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Monete, medaglie, gettoni, lingotti… qual è la differenza?

May 13th, 2012

Vi chiedete su quale tipo d’oro fisico investire? Quali prodotti sono soggetti a IVA e quali non lo sono? LingOro.net farà un po’ di luce sugli investimenti più interessanti tra una moneta da investimento, una placchetta, un gettone, una medaglia o un lingotto.

L’oro da investimento

Solamente l’oro da investimento è esente dalle tasse. Sono considerati come oro da investimento: i lingotti e i mini-lingotti di peso superiore a 1 grammo e con una purezza di 995°/oo; le monete d’oro di borsa, con una purezza uguale o superiore a 900°/oo, coniate dopo il 1800 e che hanno (e hanno avuto) corso legale nel loro Paese d’origine. In generale, l’oro da investimento è convalidato e accettato dall’ente ufficiale London Bullion Market Association.

Precisazioni apportate da Yannick Colleu (numismatico) concernenti l’oro da investimento:

<< L’oro da investimento è lo statuto che viene riconosciuto ad un prodotto per il quale la purezza è provata (nel caso dell’amministrazione svizzera: << deve avere almeno un’indicazione del titolo e il punzone di un collaudatore-fonditore riconosciuto), per appartenere ad una categoria fiscale (metalli preziosi bancari per la Svizzera e oro d’investimento nell’UE) >>.

<< Nell’UE, non è obbligatorio che il prodotto fisico abbia un punzone, ma in questo caso il possessore deve avere gli elementi che provino che il prodotto ha i requisti di purezza richiesti (certificato ecc…) >>.

I lingotti

Il classico lingotto quotato in borsa pesa tra 995 e 1005 grammi, e riporta il punzone del suo fonditore che attesta sia la provenienza sia l’autenticità dell’opera. Questi lingotti vengono forniti con un certificato realizzato da un collaudatore che attesta la sua purezza (minimo 995 grammi d’oro per un chilo, cioè 24 carati).

Da sapere: sono i paesi che fondono i lingotti che disciplinano la detenzione. Così, un lingotto per poter essere commercializzabile in Italia, dev’essere stato concepito sul territorio per rispondere alle regolamentazioni doganali. E un lingotto acquistato all’estero potrà essere rivenduto in Italia solo dopo essere stato rifuso in Italia.

Le placchette

Una placchetta è considerata come un lingotto sul piano legale. Inoltre, questa è marcata col punzone del collaudatore-fonditore, numerata individualmente e fornita con un certificato. Il semplice fatto che una placchetta o un lingotto abbia il punzone del collaudatore-fonditore su un prodotto relativamente puro come la moneta Vera Valor col suo titolo di 999.9 la rende automaticamente accettabile dal LBMA.

La placchetta differisce dal lingotto per il suo formato: una placchetta può avere una forma quadrata, rettangolare, rotonda, ovale… Altra differenza, la placchetta viene coniata (e non colata come un lingotto), come succede per la Vera Valor.

Le monete d’oro da investimento

Facciamo una distinzione tra monete d’oro aventi corso legale da tutte le altre (che possono essere dei gettoni, delle monete da collezione, delle medaglie…).

In linea generale, le monete d’oro che hanno, o hanno avuto, corso legale non sono soggette all’IVA alla rivendita. Una moneta avente corso legale è una moneta con la quale si può monetizzare ogni tipo di transazione commerciale, si può trattare di una moneta Vittorio Emanuele II o III da 10, 20, 50, 100 Lire, di un Krugerrand Sudafricano, di un Peso messicano, di una Sterlina inglese, del dollaro oro, ecc…

Le monete in oro aventi (o che hanno avuto) corso legale sono considerate come delle monete d’oro da investimento e non sono dunque soggette all’IVA, ma anche alcuni gettoni e placchette.

Consultare la lista delle monete d’oro da investimento fornita dalla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Le monete da collezione

Una moneta rara, con uno spread molto alto, venduta ad un prezzo l’80% più elevato rispetto al prezzo della moneta a peso d’oro sul mercato è considerata come una moneta da collezione. L’IVA non viene dunque applicata nel prezzo della rivendita. Le monete cosiddette da collezione sono le monete in metallo prezioso coniate prima del 1800.

Le medaglie

Per definizione, una medaglia è un oggetto (di solito in metallo prezioso) che assomiglia ad una moneta, ma che non ha valore nominale, e la cui funzione è di celebrare un avvenimento. Al contrario delle monete, le medaglie contano di un solo esemplare. Queste, infatti, non rientrano quasi mai nella categoria di oro da investimento.

I gettoni

Un gettone non è né una medaglia né una moneta. Dall’aspetto assomiglia ad una moneta metallica, ma non ha un valore nominale e nemmeno corso legale. Dall’incisione, assomiglia ad una medaglia, ma non commemora nulla. Questo può essere un prodotto da investimento. Per esempio, per via del suo disegno, della sua purezza, dell’assenza di valore nominale e del fatto che non ha corso legale, la moneta Vera Valor rientra anch’essa nella categoria dei gettoni, che soddisfa pienamente i criteri sia svizzeri che europei come prodotto da investimento. Anche il Goldhans è un gettone, ma siccome non ha nessun punzone non rientra nella categoria svizzera dei metalli preziosi bancari, ma piuttosto in quella dell’oro da investimento in seno all’UE.

Alessia Pinna

LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

La Maple Leaf, la moneta canadese in oro puro

May 12th, 2012

Dritto e verso moneta Maple Leaf da 1 oncia

La << Maple Leaf >> canadese è una moneta riconosciuta dagli investitori e dai collezionisti. In effetti, è una delle prime monete in oro puro, 24 carati. Introdotta in Canada nel 1979 dalla Royal Canadian Mint (RMC), la Maple Leaf fa da subito concorrenza al Krugerrand, unica moneta d’oro d’investimento << bullion >> disponibile sul mercato all’epoca. Da notare anche che le monete del Sudafrica subirono il boicottaggio di numerosi Paesi a causa dell’apartheid.

La Maple Leaf è una tipica moneta da investimento.

Caratteristiche tecniche e fisiche

Esistono 5 misure differenti di Maple Leaf, da un’oncia a ⅟₂₀ d’oncia. Il valore nominale della moneta è puramente simbolico ed è ben più al di sotto del suo valore reale sul mercato.

 

Eccovi una tabella ricapitolativa:

Si ha l’abitudine di parlare dei << cinque 9 >> per quantificare la purezza eccezionale di queste monete, ciò che le rende estremamente popolari tra gli investitori. Ma la sua forza è anche la sua debolezza perché una simile purezza implica un inconveniente di fondo: delle monete molto fragili, molto sensibili agli choc e ai colpi. Questa moneta è dunque fatta per restare sempre dentro una cassaforte. Tenete presente che la Maple Leaf più appropriata è comunque quella da un’oncia nel caso di un acquisto d’investimento poiché i modelli più piccoli sono apprezzati quasi solamente dacollezionisti e gioiellieri.

