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Il VIX : « l’indice della paura »

October 14th, 2014
LINGOLD SAVING PLAN - GOLD

Il VIX, l'indice della paura sui mercati finanziari americani

Il VIX è l’indicatore della volatilità del mercato finanziario americano. Il VIX viene stabilito dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), quest’indice è calcolato facendo la media della volatilità sulle “call” e le “put” sull’indice Standard&Poor’s 500 (SPX).

Per spiegarci meglio, il VIX è un indice che misura la volatilità implicita nel prezzo delle opzioni, ovvero un indicatore che misura il prezzo che gli operatori sono disposti a pagare per assicurarsi la facoltà (senza obbligo) di scommettere al rialzo o al ribasso sull’indice S&P500.

Più il valore di quest’indice è forte, più i mercati hanno una nevrosi elevata e, quindi, un pessimismo elevato. Al contrario, un valore basso, indica un ottimismo più o meno relativo sul mercato finanziario americano. La variazione di quest’indice è più importante rispetto al suo valore stesso. Se questo aumenta, indica un pessimo in crescita, se decresce, è il contrario.

Il VIX è consultabile su BLOOMBERG

 

Dov’è finito l’oro della Germania?

September 23rd, 2014

Dov'è finito l'oro della Germania?

Dopo più di un anno dall’inizio del rimpatrio dell’oro della Germania, la “saga” continua. Dove sono andate a finire le riserve che furono state affidate agli Stati Uniti? Perché la Germania ha rinunciato al rimpatrio del proprio oro?

Riassunto degli episodi precedenti : inizio anno 2013, la Germania aveva intenzione di rimpatriare il proprio oro, in parte stoccato in Francia e negli Stati Uniti (presso la FED), al fine di disporre delle loro 3.3996 tonnellate d’oro sul proprio territorio entro il 2020.

Il desiderio di rimpatrio delle proprie riserve in oro è stato un segnale forte per il sistema monetario internazionale. In un periodo di crisi (che, ricordiamo, è lontano dall’essere terminato), è comprensibile che gli Stati cerchino di prendere tutte le precauzioni possibili. E un dato di fatto, ormai, se l’euro crolla, la migliore copertura è l’oro.

Nelle riserve delle due nazioni sono stati effettuati delgi audit… l’oro tedesco conservato alla FED si è completamente volatilizzato. Pertanto, le 1500 tonnellate d’oro (del valore pari a circa 70 miliardi di dollari) sono stoccate nella zona di massima sicurezza della FED, a 26 metri sotto terra, “il posto più sicuro al mondo”.

La versione “ufficiale” della FED è ch’essa rifiuta semplicement di restituire l’oro alla Germania! La banca federale americana ha accettato di restituire solo 300 tonnellate alla Germania entro il 2020. Per ora, solo una piccolissima parte delle riserve (34 tonnellate) è stata restituita, e l’oro restituito era nuovo…

Un’ex manager della Goldman Sachs afferma che la Germania non rivedrà mai più il proprio oro, nonostante la FED non avesse l’autorizzazione di servirsi di quest’oro.

In seguito alle pressioni degli Stati Uniti, la Germania ha, infine, rinunciato al rimpatrio del proprio oro nel giugno del 2014, stimando che “ le proprie riserve sono conservate in tutta sicurezza negli Stati Uniti”. L’accordo concluso tra le due nazioni è stato quello, per la Germania, di “realizzare delle operazioni di scambio in monete estere in caso di bisogno”.

Encora una volta, abbiamo la prova che davanti agli Stati Uniti e all’egemonia del dollaro, nessuno Stato è sovrano sul proprio oro…

Giro del mondo : le monete d’oro e d’argento dell’Unione latina

August 28th, 2014

LingOro.net vi farà scoprire oggi l’importanza che ricoprono alcune monete d’oro e d’argento da investimento nei vari Paesi d’Europa.
Con una precisazione : parleremo delle monete legate alla vecchia Unione Latina, una delle prove della ricchissima storia geopolitica europea.
In quest’articolo, ci focalizzeremo sulle monete d’oro principali della Francia, dell’Italia e della Svizzera.

L’Unione latina, una moneta europea arrivata in anticipo ?

20 Lire Marengo

In anticipo non vuol dire troppo presto… ma in anticipo rispetto alla costituzione dell’Unione Europea! Questo è il nome della convenzione monetaria che ha riunito l’Italia, la Francia, il Belgio e la Svizzera dal 1865, e anche la Grecia nel 1868. Questa convenzione divenne ufficiale a partire dal 1927, in quanto minata dalla Prima Guerra Mondiale.

