nelle sue dichiarazioni ufficiali. Idem per il Tesoro Americano e la BCE, che dichiarano i loro averi come « Oro (compresi i depositi d’oro e scambi di oro) » (vedi grafico B). Purtroppo, le loro descrizioni si fermano qua, e nessuna istituzione espone nei dettagli la percentuale delle loro riserve d’oro dichiarate e detenute fisicamente parlando, in rapporto alla percentuale dell’oro prestato o scambiato con altre cose. Il fatto che non distinguano tra le due cose è alquanto sorprendente. Le banche centrali perderebbero credibilità se ammettessero di prestare le loro riserve d’oro ad altri intermediari, i venditori di lingotti tra tutti, che a loro volta lo venderebbero alla Cina ad esempio. Ma le cifre rivelano che è esattamente ciò che è successo. E’ probabile che l’oro delle banche centrali non ci sia più e che le banche che hanno venduto questi lingotti abbiano poche possibilità di recuperarli.

Grafico B:

Fonti:

1) http://www.bankofengland.co.uk/statistics/Documents/reserves/2012/Aug/tempoutput.pdf

2) http://www.ecb.int/stats/external/reserves/html/assets_8.812.E.en.html

3) http://www.boj.or.jp/en/about/account/zai1205a.pdf

4) http://www.imf.org/external/np/exr/facts/gold.htm

5) http://www.snb.ch/en/mmr/reference/annrep_2011_komplett/source

Note:

Dati della BCE del mese di luglio 2012. Banca del Giappone del 31 Marzo 2012.

Le riserve della Banca Centrale Europea sono composte dalle riserve detenute dalla BCE, dal Belgio, dalla Germania, dall’Estonia, dall’Irlanda, dalla Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, i Paesi Bassi, l’Austria, il Portogallo, la Slovenia e la Finlandia.

** La Banca del Giappone registra le sue riserve d’oro in yen al suo valore contabile.

La nostra analisi del mercato dell’oro fisico mostra che le banche centrali sono state perlopiù dei fornitori di oro fisico non dichiarati e che le loro riserve sono trascurabili al giorno d’oggi. Se paragoniamo le conclusioni di Frank Veneroso annunciate nel 1988 nella sua relazione ai dati odierni, possiamo constatare che c’è poca differenza tra i due dati. Inoltre, se teniamo conto della variazione netta di 2.300 tonnellate nella domanda annuale che abbiamo annotato nel grafico A, questo ci porta alla conclusione che una grossa parte delle 23.000 tonnellate delle riserve d’oro dichiarate dalle banche centrali occidentali non rappresentano che una semplice scrittura nei loro bilanci – con, in controparte, nessuna garanzia di valore tangibile oltre ad una serie di debiti di diverse entità.

A questo punto, ci resta da pensare che queste banche centrali avranno delle grosse difficoltà a recuperare il loro oro, soprattutto se l’oro ha abbandonato completamente il suo Paese. Possiamo anche chiederci: « Quanto oro nel sistema della banca centrale è stato “ipotecato” nuovamente? ». Le banche centrali in questione sembrano così reticenti nel divulgare i minimi dettagli sulle loro riserve d’oro, le proporzioni tra gli « scambi » e i « prestiti » nei quali le banche centrali sono implicate. Sarebbe indispensabile poter controllare le riserve auree delle banche centrali – per di più, potrebbero profilarsi molte sorprese, lasciando prevedere delle conseguenze esplosive per il prezzo dell’oro!

Le banche centrali occidentali pensano che l’oro che hanno scambiato e/o prestato sia legalmente sempre il loro. Tecnicamente, può essere. Ma se queste riserve non sono fisicamente le loro… allora, tutte le scommesse sono aperte circa l’avvenire del nostro sistema monetario.

 

Fonte: Loretlargent.info

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"Ciò che conta per un alpinista è il suo sforzo, la sua abilità, i suoi muscoli. La corda che lo assicura non gioca alcun ruolo finché tutto va bene. Ma questa gli da sicurezza. Allo stesso modo, l’oro non serve che a garantire la fiducia. E’ un rifugio."