Sul dritto della moneta, troviamo il ritratto della regina Elisabetta II, il valore nominale e il millesimo della moneta. La foglia d’acero è sul rovescio, vero e proprio simbolo del Canada.

E’ molto importante che il millesimo della moneta corrisponda col suo tipo. Ecco uno schema che vi permetterà di verificare le vostre monete e rilevare gli eventuali falsi:

La Maple Leaf non gode di uno spread elevato come quello dell’Eagle americana, ad esempio, perché la Royal Canadian Mint adatta i suoi prezzi alle variazioni del mercato più facilmente rispetto alla U.S. Mint. Le Maple Leaf si scambiano generalmente con uno spread tra il 4% e il 5% sulla loro quantità d’oro, con un massimo del 10% nel caso delle monete vendute separatamente o in piccoli lotti.

Ovviamente, le Maple Leaf di piccola taglia si scambiano con uno spread più elevato. Ma queste non hanno spesso successo tra gli investitori!

Maple Leaf in argento

Visto l’entusiasmo suscitato da questa moneta, la RCM ha proposto nel 1988 la Maple Leaf 1 oncia in argento, anch’essa di grande purezza (0,9999). Il valore nominale è $5 e l’età della regina varia con la data di emissione!

Sono utilizzati anche altri metalli come il palladio e il platino. La RCM ha anche pubblicato delle edizioni speciali della Maple Leaf facendo variare forme e colori, arrivando anche ad emettere delle edizioni private.

Il 3 maggio 2007, la RCM ha presentato la sua nuova creazione: una moneta con un valore nominale di 1 milione di dollari canadesi di 50cm di diametro, 3cm di spessore, con una purezza del 99.999%! Questa moneta è stata realizzata da Stanley Witten, essenzialmente per rafforzare il carattere internazionale della Maple Leaf.

In vista dei giochi olimpici del 2010, il comitato Olimpico diede il proprio benestare per la realizzazione di una Maple Leaf << olimpica >> nel 2007. Di queste monete se ne conoscono due versioni: oro e argento, tutt’e due datate 2008.

Alessia Pinna

La Panda, una pura moneta cinese.

May 11th, 2012

Dritto della Panda cinese del 1985. La rappresentazione di questa moneta d'oro cambia tutti gli anni.

Continuamo il nostro elenco delle monete-lingotto. Oggi, c’interesseremo ad una moneta che ha conosciuto un grande successo negli anni ‘80: la Panda cinese.

Introdotta nel 1982 dalla famosa People’s Bank of China, questa moneta divenne rapidamente una referenza per l’investimento e il mondo dei collezionisti. La sua particolarità sta nel fatto che la rappresentazione del dritto viene ridisegnata tutti gli anni. Vi è rappresentato l’animale simbolico della Cina, il panda.

Nonostante la scelta degli investitori e collezionisti ricada soprattutto sulla Panda da un’oncia, ci sono anche altre misure (½ oncia, ¼ oncia, ⅟₁₀ oncia, ⅟₂₀ oncia, e anche 5 e 12 oncie, modelli difficili da trovare).

Come tutte le monete composte esclusivamente da oro 24 carati (vale a dire pure al 99.999%), le Panda sono delle monete fragili che vanno manipolate con cura e quindi lasciate nelle casseforti per garantire un buono stato di conservazione.

Il valore nominale cambia in base alla quantità d’oro contenuta nella moneta. La tabella qui sotto riporta le differenti informazioni in funzione delle misure:

Come abbiamo già detto in precedenza, sul dritto della moneta vi è inciso il famoso panda. Il disegno cambia quindi ogni anno. C’è, tuttavia, un’eccezione: il disegno è rimasto lo stesso tra il 2001 e il 2002.

Al rovescio, vi è rappresentato Tien Tien, il Tempio del Cielo di Pechino, il millesimo e l’inscrizione << Repubblica popolare della Cina >> in mandarino.

Rovescio della Panda cinese con la rappresentazione di Tien Tien, il Tempio del Cielo.

Esistono diverse imprese che producono le monete in Cina: possiamo citare ad esempio Shenzhen, Shanghai o Shenyang. Sulla moneta non troviamo quasi mai dei marchi distintivi, impedendo così la distinzione tra le diverse imprese. Tuttavia, su alcuni millesimi si intravedono delle variazioni minime (disegno del tempio, dimensione della data).

Il distributore ufficiale di queste monete è la China Gold Coin Corporation (CGCC), in Cina dal 1982.

Oltre alle differenti versioni in oro, la CGCC ha introdotto delle versioni in argento/oro, e anche in platino. Queste monete conoscono anche un certo successo presso gli investitori, in particolare la versione in argento. Il design è pressoché lo stesso della versione in oro.

Focalizziamoci adesso sulle ragioni del successo di questa moneta. Il cambiamento del disegno ogni anno dal 1982 permette un continuo rinnovo della domanda. Inoltre, People’s Bank of China prima e CGCC poi, fece la scelta di una tiratura piuttosto limitata. Questo crea un’offerta minore rispetto alla domanda. D’altra parte, la bellezza della moneta e la finezza del suo disegno gli conferiscono un fascino particolare. Lo spread di queste monete è relativamente elevato rispetto ad altre monete-lingotto. Per esempio, nel 1987, l’interesse degli investitori e collezionisti fu così forte che alcune Panda da un’oncia del 1982 si scambiavano a quasi US$ 3,000! Anche le monete attuali sono più care di un Krugerrand equivalente.

Per farla breve, acquistatene una, due, tre, tutta una famiglia di Panda e chiudetele in una cassaforte… E’ certo che non vi pentirete del vostro investimento!

Alessia Pinna

Beni rifugio, istruzioni per l’uso

May 11th, 2012

di Elena Giordano

Dossier sul convegno “Beni rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria”

Dall’oro, all’opera d’arte, all’immobile: nuove forme di investimento alternative per diversificare il portafoglio e cercare lidi tranquilli in cui sostare incrementando la profittabilità.

La paura fa 90, e non solo: in questi mesi il timore che le scelte in campo finanziario generino redditività negative è molto alta. Per questo le persone e le società sono alla ricerca di porti nuovi e sicuri ai quali approdare, in termini di prodotti, opere d’arte, opportunità immobiliari, preziosi. L’argomento è stato oggetto del convegno “Beni Rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria”, organizzato da Banca&Mercati, che si è tenuto a Milano qualche giorno fa.

Oro da vendere o acquistare?