L’obiettivo di tale unione : creare un’organizzazione monetaria comune sull’oro e l’argento. Nel quadro di un’uniformazione monetaria, ogni Stato firmatario era tenuto a stampare la propria moneta secondo le norme definite da una convenzione comune, vale a dire un titolo, una massa e un diametro equivalenti secondo il valore delle monete.

Ancora oggi, le tracce di quest’Unione latina sono visibili nelle monete d’oro e argento da investimento: i Marenghi italiani e i 20 Franchi Napoleone, ad esempio, hanno le stesse caratterstiche.

L’Italia, un Paese innamorato del proprio oro… e della sua storia!

Gli italiani hanno capito il valore ricoperto dall’oro : valore rifugio per eccellenza!
Nonostante – e sopratutto – stiamo attraversando un periodo d’austerità, l’acquisto di oro continua ad aumentare in Italia… e, di pari passo, la scelta di un luogo sicuro dove poter custodire il proprio oro. Nel terzo trimestre del 2011, ad esempio, in Svizzera c’è stato un aumento dei depositi di lingotti d’oro provenienti dall’Italia.

Per comprendere l’amore che gli italiani ripongono sull’oro, bisogna tornare indietro nel tempo e risalire alla nostra storia, una storia ricca di dettagli e di prosperità. L’aureo d’oro, vale 25 denari d’argento. Sotto l’impero di Giulio Cesare, venne creata un’unità monetaria e fissata una base del sistema monetario dell’impero romano. E quale impero!

Oggi, il popolo italiano è ancora molto attaccato al proprio oro. E nonostante il governo italiano sia in prima linea in termini di riserve d’oro, i cittadini italiani fanno molta attenzione al risparmio nei metalli preziosi, sopratutto quando si tratta d’investimenti. Le monete più ricercate in Italia ? Le lire italiane, o Marengo, vale a dire l’equivalente dei 20 Franchi Napoleone francesi. Il Napoleone francese ha due “sorelle” italiane : la moneta da 20 lire Vittorio Emanuele e la moneta da 20 lire Umberto I.

La lira italiana è stata emessa a partire dal 1861, e è stata integrata nell’Unione monetaria latina a partire dal 1865. Vengono chiamate Marengo tutte le monete da 20 Lire : Napoleone, Vittorio Emanuele II e III, Umberto I, Carlo Alberto… con un titolo pari a 900.000‰, questa moneta ha differenti valori nominali (5 lire, 10 lire, 20 lire, 50 lire, 80 lire e 100 lire). Al rovescio di questa moneta, troviamo i differenti monarchi che hanno regnato in Italia dal 1863 al 1940. E anche se siamo lontani dall’aureo di Giulio Cesare, la moneta d’oro italiana è una moneta ideale per gli investimenti a medio e lungo termine.

La Francia : il Napoleone, sistema aureo ?

Napoleone 20 Franchi Marianne Coq

Se parliamo della lira in termini di Napoleone italiano, ciò significa che è inevitabile non parlare del Napoleone francese! Il ruolo del Napoleone d’oro, durante la sua prima coniazione, è stato quello di rimpiazzare il Luigi d’oro. Ma non è possibile parlare di un solo Napoleone in Francia : la moneta ha attraversato i decenni. In base al tipo, queste monete hanno avuto un diverso valore per gli investitori e collezionisti: alcune di esse attirano ancora oggi l’attenzione, come il Napoleone Ceres, il Napoleone III Testa Nuda o il Testa Laureata, le Genie III Repubblica e le Marianne Coq.

Con un titolo pari a 900.000‰ e un valore di 5, 10, 20, 40 e 50 Franchi, questa è la base di tutte le altre monete degli Stati dell’Unione latina, che hanno allineato le loro monete Unione latina alle Napoleone. Il Napoleone è stato concepito per la circolazione e lo scambio commerciale. E oggi, è una moneta che offre delle eccellenti qualità per l’investimento .

Svizzera, tradizione d’oro, d’orefici… e di casseforti

In Svizzera, si parla dei 20 Franchi Vreneli, che furono la base di lancio della moneta confederale svizzera. La moneta da 20 Franchi in oro ha le stesse caratteristiche delle sue “sorelle” dell’Unione latina: è l’equivalente del Napoleone francese. Il suo titolo di 900.000‰ e il suo peso di 6,452g (per 5,88g d’oro puro) ne fanno una moneta di facile scambio e il cui valore è assicurato nel tempo.

Ma ciò che determina il valore d questa moneta, è anche la tradizione svizzera: essa è parte di una nazione dove la tradizione dell’oreficeria è forte, e dove il rispetto del segreto bancario si accompagna ad uno statuto di cassaforte del mondo.

La Svizzera annuncia una maggiore trasparenza sui risultati delle importazioni ed esportazioni d’oro

July 29th, 2014

Analisi statistica delle imoprtazioni ed esportazioni d'oro in Svizzera

I principali attori del mercato dell’oro in Svizzera hanno raggiunto un accordo in concomitanza con i regolatori del mercato al fine di offrire una visione più trasparente e frequente sulle informazioni legate alle esportazioni e importazioni dell’oro. Dal 1° gennaio 2014, tali informazioni sono pubblicate mensilmente.

Queste informazioni in Svizzera offrono una minore trasparenza rispetto ad altri mercati. Fino ad’ora, questo tipo di informazioni venivano comunicate trimestralmente e senza nessuna precisazione circa la provenienza dell’oro o della sua destinazione finale.

La decisione, dopo anni di pressionie da parte degli attori del mercato privati, è stata apprezzata dagli agenti del mercato come, ad esempio, i fabbricanti di orologi in oro. Questi considerano tale informazione molto importante per conoscere sia l’origine che la destinazione dell’oro.

La Cina è sicuramene il Paese che trae maggiore beneificio da questa decisione. Stando ai risultati ottenuti nel 2012, la Svizzera avrebbe esportato verso l’Asia 1.570 tonnellate d’oro.

Alcuni analisti sottolineano anche che l’effetto di tale decisione è limitato. « Interpretare le statistiche del commercio estero è un lavoro molto delicato, non solo per la natura delle informazioni ma anche per via dell’esistenza d’informazioni che sono spesso in conflitto tra loro» – spiega David Jollie, analista presso Mitsui Precious Metals.

L’interpretazione delle statistiche del commercio estero è basata su un esercizio contabile, in particolare quello dell’Ufficio delle Statistiche. Nonostante esistano delle parti e dei movimenti difficilmente comprensibili o la cui destinazione/provenienza non coincidono realmente, tale decisione serve a farci avvicinare a dati più precisi.

Le esportazioni d’oro americane verso Hong Kong hanno raggiunto nuovi record

May 26th, 2014

Le esportazioni d’oro americane destinate ad Hong Kong hanno raggiunto un volume record. Fino allo scorso gennaio, le esportazioni ammontano a 250 tonnellate, in cui non sono però incluse tutte le esportazioni, in particolare l’oro riciclato, che viene venduto al di fuori dei registri ufficiali.

Hong Kong è il maggiore importatore d’oro al mondo. L’America è il primo esportatore d’oro con la quantità sopracitata. Al secondo posto viene la Svizzera con una quantità di 150 tonnellate. La Svizzera è il punto intermedio del “percorso dell’oro”, cioè Londra-Svizzera-Hong Kong. La Svizzera è la prima nazione al mondo dove si raffina il maggior quantitavo di oro e in cui viene modellato secondo i gusti e il volere della domanda asiatica.

Nel mese di gennaio, le esportazioni d’oro provenienti dagli Stati Uniti verso Hong Kong ammontano a 57 tonnellate. Queste cifre dimostrano l’appetito permanente e feroce dell’Asia per l’oro fisico. Queste informazioni sono state divulgate dall’USGS, United States Geological Survey (risultati ottenuti tramite un sondaggio).

Tabella: Lista dei Paesi che hanno esportato oro verso Hong Kong nel 2013


Fonte: SRSRocco Report

Nel corso dell’anno 2014, l’Asia dovrebbe continuare ad accumulare oro, svuotando le riserve dei Paesi occidentali. Tuttavia, il cartaceo emesso e adossato a quest’oro fisico non si riduce, aggravando di conseguenza la mancanza di garanzie già esistente.

Fonte: SRSRocco Report e OroyFinanzas.com

La domanda di oro in Cina aumenterà ulteriormente nei prossimi anni, secondo il World Gold Council

May 21st, 2014

La Cina fa parte delle più grandi potenze mondiali, sopratutto quando si parla di oro. Infatti, la Cina è il principale importatore e produttore di oro. Secondo un recente studio del World Gold Council, questa tendenza perdurerà ancora per molto tempo. Il WGC stima che la domanda di oro in Cina aumenterà almeno fino al 2017.

La Cina, primo importatore e produttore di oro

La Cina si è affermata come primo importatore di oro nel 2013. Le cifre divulgate dal World Gold Council all’inizio dell’anno, mostrano un’importazione di oltre 1100 tonnellate di oro da Hong Kong. Una cifra destinata ad aumentare, tenendo conto delle altre risorse d’importazione, i cui flussi restano ancora sconosciuti.