Il suggerimento degli esperti è quello di rivolgersi solo ai negozi che aderiscono all’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro. Il gruppo, nato nel 2010, ha proprio lo scopo di tutelare sia le aziende che i privati, proponendo un servizio serio, con quotazioni reali e documentazione a disposizione. Spiega Andrea Zironi, presidente dell’associazione, e amministratore unico di “Studio 18 Karati Spa”: “Nel 2011, l’intero settore dell’oro è cresciuto del 2%, e l’oro da investimento è cresciuto del 36%. I nostri associati consigliano l’acquisto dell’oro – la cui quotazione è salita dal 1978 al 2000 passando da 200 dollari l’oncia a 2.000, attestandosi ora sui 1.600 dollari – sia come bene rifugio, che come strumento per fare trading. In futuro è destinato a rimanere stabile. È un buon prodotto per proteggere i propri risparmi, e diversificare e normalizzare il portafoglio”.

Dell’oro da investimento si occupa anche Unione Fiduciaria, dopo aver notato che il prezioso giallo era oggetto di quote di capitali scudati da parte di clienti italiani. Fabrizio Vedana, vicedirettore generale della società, spiega le tipologie di investimento legate all’oro: “Si va dal lingotto al fondo di investimento. L’oro fisico può essere acquistato o dai privati o presso alcune banche, attraverso un Conto-Metallo, in grado di produrre la documentazione in linea con le richieste della Banca d’Italia. Da un punto di vista fiscale, l’oro è allineato agli altri strumenti finanziari”.

Il quadro: bello e profittevole, con le giuste accortezze

L’investimento in arte è stato presentato da Pietro Ripa, dirigente Area Pianificazione strategica, research e I.R. di Banca Mps, come opportunità in grado di restituire, un domani, l’investimento effettuato, oltre a un capital gain. “Chi acquista in arte, un mercato che vale 61 miliardi di dollari, per il 70% sceglie di acquistare in pittura”, spiega. A livello mondiale, l’attenzione va posta nei confronti dell’Asia, la cui quota sta crescendo in maniera esponenziale (anno su anno del 40%). L’investimento in arte, conferma Edoardo Didero, amministratore delegato di ArtNetWorth: “Permette di diversificare il portafoglio, e garantisce ancora un certo beneficio fiscale. Il problema del settore è però la scarsa trasparenza: per le persone non addentro a questi temi è difficile capire le logiche dell’investimento e difficile reperire le informazioni”. Non solo, le differenti posizioni tra gallerista e collezionista in certi casi pongono sei problemi di scelta, arrivando anche ad allontanare i potenziali investitori. Secondo Claudio Borghi, professore di Economia e Mercato dell’arte della Cattolica e autore del volume “L’oro bellissimo. Il mercato dell’arte visiva da spesa a investimento”, proprio il settore dell’arte è in un momento di cambiamento. Questo grazie a Internet. “Quando le grandi case d’asta hanno messo on line – spiega – le aggiudicazioni, anche del passato, hanno consentito a tutti di possedere un prezzo di stima dell’opera. Di valutare se il prezzo di un autore sale e scende”.

E poi c’è il caro mattone

Ottima alternativa alla finanza, il mattone, come spiega Francesco Assegnati di Assoimmobiliare, continua a tenere, nel medio e lungo periodo. Secondo Marzia Morena, architetto Rics Italia: “Anche nel nostro settore, così come accade per l’oro e per l’arte, occorre puntare sulle stesse tematiche: qualità, trasparenza, regole. Questo per uniformare il mercato a livello internazionale, e sfruttare il patrimonio italiano per uscire dalla crisi“.

La Cina, la nazione divoratrice di oro.

May 10th, 2012

Drago in oro 300g per celebrare l'Anno del Drago in Cina

Un articolo dedicato alla Cina era indispensabile: è, infatti, impossibile non parlare della più grande produttrice e venditrice di oro al mondo. Paese di tutti i record nel 2011, la Cina possiede l’oro che scorre nelle vene delle sue tradizioni. Qing, la nostra collaboratrice in carica del blog cinese Lingold asia, sarà la nostra guida per tutta la durata di questa visita guidata.

La Cina e l’oro in cifre

In Cina, la domanda di oro nella gioielleria e nell’investimento ha raggiunto quasi le 770 tonnellate nel 2011. Nell’ultimo trimestre 2011, la domanda di oro è stata più forte in Cina che in India. La domanda di oro in Cina è quasi raddoppiata in 10 anni. Ed è ancora una volta la Cina a possedere il primato mondiale nella produzione di oro, con 400 tonnellate di oro estratte e una produzione in crescita dopo sei anni consecutivi.

La Cina si trova al 5° posto tra i più grandi detentori d’oro al mondo, con 1 054,1 tonnellate di riserve (se non contiamo quella del FMI) aumentando il suo approvvigionamento d’oro del 76%. Il fatto che la domanda di oro nel Paese sia così importante non dipende solo da un amore incondizionato per per i gioielli in oro, e nemmeno dalla tradizione. Infatti, dipende anche dal fatto che la Cina vuole costituire una consistente riserva d’oro per arrivare a 5 000 tonnellate (5X del suo stock attuale).

Possiamo parlare di un vero e proprio << hold up >> dell’oro fisico! Perché una simile fame d’oro? La Cina, prima detentrice di buoni del tesoro americani in dollari, tenta di disfarsi poco a poco del valore dei bigliettoni verdi e sostituirli con l’oro. La Cina sta dunque cercando di proteggersi creando una gigantesca copertura delle dimensioni del Paese. E’ anche possibile ch’essa si appoggi ad uno yuan addossato all’oro.

Il rafforzamento di questa posizione della Cina sull’oro ha permesso al gigante economico di far parlare di sé recentemente. Forte dei suoi fondi in oro, la Cina, secondo più grosso importatore di petrolio iraniano insieme all’India, ha deciso di superare l’onere fiscale che grava sull’Iran pagando l’oro nero con oro giallo.

I governanti della Cina spingono il popolo alla consumazione di oro

Dovete sapere che durante il periodo della << rivoluzione culturale >> (1966-1967) era severamente vietata la detenzione di oro fisico, reato punito con la prigione! Più tardi, nel 2007, la Cina ha cambiato la sua posizione, non solo eliminando tale divieto, ma addirittura incitando quanto più possibile il popolo all’acquisto di oro fisico.

Supermercato cinese dove si vende oro.

Testimoni di questa corsa verso l’acquisto di oro: la nascita di veri e propri supermercati di oro, nuovi templi dedicati al metallo giallo, dei banchi dell’oro che crescono come funghi, l’installazione del primo distributore di oro a Pechino… Tale pressione da parte delle autorità desta dei sospetti… ci si può chiedere se il popolo cinese non tema un’eventuale requisizione << per buona causa >> dell’oro che ha accumulato…?

Visita guidata nel tempio dell’oro

Qing ci descrive questo << percorso orchestrato >> in Cina, sotto l’occhio vigile delle autorità. Abitando a Shanghai, la nostra collaboratrice ha potuto seguire quest’evoluzione passo dopo passo, con molta attenzione. E’ suo marito che l’ha iniziata all’oro da investimento tramite il sito di compravendita di oro AuCOFFRE.com.

Prima di appassionarsi di metallo giallo e di diventare responsabile di LinGOLD asia, Qing era… pedopsichiatra. Il dinamismo e l’apertura mentale del team AuCOFFRE.com hanno convinto Qing a lasciare un appassionante lavoro per un altro completamente diverso. << E’ un team giovane, dinamico, frizzante, con una mentalità aperta all’internazionale, i collaboratori vengono da diverse part del mondo: Francia, Italia, Spagna, Inghilterra… adoro lavorare con delle persone così! Quando gli ho incontrati per la prima volta, mi hanno subito trasmesso il loro entusiasmo e la loro passione >>.

<< Il mio incontro con Jean-François Faure (presidente di AuCOFFRE.com) e Paul (direttore generale di LinGOLD.com) è stato determinante, l’uno per la sua conoscenza e i suoi discorsi contro corrente rispetto al pensiero comune, e l’altro per il suo positivismo e le sue buone idee. All’improvviso, abbiamo iniziato a parlare della possibilità di sviluppare il mercato cinese. Quando Paul mi ha proposto di lavorare per LinGOLD.com sapevo già che sarebbe stata un’esperienza entusiasmante. Inoltre, è un business << with a heart >>, non solo lucrativo, poiché AuCOFFRE.com è uno dei promotori dell’iniziativa Clean Extraction, un marchio che garantisce l’estrazione d’oro nel rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente al 100%, e anche questa cosa mi ha toccata in maniera particolare >>.

La Cina, una nazione che vive al ritmo della tradizione dell’oro

L'amore dei cinesi per oro è incondizionato per tradizione.

Qing spiega: << In Cina, l’oro è un regalo tradizionale per i bambini, le donne, i matrimoni, insomma, per numerose occasioni. L’oro, la giada e gli oggetti di famiglia sono sempre stati trasmessi di generazione in generazione come tesori di famiglia. I Cinesi hanno sempre riposto più fiducia nell’oro che nella carta moneta, soprattutto questi ultimi anni dove l’inflazione in Cina è alle stelle. Le persone scelgono spontaneamente l’oro come protezione dei loro averi. In ogni angolo delle Cina si possono trovare negozi e banche che vendono oro. La gente adora i gioielli in oro nel rispetto delle tradizioni. E ora, ci sono sempre più persone che acquistano lingotti d’oro (in Cina, si possono trovare facilmente piccoli lingotti da 10 o 20 grammi). Per il Nuovo Anno cinese (l’anno del drago, inaugurato il 23 gennaio scorso), i mini-lingotti da 20 grammi sono stati il regalo più diffuso per i bambini! >>.

Tuttavia, non si trovano facilmente delle monete in oro come la famosa Panda cinese. Per trovarle, infatti, bisogna andare in un negozio, un banco specifico, per esempio un distributore di ChinaCoin. Però, le medaglie d’oro si trovano facilmente dappertutto. Le ragioni possibili sono:

- Le Panda cinesi, essendo delle monete ufficiali, sono molto protette, con una somma limitata di acquisti.

A Suzhou ci sono intere vie dedicate al commercio dell'oro.

- C’è uno spread assai elevato sulle Panda e costano molto più care rispetto all’oro che contengono. La cosa interessante è che la Panda costa molto di più sul mercato cinese che in quello internazionale a causa dei numerosi investitori.

<< La maggior parte delle persone custodisce ugualmente l’oro nelle case. Questa è piuttosto una vecchia abitudine. Questi ultimi anni, le banche propongono anche la custodia per i propri clienti, ma per ora è un servizio riservato ai più abbienti. Ma penso anche che le abitudini dei cinesi stanno cambiando. Essi cercano di trovare delle soluzioni migliori per conservare il loro tesoro >>.

Alessia Pinna

La Grecia in default… politico!

May 10th, 2012

Il risultato delle elezioni in Grecia è caduto come una mannaia: nemmeno uno dei due maggiori partiti politici (sinistra e destra) ha la maggioranza in Parlamento, e un partito ultranazionalista (per non dire neonazista) fa il suo ingresso con appena 19 deputati. Disagio in seno alla democrazia…

Anche se non è ancora ben chiara la composizione del nuovo Parlamento, quello che sappiamo è che il 60% dei greci, di estrema sinistra e di estrema destra, ha votato contro la politica d’austerità dettata dal governo in carica e soprattutto dalla troika.

La sinistra radicale, con 50 deputati circa, propone una coalizione con tutti i partiti di sinistra per far fronte alla politica ultra liberale che ha spinto il Paese verso la più cupa austerità. Nikolaos Mihalikiakos, il rappresentate della parte opposta, << la Nuova Alba dorata dell’ellenismo >>, mostra chiaramente le sue opinioni neonaziste, e aggiunge il saluto hitleriano a discorsi che incitano all’odio.

Doccia fredda sui mercati azionari

Ovviamente, anche se << Bruxelles si aspetta che la Grecia rispetti gli accordi >> (attenzione, Bruxelles non sarà affatto contenta!), come diceva Charles Sannat (consulente finanziario) in una recente intervista, i mercati finanziari e i finanziatori (FMI, UE) potranno sempre chiedere, se non c’è una crescita, questo non cambierà nulla. L’euro è veramente a rischio dopo le legislative in Grecia. A raffreddare gli ardori della moneta unica non sono tanto i risultati, ma quanto l’incertezza che regna sul Paese e lo spettro di un default.

E se la Grecia attuale fosse il prisma dell’Italia di domani? In questo contesto ultra esplosivo, l’insurrezione e la minaccia di guerra civile non sembrano più essere poi così impossibili. La Grecia affonda, intrappolata tra il desiderio impossibile di << ritornare come prima >> (alla dracma) e quello, troppo ambizioso, di restare nella zona euro. Cosa gli resta come alternativa monetaria, apparte forse una nuova moneta parallela basata sull’oro? Con le sue 111,6 tonnellate d’oro, la Grecia potrebbe scommettere sulle sue riserve.

Alessia Pinna

Il ruolo delle banche ieri e oggi

May 9th, 2012

Quale ruolo giocano le banche all'interno della crisi?

A livello economico, stiamo attraversando il periodo più buio che si sia mai conosciuto dopo gli anni ‘30. << Ci troviamo di fronte ad una situazione alquanto inusuale >>, ha recentemente dichiarato Sir Mervyn King, direttore della Banca d’Inghilterra. E pertanto, il 2012 dovrebbe essere l’anno più favorevole per il settore bancario, secondo la società di gestione Axiom Al. Sono perciò le banche ad essere al centro delle preoccupazioni economiche e della crisi che stiamo attraversando. LingOro.net cercherà di risponderà alle seguenti domande: qual è il ruolo delle banche nella crisi? Abbiamo ragione o torto a condannarle? Possiamo uscire da questo sistema? Infine, quale ruolo gioca l’oro presso le banche?