Inoltre, Pechino si è aggiudicato l’ambito posto di primo produttore di oro. Secondo quanto afferma il World Gold Council, la produzione del Paese è raddoppiata negli ultimi dieci anni, passando da 217 a 437 tonnellate d’oro, vale a dire più che le 380 tonnellate prodotte nel 2011, davanti anche all’Australia, gli Stati Uniti o il Sudafrica. E innegabile il fatto che la Cina giochi un ruolo determinante, da diversi anni, nel mercato dell’oro.

Una domanda in oro in continuo aumento

La Cina non rivela le informazioni sulle proprie riserve d’oro ma, tuttavia, incita la popolazione ad acuistarne, non solo perché ha una certa importanza nella cultura cinese – l’oro è particolarmente ricercato durante il capodanno cinese, ad esempio – ma anche perché viene considerato come la migliore soluzione d’investimento e di risparmio.

Uno strano dietro front se pensiamo che, per lungo tempo, il governo cinese ha impedito ai suoi cittadini di detenere oro! Inoltre, da quando il mercato dell’oro è stato liberalizzato in Cina, dal 1994, la domanda di oro dei privati è in costante aumento.

Secondo il rapporto del World Gold Council, questa domanda in oro aumenterà nei prossimi anni, e almeno fino al 2017. La relazione, pubblicata il mese scorso, indica che l’aumento oltrepasserà la soglia delle 1 132 tonnellate nel 2014, fino a raggiungere le 1 350 tonnellate da qui al 2017. Nel 2013, la domanda d’oro cinese era la più forte sul mercato, e si consoliderà nei prossimi anni.

 

La Cina, potenza mondiale sul mercato dell'oro. Fonte: World Gold Council

Dietro questa forte domanda vi sono delle ragioni economiche ben precise

Albert Cheng, managing director per l’estremo oriente del World Gold Council, nonché ex rappresentante della Zecca del Canada in Asia, spiega le ragioni di questa domanda in continuo aumento. La domanda di oro fisico (monete, lingotti, gioielli e oro industriale) dovrebbe seguire il tasso di crescita medio del 6% del Paese, tra il 2014 e il 2017.

« L’attaccamento culturale dei cinesi per l’oro è estremamente forte, e combinato con l’aumento della popolazione e il sostegno del governo, è possibile che il mercato si sviluppi ulteriormente. Il Paese è ormai al centro della scena mondiale dell’oro », spiega Albert Cheng.

L’esperto tiene conto di diverse ragioni per spiegare il futuro rialzo della domanda: l’importanza culturale che i cinesi attribuiscono all’oro, ma anche l’aumento dei redditi e un sostegno attivo del governo cinese. « Un numero sempre maggiore di persone si arrichisce in Cina, hanno i soldi da spendere in gioielli e più risparmi da investire », conclude l’esperto.

L’oro, un risparmio rifugio per il popolo cinese

In assenza di altri investimenti, l’oro rappresenta in effetti un’alternativa reale per chi vuole investire seriamente. Stando a quanto riportato sul rapporto, il metallo prezioso è particolarmente ricercato per i matrimoni e gli eventi culturali, ma non solo. « l’80% dei consumatori interrogati auspica un aumento dei propri investimenti in oro per i prossimi 12 mesi. I risparmiatori e gli investitori cinesi si concentrano sulla conservazione dell’oro a lungo termine, e prevedono un budget più importante da poter investire in questo metallo prezioso», si legge nel rapporto.

Ancora secondo il World Gold Council, il consumo di gioielli in oro dovrebbe passare da 669 tonnellate nel 2013 a 780 tonnellate nel 2017. Inoltre, non bisogna tralasciare il numero dei regali in oro che vengono offerti alle giovani coppie di fidanzati, un investimento molto ricorrente tra la popolazione cinese.

Un rialzo importante… ma non per l’esportazione?

Le cifre evocate dal World Gold Council annunciavano un forte aumento dell’importazione d’oro in Cina, almeno fino al 2017, ma non facevano nessun riferimento in merito all’esportazione. La Cina, primo produttore e importatore, non esporta il proprio oro. Nonostante vi siano delle cifre indicative sulle riserve d’oro della Cina, queste non sono divulgate in via ufficiale.

Le riserve dei privati aumenteranno ancora nei prossimi anni e, molto probabilmente, anche quelle nazionali. L’importazione è in aumento, la produzione anche – secondo il World Gold Council, questa è passata da 217 tonnellate d’oro a 437 negli ultimi dieci anni. E senza nessun’esportazione, la Cina diventerà senza dubbio l’attore principale sul mercato dell’oro nei prossimi anni.