1. Le banche hanno perso il loro mestiere d’origine

Non è un caso se la parola greca << Τρἀττεζα >>, che designa una banca, significava << tavola >> nell’antichità. A quell’epoca e fino all’Alto Medioevo, la << trapeza >> era la tavola sulla quale s’installavano i trapezisti (banchieri greci). Il loro ruolo era quello di convertire la valuta locale con quelle di altri Stati, e disponevano quindi d’ingenti somme di denaro. Essi, infatti, potevano anche giocare il ruolo d’intermediari e fare occasionalmente credito. I creditori esistevano, dunque, già nell’antichità. I Romani più fortunati utilizzavano dei prestanome. Arricchendosi in questo modo, divenirono dei perfetti finanzieri in grado di fare dei crediti.

E’ attraverso la proliferazione monetaria che l’attività dei cambiavalute si è trasformata in banca. L’istituzionalizzazione delle lettere di credito ha permesso ai mercanti di circolare senza il rischio di farsi rubare le consistenti somme di denaro che erano obbligati a trasportare.

E’ quindi nel Medioevo che i banchieri, che erano allora dei gioiellieri e custodivano l’oro dei propri clienti che pagavano con le lettere di cambio, decisero un giorno di rivendere quest’oro a più persone alla volta: nacquero così la moderna banca e i prestiti con interessi… nacquero di conseguenza anche le prime crisi monetarie. A furia di prestare i soldi dei propri clienti, si è arrivati ad una forma d’indebitamento poiché il volume dei prestiti supera di gran lunga quello della moneta in circolazione.

2. Le banche e la legge Pompidou

L’esempio più eclatante di questa speculazione praticata attraverso i prestiti di denaro è quello della legge Pompidou in Francia, nel 1973. Perché lo Stato nel 1973 ha abbandonato la possibilità di finanziare il suo deficit a profitto di stabilimenti privati sottomessi al cartello bancario? Il problema di fondo sta nel fatto che gli Stati non possono più stampare moneta. Pretesto evocato: il rischio d’inflazione.

Prima, lo Stato stampava moneta quando doveva pagare i suoi debiti, e metteva in circolazione i liquidi di cui aveva bisogno. Nel 1973, il presidente Pompidou (allora ex direttore generale della banca Rothschild) decise (certamente non da solo) che da quel momento in poi sarebbero state le banche a prestare soldi allo Stato, con dei tassi d’interesse responsabili dell’attuale debito sovrano. In quel periodo, la crescita economica permetteva il rimborso di questi prestiti a tassi elevati. Oggi, con una crescita nulla, anzi negativa, è impossibile rimborsare un debito che non fa che aumentare.

Questo video spiega in maniera semplicissima il ruolo delle banche, che è quello di creare moneta attraverso il credito: i soldi prestati dalle banche non escono dalle casseforti. Si tratta di scritture contabili che vengono distrutte man mano che i debiti vengono rimborsati.

Ma nonostante la legge del 1973 abbia permesso alle banche d’ingrandirsi incamerando somme di denaro sempre più grandi, essa non è la sola responsabile del debito sovrano dei Paesi della zona euro, i quali mancano piuttosto di una buona gestione economica. Le banche non sono responsabili di tutto. La speculazione che è aumentata negli anni ‘80 e la mancanza totale di regolamentazione dei mercati hanno fatto la loro parte. Ma chi trae vantaggio da quest’ assenza di gestione, regolamentazione e appetito vorace di capitali?

3. Goldman Sachs: come il mostro ha perso la testa

Qualche mese fa, su Canal Plus venne trasmesso un interessante reportage, << Goldman Sachs – I nuovi capi del mondo >>, che metteva in luce l’aspetto tentacolare del gruppo bancario più potente al mondo: la Goldman Sachs, che possiede il pieno potere, al punto d’aver trasformato l’economia mondiale.

  • E la tartaruga diventò vampiro.

Nel reportage, Susan Weber, un’ex collaboratrice del gruppo Goldman Sachs, ha spiegato come << il mostro è sfuggito al controllo del suo creatore >> a partire dagli anni ‘80, con un’irrefrenabile speculazione e un’assenza totale di controllo sulle transazioni realizzate dal gigante finanziario. << Fino agli anni ‘80, le banche appartenevano a tutti i soci. Nel 1999, Goldman Sachs si vende per azioni in borsa e perde una certa moralità, la tartaruga diventò vampiro >>.

  • Collusione col potere e ramificazioni

I banchieri usciti dalla Goldman Sachs sono malefici: << Essi provengono dalle migliori scuole del Paese e sanno bene come aggirare le regolamentazioni >>. La collusione tra la banca e il potere politico è in ogni caso tale da sfuggire ad ogni controllo, causando essenzialmente dei danni alle classi medie e a quelle più povere.

  • Il mostro è sfuggito al controllo del suo creatore

Jhon Cassidy, giornalista economico che segue l’attualità di Wall Street Journal, spiega bene la trasformazione del sistema bancario: << Le banche non sono più delle banche, sono delle macchine di speculazione che creano debito, le banche hanno inziato a giocare, a fare delle scomesse tra loro, esse sono divenute delle banche d’investimento >>. Il cinismo di un tale sistema è sotto gli occhi di tutti, e i banchieri non se ne vergognano.

4. Perché le banche non amano l’oro?

E' finita l'era dell'egemonia per i bigliettoni verdi?

Le relazioni che le banche intrattengono con l’oro sono ambigue. Non amano fornire oro agli individui (perché l’oro è un attivo morto che non riporta nessun dividendo), ma tuttavia vogliono averne nelle loro casseforti, soprattutto in periodi di crisi, poiché è il solo attivo tangibile sul quale possono contare in caso di fallimento monetario.

Ricordatevi, per poter finanziare le loro guerre, gli Stati Uniti restano a corto di oro. Per farla breve, essi tentano d’imporre l’egemonia del dollaro eliminando il gold standard. Nel complesso, siamo nella più totale incertezza economica da quando le valute si basano su un sistema di cambio fluttuante e si << equilibrano >> tra loro.

E allora cosa bisognerebbe fare? Ritornare al sistema del Gold Exchange Standard? L’oro prenderebbe un valore sconcertante e ciò rovescerebbe completamente la distribuzione geopolitica per via delle disuguaglianze delle riserve d’oro delle nazioni.

No, non è questa la soluzione! Quello che ci vuole è un po’ di coraggio, meno corruzione a livello statale, e rimettere un po’ di moralità nei mercati nazionalizzando le banche ad esempio, e mettendole sotto tutela. Nonostante queste siano lo strumento di un modello di crescita globale in declino, sta alla politica recuperare tale strumento per il bene comune e non per gli interessi personali.

Le migliori monete d’oro da investimento

May 7th, 2012

Moneta 20 Lire Vittorio Emanuele II

La crisi della zona euro non rassicura né i mercati né i privati attenti ai loro risparmi. Le banche, le vipere traditrici che stanno all’origine della crisi del debito sovrano attuale, non ispirano più fiducia e i loro prodotti bancari ancora meno. Quando vogliamo investire parte del nostro patrimonio, o del nostro salario, dobbiamo sempre valutare i rischi che ciò comporta. Nell’oro fisico, i rischi sono nulli! Ora, il compito di LingOro.net è quello di guidarvi verso le migliori soluzioni e di dirvi tutto quello che c’è da sapere sull’investimento nelle monete d’oro.

1. Perché investire sull’oro?

Ci sono diverse cose da sapere quando cominciamo ad interessarci all’oro come prodotto di risparmio. Se ci addentriamo in questo mondo alla cieca, con tutta la nostra buona volontà e saggezza, possiamo cadere nelle trappole che ci portano a prendere lucciole per lanterne. E’ bene seguire i consigli degli esperti, delle persone del mestiere.

Per prima cosa, contrariamente a ciò che vi dirà il vostro banchiere, tra tutti i prodotti di risparmio proposti attualmente, l’oro è quello che più resiste all’inflazione e alla deflazione. L’oro è anche il solo attivo che, secondo l’economista Antal Fekete (nel suo libro << Il ritorno al sistema aureo >>) “protegge l’individuo contro le misure arbitrarie del governo offrendo una protezione contro le tassazioni confiscatorie, il deprezzamento monetario e la svalutazione”.

2. Dimenticatevi di ogni altro prodotto di risparmio

Per quanto riguarda gli altri prodotti di risparmio, potete subito escludere gli attivi dinamici. La loro volatilità li rende troppo rischiosi da provare. Inoltre, non avete nessuna garanzia di ritrovare l’integrità del capitale che investite e le possibilità di guadagnarci sono in questo momento tanto nulle quanto quelle di vincere al Lotto!

Visti i tassi d’interesse eccessivamente bassi dei libretti e i rischi << d’instabilità >> di questi, e considerando l’alto rischio che il vostro capitale non vi renda profitti o a venga vergognosamente tassato dallo Stato, non pensate che sia meglio indirizzare i vostri risparmi verso l’oro fisico?

Quanto ai contratti pronto termine (PCT), essi sono bloccati per un periodo determinato, dunque sono poco interessanti in termini di liquidità. Infine, dimenticatevi dei certificati di deposito, dei fondi a capitale protetto, dei fondi in euro, delle assicurazioni sulla vita e di qualsiasi altro tipo di titolo di Stato poiché questi contengono solo delle pericolose promesse di arricchimento. Infatti, non sono garantiti e i rischi di fallimento dell’emittente sono da considerarsi abbastanza reali, soprattutto in questo momento.

3. Oro si, ma sotto quale forma?

In contanti: acquistare oro sotto forma di azioni? Oro cartaceo? Come tutti i titoli virtuali finirà bruciato al rogo della vanità o divorato dalle tarme. No, noi vi parliamo di oro fisico, di contanti suonati e traboccanti. L’oro cartaceo è troppo esposto alla volatilità dei mercati, alla manipolazione, e fortemente dipendente dalle circostanze geopolitiche.

Leonard Sartoni, specialista dell’oro, spiega perché le monete restano il miglior investimento per il risparmiatore. << Per il piccolo risparmiatore desideroso d’investire nell’oro fisico, le monete rappresentano il miglior investimento possibile poiché possono frazionare più facilmente il capitale rispetto ad una barra da 10 kg, o anche ad un lingotto da 1 kg. Poi, in un potete mercato rialzista a lungo termine sull’oro, le monete possono diventare sempre più difficili da reperire (più acquirenti che venditori) dunque si vendono molto più care rispetto al valore d’oro ch’esse contengono effettivamente >>. Nel 1980, lo spread sulle Marengo era del 100%, il che significa che le Marengo valevano due volte più care del loro peso in oro.

Lasciate perdere l’andamento dell’oro cartaceo… : la volatilità dell’andamento dell’oro non corrisponde al prezzo a cui viene negoziato l’oro fisico! << Gli ETF (fondi comuni d’investimento) si basano solo sul 5% di oro fisico! Abbiamo quest’informazione grazie al più alto responsabile di una fabbrica di lingotti >> – ci confida il presidente di AuCOFFRE.com – << l’andamento dell’oro cartaceo è dunque basato su qualcosa che non esiste e ciò parassita il corso reale dell’oro, degli scambi in via amichevole. L’oro è sottovalutato, spinto al ribasso dall’oro cartaceo, assalito anch’esso dall’appetito degli investitori in oro >>.

Lo spread… : non possiamo parlare di monete d’oro senza evocare lo spread. Chi vuole piazzare una parte dei propri soldi sull’oro fisico deve per forza sapere di cosa si tratta. Lo spread viene espresso in percentuale, ed è il differenziale tra il valore dell’oro contenuto in una moneta e il prezzo negoziato sul mercato. Se il suo prezzo varia molto poco con l’usura, il prezzo al quale viene negoziata la moneta dipende da alcuni parametri come l’offerta e la domanda, e lo stato di conservazione della moneta.

Il parere di un numismatico

Interrogato a questo proposito, un nostro amico numismatico (del quale non faremo il nome per rispetto della privacy) non nasconde il suo scetticismo in merito al modo in cui viene calcolato questo famoso spread delle monete. Anche se ne riconosce l’esistenza, egli mette in dubbio il sistema monopolistico della quotazione dell’oro e il modo piuttosto arbitrario con cui viene fissato il tasso dello spread. << Quello che amo dell’oro è il fatto che è qualcosa di fisico, è qualcosa di reale, è un prodotto semplice. Ma come sempre, si è voluta complicare la cosa con questa storia dello spread. Lo spread non mi piace >>. << Il mercato dello spread è stato creato dal nulla, lo si è introdotto nel mercato poco prima del 2009, da quando c’è stata una forte domanda, mentre negli anni ‘80, questo era diminuito quasi fino a divenire nullo >>.

<< Ancora peggio è applicarlo sulle monete nuove per le quali ci s’inventano dei piccoli difetti. Personalmente, vendo delle monete a peso d’oro, le vendo con lo spread quando ce n’è, quando è giustificato, ma quando non ce n’è, non vendo la moneta d’oro con lo spread. Visto che non c’è un’autorità che regola il mercato dell’oro, l’andamento dell’oro come quello dello spread manca di oggettività >>.

Il punto è che questo spread esiste e che l’investitore ha a che fare con questo. Se lo spread non sembra giustificato su alcune monete, lo è per altre. Più una moneta è richiesta, più il suo spread e il suo prezzo aumentano (questi non vanno generalmente di pari passo con l’andamento dell’oro che concerne invece l’oro di borsa, cioè l’oro cartaceo). Lo spread può balzare verso l’alto perché la moneta è molto richiesta. D’altronde, lo spread è un effetto leva interessante se si desidera acquistare oro a fini speculativi. Lo spread delle Marengo (Vittorio Emanuele, Umberto I, Napoleone ecc..), le monete più richieste al momento, esploderà senza dubbio da qui alla fine dell’anno.

Monete da investimento o monete numismatiche?