Il rapporto della World Gold Council

I metalli preziosi nella tecnologia stanno spingendo al rialzo le loro quotazioni

May 13th, 2014

L’uso dei metalli preziosi nelle principali tecnologie spingono al rialzo le loro quotazioni, ma non solo… tutto questo si aggiunge all’esaurimento delle risorse minerarie e un riciclaggio ancora complesso e costoso, il che significa che la consumazione dei metalli preziosi contribuirà all’esplosione del loro prezzo nei prossimi 20 anni.

Utilizzo dei metalli preziosi nelle tecnologie

I metalli, tra cui anche le terre rare, vengono impiegati sempre di più nelle tecnologie avanzate e, purtroppo, non vengono riciclati. La quantità di metalli preziosi utilizzati è talmente minima da risultare difficile e molto costosa l’estrazione degli altri minerali nei quali sono nidificati. Un metodo particolare, che consiste nel far passare i detriti in un arco elettrico molto potente, permetterebbe di recuperare i metalli, ma non è stato ancora brevettato nell’industria.

- L’oro viene utilizzato a dei fini elettronici, medici, dentari, industriali, nel settore delle nanotecnologie, nell’aeronautica e nell’automobilistica.

« Riunendo tutti i cellulari del mondo in un unico mucchio, si otterrebbero circa 32 tonnellate d’oro, poiché per la fabbricazione di ogni telefono cellulare viene impiegata una minima parte di questo metallo prezioso ».

- L’argento viene utilizzato in numerosi strumenti industriali e in diversi contesti della vita di tutti i giorni come la fotografia, l’ingegneria elettronica, i catalizzatori, pannelli fotovoltaici e industria dell’energia verde (o sostenibile), schermi al plasma, tecnologia e ingegneria medica, chip RFID, purificazione dell’acqua, igiene dei prodotti alimentari…

Quest’infografia ci da un’idea dei differenti domini d’applicazione dell’argento (clicca sull’immagine per vedereil contenuto)

Importance of Silver in Technology. A report by: Scottsdale Bullion and Coin

La problematica del riciclaggio

Il problema dell’argento, e di molti altri metalli, è che il suo riciclaggio è complicato e costoso. In termine di proporzioni, si ricicla il 43% di oro utilizzato contro il 16% d’argento solamente. Il fosfato, l’uranio, il platino o ancora l’indio non vengono praticamente mai riciclati.

In fotografia, dove s’impiega un grande quantitativo d’argento, viene utilizzata ad esempio l’elettrolisi dell’acqua nello sviluppo e l’incenerimento delle radio e filmati usati. Anche se rappresentano un terzo del bisogno del settore, queste tecniche necessitano di conoscenze e strumenti molto costosi. Da quando il prezzo dell’argento è è tendenzialmente basso, dal 2013, il suo riciclaggio non ha per niente un buon rapporto qualità/prezzo.

La difficoltà nel riciclaggio dell’argento ne fanno un metallo ancora più prezioso nel futuro, sopratutto perché le miniere si stanno esaurendo a vista d’occhio.

L’esaurimento delle risorse naturali

Il concetto di crescita è un concetto puramente economico, totalmente antinomico alla realtà. L’umanità sta affrontando un periodo di decrescita, questo è un datto di fatto, e ciò non può che aggravarsi.

Stando a quanto illustrato su quest’infografia, non esisteranno più le miniere d’argento da qui a 15-20 anni e le risorse aurifere avranno una vita di 35-45 anni.

« La crescita demografica ed economica mondiale è tale che bisognerebbe estrarre nei prossimi vent’anni lo stesso quantitativo di minerali estratti dall’inizio della storia dell’umanità ».

Gli anni in cui avremo ancora delle riserve d’argento sono stimati a 29 anni, mentre per l’oro a 39 anni.
Per fare una stima delle riserve, è sufficiente conoscere lo stock delle risorse naturali a nostra disposizione e la velocità in cui vengono estratte.

Sul sito encyclo-ecolo.com, si legge :

« 2021: fine dell’argento. Al ritmo di consumazione attuale, esaurimento previsto tra il 2021 e il 2037. L’argento serve nell’industria (elettricità, elettronica, saldature, brasature e altre leghe: 41%). Lo stock attuale d’argento sulla terra è tra le 270 000 e le 380 000 tonnellate. Dal 1950, stiamo assistendo a una perdita del 93% degli stock mondiali d’argento e la domanda non smette di aumentare. 10 tra gli Stati più importanti dell’America e produttori d’argento hanno abbandonato la produzione a vantaggio di tutte le nuove tecnologie esistenti per estrarre questo metallo prezioso. Si stima che per ogni tranche di 10 oncie d’argento estratte in tutta la storia dell’umanità, è stata estratta solo 1 oncia d’oro. I produttori dell’alta tecnologia, di computer, cellulari e tablet hanno un bisogno costante di metalli preziosi, ne hanno consumato 320 tonnellate d’oro nel 2011 ».

Una risorsa preziosa che alimenta l’evoluzione mondiale

L’oro è meno difficile da riciclare, questo spiega i numerosi furti commessi.

« I furti di tubi catalittici ha conosciuto un’esplosione senza precedenti, per via della piccola quantità di metalli preziosi ch’essi contengono tra cui il platino, il cui prezzo si avvicina molto a quello dell’oro. E presente anche il palladio e il rodio ».

Per questi tre motivi: uso dei metalli preziosi nelle alte tecnologie, scarsità delle risorsre minerarie e difficoltà di riciclaggio, va da sé che il prezzo dei metalli preziosi aumenterà in maniera consistente nei prossimi vent’anni e che bisogna approfittare ora per investire in oro e argento, che sono i metalli più accessibili e attraenti!

Le Zecche di tutto il mondo lavorano a tempo pieno per produrre monete d’oro

May 7th, 2014

Abbiamo già potuto constatare che la domanda crescente di monete d’oro accelera il ritmo di produzione delle principali Zecche di tutto il mondo, come nel caso della Münze Österreich AG, la Zecca austriaca, che, nel corso di questi ultimi mesi, ha dovuto assicurare la sua produzione 24/24.

Produzione di monete d'oro in aumento in tutte le Zecche del mondo

La Zecca austriaca ha dovuto assumere personale per affrontare l’aumento della produttività. Questo fatto non è isolato : la Zecca americana (US Mint) o, ancora, quella australiana (Perth Mint) si sono trovati di fronte allo stesso problema. Nel caso dell’Australia, le vendita sono esplose del 20%, raggiungendo così il livello del mese di aprile dell’anno scorso.

La forte domanda di oro fisico, e in particolare dell’oro da investimento sotto forma di monete, è stato essenzialmente generato dal ribasso dei prezzi del 2013. Malgrado la forte domanda di oro fisico, numerosi analisti delle grandi banche come la JP Morgan, Morgan Stanley o la Bank of America annunciavano che l’oro cartaceo avrebbe risentito degli effetti tendenzialmente ribassisti per l’intero anno 2014.

« Il ribasso dei prezzi è una grande opportunità per gli investitori che intendono farsi una posizione sul metallo giallo a lungo termine » afferma Michael Haynes, consulente presso la Borsa dei Metalli preziosi negli Stati Uniti. Così, i metalli fisici possono provenire sia dai mercati di scambio che dalle Zecche internazionali, se si tratta di monete da investimento.

La Zecca inglese ha aumentato significativamente la produzione di Sterline all’inizio di quest’anno.
Parlando di cifre, le vendite di monete d’oro American Eagle hanno raggiunto le 89.500 oncie, mentre la Zecca austriaca ha aumentato le vendite della Filarmonica del 36% in confronto al 2012.

Fonte : Bloomberg e OroyFinanzas.com

La società LinGOLD.com ha lanciato la sua propria moneta da un’oncia d’oro puro, la Vera Valor, che è stata l’oncia d’oro più venduta in Francia nel 2012 e 2013. La Vera Valor è disponibile anche in mezza oncia. Dall’inizio di quest’anno, la Vera è disponibile in un’oncia d’argento, la Vera Silver, di cui ne sono state coniate e vendute più 20.000. Queste monete rientrano perfettamente nel contesto di diversificazione del patrimonio. I bassi prezzi attuali dell’oro e dell’argento permettono a chiunque di poter investire in un risparmio sicuro, fisico e reale che è disponibile in qualsiasi momento.

Acquistate le vostre monete presso rivenditori che ne garantiscono l’autenticità!

April 30th, 2014

Monete false in oro 50 pesos

Nulla impedisce a chiunque di collezionare delle monete false, a patto che i materiali d’origine vengano indicati al momento della vendita e che il loro prezzo non sia esorbitante. Tuttavia, niente impedisce il fatto che vi siano dei rivenditori mal intenzionati che vendono queste monete facendole passare per delle monete autentiche. Questo è ció da cui vogliamo mettervi in guardia ed in particolare da siti come aliexpresse.com.

Non si tratta di denunciare una truffa poiché le informazioni relative ai prodotti sono chiare, ma piuttosto della minaccia che puó rappresentare questo tipo di business che sfugge al mercato dei professionali. A dispetto della fase ribassista che l’oro ha attrevarsato nel 2013, il suo prezzo resta conveniente e il plusvalore che si potrebbe realizzare dalla vendita di monete false facendole spacciare per delle vere monete non sfugge ai rivenditori disonesti.