Dritto moneta Krugerrand

L’andamento non è esattamente lo stesso: l’acquisto di monete a fini speculativi non è la stessa cosa dell’acquisto di monete ai fini collezionistici. Se si acquistano delle monete al fine di realizzare delle plusvalenze, si può sfruttare l’effetto leva dello spread e rivendere per esempio le vostre Krugerrand in un momento in cui sono molto domandate. Tuttavia, scambiare oro con moneta cartacea è un’eresia vera e propria. A meno che non abbiate bisogno di liquidi nell’istantaneo, lo scopo dell’oro non è quello di finire scambiato con semplici confetti. Per quanto ci riguarda, l’acquisto di monete d’oro è prima di tutto un’azione che ci permette di assicurarci contro ogni sorta di crisi finanziaria.

Jean- François Faure, presidente della società AuCOFFRE.com, ci parla della differenza tra monete d’oro da investimento e monete d’oro numismatiche. << Con tutta l’informazione che c’è oggi sull’oro, c’è un’evoluzione del mercato. Le persone si rendono conto che c’è qualcosa di molto interessante nel’investimento in oro. Per esempio, una Marianne Coq 1899, malgrado tutte le sue buone qualità, non era molto richiesta fino a qualche anno fa perché ritenuta non da investimento. Ma le mentalità cambiano, le idee si evolvono, le persone che stanno all’interno del mercato sono più informate. Le monete da 100 franchi Napoleone testa laureata sono quasi per sola collezione poiché n’esistono solo 19 000 esemplari in circolazione, e sono una vera e propria copertura contro le fluttuazioni dell’oro. Le monete d’oro numismatiche sono delle monete di piazzamento dei propri risparmi, non di borsa >>.

4. Le buone e le cattive monete

Tra le monete in oro non ci sono delle monete “sgradevoli”, ma ci sono dei valori sicuri sui quali possiamo contare indipendentemente da quale sia l’epoca. Le grandi classiche monete d’oro per noi sono ovviamente quelle italiane: le Marengo del Regno d’Italia come le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.

Dritto Vera Valor - 1 OZ

Gli altri grandi classici che non passano mai di moda sono le Sterline, Pesos e Krugerrand. Tra le ultime nate di AuCOFFRE.com, la Vera Valor è nata per essere da investimento con una quotazione, delle fluttuazioni e delle caratteristiche proprie.

Le Eagle, le Panda, Nuggets e altre monete come le Mapple Leaf sono anch’esse da investimento.

Infine, ci sono delle monete nelle quali è meglio evitare di mettere i propri soldi:<< le medaglie con valore nominale >> come le monete regionali e tutte le serie limitate, l’edizioni speciali ecc… in genere, queste monete sono ipervendute alla base con un premio sostanziale, più care quindi del loro valore corrente. Se non fosse che queste monete hanno la spiacevole tendenza a diventare obsolete molto facilmente e sono semplicissime da copiare. Tra qualche anno, queste monete potranno perdere il loro valore nominale, non sono quindi delle buone monete da investimento a medio e lungo termine. Non è con questo tipo di monete che mettete al sicuro il vostro patrimonio, e nemmeno con dei gioielli in oro!

La Buffalo americana: una tra le monete più belle coniate negli Stati Uniti.

May 6th, 2012

Buffalo america Gold Coin - 1 OZ

L’ultima nata delle monete americane è particolarmente simbolica. Grazie alle sue caratteristiche peculiari, questa giovane moneta ha tutte le carte in regola per fare concorrenza alla storica Eagle, e farsi largo tra le monete cosiddette “bullion” (o “lingotto”). La Buffalo, nata nel 2006, poco prima della crisi dei prestiti subprime, è riuscita a compensare l’esplosione della domanda di oro fisico che ha investito gli Stati Uniti.

Descrizione

I disegni presenti al dritto e al rovescio (rispettivamente un indiano e un bisonte) sono ispirati a quelli creati dallo scultore James Earle Fraser per la << Testa d’indiano >> (Indian Head) del 1913.

Al dritto della moneta è presente il profilo di un indiano (Fraser disse che utilizzò diversi modelli di capi indiani per quest’unico ritratto) con la parola << LIBERTY >> sul lato destro, e il millesimo in basso sulla spalla dell’indiano.

Al rovescio è presente un bisonte, altro simbolo rappresentativo degli Stati Uniti. La legenda << UNITED.STATES.OF.AMERICA >> si estende sulla parte alta della moneta, e appena sotto la scritta << e pluribus unum >> (che si può tradurre con << da molti, uno >>).

Sulla parte inferiore, il valore nominale sovrasta la quantità e il titolo della moneta (1 OZ. .9999 FINE GOLD). Sempre sul rovescio, possiamo leggere il motto << IN GOD WE TRUST >>, sotto la testa del bisonte, in basso.

Storia

La Buffalo americana è stata introdotta dalla United States Mint nel 2006. Nella prima tiratura la moneta conteneva un’oncia d’oro. Le ½ oncia, ¼ d’oncia e ⅟₁₀ d’oncia hanno completato il quadro della Buffalo nel 2008. Oggi, questa è la moneta più coniata negli Stati Uniti (209 000 nel 2010 per il formato da 1 oncia, e 337 012 nel 2006).

In tempo di crisi, la Buffalo americana è molto ricercata, e ciò ha portato ad una penuria della stessa negli Stati Uniti, in seguito alla forte domanda dovuta alla crisi dei prestiti subprime.

Caratteristiche

La purezza del suo titolo (999,9°/oo d’oro, vale a dire 24 carati) ne fa una moneta molto delicata alla manipolazione, ma sopratutto un’eccellente moneta da investimento, in ogni caso migliore dell’Eagle, il cui titolo è 916,67°/oo. Con un titolo superiore a 995°/oo, la Buffalo americana rientra nel quadro legale delle monete da investimento, esente perciò da IVA.

Concludiamo quest’articolo dicendo che la Buffalo è una bellissima moneta di diversificazione che troverà il suo posto tra le Vittorio Emanuele, Napoleone, Krugerrand e Vera Valor.

 

Alessia Pinna

 

Le monete d’oro spagnole: 25 Pesetas di Alfonso XII

May 5th, 2012

Moneta da 25 Pesetas di Alfonso XII

Le monete di Alfonso XII fanno parte delle monete più importanti della storia della Spagna.

La loro vita cominciò con il colpo di Stato del Generale Pavia il 3 dicembre 1874. Egli pose fine alla Prima Repubblica Spagnola. Dopo lo scioglimento del Parlamento, egli convocò tutti i partiti politici, ad esclusione di quello dei carlisti e dei federalisti, per formare un governo di unità nazionale, e visto che Pavía non aveva nessun tipo di ambizione politica, affidò il potere al generale Francisco Serrano, che fu il quinto ed ultimo Presidente della Prima Repubblica Spagnola.

Questo regime raggiunse il suo culmine con l’arrivo in Spagna del figlio d’Isabella II, Alfonso XII, al quale cedette il trono durante il suo esilio in Francia.