Un nostro amico numismatico, Michel Prieur, ci parlò di un annuncio apparso sul sito di piccoli annunci (leboncoin.fr) a proposito di un privato che ha messo in vendita una moneta 50 pesos messicana placcata in oro, solo che l’annuncio non specificava che la moneta era semplicemente placata in oro, “un’omissione” imperdonabile che truffa completamente l’acquirente inesperto che deve pagare con dei soldi liquidi e andare a recuperare la moneta fisicamente.
Nessun ricorso sarebbe possibile.
L’annuncio diceva che la purezza della moneta era di 900/1000… Il campanello d’allarme per individuare una moneta falsa è il peso, una vera 50 pesos messicana pesa 41,65 grammi e quella presente sull’annuncio indicava 31,6 grammi ed il prezzo di vendita riportato era quello al quale viene venduta una moneta autentica in oro…

I nostri consigli :

Non smettermo mai di ripeterlo, evitate le vendite da privato a privato, il rischio di farsi imbrogliare è troppo grande! Anche quando il venditore è in buona fede, non è quasi mai certo che esso sia in grado di certificare l’autenticità delle monete.

Quando si tratta d’investire in monete d’oro, è indispensabile acquistare dei prodotti autentici presso dei rivenditori riconosciuti, sia in negozio che tramite internet. Come essere sicuri che il prodotto sia autentico? Ad esempio, i prodotti messi in vendita sul sito LinGOLD.com sono certificati da un organismo specifico abilitato a livello internazionale, l’ALS. Questa società non solo attesta l’effettiva esistenza delle monete vendute su LinGOLD.com ma ne garantisce anche la tracciabilità.
La certificazione delle monete vale anche per i “prodotti home made” fabbricati da partner riconosciuti sul mercato e in grado di certificare i materiali trattati.

Un sistema chiuso e sicuro, garante della tracciabilità dei prodotti

Il sistema LinGOLD.com garantisce anche la propria “non contaminazione” da monete false : le monete circolano in un circuito chiuso attorno alla catena di approvvigionamento (un solo intermediario tra LinGOLD.com e i fornitori). La conservazione delle monete è certificata grazie al fatto che queste si trovano nelle casseforti della società (le monete non fuoriescono dalle casseforti) e vengono acquistate presso 5 rifornitori professionali riconosciuti sul mercato.

Questo genere di precauzione prima dell’acquisto permette agli acquirenti di mettersi al riparo da una possibile truffa. Se vi sentite attratti da un annuncio allettante su un sito di piccoli annunci, non dimenticate che LinGOLD.com mostra in maniera esplicita le caratteristiche di ogni moneta messa in vendita. Vi basta confrontare le caratteristiche ufficiali della moneta alla quale siete interessati su LinGOLD.com con quella del sito di piccoli annunci per individuare gli eventuali falsi.

Quando la crisi geopolitica si trasforma in crisi monetaria !

April 9th, 2014

L’esempio della Crimea è lampante. L’enclave ucraina raggiunge il girone russo, dopo una crisi geopolitica che è diventata oggi una crisi monetaria per gli abitanti. Questo non è l’unico esempio di una situazione quotidiana che può trasformarsi in qualcosa di difficile a causa della scomparsa o dell’inflazione di una moneta. Quali sono le soluzioni verso quali bisogna orientarsi in casi come questo?

La Crimea, contesa tra due monete

In Crimea, la crisi geopolitca si è trasformata in crisi monetaria. E gli abitanti della Crimea sono di fronte ad una situazione di transizione molto dolorosa.

Dopo la crisi geopolitica che ha toccato il sud dell’Ucraina, si deve far fronte ad un altro problema, che è quello della moneta da adottare, poiché l’enclave deve ritornare nel girone russo. Problema: la moneta ucraina, la Grivna, veniva accettata fino al 1° aprile. Ma per i crimeani, non c’è stato il tempo di pensare! « I conti vengono presentati nelle due valute. Alcuni pagamenti in Grivnia non vengono addirittura più nemmeno accettati, contro ogni legalità, ma con la paura giustificata che presto potrebbe non essere più utilizzabile », si legge in un articolo su Le Monde.

Abitanti con disponibilità di liquidi a breve a termine

E bisogna dire che in un contesto più “abituale’ di cambiamento di valuta (ad esempio, il passaggio all’euro), gli abitanti hanno qualche mese di tempo per abituarsi e poter cambiare le proprie liquidità. Oltre alla questione del cambio importante dei tassi (una Grivnia vale 3,8 rubli), per la popolazione si pone quella del futuro delle loro liquidità. Cosa fare quando le economie hanno riversato su una banca il loro avvenire… e se questa banca è chiusa e non potrà quindi distribuire cartamoneta? « Senza liquidità, gli sportelli automatici fuori servizio », si legge ancora su LeMonde.fr. « Coloro che vorrebbero uscire dal territorio non possono né prelevare contanti né vendere la propria casa. Coloro che vorrebbero restare devono contare sulle riserve di liquidità messe da parte o partire per fare rifornimento di contanti in Ucraina o in Russia ».

Una situazione che ricorda quello di Cipro… dove gli sportelli vennero presi d’assalto dai ciprioti, mentre le banche stavano chiudendo i battenti una dopo l’altra. E Cipro non è stato il solo Paese a far fronte a questo tipo di situazione, anche l’Argentina ha vissuto la crisi in questo modo.

L’Argentina, sfortunata testimone delle crisi monetarie

Da diversi anni, l’Argentina ha dovuto abituarsi alla crisi monetaria. La più forte tra queste è stata quella degli anni ’90, una crisi finanziaria brutale che ebbe come conseguenza una svalutazione molto forte del peso argentino a danno degli abitanti. Stessa cosa negli anni 2000… e recentemente all’inizio dell’anno, momento di forte tensione per la valuta argentina.

Verso quale moneta bisogna orientarsi in caso di crisi?

Qual è la moneta di fiducia in caso di crisi? In caso di crisi monetaria, è spesso il dollaro la moneta verso cui s’indirizzano le persone, come nel caso dell’Argentina, dove gli abitanti hanno messo i propri risparmi sui conti bancari in dollari. E di recente, con un dollaro scambiato a 8,34 pesos, gli Argentini si sono rivolti in massa, ancora una volta, verso una moneta più solida della loro.

Anche se gli Stati Uniti sono anch’essi in piena crisi e il dollaro non sembra poi così solido, resta comunque la moneta di referenza per il commercio internazionale e gli scambi sul mercato. Fino ai minimi dettagli della vita quotidiana degli abitanti: l’ultimo scandalo che ha scosso l’Argentina, è l’assenza di… ketchup negli hamburger di una celebre catena di fast food. Il ketchup viene acquistato in Cile in dollari, e il governo non vuole i bigliettoni verdi, troppo preziosi in tempi di crisi, non lasciano il Paese!

Ma cosa succederebbe se il dollaro perdesse a sua volta il suo valore? O se, come in Crimea, venissero scambiati piuttosto in nero, in un contesto in cui la potenza che ha il controllo sulla nazione volesse fare a meno del dollaro?

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Una crisi della stessa portata potrebbe verificarsi anche in Italia? Si, poiché le ragioni possono essere numerose, e non solo geopolitiche! A Cipro, ad esempio, quando tutto il sistema bancario ha fatto fallimento, anche la vita quotidiana dei ciprioti ha toccato il fondo a sua volta.

In Italia, se tutti gli italiani cercassero di recuperare i loro fondi tutti insieme, tutto il sistema farebbe fallimento. Un vero e proprio “bankrun”, un assalto agli sportelli bancari per prelevare i propri soldi prima degli altri. In Grecia, così come in Spagna, è la stessa identica cosa per numerosi risparmiatori e investitori, che prelevano i soldi in massa dai loro conti bancari.

In caso di crisi, la soluzione di ripiego – e anche di sopravvivenza – prende la forma delle monete metallo. Un esempio è quello della Seconda Guerra Mondiale, quando alcuni soldati inglesi partivano in missione con delle sterline in oro nascoste: era la soluzione per potersi salvare la vita, poiché le monete rappresentavano un valore sicuro in tutte le nazioni.

L’argento metallo, più facile da scambiare

Nel caso di una crisi monetaria come quella che sta avvenendo ora in Crimea, sarebbe dunque la soluzione che potrebbe evitare ai crimeani di ritrovarsi a corto di liquidi. Sopratutto se il ricorso al dollaro potrebbe risultare pericoloso per via del contesto politico che si verrà a creare.

Verso quale moneta metallo rivolgersi? Ovviamente, verso le monete da investimento, il cui valore è conosciuto. I 10 rubli Russia, la moneta d’oro russa da investimento, ne fa parte. Ma potrebbe essere ancora più ragionevole rivolgersi verso l’argento metallo, garante del proprio valore, e che ha sopratutto il vantaggio di essere più liquidabile. Una moneta riconosciuta e che non perde il suo valore nel tempo e che si può scambiare facilmente. Rifornitevi prima della grande crisi, poiché dopo non ce ne sarà più abbastanza!

 

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"Ciò che conta per un alpinista è il suo sforzo, la sua abilità, i suoi muscoli. La corda che lo assicura non gioca alcun ruolo finché tutto va bene. Ma questa gli da sicurezza. Allo stesso modo, l’oro non serve che a garantire la fiducia. E’ un rifugio."