Con i Borboni nuovamente al potere, cominciò una nuova era per il consolidamento della Peseta, la quale dopo 10 anni di monetazione unicamente in rame e argento, vedeva rinascere il suo processo di fabbricazione in oro. Una rinascita che dimostrava la maturità e il potere del nuovo sistema monetario che superò allora 30 milioni di monete.

Il concepimento delle nuove monete d’oro che stavano per essere messe in circolazione si stabilì dopo 3 mesi dall’arrivo di Alfonso XII, attraverso un Ordine Reale.

Marchi di garanzia di questa moneta:

Furono pochissime le persone che parteciparono al concepimento di questa moneta. Un concepimento che mobilitò il Regno per almeno un decennio. Nel concreto furono sette le persone che vi parteciparono e che garantirono la qualità del prodotto, prendendosi le responsabilità che ciò comportava, stampando le loro iniziali su ogni moneta, certificando l’arte e il peso esatto.

L’incisore che venne scelto si chiamava Gregorio Sellán Gonzalez, che vide il proprio lavoro perpetuato sia da Alfonso XII che dal suo primo figlio, Alfonso XIII.

Le sigle presenti sulle monete sono le seguenti:

Incisore: G.S. (Gregorio Sellán Gonzalez)

A fianco alla menzione ‘Ensayadores y Fiel de Balanza’ (Misuratori e Pesatrice):

DE M: Eduardo Díaz Pimienta, Julio Escosura Tablares e Ángel Mendoza Ordoñez

EM M: Julio Escosura Tablares, Mauricio Morejón Bueno e Ángel Mendoza Ordoñez

MS M: Mauricio Morejón Bueno, Pablo Salas Gabarrell e Ángel Mendoza Ordoñez

MP M: Mauricio Morejón Bueno, Félix Miguel Peiró e Ángel Mendoza Ordoñez

Descrizione e cifre delle monete da 25 Pesetas di Alfonso XII

Moneta dell'anno 1876

ALFONSO XII (1874 – 1885)

Anno: 1876

Titolo: 900 millesimi

Diametro: 24.09 millimetri

Peso: 8.08 grammi

Parte incisa con 27 fiori di giglio

Descrizione:

Dritto: ALFONSO XII-POR LA G. DE DIOS 1876/76 (Alfonso XII-per la grazia di Dio) (tra le stelle a 6 raggi). Testa nuda a destra. A livello del collo: G.S. (Gregorio Sellán). Punzone evidente.

Rovescio: REY CONSTL-DE ESPAÑA D.E 25 PESETAS.M. (Re Costituzionale di Spagna) – Scudo coronato circondato dal collare dell’Ordine del Toson d’oro e appoggiato su un mantello reale che sfoggia le armi di Castiglia, Léon, Aragona, Navarra, e di Granada nella parte superiore. Al centro lo scudo dei Borboni. Bordo di punti evidente.

(Informazioni estrapolate dal libro “Monedas de oro de la Colección del Banco de España”).

Moneta dell'anno 1881

ALFONSO XII (1874-1885)

Anno: 1881

Titolo: 900 millesimi

Diametro: 24.11 millimetri

Peso: 8.07 grammi

Parte incisa con 27 fiori di giglio

Descrizione:

Dritto: ALFONSO XII-POR LA G.DE DIOS 1876/76 (Alfondo XII-Per la grazia di Dio) (tra le stelle a 6 raggi). Testa nuda a destra. A livello del collo: G.S. (Gregorio Sellán). Punzone evidente.

Rovescio: REY CONSTL-DE ESPAÑA D.E 25 PESETAS.M. (Re Costituzionale di Spagna) – Scudo coronato circondato dal collare dell’Ordine del Toson d’oro e appoggiato su un mantello reale che sfoggia le armi di Castiglia, di Léon, d’Aragona, di Navarra, e di Granada nella parte superiore Al centro lo scudo dei Borboni. Bordo di punti evidente.

(Informazioni estrapolate dal libro “Monedas de oro de la Colección del Banco de España).

La produzione di queste monete iniziò nel 1876, quando fu invertito il senso del ritratto del re per distinguerle da quelle in rame e argento. Nel 1962, arrivò una richiesta speciale da una società americana la cui sede era in Svizzera, che pagò sia i costi che i benefici stimati. Alcuni punzoni d’origine vennero utilizzati per coniare gli anni 1961 e 1962 tra le stelle.

Sulla metà delle monete si distingue l’incisione di 27 fiori di giglio, in tre gruppi di nove ciascuno.

Alcune monete in rame vennero utilizzate sia per le prove di fabbricazione che per la verifica della qualità del punzone. Queste monete vennero poi distrutte per evitare la loro eventuale circolazione.

Nel 1881, si decise di cambiare il ritratto del Re, ed è a partire da questo momento che possiamo apprezzare una grande differenza rispetto al ritratto iniziale del 1876. Tali differenze non sono particolarmente evidenti nelle coniazioni del 1876, 1877, 1879 e 1880, dove si possono notare delle piccole differenze nella capigliatura e nei tratti di Alfonso XII.

Dopo la morte di Alfonso XII, tutte le monete ( ad eccezione di quelle da 2 pesetas) continuarono ad essere coniate per ordine della moglie Maria Cristina d’Asburgo, questo fino al 1886 quando nacque suo figlio Alfonso XIII. Infatti, un anno più tardi, cioè nel 1887, Sellán disegnò la prima bozza del ritratto del suo successore, rilanciando da qui il processo di fabbricazione delle monete, integrando quelle da 20 e 100 pesetas di quell’epoca.

Perché riteniamo che queste monete siano un buon investimento?

La moneta da 25 Pesetas è una delle monete più popolari che circolano attualmente sul territorio spagnolo, ugualmente premiate da persone di altre nazioni che s’interessano a queste monete tanto per la loro importanza storica quanto per il loro valore economico.

Essendo una delle monete più conosciute, il loro spread può raggiungere livelli molto allettanti e ben posizionati sul mercato dell’offerta e della domanda – come nel caso delle monete Vittorio Emanuele in Italia – e può raggiungere uno spread pari al 100% in periodi particolarmente delicati.

Ricordiamo che lo spread è la differenza tra il prezzo del metallo prezioso contenuto nella moneta e il prezzo negoziato di quest’ultima. Il suo valore dipende dai fattori che abbiamo meticolosamente elencato nell’articolo “Lo spread delle monete d’oro”.

Questa moneta è simbolo di risparmio per il futuro, garanzia del suo perfetto stato di conservazione e qualità.

 

Alessia Pinna

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Riflessioni
"Ciò che conta per un alpinista è il suo sforzo, la sua abilità, i suoi muscoli. La corda che lo assicura non gioca alcun ruolo finché tutto va bene. Ma questa gli da sicurezza. Allo stesso modo, l’oro non serve che a garantire la fiducia. E’ un rifugio."